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08 febbraio 2026

MUSICA – F.J. HAYDN – ARIANNA A NASSO

Franz Joseph Haydn – Arianna a Nasso, Cantata per Voce e Clavicembalo.

Il mito della principessa Arianna, abbandonata da Teseo sull’isola di Nasso dopo averlo aiutato a vincere il Minotauro, è una delle tematiche più frequenti nella storia dell’Opera; Haydn, con la sua Cantata “Arianna a Nasso”, scritta per Voce e Pianoforte nel 1789, crea un accattivante Composizione che mette in rilievo i vari aspetti del Dramma vissuto dalla principessa, la trepidazione, l’ira, il dolore per l’amore perduto.

“Arianna a Nasso” viene eseguita a Londra a Febbraio del 1791 dal castrato Gasparo Pacchierotti e da Haydn al Clavicembalo; alla prima pubblicazione curata nel 1790 dall’Editore viennese Artaria fa seguito un’Edizione stampata a Londra da John Bland e messa in vendita il 10 Giugno 1791.

Si racconta che a Londra Haydn abbia eseguito la Cantata accompagnando Fanny Nelson, la moglie di Horatio Nelson, nel loro primo incontro; tuttavia è più probabile che l’Opera sia stata scritta per Josepha von Genzinger, la figlia del Medico curante del Principe Esterházy.

La Cantata, composta da due Recitativi alternati a due Arie, è focalizzata più sull’espressione drammatica che sull’abilità tecnica, peraltro la gamma vocale poco estesa e la mancanza di ampi ornamenti fanno credere a una scrittura destinata inizialmente per una cantante non professionista.

Il Testo anonimo è impostato da Haydn per l’accompagnamento con il Clavicembalo o il Fortepiano; tuttavia, nonostante l’ambientazione per tastiera sia in grado di trasmettere con efficacia la difficile situazione emotiva dell’eroina greca, lo stesso Compositore, in una missiva indirizzata all’Editore John Bland, comunicava che avrebbe creato una versione per Voce e Orchestra.
Rimane un mistero questa mancata realizzazione.

La Cantata inizia con un Recitativo, “Teseo mio ben, dove sei tu?”, lento, riflessivo, che raffigura il voluttuoso risveglio di Arianna, il suo languore e l’impazienza per il ritorno di Teseo.
Segue l’Aria “Dove sei, mio bel tesoro?” dove Arianna prega gli dei di condurre a lei l’amato.
La sua ansia è resa evidente dalla linea vocale esitante e dalla discontinuità armonica dell’accompagnamento.
Intensamente drammatico è il secondo Recitativo, “Ma, a chi parlo?”; ricco di improvvisi cambiamenti di tempo e modulazioni, termina con un commovente Arioso, “Già più non reggo”. L’intensa sofferenza della figlia di Minosse esplode nell’Aria finale “Ah! Che morir vorrei”; la sua angoscia e il suo sdegno trovano enfasi nella insistente ripetizione della frase conclusiva, “Chi tanto amai”.

15 gennaio 2026

MUSICA - J. BRAHMS – VARIAZIONI SU UN TEMA DI HAYDN

 



Johannes Brahms – Variazioni su un tema di Haydn Op.56

Le Variazioni Op.56 sono un momento fondamentale nell'evoluzione creativa di Johannes Brahms come Compositore sinfonico, lo proiettano infatti verso la prima Sinfonia; di questa, il primo Movimento era già pronto da qualche anno ma si trovava relegato in un cassetto a causa del timore reverenziale nell'affrontare quel modello classico.
Le Variazioni sul tema di Haydn, scritte nella duplice versione per due Pianoforti e per Orchestra, appaiono espressioni di un unico momento creativo dato il breve lasso di tempo intercorrente tra l’una e l’altra; la versione per due Pianoforti, inserita in catalogo dallo stesso autore come Opus 56b, viene eseguita a Settembre del 1873 con Clara Schumann, quella per Orchestra il 2 Novembre 1873, con Brahms alla direzione della Filarmonica di Vienna.
La versione orchestrale è quella oggi più conosciuta e molto più spesso eseguita.

