11 ottobre 2026

NINETTO DAVOLI

Ninetto Davoli, nasce il 11 Ottobre 1948.
Attore italiano.



Filmografia :
Cinema :
  • Uccellacci e uccellini, regia di Pier Paolo Pasolini
  • La Terra vista dalla Luna, episodio di Le streghe, regia di Pier Paolo Pasolini
  • Requiescant
  • Edipo Re, regia di Pier Paolo Pasolini
  • Che cosa sono le nuvole?, episodio di Capriccio all'italiana, regia di Pier Paolo Pasolini
  • Teorema, regia di Pier Paolo Pasolini
  • Partner, regia di Bernardo Bertolucci
  • La sequenza del fiore di carta, episodio di Amore e rabbia, regia di Pier Paolo Pasolini
  • Porcile, regia di Pier Paolo Pasolini
  • Ostia
  • Il Decameron, regia di Pier Paolo Pasolini
  • Er più - Storia d'amore e di coltello
  • S.P.Q.R.
  • Abuso di potere
  • Anche se volessi lavorare, che faccio?
  • I racconti di Canterbury, regia di Pier Paolo Pasolini
  • La Tosca, regia di Luigi Magni
  • Il fiore delle mille e una notte, regia di Pier Paolo Pasolini
  • Amore mio, non farmi male
  • Animali metropolitani
  • Felice chi è diverso, regia di Gianni Amelio
Televisione :
  • La romana
  • Il vigile urbano
  • Rino Gaetano - Ma il cielo è sempre più blu

MUSICA – L. VAN BEETHOVEN – SINFONIA N. 8

 Sinfonia n. 8 in fa maggiore, Op. 93




#Music #History #Beethoven #Sinfonia

Musica: Ludwig van Beethoven (1770 - 1827)
  1. Allegro vivace e con brio
  2. Allegro scherzando (si bemolle maggiore)
  3. Tempo di Menuetto
  4. Allegro vivace

Organico: 2 Flauti, 2 Oboi, 2 Clarinetti, 2 Fagotti, 2 Corni, 2 Trombe, Timpani, Archi
Composizione: 1812
Prima Esecuzione: Vienna, Großer Redoutensaal del Burgtheater, 27 Febbraio 1814
Edizione: Steiner, Vienna 1817

Beethoven cominciò a lavorare all'Ottava Sinfonia nel 1811, ma tra ripensamenti e ritocchi vari la completò nell'estate del 1812, durante i soggiorni nelle stazioni termali di Tepliz, in cui avvenne il celebre incontro con Goethe, tanto ammirato dal musicista, Karlsbad e Linz. Una prima esecuzione privata della sinfonia ebbe luogo nell'Aprile 1813 nella residenza dell'arciduca Rodolfo, mentre la sua presentazione pubblica avvenne il 27 Febbraio 1814 nella grande sala del Ridotto di Vienna. Per l'occasione il concerto era dedicato interamente a musiche di Beethoven comprendenti fra l'altro la Settima Sinfonia e La vittoria di Wellington, detta anche La Battaglia di Vittoria (Wellington Sieg oder die Schlacht bei Vittoria Op. 91), una pagina strumentale pomposa e magniloquente in cui erano inseriti temi degli inni inglesi "Rule Britannia" e "God save the King" con .effetti onomatopeici di colpi di cannoni e rulli di tamburi, nell'intento di celebrare la sconfitta delle truppe francesi avvenuta nella penisola iberica per merito, appunto, del generale Wellington. Promotore di siffatto concerto era stato lo studioso di problemi acustici Johann Nepomuk Maelzel, inventore con l'olandese Winkel del metronomo e creatore di singolari macchine musicali, come il Panharmonikon, capaci di riprodurre e ingigantire i suoni degli strumenti a fiato e della percussione. Maelzel potè organizzare un programma così eterogeneo, in vista di grossi affari per le sue invenzioni, in quanto si era guadagnato l'affetto di Beethoven promettendogli di costruire un apparecchio infallibile contro la sordità. Tanto è vero che il musicista volle rendere un omaggio a Maelzel, inserendo nel secondo movimento dell'Ottava Sinfonia uno spunto tematico che ricordasse l'oscillazione del metronomo, preso da un canone scherzoso dello stesso Beethoven, elaborato sulle parole: «Ta-ta-ta, caro Maelzel, addio...».
Naturalmente il brano che suscitò i maggiori applausi del pubblico fu La vittoria di Wellington, anche per la rinomanza dei maestri sparsi nell'orchestra a dar lustro alla celebrazione: da Salieri che dirigeva alcuni strumentisti collocati sopra una galleria laterale con il compito di imitare le cannonate, a Schuppanzigh primo violino; da Spohr a Mayseder, da Moscheles a Romberg, a Dragonetti, a Hummel che batteva la grancassa e al giovane Meyerbeer che suonava i piatti, sembra, con poca soddisfazione di Beethoven. L'Ottava Sinfonia non fu apprezzata adeguatamente, come riferì Czerny, e dovette aspettare diversi anni prima di essere ben compresa nel suo elegante e misurato classicismo. Infatti l'inaspettato ritorno del musicista ai modi haydniani e mozartiani ha messo in serio imbarazzo i primi commentatori dell'opera beethoveniana, che non sapevano spiegare come mai in questa sinfonia l'autore, dopo tante esperienze innovatrici, avesse fatto dei passi indietro con il ripristino del Minuetto nella forma classica. Però, a parte certi richiami formali al passato e la restrizione delle proporzioni architettoniche e della durata (in tutto ventisei minuti), non si può negare che l'Ottava sia un'opera della maturità artistica del compositore per la preziosità della fattura strumentale e per la novità di taluni seducenti sviluppi del gioco armonico. A queste caratteristiche si aggiungono una leggerezza scherzosa e un misuratissimo gusto ritmico che piacquero tanto a Stravinsky neo-classico  e  convinsero  il  musicologo  Paul Bekker a sentire in questa sinfonia «la liberazione da ogni peso terrestre, l'assoluto superamento della materia, verso una forma di pura saggezza speculativa».
Un sentimento di serenità e di gioioso senso della vita esplode nell'Allegro iniziale, così scapricciato e brillante nel suo variegato andamento strumentale, pur nell'estrema chiarezza e linearità del disegno melodico. Si passa quindi allo scherzoso e umoristico Allegretto, dove la frase elegante dei violini si espande con piacevolezza di impasti armonici dei fiati e degli strumentini. Il Minuetto successivo non ha nulla della fatuità settecentesca e lascia trasparire tra le sue pieghe un respiro ben più denso e premonitore di atteggiamenti brahmsiani. L'Allegro finale è ricco di spensierata gaiezza nel suo travolgente discorso ritmico, anche se tra qualche accento di pensosa riflessione sulla lieta giovinezza ormai declinante.

