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15 agosto 2026

MUSICA - ROYAL ALBERT HALL - 16 AGOSTO 2026

Domenica 16 Agosto 2026



Royal Albert Hall


Webern Passacaglia 11’ 
Elgar Cello Concerto in E minor 30’ 


Walton Symphony No. 2 28’

Pablo Ferrández cello

Royal Philharmonic Orchestra
Vasily Petrenko conductor

#Music #Proms #Concert #RoyalAlbertHall #London #Uk

19 luglio 2026

MUSICA - ROYAL ALBERT HALL - 20 LUGLIO 2026

 Lunedì 20 Luglio 2026

#music #concert #london #proms

Royal Albert Hall


J. S. Bach, orch. A. Davis Fantasia and Fugue in G minor, BWV 542 11’ 
Jessie Montgomery These Righteous Paths 20’
BBC co-commission: UK premiere


Beethoven Symphony No. 9 in D minor, ‘Choral’ 65’ 

Abel Selaocoe cello
Leah Hawkins soprano
Martin Muehle tenor
Stephanie Wake-Edwards mezzo-soprano
Derek Welton bass

Philharmonia Chorus
BBC Philharmonic Orchestra 
Gianandrea Noseda conductor 


25 giugno 2026

MUSICA - L. VAN BEETHOVEN - TRIO PER PIANOFORTE, CLARINETTO ( O VIOLINO ) E VIOLONCELLO - OP 38

Ludwig van Beethoven – Trio per Pianoforte, Clarinetto (o Violino) e Violoncello in Mi bemolle maggiore Op. 38

#History #Music #Beethoven #Pianoforte #Clarinetto #Violino #Cello #Trio

Con il Settimino Op. 20, presentato al pubblico il 2 Aprile 1800, Beethoven acquista grande popolarità a Vienna, tanto che altri Musicisti, tra cui Bellini e Donizetti, ne traggono idee tematiche e spunti per le loro Composizioni; gli Editori, inoltre, per garantirsi una più ampia diffusione dell’Opera, sollecitano Beethoven a realizzare una versione per un gruppo strumentale più ridotto.


Nel 1803 l’originale Composizione viene quindi rimaneggiata in forma di Trio per Pianoforte, Clarinetto (o Violino) e Violoncello, che viene pubblicato nel 1805 come “Grand Trio” Op. 38; Beethoven lo dedica a J.A. Schmidt, il suo Medico personale.

Il Trio raccoglie subito gli elogi di pubblico e critica e non fa rimpiangere il Brano da cui deriva.

Le parti che nell'Opera 20 erano assegnate agli Archi, sono riscritte per il Pianoforte; Beethoven mantiene quasi inalterata la parte del Clarinetto, mentre per la parte del Violoncello utilizza quella del Fagotto integrandola con passaggi occasionali del Violoncello e del Corno; in aggiunta scrive anche una parte alternativa per il Violino, in modo da assicurare agli editori una maggiore quantità di copie vendute.


Anche il Trio, come il Settimino da cui è tratto, si articola in sei Movimenti; lo stile melodico e accattivante, i temi lisci e ribattuti lo rendono facilmente comprensibile.


L’Adagio introduttivo, ampio ed elegante, conduce all'energico ed espressivo Allegro con brio.


Il secondo Movimento, Adagio cantabile, fa risaltare le qualità liriche del clarinetto. Spiritoso e caratteristico il Minuetto e Trio, mentre il Tema e le Variazioni si snodano con intensità e fantasia fra i tre Strumenti; da notare che secondo Czerny il tema è tratto dalla canzone popolare del Basso Reno “Ach Schiffer”.


Lo Scherzo conserva tutta l’energia e l’eccitazione della versione originale; l’ultimo Movimento, oscuro all'inizio, si trasforma in interazione vivace tra Clarinetto, Pianoforte e Violoncello, con maggiore brio nella parte finale.

