01 novembre 2026

ARTE - STORIA DELL'ARTE - COLAZIONE SULL'ERBA - E. MANET

Colazione sull'erba (Le Déjeuner sur l'herbe) è un Dipinto del Pittore francese Edouard Manet, realizzato nel 1863 e conservato al Museo d'Orsay di Parigi, Francia. 


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La Colazione sull'erba raffigura un episodio squisitamente contemporaneo. Due uomini e una donna stanno consumando la merenda all'aperto, in una radura costeggiata dalla Senna, a poca distanza da Parigi (si presume presso l'île Saint-Ouen). Bisogna notare che i due signori sono vestiti con abiti moderni di città - veri e propri dandy del loro tempo - e stanno amabilmente conversando tra di loro. Quello a sinistra è lo Scultore Ferdinand Karel Leenhoff, futuro cognato dell'Artista, mentre a destra è raffigurato uno dei due fratelli di Manet, Eugène o Gustave, semi-sdraiato sul manto erboso e con il braccio allungato in direzione della giovane amica: si tratta di un gesto che evoca un dialogo, anche se sembra che nessuna delle figure rappresentate stia conversando. Si tratterebbe, in realtà, di una mossa derivata dall'incisione del Raimondi.

Alla destra della prima figura maschile troviamo infine una donna nuda che conversa, per la quale ha posato V.L. Meurent, all'epoca la modella prediletta di Manet. Con il mento posato sulla mano, la fanciulla volge lo sguardo verso lo spettatore (è l'unico personaggio della composizione a farlo), quasi a voler dialogare e intessere una relazione con chi sta osservando la scena, lasciandosi scappare contestualmente un enigmatico sorriso. Anche in questo caso la posa è filtrata attraverso l'incisione di Raimondi: la donna, tuttavia, è inequivocabilmente contemporanea («una donna ordinaria del demi-monde », per usare le parole di un critico). Per di più ella non è semplicemente nuda, ma addirittura denudata, forse perché in procinto di farsi il bagno nel fiume: nell'angolo in basso a sinistra, infatti, giacciono le sue vesti, nella fattispecie un cappellino di paglia di Firenze, adornato da un flessuoso nastro azzurro, e un abito dello stesso colore.

A fianco dei vestiti scomposti si trovano anche i resti della colazione: la frutta che rotola disordinatamente dal cestino, il pane e la fiaschetta d'argento costituiscono a tutti gli effetti una natura morta all'interno del dipinto stesso, e raccontano agevolmente la storia del picnic.

Lo stesso Manet, d'altronde, amava dipingere nature morte e spesso le inseriva in composizioni di più ampio respiro, concedendo loro grande rilevanza e spazio, proprio come nella Colazione sull'erba. In alto, quasi al vertice di quell'ipotetico triangolo isoscele che racchiude le quattro figure, troviamo un'altra giovane ragazza, stavolta vestita con una camicia da giorno, intenta a bagnarsi i piedi nella limpida acqua del ruscello. Intorno a lei si dispiega un bosco verdeggiante e frondoso, dove troviamo anche un piccolo ciuffolotto in volo, il quale aggiunge una nota realistica e scanzonata all'intero Dipinto.




ARTE - ' IL BACIO CON LA FINESTRA ' - EDVARD MUNCH

Il bacio con la finestra è un dipinto di Edvard Munch del 1892, un olio su tela di 73cm x 92cm, conservato nella Galleria nazionale di Oslo di Oslo.



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Descrizione

Il dipinto rappresenta due figure umane che si baciano all'interno di un locale, vicine ad una finestra da cui si intravede una via con vetrine illuminate e pochi passanti. A destra del quadro vediamo le due figure avvinte.

L'uomo è rappresentato di profilo con il braccio destro proteso in avanti in un abbraccio; delle gambe si individua la parte superiore; l'uomo indossa un abito blu dalla cui giacca si evidenzia una parte del colletto bianco di una camicia; del volto sono individuabili l'orecchio destro e pochi tratti relativamente al mento, al naso, all'occhio destro e alla fronte; i capelli sono corti di colore nero.

La donna è rappresentata in posizione frontale ma con il busto lateralmente tutto proteso verso il corpo dell'uomo; si distingue solo una parte del collo lasciato scoperto da un abito nero che presenta una profonda scollatura, non è individuabile il volto. Nella parte superiore a destra vediamo una parete del locale che è disadorna.

La coppia è posto accanto ad una finestra che ha una tenda dai colori che vanno dal bianco all'azzurro, raccolta in basso a destra. Dai vetri della finestra si vede una via con quattro vetrine illuminate inserite nel contesto di edifici con finestre buie e una gialla. Si distinguono quattro passanti e un grande cipresso la cui altezza è rapportabile a quella degli edifici vicini. I vetri sono collocati in modo tale da dividere la finestra in quattro sezioni.