Nella versione per Orchestra, il Tema, le otto Variazioni e il Finale presentano le seguenti indicazioni di Tempo; in parentesi, quando diverse, quelle riferite alla versione 56b.
Tema: “Chorale St. Antoni” – Andante
Variazione I – Poco Più animato (Andante con moto)
Variazione II – Più vivace (Vivace)
Variazione III – Con moto
Variazione IV – Andante con moto (Andante)
Variazione V – Vivace (Poco presto)
Variazione VI – Vivace
Variazione VII – Grazioso
Variazione VIII – Presto non troppo (Poco presto)
Finale – Andante

Il Tema, in Si Bemolle Maggiore, si basa sul “Corale di Sant'Antonio”, Composizione per Ensemble di Fiati, all'Epoca attribuita erroneamente a Franz Joseph Haydn ed ancora oggi di origine incerta; i Fiati e il pizzicato degli archi esaltano il suo carattere Corale.
Il Tema è impostato su due periodi asimmetrici, entrambi con ripetizioni segnate da ritornelli: il primo periodo presenta due Frasi di cinque Battute ciascuna, il secondo è costituito da uno sviluppo in otto Battute, una ripresa di quattro Battute e un Finale di sette.
Il Tema è chiuso da un Accordo ripetuto.

Le otto Variazioni seguono, anche se con meno rigore, l’impostazione schematica del Tema; ciascuna si distingue per i riferimenti a forme e tecniche di epoche precedenti.
La Prima Variazione si basa sulle note scandite dai Fiati su cui gli Archi costruiscono una fluida melodia.
La Seconda Variazione, per andamento quasi una danza ungherese, vede una forte contrapposizione fra gli Archi e i Fiati.
La Variazione Terza si presenta come un corale figurato; è rilevante il dialogo tra gli strumenti a Fiato.
Nella Quarta Variazione, permeata da crepuscolare lirismo, sono evidenti i caratteri della Polifonia Barocca; le due figurazioni, una melodia distesa ed un accompagnamento scorrevole, ad ogni ritornello vengono scambiate tra il gruppo degli Archi e quello dei Fiati.
La Variazione numero Cinque è brillante, quasi uno scherzo nello stile di Mendelssohn; il fraseggio veloce tra i due Gruppi di Strumenti mette in evidenza l’originaria scrittura per due Pianoforti.
Anche la Sesta Variazione ha un andamento brillante; assume l’aspetto di Marcia festosa e solenne sotto l’impeto degli Archi coadiuvati dalla farfara dei Corni.
La Settima Variazione è un momento contemplativo segnato dal cullante ritmo di siciliana; la delicata Melodia è giocata sulla timbrica ottenuta accoppiando il Flauto alle Viole e il Fagotto ai Violini.
L’Ottava Variazione si snoda per linee sovrapposte sempre più fitte, come un misterioso moto perpetuo.
Il Finale è una Passacaglia di particolare impegno costruttivo.
Il Tema deriva da quello principale; cinque Battute formano il Basso Armonico che viene ripetuto per diciassette volte (Basso ostinato), ogni volta accompagnato da figurazioni sempre diverse. Alla diciottesima Ripetizione si chiude in piena Orchestra con l’affermazione trionfale del Corale di Sant'Antonio.

18 novembre 2025

MUSICA - LA SONATA NELL'ERA CLASSICA - STORIA

La Sonata nell'era classica

#Art #History #Music #Sonata

Il notevole utilizzo della Sonata nell'era classica sarebbe stato decisivo per questa forma musicale, tramutandola da semplice termine musicale all'essere considerata una forma fondamentale di organizzazione per opere su larga scala. Questa evoluzione prese, in ogni caso, 50 anni. Si applicherà sia alla struttura dei movimenti che all'impaginazione dei Movimenti in un lavoro che ne abbia più di uno. Nella transizione al periodo classico molti nomi designavano le opere con più di un movimento, ad esempio "divertimento", "serenata" e "partita", e molti di questi sono ora raggruppati sotto il nome di "sonata". L'utilizzo di "sonata" come termine standard per queste opere è databile agli anni settanta del XVIII Secolo.

