24 ottobre 2026

ARTE - LA TESTA DI DJEDEFRA

La testa di Djedefra in quarzite è il frammento di un'antica Statua egizia del faraone Djedefra (2566–2558 a.C. circa) della IV dinastia, successore di Cheope e predecessore di Chefren.


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A giudicare dal profilo del taglio della testa, la statua completa doveva essere una sfinge.

Djedefra ebbe un regno breve ed è poco conosciuto; non fece edificare la propria piramide nella piana di Giza, nei pressi di quella di Cheope, ma diversi chilometri più a nord, ad Abu Rawash. Quando fu scoperta dall'Institut français d'archéologie orientale, all'inizio del XX Secolo, questa testa giaceva in mezzo a innumerevoli calcinacci e frammenti scultorei fra le rovine del tempio funerario annesso alla piramide di Djedefra.

È possibile che il reperto non sia un ritratto fedele del sovrano, anche se l'individualità dei tratti somatici emerge con decisione: le sopracciglia dritte e quasi lineari, gli zigomi definiti, lo sguardo piuttosto espressivo e indulgente e il mento sfuggente sono comuni a tutte le immagini note del faraone. Djedefra indossa un capricapo nemes liscio la rottura del quale, dietro al collo, suggerisce che doveva aderire alla schiena di un leone adagiato: si è quindi concluso che la statua intera fosse una sfinge.

Le sfingi ascrivibili al regno di Djedefra sarebbero fra le più antiche della storia egizia: la Grande Sfinge di Giza è generalmente attribuita al regno di Chefren, fratello e successore di Djedefra.



LIBRI - ' DELITTO E CASTIGO ' - FEDOR DOSTOEVSKIJ

Delitto e castigo è un Romanzo pubblicato nel 1866 dallo Scrittore russo Fëdor Dostoevskij e ambientato a San Pietroburgo, Russia.



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Lo svolgimento dei fatti è quasi tutto a Pietroburgo, nel corso di un'estate afosa. L'epilogo invece si svolge nella prigione-fortezza di una località non espressamente nominata, sulle rive del fiume Irtyš (fiume del bassopiano della Siberia occidentale). Dovrebbe trattarsi di Omsk, dove era presente una struttura per lavori forzati, conosciuta bene da Dostoevskij per avervi scontato egli stesso una condanna dal 1850 al 1854.

Il Romanzo ha il suo evento chiave in un duplice omicidio dettato dall'ostilità sociale: quello premeditato di un'avida vecchia usuraia e quello imprevisto della sua mite sorella più giovane, per sua sfortuna comparsa sulla scena del delitto appena compiuto.

L'Autore delle uccisioni è il protagonista del romanzo, uno studente pietroburghese indigente, chiamato Rodion Romanovič Raskol'nikov. Il romanzo narra la preparazione dell'omicidio, ma soprattutto gli effetti psicologici, mentali e fisici che ne seguono.

Dopo essersi ammalato di febbre cerebrale ed essere stato costretto a letto per giorni, Raskòl'nikov viene sopraffatto da una cupa angoscia, frutto di rimorsi, pentimenti, tormenti intellettuali e soprattutto la tremenda condizione di solitudine in cui l'aveva gettato il segreto del delitto; presto subentra anche la paura di essere scoperto, che logora sempre di più i già provati nervi del giovane: per lui è troppo gravoso sostenere il peso dell'atto scellerato. Il delitto era stato compiuto: il castigo non era stata la Siberia, ma la desolazione emotiva e le peripezie che passò Raskol'nikov per arrivare infine, grazie a una povera giovane, Sonja, al pentimento della coscienza morale e alla confessione.

Fondamentale è infatti l'inaspettato incontro con Sonja, un'anima pura e pervasa di una fede sincera e profonda, costretta però a prostituirsi per mantenere la matrigna tisica e i fratellastri. La giovane offre la speranza e la carità della fede in Dio alla solitudine del nichilismo di Raskòl'nikov. Questo incontro sarà determinante per indurre il protagonista a costituirsi e ad accettare la pena. Ma il vero riscatto avverrà per l'amore di Sonja, che lo seguirà anche in Siberia.

Raskòl'nikov reputa di essere un "superuomo" e che avrebbe potuto commettere in modo giustificato un'azione spregevole - l'uccisione della vecchia usuraia - se ciò gli avesse portato la capacità di operare dell'altro bene, più grande, con quell'azione. In tutto il libro vi sono esempi di ciò: menziona Napoleone molte volte, pensando che, per tutto il sangue che versava, faceva del bene. Raskòl'nikov pensa di poter trascendere questo limite morale uccidendo l'usuraia, guadagnando i suoi soldi, ed usandoli per fare del bene. Sostiene che se Newton o Keplero avessero dovuto uccidere un uomo, o addirittura un centinaio di uomini, per illuminare l'umanità con le loro leggi e le loro idee, ne sarebbe valsa la pena.

