Habemus Papam è un Film del 2011 diretto da Nanni Moretti.
Dopo la morte del Papa, si riunisce a Roma il conclave per eleggere il suo successore. Dopo che i primi scrutini si sono conclusi con delle fumate nere, dato che nessuno dei candidati favoriti ha raggiunto il quorum necessario, per rompere l'impasse viene eletto a sorpresa il cardinale Melville. Mentre il cardinale protodiacono sta per annunciare il nome del nuovo pontefice alla folla dei fedeli riuniti in Piazza San Pietro, il neoeletto ha un violento attacco di panico e fugge via nello sconcerto generale, interrompendo la cerimonia prima ancora che sia pubblicamente annunciata la sua elezione.
Durante una conferenza stampa organizzata dopo lo sconcertante episodio, il portavoce della Santa Sede riesce a eludere le domande dei giornalisti e le curiosità del mondo intero, riferendo che il nuovo pontefice ha sentito il bisogno di raccogliersi in riflessione e preghiera prima di concedersi pubblicamente, ma che, prevedibilmente, nel giro di poche ore si sarebbe affacciato alla loggia centrale della Basilica di San Pietro per festeggiare assieme ai fedeli l'inizio del nuovo pontificato. Secondo il codice di diritto canonico, infatti, finché il papa non si presenta dinnanzi al popolo sul balcone la cerimonia di elezione non è conclusa e l'intero conclave non può avere alcun contatto con l'esterno.
Fortemente preoccupato dalla crisi depressiva in cui sembra essere caduto il nuovo pontefice, il collegio cardinalizio fa convocare presso la Santa sede lo psicoanalista professor Brezzi, un noto luminare del settore. I cardinali accolgono con diffidenza lo psicoanalista, ma consentono comunque che questi possa esaminare il Santo Padre. Brezzi, alla presenza dei cardinali, effettua una seduta analitica sul pontefice, dalla quale però nulla emerge di particolare, se non la depressione e il senso di impotenza che affliggono il papa: Brezzi consiglia quindi una seduta presso uno psicoanalista che non conosca la sua identità. Dato che è ormai entrato a far parte del gruppo che assiste il conclave durante la sua convocazione, il dottore viene trattenuto in Vaticano e dunque, come i Cardinali, non può aver contatti con l'esterno.
Il neoeletto Papa viene quindi condotto in incognito presso la ex moglie di Brezzi, anch'essa psicoanalista, alla quale, spacciandosi per attore, confessa di avere dubbi sulle proprie capacità e di non avere la forza necessaria a svolgere i nuovi obblighi. La psicoanalista – come già anticipato da Brezzi – suggerisce che all'origine delle difficoltà del suo paziente possa esserci un trauma infantile da lei chiamato "deficit di accudimento", legato alla percezione di non essersi sentito sufficientemente amato in qualche particolare episodio del proprio remoto passato. Terminata la seduta, il papa riesce a dileguarsi durante una passeggiata, sfuggendo alla sorveglianza del portavoce Marcin Rajski e della scorta. Per evitare uno scandalo, il portavoce mente ai cardinali e al dottor Brezzi e riferisce che il Papa è tornato nelle sue stanze e ha iniziato una promettente convalescenza.
Una guardia svizzera viene condotta negli appartamenti papali con l'incarico di muovere le tende, accendere e spegnere le luci, ascoltare musica e ricevere i pasti come se il pontefice fosse effettivamente presente. L'intero collegio e il dottor Brezzi vengono quindi confinati in una clausura forzata in attesa della guarigione del papa, durante la quale per ammazzare il tempo i cardinali si dedicano alle più svariate attività. Dietro suggerimento di Brezzi, i cardinali sono infine organizzati in un vero e proprio torneo internazionale di pallavolo preparato nel cortile sotto gli appartamenti del pontefice, con l'intento di dare incoraggiamento al papa e aiutarlo a uscire dalla depressione. Verso sera, su un autobus, il pontefice prova a imbastire a voce alta un testo efficace per la sua investitura, ma alla fine rivela ai passeggeri indifferenti di non essere in grado di completare il discorso.
Più tardi, in un albergo, il papa ha modo di incontrare una compagnia teatrale messa in crisi dalle stravaganze di uno dei suoi membri, che deve essere temporaneamente ricoverato in ospedale in un accesso di follia proprio pochi giorni prima di una rappresentazione del Gabbiano di Anton Čechov. Il Papa, che conosce a memoria il testo dell'opera, si offre di sostituire l'attore ma non viene neppure preso in considerazione. Durante una cena con gli artisti, il pontefice si estrania dalla realtà e si immagina che tutte le frasi scambiate durante il pasto siano battute tratte dall'opera di Čechov. La successione degli eventi lascia aperta la possibilità che il papa soffrisse veramente di un deficit di accudimento relativo alla sua frustrata carriera di Attore.
Nel frattempo il papa prende di nuovo contatto con la psicologa, rivelandole che in realtà non è un attore: in gioventù avrebbe voluto intraprendere la carriera teatrale ma non si è dimostrato all'altezza, messo in ombra dalla sorella, affermata attrice. Durante un breve dialogo con i bambini della psicologa, il Pontefice confessa anche di avere picchiato la sorella quando erano piccoli. In un incontro segreto con Rajski, il papa rivelerà il suo desiderio di scomparire senza che il mondo sia informato della sua identità e lasciare che un nuovo papa sia eletto al suo posto. Il portavoce, allarmato, torna in Vaticano e convoca i cardinali – che abbandonano il torneo di pallavolo, con grande delusione di Brezzi – spiegando loro la vera condizione del Papa.
I cardinali decidono di comune accordo di recuperare il pontefice, cogliendolo di sorpresa mentre a teatro assiste allo spettacolo di Čechov messo in scena dalla compagnia. Tornato in Vaticano, il papa si presenta finalmente al mondo nel tripudio della folla e dei cardinali. Nel discorso ai fedeli, il pontefice ammette di non avere la forza e di non essere in grado di guidare la Chiesa in un momento di scelte tanto difficili per gli uomini. Al termine del discorso il papa abbandona il leggio e scompare nel palazzo, lasciando nuovamente nel vuoto del conclave la Chiesa, che resta senza guida nello smarrimento generale.
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