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24 febbraio 2026

GIUDITTA SALTARINI

Giuditta Saltarini, nasce il 24 Febbraio 1941, muore il 16 Dicembre 2024.

Attrice italiana.

#Saltarini #Italy #Movie #TV #Theater

Filmografia

  • Su di giri

  • Nemici per la pelle

  • Camilla

  • Solo per dirti addio

  • La lampada di Wood

  • Vivere

  • Al cuore si comanda,

  • Una grande famiglia

  • Solo per amore


Teatro

  • Sei personaggi in cerca d'autore di Luigi Pirandello

  • Le Fenici di Euripide

  • La dame de Chez Maxim's di Georges Feydeau

  • Le mosche di Jean-Paul Sartre

  • Come le foglie

  • Ti ho sposato per allegria di Natalia Ginzburg

  • I giusti di Albert Camus

  • Alleluja brava gente di Garinei e Giovannini

  • In bocca all'Ufo, con Renato Rascel

  • Questa sera si recita a soggetto di Luigi Pirandello

  • Per... il solito vizietto

02 dicembre 2025

LIBRI - ' IL PRIMO UOMO ' - ALBERT CAMUS

Il primo uomo è un romanzo autobiografico incompiuto di Albert Camus.

#Book #Camus  #History #IlPrimoUomo

Trama

L'autore ripercorre la propria vita attraverso le impressioni e le emozioni del protagonista Jacques Cormery, che fino alla scuola secondaria era sempre vissuto ad Algeri, in mezzo al mare e ad un sole infuocato: desiderando di ritrovare il ricordo del padre scomparso durante la prima guerra mondiale, egli torna in Algeria per incontrare nuovamente chi l'aveva conosciuto allora.

Vengono descritte tutte le cose fondamentali ed essenziali per il giovane uomo: il suo far parte dei Pieds-noirs, il doloroso amore del figlio nei confronti della madre, l'intensità fisica del suo corpo in formazione (il tutto immerso nella psicologia ampiamente disinibita della fanciullezza), la ricerca di un padre perduto.

Ma è anche la storia del periodo coloniale francese in terra africana, non sempre ospitale nei confronti degli europei.

01 dicembre 2025

LIBRI - ' LA MORTE FELICE ' - ALBERT CAMUS

La morte felice è il primo romanzo di Albert Camus, scritto fra il 1936 e il 1938.

#Book #Camus #LaMorteFelice

Trama

La trama è quella di un povero impiegato, Patrice Mersault, che incontra un vecchio colto e infermo, Zagreus. Patrice lavora in un ufficio portuale, conduce una vita normale e ama la solitudine. Non si è mai innamorato, ma ha avuto varie relazioni amorose; egli brama la felicità, intesa come realizzazione di un desiderio interiore di libertà, conoscenza e autodecisione. Zagreus gli indicherà la direzione da seguire: per essere felici occorre il tempo, il quale si compra coi soldi. Egli offre a Mersault il metodo per raggiungere la felicità: ucciderlo per porre fine alle sue prolungate sofferenze. Nella teoria formulata da Zagreus, il cammino della felicità inizia quindi dalla morte di un infermo, preludio di una morte felice.

Patrice partirà poi in viaggio, visitando Praga e Genova, prima di ritornare ad Algeri. Condividerà del tempo con tre amiche e si sposerà infine con Lucienne, che non ama, ma predilige come compagna, avvertendo un'incessante irrequietezza del proprio spirito. Trova la felicità in una casa sul mare, immerso nella tanto spasimata solitudine. Dopo un breve periodo, a scombinare la vita di Patrice sarà però la malattia, a cui reagirà inizialmente con rabbia, perché considerata un male che stordisce l'uomo nel momento più intenso della vita. Sarà però l'incontro con la morte, la preparazione a questo evento, a dargli modo di rileggere la propria esistenza. Rifiutando una «morte non vissuta», confida all'amico medico di voler morire sveglio «vedendoci chiaro», non dormendo. Patrice accetta la morte dignitosamente poiché possiede la certezza di aver saputo vivere felice, seppur brevemente, conservando la propria coscienza. Si avvera così la morte felice, ovvero la fine della vita felice di Patrice Mersault.


30 novembre 2025

LIBRI - ' LA PESTE ' - ALBERT CAMUS

La peste è un romanzo dello scrittore francese Albert Camus del 1947.

