Mediterraneo è un Film del
1991 diretto da Gabriele Salvatores
Premio Oscar 1992
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Trama
Nel 1941, durante la seconda
Guerra mondiale, a seguito della campagna italiana di Grecia, 8
militari italiani sbarcano a Megisti, una piccola isola del Mar
Egeo, che inizialmente sembra deserta, con il compito di stabilirvi
un presidio. Gli uomini che compongono il plotone sono il tenente
Raffaele Montini, un insegnante di latino e greco al
ginnasio appassionato di pittura, che comanda la squadra, il
rude sergente maggiore Nicola Lorusso,
il marconista Luciano Colasanti (assistente di Lorusso), i
fratelli Libero e Felice Munaron, che sono originari delle Alpi
venete e non hanno mai avuto a che fare con il mare, il
montanaro Eliseo Strazzabosco, maestro di sci molto affezionato alla
sua asina Silvana (che porta con sé ovunque), Corrado Noventa, che
ha molta nostalgia dell'Italia e scrive continuamente alla moglie, e
l'attendente Antonio Farina, il più giovane di tutti. I soldati si
rivelano completamente inadatti all'attività militare e la prima
notte di permanenza uccidono per errore l'asina Silvana, scambiandola
per un nemico. In preda all'ira, Strazzabosco rompe la radio,
isolando il gruppo dal resto del mondo. Nel giro di poco tempo,
complici l'isolamento geografico, l'impossibilità di qualsiasi
comunicazione e l'apparente solitudine dell'isola, gli otto uomini
incominciano a dedicarsi ad attività del tutto estranee alla guerra,
compreso Lorusso, l'unico che ha già combattuto, guadagnandosi i
gradi durante la campagna d'Africa. Montini riprende a disegnare
e dipingere e fa conoscere a Farina la poesia e la letteratura greca,
regalandogli una raccolta poetica che il giovane inizierà a leggere
continuamente. Libero e Felice scelgono di restare in collina, dove
conosceranno una pastorella con la quale faranno entrambi l'amore
fino a metterla incinta.
Si scopre che sull'isola, in realtà, è
presente una popolazione, composta esclusivamente da donne, anziani e
bambini e da un prete ortodosso, e che l'isola ha precedentemente
affrontato una sanguinosa occupazione da parte dei tedeschi, che
hanno deportato gli uomini più giovani. Gli isolani,
comparsi all'improvviso, hanno osservato di nascosto i soldati
italiani nel corso dello sbarco e nei primi giorni di permanenza e
hanno capito che sono ben diversi dai tedeschi, che non hanno
intenzione di fare del male a nessuno e che è possibile una pacifica
convivenza. Il gruppo di soldati stringe diverse forme di legame e di
sodalizio con la gente dell'isola; il prete chiede al tenente Montini
di restaurare senza compenso gli affreschi della chiesa, sfruttando
le sue abilità pittoriche, che ha notato mentre il professore stava
dipingendo il ritratto di uno degli anziani abitanti.
Un giorno sull'isola approda il turco
Aziz, il quale non sembra sapere nulla di cosa stia accadendo nel
mondo ed offre agli italiani il fumo dell'oblio. La mattina
seguente, mentre i soldati dormono ancora dopo la baldoria, Aziz ruba
loro le armi, i soldi e gli orologi e scappa. Con la scusa del furto
degli effetti personali, oltre che a causa della radio non
funzionante, per gli otto italiani – i quali si procurano comunque
nuove armi da un ragazzino che le teneva nascoste per conto del pope
– la vita continua a scorrere tranquilla, sempre più lontana dal
mondo militare e dalle relative gerarchie, animata solo dalle vicende
personali, dalle lunghe partite a calcio con gli isolani, dai tanti
pranzi e cene insieme e dalle frequentazioni della casa della bella
Vassilissa, la prostituta dell'isola, che si concede a turno a
ciascuno di essi; Farina, però, nei momenti in cui dovrebbe fare
l'amore con Vassilissa, inizialmente non ci riesce e finisce per
trascorrere il tempo chiacchierando con lei.
Dopo qualche tempo, un aereo da
ricognizione italiano compie un atterraggio d'emergenza sull'isola.
Il pilota è il tenente Carmelo La Rosa, il quale racconta ai soldati
ciò che è avvenuto in Italia negli ultimi tempi: la caduta del
fascismo, l'armistizio con gli anglo-americani e la
divisione del Paese in aree controllate dalle forze alleate e
dalla RSI. La Rosa si impegna, inoltre, a contattare il comando
militare italiano per far rimpatriare il plotone. I soldati
apprendono così di aver già trascorso tre anni sull'isola, senza
rendersene conto.
Farina finisce per innamorarsi
profondamente di Vassilissa: ha capito di amarla davvero quando è
riuscito finalmente a fare l'amore con lei e difende il suo
sentimento arrivando a sparare ai compagni, per impedire loro di
avvicinarsi a lei e di trattarla da prostituta. Farina e Vassilissa
si sposano nella chiesa affrescata da Montini (che ha riprodotto
negli affreschi i volti di tutti i suoi compagni) e, durante la
cerimonia, dopo che i due hanno bevuto dallo stesso bicchiere, Farina
lancia il bicchiere a terra per romperlo, gesto simbolico per
suggellare la loro unione, ma il bicchiere rimbalza e rimane intero;
allora Lorusso, nell'immobilità generale, si alza e rompe il
bicchiere calpestandolo.
Durante i festeggiamenti per il
matrimonio, Colasanti confessa a un imbarazzato Lorusso di essersi
innamorato di lui, mentre Noventa, l'unico che non è mai riuscito ad
abituarsi alla vita sull'isola e aveva già cercato di scappare,
prima insieme a Aziz il turco e poi insieme a La Rosa, fugge con una
barca da pesca trovata in riva al mare.
Gli altri soldati vengono recuperati da
una motobarca inglese e tornano a malincuore in Italia, tutti eccetto
Farina, il quale, per poter rimanere con Vassilissa (che vorrebbe
smettere di prostituirsi e aprire un ristorante), si nasconde in un
barile di olive; Lorusso decide di assecondarlo e, per evitargli di
essere accusato di diserzione, finge di averlo cercato senza riuscire
a trovarlo.
Molti anni dopo il tenente Montini,
ormai invecchiato, viene invitato da Farina, rimasto vedovo, a
recarsi di nuovo sull'isoletta greca, ormai stravolta dal turismo
di massa. Appena sbarcato, il professore rende omaggio alla tomba di
Vassilissa, poi va al ristorante da lei aperto e vi incontra non solo
Farina, ma anche, a sorpresa, Lorusso: il sergente, deluso
dall'Italia del dopoguerra, nella quale non si è affatto
compiuto quel processo di rinnovamento in cui lui sperava fortemente
(e che era l'unico motivo per cui aveva accettato di tornare in
patria), aveva scelto di tornare sull'isola e ricongiungersi a quel
compagno d'armi dal quale un tempo sembravano dividerlo tante cose.
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Interpreti e personaggi
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Diego Abatantuono: Sergente
Maggiore Nicola Lorusso
Claudio Bigagli: Tenente
Raffaele Montini
Giuseppe Cederna: Antonio
Farina
Ugo Conti: Luciano Colasanti
Claudio Bisio: Corrado Noventa
Gigio Alberti: Eliseo
Strazzabosco
Antonio Catania: Tenente
Carmelo La Rosa
Memo Dini: Libero Munaron
Vasco Mirandola: Felice Munaron
Vana Barba: Vassilissa
Luigi Montini: prete ortodosso
Irene Grazioli: pastorella
Alessandro Vivarelli: Aziz
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