Maigret a Vichy è un romanzo di Georges Simenon con protagonista il commissario Maigret.
Trama
Maigret sta seguendo una cura a Vichy quando in città viene strangolata Héléne Lange. Un suo vecchio collaboratore, poi divenuto commissario a Clermont-Ferrand, tale Lecoeur, conduce l'indagine a cui Maigret non riesce, pur continuando il trattamento e le passeggiate con sua moglie, a non interessarsi. L'interrogatorio di Francine Lange, sorella della vittima, rivela che la ragazza avesse un amante a Parigi, ma appena dopo il funerale, Francine torna improvvisamente a La Rochelle dove dirige un salone di bellezza. Forse ha qualcosa da nascondere, o piuttosto, come si viene a sapere a breve, è stata spaventata da una telefonata dell'assassino. Si piantonano le cabine telefoniche e si arresta Louis Pélardeau, il cui interrogatorio illumina il caso. Pélardeau era infatti l'amante di Hélène. Quando Francine rimase incinta senza sapere chi fosse il padre, poiché aveva diverse relazioni in atto, era andata a partorire lontano, in un villaggio della Borgogna, e quando il bambino è nato era stato registrato come figlio di Hélène, che ha fatto credere a Pélardeau che fosse suo per farsi dare dei soldi per il suo mantenimento. Questo spiega le somme che la vittima ha depositato ogni mese in banca e anche l'investimento della sorella nel salone di bellezza. Ma quando Pélardeau, anche lui a Vichy in cura, ha trovato per caso Hélène, le ha chiesto notizie del suo bambino. Il silenzio della ragazza ha scatenato la sua rabbia e dalla foga le ha stretto la gola. Il bambino, d'altra parte, era morto durante l'infanzia in una famiglia dove era stato messo a balia e lei, benché non era nemmeno di lui, si era ben guardata di avvertirlo. Maigret ora si augura che la dignità di Pélardeau lo salvi dalla condanna a morte.
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