Nel 1154, anno della sua prima
discesa in Italia, l'Imperatore ancora senza corona Federico
Barbarossa si perde nella foresta e nella nebbia della pianura
padana, quando chiesto aiuto al giovane contadino Baudolino, è
condotto da questi a ricongiungersi al suo esercito. Avendo preso in
simpatia il ragazzo, decide di adottarlo e di portarlo alla sua
corte.
Dopo questa introduzione la scena si
sposta a Costantinopoli durante il saccheggio del
1204, in cui un Baudolino ormai sessantenne salva dalle mani dei
crociati lo storico e alto funzionario dell'impero
bizantino Niceta Coniate. I due si rifugiano in casa di alcuni
mercanti genovesi, conosciuti da Baudolino anni prima, mentre la
città brucia per diversi giorni e successivamente riescono a
lasciare Costantinopoli sotto travestimento. Baudolino nel frattempo
racconta a Niceta la sua storia.
Baudolino diventa un importante
consigliere del padre, sin dall'età di tredici anni, per quanto
riguarda le questioni degli stati italiani. Baudolino viene educato
dal canonico Rahewino e dal Vescovo Ottone, ma quando questi muoiono,
Baudolino viene inviato all'università della Sorbona a Parigi, che
raggiunge assieme al Poeta (pseudonimo del vero nome del
personaggio). In primo luogo, durante il loro studi, stringono
amicizia con il saraceno Abdul e assieme ai suoi nuovi
compagni Baudolino si dedica a studiare ed inventare le
caratteristiche del Regno del Prete Giovanni (a cui il
vescovo Ottone faceva spesso riferimento), con l'aiuto di alcuni
studiosi, tra cui Borone, il rabbino Solomon e Kyot,
elaborano insieme la lettera del Prete Giovanni, che rimane
celata al padre per molto tempo. In precedenza l'imperatore si era
sposato con Beatrice di Borgogna, di cui Baudolino s'innamora,
ma questo amore proibito lo tormenta per buona parte della sua vita.
Baudolino viene coinvolto come consigliere dell'imperatore nelle
questioni italiane, in particolare con la città di Milano, che
resiste ai numerosi assedi dell'esercito, inoltre, terminati i suoi
studi, Baudolino viene inviato come ambasciatore nelle città
italiane, dove viene coinvolto nella fondazione di Alessandria (che
circa coincide con il suo luogo di nascita) e quando il Federico
rimane ferito in un assedio Baudolino gli parla della lettera del
Prete Giovanni, ma durante una missione di spionaggio di Baudolino
per conto dell'impero, fa amicizia con il monaco Zosimo, che ruba
l'idea della lettera del Prete Giovanni, facendola recapitare per
primo a Andronico I Comneno, tuttavia Zosimo viene scoperto e
fatto prigioniero da Baudolino. Dunque il padre per raggiungere il
Regno del Prete Giovanni (in estremo oriente) partecipa
alla terza crociata guidata da Federico, (a cui aderiscono
Baudolino, il Poeta, Abdul, Borone, Kyot, Solomon, e i suoi amici di
Alessandria: il Porcelli, il Cuttica, Aleramo Scaccabarozzi, detto il
Ciula, Colandrino, fratello della defunta sposa di Baudolino, e il
Boidi). la crociata procede seguendo come filo conduttore la ricerca
della mitica terra del Prete Giovanni, leggendario re-sacerdote
di un immenso stato nestoriano in estremo oriente. Durante
il viaggio verso la Terrasanta Federico muore in circostanze
misteriose, nel castello del principe armeno Adzrouni, che
lo aveva accolto nella sua residenza. Dunque termina la crociata, ma
il gruppo dei suoi amici non abbandonano l'impresa alla ricerca della
terra agognata. Partono dal castello, senza Zosimo che secondo i
protagonisti avrebbe rubato la falsa reliquia del Santo Graal e
che poi sarebbe scappato, tuttavia al gruppo di Baudolino si unisce
il principe Adzrouni, che per scampare a Leone II d'Armenia, che
altrimenti si sarebbe succesivamente scontranto con il principe, per
aver lasciato morire l'imperatore, offre cambio ai viaggiatori le
false sette teste di Giovanni Battista e le sue conoscenze
geografiche. Quindi intraprendono il viaggio attraverso terre
selvagge abitate da creature fantastiche, che dura molti anni, fino a
che un giorno i viaggiatori arrivano a Pndapetzim, la provincia e
anticamera del regno del Prete Giovanni.
