06 dicembre 2025

ARTE - STORIA DELL'ARTE - LA MAJA VESTIDA - FRANCISCO GOYA

La maja vestida è un Dipinto a Olio su Tela di Francisco Goya, realizzato tra il 1800 e il 1808 e conservato al Museo del Prado a Madrid, Spagna.

#Art #History #Goya #LaMayaVestida

Il velo bianco di questa Maja si stringe talmente alla figura, in particolare ai fianchi e al seno, da farla sembrare quasi più nuda della Maja desnuda.

La fascia ai fianchi è di seta luminosa, la giacchettina gialla e nera non è il classico bolero, e le sue scarpe dalla punta lunga e affusolata sono più tipiche delle ricche signore che delle majas: sembra quasi che il pittore abbia voluto ritrarre una donna aristocratica che amava vestirsi come le giovani popolane.

Questo, insieme con gli abiti disegnati con l'unico scopo di far risaltare la vitale sensualità del corpo, rende il tutto carico di ambiguità: il travestimento fonte di erotismo, lasciando allo spettatore il compito dello svelamento.

Goya ha qui impiegato pennellate svelte, pastose e molto leggere (a differenza della Desnuda), tocchi più casuali e meno rifiniti, e colori molto più accesi.

La giacchetta e l'alcova sono resi in modo molto sommario, i merletti e la biancheria sono modificati e semplificati. Anche lo spazio in fondo è piatto, privo di quell'illuminazione diffusa che, nella Desnuda, dava risalto al corpo nudo in primo piano.

Della naturalezza ostentata della Desnuda rimane flebile traccia solo nel volto, il quale tuttavia è molto diverso, tanto da far pensare a qualche critico che non si tratti in realtà della stessa modella. In realtà la Vestida, con le guance pienotte, il mento tondo e gli occhi truccati non ha gli stessi caratteri della Desnuda: volto affilato e non truccata. La Vestida, a ben guardare, non rappresenta alcuna donna particolare: è solo il generico ritratto di un "tipo" pittoresco di donna esuberante, raffigurazione convenzionale di una maja.

Si pensi al modo in cui, probabilmente, i due dipinti erano posti e al meccanismo che mostrava il corpo nudo al di sotto del corpo vestito: il trucco era sottile, lo svelamento più efficace. Alla parete si vedeva un quadro con una bambola umana, una caratterizzazione pittoresca di un certo tipo femminino: sotto di lei, somigliante a lei eppure diversa stava l'amante del ministro, nuda, orgogliosa, sorridente. Inevitabile, infine, il confronto fra questa Maja e La Marchesa di Santa Cruz, ottimo buon esempio di come la rappresentazione del corpo femminile si sia riallineata secondo i canoni: pur nell'atteggiamento simile, qui la Contessa è debitamente travestita da mito, quello di Euterpe appunto.



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