23 ottobre 2025

MUSICA - IL VIOLONCELLO - STORIA

Il Violoncello è uno strumento musicale del gruppo dei cordofoni a corde sfregate (ad arco), appartenente alla famiglia degli archi; è dotato di quattro corde, accordate ad intervalli di quinta giusta. Presenta dei tagli ad "effe" sulla tavola armonica (o piano armonico). 

#Music #Cello #History

La sottofamiglia dei "violini" si differenzia così dalla sottofamiglia delle "viole" che comprende invece la viola da gamba e altri strumenti antichi con tagli a "C", accordati per quarte e terze, con corde in numero variabile da tre, a sei-sette o più. Si suona da seduti tenendo lo strumento tra le gambe, poggiato su un puntale presente nella parte inferiore dello strumento. L'esecutore conduce l'arco trasversalmente sulle corde.

Il Violoncello moderno possiede quattro corde accordate ad intervalli di quinta giusta: la corda del La (cantino), del Re, del Sol e del Do. La corda del La emette un suono una terza minore più in basso del Do centrale e la corda del Do è due ottave più basse del Do centrale. L'accordatura dello strumento è dunque un'ottava sotto a quella della viola.

Il violoncello è strettamente associato alla musica classica, è parte dell'orchestra d'archi e dell'Orchestra sinfonica, del quartetto d'archi e di molte altre formazioni di musica da camera. Molti sono i Concerti e le Sonate scritte per violoncello. 

La storia degli strumenti ad arco in Europa comincia con la lira bizantina, strumento in uso già nel IX Secolo, antenato della viella medievale. Essa subì un'evoluzione in Europa occidentale; nel Rinascimento esistevano due strumenti differenziatisi da questi: la lira da braccio e la lira da gamba.

I precursori del violoncello apparirono nella seconda metà del XVII Secolo non come discendenti della viola da gamba, da cui però ben presto mutuarono la tecnica di suonare seduti, ma come discendente della famiglia delle viole da braccio, i violini

Prima della viola da gamba, che apparve in Italia attorno al 1490, in Italia nessuno strumento ad arco veniva suonato in una posizione a gamba cioè veniva suonato da seduti, come oggi vengono suonati il violoncello o la viola da gamba, differentemente dal violino, che si appoggia sulla spalla. Ben presto, i liutai sperimentarono la creazione di strumenti ibridi fra la famiglia delle viole da gamba e quella delle viole da braccio, e attorno alla metà del XVI Secolo, alcuni liutai italiani, Andrea Amati (1538) e Gasparo da Salò, iniziarono a sviluppare un tipo di strumento che fosse più simile alle viole da braccio e ai violini nell'aspetto, nella tessitura e nel numero di corde e che svolgesse la parte del basso nella famiglia di questi strumenti.

In quell'epoca compaiono numerose rappresentazioni pittoriche di questo tipo di strumenti, che rassomigliano per dimensioni al violoncello, come nel Concerto degli Angeli di Gaudenzio Ferrari (c. 1535).

Questi vari strumenti, antenati del violoncello, erano diversi fra loro per forma, dimensioni, numero di corde e tessitura; fino al XVII Secolo il modello del violoncello non esisteva. Convenzionalmente queste varie forme di strumenti ad arco che anticiparono il violoncello prendono genericamente il nome di basso di viola da braccio, talvolta basso di viola da brazzo o, più semplicemente, basso di viola, per il fatto che essi costituiscono l'insieme degli strumenti che potevano svolgere la parte del basso nella famiglia delle viole da braccio.

Questo insieme di strumenti assume or ora vari nomi nel XVII Secolo: bassetto, bassetto di viola, basso da brazzo, basso viola da brazzo, viola, viola da braccio, viola da brazzo, violetta, violoncino, violone basso, violone da brazzo, violone piccolo, violonzino, violonzono, vivola da brazzo. Si pensa inoltre che in Italia, fino al XVIII Secolo, col termine violone, ci si riferisse a questo strumento.

Differentemente dal violoncello o dalla viola da gamba, era uso che questo strumento venisse suonato mentre era appoggiato a terra e non tenuto fra le gambe o con un puntale.

La prima apparizione del basso di viola da braccio nella trattatistica pervenutaci è nel trattato Epitome Musical (1556) di Jambe de Fer, mentre fa la sua prima comparsa nella musica stampata nell'Orfeo di Claudio Monteverdi (Venezia, 1609) col nome basso da brazzo.

