06 ottobre 2026

MUSICA – L. VAN BEETHOVEN – SINFONIA N. 2

 Sinfonia n. 2 in re maggiore Op. 36




  1. Adagio molto - Allegro con brio
  2. Larghetto (la maggiore)
  3. Scherzo. Allegro
  4. Allegro molto
Organico: 2 flauti, 2 oboi, 2 clarinetti, 2 fagotti, 2 corni, 2 trombe, timpani, archi
Composizione: 1800 - 1802
Prima esecuzione: Vienna, Theater an der Wien, 5 Aprile 1803
Edizione: Bureau des Arts et d'Industrie, Vienna 1804
Dedica: Principe Karl von Lichnowsky

I primi abbozzi della Seconda Sinfonia, sulla base dei taccuini di lavoro, risalgono all'anno 1800 e si intensificano nel periodo che va dall'ottobre 1801 al maggio 1802; l'opera viene completata nell'estate durante la villeggiatura trascorsa a Heiligenstadt (a quei tempi piccolo centro a nord di Vienna) e presentata al pubblico della capitale il 5 aprile 1803 sotto la direzione dell'autore; il concerto, al Teatro an der Wien era tutto di musiche di Beethoven: l'Oratorio Cristo al Monte degli Ulivi, la Prima Sinfonia, la Seconda appunto, e il Terzo Concerto per pianoforte e orchestra.
Mentre nasce quest'opera pervasa di energia e serenità, la vita di Beethoven attraversa uno dei momenti più dolorosi e scoraggianti; è di quel tempo infatti il manifestarsi della sordità dell'artista in forma acuta e la conseguente decisione di abbandonare la carriera concertistica; nonché la delusione sentimentale di essere stato rifiutato dalla Contessina Giulietta Guicciardi. "Posso dire che faccio una ben misera vita", scrive Beethoven all'amico Wegeler di Bonn, "da quasi due anni evito compagnia perché non mi è possibile dire alla gente: sono sordo!"; ma tutto ciò, lungi dal penetrare allo stato grezzo nella composizione, si traduce in uno stimolo a moltiplicare le sue possibilità espressive, a consegnarsi anima e corpo alla sua vocazione creativa.
Infatti, nella Seconda Sinfonia i contemporanei avvertirono subito qualcosa di eccessivo e sorprendente rispetto alle loro abitudini di ascolto; l'opera "guadagnerebbe ove venissero accorciati alcuni passi e sacrificate molte modulazioni troppo strane", è il parere espresso dall'"Allgemeine Musikalische Zeitung" nel 1804; e lo stesso autorevole foglio, dopo una esecuzione del 1805, avverte ancora: "troviamo il tutto troppo lungo, certi passaggi troppo elaborati; l'impiego troppo insistito degli strumenti a fiato impedisce a molti bei passi di sortire effetto. Il Finale è troppo bizzarro, selvaggio e rumoroso. Ma ciò è compensato dalla potenza del genio che in quest'opera colossale si palesa nella ricchezza dei pensieri nuovi, nel trattamento del tutto originale e nella profondità della dottrina".
La Sinfonia, dedicata al fraterno amico principe Carl von Lichnovsky, si apre con una straordinaria introduzione lenta: dopo poche battute di cerimoniosa compostezza, ecco che si avvia per campi armonici cangianti, presentando e subito mettendo da parte frammenti e spunti melodici e ritmici sempre nuovi, come fosse decisa a misurare i confini di una regione sconosciuta: molto giustamente, Paul Bekker ci ha sentito dentro una sorta d'"improvvisazione per orchestra"; di qui si dinamizza l'Allegro con brio, basato su un'idea proposta sottovoce da viole e violoncelli, un'idea che sfreccia inquieta, stretta parente del nervosismo dell'Ouverture delle Nozze di Figaro mozartiane; ma una quantità di altre idee, e talvolta solo di brevi accenni, ma tutti di plastica evidenza, si stipano nella pagina in preda a un vero entusiasmo costruttivo.
Il Larghetto che segue è da considerare con la massima attenzione: esso rappresenta un sentimento di compresenza fra il possesso di tutte le grazie del Settecento e la consapevolezza di tenere in mano un bene perduto, un valore al tramonto; assumerlo come stabile vorrebbe dire diluirlo in manierismo stilistico (come avviene, ad esempio, nell'Andante della Sinfonia op. 30 di Tomàsek che ne deriva); mentre in Beethoven proprio lo scrupolo di trattenere ancora un poco un tesoro perituro dà intima consistenza alla sviscerata piacevolezza di dialoghi, versetti e arguzie della più sorridente socievolezza; in questa musica tutta di materiali "settecenteschi", che tuttavia nelle loro venature quasi avvertono un brivido di malinconia, forse nessuno, fra i grandi interpreti moderni, s'era addentrato così a fondo come Bruno Walter.
Puro ritmo, al contrario, è l'essenza dello Scherzo, di geometrica economia di linee; mentre una vasta ricapitolazione di tutti gli atteggiamenti espressivi della Sinfonia è squadernata dal Finale, che parte da un tema che più di un tema pare un gesto fulmineo e scontroso; certo simili corse, leggere e crepitanti, specialmente Haydn aveva fatto conoscere; ma qui si sbrigliano con un gusto per i contrasti, per gli ostacoli da abbattere, che scuote da vicino il pacifico ascoltatore; siamo ancora nei limiti del Finale giocoso, ma messo a soqquadro da una vena umoristica turbolenta che ha ormai scavalcato la "vivacità".