25 gennaio 2026

MUSICA - STORIA - BEETHOVEN - SONATE PER VIOLONCELLO E PIANOFORTE

 Beethoven – Sonate per Violoncello e Pianoforte Op. 102

N. 1 in Do Maggiore e n. 2 in Re maggiore

#Music #History #Beethoven #Cello #Piano

Le ultime due Sonate per Violoncello e Pianoforte di Ludwig van Beethoven sono state composte nel 1815 e pubblicate a Marzo del 1917 dall’Editore Simrock di Bonn come Opus 102; i manoscritti originali sono conservati nella Deutsche Staatsbibliothek di Berlino. 

Entrambe sono dedicate alla Contessa ungherese Marie Erdödy, mecenate e amica di Beethoven, che le aveva commissionate per il Violoncellista Joseph Linke rimasto senza lavoro dopo lo scioglimento del leggendario Schuppanzigh Quartet. 


Queste due sonate differiscono dalle tre precedenti, Opus 5 e Opus 69, perché racchiudono molte caratteristiche del periodo tardo di Beethoven, tra cui la forma non convenzionale, le difficoltà tecniche, la ricerca di una forte espressività e una complessa esplorazione della fuga.


Sonata Op. 102 n. 1 in Do Maggiore

La Sonata è articolata in due soli movimenti così contraddistinti: Andante – Allegro vivace; Adagio – Tempo d’andante – Allegro vivace. Le due introduzioni lente condividono il materiale tematico e questo suggerisce la connessione tra i due movimenti. Beethoven la chiama “Sonata libera” in quanto la sua struttura, come una Fantasia, esula dalla forma convenzionale.

L’Andante inizia da una frase del Violoncello subito ripresa dal Pianista, il discorso musicale sembra un po’ svagato, poi si fa più disteso. 

L’Allegro vivace non è imponente, grandioso, ma è basato su un tema coerente con l’introduzione, leggero e tumultuoso. 

L’Adagio ha l’andamento di un corale, un tema quasi intimo interrotto da un accordo sospeso che dà inizio all’Allegro finale in forma di fuga.

21 dicembre 2025

MUSICA - TRIO PER PIANOFORTE, VIOLINO E VIOLONCELLO - CLAUDE DEBUSSY

Il Trio per pianoforte e archi è una composizione da camera per pianoforte, violino e violoncello di Claude Debussy scritta fra Settembre e Ottobre 1880.

#Music #History #Debussy #ClaudeDebussy #Piano

Storia

Nel Giugno 1880 Debussy, non ancora diciottenne, ottenne il primo premio al Conservatorio come accompagnatore al Pianoforte.

Durante il periodo estivo il musicista venne accompagnato da Antoine Marmontel, suo insegnante, presso una ricca vedova russa, Nadežda von Meck, buona musicista dilettante, grande ammiratrice e protettrice di  Pëtr Il'ič Tchajkovskij. La baronessa, che risiedeva momentaneamente in Svizzera a Interlaken, aveva richiesto al Conservatorio di Parigi un giovane pianista per fare musica d'insieme durante l'estate, disposto a seguirla nei suoi spostamenti in Europa.

Il compito di Debussy era principalmente quello di dare lezioni di pianoforte ai figli della signora Von Meck e di suonare con lei a quattro mani.

Dalla Svizzera la famiglia della baronessa, con Debussy al seguito, si trasferì quindi nel sud della Francia, ad Arcachon, poi a Nizza, a Genova, a Napoli per giungere infine a Firenze. Qui vennero raggiunti da altri due giovani musicisti, il violoncellista Pëtr Danilčenko e il violinista Vladislav Pachul'skij che, insieme a Debussy, formarono un trio che suonava ogni sera spaziando da autori russi a Franz Schubert. In questo periodo il musicista, dopo aver scritto una Danse bohémienne per pianoforte, compose, a Fiesole, il Trio in Sol maggiore appositamente per la piccola formazione che si era formata, dedicandola a Émile Durand, suo professore di armonia al Conservatorio.

La baronessa inviò la fotografia dei tre giovani musicisti a Tchajkovskij, pensando di mandargli anche lo spartito del Trio, ma non fece in tempo a farne realizzare una copia. Si lamentò però con il suo protetto poiché questi non aveva ancora scritto un suo Trio; a questa richiesta il musicista ottemperò in breve tempo con il Trio in La minore.

