17 ottobre 2026

LIBRI - ' AL BAGNO PUBLICO ' - ANTON CECHOV

Al bagno pubblico o Ai bagni turchi è un Racconto di Anton Cechov strutturato in due sezioni, pubblicato in volume nel 1899, unione di due Racconti indipendenti pubblicati in precedenza su riviste rispettivamente nel 1883 e nel 1885.



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Trama

Il racconto è diviso in due sezioni, ciascuna delle quali è ambientata in un bagno pubblico russo, ossia una struttura dove numerosi soggetti privi di vestiti si sottopongono a bagni di vapore e docce fredde simili alle saune finlandesi.

Nella prima sezione, il barbiere Michajl, il quale svolge nel bagno pubblico anche attività paramediche quale il taglio di calli o l'applicazione di sanguisughe, conversa con i potenziali clienti. Il barbiere è un bigotto ed esprime opinioni conservatrici del tipo, "le ragazze d'oggi sono troppo libere per colpa dell'istruzione di massa". Michajl viene redarguito da uno sconosciuto le cui idee appaiono allo stesso Michajl sovversive. Il barbiere si reca dal gestore del bagno per avvertirlo che in sala c'è un individuo politicamente pericoloso da segnalare alla polizia, ed apprende che in realtà è stato redarguito da un diacono. Mortificato, Michajl ritorna in sala per chiedere perdono al religioso.

Nella seconda sezione, due anziani frequentatori del bagno pubblico, Nikodim Egoryč Potyčkin e Makar Tarasyč Peškin discutono sul matrimonio; in particolare, Nikodim chiede a Makar come mai sua figlia Daša, nonostante l'avvenenza e la condotta irreprensibile, non si sia ancora sposata. Makar risponde che la causa è la mancanza di serietà («L'uomo è viziato, stupido e libero pensatore») da parte dei numerosi pretendenti della figlia, tutti per un motivo o per l'altro ritiratisi prima del matrimonio. Per l'ultimo di questi pretendenti il matrimonio non è avvenuto per un errore di calcolo fatto dallo stesso Makar: il pretendente, un uomo nobile il quale amava Daša alla follia, voleva una dote di 8500 rubli, Makar non era disposto a offrirne più di 8200.


LIBRI - ' LE MEMORIE DI UN PAZZO ' - NIKOLAJ GOGOL

Le memorie di un pazzo è un Racconto dello Scrittore Nikolaj Vasil'evič Gogol. Pubblicato per la prima volta nella Raccolta Arabeschi (in russo Арабески?) del 1835.



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Trama

Il Racconto, scritto in prima persona nella forma di un diario, narra la progressiva discesa nella follia del burocrate Aksentij Ivanovič Popriščin. Attratto dalla bella figlia del suo direttore, e volendo sapere qualcosa di più sul conto di lei, Aksentij Ivanovič sottrae le lettere che sarebbero state scritte dalla cagnetta Maggie, nelle quali egli crede di leggere tutto il disinteresse della ragazza verso di lui. Appresa la notizia che il trono di Spagna è vacante, Aksentij Ivanovič si proclama monarca di quel Paese, inizia a firmare i documenti come Ferdinando VIII e chiede la mano della figlia del direttore; quindi si mette al lavoro sulla sua divisa da consigliere titolare per farne un manto regale. Ormai divenuto completamente pazzo, Aksentij Ivanovič viene portato al manicomio, che però a lui appare come la Corte spagnola.

TEATRO - ' MACBETH ' - WILLIAM SHAKESPEARE

Macbeth, è una Tragedia di William Shakespeare.



#Theater #History #Macbeth #Shakespeare

Trama

Atto primo

La tragedia si apre in una cupa Scozia medievale, in un'atmosfera di lampi e tuoni; tre Streghe (Le Sorelle Fatali, ispirate certamente alle Norne del mito norreno e alle Parche/Moire della tradizione greco-romana) decidono che il loro prossimo incontro dovrà avvenire in presenza di Macbeth.

Nella scena seguente, un sergente ferito riferisce al re Duncan di Scozia che i suoi generali, Macbeth e Banco, hanno appena sconfitto le forze congiunte di Norvegia e Irlanda, guidate dal ribelle Macdonwald. Macbeth, congiunto del re, è lodato per il suo coraggio e prodezza in battaglia.

