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02 giugno 2026

AFORISMI PUCCINIANI

' Nella cupa notte, vola un fantasma iridescente, s'alza e spiega l'ale sulla nera e infinita umanità. Tutto il mondo lo invoca e tutto il mondo l'implora. Ma il fantasma svanisce coll'aurora, per rinascere nel cuore. Ed ogni notte nasce ed ogni giorno muore'.

' Contro tutto e contro tutti fare opera di melodia '.

' La musica? Cosa inutile. Non avendo il libretto come faccio della musica? Ho quel gran difetto di scriverla solamente quando i miei carnefici burattini si muovono sulla scena. Potessi esser un sinfonico puro. Ingannerei il mio tempo e il mio pubblico. Ma io? Nacqui tanti anni fa, tanti, troppi, quasi un secolo...e il Dio Santo mi toccò col dito mignolo e mi disse: " Scrivi per il teatro: bada bene solo per il teatro" e ho seguito il supremo consiglio '.

08 aprile 2026

MUSICA - LIRICA- TOSCA - GIACOMO PUCCINI

Tosca è un'Opera Lirica in tre Atti di Giacomo Puccini, su Libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica.
La prima Rappresentazione si tenne a Roma, al Teatro Costanzi, il 14 Gennaio 1900.
Il Libretto deriva da ' La Tosca ' di V. Sardou, il Dramma rappresentato per la prima volta il 24 Novembre 1887 al Théatre de la Porte-Saint-Martin in Parigi ( Francia ), il cui successo fu legato soprattutto all'interpretazione di Sarah Bernhardt nei panni della Protagonista.



Personaggi :
  • Floria Tosca, celebre Cantante (Soprano)
  • Mario Cavaradossi, pittore (Tenore)
  • Il Barone Scarpia, capo della Polizia (Baritono)
  • Cesare Angelotti (Basso)
  • Il Sagrestano (Basso)
  • Spoletta, agente di Polizia (Tenore)
  • Sciarrone, Gendarme (Basso)
  • Un carceriere (Basso)
  • Un pastore (Voce Bianca)

La Trama si svolge a Roma nell'atmosfera tesa che segue l'eco degli avvenimenti rivoluzionari in Francia, e la caduta della prima Repubblica Romana in una data ben precisa: Sabato 14 Giugno 1800, giorno della Battaglia di Marengo.


Atto primo :

Angelotti (Basso), bonapartista ed ex Console della Repubblica Romana, è fuggito dalla prigione di Castel Sant'Angelo e cerca rifugio nella Basilica di Sant'Andrea della Valle, dove sua sorella, la Marchesa Attavanti, gli ha fatto trovare un travestimento femminile che gli permetterà di passare inos­servato. La donna è stata ritratta, senza saperlo, in un quadro dipinto dal Cavalier Mario Cavaradossi (Tenore). Quando irrompe nella chiesa un sagrestano (basso), Angelotti si nasconde nella Cappella degli Attavanti. Il sagrestano, borbottando (...e sempre lava...), mette in ordine gli attrezzi del Pittore che di lì a poco sopraggiunge per continuare a lavorare al suo dipinto (Recondita Armonia...). Il sagrestano finalmente si congeda e Cavaradossi scorge nella cappella Angelotti, che conosce da tempo e di cui condivide la fede politica. I due stanno preparando il piano di fuga ma l'arrivo di Floria Tosca (Soprano), l'amante di Cavaradossi, costringe Angelotti a rintanarsi di nuovo nella Cappella. Tosca espone a Mario il suo progetto amoroso per quella sera (Non la sospiri la nostra casetta...). Poi, riconoscendo la marchesa Attavanti nella figura della Maddalena ritratta nel quadro, fa una scenata di gelosia a Mario che, a fatica (Qual occhio al mondo...), riesce a calmarla e a congedarla.
Angelotti esce dal nascondiglio e riprende il dialogo con Mario, che gli offre protezione e lo indirizza nella sua villa in periferia. Un colpo di cannone annuncia la fuga del detenuto da Castel Sant'Angelo; Cavaradossi decide allora di accompagnare Angelotti per coprirlo nella fuga e portano con loro il travestimento femminile, dimenticando però il ventaglio nella cappella.
La falsa notizia della vittoria delle truppe austriache su Napoleone a Marengo fa esplodere la gioia nel sagrestano, che invita l'indisciplinata cantoria di bambini a prepararsi per il Te Deum di ringraziamento. Improvvisamente sopraggiunge con i suoi scagnozzi il Barone Scarpia (Baritono), capo della Polizia papalina che, sulle tracce di Angelotti, sospetta fortemente di Mario, anch'egli bonapartista.
Per riuscire ad incolparlo ed arrestarlo e poter quindi scovare Angelotti, egli cerca di coinvolgere Tosca, ritornata in chiesa per informare l'amante che il programma era sfumato in quanto ella era stata chiamata a cantare a Palazzo Farnese per festeggiare l'avvenimento militare (Ed io venivo a lui tutta dogliosa...). Scarpia suscita la morbosa gelosia di Tosca usando il ventaglio dimenticato nella cappella degli Attavanti. La donna, credendo in un furtivo incontro di Mario con la marchesa, giura di ritro­varli. Scarpia, che ha raggiunto il suo scopo, la fa seguire (Tre sbirri, una carrozza, presto...). Mentre Scarpia pregusta la sua doppia rivalsa su Cavaradossi - ucciderlo e prendergli la donna - comincia ad affluire gente in Chiesa per inneggiare alla vittoria e a cantare il Te Deum.