Il vero castigo di Raskòl'nikov non è il campo di lavoro a cui è condannato, ma il tormento che sopporta attraverso tutto il Romanzo. Questo tormento si manifesta nella suddetta paranoia, come anche nella sua progressiva convinzione di non essere un "superuomo", poiché non ha saputo essere all'altezza di ciò che ha fatto. Oltre al destino di Raskòl'nikov, il romanzo, con la sua lunga e varia lista di personaggi, tratta temi come la carità, la vita familiare, l'ateismo e l'attività rivoluzionaria, con la pesante critica che Dostoevskij muove contro la società russa coeva. Sebbene rifiutasse il socialismo [senza fonte], il romanzo sembra criticare anche il Capitalismo che si stava facendo strada nella Russia di quel tempo.

LIBRI - ' ERA LEI! ' - ANTON CECHOV

Era lei!  è un Racconto umoristico di Anton Cechov del 1886.



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Trama :

L'anziano Colonnello in pensione Petr Ivanovič Vyvertov racconta a tre giovani donne i suoi ricordi di quarant'anni prima, quando cioè era un giovane Ufficiale russo, amante dei divertimenti, di stanza a Częstochowa, nel Regno del Congresso (Polonia).

Il giorno di Natale del 1843 Vyvertov deve recarsi da Częstochowa nel vicino villaggio di Ševelki per alcuni acquisti. Fa molto freddo; una tormenta lo costrige a cercare riparo nel palazzo del ricco conte Bojadlovskij, in quel periodo in Francia. Ospitato da Kazìmir Chaptsìnskij, l'intendente polacco del Conte, il giovane Vyvertov passa la notte a giocare a carte e a bere prima di essere condotto a dormire nel sontuoso appartamento del conte. Impressionato dalle parole dell'intendente, il quale aveva accennato alla possibile presenza di fantasmi, e infastidito dagli scricchiolii della casa e dal rumore del vento proveniente dall'esterno, Vyvertov non riesce a prender sonno. Infine sente dei passi provenire dal corridoio e avvicinarsi alla sua stanza, la porta si apre, due morbide braccia femminili lo abbracciano, una melodiosa voce femminile gli sussurra appassionate parole d'amore, le sue labbra e quelle della giovane donna si uniscono in un lungo bacio che il colonnello afferma non riuscirà mai a dimenticare. Lo stesso avviene la notte successiva. Infine, al terzo giorno, essendo cessata la tormenta, il giovane ufficiale lascia il palazzo.

Il racconto è finito e il colonnello smette di parlare. Le giovani donne gli chiedono chi fosse mai quella donna. Il colonnello risponde che l'identità della donna è evidente. Le ragazze insistono, e il colonnello risponde che si trattava della propria moglie; lo aveva accompagnato nel viaggio verso Ševelki, era stata ospitata anch'essa nel palazzo Bojadlovskij e fatta accomodare nel vicino appartamento della contessa. Le ragazze manifestano sconcerto e delusione per la banalità di un'avventura in cui due amanti siano marito e moglie. Il colonnello ribatte che delle ragazze virtuose non dovrebbero preferire gli amori illeciti a quelli legittimi. Ma poiché le ragazze appaiono deluse, allora il colonnello soggiunge di aver scherzato: la donna non era sua moglie, ma la moglie dell'intendente. Le ragazze, ritornate allegre, sorridono divertite.


TEATRO - ' JOHAN PADAN A LA DESCOVERTA DE LE AMERICHE ' - DARIO FO

Johan Padan a la descoverta de le Americhe è un Monologo teatrale di Dario Fo in due Atti.



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Come in Mistero buffo, l'autore utilizza un grammelot padano-veneto per raccontare la storia dell'Opera.

Trama

La Commedia racconta la storia di Johan Padan, un fuggitivo dall'Inquisizione che accompagna Cristoforo Colombo nel suo quarto viaggio nel Nuovo Mondo. 


BRUNO CESARI

Bruno Cesari, nasce il 24 Ottobre 1933, muore il 30 Gennaio 2004.



Scenografo italiano.

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Premio Oscar : 1988


Filmografia

Arredatore

  • Il padre di famiglia, regia di Nanni Loy (1969)

  • Noi donne siamo fatte così, regia di Dino Risi (1971)

  • Lo scopone scientifico, regia di Luigi Comencini (1972)

  • Pane e cioccolata

  • Il viaggio, regia di Vittorio De Sica(1974)

  • La stanza del vescovo, regia di Dino Risi (1977)

  • Il gatto, regia di Luigi Comencini (1977)

  • Ciao maschio, regia di Marco Ferreri (1978)

  • Prova d'orchestra, regia di Federico Fellini (1978)

  • Il giocattolo

  • La città delle donne, regia di Federico Fellini (1980)

  • Marco Polo

  • C'era una volta in America (Once Upon a Time in America), regia di Sergio Leone (1984)

  • La ciociara, regia di Dino Risi

  • Snack Bar Budapest, regia di Tinto Brass (1988)

  • Leviathan

  • Paprika, regia di Tinto Brass (1991)

  • La primavera di Michelangelo

  • Piccolo Buddha, regia di Bernardo Bertolucci (1993)

  • L'immagine del desiderio, regia di Juan José Bigas Luna (1997)

  • La leggenda del pianista sull'oceano, regia di Giuseppe Tornatore (1998)

  • Il talento di Mr. Ripley

  • Malèna, regia di Giuseppe Tornatore (2000)

ARTE - LA TESTA DI DJEDEFRA

La testa di Djedefra in quarzite è il frammento di un'antica Statua egizia del faraone Djedefra (2566–2558 a.C. circa) della  IV dinast...