La scena cambia: Macbeth e Banco appaiono sulla scena, di ritorno ai loro castelli, facendo considerazioni sulla vittoria appena conseguita e sul tempo "brutto e bello insieme", che caratterizza la natura ambigua e carica di soprannaturale della brughiera desolata e pervasa di nebbia che stanno attraversando. Le tre streghe, che li stavano aspettando, compaiono e pronunciano profezie. Anche se Banco per primo le sfida, si rivolgono a Macbeth: la prima lo saluta come "Macbeth, sire di Glamis", titolo che Macbeth già possiede, la seconda come "Macbeth, sire di Cawdor", titolo che non possiede ancora, e la terza "Macbeth, il Re". Macbeth è stupefatto e silenzioso, così Banco ancora una volta tenta di fronteggiarle, intimorito dall'aspetto delle Sorelle Fatali e dalle condizioni particolari e misteriose del momento: le streghe dunque informano anche Banco sull'essere capostipite di una dinastia di re e svaniscono, lasciando nel dubbio Macbeth e Banco sulla reale natura di quella strana apparizione.

Sopraggiunge dunque il re, che annuncia a Macbeth la concessione a suo favore del titolo di sire di Cawdor: la prima profezia è così realizzata e immediatamente Macbeth incomincia a nutrire l'ambizione di diventare re.

Macbeth scrive alla moglie (Lady Macbeth) riguardo alle profezie delle tre streghe. Quando Duncan decide di soggiornare al castello di Macbeth a Inverness, Lady Macbeth escogita un piano per ucciderlo e assicurare il trono di Scozia al marito, e anche se Macbeth mostra tentennamenti, volendo ritornare sui propri passi e smentendo le ambizioni manifestate nella lettera inviata alla moglie, quest'ultima infine lo convince.

Atto secondo

Nella notte della visita, Lady Macbeth ubriaca le guardie del re, facendole cadere in un pesante sonno. Macbeth, con un noto soliloquio che lo porta a vedere di fronte a sé l'allucinazione di un pugnale insanguinato che lo guida verso l'omicidio del suo stesso re e cugino, si introduce nelle stanze di Duncan e lo pugnala a morte. Sconvolto dall'atto, si rifugia da Lady Macbeth, la quale invece non si perde d'animo e recupera la situazione lasciando le due armi usate per l'assassinio presso i corpi addormentati delle guardie, imbrattando i loro volti, le mani e le vesti col sangue del re.

Al mattino, poco dopo l'arrivo di MacDuff, nobile scozzese venuto a recare omaggio al sovrano, viene scoperto l'omicidio. In un simulato attacco di rabbia, Macbeth uccide le guardie prima che queste possano rivendicare la loro innocenza.

MacDuff è subito dubbioso riguardo alla condotta di Macbeth, ma non rivela i propri sospetti pubblicamente. Temendo per la propria vita, il figlio di Duncan, Malcolm, scappa in Inghilterra. Su questi presupposti Macbeth, per la sua parentela con Duncan, sale al trono di Scozia.

A dispetto del suo successo, Macbeth non è a suo agio circa la profezia per cui Banco sarebbe diventato il capostipite di una dinastia di re, temendo di essere a sua volta scalzato. Così lo invita a un banchetto reale e viene a sapere che Banco e il giovane figlio, Fleance, usciranno per una cavalcata quella sera stessa. Macbeth ingaggia due sicari per uccidere Banco e Fleance (un terzo sicario compare misteriosamente nel parco prima dell'omicidio: secondo una parte della critica potrebbe essere immagine e personificazione stessa dello spirito dell'Assassinio). Banco viene dunque massacrato brutalmente, ma Fleance riesce a fuggire. Al banchetto, che dovrebbe celebrare il trionfo del re, Macbeth è convinto di vedere il fantasma di Banco che siede al suo posto, mentre gli astanti e la stessa Lady Macbeth non vedono nulla. Il resto dei convitati è spaventato dalla furia di Macbeth verso un seggio vuoto, finché una disperata Lady Macbeth ordina a tutti di andare via.

