Nino Manfredi, all'anagrafe Saturnino Manfredi, nasce il 22 Marzo 1921, muore il 4 Giugno 2004.
Blog dedicato all'Arte, alla Letteratura, all'Opera, alla Musica, al Teatro..... da parte del Sottoscritto : Stefano Villa
04 giugno 2026
NINO MANFREDI
03 giugno 2026
CINEMA - ' IO SPERIAMO CHE ME LA CAVO ' - STORIA
Io speriamo che me la cavo è un film del 1992 diretto da Lina Wertmüller e interpretato da Paolo Villaggio. Il film è tratto dall'omonimo libro del 1990 di Marcello D'Orta.
Il maestro elementare Marco Tullio Sperelli viene trasferito a causa di un errore burocratico alla scuola Edmondo De Amicis di Corzano, diroccato comune (fittizio) del napoletano, anziché nella (altrettanto fittizia) Corsano, vicino alla sua Genova. Sin dal suo arrivo l'insegnante si trova a dover fare i conti con una realtà fortemente problematica: i bambini, tutti con difficoltà economiche più o meno pesanti, non frequentano regolarmente la scuola perché costretti a lavorare (pratica avallata persino dal sindaco) per aiutare le proprie famiglie, tanto che Sperelli deve andare a prenderli uno per uno in strada; la direttrice della scuola non svolge il suo ruolo per via di impegni politici che la costringono ad assentarsi dall'istituto; dunque il custode-bidello in odore di camorra prevarica la gerarchia scolastica svolgendo di fatto il ruolo di vero amministratore dell'istituto arrivando addirittura a vendere carta igienica, merendine e gessetti.
Mentre Sperelli con grande fatica cerca di svolgere il suo mestiere, un giorno entra in classe Raffaele, un bambino con l'aspetto da malavitoso, che aggredisce verbalmente il maestro, il quale a sua volta reagisce tirandogli uno schiaffo e facendolo fuggire. Il gesto gli porta il rispetto degli alunni, dettato dalla paura, ma Sperelli ne è disgustato e si mette in malattia. Quella stessa sera riceve la visita della madre di Raffaele, disperata perché il primogenito è appena uscito dal carcere minorile e Raffaele ne sta seguendo le orme: la donna supplica il maestro di aiutare Raffaele a tornare a scuola e abbandonare la vita da strada.
Il giorno dopo Raffaele si presenta in classe, ma solo per architettare uno sfregio ai danni dell'insegnante: gli fa trovare, infatti, una scatola contenente delle feci. Sperelli, dal canto suo, prende il gesto con leggerezza, non si arrabbia e recita la poesia "Strunz". Raffaele esce irato dalla classe: il gesto non ha sortito la minaccia prevista. Il maestro ha infine ottenuto, senza l'uso della violenza, l'approvazione degli alunni e decide di mandare una lettera al ministero per revocare la richiesta di trasferimento e restare a Corzano.
L'8 marzo Rosario, il fratello primogenito di Raffaele, viene nuovamente arrestato e Sperelli lascia un mazzetto di mimose sull'uscio di casa per manifestare vicinanza alla madre. Prima delle vacanze di Pasqua, la classe va in gita alla Reggia di Caserta. Il pulmino è tallonato da Raffaele su un motorino, probabilmente rubato, al quale a un certo punto sembra essere finita la miscela: il ragazzino raggiunge i compagni sul pulmino e il motorino viene caricato sul tetto. Durante la gita, l'insegnante tenta di convincere Raffaele a svolgere un tema come gli altri bambini, senza successo.
Nel pomeriggio si scopre la verità: Raffaele aveva solo finto di aver finito il carburante per unirsi alla classe, stare assieme al maestro e comportarsi, per una volta, come un coetaneo. Ne scatta la derisione da parte del gruppo e la comprensione da parte del maestro, che Raffaele vede come svilente nei propri confronti di "uomo" senza sentimenti. A sera, Sperelli riceve la lettera con cui gli viene comunicato il suo ritorno in Liguria. Quella stessa notte Raffaele chiama il maestro dalla strada: sua madre ha una colica renale, gli ospedali non hanno ambulanze disponibili, i privati pretendono cifre altissime e il maestro ha la macchina fuori uso (è stato lo stesso Raffaele a bucargli le gomme e a mettere lo zucchero nel serbatoio, come vendetta per la figuraccia a Caserta).
