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03 marzo 2026

LIBRI - ' L'ADOLESCENTE ' - F. DOSTOEVSKIJ

L'adolescente è un romanzo di Fëdor Dostoevskij, iniziato nel febbraio 1874 e terminato nel novembre 1875. Pubblicato per la prima volta nel 1875 sulla rivista Otechestvennye Zapiski con il titolo "Note di un giovane".

#Dostoevskij #Russia #History #Book

Trama

Protagonista del romanzo è il giovane Arkadij Dolgorukij, figlio illegittimo di Versilov e della umile Sofia Andreevna, che Versilov strappa al marito Makar Ivanovic. La donna, che vive in povertà, ha avuto dall'amante (il più delle volte assente) due figli, Arkadij e Liza: quest'ultima ha sempre vissuto con la mamma, mentre Arkadij è stato messo nella pensione del rozzo M. Touchard in giovane età. Conscio dell'abbandono, Arkadij medita una rivincita che gli sembra realizzabile solo con l'isolamento e il potere; inizia dunque a risparmiare sul piccolo stipendio che riceve da Versilov, anche a costo di grandi sacrifici materiali, non facendo però i conti con se stesso. Il primo segno di cedimento nei riguardi della sua rivincita avviene quando Arkadij spende i soldi risparmiati per soccorrere la piccola Arinuška, neonata abbandonata di fronte a casa sua. Altri cedimenti seguiranno, tra i quali la sua disperata ammirazione per Versilov, che odia e ammira allo stesso tempo, al cui destino burrascoso si trova legato proprio per i sentimenti che prova.

Versilov, uomo elegante, arguto e sensuale, è tragicamente diviso tra la passione per la bella Katerina ricca e nobile, e l'affetto compassionevole che gli ispira Sofia Andreevna. Seguono ricatti e intrighi (il denaro sembra l'argomento principale), nel quale emerge la figura di Lambert: il fidanzamento di Katerina col barone Bjoring, la morte, in casa di Sofia, di Makar Ivanovic. Tutto ciò porta Versilov alla pazzia. Arkadij verrà così definitivamente distratto dai suoi sogni di rivincita, a causa della disgrazia del padre cui egli ha partecipato, inconsciamente burattino di Lambert.

Sullo sfondo avvengono altre disfatte: la sorella di Arkadij, Liza, resta incinta del principe Sokolskij; questi poi, imprigionato, impazzisce e muore. Anna, figlia legittima di Versilov, a freddo decide di sposare, per interesse, un anziano principe, un altro Sokolskij, ma il suo progetto andrà a monte.

02 marzo 2026

LIBRI - ' L'ETERNO MARITO ' - F. DOSTOEVSKIJ

L'eterno marito è un romanzo breve dello scrittore russo Fëdor Dostoevskij. Fu pubblicato per la prima volta in due puntate sulla rivista Zarja ("Aurora") nei volumi I e II nel 1870.

Trama 

#Dostoevskij #Russia #History #Book

La storia si svolge a San Pietroburgo. Il protagonista è Vel'caninov, ordinario uomo ai margini dell'alta società russa che svolge affari legali ed è ipocondriaco. Un giorno, dopo qualche tempo che aveva l'impressione di essere seguito, viene visitato da Pavel Pavlovic. Egli è un suo antico conoscente: infatti diversi anni prima nella città di T., Vel'caninov fu l'amante di sua moglie Natalia. Pavlovic si presenta subito come un personaggio bizzarro, spesso in preda all'ubriachezza. Egli recita la parte dell'"eterno marito", sempre bisognoso di una donna al suo fianco.

Pavlovic, con la scusa di essere venuto ad annunciare la morte di Natalia, fa conoscere a Vel'cianov l'esistenza di Liza, figlia illegittima di quest'ultimo. Liza viene affidata a Vel'cianov (una specie di "ricatto" morale), ma dopo pochi giorni, dato che è già malata, morirà anche lei. Nel corso del racconto i due antagonisti si incontrano varie volte, quasi a volersi sfidare a vicenda. Pavlovic vuole cercare una nuova moglie, coinvolgendo Vel'cianov ad una vista alla ricca famiglia Zakhlebinin ma fallirà nell'impresa. Alla fine tenta pure di uccidere nel sonno il rivale, prima di andarsene definitivamente.

Il finale, insolitamente a struttura circolare, ha luogo due anni dopo i fatti narrati. Vel'cianov sembra tornato in forma e i suoi affari vanno bene. Egli incontra casualmente Pavlovic ad una stazione ferroviaria: ha una nuova giovane moglie che lo invita a venire a trovarli. La storia può ripetersi ma Vel'cianov non li seguirà

01 marzo 2026

LIBRI - ' IL VILLAGGIO DI STEPANCIKOVO E I SUOI ABITANTI ' - F. DOSTOEVSKIJ

Il villaggio di Stepančikovo e i suoi abitanti. Dagli appunti di uno sconosciuto è un romanzo umoristico dello scrittore russo Fëdor Dostoevskij.

Trama

#Dostoevskij #Russia #History #Book

Sergèj Aleksandrovič (Сергей Александрович), voce narrante della storia, viene invitato nella residenza di suo zio Egòr Il'ìč, colonnello e possidente di Stepančikovo, dove conosce Fomà Fomìč Opiskin (Фома Фомич Опискин). Caricaturale, ridicolo ma cinico, questi rappresenta la figura del parassita, che si spaccia per un erudito sapiente, soggiogando completamente non solo lo zio di Sergèj e la sua anziana madre «generalessa», ma anche altre dame di provincia e l'intera servitù della casa.