MUSICA - PRIMO CONCERTO BRANDEBURGHESE - BWV 1046 - J.S. BACH

Il Primo Concerto brandeburghese (BWV 1046) presenta un organico strumentale molto particolare: un gruppo di Fiati (2 corni da caccia, 3 oboi e fagotto) e un gruppo di Archi (violino piccolo, 2 violini, viola, violoncello, violone grosso e clavicembalo).



#art #Music #Bach

La presenza del violino piccolo indica l'intenzione di Bach di imitare lo stile francese tipico di molta Musica tedesca dell'epoca, riconducibile all'ampio uso delle musiche di danza allora trionfanti alla corte di Versailles: anche questo Primo brandeburghese si conclude infatti con una Suite di danze, modificando la struttura del concerto.


In Questa composizione presenta una tipica struttura "di gruppo", variata dai leggeri interventi del Violino piccolo in veste solistica. Con struttura "di gruppo" si intende la rigorosa contrapposizione del gruppo degli archi a quello dei Fiati, distinti, questi ultimi, in due sottogruppi: i corni da caccia da un lato e il quartetto dei legni (oboi e fagotto) dall'altra.

L'Opera fu redatta in due versioni, la prima delle quali è ricostruibile attraverso un'intricata rete di manoscritti inediti. La forma definitiva risulta divisa un due sezioni: la prima ha il tipico aspetto della forma concerto, con un primo e un terzo tempo sostenuti in forma "di gruppo" e un adagio centrale in cui oboe e violino piccolo dialogano come in un "doppio concerto", in uno stile cantabile ma nello stesso tempo intimo e commosso. La seconda sezione è appunto formata da una suite di gusto francese, cioè in una serie articolata di danze.

L'Organico strumentale è assolutamente improprio rispetto alla tradizione della musica di corte, e fa supporre che l'opera sia stata commissionata per un qualche evento di carattere eccezionale.

TEATRO - ' PEER GYNT ' - HENRIK IBSEN

Peer Gynt è un Poema drammatico in 5 Atti del drammaturgo norvegese Henrik Ibsen, scritto nel 1867 e rappresentato per la prima volta a Oslo (a quell'epoca chiamata Christiania) il 24 Febbraio 1876, con le Musiche di scena di Edvard Grieg.