I due ottengono un passaggio da Mezzarecchia, un contrabbandiere amico del ragazzino ma, una volta arrivati all'ospedale, si trovano davanti al caos: infermieri sfaccendati e pazienti abbandonati nel corridoio, finché Sperelli è costretto a minacciare violentemente la suora caposala. Ne segue una riflessione: alla fine Raffaele ha reso peggiore il maestro, tanto quanto l'insegnante è riuscito a rendere migliore il ragazzino. Il giorno successivo Sperelli riparte: alla stazione la classe lo saluta e Raffaele, giunto in solitaria, gli consegna un tema sulla sua parabola preferita, che il maestro leggerà in viaggio e che finisce con la frase "Io speriamo che me la cavo".
ENZO JANNACCI
Enzo Jannacci, nasce il 3 Giugno 1935, muore il 29 Marzo 2013.
Discografia :
02 giugno 2026
CINEMA - ' NOTTE D'ESTATE CON PROFILO GRECO... ' - STORIA
Notte d'estate con profilo greco, occhi a mandorla e odore di basilico è un film del 1986 diretto da Lina Wertmüller
Con Mariangela Melato.
Una facoltosa manager lombarda, Fulvia Block, rapisce Beppe Catanìa, un irsuto siculo-sardo specialista in sequestri, e lo tiene in catene in attesa del vertiginoso riscatto preteso di 100 miliardi. L'intraprendente signora finisce però con l'accendersi di desiderio per il selvaggio prigioniero, sorvegliato a vista da una telecamera, riducendosi a trascorrere con lui, incatenato e bendato, un'intera notte di sfrenata passione. Estorto infine il riscatto, mentre Fulvia si complimenta del successo con Turi Cantalamessa, il suo imbranato aiutante ex agente CIA aggancia l'automobile su cui viaggia ad un carro attrezzi: è il contro-rapimento ideato dal bandito, di cui la donna, dopo la furiosa esperienza passionale della notte d'estate, cade ora volentieri in balia, accettando di variare nei soli dettagli lo spregiudicato gioco delle parti.
01 giugno 2026
CINEMA - ' FATTO DI SANGUE FRA DUE UOMINI PER CAUSA DI UNA VEDOVA ' - STORIA
Fatto di sangue fra due uomini per causa di una vedova. Si sospettano moventi politici è un film drammatico del 1978 di Lina Wertmüller.
La versione lunga del titolo (Un fatto di sangue nel comune di Siculiana fra due uomini per causa di una vedova. Si sospettano moventi politici. Amore-Morte-Shimmy. Lugano belle. Tarantelle. Tarallucci e vino.) vanta il record nel Guinness dei primati come titolo più lungo di un film nella storia del cinema.
Con Sophia Loren, Giancarlo Giannini, Marcello Mastroianni
Trama
Comitini (Sicilia), 1922. Angelo Paternò è stato ucciso da Vito Acicatena e in paese tutti lo sanno: nessuno però ha il coraggio di testimoniarlo al processo, per omertà e quieto vivere.
Mesi dopo, Rosario Maria Spallone, avvocato socialista, vorrebbe convincere la vedova Titina a chiedere la riapertura del processo. In una delle sue visite trova Acicatena che sta cercando di violentare la bella vedova: giustamente Rosario Maria interviene e nella colluttazione rimane contuso. Titina è così riconoscente da concederglisi.
In paese arriva dall'America però anche il cugino di Angelo, Nick, un killer e contrabbandiere arricchito. Tra questi e Titina nasce una relazione.
A complicare la già non semplice situazione, ci si mette anche la politica: dopo la marcia su Roma, Vito diventa capo delle locali squadracce, mentre Rosario Maria cerca di occupare delle terre, venendo picchiato e costretto ad ingurgitare dell'olio di ricino da parte della squadraccia fascista di Acicatena.
Nick vorrebbe vendicare il cugino e fuggire con Titina, ma Rosario Maria - che ha tentato di aggredire Acicatena - lo coinvolge in una vera e propria battaglia. Nick porta Titina e Rosario Maria alla stazione marittima, ma lì vengono raggiunti da Acicatena, ancora sanguinante, che si è portato dietro le squadracce.
Rosario qui verrà colpito mortalmente da Acicatena offrendosi inerme, Nick con due pistole causa una strage tra la squadraccia, fino a venire colpito lui stesso da un colpo sparato da Vito, si accascia morente sull'avvocato ormai agonizzante. Tra la folla Titina non vista, prende una pistola di Nick e colpisce a morte Acicatena.
Infine Titina assiste i due fino alla morte, giurando ad entrambi il proprio amore e di essere ognuno il padre del bambino che porta in grembo.
