Milan Kundera, nasce il 1 Aprile 1929.
- Lo scherzo
- Il valzer degli addii
- La vita è altrove
- Il libro del riso e dell'oblio
- L'insostenibile leggerezza dell'essere
- L'immortalità
- La lentezza
- L'identità
- L'ignoranza
- La Festa dell'insignificanza
Blog dedicato all'Arte, alla Letteratura, all'Opera, alla Musica, al Teatro..... da parte del Sottoscritto : Stefano Villa
Milan Kundera, nasce il 1 Aprile 1929.
Silvio D'Amico, nasce il 3 Febbraio 1887, muore il 1 Aprile 1955.
Critico teatrale e Docente italiano.
#DAmico #SilvioDAmico #Italy #theater #Gassman #Vitti
Nel 1935 venne nominato Commissario straordinario per la riforma della scuola di Recitazione di Roma, trasformando la Regia Scuola di Recitazione (intitolata a Eleonora Duse) in Accademia nazionale d'Arte Drammatica.
Negli anni del primo dopoguerra dedicò gran parte del suo tempo all'Accademia; nel 1944 favorì l'ingresso di Orazio Costa alla Cattedra di Regia inaugurando così una lunga e gloriosa stagione dell'Accademia stessa, che vedrà tra i suoi Allievi, tra gli altri, Vittorio Gassman, Luigi Squarzina, Elio Pandolfi, Andrea Camilleri, Rossella Falk, Anna Magnani, Paolo Stoppa, Sergio Tofano, Paolo Panelli, Nino Manfredi, Tino Buazzelli, Giorgio De Lullo, Gianrico Tedeschi, Monica Vitti, Attilio Corsini, Wanda Marasco, Mario Missiroli, Goliarda Sapienza, Glauco Mauri, Gabriele Lavia, Luca Ronconi. Oggi l'istituzione porta il suo nome.
Scrittore italiano.
Premi e Riconoscimenti:
Premio Strega : 2006 - 2020
Libri :
Per dove parte questo treno allegro
Gli sfiorati
Venite venite B-52
La forza del passato
Rina city
No man’s land
Brucia Troia
Sotto il sole al Campi Elisi
Il ventre della macchina
XY
Profezia
Terre rare
Non dirlo
Un dio ti guarda
Cani d’estate
Il colibrì
Non ci resta che piangere è un film del 1984 scritto, diretto e interpretato da Roberto Benigni e Massimo Troisi.
1984, campagna toscana. Il bidello Mario e il maestro Saverio sono fermi a un passaggio a livello, in attesa che il treno passi. I due sono amici e si confidano a vicenda. Saverio tra l'altro è preoccupato per sua sorella Gabriella, caduta in depressione per il fallimento della sua relazione con un ragazzo statunitense. L'attesa si protrae e decidono di percorrere una stradina tra i campi. Dopo un po' restano in panne con l'auto in mezzo alla campagna. Si fa sera, piove. I due trovano alloggio in una locanda per la notte, in cui si notano già candele, penna e calamaio. Salgono nella stanza e vi trovano già un'altra persona che dorme.
La mattina dopo, appena svegli, vedono, divertiti, l'ospite Remigio urinare dalla finestra, ma le loro risa vengono subito troncate dal sibilo di una lancia che lo uccide. Mario e Saverio scorgono fuggir via delle persone in mantello nero a cavallo, si precipitano al piano terra e trovano altre persone, vestite in modo molto strano. Increduli, si fanno dire da un uomo dove si trovano e scoprono di trovarsi a Frittole, un immaginario borgo toscano, nel "millequattrocento, quasi millecinquecento". Ritenendolo dapprima un terribile scherzo, debbono poi rassegnarsi alla dura realtà di essere giunti nel passato e si fanno ospitare da Vitellozzo, il fratello dell'uomo ucciso, il quale racconta loro di una terribile faida con un tale Giuliano Del Capecchio, che sta sterminando la sua famiglia. Giunti nel borgo, conoscono Parisina, madre di Vitellozzo e del defunto Remigio e iniziano a lavorare nella loro bottega di macelleria.
Nel contesto rinascimentale del borgo accadono gli episodi più disparati. Saverio sembra subito a suo agio, mentre Mario non vuole saperne di ambientarsi. Ben presto, però, durante una funzione religiosa, Mario fa la conoscenza di Pia, fanciulla di una famiglia ricca, con la quale inizia a vedersi affacciandosi dal muro di cinta della casa di lei. Nel frattempo Vitellozzo viene arrestato e Saverio e Mario scrivono invano una lettera a Girolamo Savonarola per ottenere la sua liberazione.
