La gita a Tindari
Scritto da: Andrea Camilleri, Francesco Bruni
Arriva dal Commissario un signore disperato perché non ha più notizie dei suoi anziani genitori, i coniugi Griffo. L'ultima volta erano stati visti su un pullman durante la gita che avevano fatto a Tindari, durante la quale avevano mostrato dei comportamenti strani. Davanti al portone del condominio dove vivevano i due, viene ritrovato il cadavere di un informatico, Nenè Sanfilippo. Tramite le indagini e con l'aiuto dell'amica Ingrid, Montalbano scopre la verità: la vittima aveva preso in affitto dai Griffo un villino isolato e lo utilizzava per aiutare il traffico di organi. Nel computer della vittima, Catarella scopre infatti materiale pornografico delle avventure del Sanfilippo con la moglie del dottor Isgrò, medico specializzato in trapianti, e una bozza di un romanzo fantascientifico che racconta sotto forma di metafora le losche trame del gruppo. Ma tutto il meccanismo era saltato quando Sanfilippo era stato trovato dal professor Isgrò a letto con sua moglie: il dottore non ne fu arrabbiato ma terrorizzato, poiché i due uomini non dovevano conoscersi pubblicamente. I due coniugi in gita a Tindari, si scoprirà in seguito, sono stati uccisi, mano nella mano, in una lontana campagna secondo uno stile di esecuzione mafiosa, per metterli a tacere; Sanfilippo aveva orchestrato la trappola, ignorando che avrebbe fatto la stessa fine poco dopo; il professore era stato risparmiato solo per la sua abilità. L'intervento poco ortodosso di Montalbano permette l'arresto dei malviventi; per evitare che lo scandalo sia insabbiato, il poliziotto rivela parte della storia all'amico giornalista Nicolò Zito, aggiungendo una seconda vicenda che lo ha impegnato. Il boss Balduccio Sinagra lo ha contattato per chiedergli di arrestare il nipote Iapichino, rifugiatosi in clandestinità; ma Montalbano lo trova già ucciso; il commissario intuisce che i Sinagra hanno tentato di fabbricarsi un alibi, ma lo volevano morto per i legami con la nuova mafia, avversa alla vecchia guardia; per contrastare questa mossa, Montalbano non denuncia il ritrovamento e in seguito lo racconta a Zito, demolendo l'alibi dei Sinagra. Inoltre, interrogando i partecipanti alla gita Mimì Augello conosce Beatrice Di Leo detta "Beba", con cui comincia una relazione duratura.
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