13 ottobre 2026

TEATRO - ' AMLETO ' - WILLIAM SHAKESPEARE

Amleto è una Tragedia scritta da William Shakespeare tra il 1599 e il 1601



#Hamlet #Theater #Shakespeare #History

Trama

Il Principe Amleto di Danimarca è figlio del Re Amleto, recentemente scomparso, e nipote di Re Claudio, fratello e successore di suo padre. Claudio ha sposato frettolosamente la vedova di Re Amleto, Gertrude, madre di Amleto, e si è impossessato del trono. La Danimarca ha una faida di lunga data con la vicina Norvegia, durante la quale Re Amleto uccise Re Fortebraccio di Norvegia in una battaglia alcuni anni fa. Sebbene la Danimarca abbia sconfitto la Norvegia e il trono norvegese sia passato al fratello infermo di Re Fortebraccio, la Danimarca teme che un'invasione guidata dal figlio del defunto Re norvegese, il Principe Fortebraccio, sia imminente.

In una fredda notte, sui bastioni delle torri di Elsinore, il castello reale della Danimarca, le sentinelle Bernardo e Marcello s'interrogano sul fantasma, che assomiglia al defunto re Amleto, che hanno visto nelle ultime notti, e invitano l'amico del principe Amleto, Orazio, come testimone, che arriva al cambio della guardia a mezzanotte. Dopo che il fantasma appare di nuovo, i tre giurano di raccontare al principe Amleto le strane apparizioni a cui hanno assistito. Lo spettro compare poco dopo la mezzanotte e si fa subito notare da Orazio per la somiglianza con il defunto Sovrano; rimane però muto, e poco dopo scompare. I due restano in attesa di altre apparizioni, e Orazio spiega così a Marcello, una delle guardie sulle mura, che il figlio di Fortebraccio sta riunendo un'armata ai confini della Norvegia per riprendersi i territori persi dal padre in un duello con il defunto Re. Prima dell'alba, riappare il fantasma, ma quando è sul punto di parlare in seguito alle continue richieste di Orazio, canta il gallo e con questo suono il fantasma scompare.

La corte si riunisce il giorno dopo e Re Claudio e la Regina Gertrude discutono di affari di stato col loro anziano consigliere Polonio. Claudio concede al figlio di Polonio, Laerte, il permesso di tornare a studiare in Francia e invia degli inviati a informare il Re di Norvegia di Fortebraccio. Claudio interroga anche Amleto sul suo continuo dolore per la perdita del padre e gli proibisce di tornare alla sua università a Wittenberg. Dopo l'uscita della corte, Amleto si dispera per la morte del padre e per il frettoloso secondo matrimonio della madre. Orazio raggiunge Amleto per metterlo al corrente dell'esistenza del fantasma, e del proprio presentimento che questi voglia parlare solamente con lui: i due, quindi, decidono d'incontrarsi sulle mura verso le undici di sera. Giunti sulle mura, lo spirito fa la sua apparizione e chiede subito di parlare col solo Amleto; questi, intuendo che si tratta dello spirito del padre, accetta senza esitazioni.

La scena si sposta ora nel consiglio reale da poco apertosi. Tra i presenti figurano il re Claudio, fratello del Re defunto, la Regina Gertrude, Amleto, il ciambellano Polonio, suo figlio Laerte, e i due Ambasciatori Cornelio e Voltimando. Nella riunione viene per prima discussa la questione del figlio di Fortebraccio e viene deciso di mandare i due ambasciatori dal Re di Norvegia per convincerlo a indurre il nipote a più miti azioni. Poi Laerte ottiene dal Re il permesso di poter partire alla volta della Francia.

