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21 dicembre 2025

TEATRO - ' ANGELO, TIRANNO DI PADOVA ' - VICTOR HUGO

Angelo, tiranno di Padova, o più comunemente Angelo, è un dramma di Victor Hugo, scritto verso il 1835 e ambientato a Padova nel 1549.

#Theater #Hugo #VictorHugo #Angelo

Trama

L'opera è divisa in tre principali parti, denominate "giornate".

Giornata prima: la chiave

Angelo si compiace con l'attrice Tisbe della bella festa che ha organizzato nella sua casa. Angelo, podestà di Padova, pur essendo sposato, è invaghito dell'attrice, ed è gelosissimo di lei. Infatti le chiede con insistenza come mai stesse parlando con uno dei bargelli della città. La donna risponde che si rivolge ad ogni poliziotto di ogni città in cui va per cercare una persona: anni prima, Tisbe, con la madre, cantava nelle piazze di Brescia, ed un giorno cantò una canzone che conteneva versi offensivi verso la Repubblica di Venezia, e per questo un senatore la condannò a morte. Una figlia del senatore, impietosita, lo pregò di graziare la donna. La madre di Tisbe per riconoscenza le donò un crocifisso, dicendole che le avrebbe portato fortuna. Da allora Tisbe è alla ricerca di quella donna.

Uscito Angelo, entra Rodolfo, amante di Tisbe, proscritto da Padova da lungo tempo, che l'attrice fa passare per suo fratello. Rodolfo, però, confida all'amico Anafesto di non amare Tisbe, ma un'altra donna. Uscito Anafesto, dalle tenebre del giardino spunta un uomo: Omodei. Egli ha ascoltato tutto, e sa che Rodolfo è un falso nome, e il giovane si chiama Ezzelino da Romano, la cui famiglia regnava a Padova, e da Padova è stata cacciata. Omodei lo tranquillizza, dicendo che sa la sua storia, e sa benissimo cosa prova Rodolfo, e l'aiuta a rivedere la donna che ama, Caterina, moglie di Angelo. Poi, però Omodei rivela a Tisbe il piano di Rodolfo, ma lei non ci crede. Omodei allora la esorta a prendere una chiave da Angelo, che porta sempre con sé. La chiave porta ad un passaggio segreto che comunica con le stanze di Caterina nel suo palazzo. Tisbe alla fine accetta di prendere la chiave e scoprire cosa aprirà mai.

Giornata seconda: il crocifisso

Reginella e Dafne, ancelle di Caterina, negli appartamenti della signora parlano del fatto che un giovane, alcuni giorni prima, aveva avuto la sfacciataggine di avvicinarsi alla nobildonna. Uscita Dafne, Reginella vede entrare nella stanza tramite un passaggio segreto Omodei, che le intima di tacere, rivelando di essere un membro del Consiglio dei Dieci. Omodei intima a Reginella di uscire, e dopo fa entrare Rodolfo e gli spiega il motivo della sua premura per lui: giorni prima il giovane l'aveva salvato da tre uomini che lo volevano uccidere. Rodolfo lo ringrazia, ed Omodei sparisce, non prima di aver lasciato un foglio sul tavolo.

Entra Caterina, che, lasciata sola da Dafne, rivede Rodolfo, e i due si riabbracciano. Subito dopo, notano però il foglio che ha lasciato Omodei, con scritto un messaggio sinistro: Caterina inorridisce, dato che Omodei giorni prima aveva tentato di sedurla, e lei l'aveva cacciato. Rodolfo capisce: Omodei l'aveva aiutato solo per fargli raggiungere la camera di Caterina e per poi accusarli entrambi e per vendicarsi di loro. Rodolfo si nasconde nella cappella antistante alla camera di Caterina, dato che qualcuno sta ripercorrendo il passaggio segreto: Tisbe. Tisbe entra, e costringe Caterina a farsi dire chi era con lei. Caterina è confusa, dato che non sa chi è la donna. Alle minacce di Tisbe di chiamare il marito, Caterina implora pietà, mostrando il crocifisso. Tisbe impallidisce: è lei la donna che le salvò la madre. Quando Angelo giunge, Tisbe spiega che aveva utilizzato il passaggio segreto per avvertire lui e la moglie di una congiura ai suoi danni. Angelo si rassicura, mentre Tisbe dice a Caterina di far fuggire subito Rodolfo dall'oratorio, e le dà la chiave per farlo fuggire.

