Lo scopone scientifico è un film del 1972 diretto da Luigi Comencini.
Con Alberto Sordi, Silvana Mangano.
Trama
Ancora una volta come negli ultimi 8 anni i romani Peppino, lo stracciarolo, e sua moglie Antonia, attendono con ansia il ritorno di una miliardaria ereditiera statunitense, la vecchia, nella lussuosa villa che affitta ogni primavera, sovrastante le baracche di una borgata di Roma, dove un'umanità varia e indigente sopravvive giorno per giorno. La donna gira il mondo con l'ex amante George, con cui ha fatto coppia in gioventù, ora relegato al ruolo di segretario, autista e compagno di gioco alle carte nelle varie località del mondo che visita per "inseguire la primavera" e curare i suoi affari globali. La miliardaria invita ogni anno, durante il suo soggiorno nella capitale, Peppino e Antonia per giocare assieme allo scopone scientifico.
Peppino e Antonia si sono allenati tutto l'anno e ora è venuto finalmente il momento della grande rivincita. Naturalmente tutta la borgata fa il tifo per Peppino ma soprattutto per Antonia, molto più abile di lui nel gioco. Con la vincita Peppino spera di allargare il suo giro d'affari rilevando un deposito di un rottamatore che si vuole ritirare dal commercio, e Antonia di fare una vita meno grama per sé e per i cinque figli che, confezionando corone e facendo la barba ai morti, lavorano per un parente impresario di pompe funebri. Finora i due hanno perso ma questa volta, con il milione che la vecchia "graziosamente" regala loro ogni volta all'inizio della partita, sono sicuri di vincere.
Nonostante la prima sfortunata serata, sembra presentarsi l'occasione propizia. Dopo che Peppino e Antonia hanno vinto 7 milioni di lire, la miliardaria, furibonda e apparentemente sempre più debilitata (soffrirà diversi collassi nel corso del gioco) insiste per una maratona di gioco con puntate al raddoppio. Peppino e Antonia arrivano a vincere più di duecento milioni che finiranno però per perdere nel corso dell'ultima partita, giocata su quello che sembra essere il letto di morte della "vecchia".
Antonia accusa il marito di avere sbagliato nel gioco e accetta, con grande scorno di Peppino, di fare coppia con un suo spasimante, Righetto, giocatore professionista e baro che con il capitale raccolto con i risparmi di tutta la borgata, organizzata dal "professore" - una sorta di dotto e saggio (ma anch'egli scalcinato) consigliere dei borgatari - cercherà di ridurre la vecchia miliardaria sul lastrico.
È una notte di tregenda quella in cui si svolge la fatale partita. Il professore raccoglie i messaggi che gli provengono dalla servitù della villa e li diffonde al popolo: Righetto vince trecento milioni, quattrocento, mezzo miliardo: ce n'è per tutti. La borgata esulta ma alla fine Antonia e il "professionista" riperdono tutto; vanno in fumo non solo i suoi denari investiti nell'impresa, ma anche il suo "onore" di giocatore e baro.
Righetto tenta il suicidio. Peppino in un impeto di furia aggredisce Antonia che, per raccogliere soldi, ha impegnato la baracca a suon di cambiali con un usuraio, ma poi si riconcilia con lei. I due si rassegnano sperando nell'arrivo della vecchia il prossimo anno. Ma sarà difficile che la miliardaria possa tornare perché Cleopatra, la primogenita di Peppino e Antonia, salutando affettuosamente con tutta la famiglia all'aeroporto la donna in partenza (non prima di aver beffardamente perso anche gli ultimi pochi soldi che le dovevano al gioco della "carta più alta"), le regalerà un dolce che ha confezionato con il veleno per i topi.
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