Atto secondo :

Mentre al piano nobile di Palazzo Farnese si sta svolgendo una grande festa alla presenza del Re e della Regina di Napoli, per celebrare la vittoriosa battaglia; nel suo appartamento Scarpia sta consumando la cena. Spoletta (Tenore) e gli altri sbirri conducono in sua presenza Mario che è stato arrestato. Questi, interrogato, si rifiuta di rivelare a Scarpia il nascondiglio di Angelotti e viene quindi condotto in una stanza dove viene torturato.
Tosca, che poco prima aveva eseguito una Cantata al piano superiore, viene convocata da Scarpia, il quale fa in modo che ella possa udire le urla di Mario. Stremata dalle grida dell'uomo amato, la cantante rivela a Scarpia il nascondiglio dell'evaso: il pozzo nel giardino della villa di Cavaradossi. Mario, condotto alla presenza di Scarpia, apprende del tradimento di Tosca e si rifiuta di abbracciarla. Proprio in quel momento arriva un messo ad annunciare che la notizia della vittoria delle truppe austriache era falsa, e che invece è stato Napoleone a sconfiggere gli austriaci a Marengo. A questo annuncio Mario inneggia ad alta voce alla vittoria, e Scarpia lo condanna immediatamente a morte, facendolo condurre via. Disperata, To­sca chiede a Scarpia di concedere la grazia a Mario. Ma il barone acconsente solo a patto che Tosca gli si conceda. Inorridita, la cantante implora il capo della polizia e si rivolge in accorato rimprovero a Dio (Vissi d'Arte, vissi d'Amore). Ma tutto è inutile: Scarpia è irremovibile e Tosca è costretta a cedere. Scarpia convoca quindi Spoletta e, con un gesto d'intesa, fa credere a Tosca che la fucilazione sarà simu­lata e i fucili caricati a salve. Dopo aver scritto il salvacondotto che permetterà agli amanti di raggiungere Civitavecchia, Scarpia si avvicina a Tosca per riscuotere quanto pattuito, ma questa lo accoltella con un coltello trovato sul tavolo. Quindi prende il salvacondotto dalle mani del cadavere e, prima di uscire, pone religiosamente due candelabri accanto al corpo di Scarpia, un crocifisso sul suo petto, e finalmente esce.


Atto terzo :

È l'alba. In lontananza un giovane pastore canta una malinconica canzone in romanesco. Sui bastioni di Castel Sant'Angelo, Mario è ormai pronto a morire e inizia a scrivere un'ultima lettera d'amore a Tosca, ma, sopraffatto dai ricordi, non riesce a terminarla (E lucevan le Stelle). La donna arriva inaspettatamente e spiega a Mario di essere stata costretta ad uccidere Scarpia. Gli mostra il salvacondotto e lo informa quindi della fucilazione simulata. Scherzando, gli raccomanda di fingere bene la morte. Ma Mario viene fucilato veramente e Tosca, sconvolta e inseguita dagli sbirri che hanno trovato il cadavere di Scarpia, grida "O Scarpia, avanti a Dio!" e si getta dagli spalti del castello.