La situazione precipita quando Egòr Il'ìč, vedovo ed ora innamorato della giovane domestica Nàsten'ka, trova il coraggio di ribellarsi all'ingerenza di Fomà Fomìč, che vorrebbe farlo sposare in seconde nozze con la poco sana di mente Tat'jana Ivànovna, la quale dispone di un ricco patrimonio. Tuttavia, Fomà Fomìč mostra il proprio disinteresse verso i beni materiali, parendo volersi unicamente affermare come autorità morale dall'invincibile potere oratorio. Il braccio di ferro con l'arrendevole Egòr Il'ìč, che d'altra parte non vuole rinunciare a Nàsten'ka, prosegue tra continui colpi di scena ed ottiene infine una soluzione imprevista.

Infatti, proprio grazie a Fomà Fomìč, cacciato brutalmente di casa ma presto riaccolto nell'abbraccio generale, Egòr Il'ìč riuscirà ad ottenere di poter sposare Nàsten'ka.

28 febbraio 2026

LIBRI - ' IL SOSIA ' - F. DOSTOEVSKIJ

Il sosia è un romanzo di Fëdor Dostoevskij pubblicato nel 1846 sulla rivista Otečestvennye Zapiski.

Il romanzo presenta il topos letterario del doppio.

#Dostoevskij #Russia #History #Book

Trama

Il "nostro eroe" (come lo chiama l'autore), o protagonista della storia, è il consigliere titolare Jakov Petrovič Goljadkin, di cui è descritto passo dopo passo il degrado psicologico, fino al raggiungimento della follia vera e propria.

Jakov Petrovič è interessato alla figlia del proprio superiore, Klara Olsuf'evna; dopo essere stato vergognosamente cacciato da una festa presso il palazzo di lei, incontra una curiosa figura che non solo gli somiglia in maniera impressionante, ma porta anche il suo stesso nome, oltre ad aver vissuto la sua stessa storia e provenire dal suo stesso paese. Egli lo segue in ogni luogo ed è presente specialmente nelle situazioni più goffe e imbarazzanti: col suo sorriso beffardo e le sue battute pungenti non esita a umiliare ulteriormente il protagonista della storia.

Questo "Goljadkin minore", come lo chiama l'autore, si rivelerà infatti un vero e proprio antagonista del "Goljadkin maggiore": lo metterà in ridicolo davanti a tutti i colleghi e otterrà la fiducia delle persone più autorevoli della società pietroburghese, a discapito del "nostro eroe", che nel patetico tentativo di salvaguardare la propria dignità e mettere in cattiva luce il suo nemico, perderà ogni briciolo di considerazione da parte di tutti.

Il racconto termina allorché Jakov Petrovič è attirato con l'inganno ad una festa, dove in realtà lo attende il medico Rutenspitz per portarlo in un istituto d'igiene mentale: il sosia del signor Goljadkin si rivela essere una mera proiezione di determinati aspetti della coscienza di questi.

27 febbraio 2026

LIBRI - ' IL SOGNO DI UN UOMO RIDICOLO ' - F. DOSTOEVSKIJ

Il sogno di un uomo ridicolo è un racconto di Dostoevskij, pubblicato in origine nel Diario di uno scrittore.

#Dostoevskij #Russia #History #Book

Trama

L'opera narra di un sogno che il protagonista fa all'età di quarantasei anni, probabilmente in uno dei suoi momenti di profonda e tragica introversione. Convinto ormai che tutto è indifferente e meditando il suicidio, acquista una rivoltella e la carica; tuttavia, non si spara subito, ma ripone l'arma in un cassetto, aspettando il momento giusto per compiere l'ultimo atto: infatti, consapevole che tutto gli è ormai indifferente, pretende che almeno l'ultima azione della sua vita, il suicidio appunto, venga compiuta in un preciso istante in cui avverte che non proprio tutto gli risulta indifferente.

Una notte di novembre il protagonista prende la decisione di togliersi la vita, dopo aver fissato in uno squarcio di cielo limpido una stella lucente che sembrava suggerirgli (pur non comprendendone il perché) proprio questo terribile atto.

Dopo aver preso la sua decisione s'imbatte in una bambina che piange disperata e che invoca il suo aiuto; sua madre sta per morire e nessuno corre in loro soccorso. Ma il protagonista la scaccia con brutalità e con l'ostentata indifferenza di chi, avendo deciso di farla finita, non vuole minimamente preoccuparsi dell'altrui sofferenza. Così, torna alla sua abitazione, una bettola piena di ubriaconi e continue risse. Nella sua camera comincia a riflettere sugli accadimenti occorsigli, accorgendosi d'aver provato compassione e pietà per la povera bimba incontrata per strada. Così, la compassione provata per lei lo distrae dal suo proposito autodistruttivo, tanto da farlo pentire e vergognare del suo atteggiamento.

A questo punto, giunge a una sua "Visione della Verità" attraverso un sogno. Nel sogno si suicida per davvero, sparando un colpo al cuore, e senza dolore si crea un immenso buio attorno a sé, vivendo in ogni aspetto la sua morte (le persone che accorrono, la sua sepoltura) che avverrebbe nella palazzina in cui vive. Poi, grazie ad un essere misterioso dall'aspetto umano (una sorta di angelo) viene trasportato nell'immensità dell'universo, lontano dall'odiata Terra, passando accanto a Sirio. Nel corso del viaggio Fedor si rende conto che anche dopo la morte continuiamo ad esistere, anzi siamo costretti a rinascere in qualche altro angolo remoto dell'universo.

Mentre torna a rimembrare il dramma della povera bambina, il misterioso compagno di viaggio esclama: «Vedrai Tutto». Quindi l'angelo lo abbandona, mentre Fedor rinasce in una nuova Terra molto simile alle condizioni primordiali descritte nelle sacre scritture, come una sorta di età dell'Eden. In questo Eden gli uomini vivono senza scienza razionale, parlano e dialogano tra di essi come con gli alberi, le piante e gli animali. Non esistono relazioni burocratiche, sfide, invidia, malizia o gelosia, e i figli sono figli di tutti e tutti hanno più madri e più padri contemporaneamente: tutta la comunità umana è un'unica grande famiglia. Gli abitanti della nuova terra non hanno luoghi di culto come templi e chiese, ma sono coscienti della vita eterna così come hanno “una continua coscienza dell'universo intero” e credono che la morte non sia altro che una porta che apre ad una comunicazione ancora più vasta e completa con tutto il Creato.