31 maggio 2026
CINEMA - ' PASQUALINO SETTEBELLEZZE ' - STORIA
Pasqualino Settebellezze è un film del 1975 scritto e diretto da Lina Wertmüller.
Trama
Napoli, anni 1930. Pasqualino Frafuso, detto Settebellezze, è un guappo che tenta di farsi largo nella società aspirando all'onore e al rispetto. Il suo soprannome deriva secondo alcuni dal fatto che è l’unico uomo di una famiglia composta da sette donne, secondo lui invece perché, pur essendo brutto, ha molto successo con le donne.
La maggiore delle sue sorelle, Concetta Frafuso, si innamora di Totonno, detto Diciotto carati, il quale è un "pappone" che la inganna promettendole di sposarla, ma poi la forza a prostituirsi nel suo postribolo. Pasqualino lo affronta, ma viene battuto e umiliato di fronte ad un folto pubblico di prostitute. Per vendicare l'onorabilità di sua sorella e quindi della sua famiglia, non gli resta che compiere un delitto d'onore.
Intrufolatosi a casa di Totonno, lo trova disarmato e lo minaccia con la pistola, ma finisce per ucciderlo accidentalmente. Poiché Totonno era disarmato, il suo omicidio non può essere considerato "d'onore": ciò significa che Pasqualino rischia la prigione o addirittura la pena capitale.
Sapendo questo, chiede aiuto a Don Raffaele, che gli consiglia di disfarsi del cadavere; quindi, maldestramente, Pasqualino taglia a pezzi il corpo di Totonno e ne nasconde gli arti in più valigie, che spedisce in destinazioni diverse. È convinto che con questo stratagemma non verrà mai scoperto, eppure viene immediatamente rintracciato e arrestato per omicidio.
Per l'opinione pubblica diventa il mostro di Napoli. Al processo, non potendo far valere il movente d'onore, l'avvocato che gli procura Don Raffaele fa valere invece una presunta "infermità mentale" e gli evita così la pena capitale. Pasqualino viene comunque condannato a dodici anni, da scontare nel manicomio criminale di Aversa.
Nel frattempo, sua madre e tutte le sue sorelle, per sopravvivere e pagare l'avvocato di Don Raffaele, diventano anche loro delle prostitute.
Nel 1941, dopo lo scoppio della seconda guerra mondiale, il regime fascista offre ai detenuti la possibilità di scontare la pena arruolandosi nella spedizione in Russia. Attaccato alla sua filosofia del "tirare a campà" e pur di lasciare il manicomio criminale, Pasqualino accetta. Una volta al fronte, Pasqualino si trova a fare i conti con gli orrori della guerra e decide di disertare. Nella fuga conosce un altro soldato disertore, Francesco; quest'ultimo nutre un profondo disprezzo per il regime instaurato da Mussolini ed è pentito di aver acconsentito alla proposta di arruolamento.
I due giungono in Germania, dove vengono catturati dai nazisti e successivamente imprigionati in un lager, diretto da una grassa e sadica comandante; nel lager, Pasqualino e Francesco conoscono Pedro, un anarchico spagnolo che ha fallito diversi attentati nei confronti di Hitler, Salazar e Mussolini.
Per salvare la pelle, Pasqualino fa la corte alla comandante, che accetta le sue avances e lo costringe ad avere più volte degli squallidi rapporti sessuali, resi ancor più ardui dalla debolezza dell'uomo dovuta alle privazioni della prigionia. Per metterlo alla prova, la nazista lo nomina kapò e un giorno lo costringe a scegliere sei detenuti da mandare a morte: Francesco si dimostra subito contrario al "ricatto schifosissimo" e cerca di convincere Pasqualino a rifiutarlo, ma quest'ultimo è terrorizzato dall'idea di morire in quell'inferno, e decide di accondiscendere.
Il giorno dopo, si tiene un appello nella piazza del lager: Pasqualino pronuncia i nomi delle persone da lui scelte per la fucilazione, ma in quel momento Pedro, esasperato dalla brutalità dei nazisti, si ribella e inizia ad insultarli. Inseguito dalle guardie, l'anarchico fugge nella latrina e tenta di scappare gettandosi in un fosso di feci liquide, ma le guardie lo raggiungono e fanno fuoco, uccidendolo. Dinanzi all'uccisione a sangue freddo di Pedro, Francesco decide di seguirne l'esempio e inizia ad urlare insulti alle guardie e alla comandante, venendo puntualmente picchiato dagli altri kapò. Inutili sono i tentativi di Pasqualino di salvarlo: quest'ultimo viene costretto dalla stessa comandante ad ucciderlo, pena la morte.