Mentre il figlio di Polonio, Laerte, si prepara a partire per la Francia, Polonio gli offre un consiglio che culmina nella massima "sii fedele a te stesso". La figlia di Polonio, Ofelia, ammette il suo interesse per Amleto, ma Laerte la mette in guardia dal cercare l'attenzione del Principe e Polonio le ordina di respingere le sue avances. Quella notte, sul bastione, il fantasma appare ad Amleto, racconta al principe di essere stato assassinato da Claudio (versandogli del veleno nell'orecchio mentre dormiva) e chiede ad Amleto di vendicare l'omicidio. Amleto acconsente e il fantasma svanisce. Il principe confida a Orazio e alle sentinelle che d'ora in poi ha intenzione di "mettere in atto un atteggiamento bizzarro", ovvero di comportarsi come se fosse impazzito. Amleto li costringe a giurare di mantenere segreti i suoi piani di vendetta; tuttavia, rimane incerto sull'affidabilità del fantasma. Quando rimangono soli, lo spettro svela ad Amleto che suo zio, ambendo al trono e al matrimonio con la Regina, lo aveva ucciso versandogli nell'orecchio un veleno mortale a base di giusquiamo mentre dormiva in giardino. Alla fine della tragica storia, lo spettro chiede al giovane di vendicarlo, ed egli accoglie la richiesta senza indugiare.

II Atto

Tornato tra i suoi amici (Orazio e la guardia Marcello), nonostante le richieste di questi di svelare loro il contenuto del colloquio, Amleto resta muto e li fa anche giurare, aiutato in questo compito dalla voce dello spettro, di non parlare con nessuno delle apparizioni. Dopo l'incontro Amleto diventa ancora più tetro.

Ofelia corre da suo padre, raccontandogli che Amleto si è presentato alla sua porta la notte prima mezzo svestito e con un comportamento bizzarro. Polonio incolpa l'amore per la follia di Amleto e decide di informare Claudio e Gertrude. Mentre entra, il Re e la Regina accolgono Rosencrantz e Guildenstern, due studenti conoscenti di Amleto, a Elsinore. La coppia reale ha chiesto ai due studenti di indagare sulla causa dell'umore e del comportamento di Amleto. Ulteriori notizie richiedono che Polonio attenda di essere ascoltato: messaggeri dalla Norvegia informano Claudio che il re di Norvegia ha rimproverato il principe Fortebraccio per aver tentato di riprendere le battaglie del padre. Le forze che Fortebraccio aveva arruolato per marciare contro la Danimarca saranno invece inviate contro la Polonia, sebbene attraverseranno il territorio danese per arrivarci.

Polonio racconta a Claudio e Gertrude la sua teoria sul comportamento di Amleto, e poi parla con lui in una sala del castello per cercare di saperne di più. Amleto finge di essere pazzo e insulta sottilmente Polonio per tutto il tempo. Quando Rosencrantz e Guildenstern, due amici d'Università di Amleto a Wittemberg, arrivano, il Principe accoglie calorosamente i suoi "amici", ma capisce subito che sono lì per spiarlo per conto di Claudio. Nella conversazione che servirebbe a rallegrarlo, Amleto ammette di essere turbato dalla situazione, ma si rifiuta di spiegarne il vero motivo, osservando invece "Che pezzo d'opera è un uomo!". Rosencrantz e Guildenstern raccontano ad Amleto di aver portato con sé una compagnia di attori incontrati durante il viaggio verso Elsinore. Amleto, dopo aver accolto gli attori e congedato i suoi amici diventati spie, chiede loro di recitare un soliloquio sulla morte di Re Priamo, testimoniata dalla Regina Ecuba, al culmine della Guerra di Troia. Amleto chiede quindi agli attori di mettere in scena "L'assassinio di Gonzago", un'opera teatrale che presenta una morte simile a quella del padre. Amleto intende studiare la reazione di Claudio all'Opera e quindi accertare la veridicità della storia del fantasma sulla colpevolezza di Claudio, o se egli sia piuttosto una visione demoniaca che intenda spingerlo all'assassinio dello zio.

III Atto

I due compagni vengono intanto richiamati dal re per sapere se hanno scoperto qualcosa sulla crisi di Amleto e su come si possa riportarlo ai vecchi svaghi. È presente anche Polonio che, quando vede che i due non riescono a spiegare la causa dei problemi del principe, propone al Re di verificare se la tristezza di Amleto derivi dal non vedere più sua figlia Ofelia (sorella di Laerte). Quindi, congedati Rosencrantz e Guildenstern vengono congedati.

