Le anime morte è un Romanzo pubblicato nel 1842 dallo Scrittore russo Nikolaj Vasil'evič Gogol'.
Un giorno, nel capoluogo del Governatorato di N., arriva l'affabile Consigliere di Collegio Pavel Ivanovič Čičikov.
Nell'Impero Russo, il termine «anime» designava i servi della gleba maschi. L'intento di Čičikov è quello di acquistare a buon prezzo le "anime morte" dall'ultimo censimento per i quali i proprietari continueranno a pagare il testatico fin quando non ne verrà registrata la morte nel successivo censimento quinquennale. Čičikov punta così a crearsi, con il minimo sforzo, un numero di servitori ("fantasma") elevato al punto tale che, ipotecandoli, possa costituire un grosso capitale.
Questa idea semplice e un po' diabolica cerca la sua attuazione nella capitale di un governatorato popolata da personaggi pittoreschi, notabili cittadini o piccoli proprietari terrieri, tutti portatori di un vuoto morale che li fa sembrare spesso più morti di quei servitori che vengono rievocati e che sono l'oggetto delle trattative.
La cosa deve chiaramente restare nascosta, ma alla fine il piano viene rivelato anche a causa dell'avida Korobočka che, dopo aver venduto delle anime morte a Čičikov, teme di averci rimesso e si reca in città per chiederne il valore di mercato, rivelando di conseguenza il piano dello stesso Čičikov.
L'unica soluzione per evitare la gogna pubblica è la fuga
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