16 giugno 2026

GIOVANNI BOCCACCIO

 Giovanni Boccaccio, nasce il 16 Giugno 1313, muore il 21 Dicembre 1375.

Scrittore e Poeta italiano.

Conosciuto anche come il Certaldese, fu una delle figure più importanti nel panorama letterario europeo del XIV Secolo.
Alcuni studiosi lo definiscono come il maggior narratore europeo del suo tempo, uno scrittore versatile che amalgamò tendenze e generi letterari diversi facendoli confluire in opere originali, grazie a un'attività creativa esercitata all'insegna dello sperimentalismo.
La sua opera più celebre è il ‘ Decameron ‘ , raccolta di novelle che nei secoli successivi fu elemento determinante per la tradizione letteraria italiana, soprattutto dopo che nel XVI Secolo, Pietro Bembo elevò lo stile boccacciano a modello della prosa italiana.
L'influenza delle opere di Boccaccio non si limitò al panorama culturale italiano ma si estese al resto dell'Europa,
esercitando influsso su autori come G. Chaucer, , figura chiave della Letteratura inglese, o più tardi su M. de Cervantes, Lope de Vega e il Teatro classico spagnolo.
Boccaccio, insieme a Dante Alighieri e Francesco Petrarca, fa parte delle cosiddette «Tre corone» della letteratura italiana. È inoltre ricordato per essere uno dei precursori dell'umanesimo, del quale contribuì a gettare le basi presso la città di Firenze, in concomitanza con l'attività del suo contemporaneo amico e maestro Petrarca. Fu anche colui che diede inizio alla critica e filologia dantesca: Boccaccio si dedicò a ricopiare codici della Divina Commedia e fu anche un promotore dell'opera e della figura di Dante. A Boccaccio si deve infatti l'epiteto divina, attributo con cui è divenuta nota la Commedia.
Nel ‘900 Boccaccio fu oggetto di studi critico-filologici da parte di Vittore Branca e G. Billanovich, e il suo Decameron fu anche trasporto sul grande schermo dal regista e Scrittore Pie Paolo Pasolini.

MUSICA - ORGANO - C.H. RINCK - ADAGIO


 C.H. Rinck - Adagio in D moll

15 giugno 2026

MUSICA - STORIA - F. POULENC - LE BAL MASQUE

Francis Poulenc – Le Bal Masqué

Cantata profana su poesie di Max Jacob

#lebalmasque #music #History #poulenc

Le Bal Masqué (Il Ballo in Maschera) è una Cantata di Francis Poulenc dai toni irriverenti, surreali, composta nel 1932 su Poesie di Max Jacob; la Musica è scritta per Voce di Baritono (o Mezzosoprano), Oboe, Clarinetto, Fagotto, Cornetto, Tromba, Percussioni, Pianoforte, Violino e Violoncello.


Con la Composizione di questa Cantata Poulenc ottempera a una commissione dei visconti Charles e Marie-Laure de Noailles che gli avevano richiesto un’Opera da rappresentare al Teatro di Hyères e, nello stesso tempo, rende omaggio al suo caro amico, Max Jacob, di cui utilizza quattro brani tratti dalla raccolta “Laboratoire Central” del 1921, dando il massimo risalto alla sua Poesia surrealista.

La Musica di Poulenc è piena di energia vibrante, esalta i testi di Jacob e, a volte, è completamente in contrasto col significato delle parole; il linguaggio musicale di Poulenc è ironico, adeguato alla poetica di Jacob, efficace nel catturare l’attenzione degli spettatori, come avviene nella conclusione quando il narratore canta in falsetto e in fortississimo. Episodi strumentali: un’ampia Introduzione, un Interludio tra il primo e il secondo brano, Bagatelle fra terzo e quarto, preludi estesi prima del Finale, evidenziano momenti di virtuosismo e fanno da trait d’union tra una canzone e l’altra.