Questo primo strumento ad apparire nella trattatistica stampata col nome di "violoncello" è il violoncello da spalla, un basso di viola da braccio più piccolo rispetto agli altri che si suonava appoggiato sulla spalla, così molto diverso dal moderno violoncello. Numerosi dipinti suggeriscono che fosse comune suonare questi bassi sulla spalla.

Le innovazioni nella costruzione del basso di viola da braccio che confluirono nel moderno violoncello avvennero nell'Italia settentrionale a fine XVII Secolo nell'area attorno a Bologna. Lo strumento si rimpicciolì ed adottò definitivamente l'accordatura La3-Re3-Sol2-Do2, che già Michael Praetorius nel Syntagma musicum (c. 1619) la indicasse come accordatura convenzionale dei bassi di viola da braccio.

Attorno al 1660 a Bologna comparve l'uso di ricoprire la corda di budello con un sottilissimo avvolgimento di filo d'argento, così fu possibile adottare corde più corte e sottili, che emettevano un suono migliore rispetto a quelle in puro budello fino ad allora utilizzate.

Questa innovazione permise di creare uno strumento di minori dimensioni rispetto al basso di viola da braccio che però potesse emettere comunque suoni gravi, la minore dimensione dello strumento avrebbe così reso lo strumento più gestibile per l'esecutore, soprattutto nell'esecuzione di passaggi virtuosistici ; i liutai sfruttarono questa tecnologia per creare così il violoncello. Questo strumento aveva anche degli svantaggi: il suo suono era meno adatto all'accompagnamento, meno corposo e grave dei suoi predecessori, così in molte situazioni si rivela necessario raddoppiarlo con un contrabbasso. Questo nuovo strumento trovò l'ultima definizione negli strumenti realizzati dal liutaio Antonio Stradivari attorno al 1700. Molti bassi di viola furono letteralmente diminuiti in dimensioni per trasformarli in violoncelli, anche se lo stesso Stradivari creò alcuni strumenti di dimensioni maggiori dei canoni moderni, come lo Stradivari Servais; le dimensioni infatti si standardizzarono solo attorno al 1750.

La diminuzione di dimensioni suggerì appunto l'origine etimologica del nome: violoncello, una forma ipocoristica del termine violone, significando "piccolo violone".

La prima apparizione del violoncello nella musica stampata è una sonata del bolognese Giulio Cesare Arresti stampata a Venezia nel 1665.

Uno dei liutai di violoncello più famosi dei suoi tempi, i suoi strumenti sono ricercati per il loro suono da musei, collezionisti e privati, è Domenico Montagnana (Lendinara, 24 Giugno 1686 – Venezia, 6 Marzo 1750).

Questa prima forma del violoncello assume il nome di violoncello barocco e differisce per alcune caratteristiche dal violoncello moderno ed è tuttora molto usato in esecuzioni ispirate alla prassi esecutiva storica. Il manico, di forma differente, presenta una minore angolazione rispetto alla cassa armonica - il riversamento - che si adatta ai diversi tensionamenti di questo strumento, derivanti anche dalla costituzione delle corde di budello. Circa dal XIX-XX Secolo, i violoncelli moderni adottano un puntale in metallo retraibile per appoggiare a terra lo strumento, mentre quelli barocchi vengono invece sostenuti dalle gambe dell'esecutore.

Le corde del Violoncello classico moderno sono oggi in metallo, o con un'anima di materiale sintetico; quelle del violoncello barocco sono realizzate in budello (nei violoncelli barocchi costruiti oggi, il Sol e il Do, a volte sono rivestite in metallo). Gli archetti classici sono leggermente ricurvi verso l'interno e vengono impugnati all'apposita parte terminale, mentre quelli barocchi presentano una curvatura verso l'esterno e vengono impugnati leggermente più in avanti. I violoncelli moderni classici montano spesso cordiere dotate di tiracantini per facilitarne l'accordatura, mentre quelli barocchi vengono accordati esclusivamente attraverso i piroli.

Non esisteva alcun metodo didattico specifico per il violoncello prima del XVIII Secolo; il primo metodo per violoncello conosciuto è quello di Michel Corrette (Méthode, théorique et pratique pour apprendre en peu de temps le violoncelle dans sa perfection, Parigi, 1741) che codifica gran parte della tecnica unanimemente utilizzata nei secoli successivi, in particolare promuovendo definitivamente la posizione a gamba a scapito di quella a braccio.

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