Fedor continua a sognare divenendo sempre più convinto che non stia solo sognando, ma vivendo in una vera e propria “altra dimensione”. La sua presenza, però, altera la situazione paradisiaca e trasmette agli uomini di questa nuova terra il “bacillo” della corruzione: la menzogna, la malizia, la sensualità, la vanità, la gelosia e l'invidia, che favoriscono lo spargimento del primo sangue. Sorgono così le idee di onore e le coalizioni contrapposte, nonché il seme della vergogna della nudità. Si iniziano anche a parlare diverse lingue, e dopo la conoscenza del dolore e del piacere, nasce pure la necessità della pena di morte per i criminali violenti. Da allora questi uomini iniziano a credere che la scienza li avrebbe resi saggi poiché avrebbero riscoperto le leggi della felicità.

Dopo aver compreso che la sua stessa presenza ha corrotto "l'umanità sosia", chiede di farsi uccidere estirpando così la causa prima della corruzione. Ma nessuno crede nelle sue parole. A quel punto si risveglia dal sogno.

Dopo quel sogno Fedor decide di dedicare la propria vita alla predicazione della Verità, convinto di averne avuto la perfetta visione e sicuro che il Male, la corruzione e la degenerazione non possano essere la condizione normale dell'umanità: «Quella bambina poi l'ho rintracciata... E mi metterò in cammino, mi metterò in cammino!».

26 febbraio 2026

LIBRI - ' LA MITE ' - F. DOSTOEVSKIJ

La mite è un racconto di Dostoevskij scritto nel 1876 per il suo Diario di uno scrittore.

#Dostoevskij #Russia #History #Book

Trama

Il proprietario di un banco di pegni, voce narrante del racconto, è attratto da una ragazzina di appena sedici anni, sua cliente, particolarmente buona e mite, come lui stesso la definisce, che vive con due grette e avide zie dalle quali viene umiliata continuamente. Egli le propone dunque di sposarla e la ragazza, dopo qualche tentennamento, accetta, anche per sfuggire alla proposta di matrimonio di un grasso e volgare bottegaio.

All'inizio il matrimonio sembra quasi funzionare, ma il marito decide di comportarsi subito severamente, freddamente e di mostrare spesso un orgoglioso silenzio. La ragazza sembra volersi ribellare, sembra non comprendere, disorientata, l'atteggiamento duro del marito. Solo qualche sorriso ironico e lunghi silenzi pesanti sono l'espressione del suo malessere. Inizia quindi a frequentare Efimovič, un ex-commilitone del marito che le racconta del passato di lui e di come il marito aveva rifiutato vilmente un duello. Durante un incontro dei due, durante il quale la ragazza comunque si comporta castamente e rifiuta le profferte dell'Efimovič, il marito, avvertito dell'incontro, dopo averli spiati, appare all'improvviso e costringe la moglie a tornare a casa.

Qualche giorno dopo la ragazza, durante il sonno di lui, gli punta la pistola alla tempia, ma il marito, pur accorgendosene, sceglie di tacere, di non muoversi e di accettare il rischio pur di mantenere il dominio psicologico sulla moglie che peraltro rinuncia, arrendendosi alla sua stessa debolezza. Il mattino dopo il marito compra un letto di ferro per la moglie, costringendola a dormire nella seconda stanza e dimostrando così di aver visto il gesto della moglie. Qui inizia un sempre più veloce declino psicologico della donna che addirittura, dopo questo fatto, si ammala gravemente di febbre cerebrale e per alcune settimane viene curata con meticolosità dal marito che ne spia la lenta guarigione.

Un giorno la sente cantare debolmente (non lo faceva mai davanti a lui) e capisce che, cantando in sua presenza, non lo ama più: egli non può sopportare questo affronto. Il velo gli cade dagli occhi. Le si getta ai piedi; vuole essere perdonato e ricominciare il loro rapporto, vuole parlare, le dichiara l'amore e le promette una vacanza a Boulogne-sur-Mer. La sommerge di attenzioni e confessioni, la confonde e inutilmente lei cerca di fermarlo.

Pochi giorni dopo, quando egli torna a casa dall'ufficio passaporti, trova una folla davanti al portone: la moglie si è gettata dalla finestra appena cinque minuti prima. Disperato, egli sente di esserne stato la causa, e di averla persa per sempre. Inizia a riflettere su quanto è accaduto e per ore si macera cercando una risposta, di capire e di trovare una colpa fuori di sé, e infine viene sopraffatto dall'orrore della sua stessa assurda e completa solitudine.

Il protagonista dichiara di scrivere il racconto dopo la morte della moglie, il giorno stesso, davanti al cadavere disteso sul tavolo prima che la portino via per sempre dalla sua casa.


25 febbraio 2026

LIBRI - ' IL MUZIK MAREI ' - F. DOSTOEVSKIJ

Il mužik Marej è un racconto di Fëdor Dostoevskij scritto e pubblicato nel febbraio del 1876 all'interno del Diario di uno scrittore.

#Dostoevskij #Russia #History #Book

Trama

La narrazione inizia nel secondo giorno di Pasqua del 1851 in un carcere Siberiano. Il narratore vaga inquieto per il cortile della prigione in un'atmosfera resa pesante dall'ubriachezza diffusa e dalle violenze dei detenuti comuni. In questo clima il narratore incontra un compagno di prigionia, il nobiluomo polacco M-ckij, il quale guarda con disprezzo i criminali comuni e gli sussurra in francese: «Je hais ces brigands!» («Odio questi briganti!»). Turbato da questo odio e dalla brutalità circostante, il narratore si ritira sulla sua branda, dove riemerge in lui improvvisamente il ricordo di un evento lontano.