Giornata terza: lo scambio

Angelo ha fatto allestire a lutto la chiesa di Sant'Antonio, e si prepara ad uccidere Caterina. Egli infatti ha scoperto da alcuni sbirri, una notte, un biglietto da Caterina indirizzato a Rodolfo. Era stato Omodei a farselo consegnare con la forza da Reginella; durante una zuffa notturna con Rodolfo fu però da lui ucciso. Mentre Rodolfo fuggiva Omodei riuscì a consegnare, morente, il foglio a due guardie, e a sussurrare il nome di Rodolfo, da riferire ad Angelo. Le due guardie dunque avevano consegnato il foglio, ma avevano anche dimenticato il nome del misterioso amante. Angelo, senza esitare, si prepara a vendicare l'onore macchiato. La ragazza chiede pietà, ma Angelo risponde che se dirà il nome dell'amante si salverà. Intanto, giunge Tisbe, che, su richiesta di Angelo ha portato una boccetta contenente un veleno potentissimo, da far bere Caterina. Tisbe rassicura Caterina, e dice che, se una delle due donne deve morire, non è certo lei. Caterina alla fine beve il veleno. Angelo fa portare il corpo nel sotterraneo, dove Tisbe attende l'arrivo di Rodolfo, che vuole sapere dove sia Caterina. Tisbe, allora, dice di averla uccisa. Furente, Rodolfo l'accoltella, ma in quel momento Caterina si risveglia: ella non era morta, ma Tisbe le aveva fatto bere un narcotico molto potente che finge la morte. Rodolfo si pente del suo gesto, ma Tisbe lo perdona, benedice la coppia e, infine, muore.

20 dicembre 2025

TEATRO - ' MARIA TUDOR ' - VICTOR HUGO

Maria Tudor è un dramma dello scrittore francese Victor Hugo, incentrato sulla figura di Maria I d'Inghilterra. L'opera fu scritta dal drammaturgo tra l'Agosto e l'Ottobre 1833 e fece il suo debutto sulle scene il 6 Novembre dello stesso anno al Théâtre de la Porte Saint-Martin di Parigi.

#Theater #Hugo #History #MariaTudor #VictorHugo

Trama

Londra, 1553. Maria Tudor, figlia di Enrico VIII e prima Regina cattolica d'Inghilterra dai tempi dell'Atto di Supremazia del 1534, si è invaghita dell'avventuriero Fabiano Fabiani. La corte non vede di buon occhio la relazione tra la regina e il favorito e i cortigiani tramano contro di lui per causarne la rovina. A guidare la cospirazione ci pensa Simon Renard, l'ambasciatore di Carlo V di Spagna, che ha il compito di assicurare le nozze tra la regina inglese e il futuro Filippo II.

Fabiano intanto ha sedotto la bella Jane, una giovane orfana adottata da Gilbert, che ora intende sposarla. Fabiano scopre però che Jane è l'erede di Lord Talbot che, prima di essere assassinato, aveva lasciato tutti i suoi possedimenti alla Regina. Per evitare il matrimonio ed impedire che Maria perda i possedimenti di Lord Talbot, Fabiano rivela a Gilbert di essere l'amante di Jane e l'uomo decide di vendicarsi alleandosi a Simon Renard. Gilbert svela a Jane il segreto delle sue origini e pretende che la regina restituisca alla giovane gli averi di famiglia, in modo che possa avere una dote per sposarsi con Fabiani. La notizia del fidanzamento tra il favorito e Jane manda su tutte le furie Maria, che si sente ferita e tradita: la monarca fa imprigionare sia l'amato che Gilbert con l'accusa di lesa maestà.

