Il pendolo di Foucault è il secondo romanzo dello scrittore italiano Umberto Eco. Pubblicato nel 1988.
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Trama
Casaubon, l'io narrante, è dapprima studente e poi giovane professionista dell'editoria a Milano. Attraverso una collaborazione con la casa editrice Garamond, insieme ai colleghi Belbo e Diotallevi, entra in contatto con una serie di personaggi interessati ad esoterismo ed ermetismo. Avendo discusso una tesi di laurea riguardante i templari riesce, inizialmente con leggerezza e quasi per gioco, a trovare tutta una serie di collegamenti storici nei manoscritti proposti alla casa editrice.
I tre vengono in possesso di un documento medievale criptato che sembrerebbe descrivere cinque appuntamenti fra sei gruppi di sei iniziati ciascuno, di differenti nazionalità, appuntamenti distanziati di 120 anni in luoghi segreti che solo chi possedesse la "chiave" per decrittare il messaggio potrebbe conoscere. Nel corso di pochi anni i tre inventano per gioco un "Piano" che riguarderebbe il segreto del controllo di un'enorme energia che permetterebbe il dominio del mondo. Utilizzando una chiave di decrittazione di Tritemio, ottengono una ricostruzione plausibile e ipotizzano i cinque luoghi. Ogni iniziato di ogni gruppo avrebbe tenuto la sua parte per vent'anni, dopodiché l'avrebbe passata a un suo apprendista; quindi il sesto del primo gruppo avrebbe incontrato, nel primo dei cinque appuntamenti (che avvengono il 24 Giugno), il sesto del secondo gruppo e gli avrebbe passato la sua parte del messaggio; dopo altri 120 anni il dodicesimo del secondo gruppo avrebbe passato le prime due parti del messaggio, ossia la propria e quella ricevuta dal primo gruppo, al dodicesimo del terzo gruppo; e così via, fino a quando, dopo seicento anni, avverrebbe un non specificato scopo finale (nel XX Secolo), che – ipotizzano appunto i tre – sarebbe il controllo delle correnti telluriche attraverso il cosiddetto "ombelico tellurico" (l'umbilicus telluris alchemico), ossia il "centro" di siffatte correnti.
Durante le Crociate i templari non si limitarono a combattere, ma si misero alla ricerca degli oggetti sacri della cristianità (santo Graal, arca dell'Alleanza, pezzi della croce della crocifissione di Gesù, reliquie etc); vennero così a conoscenza degli oscuri segreti posseduti dagli iniziati giudei e musulmani, a cui li tramandarono gli antichi sacerdoti Egizi che a loro volta vennero iniziati dai sopravvissuti atlantidei. Il pianeta è notoriamente un enorme magnete attraversato da correnti elettromagnetiche; gli antichi Egizi, i Celti, gli aborigeni, i sardi prenuragici e altre civiltà ne erano a conoscenza e cercavano di amplificarle costruendo dolmen, menhir, obelischi; lo stesso Eiffel, come parecchi altri scienziati, sarebbe stato un iniziato e la sua celeberrima torre sarebbe uno di questi "condensatori" di energia tellurica. I templari scoprirono l'ubicazione dell'umbilicus ma non divulgarono il segreto. I sopravvissuti alla grande retata del 13 Ottobre 1307 prepararono così la loro vendetta istituendo un Piano per la conquista del mondo; ipotizzarono che seicento anni nel futuro ci sarebbe stata la tecnologia adatta al controllo dell'energia planetaria e organizzarono così una "staffetta" criptata. Per ottenere questo controllo sarebbe occorso far trovare ai discendenti il punto specifico della Terra, individuabile attraverso una mappa e con un pendolo montato nel coro della chiesa dell'ex convento di Saint-Martin-des-Champs (ove oggi vi è la sede del Conservatoire national des arts et métiers) il 24 Giugno. A causa della riforma gregoriana il secondo appuntamento (nel 1584) saltò ed è per questo – fantasticano i tre – che i templari discendenti non hanno ancora preso possesso del potere: non sanno qual è la mappa da mettere sotto al pendolo.
Nel corso del lavoro alla casa editrice entrano in contatto con Agliè, esperto di ermetismo che velatamente si fa apparire come il Conte di San Germano; anch'egli è a conoscenza di questo segreto e fa parte di una società segreta che si rifà ai templari e ai Rosacroce. Nel frattempo Diotallevi si ammala gravemente e Belbo, alle prese con una deludente situazione personale, si ossessiona al Piano e comincia a crederci per davvero; un giorno ne parla con Agliè, rivelandogli di essere a conoscenza di quale sia la mappa da utilizzare, cosa non vera. Poco dopo viene persuaso con un ricatto a recarsi a Parigi; rendendosi conto con terrore che il Piano è meno fantasioso di quel che avevano ipotizzato (o meglio, che altri erano giunti alle loro stesse congetture), telefona a Casaubon e lo mette in allarme giusto in tempo prima di essere rapito. La notte del 23 giugno viene condotto all'interno del Conservatoire, ove si riunisce la società segreta. Durante la cerimonia gli viene chiesto di rivelare quale sia la mappa, egli si rifiuta senza dire che realmente non sapeva quale fosse. Casaubon, infiltratosi la sera prima al Conservatoire, assiste da un nascondiglio a tutta la sconvolgente scena e al suo tragico epilogo, prima di fuggire, sapendo di essere braccato anch'egli dalla spietata setta.
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