Atto terzo

Macbeth, che cammina ormai a cavallo fra mondo del reale e mondo soprannaturale, si reca dalle streghe in cerca di certezze. Interrogate, chiamano a rispondere degli spiriti: una testa armata dice a Macbeth "stai attento a MacDuff", un bambino insanguinato gli dice "nessun nato di donna può nuocerti", un bambino incoronato gli dice "Macbeth non sarà sconfitto fino a che la foresta di Birnam non muova verso Dunsinane"; infine appare un corteo di otto spiriti a simboleggiare i discendenti di Banco, alla cui vista Macbeth si dispera.

Si avvia una stagione di sanguinaria persecuzione ai danni di tutti i lord di Scozia che il sovrano ritiene sospetti, e in particolare contro MacDuff. Un gruppo di sicari viene inviato al suo castello per ucciderlo, ma una volta lì i mercenari non lo trovano, essendo questi recatosi in Inghilterra per cercare aiuto militare contro Macbeth e avviare una rivolta. Gli assassini, a ogni modo, trucidano la moglie e i figli di MacDuff, in una scena piena di patetismo e crudeltà.

Atto quarto

In Inghilterra MacDuff e Malcolm pianificano l'invasione della Scozia. Macbeth, adesso identificato come un tiranno, vede che molti baroni disertano dal suo fianco. Malcolm guida un esercito con MacDuff e Seyward, conte di Northumbria, contro il castello di Dunsinane, fortezza associata al trono di Scozia dove Macbeth risiede. Ai soldati, accampati nel bosco di Birnam, viene ordinato di tagliare i rami degli alberi per mascherare il loro numero. Con ciò si realizza la terza profezia delle streghe: tenendo alti i rami degli alberi, innumerevoli soldati rassomigliano al bosco di Birnam che avanza verso Dunsinane.

Atto quinto

Lady Macbeth, intimamente gravata di un crescente fardello morale, non regge più il peso dei suoi delitti e comincia a essere tormentata da visioni e incubi che sconvolgono il suo sonno: una sua dama racconta e mostra a un medico episodi di sonnambulismo, che sfociano in crisi disperate in cui la regina tenta di ripulire le mani da macchie di sangue incancellabili, confondendo passato e presente e rivelando tutti gli omicidi commessi per conquistare e mantenere il trono. Alla notizia della morte della moglie e di fronte all'avanzata dell'esercito ribelle, Macbeth pronuncia il famoso soliloquio ("Domani e domani e domani"), sul senso vacuo della vita e di tutte le azioni che la costellano, vani atti insignificanti che puntano al raggiungimento di obiettivi che non hanno alcun reale valore.

Richiede poi che gli siano portate armi e armatura, pronto a vendere cara la pelle in quello che già sente essere il suo atto finale.

La battaglia infuria sotto le mura di Dunsinane, e il giovane Seyward, alleato di MacDuff, muore per mano del tiranno, che poi affronta MacDuff. Macbeth ritiene di non avere alcun motivo di temere il lord ribelle, perché non può essere ferito o ucciso da "nessuno nato da donna", secondo la profezia delle streghe. MacDuff però dichiara di "essere stato strappato prima del tempo dal ventre di sua madre", e che quindi non era propriamente "nato" da donna. Macbeth tuttavia, nella furia della battaglia, accetta tale destino e non dimostra neanche un momento di cedimento nella sua lucida follia. I due combattono e MacDuff decapita Macbeth, realizzando così l'ultima delle profezie.

Anche se Malcolm, e non Fleance, salì al trono, la profezia delle streghe riguardante Banco fu ritenuta veritiera dal pubblico di Shakespeare, che riteneva che Re Giacomo I fosse diretto discendente di Banco.


Personaggi

  • Duncan re di Scozia

  • Malcolm, Donalbain suoi figli

  • Macbeth generale dell'esercito di Duncan

  • Banco generale dell'esercito di Duncan

  • Lady Macbeth

  • Macduff, Lennox, Ross, Menteith, Angus, Cathness nobili scozzesi

  • Fleance figlio di Banco

  • Siward Conte di Northumberland e generale dell'esercito inglese

  • Giovane Siward suo figlio

  • Seyton ufficiale di Macbeth

  • Bambino figlio di Macduff

  • Dottori inglesi e scozzesi

  • Un soldato

  • Un portiere

  • Un vecchio

  • Lady Macduff

  • Dame di compagnia Lady Macbeth

  • Streghe (Ecate e altre tre streghe)

  • Gentiluomini, Ufficiali, Soldati, Messaggeri, Assassini


TEATRO - ' ISABELLA, TRE CARAVELLE E UN CACCIABALLE ' - DARIO FO

Isabella, tre caravelle e un cacciaballe è l'Opera teatrale (commedia in due Atti) di Dario Fo che segnò il suo ritorno sulle scene teatrali, assieme alla moglie, l'Attrice Franca Rame.