Ma Maria ama ancora l'uomo che l'ha tradita e continua a posticipare l'esecuzione di Fabiani. La regina incontra Jane e le ordina di organizzare in segreto l'evasione di Fabiani, ma nel frattempo la ragazza si è innamorata per davvero di Gilbert e fa liberare il padre adottivo invece che il favorito della monarca. La vigilia dell'esecuzione, in un ultimo disperato tentativo per salvare l'amato e placare la sete di sangue del popolo, Maria organizza uno scambio di persona e ordina l'esecuzione di Gilbert invece che quella di Fabiani. Renard, prevedendo la mossa, riesce a scambiare nuovamente i prigionieri. La mattina seguente Maria scopre con orrore che Fabiani è stato giustiziato e si accorge che neanche il potere di una regina può nulla contro il tributo di sangue richiesto dal popolo per il funzionamento dello Stato.


19 dicembre 2025

TEATRO - ' LUCREZIA BORGIA ' - VICTOR HUGO

Lucrezia Borgia è un dramma di Victor Hugo del 1833, basato liberamente sulla vita di Lucrezia Borgia. Il dramma ispirò Felice Romani, che compose il libretto dell'opera Lucrezia Borgia di Gaetano Donizetti.

#Theater #Hugo #History #LucreziaBorgia #VictorHugo 

Trama 

Atto I: un affronto dopo l'altro

Parte prima: Ad una festa a Venezia, Geppo commenta con gli amici Maffio, Gennaro, Ascanio, Apostolo e Oloferno l'ennesimo delitto degli odiati Borgia: Cesare Borgia è stato visto da un pescatore sul Tevere far gettare in acqua il cadavere del fratello Giovanni. Stanco, Gennaro si addormenta su una poltrona, e, una volta usciti gli amici, si avvicina a lui una donna mascherata: Lucrezia Borgia, innamorata segretamente di lui. Gennaro, che non la conosce, rimane colpito dalla sua gentilezza, e le mostra la cosa che gli è più cara: le lettere che sua madre, che non ha mai visto, gli invia ogni mese. Gennaro è stato allevato da dei pescatori nella Calabria, quando la madre fu costretta ad abbandonarlo.

Dopo aver scoperto le sue origini, e dopo essere diventato cavaliere, Gennaro inizia a ricevere le lettere di sua madre, che afferma di essere prigioniera d'una realtà che odia, d'amarlo sopra ogni cosa ma di non potersi manifestare a lui senza metterne la vita a repentaglio. Gennaro ha quindi un'unica missione nella vita: amare e vendicare la madre. Lucrezia ne è commossa, ma, mentre Gennaro la loda per la sua bontà, viene raggiunta dagli altri, che la insultano per i delitti commessi svelandone l'identità: molti dei loro familiari sono stati infatti uccisi dai Borgia. Gennaro, disgustato, si allontana da Lucrezia.

Parte seconda: A Ferrara, Lucrezia dice al fidato Gubetta di voler vendicarsi dell'affronto subito, dato che gli oltraggiatori sono a Ferrara, come ambasciatori veneziani. Intanto, Geppo, Maffio, Oloferno, Ascanio ed Apostolo, giunti in piazza, condividono la grande preoccupazione per la possibile vendetta in seguito all'episodio veneziano. Geppo afferma come torcendo loro anche un solo capello si scatenerebbe una guerra con la Serenissima e col doge, ma le sue parole rassicuranti vengono attenuate dagli altri, consci del fatto che i Borgia possono avvelenare in tanti modi, con sostanze che hanno talora effetto anche dopo un anno.

Contemporaneamente, la compagnia prende in giro Gennaro per la storia d'amore con Lucrezia: egli, infastidito, dice di odiarla, e sfregia la scritta BORGIA scolpita sul suo palazzo: ora si legge ORGIA. Usciti questi, entrano due uomini, Rustighello e Astolfo, che avevano già spiato Lucrezia e Gennaro a Venezia. Il primo ha ricevuto l'ordine di condurre il giovane dal duca, dove l'attende certamente la morte, il secondo deve invece portarlo da Lucrezia, preoccupata di salvarlo. Non sapendo cosa fare, decidono di determinare il destino di Gennaro con una monetina. Vince Rustighello che entra in casa del giovane assieme a quattro sbirri, arrestandolo.