Organico Orchestrale :

  • 3 Flauti, 2 Oboi, Corno Inglese, 2 Clarinetti, Clarinetto Basso, 2 Fagotti, Controfagotto
  • 4 Corni, 3 Trombe, 3 Tromboni, Trombone Basso
  • Timpani, Tamburo, Triangolo, Piatti, Tam-Tam, Grancassa
  • Carillon, Celesta, Campanelli, Arpa
  • Archi
Da suonare sul Palco :
  • Flauto, Viola, Arpa, 4 Corni, 3 Tromboni, Campane, Organo,2 Tamburi, Fucili, Cannone.

27 febbraio 2026

GIUSEPPE PATRONI GRIFFI

 Giuseppe Patroni Griffi, nasce il 27 Febbraio 1921, muore il 15 Dicembre 2005.

Regista, Drammaturgo, Sceneggiatore, Scrittore e Direttore artistico italiano.

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Filmografia :

Regista e sceneggiatore :

  • Il mare (1962)

  • Metti, una sera a cena (1969)

  • Addio fratello crudele (1971)

  • Identikit (1974)

  • Divina creatura (1975)

  • La gabbia (1985)

  • La romana (1988), miniserie TV

  • Tosca, nei luoghi e nelle ore di Tosca (1992)

  • La traviata a Paris (2000), film TV


Sceneggiatore :

  • Canzoni di mezzo secolo

  • Canzoni, canzoni, canzoni

  • I magliari

  • Lettere di una novizia 

  • La ragazza con la valigia

  • La manina di Fatma, episodio di I cuori infranti

  • La strega bruciata, episodio di Le streghe, regia di Luchino Visconti 

  • C'era una volta...

  • La maestrina degli operai

  • D'amore si muore

  • Femmina


Regie di prosa e lirica :

  • La governante

  • Luv

  • Vestire gli ignudi di Luigi Pirandello

  • La bottega del caffè di Carlo Goldoni

  • Napoli notte e giorno

  • Victor, o i bambini al potere

  • Ascesa e rovina della città di Mahagonny di Kurt Weill, testo di Bertolt Brecht

  • Persone naturali e strafottenti

  • Napoli: chi resta e chi parte

  • Così fan tutte di W. A. Mozart

  • Confessione scandalosa

  • Il valzer dei cani

  • Le femmine puntigliose di Carlo Goldoni.

  • Lontano dalla città

  • O di uno o di nessuno di Luigi Pirandello.

  • A porte chiuse 

  • KesslerKabarett

  • Il bell'indifferente

  • Oreste

  • Notti americane

  • L'avaro di Molière

  • Tradimenti 

  • Gli amanti dei miei amanti sono miei amanti

  • Sei personaggi in cerca d'autore, di L. Pirandello

  • Cammurriata. Canti di malavita

  • Assassinio nella cattedrale

  • Il trovatore di G. Verdi

  • Zio Vanja di Anton Cechov

  • Questa sera si recita a soggetto di Luigi Pirandello

  • La locandiera  di Carlo Goldoni

  • Una volta nella vita

  • Trovarsi di Luigi Pirandello.

  • Margherita Gautier

  • Napoli milionaria!  di Eduardo De Filippo

  • Romeo e Giulietta di William Shakespeare

  • La bohème  di Puccini

  • Cyrano de Bergerac

  • Una tragedia reale 

  • Il grande campione 

  • Persone naturali e strafottenti

  • Metti, una sera a cena

  • Uno sguardo dal ponte

  • Il giuocatore di Carlo Goldoni

24 gennaio 2026

MUSICA SACRA - MESSA A QUATTRO VOCI - MESSA DI GLORIA - GIACOMO PUCCINI

 



Giacomo Puccini – Messa a quattro Voci (Messa di Gloria)

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La Messa a quattro Voci di Giacomo Puccini, meglio conosciuta come Messa di Gloria, è un’Opera giovanile scritta per Coro in quattro parti, Tenore e Baritono solisti e Orchestra; viene presentata come saggio di diploma all'Istituto Musicale Pacini di Lucca ed eseguita il 12 Agosto 1880; Puccini, che non ha mai pubblicato la Partitura, ha riutilizzato i temi dell'Agnus Dei e del Kyrie rispettivamente in Manon Lescaut e in Edgar.


