22 febbraio 2026

SPORT - OLIMPIADI INVERNALI MILANO-CORTINA 2026 - VERI VINCITORI E CONSIDERAZIONI VERITIERE

 Si sono concluse le Gare della XXV Olimpiade invernale #MilanoCortina2026

Ospitate in questa Edizione in Italia.

Spicca subito il fatto, guardando solo le medaglie d'oro che l' #Italia ha vinto 10 medagliere, vero record sì....ma, si sa, che il paese ospitante ha da sempre ( succede in tutte le olimpiadi estive ed invernale ) qualche ' aiuto '..

quindi questo record italiano ci sta ma si sapeva ben prima che le gare iniziassero che nell'elenco del medagliere l'Italia era nei primissimi posti....


ovviamente il ' giornalista di serie zeta ' o il ' medio cittadino patriottico solo per gli eventi sportivi ' in questi giorni e per il prossimo periodo ripeterà all'infinito : ' quanto siamo stati bravi, quanto è stata brava la tal atleta ' ecc ecc.. lo ripeterà fino alla nausea.


I Paesi REALMENTE che hanno vinto, che hanno sorpreso, e che facendo il rapporto quante medaglie d'oro hanno vinto rispetto alla popolazione sono tre : la #Norvegia, i #PaesiBassi, la #Svizzera.

Hanno dato il meglio vincendo rispettivamente 18, 10 e 6 Ori.


Andando nello specifico il vincitore maschile è : Johannes Høsflot #Klaebo, Sci di fondo, norvegese, 11 Ori olimpici dal 2018 al 2026. Imbattibile.


La Norvegia vince 18 ori e hanno partecipato 80 atleti,

i Paesi bassi vincono 10 Ori e hanno partecipato 38 atleti

questi sono dati impressionanti!



Statistiche ( dolenti ) tutte italiane che MAI un giornalista ( finto patriota ) vi dirà :

Sci alpino :

slalom femminile l'Italia NON vince dal 1984 ( La Magoni a Sarajevo ) 11 edizioni senza vincere;

Slalom gigante uomini l'Italia NON vince dal 1992 ( Tomba ) 9 edizioni senza vincere;

Super G maschile l'Italia NON ha mai vinto questa gara nella storia delle Olimpiadi invernali ( assurdo ma vero )

Discesa libera maschile l'Italia NON vince dal 1952 ( Colò ) 19 edizioni senza vincere;


va ancora peggio nello sci di fondo,

dove nella storia abbiamo vinto 9 ori totali ( dal 1948 al 2026 ) e l'ultimo Oro risale al 2006, quindi sono 5 edizioni che l'Italia NON vince una gara, delle tante, di sci di fondo, quindi MALISSIMO


belli quei tempi in cui Deborah #Compagnoni, Alberto #Tomba, Stefania #Belmondo, Manuela #DiCenta ecc ecc. vincevano ... ecco quei bei tempi erano troppo belli.


adesso NO

adesso prendendo le due discipline ' madri ' degli sport invernali ( sci alpino e di fondo ) bisogna ' accontentarsi ' quando uno o una ( in modo molto sporadico ) vince.


basti dire che nello sci alpino prendendo in esame da Torino 2006 a Milano-Cortina 2026 abbiamo :

2006 ZERO ORI

2010 1 Oro, #Razzoli Slalom speciale maschile

2014 ZERO ORI

2018 1 Oro, #Goggia Discesa libera femminile

2022 ZERO ORI

2026 2 Ori della #Brignone , super G e Gigante femminile...con gli 'aiutini ' citati prima.


In sei edizioni 4 Ori è tra il pochissimo e il quasi nulla.



Adesso il sipario di queste Olimpiadi si è chiuso.

Il finto-patriota rimetterà via la sua bandiera tricolore, non andrà a votare il prossimo mese e non festeggerà il 25 Aprile....

l'italiano....quello che diventa patriottico solo negli eventi sportivi e legge ' ITALIA ' per il rimanente periodo borbotta, si lamenta, non vota, e non fa nulla per se stesso e per gli altri.