Atto secondo: la coppia

Parte prima: Alfonso, Duca d'Este, venuto a sapere dell'amore di Lucrezia per Gennaro, medita di ucciderlo con un veleno. Giunge Lucrezia, che si lamenta del fatto che qualcuno ha osato oltraggiarla ancora, sfregiando la scritta sul suo palazzo. Alfonso la tranquillizza, dicendo che il colpevole è già stato preso, e Lucrezia lo prega di ucciderlo, ma quando si accorge che è Gennaro, ci ripensa. Rimasta sola col Duca, lo prega di salvarlo. Il Duca, allora, l'accusa di essere l'amante del giovane, e con sprezzo insulta la sua famiglia. Lucrezia lo minaccia, ma il Duca prevale, e le intima di mescere il veleno nella coppa di Gennaro. Rimasta sola con l'amato, l'avverte del pericolo, e gli dà l'antidoto. Gennaro non vuole crederle, ma alla fine accetta e parte.

Parte seconda: Rustighello, sentito il discorso tra Lucrezia e Gennaro, riferisce tutto al Duca, pronto a uccidere una volta definitivamente l'amante della moglie. Prima, però, Maffio si reca a casa di Gennaro, e lo esorta a venire alla festa della principessa Negroni. Gennaro accetta, e i due giovani si recano alla festa. Alfonso, sentendo il loro discorso, ne approfitta per ideare un nuovo piano diabolico.

Atto terzo: ubriachi morti

Alla festa, oltre a Gennaro e Maffio, sono presenti anche Apostolo, Oloferno, Ascanio e Geppo, che si danno alla pazza gioia. A un certo punto, però sentono avvicinarsi dei suoni funebri, e la sala si riempie di monaci. Entra Lucrezia che, trionfante, afferma di voler vendicarsi sui giovani del torto subito, dicendo che aveva messo del veleno nelle coppe di tutti, e mostra ai presenti terrorizzati cinque bare. Gennaro avanza dicendo che ne servirà una sesta, e Lucrezia, inorridita, fa andare via tutti per rimanere sola con lui. Gennaro medita di ucciderla, ma Lucrezia riesce a commuoverlo, pregandolo di bere l'antidoto. Egli fa per accettare, ma ode gli ultimi gridi di morte di Maffio, che lo esorta a vendicarsi: accecato dalla rabbia, uccide Lucrezia, che, agonizzante, grida a Gennaro d'essere sua madre.

18 dicembre 2025

TEATRO - ' IL RE SI DIVERTE ' - VICTOR HUGO

Il Re si diverte è un dramma in cinque atti dello scrittore francese Victor Hugo, portato al debutto a Parigi il 22 Novembre 1832 prima di essere censurato e bandito dalle scene teatrali. Il dramma è noto soprattutto per essere stato musicato da Giuseppe Verdi nell'opera Rigoletto (1851).

#Theater #Hugo #History #IlReSiDiverte #VictorHugo

Trama

Atto I

Il Palazzo del Louvre

Triboulet è il buffone di corte di Francesco I, Re di Francia e accanito dongiovanni. Dopo che il Monarca ha messo gli occhi su una nuova possibile amante, la contessa de Cossé, Triboulet incoraggia il suo Re a uccidere il marito della donna. Per vendicarsi di questa e di altre nefandezze perpetrate o istigate del giullare, i cortigiani si alleano per causarne la rovina e decidono di rapire la giovane donna con cui Triboulet convive, pensando che sia la sua amante. Durante una festa al Palazzo del Louvre il conte de Saint-Vallier, padre di Diana de Poitiers, accusa il re di aver sedotto sua figlia e pretende un compenso. L'aristocratico però non ottiene nulla se non le beffe che il sovrano gli rivolge, incoraggiato dal giullare. Quest'ultima cattiveria spinge i cortigiani alla decisione definitiva di agire contro Triboulet.