LIRICA - COSI' FAN TUTTE - W.A. MOZART

 Così fan tutte, ossia La Scuola degli Amanti ( K 588 ) è un'Opera buffa in due Atti di W.A. Mozart.



È la terza ed ultima delle tre Opere italiane “buffe” scritte dal Compositore salisburghese sul Libretto di L. da Ponte.
Fu commissionata dall'Imperatore Giuseppe II d'Asburgo-Lorena in seguito alle felici riprese viennesi (1788-89) di ' Le Nozze di Figaro ' e ' Don Giovanni ' .
La prima Rappresentazione ebbe luogo al Burgtheater di Vienna il 26 Gennaio 1790 con Adriana Ferraresi Del Bene e Francesco Benucci, diretta dal Compositore.


Titolo originale : Così fan tutte ossia La Scuola degli Amanti
Lingua originale : italiano
Genere : Dramma giocoso
Libretto : Lorenzo Da Ponte
Atti : Due
Epoca Composizione : Autunno 1789 – Gennaio 1790



Personaggi :
Fiordiligi, Dama ferrarese abitante in Napoli (Soprano)
Dorabella, Dama ferrarese e sorella di Fiordiligi (Soprano o Mezzosoprano)
Guglielmo, Ufficiale, amante di Fiordiligi (Basso)
Ferrando, Ufficiale, amante di Dorabella (Tenore)

Despina, Cameriera (Soprano o Mezzosoprano)
Don Alfonso, vecchio Filosofo (Basso)
Coro di soldati, servi e marinai

La Trama

Atto primo :


In una bottega di caffè a Napoli, siedono i due ufficiali militari Ferrando e Guglielmo, che vantano la fedeltà delle loro fidanzate, Dorabella e Fiordiligi, sorelle.
Il loro amico Don Alfonso, anch'egli presente, li contraddice affermando, dandosi come sempre arie da filosofo cinico, che la fedeltà femminile non esiste (tutti sanno che c'è ma nessuno sa dov'è) e che, se si presentasse l'occasione, le due innamorate dimenticherebbero subito i loro fidanzati e passerebbero a nuovi amori.
A seguito di questa dichiarazione, i due intendono sfidarlo a duello per difendere l’onore delle future spose.
Don Alfonso scommette cento zecchini per provare ai due amici che le fidanzate non sono diverse dalle altre donne: per un giorno, Ferrando e Guglielmo dovranno attenersi ai suoi ordini.
Intanto nel giardino della loro casa sul Golfo Fiordiligi e Dorabella contemplano sognanti i ritratti dei fidanzati, ma poi si preoccupano perché sono già le sei del pomeriggio e i due amanti non sono ancora venuti a trovarle, come fanno di solito tutti i giorni.
Ad arrivare è invece Don Alfonso, che reca loro una notizia terribile: i fidanzati sono stati convocati al fronte e devono partire all’istante. Arrivano Ferrando e Guglielmo e fingono anche loro di dover partire.
La cameriera Despina, complice di Don Alfonso, espone alle sorelle le proprie idee circa la fedeltà maschile ed esorta Fiordiligi e Dorabella a "far all’amor come assassine": i fidanzati al fronte faranno altrettanto. Don Alfonso cerca l’aiuto di Despina, promettendole venti Scudi se insieme riusciranno a far entrare nelle grazie delle sorelle due nuovi pretendenti.
Gli stessi Ferrando e Guglielmo si presentano allora travestiti da Ufficiali albanesi.
Le padrone irrompono furenti per la presenza degli sconosciuti e i finti albanesi si dichiarano spasimanti delle sorelle. Don Alfonso presenta gli ufficiali come Tizio e Sempronio, suoi cari amici.
Alle loro rinnovate e caricaturali offerte d’amore, Fiordiligi risponde che serberanno fedeltà agli amanti fino alla morte. Fiordiligi e Dorabella si ritirano.
Don Alfonso si allontana con gli albanesi, che poco lontano fingono di suicidarsi per il dolore bevendo del veleno.
Don Alfonso finge di andare in cerca di un medico e lascia i due agonizzanti davanti alle esterrefatte sorelle, che iniziano a provare compassione.
Arriva Despina travestita da medico, declamando frasi in un Latino maccheronico, e fa rinvenire gli albanesi toccandoli con una calamita. I finti albanesi rinnovano le dichiarazioni di amore e abbracciano le donne.
Despina e Don Alfonso guidano il gioco esortando le donne ad assecondare le richieste dei nuovi spasimanti resuscitati, i quali si comportano in modo molto passionale.
Quando i due pretendono un bacio, Fiordiligi e Dorabella si infiammano indignate e rifiutano.