La scena si sposta nel passato (1831), quando il narratore aveva nove anni. Mentre giocava nel bosco nella tenuta di famiglia a Darovoy, era stato terrorizzato dal grido «Al lupo!». Correndo via in preda al panico, il bambino si era precipitato verso un contadino di nome Marej, un servo del padre di famiglia che stava arando il campo. Marej, vedendo il bambino tremante e pallido, lo rassicurò con una dolcezza inconsueta: gli accarezzò il viso con la mano grossa e sporca di terra, lo benedisse e gli parlò con voce calma finché la paura non svanì. Il narratore rammenta come quel gesto di pura bontà da parte di un uomo semplice e analfabeta lo avesse colpito profondamente.

Risvegliatosi dal ricordo, il narratore guarda i suoi compagni di prigione con una prospettiva mutata: l'odio è svanito, sostituito da una profonda compassione. Egli si rende conto che dietro l'aspetto degradato dei criminali si nasconde la stessa umanità di Marej e contrappone la sua visione empatica al rifiuto ideologico del prigioniero polacco.


24 febbraio 2026

LIBRI - ' IL BAMBINO DA CRISTO ALL'ALBERO DI NATALE ' - F. DOSTOEVSKIJ

Il bambino da Cristo all'albero di Natale è un racconto di Natale scritto da Fëdor Dostoevskij nel 1876.

#Dostoevskij #Russia #History #Book 

Trama

L'autore premette di aver inventato questa storia, ma nonostante ciò, pensa che sia accaduta davvero in una grande città, la vigilia di Natale, durante un terribile gelo.

Il protagonista, un bambino di non più di sei anni, si sveglia in un seminterrato umido e gelido. Vestito solo con un leggero camiciotto, cerca di svegliare la madre, che giace su una branda, ma scopre con orrore che lei è "fredda come un muro". Spaventato dall'oscurità e dalla solitudine, il bambino prende il suo berretto ed esce in strada.

È la vigilia di Natale e la città è vivace e illuminata. Il bambino, abituato a un paese buio e povero, è abbagliato dalle luci e dalle vetrine. Si ferma a guardare una festa in una casa lussuosa e vede bambini che ballano, mangiano e giocano davanti a un albero decorato. In seguito, entra in un'altra casa dove si sta festeggiando, ma viene subito cacciato. Una signora gli dà una monetina, ma le sue dita sono così congelate che non riesce a tenerla e la moneta cade a terra, rotolando via.

Successivamente, il bambino si ferma davanti a una vetrina dove ci sono tre marionette vestite di rosso e verde che sembrano vive. Inizialmente pensa che siano vere persone, ma poi capisce che sono pupazzi e ne rimane affascinato. All'improvviso, un ragazzo più grande lo colpisce alla testa, gli ruba il berretto e lo fa cadere a terra. Spaventato, il bambino scappa e si rifugia in un cortile, nascondendosi dietro una catasta di legna.

Lì, stranamente, inizia a sentirsi caldo e a dormire. Gli sembra di sentire sua madre che canta e una voce tranquilla lo invita: "Vieni da me al mio albero di Natale, bambino". Improvvisamente si trova in un luogo luminosissimo: c'è un albero di Natale magnifico, circondato da bambini felici. Qui rivede sua madre, che gli sorride. Scopre di trovarsi davanti all'albero di Natale di Cristo, dove sono accolti tutti i bambini morti di freddo, fame o negligenza, diventati angeli. I bambini corrono dalle loro madri, che osservano commosse, per dir loro di non piangere, perché ora sono felici.

Il mattino seguente, i portinai ritrovano il corpo congelato del bambino dietro la legna. L'autore conclude che ha incontrato la madre morta prima di lui davanti al Signore, in cielo.

23 febbraio 2026

LIBRI - ' BOBOK ' - F. DOSTOEVSKIJ

Bobok: le memorie di un tale o più semplicemente Bobok, è un racconto di Fëdor Dostoevskij scritto nel 1873 e pubblicato in Diario di uno scrittore.

#Dostoevskij #Russia #History #Book

Trama

Il racconto si presenta come estratto dalle memorie di uno scrittore frustrato di nome Ivan Ivanovič, il quale non riesce a trovare un editore disposto a pubblicare i suoi romanzi e i suoi feuilleton, ed è quindi costretto a vivere di traduzioni dal francese, di annunci per mercanti e frivoli libretti. In una fredda giornata di ottobre, si trova per caso in un cimitero e assiste alla sepoltura di alcuni cadaveri; a un certo punto, rimasto ormai solo, inizia a sentire delle strane voci provenienti dalle tombe: sono le voci dei defunti. E sente uno di loro rivelare ai nuovi arrivati, ovvero coloro che sono stati seppelliti il giorno stesso, che pur essendo morti è loro possibile parlare e comunicare, giocare, prendersi in giro e criticarsi; in particolare, secondo la teoria di un dotto e filosofo naturalista Platon Nikolaevič, sepolto anche lui in quel cimitero, i defunti si trovano in questa condizione intermedia tra vita e morte per qualche settimana o addirittura per qualche mese, nonostante la decomposizione dei loro corpi: è emblematico il caso di uno dei cadaveri che si "risveglia" ogni sei settimane circa e borbotta qualcosa senza senso, "bobòk" (da cui prende il titolo il racconto), e che, tuttavia, dimostra che vi è ancora in lui una piccola e impercettibile scintilla di vita.


22 febbraio 2026

LIBRI - ' IL COCCODRILLO ' - F. DOSTOEVSKIJ

Il coccodrillo è un racconto di Fëdor Dostoevskij.

#Dostoevskij #Russia #History #Book

Trama

A San Pietroburgo, il funzionario Ivan Matveevič assieme alla moglie Elena Ivanovna e all'amico Semën Semënovič, durante una gita visita una mostra di animali esotici. Fra i vari presenti, quello che più incuriosisce Ivan, è il coccodrillo di un imprenditore tedesco. Questa curiosità porta il protagonista ad avvicinarsi troppo, fino ad essere improvvisamente inghiottito vivo dall'animale.