#theater #Ibsen #History

Trama

Peer Gynt è il figlio di Jon Gynt, uomo un tempo ricco e rispettato ma che ora è diventato un ubriacone, ha perso tutto il suo denaro e ha lasciato Peer e sua madre. Peer vorrebbe recuperare l'onore ed il denaro che il padre ha dilapidato, ma in realtà si perde in sogni a occhi aperti, passando la maggior parte del tempo senza far nulla. Un giorno si reca a una festa di nozze al podere di Haegstad; qui conosce Solvejg, fanciulla dalle trecce d'oro. La sposa Ingrid non vuole accettare il futuro marito e si nasconde in un granaio. Peer approfitta della situazione, la rapisce e la seduce, ma poi l'abbandona perché è attratto da Solvejg. Tempo dopo resta coinvolto in una rissa, diventa un fuorilegge e fugge dal paese. Durante la fuga incontra prima tre giovani vedove e poi una donna vestita di verde, la figlia del Re dei troll, che lo vuole sposare. Il vecchio Re di Dovre accoglie Peer nel suo antro dove si svolge l'assemblea degli gnomi, gli chiede se vuol diventare anche lui uno gnomo e gli fa togliere i calzoni, ma il giovane fugge.

Ritrova quindi Solvejg, la giovane che Peer aveva incontrato al matrimonio e di cui si era innamorato, che lo raggiunge presso la sua capanna nella foresta, ma Peer, turbato, la rifugge e si rimette in viaggio. Rimane lontano per diversi anni, cambiando identità ed occupazioni, inclusa quella di uomo d'affari impegnato in una spedizione sulle coste del Marocco. Vaga attraverso il deserto, giunge in Egitto, oltrepassa i Colossi di Memnone e la Sfinge, diventa capo beduino e profeta. Prova a sedurre Anitra, figlia di un beduino e finisce persino in un manicomio a Il Cairo, dove viene salutato come imperatore. Infine, ormai vecchio, sulla strada di ritorno al paese natio, fa naufragio. Tra i passeggeri incontra il Passeggero Sconosciuto (considerato da alcuni studiosi il fantasma di Lord Byron) che vorrebbe usare il cadavere di Peer per scoprire dove si trovano i sogni.

Tornato a casa in Norvegia, Peer Gynt assiste al funerale di un compaesano e partecipa a un'asta, dove vende tutto ciò che possiede della sua vita precedente. Peer incontra il Fonditore di bottoni, il quale sostiene che l'anima di Peer deve finire nel crogiolo di un fonditore insieme ad altri oggetti mal riusciti poiché Peer non è riuscito a essere valido né come peccatore né come uomo onesto. Peer per evitarlo deve essere in grado di dire quando, nel corso della propria vita, è stato "se stesso"; egli allora tergiversa e ottiene dei rinvii. Il vecchio re di Dovre lo tratta da "vero gnomo", cioè come un opportunista perfetto. Peer incontra anche un personaggio chiamato l'Uomo Magro (probabilmente il Diavolo), il quale crede che Peer non sia un vero peccatore da mandare all'inferno.

Peer, molto confuso, finalmente raggiunge Solvejg che è invecchiata e che lo aveva sempre aspettato nella capanna. Lei sostiene che Peer è sempre stato se stesso nella fede, nella speranza e nell'amore che da sempre prova per lui. E sarà proprio grazie al suo amore che Peer verrà finalmente liberato.


LIBRI - ' LA MORTE DELL'IMPIEGATO ' - ANTON CECHOV

La morte dell'impiegato è un Racconto di Anton Čechov pubblicato per la prima volta nel 1883.



#Book #History #cechov #Russia

Trama

L'usciere di tribunale Ivan Dmitrič Červâkov sta assistendo alla rappresentazione di Le campane di Corneville seduto nella seconda fila di poltrone del teatro "Arcadia" di San Pietroburgo, quando improvvisamente starnutisce e spruzza la testa calva del generale Brizžalov, direttore generale del Ministero delle comunicazioni russo. Consapevole della sua posizione gerarchica più bassa, presenta le sue scuse al generale già durante la rappresentazione. Pensando poi che l'essersi scusato non sia sufficiente, Červâkov si scusa nuovamente durante l'intervallo, irritando l'alto burocrate il quale afferma di non pensare più all'episodio. Ritenendo che il superiore si sia offeso in modo irreparabile, Červâkov entra in uno stato ansioso; una volta tornato a casa, informa la propria moglie dello sfortunato incidente e costei gli consiglia di scusarsi nuovamente il giorno dopo. Senza comprendere la ragione di tanta insistenza, Brizžalov reagisce sempre più infastidito alle scuse dello zelante impiegato e infine si convince che l'usciere lo stia prendendo in giro. Dopo aver ascoltato le scuse per la quinta volta nel proprio ufficio, l'esasperato Brizžalov caccia in malo modo lo zelante usciere. Červâkov torna a casa come un automa, si sdraia sul divano senza togliersi l'uniforme e muore.


NINETTO DAVOLI

Ninetto Davoli , nasce il 11 Ottobre 1948. Attore italiano. #Davoli #NinettoDavoli #Italy #Pasolini #Movie #Tv Filmografia : ...