Polonio costringe Ofelia a restituire le lettere d'amore di Amleto al principe, mentre lui e Claudio osservano di nascosto per valutare la reazione di Amleto. Amleto cammina da solo nella sala mentre il Re e Polonio attendono l'ingresso di Ofelia. Amleto riflette su pensieri di vita contro la morte. Quando Ofelia entra e cerca di restituire le carte ad Amleto, egli la accusa di immodestia e grida "vai in un convento", sebbene non sia chiaro se anche questa sia una dimostrazione di follia o di genuina angoscia. Ofelia gli ricorda le vecchie offerte amorose, ma Amleto termina il dialogo con la tetra frase «Non avverranno più matrimoni e degli sposati uno morirà». La sua reazione convince Claudio che Amleto non è pazzo d'amore. Poco dopo, la corte si riunisce per assistere alla pièce commissionata da Amleto. Dopo aver visto il Re Attore assassinato dal suo rivale che gli versava del veleno nell'orecchio, Claudio si alza di scatto e scappa dalla stanza; per Amleto, questa è la prova della colpevolezza dello zio.

Gertrude convoca Amleto nella sua stanza per chiedergli spiegazioni. Nel frattempo, Claudio riflette tra sé e sé sull'impossibilità di pentirsi, poiché è ancora in possesso dei beni illecitamente ghermiti: la corona e la moglie del fratello. Si lascia cadere in ginocchio. Amleto, diretto a trovare la madre, gli si avvicina furtivamente alle spalle ma non lo uccide, ragionando che uccidere Claudio mentre prega lo manderà dritto in paradiso, mentre il fantasma del padre è bloccato in purgatorio. Nella camera da letto della regina, Amleto e Gertrude litigano aspramente. Polonio, spiando la conversazione da dietro un arazzo, chiede aiuto, mentre Gertrude, credendo che Amleto voglia ucciderla, lo chiede lei stessa.

Amleto, fraintendendo, crede che si tratti di Claudio, pugnala selvaggiamente, uccidendo Polonio, ma poi scosta la tenda e si accorge del proprio errore. In preda alla rabbia, Amleto insulta brutalmente la madre per la sua apparente ignoranza della malvagità di Claudio, ma il fantasma entra e rimprovera Amleto per la sua inazione e le sue dure parole. Incapace di vedere o sentire il fantasma, Gertrude interpreta la conversazione di Amleto con il fantasma come ulteriore prova di follia. Dopo aver implorato la regina di smettere di dormire con Claudio, Amleto se ne va, trascinando via il cadavere di Polonio.

IV Atto

Amleto scherza con Claudio sul posto dove abbia nascosto il corpo di Polonio e il Re, temendo per la propria vita, invia Rosencrantz e Guildenstern ad accompagnare Amleto in Inghilterra con una lettera sigillata al re inglese, chiedendo che Amleto venga giustiziato immediatamente.

Sconvolta e sopraffatta dal dolore per la morte di Polonio, Ofelia vaga impazzita per Elsinore. Laerte torna dalla Francia, infuriato per la morte del padre e la follia della sorella. Claudio convince Laerte che l'unico responsabile è Amleto, ma presto arriva una lettera che indica che Amleto è tornato in Danimarca, sventando il piano di Claudio. Claudio allora cambia tattica, proponendo un incontro di scherma tra Laerte e Amleto per appianare le loro divergenze. A Laerte verrà dato un fioretto avvelenato e, se fallisce, Claudio offrirà ad Amleto del vino avvelenato come congratulazione. Gertrude irrompe e interrompe il colloquio per riferire che Ofelia è annegata, anche se non è chiaro se si sia trattato di suicidio o di un incidente causato dalla sua follia.

La Regina stabilisce insieme a Polonio che, mentre lei parlerà con il figlio Amleto, Polonio si nasconda nella sua camera, cosicché possa riferire al Re le sue parole. Mentre sfoga la sua collera con la madre, Amleto scambia Polonio per il re e lo uccide al grido di "un topo un topo!". Subito dopo, senza alcun rimorso, porta il corpo con sé per seppellirlo velocemente.

Saputo di quest'atto, il Re conviene che si deve affrettare la sua partenza per l'Inghilterra e manda Rosencrantz e Guildenstern a sollecitarlo per partire subito con la scusa del vento favorevole. Ofelia intanto giunge al palazzo in uno stato di completa pazzia perché, essendo venuta a sapere da alcune voci che il padre Polonio è stato ucciso, è stata sopraffatta dal nuovo dolore, aggiuntosi alla delusione amorosa inflittale da Amleto.