L’Opera lascia intravedere quella forza drammatica che Puccini avrebbe manifestato nelle Composizioni successive: melodie pastorali che evolvono verso climax travolgenti, fughe frenetiche, episodi solenni e trionfanti; la struttura riprende le cinque Parti della Messa cattolica, Kyrie, Gloria, Credo, Sanctus e Benedictus, Agnus Dei, secondo la seguente articolazione.


Kyrie (Larghetto)
Gloria in excelsis Deo (Allegro ma non troppo)
Et in terra pax (Andante)
Laudamus te (Andante)
Gratias agimus tibi (Andante, tenore solista)
Gloria in excelsis Deo (Tempo I)
Domine Deus (Andante sostenuto)
Qui tollis peccata mundi (Andante mosso)
Quoniam tu solus Sanctus (Maestoso)
Cum Sancto Spiritu (Fuga – Allegro)
Credo in unum Deum (Andante)
Et incarnatus est (Moderato, tenore solista)
Crucifixus etiam pro nobis (Adagio)
Et resurrexit (Allegro)
Et in Spiritum Sanctum (Tempo I)
Et unam sanctam (Larghetto)
Et vitam venturi saeculi (Andantino)
Sanctus Dominus Deus (Andante)
Benedictus qui venit (Andantino, baritono solista)
Agnus Dei (Andantino, tenore e baritono solista)


KYRIE
L’Introduzione degli Archi propone due temi, uno delicato l’altro incalzante; dopo l’entrata del Coro i fiati si uniscono agli Archi e riprendono il Tema iniziale.

Il Kyrie eleison utilizza il primo Tema e per due volte il coro lo esegue in forma di Canone; il Christe eleison viene cantato sul secondo Tema ed è particolarmente sostenuto dai Timpani.

Il secondo Tema poi si addolcisce diventando una breve conclusione per l’Orchestra.


GLORIA
Qui Puccini si confronta con Scale armoniche, cromatismi, sincopi, fughe e corali; è la sezione più ampia di tutta la Composizione.
Il Gloria inizia con un Tema brioso e leggero affidato alle voci femminili sul pizzicato degli Archi, ai quali si aggiungono i Legni.

Entrano poi le Voci maschili e il Coro è sostenuto da tutta l’Orchestra.

Et in terra pax segna un cambiamento di Tempo, Andante, e l’atmosfera diventa più raccolta; brevi interventi di Ottoni e Legni guidano verso il Gratias agimus, un’Aria per Tenore la cui melodia viene raddoppiata dal Flauto.
Una breve ripresa del Gloria è seguita dal Domine Deus con il Coro in pianissimo, dal Qui tollis e poi dal Quoniam tu solus Sanctus in forma di corale.

Nella conclusione Puccini mostra la sua abilità di contrappuntista; il Gloria termina con una Fuga poderosa sul Cum Sancto Spiritu, il cui soggetto deriva dal tema iniziale.


CREDO
Anche questa sezione è molto sviluppata. L’apertura è in fortissimo; il Coro alterna episodi monoritmici a scambi contrappuntistici.

L’Aria per Tenore, Et incarnatus est, con accompagnamento discreto del Coro e dell’Orchestra, è seguita dal Crucifixus, un Adagio funebre. Et resurrexit è un fugato cantato dal Coro; l’atmosfera evoca più il Giudizio finale che la Risurrezione stessa.

Le parti finali del Credo presentano una breve transizione orchestrale seguita da risposte del Coro ai richiami delle Trombe e da un fugato nel quale si percepisce appena l’Amen conclusivo.


SANCTUS – BENEDICTUS
Sezione poco ampia, a differenza delle precedenti.

La Musica del Sanctus non è solenne ma dolce, delicata; episodio in fortissimo sul versetto pleni sunt.

Il Benedictus è una carezzevole Aria per baritono seguita da un fortissimo Osanna di tutto il Coro; la conclusione è affidata all'Orchestra in pianissimo.


AGNUS DEI
Ancora più breve è la parte finale della Messa.

I due Solisti si alternano al coro in un brano elegante, modesto e dalla conclusione evanescente.

