15 ottobre 2026

STORIA - IL MASSACRO DI SAND CREEK

 Il massacro di Sand Creek (chiamato anche massacro di Chivington o battaglia di Sand Creek) si verificò il 29 Novembre 1864, nell'ambito dei più vasti eventi della Guerra del Colorado e delle guerre indiane negli Stati Uniti d'America.


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Un accampamento di circa 600 Nativi americani Membri delle tribù Cheyenne meridionali e Arapaho, situato in un'ansa del fiume Big Sandy Creek (oggi nella Contea di Kiowa nella parte orientale dello Stato del Colorado), fu attaccato da 700 soldati della milizia statale comandati dal colonnello John Chivington, a dispetto dei vari trattati di pace firmati dai capi tribù locali con il governo statunitense. Visto lo scarso numero di guerrieri armati e capaci di difendersi presenti nel campo, l'attacco dei soldati si tradusse in un massacro indiscriminato di donne e bambini, con un numero di morti tra i nativi stimato tra le 125 e le 175 vittime (oltre ad altri 24 morti e 52 feriti tra gli stessi militari attaccanti). Come riferito da molti testimoni oculari, i corpi dei nativi uccisi furono scalpati e in molti casi ripetutamente mutilati da parte dei soldati.

Inizialmente dipinti come una "vittoriosa battaglia" contro nativi ribelli, i fatti di Sand Creek furono poi oggetto di varie investigazioni da parte dell'Esercito statunitense e del Congresso, le quali espressero un severo giudizio sull'operato di Chivington e dei suoi uomini; a dispetto di ciò, tuttavia, nessuna misura punitiva fu presa nei confronti di alcuno dei partecipanti al massacro. I fatti di Sand Creek provocarono attacchi di rappresaglia da parte dei nativi contro gli insediamenti dei coloni europei, nonché un esodo di massa delle tribù native dal Colorado orientale.

Episodio controverso della storia del Colorado e delle guerre contro i nativi dell'America del Nord, il massacro di Sand Creek ispirò poi svariate opere della cultura di massa; l'area teatro dei fatti è oggi protetta dal National Park Service come Sand Creek Massacre National Historic Site.


Per ricordare questo orribile massacro Fabrizio De André compose una Canzone molto nota.

DELPHINE SEYRIG

 Delphine Claire Belriane Seyrig, nasce il 10 Aprile 1932, muore il 15 Ottobre 1990.

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Attrice, Regista e Attivista francese, di Cinema e Teatro.


Filmografia

Attrice

  • Pull My Daisy, regia di Robert Frank, Alfred Leslie (1958)

  • L'anno scorso a Marienbad (L'année dernière à Marienbad), regia di Alain Resnais (1961)

  • Muriel, il tempo di un ritorno (Muriel ou le temps d'un retour), regia di Alain Resnais (1963)

  • Qui êtes-vous, Polly Magoo?, regia di William Klein (1966)

  • Comédie, regia di Samuel Beckett, Marin Karmitz, Jean Ravel, Jean-Marie Serreau (1966)

  • L'incidente (Accident), regia di Joseph Losey (1967)

  • Baci rubati (Baisers volés), regia di François Truffaut (1968)

  • La musica, regia di Marguerite Duras, Paul Seban (1968)

  • Evviva la libertà (Mister Freedom), regia di William Klein (1969)

  • La via lattea (La voie lactée), regia di Luis Buñuel (1969)

  • El Vientre de la ballena, regia di Julian Pablo (1969)

  • La favolosa storia di Pelle d'Asino (Peau d'âne), regia di Jacques Demy (1970)

  • La vestale di Satana (Les lèvres rouges), regia di Harry Kümel (1970)

  • Il fascino discreto della borghesia (Le Charme discret de la bourgeoisie), regia di Luis Buñuel (1972)

  • Le Journal d'un suicidé, regia di Stanislav Stanojevic (1972)

  • Il giorno dello sciacallo (The Day of the Jackal), regia di Fred Zinnemann (1973)

  • Casa di bambola (A Doll's House), regia di Joseph Losey (1973)

  • Il caso Drabble (The Black Windmill), regia di Don Siegel (1974)

  • Diselo con flores, regia di Pierre Grimblat (1974)

  • Le Cri du coeur, regia di Claude Lallemand (1974)

  • Le Jardin qui bascule, regia di Guy Gilles (1974)