Amleto, intanto, in cammino verso il porto per imbarcarsi in direzione dell'Inghilterra, incontra le armate di Fortebraccio che passano sul territorio danese per attaccare la Polonia. Informatosi presso i soldati dell'importanza del territorio, viene a sapere che è un terreno brullo e strategicamente inutile, ma che loro lo conquisteranno, anche se ben difeso dai polacchi, solamente per l'onore che deriva da una conquista. Ciò induce Amleto a riflettere sulla propria meschinità che gli fa lasciare invendicato l'assassinio del padre nonostante la sua richiesta di vendetta.

Laerte intanto, cui sono giunte delle false voci secondo le quali suo padre è stato ucciso dal re, messosi alla guida di un'accozzaglia di criminali e avventurieri, giunge in Danimarca, sbaraglia l'esercito danese e si presenta davanti al re, chiedendogli conto sia della morte di Polonio sia dei mancati onori funebri. Il re, dopo un lungo colloquio durante il quale compare anche Ofelia, riesce a illustrare al furente Laerte tutta la verità, omettendo naturalmente il motivo della furia del Principe.

V Atto

Orazio ha ricevuto una lettera da Amleto, che spiega come il Principe sia fuggito negoziando con i pirati che hanno tentato di attaccare la sua nave diretta in Inghilterra, e gli amici si riuniscono fuori scena. Due becchini discutono dell'apparente suicidio di Ofelia mentre le scavano la fossa. Amleto arriva con Orazio e scherza con uno dei becchini, che ha dissotterrato il teschio di un giullare d'infanzia di Amleto, Yorick. Amleto raccoglie il teschio, esclamando "Ahimè, povero Yorick" mentre riflette sulla mortalità. Si avvicina il corteo funebre di Ofelia, guidato da Laerte. I due s'interrogano su quale nobildonna, poiché solo una nobildonna potrebbe avere una sepoltura cristiana anche uccidendosi, debba esser lì seppellita. Amleto e Orazio inizialmente si nascondono, ma quando Amleto si rende conto che è Ofelia a essere sepolta, si rivela, accorre sulla bara della giovane e le proclama il suo amore. Laerte e Amleto si scontrano sulla tomba di Ofelia: Laerte è colmo di collera verso il Principe, lo insulta e lo sfida a duello, ma la rissa viene sedata.

Il Re propone allora a Laerte, come mezzo di vendetta, di sfidare Amleto a duello. I due concordano che Laerte userà una spada con la punta intinta in un potente veleno. Per sicurezza, il re decide anche di offrire al nipote, durante il duello, una bevanda avvelenata.

Il giorno seguente Amleto viene chiamato nella sala del Re per la sfida che sarà all'ultimo sangue. Amleto però, prima del duello, si riconcilia con Laerte per mezzo di sincere scuse e dimostrazioni di stima.

Comincia il duello e Amleto sta avendo la meglio, così il Re gli offre la coppa di vino avvelenato. Il giovane la rifiuta, ed è invece la regina a berla, con orrore del re. I duellanti, nella foga, si scambiano i fioretti, cosicché ognuno si ferisce con quello avvelenato. La prima a soccombere è la regina. Laerte, pentito di aver escogitato un così ignobile piano, rivela tutto ad Amleto e poi muore per il veleno che lo ha ferito. La furia del principe si abbatte allora sul Re e lo trafigge con la spada avvelenata, rivelandone i delitti e offrendogli anche la coppa avvelenata, da cui il re beve, morendo.

Amleto è in fin di vita quando Orazio gli annuncia che Fortebraccio è appena tornato vittorioso dalla Polonia. Amleto allora lo propone come nuovo re appena prima di morire. Fortebraccio, giunto quindi al castello, sale sul trono in quanto detentore dei maggiori diritti a reclamarlo, e dispone grandi funerali per il defunto principe.


Personaggi

  • Amleto, Principe di Danimarca, figlio del re Amleto.

  • Claudio, Re di Danimarca, zio di Amleto e fratello del re Amleto.

  • Spettro del vecchio Amleto, il re morto.

  • Gertrude, la regina, madre di Amleto, ha sposato Claudio.

  • Polonio, consigliere di stato.

  • Laerte, figlio di Polonio.

  • Ofelia, figlia di Polonio, fidanzata di Amleto.