Qui i protagonisti incontrano una terra
abitata da strane
creature: blemmi, satiri, panozi, giganti, sciapodi,
pigmei, ipazie, ponci, e vegono accolti come i remagi. Le
creature fantastiche (tranne i satiri e le ipazie) si trovavano sotto
il dominio del Diacono Giovanni, Delfino del Prete, che
però il suo potere viene esercitato da una cerchia
di oligarchi (eunuchi), che fanno capo a Praxeas.
Nell'attesa di poter avere accesso alla terra del Sacerdote,
Baudolino si innamora di Ipazia, una satira (ovvero una creatura per
metà donna e per metà capra) appartenente al popolo delle ipazie e
discendente dalla Ipazia storica, e stringe amicizia con il
diacono Giovanni, il quale si trova richiuso nella sua sala del
trono, da cui non è mai uscito, che soffre di lebbra. Infine il
regno di Pndapetzim è scosso dalla notizia dell'imminente attacco
degli unni bianchi. Nonostante il tentativo di difesa messo in
atto dai compagni di Baudolino, in particolare dal Poeta, gli
abitanti di Pndapetzim vengono travolti dagli invasori e solo per
miracolo Baudolino e alcuni compagni superstiti (Borone, Kyot, il
Poeta, il Boidi e Solomon) riescono a salvarsi, decidendo di tornare
a casa nonostante le pressioni di Baudolino che vorrebbe tornare
indietro a cercare Ipazia, da cui era scaturita una nuova creatura;
in questo frangente a Baudolino viene consegnato un lungo lenzuolo
contenente l'effigie del diacono morente.
Il viaggio di ritorno è fitto di nuove
avventure, infatti i protagonisti vengono catturati da dei cinocefali
e dopo qualche anno riescono a fuggire, al galoppo di enormi uccelli
inviati a Costantinopoli, tuttavia durante il viaggio perde la vita
Solomon.
A Costantinopoli vengono accolti da
alcuni Genovesi e un giorno il Poeta organizza un incontro risolutivo
dove si assiste, al confronto finale tra Baudolino, i suoi amici e
Zosimo ormai morente, riguardante il furto del Gradale e la morte
dell'imperatore. durante il confronto si scopre che Federico sarebbe
stato Ucciso dal Poeta, e che il Graal è stato custodito da
Baudolino a sua stessa insaputa. Tutto ciò avviene proprio prima
dell'incontro tra Baudolino e Niceta, tuttavia durante il confronto
il Poeta assale con la spada Baudolino per ottenere la reliquia, ma
il Poeta viene ucciso da Baudolino.
Al termine del racconto orale di
Baudolino a Niceta, lo storico con l'aiuto di un suo amico, scopre
che la morte del padre adottivo di Baudolino è dovuta al fatto che
l'imperatore è stato buttato in un fiume da Baudolino, per evitare
di essere impiccati dal figlio dell'imperatore Federico VI di
Svevia, quando l'imperatore si trovava in uno stato morte
apparente e dunque sarebbe morto per l'urto con le rocce del
fiume. Baudolino, sentendosi in colpa per la morte del padre
adottivo, si dedica ad una vita da stilita, che si interrompe a
causa di una controversia con un prete, e Baudolino comprende che la
sua vita deve essere dedicata alla ricerca del regno del Prete
Giovanni e di Ipazia e con questa speranza nel cuore si dirige
nuovamente verso Oriente.
Nessun commento:
Posta un commento