22 febbraio 2020

LIBRI - UMBERTO ECO - ' BAUDOLINO '

Baudolino è un Romanzo storico di Umberto Eco, scritto nel 2000

Trama :
Nel 1154, anno della sua prima discesa in Italia, l'Imperatore ancora senza corona Federico Barbarossa si perde nella foresta e nella nebbia della pianura padana, quando chiesto aiuto al giovane contadino Baudolino, è condotto da questi a ricongiungersi al suo esercito. Avendo preso in simpatia il ragazzo, decide di adottarlo e di portarlo alla sua corte.
Dopo questa introduzione la scena si sposta a Costantinopoli durante il saccheggio del 1204, in cui un Baudolino ormai sessantenne salva dalle mani dei crociati lo storico e alto funzionario dell'impero bizantino Niceta Coniate. I due si rifugiano in casa di alcuni mercanti genovesi, conosciuti da Baudolino anni prima, mentre la città brucia per diversi giorni e successivamente riescono a lasciare Costantinopoli sotto travestimento. Baudolino nel frattempo racconta a Niceta la sua storia.
Baudolino diventa un importante consigliere del padre, sin dall'età di tredici anni, per quanto riguarda le questioni degli stati italiani. Baudolino viene educato dal canonico Rahewino e dal Vescovo Ottone, ma quando questi muoiono, Baudolino viene inviato all'università della Sorbona a Parigi, che raggiunge assieme al Poeta (pseudonimo del vero nome del personaggio). In primo luogo, durante il loro studi, stringono amicizia con il saraceno Abdul e assieme ai suoi nuovi compagni Baudolino si dedica a studiare ed inventare le caratteristiche del Regno del Prete Giovanni (a cui il vescovo Ottone faceva spesso riferimento), con l'aiuto di alcuni studiosi, tra cui Borone, il rabbino Solomon e Kyot, elaborano insieme la lettera del Prete Giovanni, che rimane celata al padre per molto tempo. In precedenza l'imperatore si era sposato con Beatrice di Borgogna, di cui Baudolino s'innamora, ma questo amore proibito lo tormenta per buona parte della sua vita. Baudolino viene coinvolto come consigliere dell'imperatore nelle questioni italiane, in particolare con la città di Milano, che resiste ai numerosi assedi dell'esercito, inoltre, terminati i suoi studi, Baudolino viene inviato come ambasciatore nelle città italiane, dove viene coinvolto nella fondazione di Alessandria (che circa coincide con il suo luogo di nascita) e quando il Federico rimane ferito in un assedio Baudolino gli parla della lettera del Prete Giovanni, ma durante una missione di spionaggio di Baudolino per conto dell'impero, fa amicizia con il monaco Zosimo, che ruba l'idea della lettera del Prete Giovanni, facendola recapitare per primo a Andronico I Comneno, tuttavia Zosimo viene scoperto e fatto prigioniero da Baudolino. Dunque il padre per raggiungere il Regno del Prete Giovanni (in estremo oriente) partecipa alla terza crociata guidata da Federico, (a cui aderiscono Baudolino, il Poeta, Abdul, Borone, Kyot, Solomon, e i suoi amici di Alessandria: il Porcelli, il Cuttica, Aleramo Scaccabarozzi, detto il Ciula, Colandrino, fratello della defunta sposa di Baudolino, e il Boidi). la crociata procede seguendo come filo conduttore la ricerca della mitica terra del Prete Giovanni, leggendario re-sacerdote di un immenso stato nestoriano in estremo oriente. Durante il viaggio verso la Terrasanta Federico muore in circostanze misteriose, nel castello del principe armeno Adzrouni, che lo aveva accolto nella sua residenza. Dunque termina la crociata, ma il gruppo dei suoi amici non abbandonano l'impresa alla ricerca della terra agognata. Partono dal castello, senza Zosimo che secondo i protagonisti avrebbe rubato la falsa reliquia del Santo Graal e che poi sarebbe scappato, tuttavia al gruppo di Baudolino si unisce il principe Adzrouni, che per scampare a Leone II d'Armenia, che altrimenti si sarebbe succesivamente scontranto con il principe, per aver lasciato morire l'imperatore, offre cambio ai viaggiatori le false sette teste di Giovanni Battista e le sue conoscenze geografiche. Quindi intraprendono il viaggio attraverso terre selvagge abitate da creature fantastiche, che dura molti anni, fino a che un giorno i viaggiatori arrivano a Pndapetzim, la provincia e anticamera del regno del Prete Giovanni.