Haydn etichetta la sua prima sonata per piano come tale nel 1771, dopo di cui il termine "divertimento" è usato molto raramente con questa eccezione: Sonata viene crescentemente applicato sia a un'opera per piano solista, o per piano e un altro strumento, spesso violino o violoncello. Fu sempre meno frequentemente applicato ad opere eseguite da più di due strumenti: ad esempio terzetti per piano non vennero più così spesso definiti sonate per piano, violino e violoncello.

Inizialmente la struttura più comune era:

  • Allegro - che ai tempi non era inteso semplicemente come andamento, ma indicava anche l'importanza di un certo grado di elaborazione del tema.

  • Un movimento centrale che era, frequentemente, un movimento lento, cioè un andante o  largo, o, anche ma più raramente, un minuetto. Può essere in forma di tema e variazioni.

  • Un movimento di chiusura, nel primo periodo alcune volte un minuetto, come nelle prime 3 sonate per piano di Haydn, ma successivamente in genere un allegro, o un presto e spesso chiamato finale. Poteva essere anche un rondò.

Haydn fece uso, verso gli anni novanta del Settecento, della sonata in due movimenti, oltre a quattro Movimenti nel primo periodo classico, con un movimento danzabile inserito prima del movimento lento come nelle sonate n. 6 e n. 8 di Haydn stesso. Delle opere da lui definite Sonate, divertimenti o partite, in Hob XIV, 7 sono divise in 2 Movimenti, 35 lo sono in 3, e altre 4 sono composte di 4 parti: inoltre di svariate Composizioni in 3 e 4 movimenti l'autenticità è dubbiosa.

Le Sonate di Mozart sarebbero anch'esse principalmente composte di 3 movimenti, mentre Compositori come Boccherini pubblicheranno sonate per piano e strumenti obbligati con un terzo movimento facoltativo (nel caso di Boccherini, si tratta di 28 Sonate per violoncello).

Ma sempre più opere strumentali venivano prodotte in 4, e non 3, movimenti, una pratica ascoltata la prima volta nei quartetti d'archi e nelle sinfonie, e che arrivò alla sonata nelle prime opere di questo tipo di Beethoven. Ad ogni modo, le sonate in 2 o 3 movimenti continuarono ad essere composte durante l'era classica: l'opera 102 di Beethoven è composta da una sonata in due movimenti in Do maggiore e un'altra in 3 movimenti in RE maggiore.

La struttura in 4 movimenti era a questo punto lo standard per i quartetti d'archi e definitivamente il tipo più comune di Sinfonia.

La struttura quindi è:

  • un allegro, che a questo punto si sviluppa in quella che viene chiamata forma sonata, completa di esposizione, sviluppo e ripresa.

  • un movimento lento, sia esso andante, adagio o largo.

  • un movimento danzabile, un minuetto o, sempre più frequentemente, uno scherzo.

  • un finale con un'andatura più veloce, spesso in una forma più "morbida" di un allegro.

Questa struttura in quattro movimenti fu presto considerata lo standard per le sonate, e le opere con strutture diverse vennero presto viste come eccezioni, ed etichettate come aventi movimenti "omessi" o "extra". L'uso sarebbe stato notato dai critici all'inizio dell'Ottocento e codificato ben presto dalla didattica musicale.

È difficile sorvolare sull'importanza della produzione di Sonate di Beethoven, 32 per Pianoforte, oltre a quelle per violino o violoncello uniti al piano stesso, che formano un enorme corpo musicale che verrà, nei tempi a seguire, sentito sempre più come essenziale per ogni strumentista che desideri diventare un maestro.

21 ottobre 2025

MUSICA - TEATRO PETRUZZELLI DI BARI - 22 OTTOBRE 2025

 ORCHESTRA DEL TEATRO PETRUZZELLI

direttore  Ottavio Dantone
violoncello  Enrico Dindo

#Theater #Bari #Concert

Programma :

Franz Joseph Haydn
Ouverture, dall’opera “L’isola disabitata”

Mieczysław Weinberg
Concerto in re minore, per violoncello e orchestra, op. 43

Robert Schumann
Sinfonia n. 3, in Mi bemolle maggiore, op. 97
“Renana”

