24 gennaio 2026

MUSICA - ORGANO - J.S. BACH - BWV 544


 La Partitura del BWV 544 di J.S. Bach

MUSICA - ORGANO - C. FRANCK - CHORAL N. 2


 Corale N. 2 - C. Franck

MUSICA - ORGANO - J.S. BACH - BWV 550


 la Partitura del BWV 550 di J.S. Bach

CINEMA - ' BANDITI A MILANO ' - STORIA

Banditi a Milano è un film poliziottesco del 1968, diretto da Carlo Lizzani. Ispirato a fatti reali, tratta delle imprese criminali della banda Cavallero che insanguinò le vie di Milano ad inizio autunno 1967. In particolare, il film si concentra sulla rapina all'agenzia n.11 del Banco di Napoli in largo Zandonai.

Interpreti : Gian Maria Volonté, Tomas Milian.

#Movie #History #Volonté

Trama

Dopo un tentativo di linciaggio, viene girato un documentario per ricostruire gli eventi che portarono la cittadinanza di Milano a esplodere dinanzi all'estrema violenza seguita ad una rapina.

In un'intervista il commissario di polizia Basevi ripercorre i cambiamenti avvenuti nella malavita milanese dopo i mutamenti sociali conseguenti il boom economico: il taglieggiamento ai proprietari dei locali notturni e delle case da gioco clandestine, l'estorsione, il diverso e più violento comportamento dei criminali, la reticenza e l'omertà di chi subisce le prepotenze del racket, il nuovo reclutamento nella prostituzione e la spietatezza verso chi cerca di sfuggirne.

Un rapinatore ferito che cercava di scappare a piedi viene sottratto dalla polizia alla folla, inferocita a causa della furia sanguinaria dei banditi che hanno percorso la città sparando all'impazzata. Con grande concitazione inizia la caccia agli altri rapinatori in fuga, ma ancora tutto è nel vago e complicato da false segnalazioni e da invenzioni di mitomani.

Il commissario interroga poi il fermato, tale Bartolini, e riesce a farsi dire i nomi dei complici e a fargli raccontare le precedenti imprese della banda. In particolare si sofferma sulla “tripletta”: tre rapine commesse due anni prima a Milano nel giro di quaranta minuti che trovarono impreparate le forze di polizia. Racconta, poi, di come vivessero a Torino fingendosi uomini d'affari, in attesa di fare i colpi organizzati da Piero che, con mente fervida e personalità esaltata, dominava su tutti.

Il quarto, un ragazzo, si chiama Tuccio e, in precedenza, lavorava nella falegnameria del padre di Piero, dove quest'ultimo aveva nascosto le armi. Quando Piero capisce che il ragazzo ha scoperto il suo segreto, ma la sa lunga, lo addestra e lo coinvolge nell'ultima impresa criminale.

I quattro partono con un pullman, salendo a Torino da fermate diverse, e, giunti a Milano, dopo un sopralluogo alla banca presa di mira, rubano prima un'auto che lasciano in un parcheggio e poi un'altra con la quale vanno a fare il colpo. Dopo l'assalto, l'auto viene identificata ed inizia una manovra di accerchiamento da parte delle volanti della polizia che, questa volta, segue piani preordinati.

Nell'inseguimento, dall'auto dei rapinatori partono i primi colpi di pistola, ma la polizia tenta di farli uscire dalla città prima di rispondere al fuoco. Rendendosi conto di ciò, i banditi ritornano verso il centro sparando nel traffico cittadino e provocando morti, ferimenti e un incidente dopo l'altro.

Quando un'auto civetta riesce finalmente ad affiancarli, i banditi riescono a speronarla, ma dopo lo scontro devono abbandonare l'auto ormai inservibile. I quattro si separano e continuano a piedi la loro fuga. Piero e Sandro corrono insieme, con le pistole in pugno, dicendo ai passanti che sono della polizia e si dileguano. L'autista, ferito al braccio, ha con sé la borsa con i soldi e un mitra e, benché presto se ne disfaccia, viene visto e inseguito da un passante: la folla, prima ancora della polizia, gli è subito addosso. Mentre viene portato in questura, il coraggioso passante ha un attacco di cuore. Il ragazzo, pur leggermente ferito, riesce a prendere un pullman e a rientrare a casa, a Torino. Il giorno dopo, però, viene arrestato.

Piero e Sandro, intanto, prendono la via dei campi, ma vengono braccati da polizia e carabinieri. Dopo diversi giorni di latitanza e di notti passate all'addiaccio, spinti dal bisogno entrano in un paese per comprare viveri, ma vengono riconosciuti e segnalati ai carabinieri. Questi li scovano in un casello ferroviario abbandonato e, colti nell'inedia, si lasciano arrestare senza reagire.

Portati in questura, attorniati da carabinieri e giornalisti, Piero non rinuncia a fare lo sbruffone atteggiandosi da grande criminale, vantandosi di aver compiuto ben diciassette rapine.


TEATRO - ' I GIGANTI DELLA MONTAGNA ' - LUIGI PIRANDELLO

I giganti della montagna è un dramma incompiuto dello scrittore italiano Luigi Pirandello.

#theater #Pirandello #History

Trama

La pièce narra la vicenda di un gruppo di disadattati che trovano rifugio in una villa chiamata La Scalogna e incontrano una compagnia di attori, chiamata La compagnia della contessa perché guidata da una contessa, in procinto di mettere in piedi la rappresentazione di un pezzo teatrale, La favola del figlio cambiato dello stesso Pirandello. Un mago suggerisce alla contessa di andare a rappresentare l'opera teatrale dinanzi ai Giganti delle montagne, uomini di un potere immenso che vivevano su una montagna. Viene quindi richiamato il principio di teatro nel teatro già usato da Pirandello in pezzi come Sei personaggi in cerca d'autore.

MUSICA - ORGANO - J.S. BACH - BWV 544

 La Partitura del BWV 544 di J.S. Bach #Video   #Music   #Organ   #Bach