Rientrato a Parigi al Conservatorio, alla fine dell'estate, Debussy entrò a far parte della classe di composizione di Ernest Guiraud a cui molto probabilmente sottopose il Trio per pianoforte e archi; l'opera da allora in poi rimase inedita in un cassetto, tanto da far pensare che fosse andata perduta. Ritrovato solo nel 1982 il Trio è stato eseguito per la prima volta a Parigi, alla Biblioteca nazionale di Francia il 12 Novembre 1985 dal Trio composto da Daniel Blumenthal (pianoforte), Peter Zazofsky (violino) e Valter Despalj (violoncello). Lo spartito fu pubblicato l'anno seguente a Monaco di Baviera.

Struttura

Il Trio per pianoforte e archi è nella tonalità di Sol maggiore, ha una durata di circa 22 minuti ed è composto da quattro movimenti:

  • Andantino con moto allegro

  • Scherzo-Intermezzo. Moderato con allegro

  • Andante espressivo

  • Finale. Appassionato

23 ottobre 2025

MUSICA - IL VIOLONCELLO - STORIA

Il Violoncello è uno strumento musicale del gruppo dei cordofoni a corde sfregate (ad arco), appartenente alla famiglia degli archi; è dotato di quattro corde, accordate ad intervalli di quinta giusta. Presenta dei tagli ad "effe" sulla tavola armonica (o piano armonico). 

#Music #Cello #History

La sottofamiglia dei "violini" si differenzia così dalla sottofamiglia delle "viole" che comprende invece la viola da gamba e altri strumenti antichi con tagli a "C", accordati per quarte e terze, con corde in numero variabile da tre, a sei-sette o più. Si suona da seduti tenendo lo strumento tra le gambe, poggiato su un puntale presente nella parte inferiore dello strumento. L'esecutore conduce l'arco trasversalmente sulle corde.

Il Violoncello moderno possiede quattro corde accordate ad intervalli di quinta giusta: la corda del La (cantino), del Re, del Sol e del Do. La corda del La emette un suono una terza minore più in basso del Do centrale e la corda del Do è due ottave più basse del Do centrale. L'accordatura dello strumento è dunque un'ottava sotto a quella della viola.

Il violoncello è strettamente associato alla musica classica, è parte dell'orchestra d'archi e dell'Orchestra sinfonica, del quartetto d'archi e di molte altre formazioni di musica da camera. Molti sono i Concerti e le Sonate scritte per violoncello. 

La storia degli strumenti ad arco in Europa comincia con la lira bizantina, strumento in uso già nel IX Secolo, antenato della viella medievale. Essa subì un'evoluzione in Europa occidentale; nel Rinascimento esistevano due strumenti differenziatisi da questi: la lira da braccio e la lira da gamba.

I precursori del violoncello apparirono nella seconda metà del XVII Secolo non come discendenti della viola da gamba, da cui però ben presto mutuarono la tecnica di suonare seduti, ma come discendente della famiglia delle viole da braccio, i violini

Prima della viola da gamba, che apparve in Italia attorno al 1490, in Italia nessuno strumento ad arco veniva suonato in una posizione a gamba cioè veniva suonato da seduti, come oggi vengono suonati il violoncello o la viola da gamba, differentemente dal violino, che si appoggia sulla spalla. Ben presto, i liutai sperimentarono la creazione di strumenti ibridi fra la famiglia delle viole da gamba e quella delle viole da braccio, e attorno alla metà del XVI Secolo, alcuni liutai italiani, Andrea Amati (1538) e Gasparo da Salò, iniziarono a sviluppare un tipo di strumento che fosse più simile alle viole da braccio e ai violini nell'aspetto, nella tessitura e nel numero di corde e che svolgesse la parte del basso nella famiglia di questi strumenti.

In quell'epoca compaiono numerose rappresentazioni pittoriche di questo tipo di strumenti, che rassomigliano per dimensioni al violoncello, come nel Concerto degli Angeli di Gaudenzio Ferrari (c. 1535).