PROSIT

ANDY WARHOL

Andy Warhol, nasce il 6 Agosto 1928, muore il 22 Febbraio 1987.

Pittore, Grafico, Illustratore, Scultore, Sceneggiatore, Produttore cinematografico, Produttore televisivo, Regista, Direttore della fotografia e Attore statunitense.

Figura predominante del movimento della Pop Art e uno dei più influenti Artisti del XX Secolo.

#AndyWarhol #Warhol #Art #History #Pittura #Scultura #Movie #USA #PopArt

Filmografia : 

Regista :

  • Kiss (1963)

  • Jill and Freddy Dancing (1963)

  • Haircut (1963)

  • Haircut No. 2 (1963)

  • Haircut No. 3 (1963)

  • Elvis at Ferus (1963)

  • Eat (1963)

  • Blow Job (1964)

  • Sleep (1964)

  • Tarzan and Jane Regained... Sort of (1964)

  • Soap Opera (1964)

  • Whips and Women (1964)

  • The Thirteen Most Beautiful Boys (1964)

  • The End of Dawn (1964)

  • The 13 Most Beautiful Women (1964)

  • Screen Test: Jane Holzer (Toothbrush) (1964)

  • Screen Test: Freddy Herko (1964)

  • Screen Test: Dennis Hopper (1964)

  • Screen Test: Billy Name (1964)

  • Screen Test: Ann Buchanan (1964)

  • Naomi and Rufus Kiss (1964)

  • Messy Lives (1964)

  • Mario Banana I (1964)

  • Mario Banana II (1964)

  • Lips (1964)

  • Drunk (1964)

  • Couch (1964)

  • Clockwork (1964)

  • Batman Dracula (1964)

  • Screen Test No. 1 (1965)

  • Empire (1965)

  • The Life of Juanita Castro (1965)

  • Vinyl (1965)

  • Screen Test No. 2 (1965)

  • Poor Little Rich Girl (1965)

  • Beauty No. 1 (1965)

  • Beauty No. 2 (1965)

  • My Hustler (1965)

  • Taylor Mead's Ass (1965)

  • Space (1965)

  • Screen Test: Paul America (1965)

  • Screen Test: Edie Sedgwick (1965)

  • Restaurant (1965)

  • Prison (1965)

  • Kitchen (1965)

  • Horse (1965)

  • Harlot (1965)

  • Camp (1965)

  • Bitch (1965)

  • Afternoon (1965)

  • Chelsea Girls (1966)

  • Salvador Dalí (1966)

  • The Velvet Underground & Nico: A Symphony of Sound (1966)

  • Nude Restaurant (1967)

  • I, a men (I, a Man) (1967)

  • Cowboy solitari (Lonesome Cowboys) (1968-69)


ARTHUR SCHOPENHAUER

Arthur Schopenhauer, nasce il 22 Febbraio 1788, muore il 21 Settembre 1860.

Filosofo tedesco, uno dei maggiori Pensatori del XIX Secolo e dell'Epoca moderna. 

Opere :
  • Sulla quadruplice radice del principio di ragion sufficiente
  • Sulla vista e i colori
  • Il mondo come volontà e rappresentazione
  • Sul volere nella natura
  • Sulla libertà del volere umano
  • Il fondamento della morale
  • Parerga e paralipomena

Traduzioni in italiano :
  • La vista e i colori
  • I due problemi fondamentali dell'etica: 1. Sulla libertà del volere; 2. Sul fondamento della morale
  • Parerga e paralipomena
  • Il mondo come volontà e rappresentazione
  • La quadruplice radice del principio di ragione sufficiente
  • Scritti postumi, testo stabilito da Arthur Hübscher
  • La volontà nella natura
  • Scritti postumi, testo stabilito da Arthur Hübscher
  • Il mondo come volontà e rappresentazione