#Book #Camus #LaPeste

Trama

La storia è ambientata ad Orano, nell'allora Algeria francese in un imprecisato momento degli anni quaranta («un giorno d'aprile 194...», recita l'incipit). Orano è descritta come una città mercantile senza alberi, senza giardini, senza piccioni, in cui l'arrivo della primavera si avverte solo perché al mercato si vendono i fiori arrivati da fuori.

Tutti i cittadini si dedicano al lavoro e agli affari molto intensamente. Lasciati gli uffici si va al caffè, si passeggia lungo i viali o si sta affacciati sui balconi. In questa città è difficile essere malati o moribondi, perché non si possono avere le attenzioni né la tenerezza che si devono a un malato. Protagonista è Bernard Rieux, medico francese residente a Orano, e il romanzo è condotto come cronaca scritta in terza persona dallo stesso Rieux.

La storia ha inizio con quest'ultimo che accompagna la moglie, gravemente malata, alla stazione di Orano, dove prenderà un treno per raggiungere una non meglio precisata località per curarsi. Poco dopo la partenza della donna, scoppia un'improvvisa moria di ratti.

Gli animali vengono trovati morti a migliaia a ogni angolo della città, ma nessuno vi presta più di un ragionevole stupore. È, in realtà, la prima avvisaglia del terribile flagello che sta per abbattersi su Orano.

Dopo la sospetta morte di Michel, anziano portiere del condominio ove risiede Rieux, in città si diffondono casi analoghi: i malati presentano febbre alta, noduli e rigonfiamenti all'inguine e alle ascelle, macchie scure sul corpo e muoiono dopo una delirante, ma breve agonia. Rieux e l'anziano collega Castel riconoscono i sintomi della peste bubbonica. Inizialmente, nessuno vuol prendere in considerazione i sospetti dei due medici, neppure le autorità che temono crisi di panico presso la popolazione. Quando però l'epidemia esplode in tutta la sua violenza devastatrice, da Parigi viene ordinato di chiudere la città con un cordone sanitario, al fine di impedire il propagarsi del contagio.

Gli abitanti di Orano reagiscono ognuno a modo suo. Alcuni non rinunciano ai piaceri della vita di ogni giorno: i bar e i ristoranti restano aperti, mentre a teatro viene riproposta di continuo la rappresentazione di un gruppo di attori rimasti bloccati dal cordone sanitario. Altri, invece, si barricano in casa temendo il contagio. Nonostante il pensiero per la moglie malata, Rieux non si tira indietro dal prestare le cure agli appestati. Viene aiutato da Jean Tarrou, quest'ultimo vero e proprio co-protagonista del romanzo.

Tarrou è figlio di un pubblico ministero francese, destinato, secondo le intenzioni del padre, a intraprendere anch'egli la professione forense. Un giorno, tuttavia, il padre lo aveva invitato ad assistere a una sua arringa in un processo penale, nel quale era riuscito a ottenere la condanna a morte dell'imputato. Il giovane Jean, colpito dalla freddezza con cui il padre aveva chiesto e ottenuto l'esecuzione di un uomo, ne era rimasto inorridito e aveva deciso di lasciare la Francia e di girare per il mondo. Con sé porta sempre dei taccuini, che redige meticolosamente e sui quali, a Orano, descrive l'evolversi dell'epidemia. Tarrou istituisce, altresì, un corpo di volontari per il trasporto degli appestati e dei morti.

Dietro ai due protagonisti si snodano le storie di altri personaggi: Joseph Grand, impiegato comunale impegnato nella stesura di un'opera letteraria sulla cui prima frase non riesce a convincersi; Cottard, un commerciante che, dopo aver tentato il suicidio, si arricchisce lucrando sulla carenza di generi di prima necessità; il padre gesuita Paneloux, che nelle sue prediche parla della peste come una punizione mandata da Dio a causa delle colpe degli uomini.

C'è, infine, Raymond Rambert, un giovane giornalista francese che cerca disperatamente da Rieux un aiuto per tornare in Francia e ricongiungersi alla donna che ama. L'occasione per fuggire, alfine, gli si presenta, ma Tarrou lo ammonisce, facendogli notare come Rieux, nonostante la moglie sia lontana e, per giunta, gravemente malata, presti instancabilmente le sue cure agli ammalati. Colpito dalle parole di Tarrou, Rambert decide di restare e si unisce al corpo dei volontari. L'epidemia intanto dilaga. All'arrivo dell'estate, la peste degenera dalla forma bubbonica a quella polmonare, molto più grave e altamente contagiosa. Nelle scuole, attrezzate provvisoriamente a ospedali, gli appestati aumentano in numero esponenziale.

