14 ottobre 2026

TEATRO - ' NON TUTTI I LADRI VENGONO PER NUOCERE ' - DARIO FO

Non tutti i ladri vengono per nuocere è un pezzo di Teatro portato sulla scena dall'Autore e Regista Dario Fo.



#Theater #Fo #History #NonTuttiILadriVengonoPerNuocere 

Trama

Il ladro si muove silenzioso nella casa che vuole svaligiare quando viene interrotto dallo squillo del telefono: è sua moglie, che gli telefona sul posto e che gli fa continuamente delle scenate di gelosia.

L'appartamento appartiene ad un personaggio senza nome, l'uomo. Improvvisamente, quest'ultimo rientra in compagnia dalla sua amante, la donna. Fin dal primo momento è chiaro che i due vivono la loro tresca nel terrore di essere scoperti, dato che entrambi sono sposati. Nel frattempo, il ladro si è nascosto nella pendola per paura di essere visto.

In seguito l'entrata di Anna, padrona di casa e moglie dell'uomo, finisce per causare scompiglio, menzogne e preoccupazione un po' in tutti i personaggi. Per proteggersi, l'uomo tenta di farle credere che il ladro e la donna siano sposati tra di loro e che siano due suoi ospiti inattesi.

Quando entra in scena la moglie del ladro, le parole dell'uomo le fanno credere che il ladro abbia una seconda moglie (la donna) e questo la conferma nei suoi vecchi sospetti di gelosia.

Anche Anna, come tutti gli altri, ha comunque qualcosa da nascondere: è tornata a casa proprio dopo aver avuto a sua volta un incontro segreto con il proprio amante, di nome Antonio.

Verso la fine della commedia, con l'entrata in scena di Antonio, lo spettatore capirà che quest'ultimo non è solo l'amante di Anna, ma anche il marito della donna, quindi dell'amante del padrone di casa. Tutti e quattro si trovano dunque legati tra di loro nel doppio ruolo di coniugi traditi ed amanti infedeli. In questa situazione, i due mariti e le due mogli si trovano faccia a faccia sbugiardati dall'evidenza, ma costretti a fare buon viso a cattivo gioco,  tra lo stupore ed il divertimento del ladro.


MUSICA - L. VAN BEETHOVEN - SINFONIA N. 7

 La Settima Sinfonia di Ludwig van Beethoven in La Maggiore Op. 92 fu composta tra il 1811 e il '12.



Prima Esecuzione a Vienna ( Austria ) l'8 Dicembre 1813.



La Sinfonia n. 7, scritta a distanza di tre anni dalla Sinfonia n. 6 ' Pastorale ' , non ha una linea di continuità con le precedenti Sinfonie, che furono composte dal 1801 al '08 senza interruzione.
Tra il 1809 e l'inizio della Composizione della nuova Sinfonia, Beethoven aveva portato a termine il Concerto per Pianoforte n. 5 ( 1809 ), le Musiche per l'Egmont di Goethe completate intorno al 1810, il Quartetto in Fa minore Op. 95 lo stesso Anno.
La prima Esecuzione ebbe luogo l'8 Dicembre del 1813 nella Sala Grande dell'Università di Vienna per un Concerto di Beneficenza.
R. Wagner in ' L'Opera d'Arte dell'Avvenire ' così descrisse questa Sinfonia: ' La Sinfonia è l'apoteosi della Danza: è la Danza nella sua suprema essenza, la più beata attuazione del Movimento del Corpo quasi idealmente concentrato nei Suoni. Beethoven nelle sue Opere ha portato nella Musica il corpo, attuando la fusione tra corpo e mente '.

Organico : 2 Flauti, 2 Oboi, 2 Clarinetti, 2 Fagotti, 2 Corni, 2 Trombe, Timpani, Archi

I Movimenti :


La Settima Sinfonia è composta da quattro Movimenti, di cui il ritmo è l'elemento generatore.