Pubblicazioni postume :
  • Aforismi sulla saggezza del vivere
  • Come pensare da sé. Antologia essenziale per chi vuole usare la propria testa
  • Il giudizio degli altri
  • Il mio Oriente
  • Il primato della volontà
  • La filosofia delle università
  • L'arte di capire le donne
  • L'arte di conoscere se stessi
  • L'arte di essere felici
  • L'arte di farsi rispettare
  • L'arte di insultare
  • L'arte di invecchiare
  • L'arte di ottenere ragione
  • L'arte di ottenere rispetto
  • L'arte di trattare le donne
  • L'arte della musica, in appendice scritti inediti di Richard Wagner
  • Memoria sulle scienze occulte
  • Metafisica dei costumi. Lezioni filosofiche
  • Metafisica dell'amore sessuale. L'amore inganno della natura
  • Sulla felicità e sul dolore
  • Sulla lettura e sui libri
  • Sulla lingua e sulle parole
  • Sulla religione
  • Sul mestiere dello scrittore e sullo stile

MUSICA - ORGANO - J.S. BACH - BWV 578


 la Partitura del BWV 578 di J.S. Bach 

CINEMA - MEL BROOKS - ' IL MISTERO DELLE DODICI SEDIE '

 Il mistero delle dodici sedie (The Twelve Chairs) è un Film del 1970 diretto da Mel Brooks.


Con Ron Moody, Frank Langella, Dom DeLuise. 

Trama :
Nella Russia del 1927, Ippolit Vorob'janinov è un ex nobile russo esiliato e caduto in disgrazia con la rivoluzione ed ora costretto a svolgere la funzione di burocrate nel piccolo villaggio dove vive.
L'anziana suocera di Ippolit gli rivela, sul letto di morte, di aver nascosto i preziosissimi gioielli di famiglia in una delle dodici sedie della sala da pranzo della loro vecchia casa, ma adesso le dodici sedie sono sparse per la Russia, dapprima sequestrate e poi rivendute dai bolscevichi.
Aiutato da Ostap, un astuto truffatore, e con la concorrenza di padre Fëdor, un pope ortodosso, l'unico altro a cui l'anziana signora ha confessato il suo segreto, Ippolit parte alla ricerca delle dodici sedie e del tesoro.

GIULETTA MASINA

 Giulia Anna "Giulietta" Masina, nasce il 22 Febbraio 1921, muore il 23 Marzo 1994.

Attrice italiana. 

Filmografia :
  • Paisà
  • Senza pietà
  • Luci del varietà, regia di Federico Fellini
  • Persiane chiuse
  • Sette ore di guai
  • Cameriera bella presenza offresi...
  • Wanda, la peccatrice
  • Il romanzo della mia vita
  • Lo sceicco bianco, regia di Federico Fellini
  • Europa '51
  • Ai margini della metropoli
  • Lo scocciatore
  • Donne proibite
  • Cento anni d'amore
  • La strada, regia di Federico Fellini
  • Buonanotte... avvocato!
  • Il bidone, regia di Federico Fellini
  • Le notti di Cabiria, regia di Federico Fellini
  • Fortunella, regia di Eduardo De Filippo
  • Nella città l'inferno
  • La donna dell'altro
  • La gran vita 
  • Giulietta degli spiriti, regia di Federico Fellini
  • Scusi, lei è favorevole o contrario?, regia di Alberto Sordi
  • Non stuzzicate la zanzara, regia di Lina Wertmüller
  • Block-notes di un regista, regia di Federico Fellini
  • Eleonora
  • Camilla
  • Ginger e Fred, regia di Federico Fellini
  • Sogni e bisogni
  • La signora della neve 
  • Un giorno, forse..

GIOVANNI GUARDIANO

Giovanni Guardiano , nasce il 22 Febbraio 1963.

Attore italiano.

#guardiano #italy #movie #tv

Filmografia

Cinema

  • Ilaria Alpi - Il più crudele dei giorni

  • Hannover

  • La misura del confine

  • In vacanza su Marte

  • Volevo un figlio maschio


Televisione

  • Il commissario Montalbano

  • Madre come te

  • Il capitano

  • Il mondo è meraviglioso

  • Butta la luna

  • Eravamo solo mille

  • Romanzo criminale - La serie

  • Medicina generale

  • Squadra antimafia - Palermo oggi

  • Il commissario Montalbano

  • Viola come il mare

  • I fratelli Corsaro


VANNI BRAMATI

Vanni Bramati, nasce il 22 Febbraio 1972.

