Esterno notte è un Film del 2022, diretto da Marco Bellocchio, basato sul rapimento di Aldo Moro.
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Nel 1978, mentre il mondo è diviso tra Occidente filo-statunitense e blocco sovietico comunista, in Italia Aldo Moro, presidente del partito filo-statunitense Democrazia Cristiana, tenta di formare un governo di unità nazionale con l’appoggio esterno del Partito Comunista Italiano: è la prima volta in un Paese appartenente al Patto Atlantico che si tenta di conferire un ruolo governativo ai comunisti.
12 Marzo. Durante l'assemblea di partito, Moro cerca di convincere gli esponenti più recalcitranti all’interno della DC riguardo alla bontà di questa operazione. Francesco Cossiga, che verrebbe confermato come ministro dell’interno nel nuovo governo presieduto da Giulio Andreotti, in privata sede dice a Moro che gli americani non saranno d'accordo, ma Moro gli chiede di rassicurarli.
Moro e Andreotti sono al lavoro per formare il nuovo governo e, anche nel tentativo di dare discontinuità alla nuova compagine rispetto alle precedenti, scontentano diversi esponenti del loro partito per il ruolo che viene loro assegnato. A tarda sera, prima di rientrare a casa, incontra il segretario del PCI Enrico Berlinguer, cui consegna l’elenco dei ministri e sottosegretari.
16 Marzo. Dopo aver trascorso la notte in famiglia tra i suoi affetti e nella consapevolezza di dover affrontare una giornata di lavoro faticosa in Parlamento, Moro lascia normalmente la propria abitazione accompagnato dalla scorta. Mentre è in corso la cerimonia di giuramento del nuovo governo presieduto da Andreotti, le auto di Moro e della scorta vengono attaccate in via Mario Fani da un nucleo armato dell'organizzazione terroristica comunista delle Brigate Rosse; gli agenti vengono uccisi e il politico viene rapito.
Le forze di polizia iniziano a cercare Moro che nel frattempo, dopo essere stato narcotizzato, si risveglia all’interno di una cassa di legno trasportata su un furgone delle BR.
Parte 2 - Il ministro degli interni
Cossiga, confermato ministro dell'interno, si dispera per l'accaduto e chiede alla task force del suo dicastero di fare di tutto per ottenere la liberazione di Moro. Una foto scattata dalle BR nel covo e da loro pubblicata dimostra che Moro è vivo e tenuto sotto prigionia. Domenico Spinella, capo della DIGOS, si coordina direttamente con Cossiga sul da farsi.
29 Marzo. Il segretario particolare di Moro porta a Cossiga una lettera scritta dal presidente. Cossiga legge la lettera ad Andreotti e afferma che sarebbe meglio aprire un canale con le BR, che però rendono pubblico lo scritto: la trattativa riservata non può neanche partire. Le perizie effettuate lasciano intendere che il rapito possa essere stato drogato: la condizione di Moro sarebbe quindi tale per cui il valore morale delle sue lettere ha perso credibilità.
16 Aprile. I giornali scrivono che Moro è stato condannato a morte e due giorni dopo un comunicato annuncia che il corpo giace sui fondali del Lago della Duchessa.
Papa Paolo VI chiede alla folla di fedeli di pregare per Aldo Moro e fa un appello affinché venga restituito ai suoi cari.
20 Marzo. Al processo al nucleo storico delle BR a Torino l’avvocato dei brigatisti viene avvicinato da Cesare Curioni, cappellano del carcere di San Vittore.
25 Marzo. Per il Sabato santo il Papa riceve Eleonora Moro, che lamenta di non aver ricevuto la visita di Andreotti.
Monsignor Agostino Casaroli riferisce ad Andreotti che il Papa ha fatto raccogliere 20 miliardi di lire per pagare il riscatto e che, con il consenso del governo italiano, vorrebbe usare una via vaticana per salvare Moro. I vertici delle forze armate dicono ad Andreotti che se verrà pagato un riscatto ci sarà il caos. Il Presidente del Consiglio incassa il sì all’opzione del riscatto da parte dei segretari dei principali partiti: Benigno Zaccagnini della DC, Enrico Berlinguer del PCI e Bettino Craxi del PSI. A Cesare Curioni spetta il difficile compito di mediare con i rapitori, tentativo che va a vuoto poiché essi si rifiutano di fornire la prova che Moro sia in vita. Il Papa allora manifesta l'intenzione di contattare in prima persona i rapitori.
Marzo 1977. Adriana Faranda ha una figlia, che è costretta a lasciare alla nonna quando si unisce alle BR dicendo di dover partire per lavoro.
21 Giugno 1977. Il preside della facoltà di economia e commercio Remo Cacciafesta viene gambizzato da Adriana Faranda e altri brigatisti.
Febbraio 1978. I brigatisti studiano abitudini e spostamenti di Aldo Moro.
