L'arte della fuga (nell'originale in tedesco Die Kunst der Fuge) BWV 1080 è una raccolta di composizioni di Johann Sebastian Bach, senza indicazioni sulla strumentazione, formata da diciannove fughe (ma il loro numero varia a seconda del criterio di classificazione che i diversi editori adottarono per dividerle o accorparle) a tre e quattro voci, quattro canoni a due voci e un corale a quattro voci.
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De L'arte della fuga sono note sette fonti principali:
Un manoscritto autografo, collocabile cronologicamente fra il 1740 e il 1746 e conservato presso la Biblioteca di Stato di Berlino sotto il numero di catalogo "Mus. ms. Bach P 200". Si tratta di una raccolta il cui titolo, Die / Kunst der Fuga (sic) / di Sig.o Joh. Seb. Bach, venne sicuramente apposto da Johann Christoph Altnickol, genero di Bach.
Nel manoscritto sono presenti i brani intitolati I (ribattezzato Contrapunctus 1 nell'edizione a stampa del 1751), II (ribattezzato Contrapunctus 3), III (Contrapunctus 2), IV (Contrapunctus 5), V (Contrapunctus 9 a 4 alla Duodecima), VI (Contrapunctus a 4), VII (Contrapunctus 6 a 4 in Stylo Francese), Canon in Hypodiapason - Resolutio Canonis (Contrapunctus 7 a 4 per Augment. et Diminut:), IX (Canon alla Ottava), X (Contrapunctus 8 a 3), XI (Contrapunctus 11 a 4), XII senza titolo e Canon in Hypodiatesseron al roverscio et per Augmentationem perpetuus in Contrario motu (assenti nell'edizione a stampa), XIII (Contrapunctus inversus a 4 e Contrapunctus inversus 12 a 4), XIV (Fuga à 2 Clav. e Alio modo fuga à 2 Clav.), Canon al roverscio et per augmentationem (Canon per Augmentationem in Contrario Motu, una rielaborazione del XII).
Tre manoscritti autografi, catalogati come "Mus. ms. Bach P 200/1, Faszikel 1", "Mus. ms. Bach P 200/1, Faszikel 2" e "Mus. ms. Bach P 200/1, Faszikel 3", databili fra il 1747 e il 1749 e conservati anch'essi presso la Biblioteca di Stato di Berlino. Si tratta di fogli staccati, senza un ordine preciso, contenenti solo alcuni brani.
Il "Faszikel 1" contiene il Canon per Augmentationem in Contrario Motu e reca un appunto scritto da Johann Christoph Friedrich Bach: «Der seel. Papa hat auf die Platte diesen Titul stechen lassen, Canon per Augment: in Contrapuncto all ottave, er hat as aber wieder ausgestrichen auf der Probe Platte und gesetzet wie forn stehet» (in tedesco, "Mio padre aveva scritto il titolo Canon per Augment: in Contrapuncto all ottave, ma poi lo aveva cancellato e lo aveva riscritto nella forma indicata").
Il "Faszikel 2" presenta due brani senza titolo, chiamati Fuga à 2 Clav. - Alio modo fuga à 2 Clav. nell'edizione a stampa del 1751.
Il "Faszikel 3" contiene un altro pezzo senza nome, lasciato incompleto e intitolato Fuga a 3 Soggetti nell'edizione a stampa.
Quest'ultimo allegato reca, nel verso, un appunto scritto da Johann Friedrich Agricola: «und einer andern Grundplan» ("e un altro piano di base"), ma non è chiaro a cosa fosse riferito.
Il manoscritto "Mus. ms. Bach P 200" e i tre "Faszikel", dopo la morte di Johann Sebastian Bach, vennero ereditati da suo figlio Carl Philipp Emanuel, dal quale passarono poi al musicista Christian Friedrich Gottlieb Schwencke. Successivamente appartennero al collezionista Georg Poelchau e, dopo la morte di quest'ultimo, nel 1841 vennero acquisiti dalla Biblioteca di Stato di Berlino.
Le edizioni a stampa del 1751 e del 1752. Sostanzialmente identiche per quanto riguarda la parte musicale, si differenziano soltanto per la prefazione. Quella della prima edizione, senza firma ma attribuita a Carl Philipp Emanuel Bach, informa che il compositore lasciò l'opera incompiuta a causa di una malattia agli occhi, che nel terzo tema dell'ultima fuga fece riconoscere il suo nome attraverso le note si♭, la, do, si naturale (il cosiddetto tema BACH), e che, ormai cieco, dettò improvvisando un corale, che poi gli eredi sistemarono a chiusura dell'opera.
La prefazione della seconda edizione, invece, è più lunga ed è firmata da Friedrich Wilhelm Marpurg. Nello scritto, Marpurg lamentò lo scarso interesse dei suoi contemporanei verso le forme compositive antiche e gloriose, come la fuga, e bollò come frivola la produzione musicale del suo tempo.
La dissertazione di Marpurg, tuttavia, anziché invogliare all'acquisto sembrò sortire l'effetto opposto, scoraggiando i potenziali compratori, ormai orientati verso le mode musicali più recenti.
In base ad alcune somiglianze stilistiche, Sergio Vartolo ipotizza che Marpurg sia l'autore di entrambe le prefazioni.
Una raccolta di spartiti manoscritti, trafugata come trofeo di guerra dall'Armata Rossa al termine della seconda guerra mondiale, rinvenuta a Kiev nel 1999 dal musicologo Christoph Wolff e contenente diversi studi contrappuntistici preparatori.
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