Il primo movimento non descrive una persona specifica presente al ballo in maschera; si basa su frammenti di immagini e fonemi rassomiglianti alla parodia di una filastrocca, come nella frase d’apertura “Madame la dauphine fine fine fine fine fine“; un altro esempio del vocabolario surrealista di Jacob è nella ripetizione di “Chine” o nella frase “En terre à Nanterres, où elle est enterrée“. Gli altri testi, “Malvina”, “La dame aveugle” e “Finale”, contengono elementi inquietanti e farseschi. In “Malvina”, Poulenc immagina una donna appariscente con un incarico accademico minore morta di recente.

Il ragionamento su questa morte varia da “elle vient mourir d’amour à ta porte” (è venuta a morire d’amore alla tua porta), a “disons qu’elle morte du diabète, morte du gros parfum qui lui penchait le cou”, (diciamo che è morta di diabete, morta per un forte profumo che le chiudeva la gola). Il pezzo si conclude con la frase piuttosto ironica impostata su un motivo che si richiama a Puccini, “Malvina, oh Fantôme, que Dieu te garde!” (Malvina, oh fantasma, che Dio ti custodisca!). La parte strumentale in stile tardo-romantico è interrotta bruscamente dal fagotto e da un fischietto. Nella “La dame aveugle” Poulenc evoca il ricordo di una signora vista durante un soggiorno a Nogent. Il testo presenta una descrizione farsesca della condizione umana con accenti sugli elementi grotteschi e assurdi come nel verso “la Dame grasse et aveugle dont les yeux saignent” (La donna, grassa e cieca, i cui occhi sanguinano); nonostante la sua cecità, presta anche particolare attenzione allo stato del suo guardaroba: “Elle prend garde aux plix de sa robe de peluche” (Si difende dalle rughe nel suo vestito di peluche). Max Jacob, inoltre, cita anche il fratellastro che conduce un’esistenza scandalosa e priva di onore; lettori e spettatori sono incerti su come reagire e Poulenc aumenta ulteriormente l’incredulità del momento terminando il movimento con una rude melodia da circo equestre. Per la parte finale Poulenc sceglie una poesia di particolare eccentricità in cui il narratore è un anziano riparatore di automobili “trop ​​vieillard pour Paris” (troppo vecchio per Parigi); costui usa immagini assurde (l’angle de tes maisons m’entre dans les chevilles) per descrivere il numero spropositato dei nuovi insediamenti abitativi realizzati a Parigi, canta sguaiatamente frasi sciocche e incorenti: “Mon gilet quadrillé a, dit-on l’air étrusque et mon chapeau marron va mal avec mes frusque” ( Il mio panciotto ha, si è detto, un’aria etrusca e il mio cappello marrone si abbina male ai miei fronzoli).

Poulenc tratta i temi di Jacob contrapponendo serietà e facezia, commenta con una fanfara assurdamente ottimista la vita del vecchio riparatore di automobili, chiude il brano in un veloce falsetto per sottolineare l’assurdità del personaggio.


MUSICA - STORIA- O. MESSIAEN - ' FETE DES BELLES EAUX '

Olivier Messiaen – Fête des belles eaux, per sestetto di Onde Martenot

#fetedesbelleseaux #music #History #messiaen

Fête des belles eaux è un Brano composto da Olivier Messiaen per uno Spettacolo di “suoni e luci” da eseguire sulle sponde della Senna durante l’Esposizione Universale di Parigi del 1937.

Venti Compositori sono stati incaricati di realizzare musica idonea a coreografare fontane, getti d’acqua e fuochi d’artificio; Messiaen, affascinato dal nuovo strumento elettronico inventato da Maurice Martenot, lo utilizza in un sestetto per tradurre in musica il mistero dell’acqua e lo splendore dei fuochi.


Messiaen in una intervista: “I miei colleghi hanno scelto opere orchestrali, opere corali o opere da camera. Ho avuto l’idea di scrivere per un sestetto di Ondes Martenot. I suoni dovevano essere amplificati attraverso altoparlanti posizionati su tutti gli edifici che costeggiano la Senna. L’Ondes Martenot si adattava perfettamente a una tale musica all’aperto“.

