La Suite bergamasque è una
delle più famose suite per Pianoforte scritte da Claude
Debussy. La composizione, iniziata intorno al 1890, fu terminata in
una prima versione ai primi del 1891 e revisionata in maniera
definitiva nel 1905.
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Storia
Nei primi mesi del 1890, dopo il
fallimento della Fantaisie, Debussy si dedicò soprattutto a
scrivere composizioni per pianoforte solo, brani più facili da
vendere viste le ristrettezze finanziarie in cui versava il musicista
che dipendeva sempre dalla generosità di amici e sostenitori.
Proprio alcuni di questi amici introdussero Debussy presso gli
editori Fratelli Choudens, intercedendo affinché pubblicassero le
opere del musicista.
Il compositore scrisse diversi "pièces
de salon" velocemente, sperando e ottenendo le pubblicazioni;
fra questi pezzi vi furono Tarantelle, Mazurka, Valse
romantique, Ballade, Marche écossaise e Rêverie.
L'unica opera scritta in questo periodo che gli Choudens non
pubblicarono fu la Suite bergamasque; il 21 Febbraio 1891 gli
editori però pagarono 200 franchi per questa composizione, senza
darla alle stampe, forse perché da loro ritenuta insolita e non
molto commerciale.
Non si ha notizia di una esecuzione
pubblica del lavoro; probabilmente la suite rimase in un cassetto
fino al 1905 quando Debussy la revisionò con piccoli ritocchi e
cambiando il titolo a due movimenti: la Promenade
sentimentale divenne Clair de lune e Pavane fu
mutato in Passepied.
Il titolo Suite bergamasque, con
cui l'opera venne pubblicata nel mese di giugno 1905 dall'editore
Fromont, non sembra alludere a legami tra la natura dei quattro
movimenti e tantomeno con la bergamasca. L'opera non giustifica
in alcun modo il titolo con cui la conosciamo, forse Debussy aveva
intenzione di creare un lavoro unico unendo ai brani già composti
anche Masques e L'isle joyeuse, scritti nel 1904,
creando così un'opera ispirata alle Fêtes galantes del
poeta che amava molto, Paul Verlaine, il cui Clair de
lune aveva già realizzato per voce e pianoforte nel 1891.
Struttura
La Suite bergamasque consta
di quattro movimenti:
Prélude, Moderato (tempo rubato).
Fa maggiore
Menuet, Andantino . La minore
Clair de lune, Andante très
expressif. Re bemolle maggiore
Passepied, Allegro ma non troppo.
Fa diesis minore
I primi tre movimenti includono un
motivo comune
Prélude: Fa-Mi-Fa-Mi-Re (battuta
11)
Menuet: Sol-Fa-Sol-Fa-Mi (battuta
6)
Clair de lune:
Fa-Mib-Fa-Mib-Reb (battuta 1-2)
Movimenti
Prélude
Il primo movimento in Fa maggiore, che
porta come indicazione "tempo rubato", è un brano ampio,
animato e gioca su diversi contrasti; ha per certi versi analogie con
le toccate del XVIII Secolo. Dopo un accordo sforzato iniziale
seguono delle serie discendenti di semicrome, ripetute dopo poche
battute; la tonalità muta in seguito a minore nella parte centrale
con un susseguirsi di veloci semicrome. L'armonia del brano è
fortemente suggestiva e crea un'atmosfera rarefatta tipica dell'opera
pianistica di Debussy. La partitura, scorrevolissima, è sempre
costruita su un grande equilibrio formale.
Menuet
Il secondo brano della Suite
Bergamasque, in La minore, si riallaccia formalmente allo stile
settecentesco, ma più che un minuetto qui troviamo
l'impressione della danza, una rivisitazione costruita su elementi
ritmici molto marcati e l'introduzione di motivi melodici dal sentore
antico, ma al tempo stesso giocosi e raffinati. Il tema principale
riappare più volte, ma sempre in modi differenti; la parte centrale
contrastante, insolita e un po' misteriosa, è introdotta da una
serie di arpeggi sostenuti. La sequenza finale riprende il ritmo
intenso iniziale di accordi e di note staccate, concludendo con un
glissando ascendente della mano destra.
Clair de
lune
Il terzo movimento della suite è il
celebre Clair de lune in Re bemolle maggiore, probabilmente
il pezzo più noto di Debussy. Il titolo è ispirato dall'omonima
lirica di Verlaine che nella sua strofa iniziale "Votre âme est
un paysage choisi/ Que vont charmant masques et bergamasques" ha
forse dato lo spunto al compositore per il nome dell'intera suite.
Il Clair de lune appare come un brano a parte all'interno
della composizione; mentre gli altri tre pezzi hanno legami e
riferimenti alla musica settecentesca, questa miniatura di grande
perfezione per la leggerezza degli accordi e l'atmosfera sognante
sembra riunire in sé romanticismo e sfumature
impressioniste.
Il brano inizia con un pianissimo in
un'atmosfera evanescente, passando poi a un tempo rubato si
anima leggermente, crescendo poco a poco; la musica diviene quindi
più mossa e, con gli arpeggi di semicrome della mano sinistra, si
giunge a un registro acuto passando, con modalità più intense, a
una tonalità di Do diesis minore. Successivamente viene ripreso il
motivo iniziale con leggeri arpeggi in un ppp che va
morendo fino alla conclusione finale.
Il Clair de lune, dopo
più di un secolo dalla sua composizione, è ancora oggi uno dei
brani classici più eseguiti, trascritti, utilizzati e ascoltati.
Passepied
Il movimento finale, il Passepied in
Fa diesis minore, vuole essere un richiamo all'omonima danza nata
in Bretagna nel XVI Secolo simile a un vivace
minuetto. Il ritorno a un clima di ispirazione settecentesca dà
origine a un brano brioso e divertente espresso con arpeggi dalla
mano sinistra e accordi nettamente staccati della destra. La melodia
ricorda quelle delle formazioni gamelan giavanesi ascoltate
e ammirate da Debussy all'Esposizione del 1889. Il gioco continuo
della mano sinistra ripropone l'idea di danza d'altri tempi,
sorprendentemente più veloce e nervosa rispetto a quelle omologhe
settecentesche.