Ecco alcuni scrittori che hanno deciso
di pubblicare romanzi sotto “falso nome” e le motivazioni dietro
a questa scelta.
Agatha Christie
Una delle scrittrice di gialli più
famosa di tutti i tempi. Firmò i suoi romanzi rosa con lo pseudonimo
di Mary Westmacott. Si dice che lo fece perché era giusto che
quei prodotti avessero un’ identità diversa e, aggiungiamo noi,
forse per la curiosità di vedere se ricevessero recensioni positive
indipendentemente dal fatto che fosse lei l’autrice.
Stephen King
Ha scritto 4 Romanzi firmandosi con il
nome di Richard Bachman. Una scelta operata per varie ragioni,
soprattutto per mettere alla prova i suoi lettori e il mondo
editoriale. King organizzò bene la sua burla: pubblicò cinque
romanzi con una casa editrice diversa dalla sua e diede spessore al
ritratto di questo suo alter ego, pubblicandone pure una presunta
fotografia. Quando il gioco venne scoperto, King fece morire “di
cancro” la sua creazione, per poi onorarne la memoria nei romanzi
successivi. Un esperimento, dunque, per niente fallito: i romanzi di
Bachman ebbero un discreto successo, ma sicuramente più successo ha
avuto la creazione del suo alter ego.
Italo Svevo
Pochi lo sanno, ma Italo Svevo non è
il vero nome dell’Autore de “La coscienza di Zeno”. Fu lo
pseudonimo scelto da Aron Hector Schmitz, nato a Trieste da
agiata famiglia ebraica quando ancora la città faceva parte
dell’Impero austro-ungarico.
Andrea De Chirico
Il Pittore e Compositore Andrea de
Chirico scelse lo pseudonimo di Alberto Savinio per le sue creazioni.
Le motivazioni restano tutt’ora ignote.
J.K. Rowling
La famosa Scrittrice britannica, Joanne
Rowling, Autrice dei Romanzi fantasy di Harry Potter, nell’Aprile
del 2013 ha pubblicato il Romanzo poliziesco The Cuckoo’s Calling
con lo pseudonimo di Robert Galbraith. Il Libro rifiutato e snobbato,
ha venduto solo 1500 copie in tre mesi, incontrando però il favore
di un pubblico limitato ma sinceramente entusiasta. A cercare sui
social network librari le più vecchie recensioni, s’incontra un
giudizio positivo e ben disposto verso il Libro. Proprio quel che
cercava, probabilmente, la Rowling: un riscontro serio che non
venga falsato dal suo nome, per un Romanzo di genere scritto solo per
il piacere di raccontare una storia.
Doris Lessing
Polemica voluta dall’Autrice, invece,
nel caso di Doris Lessing, Premio Nobel 2007: quando era già
famosa, mandò un manoscritto a una Casa Editrice sotto falso nome,
ma venne scartato. La Lessing a quel punto scoprì le carte e puntò
il dito contro l’ipocrisia delle case editrici.
J.K. Korzienowski
Molti di voi si chiederanno di chi si
possa trattare. La risposta è Joseph Conrad, che nacque in Polonia e
venne poi naturalizzato inglese. Un nome troppo complicato il suo, si
dice che quindi la scelta fu dovuta al fatto di utilizzare un nome
che fosse più congegnale ai britannici.
È universalmente riconosciuto come uno
dei grandi Maestri della Prosa, nonché uno dei più importanti
Scrittori moderni in lingua inglese.
Le sorelle Bronte
Charlotte, Emily e Anne, le sorelle
scrittrici. Charlotte è l’autrice icona di “Jane Eyre”, mentre
Emily ha scritto il capolavoro “Cime Tempestose. Anne Brontë,
la sorella minore, è invece Autrice di “Agnes Grey”.
Per timore che le loro opere fallissero
per i pregiudizi che allora esistevano nei confronti delle donne, le
tre sorelle si firmarono con uno pseudonimo maschile: Charlotte
scelse Currer Bell, Emily preferì Ellis Bell, mentre Anne decise per
Acton Bell. Mentre la critica subissò di elogi e complimenti Jane
Eyre e Agnes Grey, si spaccò in occasione della recensione di Cime
tempestose che, oggi, il più noto.
Stendhal
Stendhal ha sempre avuto un problema
con il suo nome: Henri Beyle. Quando cominciò a scrivere, fu
invece il carnevale dei nomi: pubblicò in vita ventitré libri,
nessuno firmato col suo nome e cognome: sei sono anonimi, tre
indicano l’autore con iniziali fantasiose, uno lo firma
“Louis-César-Alexandre Bombet”, due “F. de Lagenevais”, nove
Stendhal. “Beyle” lo volle solo sulla lapide, ma
italianizzando il nome (“Errico”) e facendosi nascere non a
Grenoble ma a Milano. Se poi andiamo a vedere le lettere, gli
pseudonimi diventano innumerevoli: facendo cifra tonda, in tutto
circa trecentocinquanta. Voltaire, altro giocatore di nomi, è
lasciato abbondantemente alle spalle: ne aveva usati solo
centosettanta. Quando pubblica la sua “Roma, Napoli e
Firenze nel 1817” Beyle sceglie un nuovo, ennesimo
pseudonimo, che finirà per “battezzarlo” definitivamente:
Stendhal.
J.T. Leroy
Autore di due Romanzi
autobiografici, si presenta come un giovane poco più che
ventenne, sopravvissuto a una vita di abusi e prostituzione. La sua
storia è subito diventata un caso mondiale, andando ben oltre il
comparto letterario, finendo con l’attirare l’attenzione e la
solidarietà di star del cinema, di scrittori che l’hanno preso
sotto la loro ala protettiva. In Italia “Ingannevole è il
cuore più di ogni cosa” viene candidato al Premio Strega
2000, mentre nel 2005 Asia Argento ne realizza un Film.
Il 9 Gennaio 2006 arriva la rivelazione
shock: J.T. Leroy non esiste. Al suo posto, una donna quarantenne
chiamata Laura Albert, autrice dei libri, e la giovane cognata di
lei, Savannah Knoop, che impersonava il personaggio nelle uscite
pubbliche. Cos’è successo? E’ successo che una trentenne
(all’epoca), con la passione della scrittura e del camuffamento, di
fronte agli ostacoli nel lungo cammino verso una pubblicazione, si
sia spacciata per un giovane ragazzo, finendo con l’impersonare
completamente la sua creazione.
Nessun commento:
Posta un commento