La Viola è uno strumento
musicale cordofono della famiglia del violino, nella
quale occupa il posto del contralto-tenore, con
una tessitura intermedia tra il violino ed
il violoncello. Il termine è stato usato, non sempre in maniera
precisa, per riferirsi a vari strumenti: la viola nel senso moderno
del termine nasce assieme alla famiglia del violino, giungendo a
maturazione non più tardi del 1535.
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Lo strumento è simile al violino,
ma più grande di circa il 15-20% e, a differenza di quest'ultimo,
non ha una taglia standard. Ha quattro corde accordate per quinte,
una quinta sotto il violino (dunque: Do2, Sol2, Re3, La3)
rispetto al quale ha anche
un timbro più profondo e meno brillante; risulta quindi
un'ottava sopra il violoncello. La tecnica della mano sinistra e
dell'arco sono simili a quelle per il violino e la chiave
musicale di lettura utilizzata solitamente è quella
di contralto, all'occorrenza è impiegata anche quella di
violino. Il musicista che suona la viola è detto violista.
La Viola è impiegata principalmente
nella musica classica, sia come strumento solistico (anche se è
meno comune in questo ruolo rispetto ad altri strumenti della sua
famiglia, come il violino o il violoncello), sia in orchestra,
nel quartetto d'archi e in svariate formazioni
cameristiche. Lo strumento ha un ruolo significativo nella musica
tradizionale di alcuni paesi europei, in particolare nella
cultura ungherese e rumena, mentre si tratta di uno
strumento non comune nella musica leggera, nel rock o
nel jazz.
Alla luce delle fonti letterarie, non
particolarmente abbondanti e chiare per quanto riguarda l'inizio del
XVI Secolo, integrate dalle fondamentali testimonianze pittoriche
dell'epoca, è ritenuta maggiormente credibile la possibilità che la
genesi degli strumenti della famiglia del violino sia stata unitaria,
e che dunque la viola sia nata insieme al violino e al violoncello,
senza lo sviluppo individuale e spontaneo di uno di essi che avrebbe
poi dato origine ai restanti membri dell'insieme. I primi strumenti
con caratteristiche tipiche della famiglia sarebbero stati ideati
intorno al 1500 o poco prima e l'evoluzione verso le forme e
dimensioni moderne sarebbe giunta a una buona maturazione già
intorno al 1535, probabilmente nel Nord Italia. Si suppone che il
modello di violino/viola non sia invenzione originale di qualche
liutaio in particolare, ma sia il risultato di un processo di
affinazione dovuto al contributo di numerosi artigiani e culminato
nell'opera di Andrea Amati e Gasparo da Salò.
Nato come taglia intermedia della
famiglia delle viole da braccio, lo strumento si è affermato con un
ruolo importante nella musica rinascimentale e fino al Seicento non
era da meno al violino nella musica d'insieme. Nella musica del
Cinquecento e del Seicento la viola aveva due o tre parti
nell'insieme, e veniva costruita in due diverse taglie, accordate
però alla stessa maniera, quelle di contralto e di tenore. Nel
Seicento vi è stata una notevole produzione di viole, che è scemata
alla fine del secolo, quando la viola ha gradualmente perso
importanza nella musica d'insieme rispetto al violino o al
violoncello. Dalla fine del XVII Secolo la viola è scaduta in una
posizione più umile rispetto agli altri strumenti ad arco; dalla
fine del Settecento ha cominciato a riprendere importanza nella
scrittura cameristica e nel corso dell'Ottocento si è gradualmente
riavvicinata al livello degli altri archi nella scrittura
orchestrale. Dagli inizi del Novecento, soprattutto grazie all'opera
di grandi violisti come Lionel Tertis, Paul
Hindemith e William Primrose, ha riconquistato una nuova
dignità solistica.
Un problema che ha caratterizzato la
viola è stato quello del basso livello medio degli esecutori. È per
lungo tempo esistito un circolo vizioso per il quale la viola veniva
percepita come strumento limitato e poco espressivo, disdegnato dai
compositori, e questo causava il disinteresse dei musicisti e del
pubblico, limitandone lo sviluppo delle potenzialità. Percezione
errata perché, come faceva notare Primrose nel 1941 analizzando
queste considerazioni, anche una viola economica in mano ad un buon
violista produce un suono soddisfacente.
Secondo Primrose la mancata conoscenza
della tecnica propria della viola da parte dei più è stata in
passato causa di incomprensione e relegamento dello strumento ad un
ruolo marginale, e la riabilitazione dello strumento è dovuta allo
studio e alla comprensione delle sue caratteristiche.
Inoltre, la bassa considerazione della
viola all'epoca ha fatto sì che per lungo tempo fossero spesso i
musicisti mediocri o addirittura i violinisti falliti a dedicarsi a
questo strumento, contribuendo a peggiorare l'opinione comune.