Attore italiano.

#Bramati #Italy #movie #tv

Filmografia

Attore

Cinema

  • Malèna, regia di Giuseppe Tornatore

  • Verso nord

  • Il tramite

  • La canarina assassinata

  • Come il vento

  • Fratelli unici

  • Lasciami per sempre

  • Il nibbio


Televisione

  • Valeria medico legale

  • La squadra

  • Camici bianchi

  • Nati ieri

  • Un posto al sole

  • L'esilio dell'Aquila

  • Boris Giuliano - Un poliziotto a Palermo

MUSICA - ORGANO - J.S. BACH - BWV 556

J.S. Bach - BWV 556


 

MUSICA - ORGANO - C. FRANCK - SORTIE EN FA MAJEUR

Sortie en Fa Majeur - C. Franck
 

LIBRI - ' CHADZI-MURAT ' - L. TOLSTOJ

Chadži-Murat è un Romanzo storico breve, ovvero un racconto lungo, scritto da Lev Tolstoj fra il 1895 e il 1904 e pubblicato postumo nel 1912. 

#Russia #History #Book  #Tolstoj

Trama

Nel prologo il narratore descrive un campo fiorito, durante la stagione estiva, soffermandosi su un cespuglio di cardi contenente tre fiori di colore rosso. Uno dei fiori è stato pressoché strappato e si regge su di un gambo sghembo, che evidentemente è stato schiacciato dalla ruota di un carro. Pur danneggiato, il cardo è ancora vitale e resta attaccato tenacemente al suolo. L'atteggiamento del cardo ricorda al narratore quello del Chadži-Murat (traslitterato anche Hadji Murad), un guerrigliero avaro contrario all'annessione russa della Cecenia, il quale nella metà del XIX Secolo si avvicinò ai russi nella speranza di difendere la propria indipendenza e di salvare i propri familiari.

La narrazione si apre con l'arrivo di Chadži-Murat, assieme a due suoi seguaci, in un aul (villaggio di montagna) braccato dagli uomini di Šamil, il comandante supremo dei separatisti caucasici, di cui peraltro Murat è stato il principale naib (aiutante). Chadži-Murat ottiene ospitalità nella casa di Sado, un suo leale sostenitore. Ma la notizia si diffonde fra gli abitanti del villaggio e Murat deve nuovamente fuggire. Un luogotenente di Murat riesce a prendere contatto con i militari russi i quali, sebbene finora siano stati combattuti aspramente da Murat, promettono di concedere loro asilo.

Chadži-Murat, accompagnato da alcuni suoi seguaci, si dirige verso la fortezza di Vozdvižensij per unirsi alle forze russe; è inseguito da un drappello di seguaci di Šamil i quali, nei pressi della fortezza, si scontrano con un drappello di russi. Nello scontro viene ferito mortalmente un giovane soldato semplice russo di nome Petrùcha Advèev. Tolstoj si sofferma a lungo sulla vicenda di Petrùcha: contadino, sposato ma senza figli, si era arruolato al posto di suo fratello Akìm, padre di cinque figli. Suo padre si era rammaricato di questa scelta perché Petrùcha era un lavoratore migliore di Akim. La morte di Petrùcha getta nella disperazione i suoi familiari, ma non la moglie Aksinja: attende un figlio dal fattore, il quale ora «avrebbe potuto sposarla, come le aveva detto quando cercava di piegarla al suo amore».

A Vozdvižensij Murat e i suoi compagni sono accolti dal comandante della fortezza, il giovane principe Semën Voroncov, il quale ospita il comandante caucasico nella propria abitazione, dove vive con la moglie Marija Vasìlevna e il figlioletto di sei anni. Si instaura un patto di amicizia fra Chadži-Murat e il giovane principe, siglato, secondo il rituale ceceno, dallo scambio di regali fra i kunak (amici); un prezioso pugnale regalato da Chadži-Murat al bambino e l'orologio personale di Semjòn regalato a Murat.