05 ottobre 2025

MUSICA – F.J. HAYDN – CONCERTO PER ORGANO

Concerto per Organo in do maggiore, Hob:XVIII:1

#Organ #Music #Haydn #History #Concert

Musica: Franz Joseph Haydn (1732 - 1809)
  1. Allegro moderato
  2. Largo (fa maggiore)
  3. Allegro molto
Organico: clavicembalo o organo, 2 oboi, 2 trombe, archi, basso continuo
Composizione: 1756
Edizione: Breitkopf & Härtel, Wiesbaden, 1986

Generalmente lacunosa è — come si sa — la cronologia relativa ai primi lavori di Haydn, anche perché manovre editoriali non propriamente ortodosse tentarono alla morte dell'autore di spacciare per sue opere di compositori viennesi affatto secondari.
Nel caso del «Concerto per l'organo» — questa la dizione esatta — il rinvenimento, una ventina di anni fa, del manoscritto autografo stabilì invece con assoluta certezza la data: 1756.
All'età di ventiquattro anni Haydn sta per dire addio alla scapigliata vita bohèmienne che lo aveva visto attivo a Vienna come violinista di piccole orchestre, in occasione di balli pubblici e privati che si tenevano durante la stagione invernale, oppure di quelle improvvisate «séances» musicali che animavano, in estate, piazze e strade cittadine.
A questo punto si chiude infatti quel periodo di libertà e indipendenza creativa che per l'artista settecentesco significa anzitutto fame e miseria, e troviamo Haydn in assettato corredo di livrea al servizio del primo mecenate, il musicale conte von Furnberg. Singolare figura di dilettante che nella residenza estiva di Weinzierl chiamava a raccolta compositori e interpreti (non escluso il parroco, valente violoncellista), dando vita a vivaci riunioni cameristiche, nelle quali il gusto viennese del «musizieren» si affermava con ricca e spontanea inventiva. La tradizione, non smentita del resto dalla recente musicologia, vuole che Haydn trovandosi ad adattare un divertimento a un insieme di quattro strumenti ad arco (due violini, viola e violoncello), creasse il primo moderno quartetto. Se in questo caso si trattava di «inventare» un consolidamento formale che garantisse (a differenza di quanto era avvenuto con la precedente «sonata a tre» barocca) l'unità stilistica fra le quattro parti, tutte partecipi del lavoro tematico, nel concerto per strumento a tastiera e orchestra, Haydn non può essere invece considerato un innovatore, quanto piuttosto un abile sintetizzatore delle recenti conquiste stilistiche affermate con consapevole autonomia dalle scuole di Mannheim, di Vienna e della Germania settentrionale.
Lo stesso esiguo numero di concerti scritti da Haydn per clavicembalo, organo e pianoforte (undici), rispetto alla quarantina (alcuni dei quali allo stato di frammento) composti da Mozart, testimonia che non era a questo campo specifico che si indirizzavano le preferenze del maestro, più interessato alla «reductio ad unum» dei mezzi stilistici che alle contrapposizioni dualistiche e «drammatiche» della forma concertante.
Lo strumento solista nei concerti per strumento a tastiera di Haydn partecipa ancora della fondamentale struttura barocca a blocchi giustapposti (alternanza solo-tutti) ed è strettamente legato al tessuto orchestrale. La novità nell'impianto si affermerà, com'è noto, con i concerti di Mozart post 1776: a questo punto l'ingresso del solista è atteso come un evento nuovo, carico di «suspense»; autosufficiente e ben caratterizzato, come un personaggio d'opera, esso si afferma e si distingue in tutta la sua forza drammatica.
Il concerto per organo fu pubblicato nel 1953 da Breitkopf e Haertel, nella revisione di Michael Schneider. L'orchestra che riunisce due oboi e quartetto d'archi (nella sezione del «tutti» l'organo collabora con il violoncello e il contrabbasso) è felicemente allusiva a quel clima di agreste serenità, non incrinato dall'enfasi sturmundranghiana, che ritroviamo intatta nelle pagine più celebri della sua produzione sinfonica.
Nel primo movimento («Moderato») si passa dal tono deciso e ben scandito ritmicamente della frase iniziale a un gioco cangiante di modulazioni e di sincopi che vedono il respiro musicale fluttuare in inquieto divenire, secondo le tangenti espressive di quello «Empfindsamstil » (stile della sensibilità) che, fra gli altri, Carl Philipp Emanuel Bach — autore assai caro a Haydn — aveva cosi finemente realizzato. Il settecentesco gusto «galant» si afferma con squisita varietà espressiva nella ricca fioritura di abbellimenti (trilli, acciaccature, gruppetti, arpeggi) che rimbalzano dall'orchestra allo strumento solista. Dopo l'elegiaco «Largo» in fa maggiore nel quale sono avvertibili echi barocchi nella simmetrica giustapposizione dinamica di «piano» e «forte», l'«Allegro molto» del finale, col suo vivace ritmo di danza (3/8), suggerisce il senso di una vitale baldanza, ricondotta nell'alveo di una misurata chiarezza.


