16 maggio 2026

CINEMA - ' BIANCO, ROSSO E VERDONE ' - STORIA

Bianco, rosso e Verdone è un film del 1981 diretto e interpretato da Carlo Verdone.

#movie #history #verdone

Trama

Il film è un comico road movie ambientato durante un fine settimana elettorale. I protagonisti, tutti interpretati da Carlo Verdone, le cui storie si alternano durante il film, sono tre uomini in viaggio per raggiungere i rispettivi seggi elettorali: Pasquale Amitrano, un emigrato del sud Italia residente a Monaco di Baviera, che in Italia trova un'accoglienza tutt'altro che calorosa, Furio Zoccano, un funzionario statale logorroico e morbosamente pignolo, e Mimmo, un giovane ingenuo e goffo ma allo stesso tempo premuroso con sua nonna.

Pasquale Amitrano

Pasquale Amitrano è un emigrante italiano che vive a Monaco di Baviera, nella Germania Ovest. Tifoso della Juventus, con tanto di poster di Franco Causio in camera, è sposato con una robusta donna locale che lo ama molto e si prende cura di lui con fare quasi materno. Parte per l'Italia con un'Alfa Romeo Alfasud rossa, chiassosamente bardata, per raggiungere la sua circoscrizione elettorale di Matera; lungo il viaggio emerge un quadro di un uomo taciturno e spendaccione, nonché tremendamente goffo e ingenuo, tanto da subire a più riprese furti, truffe e persino un pestaggio. Al culmine dei rovesci negativi, deve abbandonare in autostrada la propria vettura in panne.

Giunto a destinazione esausto e malconcio, all'uscita della cabina elettorale interromperà bruscamente il proprio silenzio prorompendo in un furioso monologo liberatorio – una sorta di gibberish in dialetto pressoché incomprensibile anche per i locali – nel quale, dopo aver narrato tutta la sua grottesca disavventura, si lascia andare a un colorito giudizio sull'Italia e gli italiani.

Furio Zoccano

Furio Zoccano, funzionario romano residente a Torino, logorroico, sparagnino e pedante oltre ogni limite, pianifica e calcola ogni cosa nei minimi dettagli. Sua moglie Magda Ghiglioni, che egli ama molto, lo sopporta nel silenzio e nella disperazione, esternata più volte con l'espressione "Non ce la faccio più!". Durante il tragitto, percorso a bordo di una FIAT 131 Mirafiori Panorama bianca, Magda incontra ricorrentemente un avvenente playboy, Raoul, interessato a lei. Più tardi, la famiglia viene coinvolta in un grottesco incidente, causato da Furio. Questi viene ricoverato in ospedale per accertamenti, mentre la moglie pernotta con i figli in un albergo, dove rincontra il dongiovanni, al quale resiste a stento. Giunti a Roma, approfittando dell'assenza del marito impegnato al seggio, Magda si congeda dai figli Anton Giulio e Anton Luca e fugge via con l'uomo.

Mimmo

Mimmo, goffo e ingenuo giovanotto, giunge in ritardo a Verona (da lui confusa con Vicenza), a bordo di una Fiat 1100 verde scuro, per prelevare sua nonna Teresa e condurla a Roma per votare. A dispetto dell'età e dello stato di salute, l'anziana si dimostra assai più acuta e vispa del nipote, deridendolo puntualmente, seppur senza cattiveria. Lui dal suo canto, si dimostra molto apprensivo nei suoi confronti, tra la curiosità degli astanti che assistono ai loro frequenti e vivaci screzi.

Durante il viaggio incontreranno un burbero camionista romano, soprannominato er Principe, che inizialmente riscuote la simpatia dell'anziana. Giunta la sera, pernottano nello stesso albergo dove sosta la famiglia di Furio. Mimmo viene adescato da una prostituta, totalmente ignaro del suo intento, fino a quando la sua goffaggine provoca la caduta di una boccia colma di pesci rossi: ciò desta l'ira della donna e il giovane, spaventato, torna a dormire accanto alla nonna. Al mattino Mimmo e Teresa trovano er Principe nascosto nella loro vettura, convinto erroneamente di aver provocato l'incidente e la morte di Furio, ma al primo controllo della polizia, la dabbenaggine del giovane desta il sospetto degli agenti e il conseguente fermo del trasportatore.

Giunti al seggio, Mimmo ha l'ennesimo screzio con l'anziana, che lo schernisce davanti ai militari di guardia. Una volta entrata nella cabina elettorale, la nonna muore per un malore, tra la disperazione di Mimmo, affranto perché le ultime parole tra loro non sono state amichevoli, e l'indifferenza degli scrutatori, che si limitano a dibattere sulla validità del voto della defunta.

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