12 gennaio 2026

TEATRO - ' LA GIARA ' - LUIGI PIRANDELLO

La giara è una commedia in un atto unico del 1916 di Luigi Pirandello, ripresa da una sua novella omonima, composta nel 1906.

#Theater #Pirandello #History

Trama

Don Lolò Zirafa è un ricco proprietario terriero, dal carattere taccagno, irascibile e litigioso, che ritiene di avere ovunque nemici che vogliono depredarlo della sua roba e non perde occasione per citare in giudizio tali presunti avversari, spendendo una fortuna in controversie e facendo spesso perdere la pazienza al suo avvocato, che non vede l'ora di toglierselo di torno.

Prevedendo una raccolta di olive particolarmente buona, Don Lolò acquista un'enorme giara per conservare l'olio che intende ricavarne, ma accade un fatto strano: per ragioni misteriose il grande recipiente viene ritrovato, da nuovo di zecca, perfettamente spaccato in due, facendo andare Zirafa su tutte le furie.

Il protagonista accetta quindi di rivolgersi a Zi' Dima Licasi, un artigiano del posto specializzato nella riparazione di recipienti, conosciuto per aver messo a punto un mastice miracoloso, che nulla riesce a staccare non appena ha fatto presa. Don Lolò però non si fida e insiste affinché la riparazione venga resa più sicura rafforzandola con dei punti di filo di ferro, cosa che colpisce profondamente nell'orgoglio Zi' Dima, il quale è sicuro che il suo mastice sia più che sufficiente a fare un buon lavoro e ritiene trascurati i suoi meriti. Arrabbiato ma costretto ad obbedire, Zi' Dima si mette all'interno della giara per eseguire più comodamente l'intervento; si dimentica però che la giara è molto panciuta ma al contempo ha un collo molto stretto, quindi, terminata la riparazione, resta bloccato all'interno.

Subito nasce una lite, in quanto Zi' Dima vuole in ogni caso essere pagato per la perfetta riparazione, e lo Zirafa si dichiara disposto a pagarlo, non per senso di giustizia ma per non essere in torto di fronte alla legge, ma vuole anche essere risarcito per il fatto che per liberarlo bisognerà rompere completamente e definitivamente la giara. Zi' Dima non cede e, ricevuto il suo compenso, rifiuta di pagare qualsiasi risarcimento.

Non sapendo come risolvere la situazione, Don Lolò si rivolge per l'ennesima volta al suo avvocato, che gli consiglia di liberare Zi' Dima, altrimenti correrà il rischio di essere accusato di sequestro di persona; lo Zirafa non è affatto d'accordo, in quanto ritiene Zi' Dima responsabile di essersi stupidamente imprigionato da solo nella giara, la quale, una volta rotta per liberarlo, non potrà più essere riparata. L'artigiano, a sua volta, continua a non accettare di risarcirlo, affermando di essere entrato nella giara solo per mettere i punti che Don Lolò aveva tanto preteso, mentre se si fosse fidato esclusivamente del suo mastice miracoloso avrebbe avuto la sua giara come nuova e non ci sarebbero stati problemi di nessun tipo. Pur di non pagare, Zi' Dima preferisce restare dentro la giara, dove dice di sentirsi benissimo e dove, infatti, passa tranquillamente e allegramente la notte, fra canti e balli dei contadini, ai quali, servendosi proprio del denaro ricevuto da Don Lolò come compenso per la riparazione, ha offerto vino e cibarie. Lo Zirafa, quindi, che ha avuto oltre al danno anche la beffa, in preda all'ira finisce per tirare un poderoso calcio alla giara, che rotola fino ad andare a rompersi del tutto contro un albero; in questo modo Zi' Dima viene liberato ed ha partita vinta.


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