19 ottobre 2025

CINEMA - ' PSYCO ' - ALFRED HITCHCOCK

Psyco è un Film del 1960 prodotto e diretto da Alfred Hitchcock 

#Psyco #Movie #History #Hitchcock

Trama

Phoenix, Venerdì 11 Dicembre, Ore 14:43. Marion Crane, bella e giovane segretaria di un'agenzia immobiliare, è innamorata di Sam Loomis, imprenditore e proprietario di un negozio di ferramenta, con il quale ha intrapreso da tempo una relazione nascosta, fatta di fugaci incontri in albergo durante la sua pausa pranzo. Quel giorno, il proprietario dell'agenzia immobiliare conclude un affare da 40 000 dollari per una casa nuova. L'acquirente, invece di pagare con assegni, porta con sé 400 biglietti da 100 dollari. Il proprietario li consegna a Marion, di cui si fida, affidandole l'incarico di versarli al più presto in banca. Quest'ultima esce con il denaro, ma parte per tutt'altra destinazione.

Dopo un lungo viaggio in automobile, avvertendo la stanchezza, decide di dormire in macchina. All'improvviso viene svegliata da un poliziotto, il quale le fa qualche domanda per capire la sua situazione. Marion riparte, ma si accorge che il poliziotto la segue. Nella città più vicina si ferma da un concessionario e cambia la sua auto per non lasciare tracce. Rimessasi in auto, dopo qualche ora, sorpresa da un'improvvisa e battente pioggia, esce senza accorgersene dall'autostrada. Scorge però l'insegna di un motel (il "Bates Motel"), sormontato da un'enorme casa situata su una collina lì a fianco. Mentre osserva una delle finestre della casa con la luce accesa, Marion nota l'ombra di una donna che si muove in una stanza. Arrivata al motel, Marion suona il clacson e viene raggiunta dal giovane proprietario e gestore, Norman Bates, il quale le dice di avere il motel libero da tempo in quanto, dopo il cambio di percorso dell'autostrada, si trova su una strada secondaria (solo ora Marion si rende conto di avere sbagliato strada). Il giovane si mostra subito gentile e, dopo aver dato alla ragazza la stanza numero 1, la invita a cena in casa insieme a lui e alla madre.

Norman rientra nell'abitazione per preparare la cena ma ha un acceso diverbio con l'anziana madre, discussione che Marion ascolta dall'esterno. La donna, con la quale Norman vive, è invalida e vive come una reclusa dimostrandosi scontrosa, gretta ed egoista nei confronti del figlio. Temendo che il giovane voglia avere approcci intimi con Marion, lo rimprovera duramente e si rifiuta di accoglierla in casa. Norman, amareggiato, scende nel motel con le pietanze e propone alla sua ospite di cenare nel salotto dell'ufficio, scusandosi con lei per il comportamento della madre. Poi intavola con Marion una conversazione dall'apparenza scontata e banale, durante la quale si rivela emotivamente fragile e molto legato alla madre, che pure riconosce essere bisbetica e possessiva. Norman racconta a Marion che sua madre dopo la prematura scomparsa di suo padre quando lui aveva solo 5 anni, ha dovuto crescerlo da sola. Diversi anni dopo aveva conosciuto un uomo che l'aveva convinta, utilizzando i soldi lasciati dal marito defunto, a costruire il motel in modo che sia lei che il giovane figlio Norman potessero avere un'occupazione stabile. Successivamente anche quest'uomo era venuto a mancare improvvisamente gettando così la donna in un profondo dolore nonché nel corso degli anni in un forte stato di depressione e di nevrosi, riversando così il proprio malessere sul figlio che molto spesso maltratta senza motivo. Nonostante tutto, Norman dice a Marion che non potrebbe mai allontanarsi dalla madre, in quanto l'unico a poterla curare ed assistere.

Quando la ragazza consiglia al giovane di condurre la donna in una clinica questi si altera visibilmente, sottolineando che sua madre, nonostante soffra di depressione, è innocua e non fa del male a nessuno. Marion dunque, confrontando la propria vita con quella di Norman, si rende conto che, per quanto piatta e senza soddisfazioni, la sua condizione di donna frustrata non è poi così intollerabile come le appariva in precedenza: decide allora di ritornare a Phoenix per restituire i soldi rubati prima che sia troppo tardi. Si congeda quindi da Norman e si appresta a fare la doccia. All'improvviso una figura femminile molto somigliante alla madre del ragazzo, appare nel bagno, assale l'ignara Marion, la uccide a coltellate e si allontana furtivamente. In breve sopraggiunge Norman che, dopo un iniziale attimo di raccapriccio, decide di pulire il sangue dalla scena del delitto, quindi carica il cadavere e la valigia nella macchina di Marion, aggiungendo infine il giornale in cui la donna aveva nascosto il denaro e fa sprofondare il veicolo nello stagno vicino.

Una settimana dopo Lila Crane, sorella di Marion, si reca nel negozio di Sam Loomis, l'amante della sorella, per sapere dove ella si trovi. Quest'ultimo non ha notizie della giovane, ma proprio in quel momento entra Milton Arbogast, un investigatore privato assunto dal capo di Marion per ritrovare i soldi rubati. Quest'ultimo si accorda con Lila e con Sam e cerca in tutti i motel della zona una traccia della donna scomparsa.