Questi vari strumenti, antenati del violoncello, erano diversi fra loro per forma, dimensioni, numero di corde e tessitura; fino al XVII Secolo il modello del violoncello non esisteva. Convenzionalmente queste varie forme di strumenti ad arco che anticiparono il violoncello prendono genericamente il nome di basso di viola da braccio, talvolta basso di viola da brazzo o, più semplicemente, basso di viola, per il fatto che essi costituiscono l'insieme degli strumenti che potevano svolgere la parte del basso nella famiglia delle viole da braccio.

Questo insieme di strumenti assume or ora vari nomi nel XVII Secolo: bassetto, bassetto di viola, basso da brazzo, basso viola da brazzo, viola, viola da braccio, viola da brazzo, violetta, violoncino, violone basso, violone da brazzo, violone piccolo, violonzino, violonzono, vivola da brazzo. Si pensa inoltre che in Italia, fino al XVIII Secolo, col termine violone, ci si riferisse a questo strumento.

Differentemente dal violoncello o dalla viola da gamba, era uso che questo strumento venisse suonato mentre era appoggiato a terra e non tenuto fra le gambe o con un puntale.

La prima apparizione del basso di viola da braccio nella trattatistica pervenutaci è nel trattato Epitome Musical (1556) di Jambe de Fer, mentre fa la sua prima comparsa nella musica stampata nell'Orfeo di Claudio Monteverdi (Venezia, 1609) col nome basso da brazzo.

Questo primo strumento ad apparire nella trattatistica stampata col nome di "violoncello" è il violoncello da spalla, un basso di viola da braccio più piccolo rispetto agli altri che si suonava appoggiato sulla spalla, così molto diverso dal moderno violoncello. Numerosi dipinti suggeriscono che fosse comune suonare questi bassi sulla spalla.

Le innovazioni nella costruzione del basso di viola da braccio che confluirono nel moderno violoncello avvennero nell'Italia settentrionale a fine XVII Secolo nell'area attorno a Bologna. Lo strumento si rimpicciolì ed adottò definitivamente l'accordatura La3-Re3-Sol2-Do2, che già Michael Praetorius nel Syntagma musicum (c. 1619) la indicasse come accordatura convenzionale dei bassi di viola da braccio.

Attorno al 1660 a Bologna comparve l'uso di ricoprire la corda di budello con un sottilissimo avvolgimento di filo d'argento, così fu possibile adottare corde più corte e sottili, che emettevano un suono migliore rispetto a quelle in puro budello fino ad allora utilizzate.

Questa innovazione permise di creare uno strumento di minori dimensioni rispetto al basso di viola da braccio che però potesse emettere comunque suoni gravi, la minore dimensione dello strumento avrebbe così reso lo strumento più gestibile per l'esecutore, soprattutto nell'esecuzione di passaggi virtuosistici ; i liutai sfruttarono questa tecnologia per creare così il violoncello. Questo strumento aveva anche degli svantaggi: il suo suono era meno adatto all'accompagnamento, meno corposo e grave dei suoi predecessori, così in molte situazioni si rivela necessario raddoppiarlo con un contrabbasso. Questo nuovo strumento trovò l'ultima definizione negli strumenti realizzati dal liutaio Antonio Stradivari attorno al 1700. Molti bassi di viola furono letteralmente diminuiti in dimensioni per trasformarli in violoncelli, anche se lo stesso Stradivari creò alcuni strumenti di dimensioni maggiori dei canoni moderni, come lo Stradivari Servais; le dimensioni infatti si standardizzarono solo attorno al 1750.

La diminuzione di dimensioni suggerì appunto l'origine etimologica del nome: violoncello, una forma ipocoristica del termine violone, significando "piccolo violone".

La prima apparizione del violoncello nella musica stampata è una sonata del bolognese Giulio Cesare Arresti stampata a Venezia nel 1665.

Uno dei liutai di violoncello più famosi dei suoi tempi, i suoi strumenti sono ricercati per il loro suono da musei, collezionisti e privati, è Domenico Montagnana (Lendinara, 24 Giugno 1686 – Venezia, 6 Marzo 1750).