  • Orazio, amico fidato di Amleto.

  • Rosencrantz e Guildenstern, cortigiani, già compagni di università di Amleto.

  • Fortebraccio, Principe di Norvegia.

  • Voltimando, Cornelio: consiglieri danesi, ambasciatori in Norvegia.

  • Marcello, Bernardo, Francesco: Guardie del Re.

  • Osrico, cortigiano lezioso.

  • Rinaldo, servo di Polonio.

  • Attori.

  • Un gentiluomo di corte.

  • Un prete.

  • Due becchini.

  • Il compagno del becchino.

  • Un capitano, messaggero di Fortebraccio.

  • Ambasciatori d'Inghilterra.

  • Dame, gentiluomini, ufficiali, soldati, marinai, messaggeri e servitori


TEATRO - ' IL MALATO IMMAGINARIO ' - MOLIERE

Il malato immaginario, è una Comédie-ballet in III Atti, del Drammaturgo francese Molière.



Da ricordare che nel XVII Secolo, in Francia, il termine "immaginario" significava pazzo. Tutti e tre gli atti sono seguiti da altrettanti intermezzi.

#Theater #Moliere #History

Trama

Primo atto

La scena inizia con l'ipocondriaco Argante (interpretato da Molière) che pondera il prezzo delle ricette e dei medicinali a lui prescritti dal Dottor Olezzo e dal Dottor Purgone. Finiti i suoi calcoli, manda a chiamare Tonietta (o Tonina) a che possa riordinare stanza. Tonietta coglie l'occasione per asserire contrariata che entrambi i suoi dottori si stanno approfittando delle sue manie ipocondriache per lucrarci. Argante ribatte accusandola di ignoranza, e le ingiunge di rispettare la professione medica; manda poi a chiamare la figlia Angelica, per dirle che ella andrà in sposa a Tommaso Diaforetico, figlio del Dottor Diaforetico, nipote del Dottor Purgone, Angelica gli dice di essere innamorata solamente di Cleante e di non voler prender altro marito che lui. Tonietta, già a conoscenza dell'amore di Angelica, interviene in sua difesa chiedendo al padre il motivo della scelta di Tommaso Diaforetico, e Argante le spiega che, vedendosi affetto da una grave malattia al fegato, ha interesse a desiderare un Medico come genero che possa essere costantemente presente per curarlo, e aggiunge che la famiglia Diaforetico è economicamente ben agiata. Spalleggiata da Antonietta, Angelica asserisce che la scelta del suo futuro marito deve spettare solo a lei e non a terzi. Argante ribatte che se non sposerà Tommaso la manderà in convento, come vuole la sua matrigna, ma Antonietta continua la difesa di Angelica, mandando su tutte le furie Argante. Arriva però Belinda, che con mille moine calma il padrone di casa. Mosso dalla riconoscenza per l'amore e le cure che la moglie gli porta, Argante decide di fare testamento, lasciando tutto a lei, e tutti mandano a chiamare il notaio, che casualmente si trova già fuori di casa.

Entra quindi il Signor Buonafede, che informa Argante che secondo il diritto consuetudinario di Parigi egli non può lasciar tutto a sua moglie, e per farlo dovrebbe ricorrere all'espediente di lasciar tutto ad un'altra persona che, dopo la sua morte, passerà tutti i beni a sua moglie. L'inaspettata notizia affligge Argante, che vuole comunque darle 20.000 franchi e 2 titoli da 4.000 e 6.000 Franchi, di cui dispone in casa. Belinda nasconde malamente la smania di poterli prendere, mentre Argante la invita a recarsi nel suo studio per stilare il testamento. Nel frattempo Angelica chiede alla fidata Tonietta di recare al suo amato Cleante l'infausta decisione di suo padre; Tonietta decide di affidare tale incarico di messo al suo fidanzato Pulcinella, l'usuraio...

Primo intermezzo

Balletto

Il primo intermezzo viene rappresentato da Pulcinella che è disperato perché sa che il suo grande amore per Tonietta non è corrisposto, e decide quindi di farle una serenata. I violini però disturbano la sua scena d'amore, e c'è un duetto tra Pulcinella e i violini. Intervengono poi gli arcieri, che Pulcinella allontana con violenza e si ribella quando, risentiti, essi lo vogliono imprigionare. Non avendo Pulcinella i soldi per pagare un'ammenda, Pulcinella dovrà scegliere fra trenta sberle o dodici bastonate, e sceglie le seconde, al che gli arcieri ballerini gli danno delle bastonate in cadenza, ma alla fine danzano tutti.