Con grande stupore generale, Ivan rimane cosciente all'interno dello stomaco del coccodrillo, riuscendo a comunicare con la gente all'esterno, fra cui il suo amico e sua moglie. La situazione non riesce a risolversi, anche a causa delle autorità che non sono in grado di prendere decisioni efficaci per salvare l'uomo, e senza l'aiuto dell'imprenditore tedesco che si rifiuta di uccidere il suo animale per non subire un danno economico.

La vicende prende un tono ancora più surreale col tempo: Ivan, anziché preoccuparsi della sua condizione, inizia a considerarla un'opportunità per acquistare fama e influenza, cominciando a pensare di sfruttare l'evento anche per dettare idee filosofiche e riforme sociali.

21 febbraio 2026

LIBRI - ' UNA BRUTTA STORIA ' - F. DOSTOEVSKIJ

Una brutta storia è un racconto di Fëdor Dostoevskij scritto nel 1862.

#Dostoevskij #Russia #History #Book

Trama 

In una gelida sera d'inverno del 1855 circa, il consigliere segreto Stepan Nikiforovič Nikiforov invita a casa sua il giovane consigliere di Stato effettivo Ivan Ilič Pralinskij e il collega Semën Ivanovič Šipulenko, per un duplice festeggiamento: il suo recente trasferimento in quella casa e il suo compleanno. Pur essendo astemio, Pralinskij decide di bere dello champagne insieme ai colleghi e inizia a discutere con loro dell'importanza dell'umanitarismo, un approccio filosofico basato sulla gentilezza da dimostrare nei confronti dei propri subordinati, finalizzata, secondo Pralinskij, al bene comune. Le sue teorie non vengono viste di buon occhio dagli altri due, così Ivan Ilič decide di andarsene: tuttavia, il suo cocchiere Michej si è allontanato momentaneamente con la carrozza e Pralinskij si vede costretto a incamminarsi da solo verso casa. Mentre cammina, viene a sapere che un suo subordinato, Pseldonimov, si è sposato il giorno stesso e si stanno ora celebrando i festeggiamenti per il matrimonio, con amici e famigliari: Ivan Ilič, allora, decide di presentarsi alla festa per mettere in azione e dare un risvolto pratico alle sue formulazioni teoriche e puramente speculative sul bene degli uomini. Prima di entrare, si immagina nei minimi dettagli la reazione di Pseldonimov, della giovane moglie e degli altri invitati; prevede addirittura le possibili domande e le risposte, gli sguardi, le parole dei padroni di casa e degli ospiti. Il giovane consigliere deve però arrendersi alla realtà dei fatti: la sua presenza alla festa si traduce in uno spiacevole episodio, dal momento che non viene riconosciuta la sua disposizione, il suo sacrificio ad abbassarsi ai subordinati, per il loro stesso bene. Di qui una serie di inconvenienti, di scaramucce e incomprensioni; l'astemio generale, già un po' brillo per aver bevuto qualche ora prima, accetta senza indugio bicchieri di champagne e vodka e, addormentatosi improvvisamente a causa dell'alcool, viene addirittura messo a letto, quello nuziale.


20 febbraio 2026

LIBRI - ' IL SOGNO DELLO ZIO ' - F. DOSTOEVSKIJ

Il sogno dello zio è un romanzo di Fëdor Dostoevskij scritto nel 1859 e uscito sulla rivista «Russkoe slovo», dopo quasi dieci anni di assenza letteraria dovuta all’esilio in Siberia. 

#Dostoevskij #Russia #History #Book

Trama

Mar'ja Aleksandrovna Moskaleva, una madre ambiziosa, vive con la bella figlia Zinaida, detta Zina, nella città immaginaria di Mordàsov, covo di ipocriti, e vorrebbe sposarla al principe K., vecchio un poco tonto e "quasi morto", per farla vivere e vivere lei stessa da ricca. La ragazza, ancora giovane e ingenua lo chiama zio, e la madre ne annuncia il corteggiamento, riferendo alle "comari stizzose e malevole" della cittadina che lui ne ha chiesto la mano. Ma c'è aria di scandalo e molte dicerie sul fatto che lei abbia circuito il vecchio. Per difendersi Mar'ja riesce a far pronunciare al vecchio una dichiarazione ufficiale e le comari invidiose ora si congratulano con lei. Però un giovane, innamorato di Zina, riesce a convincere il vecchio che tutto sia solamente un sogno e il vecchio, per lo scompiglio emotivo, muore.


19 febbraio 2026

LIBRI - ' UN PICCOLO EROE ' - F. DOSTOEVSKIJ

Un piccolo eroe è un racconto dello scrittore russo Fëdor Dostoevskij, scritto nel 1849 e pubblicato nel 1857.

#Dostoevskij #Russia #History #Book

Trama

Il narratore racconta come all'età di undici anni fu mandato da un parente a trascorrere il mese di luglio. Quest'ultimo, molto ricco, riceve costantemente decine di persone in un clima di festa. Il ragazzo descrive una giovane donna bionda al centro dell'attenzione, la quale però lo perseguita con scherzi e battute pungenti. Poi si concentra su un'altra donna, m-me M* (Natalie), un'amica della precedente: questa è bella, bruna e triste, e il fanciullo sente per lei la sua prima emozione d'amore. Ella è sposata con m-r M*, un uomo noto per la sua gelosia, e sembra legata da un mistero al giovane N-. Una mattina, provocato dalla bionda, sorprende tutti gli ospiti montando uno stallone selvaggio, Tancredi, che tutti temevano, per dimostrare il suo valore a m-me M*. Il giorno dopo assiste a un addio straziante tra m-me M* e N-; il giovane le dà una lettera che lei però perde subito. Il nostro piccolo eroe la trova e, per restituirgliela senza rivelare di averla spiata, la nasconde in un bouquet di fiori che porge a m-me M*, sconvolta. La donna scopre la lettera e, per ringraziare il ragazzo che finge di dormire, gli dà un bacio sulle labbra.