Atto II

Cul-de-sac Bussy

Mentre torna a casa, Triboulet non riesce a smettere di pensare alle maledizioni rivoltegli dai cortigiani, ma le sue preoccupazioni sono interrotte da Saltabadil, che lo ferma per strada e gli offre di vendicare i torti subiti. Triboulet rifiuta i servizi del sicario e torna a casa, dove lo aspetta l'amata figlia Blanche. Il buffone tiene la figlia segregata in casa, facendola uscire solo per la messa domenicale, perché sa che la sua grande bellezza la renderebbe un bersaglio ideale per il Re e per gli altri cortigiani. Conoscendo la gelosia paterna, Blanche gli tiene nascosto di aver conosciuto e di essersi innamorata di un uomo visto in chiesa. Triboulet corre fuori di casa dopo aver sentito dei rumori per strada e il corteggiatore misterioso, che altri non è che Francesco I, ne approfitta per andare da Blanche. Triboulet intanto incontra un gruppo di cortigiani che fingono di seguire il suo consiglio e di voler rapire Madame de Cossé. Gli uomini, in realtà, sono lì per rapire Blanche, bendano Triboulet con l'inganno e fuggono con la giovane. Quando il buffone realizza cos'è successo è troppo tardi: Blanche è sparita.

Atto III

L'anticamera degli appartamenti reali al Palazzo del Louvre

La mattina dopo, i cortigiani impediscono a Triboulet d'incontrarsi con il Re, che si è chiuso nei suoi appartamenti con Blanche. Quando la giovane alla fine esce dalle stanze reali racconta tutto al padre, che giura vendetta contro il sovrano. Mentre il conte di Saint-Vallier viene portato via per essere giustiziato, Triboulet afferma che le maledizioni dei cortigiani rimbalzeranno su Francesco I.

Atto IV

Sulla riva della Senna, nei pressi di Château de la Tournelle

Triboulet si reca in una locanda per incontrarsi con Saltabadil e commissionargli il regicidio. All'insaputa di tutti, anche Francesco si trova lì sotto mentite spoglie per incontrarsi con Maguelonne, la sorella del sicario. Quando Francesco si addormenta, Saltabadil pianifica di vibrare il colpo fatale, ma Maguelonne, che si è invaghita del cliente, chiede al fratello di risparmiare il suo amante, uccidere una persona a caso e consegnarne il cadavere a Triboulet. Blanche, che ha origliato la conversazione, è addolorata nel constatare che il re le è infedele, ma si sacrifica comunque al suo posto e viene uccisa da Saltabadil.

Atto V

Sulla riva della Senna, nei pressi di Château de la Tournelle

È mezzanotte e scoppia un acquazzone. Triboulet torna alla locanda per farsi consegnare il cadavere, ma quando Saltabadil si offre di aiutarlo a gettare il sacco nella Senna il buffone rifiuta. Mentre sta per sbarazzarsi del corpo, Triboulet sente il re cantare dalla locanda e decide di aprire il sacco per verificare l'identità della vittima. Proprio mentre un lampo illumina il cielo, Triboulet realizza che il corpo è quello della figlia Blanche che, morente, gli chiede perdono e spira tra le sue braccia. Le grida disperate del giullare attirano una folla che scambia Triboulet per l'assassino, una donna ferma gli astanti prima che arrestino il buffone. Un dottore arriva sulla scena del crimine e dichiara morta Blanche, mentre Triboulet crolla a terra urlando di aver ucciso la sua stessa figlia.

17 dicembre 2025

TEATRO - ' HERNANI ' - VICTOR HUGO

Hernani, o L'Onore Castigliano, è un dramma teatrale in cinque atti di Victor Hugo, rappresentata per la prima volta al "Théâtre Français" di Parigi il 25 Febbraio 1830.