In basso a sinistra è collocata la firma del pittore.

I colori di tutta la composizione sono scuri, azzurri, blu e neri e le tonalità sono fredde.





CINEMA - ' JULES E JIM ' FRANCOIS TRUFFAUT

Jules e Jim (Jules et Jim) è un Film del 1962 diretto da François Truffaut.


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Trama 

Nel 1907, nel quartiere parigino di Montparnasse, vivono due amici: Jules, austriaco, e Jim, francese. Si tratta di un'amicizia per certi versi "spirituale", fatta di lettura di poesie e grandi discorsi sull'arte, ma anche "pratica", visto che i due si scambiano volentieri le ragazze, finché un giorno non conoscono la giovane Catherine, provocante e passionale. Subito Jules se ne innamora mentre Jim, che capisce di esserne anche lui attratto (ma in un secondo momento), cela i propri sentimenti per non offendere l'amico, già intenzionato a sposarla. Così Jules e Catherine si trasferiscono nel sud della Germania, dove danno alla luce anche una figlia, mentre gli eventi della prima guerra mondiale allontanano Jim dalla coppia.

Quando il tempo ha oramai segnato, logorando e incrinando il matrimonio dei due giovani, Jim va a trovarli. Sceso dal treno, trova una situazione piuttosto inaspettata: l'amico Jules è profondamente cambiato, ha abbandonato la poesia, l'arte e anche il letto coniugale, visto che lui e Catherine dormono in camere separate. Ma Catherine è bella e gioiosa come sempre, e Jim trova ora il coraggio per dichiararle i propri sentimenti. Jules, ancora innamorato della moglie, accetta la relazione dell'amico con lei, pur di non perderla, e accetta perfino la comune convivenza, in un rapporto a tre che finirà per rinsaldare proprio l'amicizia tra il francese e l'austriaco. Il nuovo amore tra Jim e Catherine, invece, è destinato ad avere vita breve, per via delle difficoltà che i due incontrano nel tentativo di avere un figlio.

La conclusione è inaspettata: dapprima Catherine punta una pistola contro il petto di Jim e infine, dopo un pranzo a tre in campagna, si uccide, insieme ad un ignaro Jim, imboccando un ponte distrutto al volante della sua nuova macchina. L'automobile precipita, mentre Jules assiste alla scena. L'epilogo vede la posa delle urne con le ceneri di Catherine e Jim in due loculi vicini.


Interpreti e personaggi


CINEMA - ' PALOMBELLA ROSSA ' - NANNI MORETTI

Palombella rossa è un Film del 1989 scritto, diretto e interpretato da Nanni Moretti. 


#Movie #Moretti #History #PalombellaRossa

Trama 

Michele Apicella, funzionario del PCI, in seguito a un incidente si ritrova senza memoria. Il film si sviluppa intorno a una partita di pallanuoto (sport praticato sin da giovane dal regista) in cui Michele cerca di ritrovare la memoria perduta attraverso un riaffiorare di ricordi confusi e una realtà che non riesce a comprendere o nella quale non si riconosce.

TELEVISIONE - IL COMMISSARIO MONTALBANO - ' PAR CONDICIO '

Par condicio




Trama 

Il Commissario è alle prese con una doppia indagine: da un lato deve contenere le tensioni crescenti tra le due storiche famiglie mafiose di Vigàta, i Sinagra e i Cuffaro; dall’altro, sta cercando di far luce sulla scomparsa di Eva Ljubin, una giovane badante ucraina al servizio di un anziano professore. Seguendo flebili indizi, si addentra nella campagna siciliana fino a una vecchia stazione ferroviaria abbandonata, dove incontra Biagio, un uomo con disabilità mentale. Dopo un primo momento di diffidenza, Biagio riesce a vincere le sue paure e racconta che la ragazza è stata portata via da un pastore che ogni tanto passa di lì col suo gregge. Montalbano e Fazio, però, non riescono ad arrivare in tempo per salvare Mariuccia Cuffaro. Messa alle strette, vistasi scoperta e senza più vie d’uscita, la donna sceglie di farla finita gettandosi nel vuoto dalla cava di marmo appartenente alla sua famiglia.

Nel frattempo, durante un blitz nel rifugio di montagna del cosiddetto “puparo” — il pastore responsabile del sequestro di Eva — la situazione degenera in un violento conflitto a fuoco. Ed è proprio l’agente Catarella, in un’azione tanto imprevedibile quanto provvidenziale, a neutralizzare il criminale, salvando la vita a Montalbano e agli uomini della squadra. Sarà lo stesso commissario a trovare Eva, scossa ma viva, e ad accompagnarla personalmente in ospedale, dove verrà finalmente ricoverata e curata.