16 ottobre 2025

CINEMA - ' VITA DA CANI ' - MARIO MONICELLI

Vita da cani è un Film del 1950 diretto da Mario Monicelli.

#Monicelli  #Movie #History

Trama

Nino Martoni è il capocomico di una sgangherata compagnia d'avanspettacolo. Delle sue ballerine fanno parte Lucy, la soubrette, capricciosa e ostinata, Franca, che ha lasciato con amarezza e sofferenza il pur amato fidanzato Carlo, perché troppo povero per le ambizioni di lei, che aspira a una vita agiata e lussuosa e Vera, innamorata, ricambiata, di Mario, il figlio di un ricco e facoltoso borghese.

Alla troupe si unisce Margherita, fuggita dal paesello e ricercata dalla polizia per conto dei genitori, che viene accolta dal capocomico intenerito dalla ragazza spaurita e malinconica.

Allorché Lucy, dopo un ennesimo alterco con Nino, abbandona la compagnia, questo la rimpiazza con Margherita che rivela insospettate doti di ballerina e cantante. Il successo della ragazza, ribattezzata Rita Buton, nell'Alambra di Roma è travolgente e l'impresario del teatro, vivamente soddisfatto, firma un contratto con la compagnia per due mesi.

Purtroppo il successo e la fama non saranno per tutti:

Franca accetta malvolentieri le attenzioni di un ricchissimo, ma viscido e ripugnante imprenditore, attratta dalla vita agiata che questi può offrirle e che ella anela. Finirà poi per suicidarsi poco dopo il matrimonio gettandosi da una finestra, allorché il suo repellente marito le presenterà il suo neoassunto direttore tecnico, che non è altro che Carlo, il quale nel frattempo è riuscito a far apprezzare il suo talento e a brevettare una sua invenzione.

Il padre di Mario raggiunge il figlio che è fuggito di casa per correre dietro alla sua amata, ancora minorenne. Nella stazione di polizia, dove viene convocata la ragazza insieme a Nino, accusato di circonvenzione di minorenni, accade però l'imprevisto quando Vera riconosce nell'uomo, il tizio che le aveva dato un passaggio con l'auto e che aveva tentato, invano, di abusare di lei. A quel punto il padre di Mario, aspramente contrario alla relazione del figlio con una ballerina, si rende conto che Vera è una brava e seria ragazza e l'accetta chiedendole scusa e ritirando la sua denuncia. Vera, radiosa e felice, preferisce il matrimonio alla carriera.

Nino nel frattempo, innamorato della bella Rita, è pronto a farle la sua dichiarazione d'amore con un prezioso anello in regalo, ma assiste non visto a una importante offerta d'ingaggio della ragazza da parte di un noto e prestigioso impresario teatrale di Milano, che assistendo allo spettacolo è rimasto favorevolmente impressionato dal talento della giovane.

Nino, a malincuore, sacrificando il suo sentimento per Rita e non volendo così compromettere la carriera della giovane, l'accoglie in malo modo, cacciandola addirittura dalla sua compagnia. La ragazza, frastornata, non riuscendo a capire il comportamento dell'uomo, fugge dal teatro piangendo e si reca a firmare il contratto con l'impresario di Milano.

Ormai Margherita, alias Rita Buton, è divenuta una famosa e acclamata soubrette; Nino si reca di nascosto nel teatro dove lei sta effettuando uno spettacolo e lascia all'ingresso un mazzo di fiori anonimo da consegnare alla ragazza.

A Nino rimane il resto della compagnia, nella quale riprende Lucy, intanto senza lavoro, continuando a dirigere gli spettacoli nonostante le difficoltà.


Interpreti e personaggi

  • Aldo Fabrizi: il cavalier Nino Martoni

  • Gina Lollobrigida: Margherita, in arte Rita Buton

  • Delia Scala: Vera

  • Tamara Lees: Franca

  • Nyta Dover: Lucy Astrid

  • Marcello Mastroianni: Carlo Danesi, fidanzato di Franca

  • Giovanni Barrella: l'impresario teatrale

  • Bruno Corelli: Dede Moreno

  • Enzo Furlai - Furlanetto: Renato Borselli, l'industriale

  • Enzo Maggio: Luigi, detto Gigetto

  • Michele Malaspina: il commendatore Cantelli

  • Pasquale Misiano: il portiere d'albergo

  • Eduardo Passarelli: Pasquale Pilone, l'amministratore

  • Mario Russo: Mario Cantelli, il fidanzato di Vera

  • Paolo Ferrara: il commissario

  • Gino Scotti: il vice commissario

  • Tino Scotti: sé stesso

  • Bruno Cantalamessa: un amico del commendatore Cantelli


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