31 ottobre 2024

MUSICA - J. BRAHMS – VARIAZIONI SU UN TEMA DI HAYDN




Johannes Brahms – Variazioni su un tema di Haydn Op.56

Le Variazioni Op.56 sono un momento fondamentale nell'evoluzione creativa di Johannes Brahms come Compositore sinfonico, lo proiettano infatti verso la prima Sinfonia; di questa, il primo Movimento era già pronto da qualche anno ma si trovava relegato in un cassetto a causa del timore reverenziale nell'affrontare quel modello classico.
Le Variazioni sul tema di Haydn, scritte nella duplice versione per due Pianoforti e per Orchestra, appaiono espressioni di un unico momento creativo dato il breve lasso di tempo intercorrente tra l’una e l’altra; la versione per due Pianoforti, inserita in catalogo dallo stesso autore come Opus 56b, viene eseguita a Settembre del 1873 con Clara Schumann, quella per Orchestra il 2 Novembre 1873, con Brahms alla direzione della Filarmonica di Vienna.
La versione orchestrale è quella oggi più conosciuta e molto più spesso eseguita.

Nella versione per Orchestra, il Tema, le otto Variazioni e il Finale presentano le seguenti indicazioni di Tempo; in parentesi, quando diverse, quelle riferite alla versione 56b.
Tema: “Chorale St. Antoni” – Andante
Variazione I – Poco Più animato (Andante con moto)
Variazione II – Più vivace (Vivace)
Variazione III – Con moto
Variazione IV – Andante con moto (Andante)
Variazione V – Vivace (Poco presto)
Variazione VI – Vivace
Variazione VII – Grazioso
Variazione VIII – Presto non troppo (Poco presto)
Finale – Andante

Il Tema, in Si Bemolle Maggiore, si basa sul “Corale di Sant'Antonio”, Composizione per Ensemble di Fiati, all'Epoca attribuita erroneamente a Franz Joseph Haydn ed ancora oggi di origine incerta; i Fiati e il pizzicato degli archi esaltano il suo carattere Corale.
Il Tema è impostato su due periodi asimmetrici, entrambi con ripetizioni segnate da ritornelli: il primo periodo presenta due Frasi di cinque Battute ciascuna, il secondo è costituito da uno sviluppo in otto Battute, una ripresa di quattro Battute e un Finale di sette.
Il Tema è chiuso da un Accordo ripetuto.

Le otto Variazioni seguono, anche se con meno rigore, l’impostazione schematica del Tema; ciascuna si distingue per i riferimenti a forme e tecniche di epoche precedenti.
La Prima Variazione si basa sulle note scandite dai Fiati su cui gli Archi costruiscono una fluida melodia.
La Seconda Variazione, per andamento quasi una danza ungherese, vede una forte contrapposizione fra gli Archi e i Fiati.
La Variazione Terza si presenta come un corale figurato; è rilevante il dialogo tra gli strumenti a Fiato.
Nella Quarta Variazione, permeata da crepuscolare lirismo, sono evidenti i caratteri della Polifonia Barocca; le due figurazioni, una melodia distesa ed un accompagnamento scorrevole, ad ogni ritornello vengono scambiate tra il gruppo degli Archi e quello dei Fiati.
La Variazione numero Cinque è brillante, quasi uno scherzo nello stile di Mendelssohn; il fraseggio veloce tra i due Gruppi di Strumenti mette in evidenza l’originaria scrittura per due Pianoforti.
Anche la Sesta Variazione ha un andamento brillante; assume l’aspetto di Marcia festosa e solenne sotto l’impeto degli Archi coadiuvati dalla farfara dei Corni.
La Settima Variazione è un momento contemplativo segnato dal cullante ritmo di siciliana; la delicata Melodia è giocata sulla timbrica ottenuta accoppiando il Flauto alle Viole e il Fagotto ai Violini.
L’Ottava Variazione si snoda per linee sovrapposte sempre più fitte, come un misterioso moto perpetuo.
Il Finale è una Passacaglia di particolare impegno costruttivo.
Il Tema deriva da quello principale; cinque Battute formano il Basso Armonico che viene ripetuto per diciassette volte (Basso ostinato), ogni volta accompagnato da figurazioni sempre diverse. Alla diciottesima Ripetizione si chiude in piena Orchestra con l’affermazione trionfale del Corale di Sant'Antonio.