Secondo atto

Con grande sorpresa di Tonietta, Cleante si presenta alla porta, confidandole che per stare un po' in compagnia di Angelica si spaccerà per l'amico del suo maestro di musica, mandato lì per sostituirlo poiché malato. Una volta annunciato da Tonietta, Cleante spiega al padrone di casa che è stato mandato dal maestro di musica, il quale è stato costretto ad andare in campagna. Argante manda a chiamare Angelica, proponendo di assistere alle sue prove di musica, ma prima di poter dare inizio a tali esibizioni, Tonietta avvisa Argante dell'arrivo del Dottor Diaforetico e di suo figlio. Argante invita Cleante a conoscere il futuro sposo di Angelica, e il Dottor Diaforetico e Argante si scambiano sommi saluti, entusiasti l'uno dell'altro di vedersi.

La parola va dunque a Tommaso Diaforetico, che si mostra anch'egli entusiasta del suo futuro matrimonio, al che padre e figlio si alternano, lodando le proprie doti. Argante chiede al medico per quale motivo non abbia interesse nel far lavorare il figlio a corte, e il Dottor Diaforetico risponde che i nobili vogliono essere subito guariti; ciò mette in risalto come Diaforetico abbia interesse di trascinare pateticamente nel tempo finte cure, al solo scopo di arricchirsi, prerogativa di molti medici di allora. Argante propone di sentire l'esibizione musicale di Angelica e Cleante, e quest'ultimo spiega ad Angelica la storia e la parte che deve interpretare: la trama narra di un pastore che trae una pastorella in salvo dalle violenze di un altro pastore, e tra i due nasce un profondo amore, ma ella gli dice che suo padre le ha ingiunto di sposarsi con un altro uomo. I due iniziano a cantare in versi con rima baciata l'angoscia dei due pastorelli Tirsi e Filli. Argante ovviamente non coglie l'antifona/retorica di tali parole, ritenendo l'opera di pessimo esempio.

Giunge Belinda, la quale viene salutata da Tommaso Diaforetico con grandi complimenti. Tommaso si rivolge ad Angelica mostrandole di essere intenzionato a sposarsi il prima possibile, ma Angelica si difende dalle di lui incitazioni, asserendo di non conoscerlo bene ancora. Belinda appoggia il volere di Argante, e Angelica la accusa implicitamente di averlo sposato solo per i soldi; questo porta il padre a scusarsi con tutti i presenti per la ritrosia e la contrarietà della figlia. Prima di congedarsi, il Dottor Diaforetico e figlio visitano il signor Argante diagnosticandogli malori e prescrivendogli diete diverse da quelle del Dottor Purgone. Belinda avverte Argante di aver visto Angelica in camera sua in compagnia della sorella minore Luigina e di un uomo. Argante manda quindi a chiamare Luigina per avere chiarimenti su ciò. Luigina tenta di tener nascosto tutto, poiché l'ha promesso a sua sorella, ma Argante la percuote con delle verghe; Luigina si finge però morta per il colpo, scatenando rimorsi e disperazione nel padre. Per fortuna, Luigina gli mostra di aver finto, e gli confessa di aver assistito ad un uomo che, dopo alcuni diverbi con Angelica, le ha baciato la mano, fuggendo alla vista della matrigna. Arriva Beraldo, che venuto a sapere delle intenzioni di suo fratello chiede chiarimenti su ciò. Prima di iniziare a discorrere, lo invita ad assistere ad una Mascherata, per alleviare i suoi mali e farlo divertire.

Secondo intermezzo

Il secondo intermezzo viene rappresentato da diversi Egiziani che, vestiti da Mori, fanno delle danze intrecciate da canzoni. Alla fine fanno danzare anche delle scimmie che hanno portato con loro.