Questa prima forma del violoncello assume il nome di violoncello barocco e differisce per alcune caratteristiche dal violoncello moderno ed è tuttora molto usato in esecuzioni ispirate alla prassi esecutiva storica. Il manico, di forma differente, presenta una minore angolazione rispetto alla cassa armonica - il riversamento - che si adatta ai diversi tensionamenti di questo strumento, derivanti anche dalla costituzione delle corde di budello. Circa dal XIX-XX Secolo, i violoncelli moderni adottano un puntale in metallo retraibile per appoggiare a terra lo strumento, mentre quelli barocchi vengono invece sostenuti dalle gambe dell'esecutore.

Le corde del Violoncello classico moderno sono oggi in metallo, o con un'anima di materiale sintetico; quelle del violoncello barocco sono realizzate in budello (nei violoncelli barocchi costruiti oggi, il Sol e il Do, a volte sono rivestite in metallo). Gli archetti classici sono leggermente ricurvi verso l'interno e vengono impugnati all'apposita parte terminale, mentre quelli barocchi presentano una curvatura verso l'esterno e vengono impugnati leggermente più in avanti. I violoncelli moderni classici montano spesso cordiere dotate di tiracantini per facilitarne l'accordatura, mentre quelli barocchi vengono accordati esclusivamente attraverso i piroli.

Non esisteva alcun metodo didattico specifico per il violoncello prima del XVIII Secolo; il primo metodo per violoncello conosciuto è quello di Michel Corrette (Méthode, théorique et pratique pour apprendre en peu de temps le violoncelle dans sa perfection, Parigi, 1741) che codifica gran parte della tecnica unanimemente utilizzata nei secoli successivi, in particolare promuovendo definitivamente la posizione a gamba a scapito di quella a braccio.

21 ottobre 2025

MUSICA - TEATRO PETRUZZELLI DI BARI - 22 OTTOBRE 2025

 ORCHESTRA DEL TEATRO PETRUZZELLI

direttore  Ottavio Dantone
violoncello  Enrico Dindo

#Theater #Bari #Concert

Programma :

Franz Joseph Haydn
Ouverture, dall’opera “L’isola disabitata”

Mieczysław Weinberg
Concerto in re minore, per violoncello e orchestra, op. 43

Robert Schumann
Sinfonia n. 3, in Mi bemolle maggiore, op. 97
“Renana”

11 ottobre 2025

MUSICA - L. VAN BEETHOVEN - TRIO PER PIANOFORTE, CLARINETTO ( O VIOLINO ) E VIOLONCELLO - OP 38

 Ludwig van Beethoven – Trio per Pianoforte, Clarinetto (o Violino) e Violoncello in Mi bemolle maggiore Op. 38

#History #Music #Beethoven #Pianoforte #Clarinetto #Violino #Cello #Trio

Con il Settimino Op. 20, presentato al pubblico il 2 Aprile 1800, Beethoven acquista grande popolarità a Vienna, tanto che altri Musicisti, tra cui Bellini e Donizetti, ne traggono idee tematiche e spunti per le loro Composizioni; gli Editori, inoltre, per garantirsi una più ampia diffusione dell’Opera, sollecitano Beethoven a realizzare una versione per un gruppo strumentale più ridotto.


Nel 1803 l’originale Composizione viene quindi rimaneggiata in forma di Trio per Pianoforte, Clarinetto (o Violino) e Violoncello, che viene pubblicato nel 1805 come “Grand Trio” Op. 38; Beethoven lo dedica a J.A. Schmidt, il suo Medico personale.

Il Trio raccoglie subito gli elogi di pubblico e critica e non fa rimpiangere il Brano da cui deriva.

Le parti che nell'Opera 20 erano assegnate agli Archi, sono riscritte per il Pianoforte; Beethoven mantiene quasi inalterata la parte del Clarinetto, mentre per la parte del Violoncello utilizza quella del Fagotto integrandola con passaggi occasionali del Violoncello e del Corno; in aggiunta scrive anche una parte alternativa per il Violino, in modo da assicurare agli editori una maggiore quantità di copie vendute.