17 febbraio 2026

LIBRI - ' LE NOTTI BIANCHE ' - F. DOSTOEVSKIJ

Le notti bianche è un racconto giovanile di Fëdor Dostoevskij.

#Dostoevskij #Russia #History #Book 

Trama

Come in altre opere dell'autore, anche questa è narrata in prima persona singolare da un narratore senza nome di cui sappiamo solo i pensieri. Durante una delle sue lunghe passeggiate notturne per le strade di Pietroburgo, incontra una giovane donna, Nasten'ka. La storia è strutturata in quattro notti e una mattina:

Prima notte

Il protagonista vive una vita solitaria a San Pietroburgo, in un piccolo appartamento, con la sua anziana e poco comunicativa matrona. Cammina ogni giorno per tutta la città, immaginando la vita delle persone che vede ogni giorno. Durante una di queste passeggiate, incontra una donna, Nasten'ka, che sta piangendo appoggiata a un parapetto. Dopo averla salvata da un uomo ubriaco che la stava seguendo, inizia a far conoscenza e a parlarle in modo appassionato. Quando lui l'accompagna a casa sua, lei gli dice che si sente sola quindi, prima di dividersi, si danno appuntamento per la notte seguente, ma a una condizione: che non si innamori di lei.

Seconda notte

Al secondo incontro, Nasten'ka cerca di scoprire di più sulla vita del narratore il quale si definisce un "sognatore". Secondo lui il "sognatore" non è un essere umano, ma piuttosto un essere di tipo "transitorio", "neutro". Per spiegarle la sua vita, le fa un lungo discorso (simile al monologo del narratore di Memorie dal sottosuolo) sul suo desiderio di compagnia e sulla sua solitudine. Nasten'ka si stupisce per il modo romanzesco e filosofico con cui il sognatore le parla. Al termine del suo toccante discorso, Nasten'ka gli assicura che non se ne andrà e che rimarrà sua amica per sempre

La storia di Nasten'ka

Nella terza parte, Nasten'ka racconta la sua vita. Vive con la nonna cieca, che la controlla rigorosamente. Decidono di mettere in affitto la stanza all'ultimo piano del palazzo in cui vivono. Quando il primo ospite muore, la stanza viene occupata da un giovane distinto ma povero. Il ragazzo inizia un corteggiamento silenzioso prestando libri a Nasten'ka, tra cui opere di Walter Scott e Aleksandr Puškin. La notte prima della partenza del ragazzo dalla città per lavorare a Mosca, Nasten'ka scappa dalla nonna e va dal ragazzo proponendogli di sposarla. A malincuore deve rifiutare perché non ha i soldi per mantenerla, ma le fa la promessa di tornare l'anno dopo. Ma da allora è già passato un anno, senza mai farsi vivo e soprattutto senza averle mai mandato una lettera.

Terza notte

Il narratore si rende conto di essere innamorato di lei. Il loro appuntamento viene rimandato di qualche ora a causa della pioggia. Tuttavia, il sognatore la aiuta a scrivere una lettera al suo futuro marito e nasconde i suoi sentimenti per lei per non rovinare la loro amicizia. Aspettano la risposta alla lettera, ma alla fine Nasten'ka perde la speranza in una risposta. Ignara della profondità dei sentimenti di lui per lei, gli confessa di sentirsi a suo agio con lui proprio perché non si è innamorato di lei. Il narratore, alla disperata ricerca del suo amore non corrisposto, inizia a sentirsi alienato anche da lei.

Quarta notte

Due giorni dopo, il fidanzato di Nasten'ka ancora non appare e alla fine entrambi rivelano il proprio amore per l'altro. Iniziano a fare piani per vivere insieme, ma inaspettatamente, mentre si salutano, appare il fidanzato.

Il mattino

L'ultima sezione è una breve conclusione basata sulla lettera ricevuta da Nasten'ka dopo l'ultima notte, in cui si scusa per averlo ferito e insiste sul fatto che sarà sempre grata per la sua amicizia. Afferma anche che si sposerà tra una settimana e spera che anche lui venga.

Il protagonista a questo punto si asciuga le lacrime dalle guance e afferma che non vuole rattristare il cuore della ragazza con amari rimproveri. Capisce che è tutto inutile e torna nella sua tana, nella solitudine dei sogni.

«Che il tuo cielo sia sereno, che il tuo sorriso sia luminoso e calmo! Sii benedetta per quell'attimo di beatitudine e di felicità che hai donato a un altro cuore, solo, riconoscente!

Dio mio! Un intero attimo di beatitudine! È forse poco, sia pure per tutta la vita di un uomo?»

16 febbraio 2026

LIBRI - ' IL LADRO ONESTO ' - F. DOSTOEVSKIJ

Il ladro onesto è un racconto del 1848 scritto da Fëdor Dostoevskij; la storia racconta del tragico destino occorso all'ubriacone Emelyan Ilyitch.

#Dostoevskij #Russia #History #Book 

Trama

Il narratore assume un inquilino nel suo appartamento, un vecchio soldato di nome Astafij Ivanovič. Un brutto giorno un ladro ruba il cappotto al narratore ed Astafy tenta d'inseguirlo per catturarlo, ma senza successo. L'ex militare pare esser rimasto davvero costernato dal furto e torna più e più volte sul luogo dell'accaduto; sia il narratore che Astafy condividono lo stesso verace disprezzo nei confronti dei ladri.

Una notte il soldato racconta una storia riguardante un ladro onesto in cui egli s'era una volta imbattuto e di come in una taverna aveva nuovamente incontrato, dopo anni di reciproca lontananza, Emelyan Ilyič; quest'ultimo indossa una giacca a brandelli che non passa inosservata. Già ubriaco fradicio non aveva neppure i soldi per pagare le consumazioni ed Astafy s'incarica del debito.

