Poirot sul Nilo è uno tra i più
celebri Romanzi della giallista inglese Agatha
Christie. Pubblicato nel 1937.
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Trama
Hercule Poirot si imbarca sul lussuoso
battello Karnak per una crociera sul Nilo in Egitto;
durante il viaggio fa la conoscenza della giovane donna d'affari
Linnet Ridgeway, in viaggio di nozze con il neomarito Simon Doyle, e
di Jacqueline de Bellefort, un tempo migliore amica di Linnet e ora
intenzionata a ossessionare con la sua presenza la giovane, colpevole
di avere sposato Simon Doyle un tempo suo fidanzato, del quale è
ancora innamorata. Jacqueline segue Simon e Linnet durante la loro
luna di miele, apparendo nei momenti più impensati e importunando la
coppia con la sua ossessiva presenza. I Doyle decidono allora di
depistare la donna e di intraprendere di nascosto la crociera sul
Nilo a bordo del Karnak, ma Jacqueline scopre tutto e si imbarca
anche lei come passeggera. Durante una visita ai templi di Abu
Simbel, un grosso masso rischia di cadere e colpire Linnet. I
sospetti ricadono su Jacqueline, che però dimostra di essere stata
lontana dal luogo in cui è successo l'incidente.
Una sera, nel salone del battello, dopo
che Linnet si è già ritirata per la notte, Jacqueline ferisce Simon
ad una gamba con un colpo di rivoltella di fronte a Cornelia Robson,
ma poi, presa dal rimorso, allontana l'arma spingendola sotto un
divano con un calcio e viene quindi accompagnata in camera, sedata e
sorvegliata a vista per il resto della notte dall'infermiera Miss
Bowers. Nel frattempo, il dottor Bessner viene svegliato da Cornelia
e va nel salone a soccorrere Simon, prestandogli le prime cure e
facendolo trasportare nella sua cabina. D'accordo con Simon e
Bessner, Cornelia torna nel salone per recuperare la pistola di
Jacqueline, ma scopre che è scomparsa da sotto il divano.
La mattina dopo, Linnet Doyle viene
ritrovata morta nel suo letto, uccisa con un colpo di rivoltella
Calibro 22 (la stessa di Jacqueline) alla testa. Sulla parete accanto
a lei è stata tracciata col sangue la lettera "J", che
porta a pensare che Linnet possa aver tentato di indicare l'identità
del proprio assassino prima di morire, ipotesi che però viene subito
smentita. A parte Simon Doyle e Jacqueline, che possiedono entrambi
un alibi per l'ora del delitto (lui immobilizzato dalla ferita, lei
sorvegliata dall'infermiera), tutti i passeggeri del battello
risultano potenziali indiziati. La presenza sul Karnak di
un vecchio amico di Poirot, il colonnello Race, che sta cercando una
spia nemica, non fa che aumentare il mistero.
L'attenzione di Poirot si concentra
sulla pistola, che viene effettivamente recuperata dal Nilo, avvolta
da un fazzoletto macchiato di sangue e dalla stola di Miss Van
Schuyler, che ne aveva segnalato la scomparsa la sera prima.
L'investigatore rileva subito un'incongruenza, in quanto il fatto che
la pistola sia avvolta nel fazzoletto e nello scialle contrasta con
la tipologia di ferita alla tempia di Linnet Doyle, perché la
presenza di bruciature intorno al foro del proiettile non sarebbe
stata possibile se il colpo fosse partito da un'arma avvolta nella
stoffa: l'unica soluzione parrebbe quella di un terzo colpo esploso,
ma dalla pistola ne mancano solo due. Nel frattempo si trova
costretto a valutare anche una serie di falsi indizi, come per
esempio una bottiglia gettata in acqua proprio nello stesso momento
dell'arma, e il furto di una collana di perle che vede Tim Allerton
come sospettato principale.
