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02 ottobre 2026

LIRICA - NABUCCO - TEATRO REGIO - PARMA - DAL 3 OTTOBRE 2026

Dal 3 Ottobre 2026



Nabucco, di G. Verdi


Cast

Nabucodonosor Ariunbaatar Ganbaatar

Ismaele Ben Reisinger

Zaccaria Michele Pertusi

Abigaille Lidia Fridman

Fenena Laura Verrecchia

Il Gran Sacerdote di Belo Adriano Gramigni

Abdallo Simone Fenotti

Anna Maria Kosovitsa

 

direttore Francesco Lanzillotta

regia, scene, costumi Pier Luigi Pizzi

regista collaboratore e luci Massimo Pizzi Gasparon Contarini

movimenti di scena Marco Berriel

 

ORCHESTRA DEL TEATRO COMUNALE DI BOLOGNA

CORO DEL TEATRO REGIO DI PARMA

Maestro del coro Martino Faggiani

01 ottobre 2026

LIRICA - AIDA - TEATRO REGIO - PARMA - DAL 2 OTTOBRE 2026

Dal 2 Ottobre 2026



Aida, di G. Verdi


Cast

Aida Federica Vitali

Radamès Vincenzo Costanzo

Amonasro Hae Kang

Amneris Teresa Iervolino

Ramfis Aleksei Kulagin

Il Re Lorenzo Mazzucchelli

Un messaggero Francesco Congiu

Una sacerdotessa Elzbieta Maria Warcaba


direttore Giuseppe Mengoli

regia Franco Zeffirelli

ripresa da Stefano Trespidi

scene Franco Zeffirelli

costumi Anna Anni

ripresi da Lorena Marin

luci Andrea Borelli

coreografie Luc Bouy

riprese da Gaetano Petrosino

 

FILARMONICA ARTURO TOSCANINI

CORO DEL TEATRO REGIO DI PARMA

Maestro del coro Martino Faggiani

27 ottobre 2025

TEATRO - TEATRO REGIO DI PARMA - STORIA

Il Teatro Regio di Parma (già "Nuovo Ducale Teatro") è il teatro d'opera della città di Parma e considerato uno tra i più importanti teatri di tradizione  in Italia.

#art #Parma #Italy #Theater #History

Storia :

La duchessa Maria Luisa (del Ducato di Parma, Piacenza e Guastalla), prendendo atto che il vecchio Teatro Ducale fondato nel 1689 era inadeguato alle esigenze della città, sollecitò la costruzione di un nuovo edificio più moderno. Sul terreno già appartenuto al monastero di Sant'Alessandro e su progetto dell'architetto di corte Nicola Bettoli, si cominciarono perciò nel 1821 i lavori per la costruzione del Nuovo Ducale Teatro, da 1.800 posti, che alla fine costeranno alle casse ducali 1.190.664 lire e si concluderanno dopo otto anni, nel 1829. Fu inaugurato con scarso successo il 16 Maggio 1829, in presenza della Duchessa, con l'opera Zaira, appositamente composta da Vincenzo Bellini.

Nel 1853 vennero attuate da Carlo III di Parma delle opere di rifacimento, affidate a Girolamo Magnani. Nello stesso periodo, con la presentazione del rinnovamento del teatro, venne inaugurato il lampadario che è tuttora in uso ed insieme ad esso anche il sistema di illuminazione a gas che sostituì il sistema con candele e lampade ad olio (l'elettricità arrivò solo nel 1890). Nell'Ottocento la sala grande del teatro presentava delle sostanziali differenze rispetto alla struttura attuale: il palcoscenico si spingeva per qualche metro all'interno della sala nel luogo che è indicato come 'proscenio' che oggi è riservato all'orchestra, che a quel tempo occupava la zona designata per le prime file della platea.

Nel 1847, con la morte di Maria Luigia e con il passaggio sotto il ducato dei Borbone, il teatro cambia nome, nel 1849 Teatro Reale e poi dal 1860 Teatro Regio.

