Napoli milionaria è un film del 1950 diretto da Eduardo De Filippo, adattamento cinematografico della commedia omonima.
Con Eduardo De Filippo e Totò.
Il film fu presentato in concorso al Festival di Cannes 1951.
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Napoli. Gennaro è un tranviere e sua moglie contribuisce al reddito familiare praticando la borsa nera, con l'aiuto della figlia che vorrebbe una vita facile e priva di disagi. Il figlio, invece, non ha voglia di lavorare. Durante l'occupazione tedesca, Gennaro viene deportato: arrivati a Napoli gli alleati, si sviluppa ancora di più la borsa nera e la madre, con l'aiuto di un ricco trafficante, che in assenza del marito la corteggia, si arricchisce ancora di più. Anche il figlio fa molti soldi rubando e rivendendo parti di auto, mentre la figlia, senza più nessun controllo, frequenta i soldati alleati.
Quando un giorno Gennaro, che era stato dato per disperso in Germania, si ripresenta a casa, non riconosce più la sua famiglia, così diversa da come l'aveva lasciata. A completare il suo disorientamento si ammala gravemente la figlia minore, che per salvarsi avrebbe bisogno della penicillina, una medicina che però non si trova neppure alla borsa nera e che invece le viene data da un povero ragioniere che la moglie del tranviere ha spogliato dei suoi beni vendendogli alimenti con la borsa nera. La bimba guarisce e nella famiglia di Gennaro nasce la consapevolezza dei propri errori, mentre il figlio, che continua a fare il ladro, viene arrestato dalla polizia.
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