Chadži-Murat viene condotto a Tbilisi per incontrare il generale Voroncov comandante supremo dell'esercito russo in Cecenia. Il dialogo fra i due, i quali non parlano la lingua dell'altro, avviene soprattutto attraverso gli sguardi. Inizialmente il generale russo diffida di Chadži-Murat, di cui sa peraltro poco; incarica pertanto il suo aiutante Lorìs-Mèlikov, che conosce il tartaro, di scrivere la biografia di Murat. Dai colloqui di Lorìs-Mèlikov con Chadži-Murat il lettore conosce gli antefatti delle vicende esposte nel racconto. Chadži-Murat era nato in una povera famiglia di montanari nel villaggio di Tselmes, ma era cresciuto alla corte dei Khan locali perché sua madre era stata balia del primogenito della famiglia principesca. Quando Murat aveva quindici anni i mjurid proclamarono la chazavat (guerra santa) contro la Russia a cui aderirono Ceceni e Avari. Chadži-Murat era rimasto dapprima in disparte; cominciò a interessarsene per motivi religiosi (Chadži-Murat è musulmano) ma si mostrò diffidente quando l'imam Gamzat invitò i Khan ad aderire alla chazavat. Gamzat, con l'appoggio di Šamil, fece uccidere infatti i khan e progettò l'uccisione di Chadži-Murat e dei suoi familiari; Murat lo precedette organizzando, con l'aiuto del proprio fratello Osama, un attentato contro Gamzat nel corso del quale rimasero uccisi sia l'imam che Osama. Chadži-Murat rifiutò anche gli inviti di Šamil, il successore di Gamzat, ritenuto da Chadži-Murat responsabile della morte di Osama; Chadži-Murat fu nominato pertanto governatore russo dell'Avaria dal barone Rosen. I rapporti con i russi si guastarono per l'odio nei suoi confronti nutrito da Achmed-khan. A differenza dei russi, Šamil lo appoggiò nella lotta contro il suo mortale nemico; per riconoscenza Chadži-Murat passò dalla parte di Šamil divenendone il braccio destro nella guerriglia contro l'occupazione russa del Caucaso. Negli ultimi tempi tuttavia Šamil è diventato diffidente nei confronti di Chadži-Murat e ne ha preso in ostaggio la madre, la moglie e il figlio. Chadži-Murat rivela a Lorìs-Mèlikov che chiede l'aiuto russo soprattutto per poter liberare i suoi familiari ostaggi di Šamil.

Voroncov si convince che Murat può essere l'uomo giusto per neutralizzare Šamil; invia pertanto una lunga relazione in tal senso al ministro Černyšëv. Costui, tuttavia, è geloso di Voroncov e manovra affinché lo zar Nicola I non approvi il piano del generale. Dal ritratto che Tolstoj fa dello zar emergono soprattutto la presunzione (crede di essere inviato dal cielo per impedire che l'intera Europa, non solo la Russia, precipiti in mano ai rivoluzionari), la ferocia (fa torturare e uccidere a colpi di frusta nemici, veri o presunti, per lo più inermi), la lussuria (sessantenne, ha rapporti sessuali con giovani donne che compensa con monili), l'incompetenza e la debolezza all'adulazione. Guidato da Černyšëv, Nicola I giunge alla conclusione che Chadži-Murat fosse passato ai Russi per paura dell'esercito russo e che la politica verso la Cecenia debba essere:

«Di attenersi scrupolosamente alle mie disposizioni: colpire gli abitanti, distruggere i rifornimenti dei montanari, attaccare e compiere incursioni senza tregua.»


Gli ordini dello zar si traducono in una spaventosa carneficina di Ceceni da parte dei russi con conseguente desiderio di vendetta dei Ceceni verso i russi:

«Il sentimento che provavano tutti, dal primo all'ultimo, era più forte dell'odio. Era la sensazione che quei cani di russi non fossero uomini, e il disgusto, lo schifo, lo sbalordimento di fronte a quella assurda crudeltà sfociavano in un desiderio di distruggerli, come si faceva con i topi, i ragni velenosi e i lupi, un desiderio ormai istintivo come lo spirito di conservazione.»