Atto secondo :

Nella loro camera Fiordiligi e Dorabella vengono convinte da Despina a "divertirsi un poco, e non morire dalla malinconia", senza mancare di fede agli amanti, s’intende. Giocheranno, nessuno saprà niente, la gente penserà che gli albanesi che girano per casa siano spasimanti della cameriera. Resta solo da scegliere: Dorabella, che decide per prima, vuole Guglielmo, e Fiordiligi apprezza il fatto che le spetti il biondo Ferrando.
Nel giardino sul mare i due albanesi hanno organizzato una Serenata alle Dame, i suonatori e i cantanti arrivano in barca. Don Alfonso e Despina incoraggiano gli amanti e le donne a parlarsi e li lasciano soli. Fiordiligi e Ferrando si allontanano, suscitando la gelosia di Guglielmo, che offre un regalo a Dorabella e riesce a conquistarla. Fiordiligi è sconvolta, capisce che il gioco si è mutato in realtà. Quando Ferrando si accomiata ella ha un attimo di debolezza e vorrebbe richiamarlo, poi rivolge il pensiero al promesso sposo Guglielmo e si proclama a lui fedele. Questi è impacciato nel comunicare a Ferrando che Dorabella ha ceduto facilmente, ma è felice del fatto che Fiordiligi si sia dimostrata "la modestia in carne", commentando l’infedeltà di Dorabella.
In casa, Dorabella esorta Fiordiligi a divertirsi. Fiordiligi decide di travestirsi da Ufficiale e raggiungere il promesso sposo sul campo di battaglia: si fa portare delle vesti maschili, si guarda allo specchio, constata il fatto che cambiare abito significa perdere la propria identità; immagina di trovarsi già sul posto e che Guglielmo la riconosca, ma Ferrando la interrompe, e chiede la sua mano, rivolgendosi a lei con parole che probabilmente Guglielmo non le ha mai detto. Guglielmo ha assistito al dialogo, è furente, e anche Ferrando odia la sua ex fidanzata, ma Don Alfonso, che ha dimostrato quanto voleva, li esorta a finire la commedia con doppie nozze: una donna vale l’altra, meglio tenersi queste "cornacchie spennacchiate". Don Alfonso spiega di non voler accusare le donne, anzi le scusa, è colpa della natura se "così fan tutte".
Nella sala illuminata, con la tavola imbandita per gli sposi, Despina organizza i preparativi e il coro di servi e suonatori inneggia alle nuove coppie. Al momento del brindisi Fiordiligi, Dorabella e Ferrando cantano un Canone, su un Tema affettusoso, da Musica da Camera, mentre Guglielmo si mostra incapace di unirsi a loro e commenta: "Ah, bevessero del tossico / queste volpi senza onor!".
Il notaio (che è ancora Despina travestita) fa firmare il finto contratto nuziale. Ma un coro interno intona "Bella vita militar!" e le sorelle rimangono impietrite: tornano i fidanzati. Nascosti gli albanesi in una stanza, esse si preparano ad accogliere Ferrando e Guglielmo, che fingono di insospettirsi quando scoprono il notaio e il contratto. Don Alfonso si giustifica: ha agito a fin di bene, per rendere più saggi gli sposi. Le coppie si ricompongono come in origine e tutti cantano la morale: "Fortunato l’uom che prende / ogni cosa pel buon verso, / e tra i casi e le vicende / da ragion guidar si fa".

Organico Orchestrale :

  • 2 Flauti, 2 Oboi, 2 Clarinetti, 2 Fagotti
  • 2 Corni, 2 Clarini
  • Timpani
  • Archi

Per i Recitativi :
  • Clavicembalo e Violoncello

ARTE - STORIA DELL'ARTE - IL GIUDIZIO UNIVERSALE DI MICHELANGELO

  Il Giudizio universale è un Affresco di Michelangelo Buonarroti, realizzato tra il 1536 e il 1541 su commissione di Papa Clemente VII per decorare la parete dietro l'Altare della Cappella Sistina, una delle più grandiose rappresentazioni della parusia, ovvero dell'evento dell’ascesa al potere alla fine del mondo del Cristo per inaugurare il regno di Dio, nonché uno dei più grandi capolavori dell'Arte occidentale.