#Theater #Hugo #History #VictorHugo #Hernani

Il dramma

La prefazione

Hugo riafferma quanto esposto nella Prefazione del Cromwell: è necessario superare le regole del teatro classico e affermare l'ambizione estetica della nuova generazione, il Romanticismo. Hugo chiede anche, e soprattutto, che venga valorizzato il pubblico, il pubblico vero, il popolo, perché è il popolo e la massa dei cittadini che rendono immortali le opere e fanno la storia. Sembra evidente dunque la scelta di rappresentare le vite di uomini e donne comuni, emarginati, reietti, che vivono lontano dalla società.

Infine, la poesia deve avere lo stesso motto della politica: Tolleranza e Libertà.

Nella celebre Prefazione del Cromwell, Hugo affronta il nuovo tema romantico del contrasto dialettico tra il sublime e il grottesco, che voleva riuniti il bello e il brutto, il sublime e il grottesco alla ricerca dell'armonia dei contrari.

L'azione principale si svolge in Spagna nel 1519 (da Febbraio ad Agosto)

Atto I: Il Re (Saragozza, una camera da letto presso il palazzo del duca Don Ruy Gomez de Silva, notte)

Il Re di Spagna Don Carlos si introduce di notte nella camera di Doña Sol, di cui è segretamente innamorato. Nascosto all'interno di un armadio, il re assiste all'incontro tra Doña Sol e Hernani, un bandito. Hernani, figlio di un uomo decapitato per ordine del padre di Don Carlos, ha giurato di vendicare la morte del padre. Doña Sol ama Hernani ma è stata promessa in moglie a suo zio, Don Ruy Gomez de Silva.

Don Carlos esce dal suo nascondiglio e i due rivali si apprestano a battersi in duello, quando il vecchio duca bussa alla porta. Don Ruy Gomez de Silva si indigna vedendo due uomini nella camera di sua nipote. Il Re si scopre il volto, si presenta, giustifica la sua presenza e fa passare Hernani per un uomo del suo seguito. Poi dice che l'ora è grave, perché l'imperatore Massimiliano, suo ascendente, è appena morto e dunque lui è venuto a consultare Don Ruy Gomez de Silva, suo fedele suddito: è opportuno avanzare la propria candidatura al trono del Sacro Romano Impero? Rimasto solo, Hernani, che ha incontrato il figlio dell'assassino di suo padre, esprime tutto il suo odio e medita vendetta.

Atto II: Il bandito (Saragozza, un patio del palazzo de Silva)

Il giorno seguente, a mezzanotte, Don Carlos (il futuro Carlo Quinto) si trova in un cortile del palazzo di Don Ruy, sotto la finestra di Doña Sol. Egli vuole rapire la ragazza, la quale, ingannata dall'oscurità e convinta che si tratti di Hernani, lo raggiunge. A questo punto, nel clou del rapimento, arriva Hernani e sfida a duello il re. Questi si rifiuta, sprezzante, ritenendo Hernani un plebeo. In cambio di una sfida a duello, il re chiede al bandito di assassinarlo: Hernani si rifiuta di assassinarlo, insiste per battersi in duello, quindi risparmia la vita al re e gli dà il suo mantello affinché possa attraversare senza pericolo la truppa di banditi suoi amici. Hernani è convinto di essere l'unico ad avere il diritto di uccidere il re in duello ( La mia inesorabile vendetta rende inviolabile il tuo capo per chiunque, tranne me ). Don Carlos, a queste parole, decide di vendicare il suo onore perduto: Hernani non potrà riscattare alcuna pietà, verrà giustiziato.

Rimasti soli, Hernani e Doña Sol si scambiano parole d'amore. Ma i soldati del re stanno già dando la caccia al bandito. Hernani si congeda da Doña Sol e raggiunge la sua truppa.