Terzo atto

Beraldo comincia a discutere con suo fratello Argante: inizia parlandogli della moglie, per la quale non ha simpatie, continua parlando del matrimonio di Angelica, asserendo che deve essere ella a scegliersi il marito, e conclude accusandolo di non avere assolutamente alcun tipo di malattia e di essere schiavo delle sue fobie, oltre che della medicina e dei medici, che ritiene bravi a parole e nella teoria, ma poco efficienti nella pratica. Argante ribatte dicendogli di non mancar di rispetto alla scienza medica e tanto meno ai medici, che svolgono l'arte di salvare le vite umane. Beraldo ribatte a sua volta dicendogli che contro i malori la miglior soluzione è il riposo e non tutti i rimedi fasulli dei medici, i quali, oltre ad arricchirsi le tasche, reputano la loro professione assolutamente somma e non criticabile; gli confessa inoltre che avrebbe voluto portarlo a vedere una commedia di Molière, che a tal proposito avrebbe fatto maggior luce su ciò.

Argante ribatte che Beraldo è un insolente a criticare la Medicina e i medici, che a suo avviso sono delle persone studiose e gentiluomini, e conclude dicendo che se Beraldo si ammalasse e lui fosse un medico gli direbbe di crepare, senza recargli alcun aiuto. Beraldo gli risponde che ciò non potrebbe mai accadere, perché Molière non ricorrerebbe mai all'ausilio di un medico. Arriva il Signor Fiorente, invece del Dottor Purgone, per somministrare la consueta cura ad Argante. Beraldo si oppone biasimandolo delle sue continue cure ridicole. A tali parole il Signor Fiorente si offende e lo ammonisce per le critiche che destina alla scienza medica, e se ne va rifiutando di somministrare la cura e annunciando di riferire tutto al Dottor Purgone, sconcertando Argante. Giunge dunque il Dottor Purgone, profondamente offeso e adirato, che accusa Argante e suo fratello di farsi beffa della Medicina rifiutandosi di ricevere la consueta cura, e proclama di non voler esser più suo medico e di rompere qualsiasi legame di amicizia o parentela con lui, scioglie il fidanzamento tra suo nipote e Angelica e se ne va prevedendogli sciagure e una morte certa in meno di quattro giorni. A tali parole Argante rimane sconvolto e si abbatte.

Tonietta nel frattempo inscena con l'aiuto di Beraldo una farsa ad Argante, spacciandosi per medico, e si presenta asserendo di aver avuto sentore del caso cronico di Argante e di essersi recata lì per aiutarlo. Dopo averlo visitato, Tonietta gli diagnostica un disturbo ai polmoni e gli prescrive di mangiare grandi arrosti e bere molto vino rosso, affermando di avere novant'anni invece dei ventisei che dimostra, il che è dovuto alle sue conoscenze mediche, e gli consiglia di cavarsi un occhio e di amputarsi un braccio, che secondo lei sono mal funzionanti, lasciando basito Argante, che si rifiuta. Finita la finta visita, Tonietta se ne va, asserendo di dover partecipare a una riunione medica; finito tutto, la giovane si cambia così velocemente, approfittando dell'ingenuità di Argante, che egli non sospetta minimamente la messa in scena di Tonietta e tutte le fantasticherie che gli racconta, nonostante la netta somiglianza con la dottoressa. Tonietta ritorna nelle spoglie di serva e insieme a Beraldo discute con Argante del futuro di Angelica, visto che non andrà più in moglie a Tommaso Diaforetico. Argante dichiara che la farà suora, seguendo il consiglio di sua moglie, ma Beraldo biasima la totale sottomissione di Argante alla moglie oltre che alle medicine, e aggiunge che egli cade in tutti i suoi tranelli. Argante ribatte dicendo che è una moglie premurosa e che pensa solo a lui.