Saverio non nasconde un certo fastidio per gli incontri tra Mario e la giovane Pia, continua a chiedere a Mario di domandare alla giovane se abbia una amica da presentargli e si lamenta del fatto che rimane sempre e solo lui a lavorare nella macelleria. Spinto dal suo ardore politico-intellettuale, convince il suo amico a mettersi in viaggio per la Spagna, onde raggiungere Cristoforo Colombo e dissuaderlo dal partire per le Indie e scoprire l'America, in modo che, nel futuro, sua sorella non possa incontrare il ragazzo statunitense che l'ha lasciata. In un luogo imprecisato i due si imbattono in una guerriera, Astriaha, che li intimidisce scagliando una freccia contro il loro carro.
A questo punto la storia si differenzia a seconda della versione, standard o estesa.
Le Rime sono una raccolta di poesie di Dante Alighieri, legate alle varie esperienze esistenziali e stilistiche del poeta, scritte nel corso di una ventina d’anni e non raccolte nella Vita nuova e nel Convivio.
Rime giovanili e stilnovistiche
Le rime giovanili comprendono componimenti che riflettono le varie tendenze della lirica cortese del tempo.
Fase guittoniana, quella dello scambio di sonetti con Dante da Maiano, in cui si discutono le ragioni di Amore. Si tratta della primissima fase di apprendimento poetico di Dante, guittoniana per il tecnicismo, per l'uso di rime equivoche e difficili (in -oco o -aggio, ad esempio), topoi specifici della casistica provenzale (la camicia, la ghirlanda, ad esempio) e un linguaggio particolarmente ricco di provenzalismi (bieltate, certanamente, riccore etc.), anche se non mancano alcuni toni già stilnovistici.
Fase guinizzelliana con i motivi tipicamente stilnovistici della donna salvifica, della potenza miracolosa dello sguardo di lei.
Fase cavalcantiana, quella dell'amore doloroso e paralizzante. Tra le rime di questa fase ricordiamo la canzone 20 (E' m'incresce di me sì duramente) la canzone 21 (Lo doloroso amor che mi conduce), in cui l'Amore diventa motivo di pena e di morte, e il sonetto 25 (Un dì si venne a me Malinconia), che preannuncia attraverso la prosopopea della Malinconia e di Amore vestito di nero, la morte della donna amata: tutte escluse dalla Vita Nova probabilmente perché questo carattere mortifero dell'amore era incompatibile con le qualità luminose e salutifere della esperienza amorosa, che con quest'opera Dante vuole rendere assoluta e paradigmatica.
Tra questo gruppo di testi Dante aveva già raccolto quelli che dovevano entrare a far parte della Vita nuova, opera incentrata sulla figura di Beatrice, che infatti non rientrano nella raccolta delle Rime.
Il giudizio universale è un film del 1961, diretto da Vittorio De Sica.
Con Vittorio Gassman, Silvana Mangano, Nino Manfredi, Alberto Sordi
#Movie #DeSica #Gassman #Sordi
Il mattino di una normale giornata a Napoli, una stentorea voce che sembra arrivare dall'alto dei cieli annuncia che «Alle 18 comincia il Giudizio Universale».
L'annuncio si ripete con sempre maggiore insistenza, dapprima trattato con sufficienza e poi con sempre maggiore preoccupazione, man mano che si avvicina l'orario annunciato. La trama si frammenta in una serie di scenari e storie intrecciate fra loro: la preparazione del gran ballo del Duca a cui tutta Napoli è invitata, la lotta per procurarsi vestiti all'altezza nei rioni più poveri, ricchi annoiati che si corteggiano, un marito che scopre casualmente la moglie con l'amante, un cinico figuro che sbarca il lunario vendendo bambini in America, un giovanotto della buona società fatto oggetto di sberleffi dal popolino feroce, l'improbabile difesa di un maneggione da parte di un verboso avvocato, e l'impatto sempre maggiore della voce misteriosa su questa varia umanità. Chi si pente troppo tardi, chi si dà alla pazza gioia, chi ostenta una falsa indifferenza.
All'orario annunciato, la città viene sferzata da un tremendo diluvio, dopo di che, con grande solennità, il Giudizio comincia per chiamata nominale, visibile a tutti, in diretta TV, per concludersi però dopo poco, altrettanto misteriosamente. Tornato il sole, la gente si precipita al ballo del Duca e ben presto tutto viene dimenticato, ciascuno ritornando alle sue miserie umane, cattive abitudini e malaffari.