Anche il Trio, come il Settimino da cui è tratto, si articola in sei Movimenti; lo stile melodico e accattivante, i temi lisci e ribattuti lo rendono facilmente comprensibile.


L’Adagio introduttivo, ampio ed elegante, conduce all'energico ed espressivo Allegro con brio.


Il secondo Movimento, Adagio cantabile, fa risaltare le qualità liriche del clarinetto. Spiritoso e caratteristico il Minuetto e Trio, mentre il Tema e le Variazioni si snodano con intensità e fantasia fra i tre Strumenti; da notare che secondo Czerny il tema è tratto dalla canzone popolare del Basso Reno “Ach Schiffer”.


Lo Scherzo conserva tutta l’energia e l’eccitazione della versione originale; l’ultimo Movimento, oscuro all'inizio, si trasforma in interazione vivace tra Clarinetto, Pianoforte e Violoncello, con maggiore brio nella parte finale.

07 ottobre 2025

MUSICA - L. VAN BEETHOVEN - TRIO PER PIANOFORTE, CLARINETTO ( O VIOLINO ) E VIOLONCELLO - OP 38

 Ludwig van Beethoven – Trio per Pianoforte, Clarinetto (o Violino) e Violoncello in Mi bemolle maggiore Op. 38

#History #Music #Beethoven #Pianoforte #Clarinetto #Violino #Cello #Trio

Con il Settimino Op. 20, presentato al pubblico il 2 Aprile 1800, Beethoven acquista grande popolarità a Vienna, tanto che altri Musicisti, tra cui Bellini e Donizetti, ne traggono idee tematiche e spunti per le loro Composizioni; gli Editori, inoltre, per garantirsi una più ampia diffusione dell’Opera, sollecitano Beethoven a realizzare una versione per un gruppo strumentale più ridotto.


Nel 1803 l’originale Composizione viene quindi rimaneggiata in forma di Trio per Pianoforte, Clarinetto (o Violino) e Violoncello, che viene pubblicato nel 1805 come “Grand Trio” Op. 38; Beethoven lo dedica a J.A. Schmidt, il suo Medico personale.

Il Trio raccoglie subito gli elogi di pubblico e critica e non fa rimpiangere il Brano da cui deriva.

Le parti che nell'Opera 20 erano assegnate agli Archi, sono riscritte per il Pianoforte; Beethoven mantiene quasi inalterata la parte del Clarinetto, mentre per la parte del Violoncello utilizza quella del Fagotto integrandola con passaggi occasionali del Violoncello e del Corno; in aggiunta scrive anche una parte alternativa per il Violino, in modo da assicurare agli editori una maggiore quantità di copie vendute.


Anche il Trio, come il Settimino da cui è tratto, si articola in sei Movimenti; lo stile melodico e accattivante, i temi lisci e ribattuti lo rendono facilmente comprensibile.


L’Adagio introduttivo, ampio ed elegante, conduce all'energico ed espressivo Allegro con brio.


Il secondo Movimento, Adagio cantabile, fa risaltare le qualità liriche del clarinetto. Spiritoso e caratteristico il Minuetto e Trio, mentre il Tema e le Variazioni si snodano con intensità e fantasia fra i tre Strumenti; da notare che secondo Czerny il tema è tratto dalla canzone popolare del Basso Reno “Ach Schiffer”.


Lo Scherzo conserva tutta l’energia e l’eccitazione della versione originale; l’ultimo Movimento, oscuro all'inizio, si trasforma in interazione vivace tra Clarinetto, Pianoforte e Violoncello, con maggiore brio nella parte finale.

10 maggio 2021

MUSICA – CREMONA – 10 MAGGIO 2021 – PIANOFORTE E VIOLONCELLO

Silvia Chiesa, violoncello

Maurizio Baglini, pianoforte

#Music #Concert #Piano #Cello #Cremona #TeatroPonchielli #Italy

Programma :

Kultaselle, 10 variazioni su un canto popolare finnico, F. Busoni
Due Elegie, F. Liszt
Introduzione e Polacca Brillante Op. 3, F. Chopin
Sonata per violoncello e pianoforte in Sol Min Op. 19, S. Rachmaninoff


07 ottobre 2020

YO-YO MA

 Yo-Yo Ma, nasce il 7 Ottobre 1955.

