17 ottobre 2025

CINEMA - ' TOTO' E I RE DI ROMA ' - MARIO MONICELLI

Totò e i re di Roma è un Film italiano del 1951 diretto da Steno e Mario Monicelli.

#Movie #History #Monicelli

Trama

Ercole Pappalardo lavora come archivista capo al Ministero; è in attesa della promozione - che lo aiuterebbe a mantenere in modo più dignitoso la sua numerosa famiglia - e della nomina a cavaliere. Un giorno viene chiamato, assieme al suo superiore, il cavalier Capasso, dal direttore generale in persona, "Sua Eccellenza" Langherozzi-Schianchi, perché si metta a disposizione di un suo conterraneo, del quale il ministro vuole avere il consenso in vista delle prossime elezioni. L'uomo con cui il Pappalardo si deve confrontare è un pedante maestro elementare, Palocco, che pretende dall'archivista capo il ritrovamento di una pratica riguardante il trasferimento di un pappagallo già appartenuto a un defunto musicista del suo paese, di cui Palocco è un grande estimatore, ed eventualmente anche il ritrovamento del pennuto stesso.

Ercole è malato di cuore. La famiglia vive di stenti, dividendo un uovo in sette per cena. I vicini vanno in villeggiatura e la moglie di Ercole decide di simularne una. La famiglia esce di giorno salutando tutti, ma poi rientra di nascosto di notte. Il collega Ferruccio di Ercole, credendolo solo, lo invita a teatro con due ragazze.

Qualche ora più tardi, mentre si trova sul loggione di un teatro assieme al collega Ferruccio, Pappalardo starnutisce inavvertitamente e colpisce proprio il direttore generale, che si trova seduto in platea, in compagnia di Palocco e di una compagnia femminile, nelle poltrone poste sotto al loggione. Lo starnuto viene interpretato come uno sputo e Pappalardo viene identificato da Palocco. Da quel momento, l'archivista capo tenta in tutti i modi di scusarsi con Sua Eccellenza, ma la presenza del Palocco da un lato e i controproducenti suggerimenti di Ferruccio dall'altro, fanno solo peggiorare la situazione. Scoperto che il pappagallo di cui Palocco cercava notizie è morto da tempo, Pappalardo decide di prenderne un altro e farlo passare per quello richiesto.

La sera in cui l'uomo invita il direttore generale e Palocco in casa sua per mostrargli il pappagallo, quest'ultimo ha imparato solo "quella carogna di Langherozzi" che l'archivista spesso ripete in casa e così insulta Sua Eccellenza il quale, arrabbiato, minaccia di vendicarsi. Sempre su suggerimento di Ferruccio, Pappalardo scrive allora una lettera di scuse a Langherozzi-Schianchi, purtroppo piena di errori di ortografia peggiorando ulteriormente la sua posizione perché il direttore generale si rende conto della totale ignoranza dell'archivista, che infatti è persino privo della licenza elementare. Per non fargli perdere il posto di lavoro, il suo superiore gli consiglia di conseguire almeno quel primo titolo di studio.

Ercole cerca di prepararsi al meglio ma all'esame di licenza elementare sbaglia quasi tutte le risposte. La commissione vorrebbe bocciarlo, ma dopo un accorato discorso dell'archivista comprende la sua difficile situazione e decide di ammetterlo ugualmente; entra però nell'aula il presidente di commissione, l'odiato Palocco. L'uomo ridicolizza Pappalardo e lo boccia, cosa che spinge l'archivista a esplodere in un vero e proprio pestaggio ai danni della commissione.

Consapevole d'aver ormai perduto il posto al ministero, Pappalardo decide di morire per dar poi in sogno alla moglie dei numeri da giocare al lotto: dopo avere scoperto che anche l'altro mondo è dominato da uffici e carte bollate, riesce a ottenere in modo illecito i numeri e a comunicarli in sogno alla moglie. Poco dopo viene portato al cospetto di Dio, che intende punirlo per il gesto: tuttavia, quando il Padreterno viene a conoscenza del fatto che Pappalardo è stato per trent'anni impiegato al ministero, lo manda subito in Paradiso.


Interpreti e personaggi

  • Totò: Ercole Pappalardo

  • Anna Carena: Armida, moglie di Ercole

  • Alberto Sordi: Palocco, maestro elementare

  • Aroldo Tieri: Ferruccio

  • Giulio Stival: Sua Eccellenza Langherozzi-Schianchi

  • Giovanna Pala: Ines, figlia di Ercole

  • Ernesto Almirante: il Padreterno

  • Pietro Carloni: Capasso, capoufficio

  • Eduardo Passarelli, Paolo Ferrara e Ada Mari: i tre maestri esaminatori

  • Marisa Fimiani e Francesca Pietrosi: due prostitute a teatro

  • Ugo Mari: uno spettatore dietro Palocco a teatro in platea

  • Gianni Glori: Giorgio, fidanzato di Ines

  • Anna Vita: figlia maggiore di Ercole

  • Mario Maresca, Cesare Ranucci, Pierugo Gragnani, Eugenio Galadini, Mario Castellani: colleghi di Ercole Pappalardo

  • Alfredo Ragusa: l'usciere al ministero

  • Italia Marchesini e Gorella Gori: le signore Sconocchia, vicini di casa dei Pappalardo

  • Eva Vanicek: Susanna, figlia di Ercole

  • Aristide Catoni: un signore che accompagna Ercole Pappalardo al suo funerale

  • Amedeo Girard: l'impiegato burocrate all'Olimpo

  • Nino Milano: l'impiegato che iscrive Ercole Pappalardo all'Olimpo

  • Emilio Petacci: Filippini, il collega di Pappalardo all'Olimpo

  • Mimmo Poli: un signore della borsa nera dei numeri all'Olimpo che dice che piove e un impiegato che entra al ministero assieme a Pappalardo

  • Furio Meniconi: un signore che vuole dare i numeri al lotto a Ercole all'Olimpo

  • Amerigo Santarelli: un altro signore che dà il terno vincente per Bari a Ercole all'Olimpo


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