Šamil, il cui prestigio è stato rafforzato dalla repressione russa, fa trasferire i familiari di Chadži-Murat in una zona più difendibile e fa sapere che, se Chadži-Murat non si presenterà, per rappresaglia ne farà disonorare la madre e la moglie e accecare il figlio.

Il racconto procede con l'arrivo, nella fortezza russa retta da Ivan Matveevič, di un gruppo di soldati russi con la testa mozzata di Chadži-Murat su un cuscino. Mentre Maria Dimitriyevna, compagna di Ivan Matveevič, protesta contro l'orrenda scena chiamando "boia" i soldati russi, viene ricostruita in flashback la fine di Murat. Chadži-Murat, che veniva tenuto sotto stretta sorveglianza dai russi dopo le demenziali disposizioni dello zar, decide di tentare la salvezza dei suoi familiari con il solo aiuto dei suoi fedelissimi. Si allontana perciò dal fortino russo. I russi organizzano la sua cattura con un centinaio di soldati a cui si aggiungeranno duecento ceceni che erano passati ai russi. Chadži-Murat viene raggiunto e, ferito mortalmente al fianco sinistro, cade. I nemici esultano

«Ma quello che a loro sembrava un cadavere si mosse. Prima sollevò il capo insanguinato, senza colbacco, coi capelli rasati, poi il busto e, aggrappandosi a un albero, si levò con tutta la persona. Il suo aspetto era così pauroso che gli accorsi si fermarono. Improvvisamente però ebbe un tremito, vacillò abbandonando il sostegno dell'albero e cadde, senza piegarsi, a viso in giù, come un cardo reciso alla base dalla falce, e non si mosse più.»

LIBRI - ' IL COCCODRILLO ' - F. DOSTOEVSKIJ

Il coccodrillo è un racconto di Fëdor Dostoevskij.

#Dostoevskij #Russia #History #Book

Trama

A San Pietroburgo, il funzionario Ivan Matveevič assieme alla moglie Elena Ivanovna e all'amico Semën Semënovič, durante una gita visita una mostra di animali esotici. Fra i vari presenti, quello che più incuriosisce Ivan, è il coccodrillo di un imprenditore tedesco. Questa curiosità porta il protagonista ad avvicinarsi troppo, fino ad essere improvvisamente inghiottito vivo dall'animale.

Con grande stupore generale, Ivan rimane cosciente all'interno dello stomaco del coccodrillo, riuscendo a comunicare con la gente all'esterno, fra cui il suo amico e sua moglie. La situazione non riesce a risolversi, anche a causa delle autorità che non sono in grado di prendere decisioni efficaci per salvare l'uomo, e senza l'aiuto dell'imprenditore tedesco che si rifiuta di uccidere il suo animale per non subire un danno economico.

La vicende prende un tono ancora più surreale col tempo: Ivan, anziché preoccuparsi della sua condizione, inizia a considerarla un'opportunità per acquistare fama e influenza, cominciando a pensare di sfruttare l'evento anche per dettare idee filosofiche e riforme sociali.

CINREMA - ' I DUE MARESCIALLI ' - STORIA

I due marescialli è un film italiano del 1961 diretto da Sergio Corbucci.

#History #Movie

Con Totò, Vittorio De Sica.

Trama

Alla vigilia dell'8 Settembre 1943 (giorno del proclama di Badoglio dell'armistizio di Cassibile), nella stazione ferroviaria di Scalitto, il maresciallo dei Carabinieri Vittorio Cotone sorprende il ladruncolo Antonio Capurro, travestito da prete, che ha appena rubato una valigia a un viaggiatore. Il maresciallo sta per catturare Capurro, ma un bombardamento distrugge la stazione. Nella confusione e tra i feriti, Capurro si appropria della divisa e scappa. Prima, però, mentre era ancora svenuto, ha fatto indossare l'abito talare al maresciallo.

I due si ritrovano successivamente proprio a Scalitto. Capurro, nei panni del falso maresciallo, a presidiare il paese al servizio dei nazisti e del podestà fascista; Cotone, nei panni del falso prete, rifugiato in una chiesa insieme a una ebrea, un partigiano e un americano, intento a capeggiare la resistenza locale guidata proprio dal "nemico" Capurro.

