Polzunkov è un racconto di Fëdor Dostoevskij scritto tra il 1846 e il 1847 e pubblicato per la prima volta solo nel 1883 all'interno del primo volume dell'edizione postuma delle Opere complete curata da Nikolaj Strachov.
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Trama
Durante una festa a San Pietroburgo, l'attenzione degli ospiti è catturata da un uomo piccolo e nervoso, Osip Michajlovič Polzunkov. Vestito in modo curato ma con un atteggiamento supplichevole e comico, sale su una sedia per raccontare la sua storia. Polzunkov spiega di aver servito sotto il funzionario Fedosej Nikolaič e di essersi innamorato della figlia di lui, Maria Fedoseevna.
Inizialmente scartato in favore di un ricco ufficiale in partenza, Polzunkov si era vendicato scrivendo una denuncia contro il suo capo per corruzione. Fedosej Nikolaič, per evitare scandali, lo aveva "comprato" offrendogli 1500 rubli e aveva riaperto le porte di casa sua, permettendogli di corteggiare nuovamente la figlia. I preparativi per il matrimonio erano iniziati e Polzunkov lavorava duramente per sistemare i conti dell'ufficio in vista di un'ispezione.
Tuttavia, nel desiderio di fare uno scherzo "in famiglia" in occasione del primo d'aprile, Polzunkov decise di consegnare ufficialmente una lettera di dimissioni per spaventare il futuro suocero e dimostrargli il suo affetto scherzoso. Fedosej Nikolaic, con astuzia, finse di accettare lo scherzo ma approfittò della situazione: prima, con un pretesto, convinse Polzunkov a restituirgli i 1500 rubli (che il funzionario disse di aver bisogno urgentemente per coprire un disavanzo di cassa di un collega), e in seguito fece valere la lettera di dimissioni come vera e propria, licenziando Polzunkov in tronco e cacciandolo di casa. Polzunkov si ritrovò così senza lavoro, senza soldi e senza moglie, vittima della sua stessa ingenuità e della malafede del suo capo, che gli riservò come ultimo saluto un biglietto con scritto solo "Pesce d'aprile".
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