Fin dal Seicento i teatri erano stati per le città italiane motivo di onore e prestigio, oltre che strumenti culturali per il bene della società, ma dalla seconda metà dell'Ottocento vennero considerati un lusso non accettabile economicamente dalla comunità, perciò nel 1868 il Teatro Regio, fino ad allora proprietà dello Stato Nazionale (dal 1860), fu ceduto al Comune di Parma. Insieme ad esso vennero temporaneamente chiusi altri teatri molto importanti tra i quali la Scala di Milano (nelle stagioni dal 1892 al 1894), infatti era molto difficoltoso per i comuni il sostenimento di spese che neppure lo Stato era stato in grado di mantenere. Ma i cittadini parmigiani riuscirono grazie ad un referendum a far riaprire il Teatro Regio per la stagione del 1894-1895.

16 ottobre 2025

ARTE - STORIA DELL'ARTE - LA CUPOLA DELLA CATTEDRALE DI PARMA - CORREGGIO

Correggio - La cupola della cattedrale

#history #StoriaDellArte  #art #Correggio

Nel 1522 stipulò il contratto per la decorazione del Coro e della Cupola della Cattedrale di Parma, avviata a dipingere solo nel 1524 circa, dopo il termine dei lavori a San Giovanni. Nella Cupola è dipinta la scena dell'Assunzione della Vergine in cui, in prospettiva melozziana, una moltitudine di Angeli disposti in forma di vortice ascendente accompagnano l'ascesa della Madonna su un cielo nuvoloso. Qui le figure perdono l'individualità, diventando parte integrante di una grandiosa scena corale, esaltata dall'uso di tinte chiare, leggeri e fluenti che creano un continuo armonico fino al punto di volta.

Correggio concepì la sua decorazione affidandosi, come già in San Giovanni Evangelista, a un illusionismo libero da partiture geometriche, che va ben oltre il possibile esempio offerto da F. Mantegna o da Melozzo da Forlì, i quali, da Artisti quattrocenteschi, collocavano i propri personaggi entro un rigoroso schema geometrico. Correggio organizzò invece lo spazio dipinto intorno a un vortice di corpi in volo, che crea una spirale come mai visto prima, che al contrario annulla l'architettura, eliminando visivamente gli angoli e facendo scomparire la fisicità della struttura muraria: i personaggi infatti, più che sembrare dipinti sull'intonaco, per un eccellente equilibrio sembrano librarsi in aria.

Il tamburo è occupato da un parapetto illusorio, traforato da oculi veri, lungo il quale stanno in equilibrio una serie di angeli e gli apostoli. Dal parapetto una spirale di nubi si attorciglia in un crescendo di sentimenti e di luce, con l'episodio della nube su cui sale Maria, vestita di rosso e blu e spinta da angeli, alati e apteri, verso la sua glorificazione celeste. Al centro un abbacinante scoppio di lume dorato perfeziona la prodigiosa apparizione divina di Gesù che ha spalancato i cieli e si fa incontro alla madre, proprio come accadeva negli affreschi della Cupola di San Giovanni Evangelista.

La composizione a spirale, perfezionata da tutti gli accorgimenti prospettici sia di riduzione della scala delle figure, sia di sfocatura nella luce per i soggetti più lontani, guida l'occhio dello spettatore in profondità e accentua il moto ascendente delle figure.

In basso stanno infine i quattro protettori di Parma nei pennacchi.

La fonte di luce rappresenta l'Empireo, sede del Paradiso celeste e dimora di Dio.

Questo cielo può anche essere assimilato al cuore di Cristo e della Vergine Maria. La disposizione delle nubi sottolinea il movimento ascensionale della Vergine. L'andamento a spirale simboleggia il viaggio dell'anima dopo la morte.

In genere Correggio evitò di rappresentare precisi dettagli iconografici, come i singoli attributi che avrebbero permesso di identificare le figure di ciascun apostolo o ciascun santo, o, scelta ancor più radicale, la tomba da cui la Vergine fu assunta in cielo. Questa omissione, come è stato notato, aveva in realtà lo scopo di coinvolgere nella visione della cupola lo spazio concreto della chiesa sottostante, permettendo ai fedeli di immaginare la presenza della tomba nello spazio in cui si trovava l'altare e di percepire quindi la continuità tra mondo terreno e reale e mondo divino illusivamente finto dalla Pittura.




ARTE - STORIA DELL'ARTE - IL MOSE' DI MICHELANGELO

  Mosè   è una Scultura in Marmo di Michelangelo Buonarroti, databile al 1513-1515 circa, ritoccata nel 1542 e conservata nella Basilica di ...