  • Le Boucher, la star et l'orpheline, regia di Jérôme Savary (1975)

  • India Song, regia di Marguerite Duras (1975)

  • Quel desiderio di lei (Der Letzte Schrei), regia di Robert van Ackeren (1975)

  • Aloïse, regia di Liliane de Kermadec (1975)

  • Jeanne Dielman, 23, quai du Commerce, 1080 Bruxelles, regia di Chantal Akerman (1976)

  • Caro Michele, regia di Mario Monicelli (1976)

  • Scum Manifesto, regia di Carol Roussopoulos (1976)

  • Baxter, Vera Baxter, regia di Marguerite Duras (1977)

  • Son nom de Venise dans Calcutta desert, regia di Marguerite Duras (1976)

  • Je t'aime, tu danses, regia di François Weyergans (1977)

  • Repérages, regia di Michel Soutter (1977)

  • Utkozben, regia di Márta Mészáros (1979)

  • Mia cara sconosciuta (Chère inconnue), regia di Moshé Mizrahi (1980)

  • Le Chemin perdu, regia di Patricia Moraz (1980)

  • Freak Orlando, regia di Ulrike Ottinger (1981)

  • Le Grain de sable, regia di Pomme Meffre (1983)

  • Dorian Gray im Spiegel der Boulevardpresse, regia di Ulrike Ottinger (1984)

  • Grosse, regia di Brigitte Roüan (1985)

  • Golden Eighties, regia di Chantal Akerman (1986)

  • Letters Home, regia di Chantal Akerman (1986)

  • Seven Women, Seven Sins, regia di Chantal Akerman (1987)

  • Johanna D'Arc of Mongolia, regia di Ulrike Ottinger (1989)


Regista :

  • Sois belle et tais-toi! (1981)

  • Scum Manifesto (1976)

  • Maso et Miso vont en bateau (1975)


ARTE - STORIA DELL'ARTE - LA DEPOSIZIONE - CARAVAGGIO

La Deposizione è un Dipinto a olio su tela realizzato, tra il 1602 e il 1604, dal Pittore italiano Michelangelo Merisi detto il Caravaggio e conservato presso la Pinacoteca vaticana.


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L'equilibrio compositivo del dipinto non impedisce che la violenta drammaticità del temperamento del maestro, contenuta nelle figure delle Marie e dei due Apostoli, esploda in quella di Maria di Cleofa, dalle braccia desolatamente tese in alto. I loro gesti sono espressione della teoria degli affetti secondo la quale il dolore straziante dei personaggi nel dipinto, temperato esclusivamente dalla consolazione spirituale della preghiera, doveva essere vissuto anche dall'osservatore perché partecipasse in prima persona alla narrazione.

I ricordi lombardi e il riferimento alle Opere di Giovanni Girolamo Savoldo e di Simone Peterzano si uniscono, qui, a elementi tratti dal repertorio antiquario: un aspetto, questo, che è stato ignorato dai biografi antichi, che hanno invece sempre posto l'accento sul disprezzo, o l'ignoranza, che il pittore ostentava nei confronti della tradizione classica e verso i grandi Artisti del Rinascimento.

Secondo Avigdor Posèq, una conferma invece della conoscenza dell'Arte antica si trova nella posizione del corpo di Cristo che rimanda al trasporto di Meleagro rappresentato nei sarcofagi di età romana e ripreso a suo tempo anche da Raffaello nella Deposizione Baglioni alla Borghese e da Tiziano nella Deposizione nel sepolcro al Museo del Prado e che Caravaggio poteva aver visto in un frammento con questa iconografia del dolore (Pathosformen come la chiamava A. Warburg) che si trovava nella collezione Mattei.

Le tonalità del dipinto vanno dal caldo arancione della veste maschile all'incarnato chiaro, e mettono in secondo piano l'unica figura rappresentata con vari colori: quella di Giovanni il quale, con la destra, circonda le spalle di Cristo e abbandona la sinistra sul suo corpo, come assorto in meditazione. Egli indossa una veste verde e un mantello rosso, che, insieme al bianco del lenzuolo funebre, risalta con decisione nella parte centrale del quadro.