Mentre si trova nella cabina del Dottor
Bessner, conversando con lui e con Simon, Poirot viene interpellato
dalla cameriera di Linnet, Louise Bourget, che fornisce una serie
accurata quanto inutile di dettagli (facendosi sentire anche da
Bessner e Simon) sul fatto che non ha visto nessuno entrare o uscire
dalla cabina della sua padrona. Poche ore dopo, la ragazza viene
trovata morta nella sua cabina, pugnalata al cuore con una lama
piccola come un bisturi e in mano un frammento stracciato di una
banconota, segno che aveva cercato invano di ricattare il colpevole.
Mentre Poirot si trova nuovamente nella cabina del Dottor Bessner,
interviene la signora Salomè Otterbourne, che annuncia di conoscere
il nome dell'assassino, ma poco prima che riesca a pronunciarlo,
qualcuno le spara alla testa dall'esterno della cabina e la uccide.
Ma Poirot ha già compreso come si è
svolta la vicenda e ha individuato i colpevoli in Simon e Jacqueline,
che in realtà sono ancora innamorati l'uno dell'altra. Simon aveva
sposato Linnet unicamente per i suoi soldi, e con l'intento di
sbarazzarsi di lei a tempo debito per ereditare il suo patrimonio e
sposare Jacqueline. Quest'ultima ha progettato l'uccisione della sua
ex amica perché sapeva che Simon non possedeva sufficiente freddezza
per agire da solo e si sarebbe sicuramente fatto smascherare.
La loro scenata nel salone alla
presenza di testimoni, lo sparo da parte di Jacqueline e l'insistenza
di Simon affinché la ragazza venisse condotta via e sorvegliata a
vista, erano stati accuratamente pianificati per garantire un alibi a
entrambi. In effetti, la pallottola sparata da Jacqueline ha in
realtà colpito il bordo di un tavolino, dove Poirot riscontra una
scalfittura recente. Simon aveva simulato il sangue, con
dell'inchiostro rosso. Rimasto solo dopo che Jacqueline viene
condotta via, Simon ha recuperato la pistola da sotto il divano, è
corso nella cabina di Linnet e l'ha uccisa, tracciando la "J"
sulla parete. Ritornato precipitosamente nel salone, si è sparato
alla gamba avvolgendo l'arma nella stola della Van Schuyler per
attutire il terzo colpo e ha gettato la pistola ancora avvolta nello
scialle fuori dalla finestra, in tempo per essere raggiunto dal
dottor Bessner, chiamato a soccorrerlo.
Jacqueline è stata costretta a
commettere il secondo ed il terzo omicidio per evitare che lei e
Simon venissero smascherati. Louise Bourget, dopo aver visto Simon
allontanarsi dalla cabina della moglie all'ora del delitto, ha
approfittato del suo colloquio con Poirot per far capire al giovane
di conoscere la verità, e di conseguenza per ricattarlo. Simon ha
poi insistito per un colloquio privato con Jacqueline, durante il
quale l'ha avvertita del pericolo. Jacqueline uccide quindi la
cameriera con uno dei bisturi del dottor Bessner, ma viene a sua
volta notata dalla Otterbourne. Successivamente, quando Simon si
rende conto che la signora Otterbourne sta per rivelare il nome di
Jacqueline, comincia a parlare a voce molto alta in modo da farsi
sentire dalla sua complice nella cabina accanto. Jacqueline, malgrado
il rischio, riesce a sparare alla Otterbourne attraverso la porta
aperta della cabina, eliminando la scomoda testimone e rientrando
subito nella sua stanza.
Pur non avendo la minima prova, Poirot
riesce a far crollare psicologicamente Simon Doyle e a fargli
confessare tutto. Altri misteri trovano alla fine spiegazione: la
spia nemica risulta essere il signor Richetti, mentre il ladro della
collana di perle è Tim Allerton, ma Poirot gli permette di
rimpiazzare il gioiello e di evitare la prigione, in modo che egli
possa sposare Rosalie Otterbourne. L'altra coppia che progetta il
matrimonio è quella formata da Cornelia Robson e il dottor Bessner,
con gran sorpresa del giovane signor Ferguson, un acceso comunista
che alla fine si rivela essere membro di una grande famiglia
aristocratica del paese e che sperava di poter sposare la ragazza. Al
momento della cattura, Jacqueline uccide Simon e si suicida con una
seconda rivoltella che teneva nascosta.