E cresce sempre di più anche il numero dei morti: centinaia di persone periscono ogni giorno e le autorità cittadine devono cercare nuovi siti ove scavare fosse comuni.

In autunno, si accende una speranza: il dottor Castel sviluppa un antidoto che potrebbe contrastare il morbo e guarire gli ammalati. Rieux lo sperimenta sul figlioletto del Giudice Othon, colpito dalla peste in maniera assai grave: la cura, tuttavia, non ha effetto e il bambino, al cui capezzale si stringono Rieux, Tarrou e padre Paneloux, che invoca l'aiuto divino per salvarlo, muore dopo atroci sofferenze.

La città sembra ormai rassegnata al disastro. Gli abitanti si chiudono nelle case, mentre anche padre Paneloux muore. Gli stessi Rieux e Tarrou sembrano aver perso le speranze: tra i due nasce una profonda amicizia e decidono per un attimo di staccarsi dalla realtà, concedendosi, una notte, un bagno in mare. Si giunge a Natale e anche Grand viene contagiato: quando l'impiegato sembra ormai prossimo alla fine, Rieux tenta il tutto per tutto, somministrandogli un nuovo siero. La nuova cura funziona: Grand guarisce e, nel frattempo, la peste incomincia a perdere virulenza. Ricompaiono alcuni ratti, mentre il numero degli appestati e dei morti diminuisce sempre di più.

Nella sua ultima fase, però, l'epidemia uccide Othon e, soprattutto, Tarrou. Quest'ultimo, convinto che ormai l'epidemia fosse alla fine, aveva omesso le quotidiane abluzioni nelle sostanze disinfettanti, venendo così contagiato: Rieux, nel frattempo raggiunto dalla notizia della morte della moglie, tenta disperatamente di salvare l'amico somministrandogli il siero, ma ogni sforzo risulta vano. A breve, comunque, l'epidemia giunge al suo epilogo. A febbraio, finalmente, il cordone è levato e la città esplode in festa.

L'unico a non gioire è Cottard, che, deluso dalla fine della situazione a lui vantaggiosa, cade vittima di un raptus di follia e, da una finestra della propria abitazione, dà luogo a una sparatoria sulla folla, prima di essere arrestato dalla gendarmeria. Ma anche Rieux è cauto. Mentre esamina i taccuini lasciatigli da Tarrou, sulla base dei quali stenderà il racconto, ammonisce le autorità sulla necessità di una prevenzione contro un eventuale futuro ritorno della peste, i cui bacilli possono restare inerti per anni prima di colpire ancora.

29 novembre 2025

LIBRI - ' LO STRANIERO ' - ALBERT CAMUS

Lo straniero è un romanzo dello scrittore e filosofo francese Albert Camus, pubblicato nel 1942.

#Book #Camus  #LoStraniero

Trama

L'opera, divisa in due parti, racconta della vita di Meursault, un francese che vive ad Algeri, allora appartenente alla Francia: le vicende sono raccontate in prima persona dal protagonista.

La vicenda si apre con la morte della madre del protagonista, ospite di un ospizio per anziani fuori città. Il carattere di Meursault viene subito messo in evidenza: sembra non provare alcun tipo di emozione per la madre, rifiuta di vederne le spoglie quando gli viene chiesto dal direttore della casa di riposo, e preferisce bere caffè e fumare vicino alla bara, destando non poca perplessità nelle persone che lo osservano, oltre al fatto che non ricorda nemmeno l’età della madre.

