Sei personaggi in cerca d'autore è
un dramma di Luigi Pirandello.
#Theater #Pirandello #History
Trama
La scena si apre con un palcoscenico in
corso di allestimento per le prove del secondo atto di un'opera
teatrale di Pirandello, Il giuoco delle parti. Mentre gli attori
e i membri della compagnia si organizzano per la prova, l'usciere
annuncia al capocomico l'arrivo di sei persone, che lo seguono con
aria smarrita e perplessa. Questi, tra lo sconcerto e il fastidio
della troupe teatrale, annunciano di essere personaggi,
creati da un autore che poi non ha voluto scrivere il loro dramma.
Chiedono che esso sia rappresentato dal capocomico e si offrono di
mostrarglielo. Lo svolgimento della vicenda, che si evince (in modo
confuso e non lineare) soprattutto grazie alle battute del Padre e
della Figliastra, è il seguente:
Il Padre, uomo distinto sulla
cinquantina, ha cacciato di casa la moglie (il personaggio è
indicato come “la Madre”), che non lo capiva, per permetterle di
crearsi una nuova vita con un altro uomo, il segretario che viveva in
casa loro, con cui lei aveva una forte intesa. Ha poi mandato il
Figlio avuto con lei a balia in campagna per farlo crescere sano e
forte, e questi è tornato a casa sua solo molti anni dopo, cresciuto
ed emozionalmente distante da lui. Il Padre non perde mai di vista il
nuovo nucleo familiare della Madre, che cresce con la nascita di una
bambina, la Figliastra; va a guardare quest’ultima che esce
dall’asilo, e un giorno le porta pure un regalo. La bambina
racconta il tutto alla Madre, che, spaventata, per qualche tempo non
la fa più andare a scuola. Il segretario trova lavoro in un altro
paese e vi si trasferisce con la famiglia, e così il Padre li perde
tutti di vista. Due mesi prima dell’inizio della trama, però, il
segretario muore e la famiglia (allargatasi con la nascita di altri
due figli, il Giovinetto e la Bambina) è costretta a tornare in
patria. Madre e Figliastra trovano lavoro presso un atelier gestito
da Madama Pace, che forza la Figliastra, giovane e bellissima, a
intrattenersi con degli uomini col pretesto di dover sopperire per
degli errori nei lavori della Madre. La ragazza accetta, ma un giorno
si trova di fronte, come cliente, proprio il Padre, che non la
riconosce; i due stanno per consumare il rapporto quando in stanza
entra la Madre, che gridando li interrompe giusto in tempo. Il Padre
quindi accoglie in casa tutta la famiglia, con grande fastidio del
Figlio, che si sente estraneo a tutta la famiglia.
Convinto dell’interesse della
vicenda, il capocomico acconsente a rappresentarla. Dopo una breve
pausa per mettersi d’accordo sui dettagli con il Padre (cui
corrisponde una pausa effettiva nella rappresentazione teatrale)
viene preparata la scena dell’incontro tra Padre e Figliastra nel
retrobottega dell’atelier di Madama Pace, ma la Figliastra
continua a rallentare i lavori perché vuole che la scena sia
identica al luogo vero. Per mostrare alla troupe come
impersonare bene Madama Pace, altro personaggio “vivo” ma non
presente lì con loro per evitare che si azzuffi con la Madre, il
Padre decora la scena con i cappelli e cappotti di alcune attrici,
per renderla più simile al vero retrobottega e per “attirare” la
donna con gli oggetti del suo mestiere. Lei, orribile megera vestita
sgargiatamente, effettivamente appare dalla porta sul retro del
palco, spaventando e facendo fuggire gli attori. Rimaste sul palco
solo le due donne, inizia così la scena in cui, con una ridicola
parlata mezzo italiana e mezzo spagnola, Madama Pace annuncia alla
ragazza l'arrivo di un cliente (il Padre). La scena, brevemente
interrotta dalla Madre che aggredisce Madama Pace, portandola a
uscire di scena, continua con il dialogo tra Padre e Figliastra, così
interessante che il capocomico vuole farlo provare subito. Quando il
primo attore e la prima attrice la ricreano, però, i due personaggi
continuano a interromperli per correggerli o ridere di loro, non
riuscendo a rivedersi in loro e trovando infiniti difetti nella
scenografia e nei dialoghi, che non rispecchiano la realtà. Segue
quindi la scena in cui la Madre separa Padre e Figliastra, con un
grido così angosciante che il capocomico, estatico per la riuscita
della scena, esclama più volte “Sipario!” a indicare che è ben
fatta. Il macchinista però fraintende queste parole e abbassa il
sipario, interrompendo la rappresentazione (sia vera che finta).
Il sipario è tirato su e
la troupe procede alla rappresentazione della scena
seguente, ambientata nel giardino della casa del Padre. Inizialmente
il Figlio si rifiuta di partecipare alla rappresentazione (come aveva
annunciato dall’inizio), ma, scoperto che non può fisicamente
scendere dal palco (essendo legato indissolubilmente agli altri
personaggi, anche perché, a differenza dei suoi fratellastri, lui
alla fine della vicenda resterà coi suoi genitori), acconsentirà di
malavoglia. Uscito in giardino per evitare di parlare con la Madre,
scopre la Bambina affogata nella vasca e, sconvolto, scorge dietro un
albero il Giovinetto, che, con occhi da pazzo e una rivoltella
nascosta in tasca, ha assistito alla scena senza aiutare la
sorellina. La Figliastra, intanto, è accovacciata accanto alla vasca
e piange. Figlio e Madre vanno velocemente verso il Giovinetto, ma
questi si spara, e la Madre grida disperata; quindi tutti i
personaggi tranne il Padre escono di scena, mentre il corpo del
Giovinetto è portato via su una barella. Allo sconcerto degli
attori, che non riescono a capire se il ragazzo sia morto davvero o
no, il Padre grida che è successo davvero, quindi esce anche lui di
scena.
La
conclusione
Il capocomico, indispettito per la
giornata di prove perduta, manda tutti a casa e ordina
all'elettricista di spegnere le luci; trovatosi completamente al
buio, gli dice di accendergliene almeno una per fargli strada mentre
esce. È accesa invece una luce verde dietro il fondo, che proietta
quattro grandi ombre - del Padre, della Madre, del Figlio e della
Figliastra - sul capocomico, che scappa terrorizzato. Spento il
riflettore, dal fondo destro esce il Figlio, seguito dalla Madre, che
ha le braccia protese in avanti come per cercare di afferrarlo; dal
fondo sinistro, invece, esce il Padre. Tutti e tre si fermano in
mezzo al palcoscenico. Esce quindi la Figliastra che, ripetendo la
sua perdizione, corre verso le scalette e, fermandosi tre volte per
ridere sguaiatamente nella direzione degli altri personaggi, scompare
dalla scena.