Scrittore russo.
La sua fama è principalmente legata ad
Oblomov, Romanzo del 1859; famoso è rimasto anche il Film che ne
trasse Nikita Michalkov nel 1979, storia di un proprietario
terriero russo segnato da un'inerzia fisica e spirituale che lo
condanna all'inazione e alla rinuncia verso ogni forma di lotta. Per
il personaggio, che interpreta un aspetto dello spirito russo
esprimendo fatalismo, primato della contemplazione e delicata ma
arrendevole bontà, è coniato il termine "oblomovismo",
che è passato nella cultura occidentale a indicare un temperamento
incline alla passività e alla rassegnazione di fronte
all'aggressività e all'inesplicabilità del reale (talvolta si
incontra anche l'espressione "sindrome di Oblomov").
Il fascino di Oblomov sta nella sua
valenza simbolica più che nella sua dimensione realistica, e
questo spiega la fortuna del Libro, che pure, nonostante il
miracoloso equilibrio della scrittura, non ebbe grande influenza
diretta sui contemporanei russi. Questo importante lavoro letterario
si può accostare a Aleksandr Sergeevič Puškin per la purezza
e le perfezione della forma, mentre evidenzia legami con Nikolaj
Gogol' per il realismo, per l'umorismo e per lo studio del
particolare.
Inferiori sono gli altri romanzi di
Gončarov eccetto Il burrone, che descrive una vita patriarcale
in cui imperversa una nonna tirannica e in cui si affronta, in
termini critici, il tema del nichilismo.
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