Il giorno dopo il funerale, Meursault inizia una relazione con una donna di nome Marie, sua ex collega di ufficio, incontrata in spiaggia: dopo un bagno, i due vanno al cinema a guardare un film comico di Fernandel. Per quanto Marie sia veramente innamorata di lui e desideri sposarlo, il protagonista prova per lei solo desiderio fisico privo di sentimenti: alla proposta di matrimonio avanzata da Marie, Meursault si dimostra ancora una volta indifferente, dicendo che per lui va bene sposarsi ma non gli farebbe alcuna differenza non farlo affatto. Meursault si ritrova, per una serie di circostanze e senza una volontà precisa, a commettere un omicidio su una spiaggia con la pistola che gli era stata data da un suo amico, Raymond Sintès, il quale pur dichiarandosi un magazziniere è in realtà un lenone e sfruttatore di donne che aveva schiaffeggiato e picchiato la sorella della vittima, provocando in questi un desiderio di vendetta. Lo stesso Meursault, su suggerimento dell'amico, aveva scritto nei giorni addietro una lettera alla donna per convincerla a tornare da Raymond, che intendeva umiliarla.

Raymond invita Meursault e Marie a trascorrere una giornata in spiaggia. Lì si imbattono nel fratello della ragazza umiliata da Raymond insieme a un altro arabo. Gli arabi affrontano Raymond e Meursault, e il fratello della ragazza ferisce Raymond con un coltello prima di scappare. Più tardi, Meursault torna lungo la spiaggia da solo, armato di una pistola che aveva preso a Raymond per impedirgli di agire in modo avventato, e incontra di nuovo il fratello della ragazza. Disorientato e come in trance, Meursault spara quando l'arabo estrae un coltello. Nonostante sia già morto, Meursault infierisce sull'uomo con altri quattro colpi di pistola.

Parte II

Meursault viene messo in prigione per il suo crimine e durante il lungo processo viene discusso, più che l'assassinio, il fatto che l'imputato sembri non provare alcun tipo di rimorso per quello che ha fatto, tanto da risultare un processo morale più che giuridico: il pubblico ministero nella sua requisitoria finale afferma che Meursault va punito in quanto il reato da lui commesso non è di certo meno grave del parricidio perpetrato da un uomo per il quale si tiene un processo quello stesso giorno; non è tanto l'aver ucciso un uomo che desta stupore, ma tutte le stravaganti iniziative mosse dell'imputato: ad esempio il fatto che il giorno successivo alla morte della madre sia andato a vedere un film comico al cinema con una donna conosciuta poche ore prima, come se nulla fosse accaduto. Malgrado i tentativi dell'avvocato difensore, assegnatogli d'ufficio, e vista anche la poca collaborazione dell'imputato che, forse anche un po' per inettitudine, non difende o giustifica nemmeno sé stesso (non fornisce spiegazioni nemmeno degli avvenimenti, che vengono usati contro di lui per accusarlo di aver premeditato l'omicidio), alla fine il protagonista viene condannato a morte. Egli non tenta nemmeno di trovare il perdono attraverso Dio, che considera una "perdita di tempo", rifiutando il conforto di un prete: nel tentativo di rigettare la proposta del cappellano di convertirlo alla fede cristiana rinnegando il suo ateismo, e quindi anche la sua apatia, Meursault ha un accesso di rabbia e, venendo alle mani col prete, sfoga su di lui tutte le sue frustrazioni, mostrandogli quanto possa essere assurda la condizione umana; esprime così nelle sue parole tutta la sua angoscia personale, causata dalla sua esasperata ricerca della libertà, non reggendo al peso della sua esistenza e delle sue responsabilità. Nessuno, secondo lui, ha il diritto di giudicarlo per le sue azioni o per quello che è, e nessuno, quindi, può arrogarsi il diritto di giudicare un altro uomo. Il racconto si chiude con Meursault che realizza quanto l'universo stesso sembri indifferente rispetto all'umanità (nel riconoscere così simile a lui e così fraterno la «tenera indifferenza del mondo», Meursault sente di essere ancora felice); ed è proprio in una delle notti precedenti all'esecuzione capitale, una delle tante nelle quali prova a non dormire per evitare che qualcuno lo svegli per portarlo al patibolo, che il giovane sembra trovare finalmente un momento di felicità nella sua indifferenza verso il mondo e nella mancanza di significato e senso che egli riscontra in tutto ciò che lo circonda. A questo punto si sente pronto a morire e spera persino che alla sua esecuzione sia presente una folla numerosa e piena di odio verso di lui.

DUSTIN HOFFMAN

  Dustin Lee Hoffman nasce a Los Angeles l' 8 Agosto 1937 . Grandissimo Attore, Regista e Produttore Cinematografico. #Hoffman # Dust...