#Fo #Theater #History #ISABELLATRECARAVELLEEUNCACCIABALLE 

Trama

Spagna, XVI Secolo.

Un Attore, condannato a morte per aver recitato un'opera proibita di Fernando de Rojas, è già sul patibolo quando gli viene offerta la possibilità di recitare un ultimo spettacolo in attesa di una improbabile grazia. Ha così inizio la storia di Cristoforo Colombo (il "cacciaballe" del titolo) che tenta con intrighi ed inganni di convincere la regina Isabella di Castiglia a finanziare la sua spedizione alla scoperta dell’America. E se alla fine Colombo viene preso a calci nel sedere da tutti, una sorte migliore non tocca al condannato che scopre di essere stato beffato e che - non essendo arrivata l'agognata grazia - può solo divertire i presenti con un'ultima, irripetibile performance: la propria decapitazione.

Temi

Attorno alla figura di Colombo ruotano personaggi più o meno corrotti e spregevoli, che si possono incontrare in ogni epoca. L'eroismo romantico di Colombo risulta così smitizzato così come la storia "ufficiale" della conquista del Nuovo Mondo. Fo affermò: "...si tratta di una corrosiva rilettura della scoperta dell'America che fa piazza pulita dell'epopea retorica e patriottarda degli eroici conquistadores.[…] Quel primo spettacolo era frutto di una lunga ricerca storica, sia sulla vita di Colombo, sia su quella della corte di Isabella di Castiglia. Un regno davvero poco illuminato, segnato da una feroce pulizia etnica contro gli arabi e gli ebrei di Spagna".

Di tutte le commedie di Fo, questa è ritenuta la più brechtiana, sia per la ricerca storica e la scelta di un personaggio rappresentativo di una certa epoca e di una certa mentalità, sia per l'uso delle canzoni funzionali allo svolgimento scenico


TEATRO - ' UN UOMO E' UN UOMO ' - BERTOLT BRECHT

Un uomo è un uomo è un'Opera teatrale del Drammaturgo tedesco Bertolt Brecht, portata al debutto nel 1926 a Darmstadt.



#Theater #History #Brecht #UnUomoèUnUomo 

Trama

L'esercito inglese viene mandato a Kilkoa con centomila soldati pronti a marciare a Nord per combattere una guerra contro il Tibet. Durante una serata di festeggiamenti Jesse, Uria e Polly sono costretti ad abbandonare il loro compagno d'armi Jip dopo aver distrutto una pagoda per rubare i soldi delle elemosine. Temendo per le loro vite dopo aver commesso un crimine punibile con la fucilazione, i tre si imbattono nello scaricatore di porto Galy Gay, un uomo che non sa dire di no. I tre decidono allora di far diventare Galy il nuovo Jip. Con l'aiuto della vedova Begbick, la proprietaria di un vagone-birreria molto malfamato, Uria, Jesse e Polly mettono in scena una farsa grottesca per trasformare Galy Gay nel perfetto soldato britannico.

L'opera affronta i temi della guerra e della collettività, in risposta all'affermazione del collettivismo bolscevico nella neonata Unione Sovietica che evidenziava come ogni membro della comunità fosse rimpiazzabile.


Personaggi

  • Jesse Mahoney

  • Polly Baker

  • Uriah Shelley

  • Jeraiah Jip

  • Charles Fairchild, sergente

  • Galy Gay, scaricatore di porto

  • Sua moglie

  • Mr Wang, sacerdote

  • Mah Sing

  • Leokadia Begbick, vedova

  • Soldati


LIBRI - ' AL BAGNO PUBLICO ' - ANTON CECHOV

Al bagno pubblico o Ai bagni turchi è un Racconto di  Anton Cechov  strutturato in due sezioni, pubblicato in volume nel 1899, unione di du...