Questa Composizione mostra le diverse possibilità espressive delle Onde Martenot, che possono riprodurre suoni di tanti altri strumenti: flauto, fischietto di bambù, fagotto, clarinetto basso, celesta, archi, chitarra elettrica, organo.
Ai compositori sono stati indicati tempi precisi sulla durata dei fuochi d’artificio e dei giochi d’acqua in modo da adattare la musica allo spettacolo visivo; la musica di Messiaen, peraltro, non lascia intravedere queste limitazioni di tempo, è molto espressiva, si snoda in modo naturale e persuasivo. Le parti più significative sono quelle intitolate “L’eau” (L’acqua), caratterizzate da melodie estatiche che s’innalzano con armonie in lenta evoluzione, melodie che preludono a “Louange à l’éternité de Jésus” e a “Louange à l’immortalité de Jésus”, il quinto e l’ultimo movimento del “Quatuor pour la fin du Temps“.

ALBERTO SORDI

 Alberto Sordi, nasce il 15 Giugno 1920, muore il 24 Febbraio 2003.


Attore, Regista, Comico, Sceneggiatore, Compositore, Cantante e Doppiatore italiano.


Premi e Riconoscimenti :



Filmografia ( parziale ) :

Cinema :
Scipione l’africano
Il feroce Saladino
La principessa Tarakanova, regia di M. Soldati
Chi l’ha visto?
Il delitto di Giovanni Episcopo 
Totò e i re di Roma, con Totò, regia di M. Monicelli
Lo sceicco bianco, regia di F. Fellini
I vitelloni, regia di F. Fellini
Un giorno in pretura
Il matrimonio
Il seduttore
La bella di Roma 
Un eroe dei nostri tempi, regia di M. Monicelli
Mio figlio Nerone
Era di venerdì 17, regia di M. Soldati
Il conte Max
Il medico e lo stregone, regia di M. Moncielli
Il marito, regia di N. Loy
Venezia, la luna e tu, regia di Dino Risi
Il moralista
Costa azzurra
La grande guerra, regia di M. Monicelli
Il vedovo, regia di Dino Risi
Tutti a casa
Il vigile
Il giudizio universale, regia di V. De Sica
Una vira difficile, regia di Dino Risi
Il commissario
Mafioso
Il boom, regia di V. De Sica
Il maestro di Vigevano
La mia signora, regia di Tinto Brass
Il disco volante, regia di Tinto Brass
Made in Italy, regia di N. Loy
Fumo di Londra
Scusi, lei è favorevole o contrario?
Un italiano in America
Il medico della mutua
Riusciranno i nostri eroi a ritrovare l’amico misteriosamente scomparso in Africa?, regia di E. Scola
Nell’anno del Signore, regia di L. Magni
Il prof. Dott. Guido Tersilli primario della clinica Villa Celeste convenzionata con le mutue
Il presidente del Borgorosso Football Club
Bello, onesto, emigrato Australia sposerebbe compaesana illibata
Roma, regia di F. Fellini
Polvere di stelle
Il comune senso del pudore
Un borghese piccolo piccolo, regia di M. Monicelli
I nuovi mostri
Il malato immaginario
Il marchese del Grillo, regia di M. Monicelli
In viaggio con papà, con C. Verdone
Il tassinaro
Tutti dentro
Bertoldo, Bertoldino e Casasenno, regia di M. Monicelli
Troppo forte, regia di C. Verdone
Una botta di vita
L’avaro
In nome del popolo sovrano, regia di L. Magni
Nestore, l’ultima corsa
Incontri proibiti



GIOVANNI BOCCACCIO

  Giovanni Boccaccio , nasce il 16 Giugno 1313, muore il 21 Dicembre 1375. Scrittore e Poeta italiano. #Boccaccio #GiovanniBoccaccio #Writ...