Da allora in poi Emelyan comincia a seguire dappertutto l'amico in una maniera quasi patetica e finendo per farsi invitare nell'appartamento dove abita attualmente il militare; pur non essendo in condizioni economiche agiate neppure per se stesso Astafy comincia con benevolenza a prendersi cura dell'antica conoscenza, ben consapevole del grave problema d'alcolismo che affligge Emelyan.

Inutilmente tenta a più riprese d'invitarlo a smettere di bere, non potendo con quella cattiva abitudine mai essere in grado di sostenere se stesso; dopo un po' il soldato si trova costretto a trasferirsi e s'aspetta così di non rivedere più l'amico. Ma poco tempo dopo Emelyan appare davanti alla porta della sua nuova abitazione, e i due riavviano lo stretto rapporto che avevano intrattenuto prima.

Astafy sostiene Emelyan con vitto e alloggio, anche se a volte quest'ultimo finisce con lo scomparire per interi giorni per ritornare poi ubriaco e semi assiderato. Astafy, sempre a corto di soldi, finisce con il trovare un impiego in un negozio di sartoria: dovendo preparare un paio di calzoni per un cliente benestante pensa di poterli rivendere in nero per qualche abito più utile e necessario ed un po' di cibo.

Quando però ha deciso di compiere quella piccola truffa non riesce più a trovare i calzoni che si era portato a casa per terminare il lavoro. Emelyan si trova in quell'occasione ubriaco come al solito, ma nega recisamente il furto. Qualche tempo dopo, a seguito di una violenta lite tra i due, Emelyan lascia l'appartamento di Astafy, non più ritornandovi per interi giorni.

Astafy si mette alla ricerca dell'amico, ritrovandolo infine quasi morto di fame e congelato; riportatolo a casa gli è però subito chiaro che ha i giorni contati. Poco prima di morire Emelyan si sforza di raccontare ad Astafy qualcosa riguardante i calzoni: le sue ultime parole sono l'ammissione di averli rubati.

14 febbraio 2026

LIBRI - ' UN CUORE DEBOLE ' - F. DOSTOEVSKIJ

Un cuore debole è un racconto di Fëdor Dostoevskij scritto nel 1848.

#Dostoevskij #Russia #History #Book

Pubblicato per la prima volta nel 1848 nel secondo numero della rivista Annali della patria di A. A. Kraevskij, il racconto è stato successivamente ripubblicato nel 1865.

Trama

Alla vigilia di Capodanno, due giovani colleghi e coinquilini, Arkadij Ivanovič Nefedevič e Vasilij Petrovič Šumkov (chiamato affettuosamente Vasja), discutono del prossimo matrimonio di quest'ultimo con Liza Artem'eva. Vasja è un copista con una calligrafia eccellente, ma vive in ristrettezze economiche e conta sul lavoro aggiuntivo datogli dal suo superiore, Julian Mastakovič. Sebbene Vasja abbia ancora molto lavoro da finire per il capo, l'euforia per il fidanzamento e l'insistenza di Arkadij — che non vuole passare la vigilia da solo essendo entrambi "senza famiglia" — hanno la meglio. I due decidono così di fare una visita a sorpresa a casa degli Artem'ev per conoscere la fidanzata. La serata si svolge tra la gioia di Vasja e l'affetto dei futuri parenti, con il dono di un cappellino per Liza.

Al ritorno, la realtà irrompe violentemente: Vasja è sconvolto e deve affrettarsi a terminare un importante lavoro di copiatura entro due giorni. Passa la notte insonne a scrivere, ma il giorno seguente, invece di lavorare, esce di casa e lascia un biglietto di auguri al suo capo. Quando poi confessa all'amico che restano ancora sei grossi quaderni da copiare e che aveva lavorato poco nelle ultime settimane a causa dell'euforia, crolla psicologicamente. Vasja, schiacciato dal senso di colpa per non aver onorato il debito di gratitudine verso il suo protettore e terrorizzato all'idea di una punizione (l'arruolamento forzato come soldato), entra in uno stato di profonda agitazione. Passa un'altra notte insonne cercando di "affrettare la penna", finché ha un nuovo collasso. Al risveglio, in preda alla follia, tenta di scrivere con una penna asciutta su fogli bianchi. Successivamente Arkadij Ivanovič lo ritrova negli uffici di Julian Mastakovič, dove di fronte al superiore e ai colleghi ha un crollo, credendo di essere arruolato nonostante la sua invalidità fisica. Julian Mastakovič, commosso, rivela ad Arkadij che il lavoro non era affatto urgente: «E così, per nulla s'è perduto un uomo».


13 febbraio 2026

LIBRI - ' POLZUNKOV ' - F. DOSTOEVSKIJ

Polzunkov è un racconto di Fëdor Dostoevskij scritto tra il 1846 e il 1847 e pubblicato per la prima volta solo nel 1883 all'interno del primo volume dell'edizione postuma delle Opere complete curata da Nikolaj Strachov.

#Dostoevskij #Russia #History #Book

Trama

Durante una festa a San Pietroburgo, l'attenzione degli ospiti è catturata da un uomo piccolo e nervoso, Osip Michajlovič Polzunkov. Vestito in modo curato ma con un atteggiamento supplichevole e comico, sale su una sedia per raccontare la sua storia. Polzunkov spiega di aver servito sotto il funzionario Fedosej Nikolaič e di essersi innamorato della figlia di lui, Maria Fedoseevna.

Inizialmente scartato in favore di un ricco ufficiale in partenza, Polzunkov si era vendicato scrivendo una denuncia contro il suo capo per corruzione. Fedosej Nikolaič, per evitare scandali, lo aveva "comprato" offrendogli 1500 rubli e aveva riaperto le porte di casa sua, permettendogli di corteggiare nuovamente la figlia. I preparativi per il matrimonio erano iniziati e Polzunkov lavorava duramente per sistemare i conti dell'ufficio in vista di un'ispezione.