Atto III: Il vegliardo (Il castello de Silva, sulle montagne d'Aragona)

Alcune settimane dopo, nel salone del castello del duca de Silva, sulle montagne, il vecchio duca Don Ruy Gomez de Silva sta per sposare Doña Sol, la sua giovane nipote. Sono in corso i preparativi del matrimonio. Il Duca è soddisfatto, tanto più che gli comunicano la probabile morte di Hernani. Il giorno delle nozze un pellegrino bussa alla porta del castello de Silva.

Alla vista di Doña Sol in abito da sposa, il pellegrino si strappa le vesti e rivela la sua identità: è Hernani.

Sulla testa di Hernani pende una taglia, ma la legge dell'ospitalità è sacra: colui che ospita ha il dovere di protezione perché l'ospite è mandato da Dio. Don Ruy Gomez de Silva decide di proteggere il bandito e fa barricare il castello sbarrando il portone d'accesso.

Hernani e Doña Sol restano soli e chiariscono ogni malinteso. La giovane donna mostra al bandito il pugnale che lei stessa ha sottratto al re. Hernani e Doña Sol si scambiano parole d'amore e si abbracciano. Don Ruy Gomez, vedendo i due innamorati, si esprime con durezza sul comportamento di Hernani ma, in nome dell'onore, si rifiuta ancora di tradire il suo ospite. In quel momento le trombe annunciano l'arrivo del Re. Don Ruy Gomez nasconde Hernani in un posto segreto che solo lui conosce, dietro al suo ritratto.

Il Re entra nel castello e si infuria quando apprende che Don Ruy Gomez sta nascondendo il bandito. Don Carlos propone al duca di scegliere: o Don Ruy accetta di consegnare Hernani o lui stesso sarà ucciso. Il Duca esita, ma alla fine rifiuta di consegnare Hernani. Il Re, impressionato da tanta fedeltà alla legge dell'ospitalità, decide di portar via solo Doña Sol. Partito Don Carlos, Don Ruy Gomez e Hernani complottano per uccidere il Re. Hernani, per gratitudine nei confronti di Don Ruy Gomez che gli ha salvato la vita, si mette al suo servizio e gli offre la propria vita, giurandolo sulla testa del suo defunto padre. Gli offre un corno: nel momento in cui sarà suonato, Hernani troverà la sua morte.

Atto IV: La tomba (Palazzo di Aquisgrana, presso la tomba di Carlo Magno)

Due mesi dopo, nel Giugno del 1519, ad Aquisgrana (capitale del Sacro Romano Impero), Don Carlos attende i risultati dell'elezione imperiale. Intanto sventa un complotto contro la sua vita e scopre che tra i congiurati ci sono Don Ruy Gomez e Hernani. Quest'ultimo, designato per l'assassinio del Re, rifiuta di cedere il posto a Don Ruy Gomez, che gli propone di sciogliere il patto. Eletto imperatore, Don Carlos perdona i congiurati e annuncia il matrimonio di Doña Sol con Hernani. A questo punto Hernani rivela la propria identità: dichiara di essere Giovanni d'Aragona, uomo di nobile stirpe ma nato in esilio, e decide di abbandonare il suo progetto di vendetta.

Atto V: Le nozze (Saragozza, su una terrazza del Palazzo d'Aragona)

Qualche settimana dopo, a Saragozza, nel palazzo di Hernani, che ormai è diventato Don Giovanni d'Aragona, hanno luogo le nozze di Doña Sol e di Hernani. Don Ruy Gomez, implacabile, viene a esigere il rispetto del patto fatale. Si sente suonare da lontano il corno: l'epilogo è alle porte. Hernani non può tirarsi indietro, ha l'obbligo di rispettare il patto, per il giuramento sul padre, l'onore, la virilità e il coraggio. Doña Sol, non potendo accettare una simile sorte angusta, si avvelena; Hernani la segue, bevendo dalla stessa fiala letale.

Don Ruy Gomez, ormai dannato, si uccide con un pugnale.

BERTOLT BRECHT

  Bertolt Brecht , nasce il 10 Febbraio 1898, muore il 14 Agosto 1956. Drammaturgo, Poeta, Regista teatrale e Saggista tedesco naturalizzato...