Il Prete Cotone riesce a convincere Capurro a fare il doppiogioco, continuando a fingersi un maresciallo disposto a collaborare con i tedeschi. Non mancano situazioni comiche e paradossali, dovute al fatto che Cotone non sa comportarsi da vero prete, così come il ladro Capurro deve improvvisarsi carabiniere. A complicare le cose c'è anche l'arrivo in paese di Immacolata, la fidanzata di Cotone. Per salvare le apparenze, i nostri eroi sono costretti a inscenare un falso Matrimonio fra la donna e il finto maresciallo, celebrato dal finto prete Cotone, il vero fidanzato di Immacolata.

Ma proprio nell'imminenza della liberazione del paese da parte degli Alleati, il partigiano, la ragazza ebrea e l'americano vengono catturati e rinchiusi in cella. Di fronte alla prospettiva che degli innocenti vengano fucilati, Capurro ha un soprassalto di dignità. Conscio di dover onorare la divisa che indossa, utilizza la dinamite in suo possesso per liberare i prigionieri, pur sapendo che con ciò verrà scoperto e condannato a morte dai nazisti. Capurro viene così condotto all'esecuzione, nonostante Cotone si sia inutilmente affannato a dichiarare che il vero maresciallo fosse lui.

Vent'anni dopo, il maresciallo e la sua famiglia si trovano nuovamente nella stazione ferroviaria di Scalitto. Il povero Cotone, ormai a riposo, per anni ha cercato notizie di Capurro senza averne più trovato traccia, ma restando convinto comunque che alla fine la divisa da carabiniere avesse redento il ladro. Ma proprio sul marciapiede della stazione si vede sfilare da sotto il naso la propria valigia da un ladro vestito da frate domenicano: si tratta del vecchio amico Capurro, ancora vivo e operante, sfuggito chissà come al plotone di esecuzione dei tedeschi.



21 febbraio 2026

ARTE - LA MOSTRA MULTIMEDIALE E’ UN OSSIMORO

 Facciamo subito chiarezza :

‘ la mostra multimediale ‘ è un ossimoro.


Infatti la mostra ( di qualsiasi cosa, di qualsiasi genere, di qualsiasi epoca storica) è ‘ mostrare ‘ ( etimologia della parola ) al pubblico degli oggetti, degli abiti, dei quadri, delle sculture.

Il tutto deve esser tangibile, ovvero l’oggetto o gli oggetti sono presenti e visibili tridimensionalmente parlando al visitatore.


E’ sbagliato, quindi, dire ( e purtroppo è di moda ) ‘ mostra multimediale ‘ perché di tangibile non c’è nulla… son tante proiezioni su televisori o direttamente sulle pareti di quello che ci doveva esser tangibilmente ma NON c’è.

Quindi è più corretto ( e nessuno li chiama così ) dire ‘ viaggio multimediale ‘ o ‘ storia multimediale ‘.


Assistiamo, purtroppo, a tante ( a mio avviso troppe ) ‘ mostre multimediali ‘ che poi mostre non sono.


Perché?

Per motivi prettamente economici.

A metter un po’ di tv sparsi in un luogo che a ciclo continuo raccontano ‘ la favoletta ‘ e’ molto più facile ed economico che ricercare quadri o oggetti, portarli in un luogo sicuro, climatizzato ecc ecc 

( magari gli oggetti son di collezioni private o pubbliche però in capo al mondo ).


Comunque sia una cosa è certa il ‘ viaggio multimediale ‘ assomiglia tantissimo alla esposizione di televisori nei grandi centri commerciali…

E lì di arte non c’è proprio nulla.

Prosit 

SPORT - OLIMPIADI INVERNALI MILANO-CORTINA 2026 - VERI VINCITORI E CONSIDERAZIONI VERITIERE

 Si sono concluse le Gare della XXV Olimpiade invernale  #MilanoCortina2026 Ospitate in questa Edizione in Italia. Spicca subito il fatto,...