  • I Movimento: Poco sostenuto. Vivace: dopo un'introduzione che si basa essenzialmente su un quadro melodico discendente degli Oboi e su una tenue cantilena dei legni, erompe nei Flauti preceduto dal Tema del primo movimento ( il Vivace ) che man mano prende corpo coinvolgendo tutta l’Orchestra.
  • II Movimento - Allegretto. Il Movimento è aperto e chiuso da un accordo dolente in La minore. Il primo Tema, basato su una melodia dal ritmo marcato, quasi in passo di Marcia, è ripetuto più volte progressivamente arricchito nel Contrappunto. Il secondo Tema, in Maggiore, ha andamento cantabile.
  • III Movimento – Presto. Assai meno presto. È il momento più danzante della Sinfonia; il Ritmo è leggero, fresco, con impeti improvvisi, uniti da movimenti veloci. Tutto è giocato sul virtuosismo. Nel ritornello della Melodia compare anche il tema di un Canto popolare austriaco di contenuto religioso.
  • IV Movimento – Allegro con brio. Questo Allegro propone un Tema in sedicesimi che si alterna con un motivo trionfale introdotto dai fiati sullo scandire degli Archi

TEATRO - ' BAAL ' - BERTOLT BRECHT

Baal è la prima Opera teatrale del Drammaturgo tedesco Bertolt Brecht, portata al debutto a Lipsia nel 1923.



#Theater #Brecht #History #Baal

Trama

Baal è un giovane poeta molto dotato e riconosciuto dai suoi contemporanei come un giovane Verlaine. Ma la condotta erratica e ribelle del giovane allontana possibili mecenati e critici disposti ad aiutarlo. Baal prosegue con il suo declino nella campagna tedesca, dove si reca con l'amico Ekart, ma anche qui il giovane porta con sé solo dissolutezza e morte: seduce la giovane Johanna, che poi si suicida, e mette incinta e abbandona l'amante Sophie. Stanco delle donne, Baal dà voce a una certa attrazione omo-erotica per Ekart, ma finisce lo stesso per pugnalare l'amico.

In fuga dalla polizia, Baal muore da solo nella foresta, abbandonato e braccato.

Personaggi

  • Baal, un poeta

  • Mech, mercante ed editore

  • Emilie, sua moglie

  • Dr Piller, un critico

  • Johannes Schmidt, una giovane

  • Johanna, amante di Baal

  • Sophie Barger, amante di Baal

  • Ekart, amico di Baal

  • Luise, cameriera

  • Due sorelle

  • Un giovane e una giovane

  • Il vagabondo

  • La padrona di casa

  • Lupu

  • Mjurk

  • La cantante del nightclub

  • Il pianista

  • Maja, una mendicante

  • Un mendicante

  • Due poliziotti

  • Boscaioli

  • Autisti

  • Paesani


LIBRI - ' IL CAMALEONTE ' - ANTON CECHOV

Il camaleonte è un racconto di Anton Cechov, pubblicato nel 1884.



#Book #History #cechov #Ilcamaleonte #Russia

Trama 

L'ispettore di polizia Očumelov attraversa la piazza del mercato, seguito da una guardia, quando si odono delle urla: l'orefice Chrûkin sta inseguendo un cucciolo di levriero che poco prima lo ha morso. Očumelov accorre e interroga i testimoni per identificare il proprietario del cane: essendo vietato lasciare i cani senza guinzaglio e senza museruola, il proprietario del cane, oltre a risarcire l'orefice, dovrà pagare una multa salata.

Uno dei testimoni riferisce che si tratta del cane del generale Žigalov. Očumelov cambia allora la direzione delle indagini: non è possibile che un cagnolino così piccolo abbia morso un omone alto e grosso come l'orefice; quest'ultimo si è certamente ferito da solo e cerca di dare la colpa a un piccolo animale innocente. Un astante dice di aver visto l'orefice schiacciare la punta di un sigaro acceso sul muso del cane prima del morso.

Un altro astante afferma però che il generale Žigalov ha solo cani da punta e di razza; Očumelov concorda che quel cane non è certamente di razza e occorre riprendere le indagini per ricercarne il padrone a tutela dell'orefice. Viene interrogato Prochor, il cuoco del gen. Žigalov, e costui conferma che il cane non è certamente di proprietà del generale. L'ispettore Očumelov si rafforza nel proposito di difendere Chrûkin e pronuncia ad alta voce minacce contro il proprietario del levriero. Il cuoco Prochor dichiara tuttavia che il cane è di proprietà di Vladimir Ivanyč Žigalov, il fratello del generale giunto da poco in città, un alto funzionario la cui importanza è nota all'ispettore. Saputo finalmente il nome del proprietario del cane, Očumelov chiude l'indagine: il cagnolino è simpatico e innocuo, il vero colpevole è Chrûkin, il quale viene minacciato dall'ispettore Očumelov («Avrai a fare i conti con me!») fra le risate della folla.


TEATRO - ' SPETTRI ' - HENRIK IBSEN

Spettri (titolo originale Gengångare) è un Dramma in 3 Atti del drammaturgo norvegese Henrik Ibsen, scritto nel 1881.



