Diario di un uomo superfluo è un Racconto scritto da Ivan Turgenev e pubblicato nel 1850 sulla rivista letteraria Otečestvennye zapiskiu.
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Trama :
Čulkaturin è un ragazzo di 30 anni, figlio di proprietari terrieri piuttosto agiati. Un giorno inizia a raccogliere le sue memorie in un diario dopo aver appreso dal suo medico che gli rimangono poche settimane di vita. Nelle pagine del diario, il giovane ricorda la sua infanzia infelice: suo padre, un giocatore d'azzardo incallito, morì per un inctus lasciando la moglie piena di debiti, per saldare i quali fu necessario vendere quasi tutte le terre. Giunto a Mosca con sua madre, il dodicenne Čulkaturin iniziò a prendere coscienza del suo essere "superfluo".
Anni dopo, Čulkaturin trascorse circa sei mesi in provincia e fece la conoscenza di Kirill Matveevič Ožogin, uno dei principali funzionari del distretto. Divenuto un frequentatore abituale della casa di Ožogin, Čulkaturin si innamorò della figlia diciassettenne Elizaveta (Liza) Kirillovna. I due trascorrevano il tempo passeggiando nel bosco, prendendo il tè in famiglia e dedicandosi alle letture dei classici. Qualche settimana dopo, l'arrivo del principe N* nella tenuta degli Ožogin fece crollare il sogno di Čulkaturin. Liza, innamoratasi del giovane principe, cominciò a mostrarsi infastidita dalla presenza di Čulkaturin. Dopo essere stata abbandonata dal principe, venuto meno alla promessa di sposarla, Liza accettò la proposta di matrimonio di un funzionario di basso rango, un tale Biz’mënkov, non lasciando a Čulkaturin altra soluzione che fare ritorno a casa e riflettere sul suo ruolo assolutamente marginale nella storia. Il diario si chiude con una citazione dei versi della poesia Ch’io vaghi lungo strade rumorose di Aleksandr Puškin.
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