Tonietta allora convince il padrone di casa a fingersi morto a Belinda, per vedere la sua reazione. Argante acconsente, convinto di mostrare quello che sostiene. Appena rientra Belinda, Tonietta inizia a urlare in preda al dolore, avvisandola della morte del marito. Belinda confessa di essere sollevata da tale notizia, aggiungendo che Argante era una persona sudicia, sgradevole, disgustosa e scomoda per tutti, ed esorta la serva a farle da complice, nascondendo momentaneamente il suo cadavere e razziando i suoi beni. A quel punto Argante si alza in piedi proclamandosi ancora vivo, mentre Beraldo e Tonietta si mostrano felici che il marito conosca finalmente la vera faccia della moglie. Tonietta convince Argante ad allestire la stessa scena con Angelica, la quale si dispera della morte di suo padre, unico che le voleva davvero bene. Argante quindi si alza in piedi ed abbraccia la figlia acconsentendole di sposare Cleante, a patto che quest'ultimo diventi medico, dati i suoi malori. Cleante si mostra favorevole a ciò, ma Tonietta e Beraldo convincono Argante a divenire lui stesso medico. Argante si mostra inizialmente impossibilitato a ciò, dal momento che non è più giovane e che non conosce il latino e tanto meno ha le basilari nozioni mediche, ma Tonietta e Beraldo gli rivelano che basta portare il camice di medico per poter essere tale, e Beraldo gli aggiunge che la sera stessa farà venire una facoltà di medici che lo faranno medico, con tanto di cerimonia. Preoccupata per tali eventi, Angelica chiede chiarimenti a Beraldo, che le confessa che farà venire dei comici travestiti da medico, che insceneranno la proclamazione di Argante come nuovo medico, con grande allegria e divertimento generale, e aggiunge che ciò non corrisponde a burlarsi di lui, ma ad assecondare i suoi capricci.

Terzo intermezzo

Il terzo intermezzo viene rappresentato dalla cerimonia burlesca nella quale un uomo viene proclamato medico. Il coro è formato da otto porta clisteri, sei speziali e ventidue dottori, di cui otto chirurghi ballano e due cantano con versi tutti in latino. Alla fine tutti i chirurghi e speziali vengono a fargli il saluto in cadenza, poi tutti ballano al suono degli strumenti e delle voci, delle battute di mano e dei mortai, quelli in genere usati dagli speziali.


Personaggi

  • Argante; ipocondriaco, interpretato da Molière.

  • Tonietta; serva di Argante.

  • Angelica; figlia di Argante ed innamorata di Cleante.

  • Belinda; seconda moglie di Argante.

  • Signor Buonafede; notaio.

  • Cleante; innamorato di Angelica.

  • Dottor Diaforetico; figlio del Dottor Purgone: medico di Argante.

  • Tommaso Diaforetico; figlio del Dottor Diaforetico, e pretendente alla mano di Angelica.

  • Luigina; giovane figlia di Argante e sorella minore di Angelica.

  • Beraldo; fratello di Argante.

  • Signor Fiorente; speziale.

  • Dottor Purgone; medico di Argante.


WALTER VALDI

 Walter Valdi, nasce il 20 Agosto 1930, muore il 13 Ottobre 2003.



Artista, Cantautore e Attore italiano, autore di pièces teatrali e musicali in dialetto milanese.

Filmografia :
Cinema :
  • Io, Emmanuelle
  • Delitto d'amore 
  • Storie di vita e malavita
  • Il padrone e l'operaio
  • Ecco noi per esempio...
  • La ripetente fa l'occhietto al preside
  • Ho fatto splash
  • Domani si balla!

EDOARDO FABBRI

 Conte Edoardo Fabbri, nasce il 13 Ottobre 1778, muore nel 1853.



Drammaturgo italiano.

#Italy #Theater #Fabbri

Teatro

YVES MONTAND

 Yves Montand, nasce il 13 Ottobre 1921, muore il 9 Novembre 1991.



Cantante e Attore francese.

Filmografia :
  • L'idolo del ring
  • Ricordi perduti
  • Saluti e baci
  • Vite vendute
  • Tempi nostri - Zibaldone n. 2
  • Margherita della notte
  • Le vergini di Salem
  • Uomini e lupi
  • La grande strada azzurra
  • La legge
  • Festa di maggio
  • Facciamo l'amore 
  • Il grande peccato
  • Le piace Brahms?
  • La mia geisha
  • Vagone letto per assassini
  • Parigi brucia?
  • Grand Prix
  • Vivere per vivere
  • Non tirate il diavolo per la coda
  • Una sera... un treno
  • Evviva la libertà
  • Assassinio al sole
  • Il mio uomo è un selvaggio
  • Il genio
  • La minaccia
  • Le strade del Sud

VINCENZO MONTI

  Vincenzo Monti , nasce il 19 Febbraio 1754, muore il 13 Ottobre 1828. Poeta , Scrittore italiano . #Monti #VincenzoMonti #Writer #Book ...