L'Oratorio è un genere musicale
vocale eseguito in forma di Concerto, che, a differenza dell'Opera
lirica, è senza rappresentazione scenica o personaggi in costume.
Generalmente composto per solisti, coro e orchestra,
a volte con un narratore, è solitamente di
soggetto religioso (Bibbia), ma può anche trattare
argomenti profani (mitologia o storia).
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I cantanti si esibiscono "in
borghese" tenendo in mano un libretto musicale.
Formalmente abbastanza vicino alla cantata e
all'Opera, l'Oratorio comprende generalmente un'ouverture, recitativi
accompagnati con l'Orchestra, recitativi secchi con
il basso continuo, arie e cori. Anche se elementi
dialogici erano presenti già nella lauda polifonica del
tardo Cinquecento, con l'eccezione di quello latino, l'Oratorio ha
origine dal madrigale dialogico del primo Seicento.
La funzione del narratore viene spesso
assunta anche dal coro, che spiega l'enorme diffusione che questo
organico ha raggiunto nell'esecuzione del genere.
Durante il XVII Secolo, l'apertura di
numerose congregazioni filippine in molte città italiane favorì la
diffusione dell'oratorio musicale. Il genere trovò rapidamente un
fertile terreno anche presso altre congregazioni religiose,
confraternite laiche, collegi dei nobili e seminari, ma anche presso
le cappelle di corte e i palazzi della nobiltà.
Tra le istituzioni che ebbero maggiore
rilevanza nella produzione di Oratori vanno almeno ricordate le
congregazioni filippine di Roma, Bologna, Napoli, Ferrara, Firenze,
Perugia, Venezia; le confraternite della Morte e dello Spirito Santo
a Ferrara nel Seicento; la Chiesa di S. Maria Corteorlandini a Lucca;
la corte di Modena e quella di Mantova negli ultimi decenni del
Seicento; gli ospedali veneziani degli Incurabili, dei Mendicanti e
della Pietà.
L'Oratorio si diffuse anche a Vienna dalla metà del
Seicento in avanti presso la cappella della corte imperiale, dove fu
a lungo coltivato nell'ambito delle pratiche religiose in tempo di
Quaresima.
Ancora nella prima metà del XVIII
Secolo un particolare impulso al genere venne da due famosi
librettisti di corte Apostolo Zeno e Pietro
Metastasio, che preferirono utilizzare soggetti veterotestamentari di
carattere tragico-eroico, abbandonando quelli di carattere
agiografico. Grande importanza ebbero pure gli oratori eseguiti fra
la fine del Seicento e i primi decenni del Settecento, nei palazzi
della nobiltà. A Roma i Cardinali Benedetto Pamphilj, Pietro
Ottoboni e il Principe Francesco Maria Ruspoli promossero
straordinarie esecuzioni di Oratori, composti, fra gli altri,
da Bernardo Pasquini, Alessandro Scarlatti, Georg
Friedrich Haendel e Antonio Caldara, che assunsero
decisamente una funzione di intrattenimento, sia pure consono al
tempo di Quaresima.
Nel XVIII Secolo fu Georg
Friedrich Haendel a dare un nuovo corso all'Oratorio,
proponendolo con grande successo come alternativa all'Opera presso
Teatri o sale da Concerto di Londra. A partire dal 1732 fino al 1757
il Compositore sassone compose una ventina di oratori su
testo inglese, in genere incentrato su figure di eroi o eroine tratte
dal Vecchio Testamento come Esther (Ester)
(1732), Deborah (Debora) (1733), Athalia (Atalia)
(1733), Saul (1739), Samson (Sansone)
(1743), Joseph and his Brethren (Giuseppe e i suoi
fratelli) (1744), Belshazzar (Baldassar) (1745), Judas
Maccabeus (Giuda Maccabeo) (1747), Joshua (Giosuè)
(1748), Alexander Balus (Alessandro Bala)
(1748), Susanna (1749), Solomon (Salomone)
(1749), Jephta (1752), ma anche di soggetto mitologico come
Semele (1744), Hercules (Ercole) (1745), The Choice of
Hercules (La scelta di Ercole) (1751) o ideale come L'Allegro,
il Penseroso ed il Moderato (1740), The Triumph of Time and
Truth (Il trionfo del tempo e della verità) (1757) e in un caso
agiografico cioè Theodora (Teodora) (1750). Il più
celebre tra i suoi Oratori è il Messiah (Messia),
rappresentato per la prima volta a Dublino nel 1742, e da allora
rimasto ininterrottamente nei repertori da Concerto.
Gli oratori di Haendel costituiscono il
primo importante caso di repertorio che ebbe una recezione
ininterrotta dopo la morte del compositore ed ebbero grande influenza
sui compositori dell'età classica e romantica. Mozart, per
esempio, ri-orchestrò il Messiah, che venne riproposto a Vienna
nel 1789 per iniziativa del Barone Gottfried van Swieten.
Tra la fine del XVIII e gli inizi del
XIX Secolo in epoca classica importanti Compositori,
proseguendo sulla strada aperta da Haendel, diedero un nuovo corso
all'Oratorio: tra questi vanno ricordati Franz Joseph Haydn,
autore degli Oratori Die Schöpfung (La creazione) (1798)
e Die Jahreszeiten (Le stagioni) (1801); e Ludwig van
Beethoven, autore dell'Oratorio Christus am Ölberge (Cristo sul
monte degli Ulivi) (1803).
Nel XIX Secolo in epoca
romantica coltivarono il genere dell'Oratorio alcuni dei
Compositori più celebri, tra cui Hector Berlioz, autore degli
Oratori La damnation de Faust (La dannazione di Faust)
(1846) e L'enfance du Christ (L'infanzia di Cristo)
(1854); Felix Mendelssohn, autore degli Oratori Paulus (Paolo)
(1836) e Elias (Elia) (1846); Robert Schumann, autore
degli Oratori Das Paradies und die Peri (Il paradiso e la
Peri) (1843) e Szenen aus Goethes Faust (Scene dal Faust di
Goethe) (1853) ; Franz Liszt, autore degli Oratori Die
Legende von der heiligen Elisabeth (La leggenda di S.
Elisabetta) (1865) e Christus (Cristo) (1873); Charles
Gounod, autore degli Oratori La rédemption (La redenzione)
(1882) e Mors et vita (La morte e la vita) (1885); César
Franck, autore degli Oratori Rédemption (Redenzione)
(1874) e Les Béatitudes (Le beatitudini) (1879); e Lorenzo
Perosi, autore degli Oratori La risurrezione di Cristo (1898)
e Il giudizio universale (1904).
Nel XX Secolo in epoca
moderna sono da segnalare Franz Schmidt, autore
dell'Oratorio Das Buch mit sieben Siegeln (Il libro dei
sette sigilli) (1938); Igor' Stravinskij, autore
dell'opera-oratorio Oedipus Rex (Edipo re) (1927); Bohuslav
Martinů, autore dell'Oratorio Epos o Gilgamešovi (L'epopea
di Gilgameš) (1958); Sergej Prokof'ev, autore dell'Oratorio Na
strazhe mira (In guardia per la pace) (1950); Arthur
Honegger, autore degli Oratori Le Roi David (Il re Davide)
(1921) e Jeanne d'Arc au Bûcher (Giovanna d'Arco al rogo)
(1935); Paul Hindemith, autore dell'Oratorio Das
Unaufhörliche (L'incessante) (1931); e Dmitrij Šostakovič,
autore dell'Oratorio Pesn' o lesakh (Il canto delle
foreste) (1949).