L'Opera segnò la fine di un'epoca e costituì uno spartiacque della Storia dell'Arte e del pensiero umano: all'uomo forte e sicuro dell'Umanesimo e del primo Rinascimento, che Michelangelo stesso aveva esaltato negli Ignudi della volta, subentra una visione caotica e angosciata che investe tanto i dannati quanto i beati, nella totale mancanza di certezze che rispecchia la deriva e le insicurezze della nuova epoca.

#history #StoriaDellArte  #michelangelo

Gli interventi moralizzatori non esaurirono comunque le critiche, né le minacce di distruzione del Giudizio, che in seguito subì nuove e più drastiche censure, anche nel XVIII Secolo ad opera di S. Pozzi (quando la superficie venne anche ripassata da una vernice a colla) e nel 1825.



Il Giudizio, sebbene volutamente strutturato evitando la tradizionale composizione dell'immagine in ordini sovrapposti, è comunque divisibile, per comodità di trattazione, in tre zone fondamentali:

  1. Gli Angeli con gli strumenti della Passione in alto nelle nuvolette

  2. Il Cristo e la Vergine tra i beati.

  3. La fine dei tempi, con gli Angeli che suonano le Trombe dell'Apocalisse, la resurrezione dei corpi, l'ascesa al cielo dei giusti e la caduta dei dannati all'Inferno.

Ci sono poco più di quattrocento figure, con altezze che variano dai 250 cm e più per i personaggi delle zone superiori, fino ai 155 per quelli delle zone inferiori.

La figura geometrica compositiva prevalente è l'ellisse, come la mandorla di luce in cui è inscritto il Cristo, i gruppi angelici o il risultato complessivo delle spinte di salita e di discesa, salvo alcune eccezioni, come lo schema piramidale dei santi ai piedi di Cristo giudice.

Dallo stile appare una visione grandiosa dell'umanità, un'idea di "uomo-eroe" che grandeggia anche nel peccato. Michelangelo si richiama quindi al concetto di antropocentrismo proprio del Rinascimento.

A questo proposito nota G.C. Argan : "Il peccato ha rotto il sodalizio tra l'uomo ed il resto del creato; l'uomo è ormai solo nella sua impresa di riscatto; ma la causa della sua disgrazia, la superbia davanti a Dio è anche la sua grandezza”.



IVAN GRAZIANI

 Ivan Graziani, nasce il 6 Ottobre 1945, muore il 1 Gennaio 1997.



Cantautore e Chitarrista italiano.
Discografia :
Album in studio :
  • 1973 – Desperation (pubblicato come Rockleberry Roll)
  • 1974 – Tato Tomaso's Guitars
  • 1976 – Ballata per 4 stagioni
  • 1977 – I lupi
  • 1978 – Pigro
  • 1979 – Agnese dolce Agnese
  • 1980 – Viaggi e intemperie
  • 1981 – Seni e coseni
  • 1983 – Ivan Graziani
  • 1984 – Nove
  • 1986 – Piknic
  • 1989 – Ivangarage
  • 1991 – Cicli e tricicli
  • 1994 – Malelingue
  • 1999 – Per sempre Ivan

BRITT-MARIE EKLAND

 Britt-Marie Ekland, nasce il 6 Ottobre 1942.



Attrice svedese.

Filmografia parziale :
Cinema :
  • Cafè Europa
  • Furto su misura
  • Il comandante
  • Il diavolo
  • Compagnia di codardi?
  • Non disturbate
  • Too Many Thieves
  • Caccia alla volpe, regia di Vittorio De Sica
  • Doppio bersaglio
  • Il magnifico Bobo
  • L'emblema di Viktor
  • Quella notte inventarono lo spogliarello
  • Gli intoccabili
  • Nell'anno del Signore, regia di Luigi Magni
  • Un assassino per un testimone
  • I cannibali
  • Al di là del ponte
  • Champagne per due dopo il funerale
  • Il complesso del trapianto
  • Carter
  • La morte dietro il cancello
  • La tua presenza nuda!
  • Baxter!
  • The Wicker Man
  • Orgasmo bianco
  • Agente 007 - L'uomo dalla pistola d'oro
  • Royal Flash - L'eroico fifone
  • Due tigri e una carogna
  • Casanova & company
  • La razza schiava
  • Il prigioniero di Zenda
  • Il club dei mostri
  • Erotic Images
  • Passione ambigua
  • Marbella
  • Dal college con furore
  • La crociera della morte
  • Beverly Hills Vamp
  • Scandal - Il caso Profumo
  • Cold Heat

MUSICA – L. VAN BEETHOVEN – SINFONIA N. 2

  Sinfonia n. 2 in re maggiore Op. 36 #Music #Beethoven #History #Orchestra #Sinfonia Musica:  Ludwig van Beethoven (1770 - 1827) Adag...