La Compagnia Teatrale
Krypton comunica con profondo dolore la scomparsa di Giancarlo
Cauteruccio, avvenuta l'11 Gennaio 2026 a Sibari, all’età di 69
anni.
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Non solo Regista e Attore, ma anche
Scenografo, Autore, Artista visivo e Docente, formatosi tra studi
d’Arte e di Architettura, Giancarlo Cauteruccio è stato una
delle grandi figure innovative della seconda avanguardia teatrale
italiana.
A partire dalla fine degli Anni 70, ha
dato vita a una ricerca radicale e riconoscibile, fondata
sull’incontro fra Teatro, Arti visive, Poesia, Architettura e nuove
Tecnologie, mantenendo la centralità del rapporto fra corpo, spazio
e parola.
Approdato a Firenze nel 1977 fonda Il
Marchingegno, primo Laboratorio di sperimentazione performativa,
attivo fino al 1982, con interventi presentati in contesti artistici,
museali e urbani di rilievo nazionale e internazionale.
Da questa esperienza nasce la Compagnia
Teatrale Krypton, oggi riconosciuta come una delle realtà più
autorevoli del Teatro di ricerca italiano. Trampolino di lancio sarà
lo Spettacolo ' Eneide ' con le Musiche dei Litfiba che, dopo un
lungo Tour, viene presentato a “La Mama Theatre” di New York in
occasione del Festival Benvenuto new theatre Italy.
Fondamentale nella sua ricerca è stato
il dialogo con le opere di Samuel Beckett, avviato nel 1989 e
sviluppato attraverso numerose messe in scena, tra cui Forse –
Uno studio su Samuel Beckett, ' Giorni felici ' , ' Finale di
partita ', ' Atto senza parole ', 'Non io '; inoltre, nel 2004,
grazie alla sua straordinaria interpretazione de L’ultimo
nastro di Krapp, entra nella terna del Premio Ubu quale miglior
Attore, nonché, viene premiato nel 2006, per il suo Trittico
Beckettiano, dalla “Associazione Nazionale dei Critici di Teatro”.
Riconoscimenti che, insieme ai
molteplici attestati della critica italiana, testimoniano
l’eccellenza delle sue Regie dedicate al teatro di Beckett. Enorme
successo di pubblico e di critica otterrà l’adattamento di Ubu
c’è da Alfred Jarry, vincitore a Napoli del Premio Girulà e
inserito tra le nomination degli “Olimpici del Teatro (ETI)”.
Insieme all’impegno sulla
drammaturgia contemporanea, la sua ricerca ha attraversato la
tragedia classica (Crash Trōades, da Euripide), il teatro di
Shakespeare (La Tempesta), a cui vanno aggiunti la frequentazione
della migliore letteratura novecentesca (su tutti, Uno, nessuno,
centomila di Luigi Pirandello) e un rapporto vivo con celebri
artisti visivi. Centrale è stato anche l’uso della lingua calabra,
adottata come materia sonora, poetica e identitaria, capace di
riportare il teatro a una dimensione necessariamente arcaica.
Sin dagli Anni '80 fondamentale nella
sua poetica è stato il costante rapporto tra Teatro e Architettura,
con i suoi interventi in spazi urbani, paesaggistici e archeologici,
trasformati da piazze, fiumi, chiese, fortezze, siti industriali e
monumentali in luoghi performativi. In questo ambito si collocano
progetti speciali, installazioni e spettacolari azioni urbane che
anticiperanno pratiche oggi diffuse di Teatro site-specific e
immersivo.
Parallelamente all’attività
artistica, Cauteruccio ha svolto un’intensa attività di direzione
e di formazione. Dal 1991 al 2015 è stato direttore artistico del
Teatro Studio di Scandicci, luogo e laboratorio di formazione attiva
per il pubblico e per i giovani, assurto a punto di riferimento
nazionale e internazionale, non solo per il Teatro di innovazione e
per i nuovi linguaggi, ma anche per un numero di Opere messe in Scena
e interpretati da lui stesso e da Registi e Attori di altissimo
valore.
Cauteruccio ha anche fondato e diretto
il Magna Graecia Teatro Festival e ha curato Regie d’Opera
contemporanea per la Biennale Musica di Venezia e per il Maggio
Musicale Fiorentino, la messa in scena de L’Oro del Reno di
Richard Wagner, su commissione dell’ente lirico austriaco,
nell’Auditorium della Brucknerhaus di Linz, del Gilgamesh di Franco
Battiato e della Sonnambula di Vincenzo Bellini per la Regia di Pupi
Avati, entrambe al Teatro dell’Opera di Roma.
I suoi Lavori all’estero sono stati
ospitati al Teatro Mossoviet di Mosca, a Documenta /sezione
performance a Kassel, al festival Ars Electronica di Linz e a
Berlino, Zagabria, Oslo, Valencia. Opere di video-teatro sono
conservate presso gli archivi della Biennale di Venezia e della
Triennale di Milano.
Dal 2014 ha ideato e diretto laboratori
sperimentali di Teatro/Architettura presso l’Università di Firenze
e l’Accademia di Belle Arti di Perugia, lasciando un segno profondo
nella formazione di nuove generazioni di artisti.
Nel 2016 Giancarlo Cauteruccio viene
nominato Professore accademico dalla Antica Accademia delle Arti e
del Disegno di Firenze.
Lasciata la sua amata Firenze nel 2021,
Cauteruccio ritorna nei suoi luoghi di origine, dove firmerà opere
di alto impegno civile (Chiamata alle Arti per Cutro. Arithmos
KR46M0, sulla spiaggia della strage), storico (Il ritorno del
soldato, da Saverio Strati, prodotta dal Teatro del Carro) e
letterario (Luoghi sconfinati, installazione per il Centenario di
Pier Paolo Pasolini sulla facciata del Teatro Politeama di Catanzaro)
Molti gli Artisti, studiosi e
drammaturghi che hanno preso parte ai progetti da lui ideati e
diretti, tra cui: Billie Whitelaw, Irene Papas, Piera degli Esposti,
Anna Bonaiuto, Leo De Berardinis, Roberto Carifi, Giuseppe Manfrdi,
Ornella Vanoni, Franco Battiato, Litfiba, 99 Posse, Giuliano
Compagno, Achille Bonito Oliva, Alessandro Mendini, Carlo Bordini,
Francesco Dal Co, Marco Palladini, Giovanni Sollima, Enrico Ghezzi,
Orlan, Stelarc, Jean Baudrillard, Marc Augé, Mario Luzi.