23 dicembre 2025

GIACOMO PUCCINI

 Giacomo Puccini nasce a Lucca il 22 Dicembre 1858 da una famiglia di Musicisti da cinque generazioni. Fin da piccolo dimostra di possedere un grande talento musicale, anche se non dimostra di essere propriamente un ragazzo prodigio.


In  dolente e poco incline allo studio, forse perché gli veniva tutto fin troppo facile, i Professori lamentavano la sua pigrizia. Riesce comunque ad ottenere una borsa di studio per il Conservatorio di Milano; tuttavia la madre lo manda a studiare presso l'istituto musicale di Lucca.

All'età di diciotto anni il giovane Puccini presenta la cantata "Juno" in un concorso lucchese; non vince il premio ma ottiene l'Esecuzione del Lavoro, che stimola la sua ambizione. 


Con l'aiuto finanziario dei familiari e grazie ad una borsa di studio della Regina Margherita, si iscrive al Conservatorio di Milano, dove dal 1880 al 1883 studia con Antonio Bazzini e Amilcare Ponchielli.
Quest'ultimo presenta il giovane compositore allo scrittore Ferdinando Fontana il quale si occupa di scrivere il libretto per la prima opera di Puccini: "Le Villi". Presentata ad un concorso, l'opera, al pari di "Juno", non riesce a vincere il premio, ma si guadagna il favore del pubblico quando viene rappresentata a Milano nel 1884.


Questo successo induce l'editore Ricordi a commissionare a Puccini una nuova opera, che il compositore scrive cinque anni dopo chiamandola "Edgar"; non avrà però particolare successo.
Sarà con "Manon Lescaut" del 1893 e la "Bohéme" del 1896, rispettivamente terza e quarta opera di Puccini, entrambe rappresentate per la prima volta a Torino, che troverà fama e fortuna.
Le due opere successive, "Tosca" del 1900 e "Madama Butterfly" del 1904, vengono accolte con minore entusiasmo alla prima esecuzione. I critici che avevano condannato la Tosca vengono però in seguito smentiti dal pubblico; così, dopo la revisione nelle settimane successive alla prima alla Scala, anche Madama Butterfly ottiene un grande successo.

Giacomo Puccini sposa nel 1904 Elvira Gemignani, la quale era fuggita da Lucca e dalla sua famiglia per stare con lui; sarebbe stata però una scelta infelice. Elvira ossessiona Giacomo con le sue scenate di gelosia e conduce al suicidio una giovinetta, tale Doria Manfredi, che era venuta a fare la cameriera in casa Puccini a Torre del Lago. In accordo a quanto riportano i più accreditati studi storico-musicologici, sembra che la moglie di Puccini esasperò la cameriera a tal punto, accusandola di intendersela col marito, che la poveretta si tolse la vita. 

La fama rimane comunque ben salda, ormai nell'empireo dei compositori acclamati in tutto il mondo. 
Con tutte le sue opere fin qui citate il compositore arriva ad essere ben presto addirittura indicato come l'erede di Verdi, anche se forse Puccini non sarà altrettanto innovatore dal punto di vista musicale e drammatico.
L'Opera successiva, "La Fanciulla del West", viene scritta per il Metropolitan di New York, dove è rappresentata nel 1910 per la prima volta. 
Seguono "La rondine" del 1917, il "Trittico" del 1918 ed infine "Turandot", il cui ultimo atto sarà completato da Franco Alfano dopo la morte di Giacomo Puccini, avvenuta a Bruxelles il 29 Novembre 1924.
La prima di Turandot verrà eseguita alla Scala di Milano nel 1926.
Le doti di Puccini furono soprattutto drammatiche. 
La sua intensa e sensibile vena teatrale e le sue Opere immortali, ci restituiscono un Teatro ancora modernissimo, gran anticipatore della sensibilità cinematografica.
Le sue struggenti Opere rappresentano per tutto il mondo, al pari di quelle di Giuseppe Verdi, la tradizione operistica italiana al suo grado più alto.

ARTE - STORIA DELL'ARTE - IL GIUDIZIO UNIVERSALE DI MICHELANGELO

   Il  Giudizio universale  è un Affresco di Michelangelo Buonarroti, realizzato tra il 1536 e il 1541 su commissione di Papa Clemente VII p...