Durante un restauro, sul retro della tela, fu rinvenuta una scritta di mano certamente caravaggesca che diceva: "Ne Iacobus videat neque de hoc loquetur", traducibile in italiano come: "Che Iacopo non veda [quest'opera] e non ne parli". Si è a lungo discusso sul significato misterioso di questa proposizione, che peraltro termina con un segno molto lungo che sembra quasi una striscia di sangue, che probabilmente vuol rilevare l'estrema importanza del comando per l'autore della frase.




LIBRI - ' UNA NOTTE TERRIBILE ' - ANTON CECHOV

Una notte terribile è un Racconto di Anton Cechov, pubblicato per la prima volta nel 1884.


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Trama

La notte di Natale del 1883 l'impiegato Ivan Petrovič Panihidin tornò nella sua abitazione dopo aver assistito a una seduta spiritica nel corso della quale era stato evocato Spinoza il quale aveva pronunciato una frase che lo aveva spaventato: "La tua vita si appresta al tramonto. Pentiti!".

Entrato nella sua camera in affitto presso l'impiegato Trupov a Uspeniâ-na-Mogil’cah, nell'Arbat, Panihidin vide in mezzo alla stanza una lussuosa cassa da morto rosa. Spaventato andò a casa del suo amico Upokoev, a pensione presso l'impiegato Čerepov; Upokoev non era in casa, ma al centro della sua camera era visibile un'altra cassa da morto. Temendo di impazzire, Panihidin si recò dal Dott. Pogostov, un suo amico il quale aveva anch'egli partecipato quella sera alla seduta spiritica e che abitava presso il consigliere Klabladbiŝenskij.

Pogostov stava rientrando a casa in quel momento; i due entrarono e trovarono anche qui una bara . Si fecero coraggio e aprirono la cassa per vederne il contenuto. La bara era vuota, ma sul coperchio una lettera dell'amico comune Ivan Čelûstin spiegava la tetra vicenda: il suocero di Čelûstin era un fabbricante di bare in difficoltà economiche e in attesa quella sera di veder confiscati i propri beni per debiti. Nel tentativo di salvare parte del patrimonio, Čelûstin aveva portato alcune fra le più costose bare in casa di amici fidati pregandoli di conservarle per una settimana, in attesa che cessasse la bufera giudiziaria.



LIBRI - ' LA PROSPETTIVA NEVSKIJ ' - NIKOLAJ GOGOL'

La Prospettiva Nevskij è un Racconto dello Scrittore Nikolaj Vasil'evič Gogol.



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Scritto tra il 1831 e il 1834.


Trama

Il racconto si apre con una lunga descrizione della Prospettiva Nevskij, la più grande ed importante via di Pietroburgo. Questa via è il nucleo caldo della città, dove la gente, durante quasi tutto il giorno, va a passeggio e sfoggia baffi, vestiti, occhiali: una vera e propria passerella.

Qui si trovano persone di qualsiasi estrazione, dagli impiegati statali, ai militari, alle donne mature, alle giovani ragazze, agli scapoli in cerca di una donna. La via brulica sempre di persone ed è piena di negozi. Gli unici momenti in cui è vuota è a metà mattinata e a metà pomeriggio, negli orari lavorativi. La sera la strada si tinge di una luce sensuale che fa cambiare aspetto a qualsiasi cosa. Proprio in questo momento della giornata inizia la storia.

Il giovane tenente Pirogov si trova con un amico sulla prospettiva quando entrambi adocchiano due ragazze: una castana ed una bionda.

L’altro ragazzo si chiama Piskarëv, un Artista timido che Gogol’ descrive come artista grigio del nord, prigioniero di questa condizione. Egli prende a seguire la ragazza sulla Prospettiva Nevskij fino a quando lei non si accorge che qualcuno la segue. La ragazza sembra, in un primo momento, stizzita riguardo a questa cosa; ma poi, nel vedere la perseveranza del giovane Artista, compare sul suo volto un leggero sorriso. Egli la segue fino alla sua casa e sale le scale insieme a lei. Arrivati alla porta dell’appartamento trovano ad aprirgli una ragazza di bella presenza e con una candela in mano. L’appartamento è trasandato: niente dipinti sui muri, polvere sui mobili, disordine e, cosa più importante, altre tre ragazze che non sembrano affatto sorprese di vedere entrare quel giovane sconosciuto. La ragazza dice qualcosa a Piskarëv, cose sudicie e volgari, che gli fanno capire che è capitato in un appartamento di prostitute. Invece di approfittare della situazione egli scappa via e, una volta tornato a casa, l’insonnia dovuta alla perdita così repentina di un sentimento così bello che era nato in lui non gli fa chiudere occhio. Verso mezzanotte e mezza arriva presso la sua abitazione un servo, il quale invita il giovane a seguirlo poiché la ragazza ha chiesto di vederlo. Egli arriva presso la casa in carrozza. Il cortile è gremito di carrozze, c’è un gran vociare e le luci della casa sono tutte accese. Entra nella casa e ci sono molte ragazze che ballano e uomini, sia anziani che giovani, che hanno fatto un cerchio umano intorno a due ragazze. Egli si fa largo e scorge la ragazza che aveva seguito. Inizia a parlare con lei ma subito dopo arriva un signore anziano che la porta via e lei supplica Piskarëv di attendere il suo ritorno. Piskarëv inizia a cercarla ma non la trova.

