Il Ritratto di uomo con turbante rosso è un Dipinto a Olio su tavola di Jan van Eyck, datato 1433, e conservato nella National Gallery di Londra, Inghilterra.
L'opera è forse la più nota tra i ritratti a mezzo busto di Van Eyck, caratterizzati da una posa di tre quarti, uno sfondo neutro scuro e una profonda indagine fisionomica e psicologica. L'uomo è abbigliato con una veste sobria foderata di pelliccia, e con un vistoso turbante rosso (in realtà un chaperon, un particolare cappuccio allora in voga), che crea un complesso insieme di pieghe, sulla quale la luce incede rendendo con precisione la morbidezza della stoffa. Lo stesso copricapo si trova in altri ritratti di sua mano - come in quello di G. Arnolfini - e così pure in una figuretta nello sfondo della Madonna del cancelliere Rolin.
La testa, come è tipico nello stile del maestro, è evidenziata tramite un leggero ingrandimento rispetto al torso ed è trattata con una pittura estremamente virtuosa, capace di sintetizzare gli elementi più importanti del soggetto. Grazie alle successive velature ad Olio, cioè a strati di colore traslucidi e trasparenti, la superficie pittorica è brillante e lucida, permettendo di definire la diversa consistenza delle superfici fin nei più minuti particolari. L'artista arriva così a intensificare anche gli aspetti più minuti della realtà: dalle vene e le rughe fino alla barba rasata che rispunta.
Lo sguardo è particolarmente penetrante, grazie agli occhi dipinti con particolare vividezza: minuscole vene sono state realizzate aggiungendo colore sul bagnato, in modo che sbiadissero sembrando sottopelle; puntini di bianco nelle pupille creano lumeggiature scintillanti. Il naso è rappresentato più di profilo di quanto non suggerisca la posizione degli occhi: si tratta di uno scaltro espediente per dare risalto a tale tratto distintivo, indispensabile per rievocare la somiglianza.
La cornice con l'iscrizione, originale, venne realizzata coi lati lunghi in blocco, scolpiti assieme alla tavola principale, mentre quelli brevi sono aggiunti a parte. Ciò facilitava la levigazione della superficie ed evitava che si dovesse cesellare margini precisi seguendo la grana del legno. Probabilmente, affinché non si sciupasse la delicata iscrizione, dipinto e cornice erano originariamente protetti da un contenitore o una fodera.
Forse non è casuale la realizzazione da parte di R. Campin di un ritratto caratterizzato dallo stesso copricapo rosso. Vi è chi ipotizza che in tal modo Campin possa aver reso omaggio al più giovane Jan, ormai indiscutibile caposcuola della nuova pittura fiamminga.
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