Tuttavia, nel desiderio di fare uno scherzo "in famiglia" in occasione del primo d'aprile, Polzunkov decise di consegnare ufficialmente una lettera di dimissioni per spaventare il futuro suocero e dimostrargli il suo affetto scherzoso. Fedosej Nikolaic, con astuzia, finse di accettare lo scherzo ma approfittò della situazione: prima, con un pretesto, convinse Polzunkov a restituirgli i 1500 rubli (che il funzionario disse di aver bisogno urgentemente per coprire un disavanzo di cassa di un collega), e in seguito fece valere la lettera di dimissioni come vera e propria, licenziando Polzunkov in tronco e cacciandolo di casa. Polzunkov si ritrovò così senza lavoro, senza soldi e senza moglie, vittima della sua stessa ingenuità e della malafede del suo capo, che gli riservò come ultimo saluto un biglietto con scritto solo "Pesce d'aprile".

12 febbraio 2026

LIBRI - ' LA PADRONA ' - F. DOSTOEVSKIJ

La padrona è una novella di Fëdor Dostoevskij scritta nel 1847.

#Dostoevskij #Russia #History #Book

Trama

È la storia di un giovane uomo, Vasilij Michailovič Ordynov, costretto ad abbandonare il suo appartamento e girovagante per la città, fino a quando diventa ossessionato dal suo amore per Katerina, moglie di una specie di cartomante che lui considera un mistico maligno e che si rivela essere stato l'amante della madre della donna e, nei sospetti deliranti del giovane, forse suo padre biologico.

11 febbraio 2026

LIBRI - ' ROMANZO IN NOVE LETTERE ' - F. DOSTOEVSKIJ

Romanzo in nove lettere è un breve racconto dell'autore russo Fëdor Michajlovič Dostoevskij, scritto nel 1845 e pubblicato nel 1847.

#Dostoevskij #Russia #History #Book

Trama

Il racconto si compone di nove lettere scambiate tra Pëtr Ivanyč e Ivan Petrovič. Pëtr ha ricevuto da Ivan una somma di trecentocinquanta rubli d’argento, denaro legato alle vicende del gioco di carte con il giovane Evgenij Nikolaič.

Nelle prime sette lettere, i due tentano di darsi appuntamento per discutere della faccenda, ma si rincorrono per la città senza mai incontrarsi: ciascuno accusa l'altro di mancare gli appuntamenti con scuse grottesche, scatenando un'accesa lite epistolare.

Nelle ultime lettere Pëtr e Ivan si avvertono reciprocamente della partenza di Evgenij Nikolaič per Simbirsk e il conflitto sembra concludersi con un tono freddo e ironico. Tuttavia, Pëtr e Ivan ricevono rispettivamente due biglietti indirizzati a Evgenij Nikolaič e provenienti dalle loro donne: mentre il biglietto di Anna Michajlovna rivela un adulterio in atto, quello di Tat’jana Petrovna svela una precedente relazione sentimentale con il giovane.


10 febbraio 2026

LIBRI - ' IL SIGNOR PROCHARCIN ' - F. DOSTOEVSKIJ

Il signor Procharčin è un racconto del 1846 scritto da Fëdor Dostoevskij e pubblicato per la prima volta nella rivista letteraria Otečestvennye Zapiski ("Annali patrii").

#Dostoevskij #Russia #History #Book

Trama

Simon Ivanovič, dopo una vita passata come piccolo funzionario, affitta uno stanzino del vasto appartamento della signora Justine e rimanendovi poi per più di un ventennio. Nell'ultimo periodo v'era stato un afflusso di giovani affittuari ma Simon, abituato com'è da sempre alla più estrema solitudine, non prova molta simpatia per loro né si sente tanto meno spinto a legare con loro. Non presta mai la più piccola somma né per i pasti né per le spese correnti a nessuno.

Quando il faceto Zinovij suggerisce che vi potrebbero essere nascoste nel baule che Simon tiene nascosto in un angolo ricchezze incalcolabili quest'ultimo, con gran sorpresa di tutti, si getta in una lunga spiegazione sui suoi mezzi modesti e sui cinque rubli che deve inviare mensilmente alla cognata bisognosa; termina accusando Zinovij di essere un provocatore malfidente.

Incuriositi però dal suo singolare comportamento, gli inquilini più giovani cominciano sempre più ad occuparsi del vecchio Simon nelle loro lunghe conversazioni, trascinandolo così in un vortice di false informazioni, quando non addirittura di cattive malignità. Ad un certo punto il vecchio prende il suo cappotto e scompare.

Riappare tre giorni dopo, con gran sollievo di tutti, alcuni dei quali erano venuti quasi a temere perfino il peggio; finiscono per discolparsi con l'accusare Justine della circolazione di tutte quelle false notizie sul suo conto. Simon era stato fuori città in compagnia di un famoso ubriacone di nome Zimovejkin: non sentendosi affatto bene si mette a letto, tra incubi e deliri.

Solo il saggio Marc tenta di farlo ragionare, ed al contempo di rimproverare aspramente gli altri inquilini per il comportamento davvero disdicevole da tutti loro assunto in quel frangente, i quali finiscono col versare autentiche lacrime di rammarico: la mattina seguente però lo ritrovano già in stato d'incoscienza e pochi istanti dopo muore.

Giunge tempestivamente il commissario di polizia, che comincia a controllare gli affari privati del defunto: Simon aveva nascosto entro al materasso migliaia di rubli, un'autentica fortuna visto il suo modesto stipendio da impiegato. Solo Justine ha il coraggio di arrabbiarsi per aver provato nei suoi confronti durante tutti quegli anni un autentico senso di pena. Il volto del vecchio Simon sul letto di morte sembra finalmente tranquillo e del tutto privo di ansia e preoccupazione.


LIBRI - I 12 FINALISTI DEL PREMIO STREGA

 Maria Attanasio, La rosa inversa Ermanno Cavazzoni, Storia di un'amicizia Teresa Ciabatti, Donnaregina Mauro Covacich, Lina e il sasso ...