#Theater #Ibsen #History #Spettri #Gengångare

  
Trama

Atto primo

In una piccola città della Norvegia, tutto è pronto per l'inaugurazione di un asilo intitolato al capitano Alving. La vedova, Helene, si è occupata per lungo tempo del progetto mettendo a frutto il lascito del marito, considerato da tutti come una persona irreprensibile e dai grandi valori morali. Intanto, da Parigi è tornato il figlio della coppia, Osvald, che in Francia fa il pittore. Mentre il ragazzo si riposa dal lungo viaggio sopraggiunge il pastore Manders, vecchia fiamma della signora Alving, incaricato di pronunciare l'indomani il discorso in memoria del defunto, in occasione dell'inaugurazione.

Quando Osvald scende dalla sua camera e racconta al pastore la vita che si conduce negli ambienti artistici di Parigi, l'ecclesiastico si mostra scandalizzato dalla loro dissolutezza. Partito il ragazzo, Helene, non sopportando più la cornice di ipocrisia che la circonda, decide di svelare a Manders chi fosse veramente il benemerito Alving, dedito per tutta la vita a ogni genere di vizio. Se ha sopportato e taciuto, è stato solo per amore del figlio, unica ragione della sua vita. Ora, però, rimpiange di essersi trincerata dietro a una menzogna. Di fronte allo sconcertato uomo di Chiesa, la Signora Alving rivela un'altra verità. La bella Regine, che lavora da lei come domestica, è figlia del defunto marito e di una donna, Johanna, che sposò poi Engstrand, da tutti creduto il vero padre della giovane.

Il pastore loda il sacrificio della signora Alving, riuscita a salvare le apparenze, ma costei ha ormai la sola preoccupazione di non farsi più coinvolgere nella loro rete, immersa nel lacerante dubbio se sia meglio rivelare o meno la verità al figlio, e incline persino ad accettare un'unione tra Osvald e Regine, che, ignari di avere lo stesso padre, mostrano di piacersi. Dopo il lungo discorso, Manders, sconvolto, si ferma per il pranzo.

Atto secondo

Mentre Helene e il pastore riprendono il discorso, compare Engstrand. Manders gli rinfaccia con violenza le menzogne del passato, ma quando l'uomo spiega che sposando Johanna l'aveva sottratta al pubblico discredito, lo rivaluta, accettando inoltre di sostenerlo nella creazione di una locanda per marinai.

Uscito il pastore, Osvald rivela alla madre di soffrire di una sorta di depressione che ne paralizza il lavoro e la gioia di vivere. La donna, molto preoccupata, cerca di rassicurarlo, ma quando il figlio spiega che solo Regine, di cui è innamorato, potrebbe dargli la forza di andare avanti, la madre è sul punto di confessare tutto. L'improvviso incendio dell'asilo interrompe il colloquio.

Atto terzo

L'asilo è distrutto, e, per volere del pastore, non era nemmeno stato assicurato. Manders è preoccupato per le polemiche che rischiano di ricadere su di lui. In effetti, lo stesso Engstrand dice di averlo visto mentre gettava il moccolo di una candela tra i trucioli. Manders cerca di allontanare da lui ogni sospetto, e accetta l'aiuto del falegname, che si impegna per toglierlo dai guai, riconoscente per l'aiuto ricevuto anni prima. I due si allontanano. Helene, ormai totalmente disinteressata dalle sorti dell'asilo, rivolge tutte le proprie premure al figlio, confessando infine, davanti a Osvald e Regine, la verità.

La domestica non regge alla notizia e abbandona la casa, mentre Osvald, rammaricato, spiega alla madre che dovrà promettergli un grande favore. Era già questo il suo pensiero fisso, ma non aveva ancora trovato il momento giusto per esprimerlo. Estrae allora dalla tasca della morfina, mostrandola a Helene. Le chiede di somministrargliene una dose letale, qualora dovesse avere una crisi come quella occorsagli in Francia, che si rivelerebbe, secondo quanto gli è stato detto dagli specialisti francesi, letale. Sconvolta, Helene promette. Osvald viene colto dal suo male: di fronte alla sua sofferenza la madre è tentata di somministrargli la morfina, ma poi rinuncia mentre cala il sipario.


TEATRO - ' NON TUTTI I LADRI VENGONO PER NUOCERE ' - DARIO FO

Non tutti i ladri vengono per nuocere  è un pezzo di Teatro portato sulla scena dall'Autore e Regista Dario Fo. #Theater   #Fo   #Histo...