Per la prima volta nella sua vita, Pasqualino mostra dei dubbi verso la sua filosofia di sopravvivenza, ma Francesco gli chiede personalmente di ucciderlo, in quanto è esausto delle torture e del dolore vissuto nel lager. Disperato, Pasqualino uccide Francesco sparandogli un colpo in testa, mentre i sei detenuti scelti da lui vengono fucilati dalle guardie.
Terminata la guerra, Pasqualino torna
in una Napoli devastata dalle bombe, dove ritrova le donne della
sua famiglia e la giovane fidanzata, che lo accolgono amorevolmente.
Tutte loro sono costrette a prostituirsi con gli Alleati, mentre
Pasqualino è ormai un uomo cambiato, profondamente scosso dagli
eventi di cui è stato protagonista, e che si vergogna profondamente
del fatto che la sua volontà di sopravvivere abbia portato
alla morte degli innocenti, tra cui i suoi cari amici.
La madre
cerca di rincuorarlo: «Il passato è passato, non pensarci più a
queste miserie! Tu sei vivo!». Pasqualino osserva la sua immagine
nello specchio, che non riflette più il volto di
un guappo pavoneggiante e attaccato alla dignità, bensì
di un uomo sconfitto, umiliato e ferito; pur conscio della sua
condizione, replica: «Sì... sono vivo».
30 maggio 2026
CINEMA - ' TRAVOLTI DA UN INSOLITO DESTINO... ' - STORIA
Travolti da un insolito destino nell'azzurro mare d'agosto è un film del 1974 scritto e diretto da Lina Wertmüller.
Con Mariangela Melato, Giancarlo Giannini.
Raffaella Pavone Lanzetti, una ricca borghese di Milano, anticomunista e repubblicana, passa le sue vacanze su uno yacht in mezzo al mar Mediterraneo assieme ai suoi ricchi e viziati amici. Durante la crociera non fa altro che rimarcare il proprio elevato rango sociale, umiliando i suoi sottoposti, tra cui Gennarino Carunchio, marinaio siciliano comunista e dal carattere scontroso, che nutre sentimenti di insofferenza e disprezzo verso i ricchi turisti, ma che deve suo malgrado servire per sopravvivere.
Gennarino deve soddisfare le richieste della "padrona", fino a che, per un guasto al motore di un gommone, i due si ritroveranno soli in mare aperto. Approdati su un'isola deserta, i ruoli si invertono e la Pavone Lanzetti, col suo fare spocchioso e non potendo da sola provvedere alla propria sopravvivenza in quanto incapace di pescare e costruire un rifugio, si vede costretta a elemosinare l'aiuto di Gennarino, attirando a sé, da parte di lui, attenzioni di rivalsa al limite della violenza, che sfociano in rapporti sessuali consensuali. Gennarino l'aiuta perciò dandole da mangiare e offrendole rifugio nella capanna da lui trovata sull'isola, ma solo a seguito della resa della ricca donna. Con il tempo si stabilisce così un rapporto sempre più stretto e passionale, finché non finiscono per innamorarsi l'uno dell'altra.
In uno dei tanti momenti intimi che hanno insieme, Raffaella confessa a Gennarino di non essersi mai sentita così felice e così donna in vita sua e che non rimpiange affatto la società che ha lasciato alle spalle in cui non era autentica.
Dopo che in un'occasione Raffaella evita di farsi notare da una barca apparsa in lontananza, non chiamando quindi soccorso per non infrangere quello che entrambi vivono come un magnifico sogno ad occhi aperti, in una seconda occasione Gennarino, nonostante l'opposizione di Raffaella, decide di farsi trarre in salvo, in modo da mettere alla prova l'amore di lei.
Tornati nella civiltà, anche se il loro amore si conserva, il differente rango sociale li separa bruscamente. Alla fine, l'uomo cerca di convincere l'amata a tornare insieme a lui sull'isola, ma Raffaella non se la sente e scappa in elicottero col marito. A Gennarino non resta quindi che tornare con la moglie, che, nel frattempo, ha capito tutto.
19 maggio 2026
PAOLO PANELLI
Paolo Panelli, nasce il 15 Luglio 1925, muore il 19 Maggio 2007.
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MUSICA - DIATRIBE SULLA ' TRASCRIZIONE '
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