8 Marzo. I brigatisti si allenano in vista dell’attacco alla scorta di Moro e Mario Moretti esclude Faranda perché entrata da poco a far parte del gruppo.
18 Aprile. I sommozzatori setacciano il Lago della Duchessa alla ricerca del corpo di Moro; Faranda e Valerio Morucci si mostrano contrari all’uccisione di Moro, mentre Moretti e Barbara Balzerani sono decisi e non vogliono ripensamenti.
16 Marzo, Ore 9.30. Eleonora Moro, accompagnata dal prete di Santa Chiara, arriva sul luogo dell’agguato in via Fani e si preoccupa subito del fatto che il marito abbia con sé le sue medicine; riconosce sull’asfalto il corpo di uno degli agenti della scorta. Rientrata a casa, si riunisce con i familiari e accoglie, quasi controvoglia, diversi personaggi del panorama politico, tra i quali Zaccagnini e il Presidente della Repubblica Giovanni Leone.
18 Marzo. La famiglia Moro partecipa agli strazianti funerali degli agenti della scorta.
19 Marzo. Viene pubblicata su tutti i giornali la prima foto di Moro diffusa dalle BR.
26 Marzo. È la domenica di Pasqua e, dopo aver ascoltato il Papa in televisione, la famiglia Moro pranza riunita.
29 Marzo. I Moro e le persone vicine al Presidente ricevono le sue prime lettere. Eleonora è furiosa perché sui giornali il marito viene dato per pazzo e attacca Zaccagnini per non voler avviare una trattativa.
Un giorno don Giuseppe porta da Eleonora una suora che dice di aver visto suo marito bendato portato fuori da un'auto dai brigatisti. Eleonora allerta subito Cossiga che però bolla la suora come visionaria e cerca di tranquillizzarla, anche se lei lo incolpa di non voler salvare Aldo al quale deve tutto.
18 Aprile. I sommozzatori setacciano il Lago della Duchessa alla ricerca del corpo di Moro.
21 Aprile. Alla Caritas giunge una comunicazione di un brigatista: Moro chiamerà alle 20 in punto per parlare con la moglie dimostrando che è vivo. Eleonora quindi, accompagnata da Corrado Guerzoni, si dirige alla Caritas, ma quando risponde alla cornetta il brigatista non si fida e riattacca.
22 Aprile. Il Papa fa un appello pubblico chiedendo che Moro venga liberato semplicemente, senza condizioni. Eleonora dice ai figli che si è arreso anche il Papa.
30 Aprile. Un brigatista chiama Eleonora sostenendo che serva un intervento diretto e chiarificatore di Zaccagnini per modificare la situazione, altrimenti per le BR sarà inevitabile uccidere Moro. Eleonora chiama subito il Presidente della Repubblica chiedendogli di fare pressione su Zaccagnini, ma anche il Capo dello Stato sembra non volerla aiutare. Giovanni Moro si reca da Zaccagnini, il quale prende atto della situazione e afferma che convocherà la direzione del partito, per poi mettersi a piangere.
Per bocca di Corrado Guerzoni, la famiglia Moro dichiara pubblicamente che ritiene l'atteggiamento della DC insufficiente per salvarlo.
8 Maggio. Don Antonio Mennini viene portato di nascosto nel covo cosicché Moro possa confessarsi per l’ultima volta: lo statista si sfoga con lui accusando l'intera DC, e soprattutto Andreotti, di averlo condannato a morte.
Eleonora è furiosa con la DC e ormai ha perso le speranze.
9 Maggio. Morucci chiama da una cabina telefonica Francesco Tritto dicendogli che dovrebbe far sapere alla famiglia Moro che il corpo si trova nel bagagliaio di un’auto in via Caetani. Cossiga si precipita sul posto venendo contestato duramente dai presenti e restando sconvolto. Intanto, il covo dove era stato tenuto Moro viene ripulito in fretta e furia dai brigatisti.
10 Maggio. A Torino si tiene il processo storico alle BR, mentre a Torrita Tiberina si svolgono in forma privata i funerali di Moro, come lui aveva espressamente richiesto.
13 Maggio. Nella basilica di San Giovanni in Laterano si svolgono comunque i funerali di Stato senza la bara di Moro.
9 Luglio. Si insedia il nuovo Presidente della Repubblica Sandro Pertini.
8 Agosto. Papa Paolo VI muore tre mesi dopo il suo amico Aldo Moro.
29 Maggio 1979. Adriana Faranda e Valerio Morucci vengono arrestati; in carcere inizieranno un percorso di dissociazione dalle BR.
24 Giugno 1985. Cossiga viene eletto Presidente della Repubblica come successore di Pertini.
Andreotti rimane ai vertici della politica fino al 1992.
Eleonora Moro morirà a Roma il 19 Luglio 2010.
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