Francesco De Gregori - Alice
Alice guarda i gatti
e i gatti
guardano nel sole
mentre il mondo
sta girando senza
fretta
Irene al quarto piano
è lì tranquilla
che si guarda
nello specchio
e accende un'altra sigaretta
E Lili Marlen
bella
più che mai
sorride
e non ti dice la sua età
ma tutto
questo Alice
non lo sa
Ma io non ci sto più
gridò lo sposo
e poi
tutti pensarono
dietro ai cappelli
lo sposo è
impazzito
oppure ha bevuto
ma la sposa aspetta un figlio
e
lui lo sa
Non è così
che se ne andrà
Alice guarda i
gatti
e i gatti
muoiono nel sole
mentre il sole a poco a
poco si avvicina
e Cesare
perduto nella pioggia
sta
aspettando da sei ore
il suo amore ballerina
E rimane lì
a
bagnarsi ancora un po'
e il tram di mezzanotte
se ne va
ma
tutto questo Alice
non lo sa
Ma io non ci sto più
e i pazzi
siete voi
tutti pensarono
dietro ai cappelli
lo sposo è
impazzito
oppure ha bevuto
ma la sposa aspetta un figlio
e
lui lo sa
Non è così
che se ne andrà
Alice guarda i
gatti
e i gatti girano nel sole
mentre il sole fa l'amore con
la luna
Il mendicante arabo ha qualcosa nel cappello
ma è
convinto che sia
un portafortuna
Non ti chiede mai
pane o
carità
e un posto per dormire
non ce l'ha
ma tutto questo
Alice
non lo sa
Ma io non ci sto più
gridò lo sposo e
poi
tutti pensarono
dietro ai cappelli
lo sposo è
impazzito
oppure ha bevuto
ma la sposa aspetta un figlio
e
lui lo sa
Non è così
che se ne andrà
Trauma è un film del 1993 diretto da Dario Argento.
In uno studio medico una dottoressa viene aggredita da un misterioso assassino che la decapita con uno strano attrezzo a forma di martello, munito di un cappio di metallo che, attivato il meccanismo, si stringe progressivamente. Nel frattempo Aura Petrescu, una giovane ragazza di New York figlia di immigrati romeni, è fuggita da una clinica psichiatrica dove i genitori l'avevano rinchiusa in quanto affetta da anoressia nervosa. Salvata da un giornalista mentre stava tentando il suicidio gettandosi da un ponte, viene ricondotta a casa e di conseguenza sottoposta a duri rimproveri da parte della madre, una medium. Durante una delle sue sedute in programma quella stessa sera la donna sembra entrare in contatto con lo spirito di una persona appena morta, che rivela di essere stata decapitata.
In un clima di terrore, la donna all'improvviso esce di casa e si introduce nel bosco vicino mentre la pioggia batte incessante, seguita dal marito. Quest'ultimo dopo un po' vede il corpo senza vita di una donna e mentre sta per abbassarsi per vedere se si tratta della moglie, all'improvviso anche lui viene aggredito alle spalle e subisce la stessa sorte. Nel frattempo Aura, rinchiusa in camera per punizione, dopo aver visto i genitori fuggire così, si getta all'inseguimento nel giardino della casa e con orrore vede una figura illuminata dal bagliore di un lampo con in mano le teste dei suoi genitori, ma non può vederlo in faccia perché usa le teste per coprirsi il volto.
Quando arriva la polizia la ragazza fugge. Il dottor Judd, suo medico, la vuole rintracciare per riportarla in clinica. Poco dopo Aura riesce a rintracciare David e gli chiede aiuto. Questi la ospita a casa sua e scopre che la ragazza soffre di anoressia. Intanto un bambino vicino di casa dell'assassino riesce ad intravederlo dalla finestra con la macchinetta di cui si serve per decapitare le sue vittime.
Grace, fidanzata di David, è infastidita dalla presenza di Aura, così la denuncia per farla riportare in clinica. David va su tutte le furie e rompe con Grace. In clinica il dottor Judd, il quale si scoprirà esser stato l'amante della madre di Aura, costringe la ragazzina ad ingerire una rara bacca capace di agire sulla psiche e sbloccare la memoria per cercare di capire cosa Aura vide realmente la sera dell'assassinio dei genitori. L'esito non va a buon fine e la ragazza viene affidata alle cure dell'infermiera e chiusa in una camera della clinica.
