Re Lear della steppa è un Racconto di Ivan Sergeevič Turgenev pubblicato per la prima volta nel 1870.
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Dmitrij Semënovič racconta a un gruppo di amici una vicenda, risalente a quando il narratore aveva 15 anni di età, riguardante un amico di famiglia le cui vicende gli ricordano quelle del protagonista del dramma scespiriano Re Lear, il sovrano che aveva abdicato e diviso il regno fra le sue figlie.
Martin Petrovič Harlov è un piccolo proprietario terriero dall'aspetto fisico imponente, dalla forza erculea e dal carattere autoritario. Molto tempo prima Martin aveva salvato la vita di Natal'â Nikolaevna, l'aristocratica madre del narratore, e da allora quest'ultima lo ha preso sotto la sua protezione, visto che Martin è semianalfabeta e soggetto a episodi ciclotimici. Martin è ormai vedovo e vive con due figlie: Anna, la maggiore, sposata a Vladimir Sletkin, ed Evlampia, la figlia prediletta di Martin, una ragazza bellissima che Natal'â Nikolaevna vorrebbe far sposare con Gavrilo Žitkov, un ex ufficiale dell'esercito.
In seguito a un sogno, Martin teme che la sua morte sia prossima e decide di fare un contratto di donazione di tutti i suoi averi a favore delle due figlie. Natal'â Nikolaevna, il proprio cognato e lo stesso notaio mettono in guardia Martin sulle conseguenze della donazione; ma costui risponde di essere assolutamente certo dell'affetto delle proprie figlie nei suoi confronti. Poco tempo dopo le due figlie e il genero estromettono del tutto il generoso Martin il quale sopporta in silenzio qualsiasi prepotenza per non comprometterle. Quando però il cognato Souvenir lo schernisce, Martin viene colto da furore e comincia a distruggere l'abitazione di famiglia; tuttavia, travolto da una trave, muore. Subito dopo il funerale del padre, Evlampia si allontana dalla casa paterna, dopo aver donato il proprio patrimonio alla sorella.
Il narratore Dmitrij Semënovič ritorna al villaggio quindici anni dopo. Vladimir Sletkin è morto, sua moglie Anna conduce le proprietà familiare con grande avvedutezza. Nel villaggio nessuno ha più notizie di Evlampia; ma il narratore ritiene di averla identificata nella severa madre superiora della setta religiosa dei Chlysty, intravista dallo stesso narratore qualche anno dopo in una piccola località nei pressi di San Pietroburgo.
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