La danza del gabbiano
Scritto da: Andrea Camilleri, Francesco Bruni, Salvatore De Mola
Un Montalbano disilluso, alzatosi di prima mattina, assiste sulla spiaggia alla morte di un gabbiano, notando che l'agonia assomiglia a una danza. Ma il tempo stringe e Montalbano si reca in commissariato, dove il proprietario di alcuni pescherecci di Vigata si presenta nel suo ufficio, dicendogli «di sospettare» che due dei suoi pescherecci siano implicati in un traffico di droga. Montalbano gli promette che indagherà e, appena congedato l'uomo, viene raggiunto dal padre dell'Ispettore Fazio per avere notizie di suo figlio, che non si è presentato al loro appuntamento. Fazio infatti avrebbe dovuto accompagnare il padre a fare delle analisi, ma dalla sera prima, dopo aver ricevuto una telefonata da Montalbano che chiedeva la sua presenza al porto, non ha più dato notizie di sé e ha il cellulare spento. Non avendo chiamato il poliziotto la sera prima, Salvo capisce che qualcosa non va e mente al padre, dicendo di averlo mandato a compiere una missione riservata e che lo rivedrà presto. Il padre, rassicurato, esce dall'ufficio, mentre Salvo chiama Mimì e lo informa della sparizione di Fazio. Per il commissario, Fazio stava probabilmente seguendo un'indagine privata della quale nessuno era al corrente e qualcosa deve essere andato storto. Montalbano e Mimì, dopo essersi recati al porto, ricevono una soffiata che gli rivela che l'ispettore Fazio è stato visto l'ultima volta sul monte Scibetta, vicino a un pozzo, in compagnia di alcune persone. Montalbano e Mimì, temendo il peggio, salgono sul monte Scibetta e, aperto il pozzo, trovano due cadaveri, ma non l'ispettore, che verrà trovato poco dopo all'interno di una caverna, ferito e spaventato. L'ispettore, dopo essere stato trasportato all'ospedale, rivela al commissario di essere andato al porto per incontrare un suo amico di infanzia, Filippo Manzella, che aveva da fargli delle rivelazioni. Una volta arrivato, Fazio era stato circondato e portato sul monte Scibetta da un gruppo di persone che avevano poi tentato inutilmente di gettarlo nel pozzo. Avendo scoperto che Manzella era uno dei due cadaveri trovati nel pozzo, Salvo sa che non può essere stato lui ad aver avvisato Fazio e comincia ad indagare sulla vita dell'uomo, trovando nel suo appartamento una lettera di Manzella indirizzata proprio a lui. Nella lettera Manzella rivela di aver scoperto grazie al suo telescopio un traffico d'armi capitanato da Franco Sinagra, che era anche il compagno, violento e molto geloso, della transessuale Giovanna, che anche lui frequentava abitualmente. Montalbano riesce a ottenere dal pubblico ministero Tommaseo il mandato di perquisizione per la casa di Sinagra, dove arresta l'uomo, dopo aver trovato la prova che lo incastra: il telescopio di Manzella.
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