È considerato uno dei capolavori di
Fellini ed una delle migliori pellicole cinematografiche di tutti i
tempi, fonte d'ispirazione per generazioni di Registi.
Interpreti : M. Mastroianni, C.
Cardinale, A. Aimée, S. Milo, R. Falk.
Premi e Riconoscimenti :
Premio Oscar :1964 – 1964
Guido Anselmi, un affermato regista di
quarantatré anni, sta elaborando il suo prossimo film. Egli si trova
a trascorrere un periodo di riposo in una stazione di cure termali
(il set reale fu ambientato nel Lazio, e principalmente a Roma).
Guido cerca in quella località di
coniugare i propri problemi fisici (stanchezza cardiaca) con quelli
della produzione del film, ancora allo stato di preparazione.
La quiete che vorrebbe è continuamente
minata dalla presenza delle maestranze del film (produttore, tecnici,
attori) che soggiornano nel suo stesso albergo e che vedono in lui
l'unico appoggio sicuro. Ma il suo spirito creativo si è inaridito e
non riesce a dare una direzione chiara al suo progetto
cinematografico. Oltretutto, ai suoi problemi professionali si
aggiungono grattacapi sentimentali.
L'amante lo raggiunge alle terme e poco
dopo arriva anche sua moglie. Sollecitato dal produttore, interrogato
dai suoi assistenti e dagli attori che vogliono capire quale storia
stia per raccontare, quali intenzioni vorrebbe esprimere, cerca di
imbastire alla meglio una trama: un bilancio fatto di rapporti con
personaggi reali e di fantasticherie, ricordi, sogni, che si
inseriscono all'improvviso negli avvenimenti concreti delle sue
giornate e delle sue notti. Dei suoi sogni fanno parte i ricordi del
padre e della madre, morti, con i quali egli discorre teneramente,
come con persone vicine.
Continui dubbi e incertezze si palesano
attraverso una crisi esistenziale senza via d'uscita, in cui non
riesce a dare un senso al suo rapporto con gli altri e al suo
passato. E tutto questo non fa che rendere consapevole quello
smarrimento che egli si porta dentro da anni e che le cure della
esistenza quotidiana e del lavoro avevano in parte mascherato. In un
onirico, fatato affresco di immagini si alterna un centinaio di
personaggi di contorno tra cui spiccano: un intellettuale, che gli è
stato messo alle calcagna dal produttore, la moglie, l'amante e la
protagonista femminile del film in produzione.
I giorni trascorrono mentre i fatti
reali, i ricordi e le fantasie del regista si accavallano sempre più
fino a diventare indistinguibili. Il produttore fa visionare a Guido
i provini già girati, e presso la scenografia di un'enorme
piattaforma di lancio per un'astronave indice una conferenza stampa
in cui finalmente il regista dovrà raccontare a tutti quelle che
sono le sue intenzioni riguardo al film, ma in realtà il regista è
sempre più confuso, non ha idea di cosa vuole raccontare, né di
come farlo.
La sua confusione professionale
rispecchia la sua confusione esistenziale: è la fine della sua
carriera e della sua stessa vita: egli decide di abbandonare la regia
del film durante la conferenza stampa. Ma proprio quando tutto sembra
essere finito, quando i giornalisti si sono allontanati e le
maestranze iniziano a smontare il set di un film che non si farà
più, Guido ha la percezione che tutto quello che gli accade intorno,
tutte le persone che ha conosciuto e che con lui hanno percorso la
strada della vita, nel bene e nel male, sono parte di lui.
Tutti insieme in un girotondo circense
roteano intorno a lui, che li dirige, ma che da loro riceve, un
dare-avere indistinguibile. Nel carosello finale con tutti i
personaggi del film, il regista, che ha ora riconquistato l'innocenza
e la gioia di vivere, si rivede bambino.
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