Arbogast, giunto al Bates Motel, interroga Norman e, dalle sue incertezze, capisce che nasconde qualcosa, in particolare per il rifiuto da parte sua di farlo parlare con sua madre che un attimo prima aveva notato la sua ombra in lontananza dietro una finestra della casa che lo fissava. Lo saluta, se ne va e raggiunge una cabina telefonica, informando Lila e Sam che ha scoperto che Marion ha dormito lì e annuncia che entro un'ora sarà in città. L'investigatore decide invece di ritornare al motel per indagare ulteriormente: entrato nella casa di Bates, mentre sale le scale per interrogare la madre di Norman, viene assalito e ucciso dalla stessa assassina di Marion. Dopo tre ore di inutile attesa, Lila e Sam decidono di recarsi dallo sceriffo della città vicina, quella dov'era diretta Marion prima di scomparire, per chiedere a loro volta informazioni utili su dove possa trovarsi. La moglie dell'uomo suggerisce di chiamare Norman al suo motel per chiedere se l'investigatore è andato da lui. Quest'ultimo conferma la circostanza, dichiarando poi di avere visto Arbogast andare via. Dopo la telefonata, lo sceriffo, sorpreso dal fatto che quest'ultimo avesse affermato che Norman viveva con sua madre, rivela a Sam e Lila che ciò non è possibile perché la donna si è suicidata dieci anni prima, ingerendo stricnina dopo avere ucciso il suo compagno.

Durata: 6 minuti e 29 secondi.

Non convinta della veridicità delle parole di Norman, Lila ritiene che Arbogast abbia scoperto indizi importanti, altrimenti non sarebbe sparito nel nulla senza informare lei e Sam, e si convince che qualcuno gli abbia impedito di farlo. I due decidono di andare sul posto di persona fingendosi una coppia di sposini. Mentre Sam intrattiene Norman, Lila entra nell'abitazione, trovandola vuota. Norman capisce di essere finito in un tranello e colpisce Sam stordendolo, per poi correre verso la casa. Lila lo vede e si nasconde in cantina. Qui fa una scoperta raccapricciante: trova il cadavere mummificato di una donna, la vera signora Bates. Mentre Lila grida dallo spavento, una donna entra in cantina con un lungo coltello in mano. La figura femminile che ha commesso gli omicidi rivela la sua identità: si tratta di Norman, vestito con gli abiti della madre. Sam blocca Norman prima che possa uccidere Lila.

Norman viene arrestato e quindi sottoposto a visita psichiatrica. Il dottor Fred Richmond, dopo un lungo colloquio con il giovane, svela il mistero a Lila, Sam e agli inquirenti: dieci anni prima Norman aveva ucciso la madre e il compagno in quanto, dopo la morte del padre, egli aveva sviluppato un forte, patologico complesso di Edipo nei confronti della donna la quale, fidanzandosi con un altro uomo, aveva (secondo Norman) tradito il figlio, e così egli aveva avvelenato lei e il suo compagno. In seguito, il rimorso per il suo gesto aveva scisso in due la personalità del giovane, dandone una parte a sua madre, che egli faceva in qualche modo rivivere vestendosi come lei e riuscendo perfino a imitarne perfettamente la voce. La gelosia che Norman provava per la mamma non era però sufficiente a renderla del tutto viva, perciò egli aveva inscenato anche il contrario, cioè aveva reso "sua madre" gelosa di lui, attuando quel meccanismo psicopatologico di rimozione del vissuto che è noto in psicanalisi come "identificazione proiettiva". Di conseguenza, ogni volta che Norman provava attrazione con donne che non erano sua madre, quest'ultima, per proteggerlo, eliminava la fonte delle tentazioni attraverso l'omicidio.

Oltre a quello di Marion, la "madre" di Norman confessa infatti gli omicidi di altre due giovani donne scomparse in precedenza, delitti a lungo rimasti insoluti. Dopo l'arresto, la personalità del ragazzo viene totalmente sopraffatta da quella della donna, la quale decide di far credere a tutti di essere innocente. Il film si chiude con la scena dell'auto di Marion che viene ripescata dalla palude, provando definitivamente la colpevolezza di Norman.


Interpreti e personaggi

  • Anthony Perkins: Norman Bates

  • Janet Leigh: Marion Crane

  • Vera Miles: Lila Crane

  • John Gavin: Sam Loomis

  • Martin Balsam: Milton Arbogast

  • John McIntire: sceriffo Al Chambers

  • Simon Oakland: dottor Fred Richmond

  • Vaughn Taylor: George Lowery

  • Frank Albertson: Tom Cassidy

  • Lurene Tuttle: Eliza Chambers, moglie dello sceriffo

  • Patricia Hitchcock: Caroline, la collega di Marion

  • John Anderson: Charlie

  • Mort Mills: poliziotto di pattuglia

  • Fletcher Allen: poliziotto sul marciapiede

  • Alfred Hitchcock: uomo con cappello texano

  • Ted Knight: guardia


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