David nel frattempo si precipita alla clinica, ma è troppo tardi: l'assassino uccide barbaramente l'infermiera in una camera dove un anziano degente e senza voce assiste inerme e shoccato all'orrendo omicidio. Aura intanto è riuscita a liberarsi dal letto a cui era legata e mostra a David un mazzo di chiavi rubato all'infermiera prima che venisse uccisa. La sigla sulle chiavi li porta ad un vecchio deposito a pagamento dove, indagando sul passato dell'infermiera, David ed Aura trovano una foto che la ritrae assieme a delle colleghe e a un medico in una clinica, e riconoscono che due donne nella foto sono le vittime del cacciatore di teste. L'assassino segue quindi un piano: una vendetta legata ad una clinica misteriosa.
I due tentano di mettersi in contatto con un'infermiera della foto: Linda Quirk. La donna una volta rintracciata dai due si spaventa, memore del suo passato e di quello che sta rischiando, e fugge in un hotel dove, nonostante Aura e David riescano a raggiungerla, viene uccisa dalla furia dell'assassino. David arriva ancora una volta troppo tardi: l'assassino l'ha già decapitata, tuttavia la testa staccata dal busto ha ancora qualche attimo di vita per pronunciare il nome del dottor Lloyd, ovvero il medico nella foto, ultimo in vita di quell'équipe medica. Aura e David, grazie ad un simbolo sulla borsa della vittima presente nella stanza, trovano la clinica e da qui rintracciano ed incontrano il dottor Lloyd che nel frattempo, a seguito di un brutto episodio accaduto in quella clinica, è andato in rovina e si è ridotto a fare lo spacciatore di droga. Nonostante i tentativi di David di chiedergli informazioni ed aiuto, Lloyd non vuole sapere più niente di quella vicenda, ma poco dopo il cacciatore di teste lo trova e decapita anche lui, questa volta non con il solito macchinario (la cui corda si spezza contro la catenina al collo del Dottor Lloyd) ma grazie alle inferriate dell'ascensore in cui abita la povera vittima.
Quella sera a casa di David il dottor Judd cerca di rapire la giovane Aura per riportarla in clinica, ma appena arrivata la polizia, che nel frattempo cercava David, il dottore scappa con la sua Cadillac. Judd viene inseguito dalla polizia, e forzando un posto di blocco ha un terribile incidente in cui perde la vita, mentre le teste mozzate vengono ritrovate dalla polizia nel bagagliaio della Cadillac incidentata, facendo pensare che il caso sia finalmente chiuso e che l'assassino fosse il dottor Judd.
Nel frattempo Aura abbandona la casa di David lasciando un biglietto in cui dice che va a raggiungere la madre morta. David, distrutto dai sensi di colpa per non essere riuscito a salvare Aura, cade sempre più in basso, fino a diventare un vagabondo drogato. Una mattina, fuori da una farmacia in stato confusionale riesce però ad intravedere una signora con un bracciale identico a quello che portava Aura. David cerca di riprendersi e segue la donna fino ad addentrarsi nella sua villa. Entrando in una stanza piena di teli bianchi con la scritta "Nicolas" David viene colpito alle spalle e rinchiuso in una cella sotterranea, dove ritrova Aura. Entrambi sono incatenati e la ragazza gli racconta che sono nella casa della madre, la quale non era morta come voleva far credere, bensì era l'assassina, e che fu proprio lei ad uccidere il marito quella sera piovosa.
Quando arriva la madre nella cella e David chiede il perché di tutto quel sangue la donna spiega il suo movente, che è ancora più angoscioso: in una notte tempestosa, nella sala operatoria di un ospedale mentre la donna stava partorendo, l'ostetrico con il bisturi in mano fu sorpreso dall'esplosione di una lampada dovuta al temporale, decapitando accidentalmente il neonato. La madre quindi ha incominciato la sua vendetta verso la stessa équipe medica, che aveva tentato di rimuovere dalla sua testa questa atroce vicenda tramite l'elettro-shock. In preda all'ossessione la donna sembra voler uccidere anche Aura e David, ma attraverso un foro sul soffitto il bambino vicino di casa, che nel frattempo si era intrufolato nell'abitazione della donna, afferra con quel marchingegno il collo della donna ignara abbandonandola al suo epilogo. È la fine di una lunga scia di sangue: David consola Aura e le promette che le starà sempre vicino.
Milan Kundera, nasce il 1 Aprile 1929. Scrittore e Poeta ceco. #Kundera #MilanKundera #Writer #Book #Poetry Opere : Romanzi : In lin...