Qui i protagonisti incontrano una terra abitata da strane creature: blemmi, satiri, panozi, giganti, sciapodi, pigmei, ipazie, ponci, e vegono accolti come i remagi. Le creature fantastiche (tranne i satiri e le ipazie) si trovavano sotto il dominio del Diacono Giovanni, Delfino del Prete, che però il suo potere viene esercitato da una cerchia di oligarchi (eunuchi), che fanno capo a Praxeas. Nell'attesa di poter avere accesso alla terra del Sacerdote, Baudolino si innamora di Ipazia, una satira (ovvero una creatura per metà donna e per metà capra) appartenente al popolo delle ipazie e discendente dalla Ipazia storica, e stringe amicizia con il diacono Giovanni, il quale si trova richiuso nella sua sala del trono, da cui non è mai uscito, che soffre di lebbra. Infine il regno di Pndapetzim è scosso dalla notizia dell'imminente attacco degli unni bianchi. Nonostante il tentativo di difesa messo in atto dai compagni di Baudolino, in particolare dal Poeta, gli abitanti di Pndapetzim vengono travolti dagli invasori e solo per miracolo Baudolino e alcuni compagni superstiti (Borone, Kyot, il Poeta, il Boidi e Solomon) riescono a salvarsi, decidendo di tornare a casa nonostante le pressioni di Baudolino che vorrebbe tornare indietro a cercare Ipazia, da cui era scaturita una nuova creatura; in questo frangente a Baudolino viene consegnato un lungo lenzuolo contenente l'effigie del diacono morente.

Il viaggio di ritorno è fitto di nuove avventure, infatti i protagonisti vengono catturati da dei cinocefali e dopo qualche anno riescono a fuggire, al galoppo di enormi uccelli inviati a Costantinopoli, tuttavia durante il viaggio perde la vita Solomon.
A Costantinopoli vengono accolti da alcuni Genovesi e un giorno il Poeta organizza un incontro risolutivo dove si assiste, al confronto finale tra Baudolino, i suoi amici e Zosimo ormai morente, riguardante il furto del Gradale e la morte dell'imperatore. durante il confronto si scopre che Federico sarebbe stato Ucciso dal Poeta, e che il Graal è stato custodito da Baudolino a sua stessa insaputa. Tutto ciò avviene proprio prima dell'incontro tra Baudolino e Niceta, tuttavia durante il confronto il Poeta assale con la spada Baudolino per ottenere la reliquia, ma il Poeta viene ucciso da Baudolino.
Al termine del racconto orale di Baudolino a Niceta, lo storico con l'aiuto di un suo amico, scopre che la morte del padre adottivo di Baudolino è dovuta al fatto che l'imperatore è stato buttato in un fiume da Baudolino, per evitare di essere impiccati dal figlio dell'imperatore Federico VI di Svevia, quando l'imperatore si trovava in uno stato morte apparente e dunque sarebbe morto per l'urto con le rocce del fiume. Baudolino, sentendosi in colpa per la morte del padre adottivo, si dedica ad una vita da stilita, che si interrompe a causa di una controversia con un prete, e Baudolino comprende che la sua vita deve essere dedicata alla ricerca del regno del Prete Giovanni e di Ipazia e con questa speranza nel cuore si dirige nuovamente verso Oriente.

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