Violoncellista cinese naturalizzato statunitense. 

Discografia :
  • Haydn: Cello Concertos
  • Beethoven: Sonate per violoncello, Op. 5, N. 1 e 2
  • Camille Saint-Saëns, Lalo: Concerti per violoncello, direttore Lorin Maazel
  • Fritz Kreisler, Paganini: Opere
  • Bach, Cello Suites Nos. 1, 5 & 6
  • Haydn: I tre concerti preferiti -- Concerti per violoncello, violino e tromba
  • Bach: Sonate per viola da gamba e clavicembalo
  • Beethoven: Sonate per Violoncello N. 3 e 5
  • Claude Bolling: Suite per violoncello e trio di pianoforti jazz
  • Dmitrij Dmitrievič Šostakovič, Dmitry Borisovich Kabalevsky: Concerti per violoncello
  • Shostakovich & Kabalevsky: Cello Concerto No. 1
  • Mozart: Divertimento, K. 563 in E-Flat Major
  • Elgar & Walton: Cello Concertos
  • Beethoven: Triple Concerto; Ouverture
  • Melodie giapponesi
  • Schubert: Quintetto in do maggiore
  • Brahms: Sonatas for Cello and Piano
  • Haydn: Concerti per Violoncello
  • Beethoven: Cello Sonata No.4; Variations
  • Strauss: Don Chisciotte; Schoenberg: Concerto per violoncello
  • Dvorak: Concerto per violoncello, direttore L. Maazel
  • Beethoven: Tutte le sonate per violoncello
  • Boccherini: Concerto per violoncello; J.C. Bach: Sinfonia Concertante
  • Mozart: Adagio e Fuga in do minore; Schubert: Quartetto d'archi N. 15
  • Shostakovich: Piano Trio No. 2, Cello Sonata
  • Dvořák: Piano Trios
  • Schumann: Cello Concerto, Adagio & Allegro, Fantasiestücke
  • Barber: Cello Concerto - Britten: Symphony for Cello & Orchestra
  • Dvořák, Haydn & Schumann: Great Cello Concertos,direttore Lorin Maazel
  • Shostakovich: Quartet No. 15 - Gubaidulina: Rejoice!
  • Strauss and Britten Cello Sonatas
  • Brahms: The Piano Quartets Op. 25, 26 & 60
  • Rachmaninov & Prokofiev: Cello Sonatas
  • Prokofiev: Sinfonia Concertante, direttore Lorin Maazel
  • Brahms: Sonatas for Cello and Piano
  • Hush
  • Schoenberg: Verklärte Nacht & String Trio
  • Brahms: Sextets
  • Ma: Made in America
  • The New York Album - Albert, Bartók & Bloch
  • Beethoven, Schumann: Piano Quartets
  • Chopin: Chamber Music
  • Brahms, Beethoven, Mozart: Clarinet Trios
  • Beethoven: Triple Concerto 
  • Danielpour, Kirchner & Rouse: Concertos for Violoncello and Orchestra
  • Schubert: Trout Quintet; Arpeggione sonata
  • Schubert & Boccherini: String Quintets
  • Astor Piazzolla - Yo-Yo Ma: Soul of the tango
  • Seven Years In Tibet/Sette anni in Tibet
  • Mozart: Piano Quartets
  • "Bach: The Cello Suites - Inspired By Bach"
  • Brahms: Concerto No. 2 for Piano and Orchestra, Op. 83 & Sonata In D Major, Op. 78
  • Simply Baroque (Expanded Edition), direttore T. Koopman
  • Beethoven: Conc. per pf., vl. e vlc. op. 56 "Triploconcerto"
  • Vivaldi's Cello, Sony
  • Fauré: Piano Quartets Nos. 1 & 2

ALICE ED ELLEN KESSLKER

 Le Gemelle Kessler sono state un duo artistico tedesco composto dalle sorelle Alice ed Ellen Kessler , nascono il 20 Agosto 1936, muoiono i...