La Scena seguente che gli si palesa è quella della sua stanza illuminata dalla luce fioca di una candela ormai consumata. Ha sognato, ma quel sogno è stato per lui stupendo perché ha rivisto la sua amata. Passa l’intera giornata come un fantasma aspettando che il sonno sopraggiunga per vederla di nuovo. Ed è così il giorno seguente e quello dopo ancora. In conclusione la sua vita cambia del tutto: da sveglio è sempre più spento, come se dormisse, mentre quando dorme riesce a vivere. Ma con il passare del tempo, inizia a soffrire di insonnia.

Decide così di recarsi da un persiano dal quale prende dell’oppio in cambio di un dipinto. Egli torna a casa e grazie all’oppio comincia a dormire e sognare la ragazza sempre di più. Questa routine si interrompe quando egli pensa che forse la ragazza era stata costretta da avvenimenti passati a fare quello che faceva. Decide così di salvarla da quella condizione chiedendole la mano. Arriva alla sua abitazione e nel vederla inizia a tremare investito da un’onda di gioia. Le fa la sua proposta, ma le parole di lei lasciano trasparire una vita dedita alla corruzione dell’animo ed abietta. Egli non può sopportarlo e se ne va a vagabondare per la città. Si chiude dentro alla sua stanza per giorni, fino a quando la porta viene aperta con la forza perché dall’interno non arrivava nessuna risposta. Piskarëv giace a terra con la gola tagliata, morto suicida per il suo amore malato.

A questo punto il racconto si sposta su Pirogov, che aveva anch'egli iniziato a seguire la sua bella quella sera. Pirogov appartiene al ceto medio, e come si è detto è un ufficiale. Segue la biondina fino a casa sua, e dopo esservi entrato si trova davanti a una strana scena: ci sono un tale Schiller (non Schiller lo scrittore ma un calzolaio di quella via) e Hoffmann (non Hoffmann lo scrittore, ma un artigiano di quelle parti). Entrambi tedeschi e ubriachi, stanno farneticando: Schiller vuole che Hoffman gli tagli il naso, perché non necessario. Quando vede entrare Pirogov, Schiller gli urla di andarsene. Il giorno dopo Pirogov si presenta però alla sua bottega, per rivedere la bella biondina che è la moglie di Schiller. Trova la scusa di farsi fare degli speroni pur di continuare a frequentare il posto, anche se lei ha palesemente rifiutato le sue avances. Quando gli speroni sono pronti, trova un’altra scusa: il fodero del pugnale. Infine una domenica Pirogov torna a farle visita in assenza del marito, e la convince a ballare insieme. A quel punto l'ufficiale si lascia andare alla passione e inizia a baciarla insistentemente; ma proprio in quel momento entrano Schiller, Hoffmann e un altro uomo. I tre tedeschi lo tengono fermo e lo picchiano violentemente. Inizialmente Schiller si aspettava una punizione esemplare da parte dello Stato, ma Pirogov - dopo aver mangiato dei pasticcini e letto un po’ - si calma e decide di non denunciarlo.

Il Racconto si conclude con l’autore che avverte di non fidarsi della Prospettiva Nevskij, perché essa mente ad ogni ora del giorno, ma soprattutto quando scende la notte, “quando il demonio stesso accende le lampade solo per mostrare ogni cosa sotto un aspetto non vero”.


STORIA - IL MASSACRO DI SAND CREEK

  Il massacro di Sand Creek (chiamato anche massacro di Chivington o battaglia di Sand Creek) si verificò il 29 Novembre 1864, nell'am...