20 aprile 2023

SIR JOHN ELIOT GARDINER

 Sir John Eliot Gardiner, nasce il 20 Aprile 1943.

Direttore d'Orchestra inglese. Ha fondato il Monteverdi Choir, gli English Baroque Soloists e Orchestre Revolutionnaire et Romantique. 



Discografia ( parziale ) :
  • Bach: Sacred Masterpieces Cantatas
  • Bach: Cantatas Volume 1 – 7 – 8 – 10 – 14 – 15 – 19 – 21 – 22 – 24 – 26
  • Bach: Cantatas for Ascension Day
  • Bach: Cantatas for the 11th Sunday after Trinity
  • Bach: Cantatas for the 27th Sunday Trinity
  • Bach: Cantatas for the 3rd Sunday after Epiphany
  • Bach: Cantatas for the Feast of the Purification of Mary
  • Bach: Choral Works CD
  • Bach: Christmas Oratorio CD
  • Bach: Easter Cantatas CD
  • Bach: Funeral Cantatas CD
  • Bach: Magnificat BWV 243
  • Bach: Messa in si minore BWV 232
  • Bach: St. John Passion CD
  • Bach: St. Matthew Passion
  • Bach: Trinity
  • Bach: Whitsun Cantatas
  • Beethoven/Mendelssohn: Conc. per violino, con Mullova
  • Beethoven/Mendelssohn: Conc. per violino, con Mullova
  • Beethoven the Revolutionary: Symphony Nos. 3 & 5
  • Beethoven: Leonore
  • Beethoven: Mass in C major
  • Beethoven: Missa Solemnis
  • Beethoven: Piano Concerto No. 5
  • Beethoven: Piano Concertos
  • Beethoven: Sinfonie n. 1-9
  • Berlioz: Symphonie Fantastique
  • Berlioz: Messe solennelle
  • Brahms: Choral Works
  • Brahms: Requiem tedesco
  • Britten: War requiem
  • Bruckner: Mass No. 1
  • Fauré: Requiem
  • Gluck: Alceste
  • Haendel: Aci e Galatea
  • Handel: Alexander's Feast
  • Haendel: Hercules
  • Handel: Israel in Egypt
  • Handel: Jephtha
  • Handel: Messiah
  • Handel: Solomon
  • Haendel: Mus. sull'acqua/Musiche fuochi d'artificio
  • Haydn: 6 Great Masses
  • Haydn: The Creation
  • Monteverdi: L'Incoronazione di Poppea
  • Monteverdi: L'Orfeo
  • Monteverdi: Vespro della Beata Vergine
  • Mozart: Così Fan Tutte
  • Mozart: Don Giovanni
  • Mozart: Great Mass in C minor
  • Mozart: Idomeneo
  • Mozart: La Clemenza di Tito
  • Mozart: Le Nozze di Figaro
  • Mozart: Requiem / Mass in C Minor
  • Mozart: Flauto magico
  • Purcell: Fairy Queen
  • Stravinsky: Symphony of Psalms / Boulanger: Psalms 24 & 129
  • Verdi: Requiem / 4 Sacred Pieces
  • Vivaldi: Gloria / Handel: Dixit Dominus

MAURIZIO LANDINI

    Maurizio Landini , nasce il 7 Agosto 1961. Sindacalista italiano. #Landini #MaurizioLandini #Italy #Sindacato #CGIL #Politics #FIO...