Cecè è una commedia in un atto unico scritta da Luigi Pirandello nell'estate del 1913 quando si trovava a Girgenti per stare vicino alla moglie Antonietta.
È la Roma dell'Italietta, la Terza Roma, protagonista di scandali e corruzione politica, lo sfondo sociale su cui si svolge la vicenda di Cecè, tipico esemplare di quel mondo parassita di clientele politiche che ormai, per abitudine e cinismo, non era nemmeno più avvertito come immorale.
Con spudorata allegria, Cecè imbroglia sia il commendator Squatriglia, che per i suoi loschi traffici di appaltatore, è venuto a ringraziarlo per un favore ottenuto, sia Nadia, una giovane dai facili costumi venuta in possesso delle cambiali dell'imbroglione, il quale con una serie di stratagemmi riuscirà a riprendersele.
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