C'eravamo tanto amati è
un film del 1974, diretto da Ettore Scola e
interpretato da Vittorio Gassman, Nino Manfredi, Stefania
Sandrelli.
Trama
Gianni, Antonio e Nicola sono
tre partigiani divenuti amici durante la guerra di
liberazione. Dopo la fine della Seconda guerra mondiale si
dividono: Nicola ritorna a Nocera Inferiore, dove
diventa insegnante, Antonio a Roma dove riprende il
lavoro di portantino in un ospedale, e Gianni a Pavia per
terminare gli studi di giurisprudenza. In ospedale Antonio
conosce Luciana, aspirante attrice originaria della provincia di
Udine. Antonio viene discriminato in ospedale, perché non rinuncia a
combattere le sue battaglie dalle stesse prospettive palingenetiche,
di totale trasformazione sociale e lotta per la giustizia, per le
quali aveva rischiato la vita da partigiano.
Il 17 Aprile 1948, alla vigilia delle
elezioni del 18 Aprile, Gianni, ora un avvocato tirocinante, e
Antonio si ritrovano casualmente in una trattoria di Roma.
Antonio si è nel frattempo fidanzato con Luciana: la ragazza e
Gianni si piacciono subito. Questi, ambizioso e meno idealista del
suo amico, ne tradisce la fiducia, portandogliela via. Il suo
arrivismo lo convince però poi a lasciarla per Elide, figlia
sempliciotta di Romolo Catenacci, ex capomastro rude, disonesto e
senza scrupoli, nostalgico fascista divenuto ricco palazzinaro.
Gianni diventa anche avvocato del suocero, mettendo a profitto le
proprie capacità di aggirare la legge al fine di proteggerne i
loschi affari, ormai parte dei suoi stessi interessi.
Nicola, professore al liceo classico
di Nocera Inferiore, ha pretese intellettuali ed è attivo nel
cineforum, ma proprio a causa dei film da lui proposti, tra cui Ladri
di biciclette, subisce l'ostracismo della classe dirigente
locale, filo-democristiana e da sempre avversa ai film del
neorealismo. Escluso dall'insegnamento, abbandona moglie e figli per
cercare fortuna in campo culturale a Roma. L’uomo tenta anche la
fortuna a Lascia o raddoppia?, perdendo il massimo della somma
messa in palio, andando fuori tempo massimo per aver divagato nella
risposta a una ambigua domanda su un aneddoto riguardante
proprio Ladri di biciclette, per poi tirare a campare firmando
articoli di cinema con lo pseudonimo di "Vice" e assumendo
sempre più il ruolo caricaturale dell'intellettuale che da "voce
critica e coscienza della nazione" resta invischiato in sterili
polemiche e battaglie fini a sé stesse.
Intanto Luciana, dopo essere stata
abbandonata da Gianni, avuto poi un breve flirt anche con Nicola,
tenta il suicidio, venendo soccorsa in extremis da Antonio. Luciana
però lo respinge nuovamente, rompendo i legami con i tre amici. Una
sera, a bordo di un'autoambulanza, Antonio viene chiamato a
intervenire a piazza di Trevi proprio mentre Federico
Fellini si accinge a girare la famosa scena
della fontana con Marcello Mastroianni ne La
dolce vita (nella scena il regista e l'attore interpretano loro
stessi). In questa occasione rivede Luciana, che è accompagnata da
Rinaldo, un "capogruppo" che le dà lavoro nel giro
cinematografico; quando i due vengono a contatto ne nasce una rissa,
e Antonio si ritrova con il naso rotto nella stessa ambulanza con cui
era arrivato.
Gianni intanto ha scalato la sua
posizione sociale, ed è diventato capofamiglia indiscusso, anche a
spese dell'ingombrante suocero. Distaccato rispetto ai figli e alla
moglie, che non ama, cerca di raffinare la consorte; Elide tenta di
diventare una persona colta ed elegante per compiacere il marito, che
però resta indifferente e insofferente nei suoi confronti, anche
quando quest'ultima gli racconta di avere avuto una storia
extraconiugale. Lo stesso giorno Elide muore in un incidente stradale
e, quando riappare brevemente al marito sotto forma di visione,
questi cerca di mostrarsi indifferente, ma lei gli rinfaccia che con
la sua morte non è più rimasto nessuno che tenga davvero a lui. Nel
frattempo Antonio si è fidanzato con una donna, che lascia quando
incontra di nuovo casualmente Luciana, che nel frattempo ha avuto un
figlio e lavora come maschera in un cinema. L'uomo mostra di amarla
ancora, e i due tornano insieme.
Un giorno del 1974 Antonio rincontra
casualmente Gianni, che scambia per un posteggiatore abusivo, dato
che questi stava cercando di districare l'ingorgo di un parcheggio
ove vi era anche la sua auto, e gli propone una rimpatriata con
Nicola. Sebbene Gianni annuisca, in realtà non vorrebbe andare, ma
un confronto col suocero solo e paraplegico, più tardi, gli fa
cambiare idea. I tre amici si ritrovano quindi a cena nella stessa
trattoria di tanti anni prima ("Dal re della mezza porzione")
e tracciano il bilancio della propria vita. Discutendo di politica,
Antonio e Nicola finiscono per litigare fino a venire alle mani.
Gianni tenta di assumersi la colpa morale di tutto, rivelando chi in
realtà sia e in che agiatezza (e bassi principi morali) ormai viva,
ma non viene ascoltato. Nella colluttazione perde la patente, che
Antonio per sbaglio consegna a Nicola. La pace non tarda a tornare
tra i tre vecchi amici: Antonio (che si è riservato per loro una
sorpresa) decide di accompagnarli a un presidio notturno davanti a
una scuola dove li fa incontrare con Luciana che, nel frattempo
diventata sua moglie, sta in coda per iscrivere i loro due figli.
Gianni, sorpreso e nostalgico, ha una
breve conversazione con la donna, in cui le dichiara il suo amore per
lei, che dice mai scomparso in tutti quegli anni, sentendosi
rispondere da Luciana che lei invece non ha più pensato a lui dopo
la loro rottura. Amareggiato e solo più che mai, Gianni senza dire
nulla si allontana dal presidio e sparisce nella notte; Antonio e
Nicola si rendono conto della sua assenza solo quando quest’ultimo
guarda la patente e scopre che non è la sua, ma è di Gianni. I due
amici, con Luciana, gliela riporteranno il giorno dopo all'indirizzo
scritto sul documento stesso, e scoprono, non visti, Gianni mentre
sta per tuffarsi nella piscina della sua lussuosa villa: vengono così
a sapere della sua grande agiatezza, che non aveva avuto il coraggio
di rivelare ai due amici, e decidono così di andarsene senza
avvisarlo, lasciando la patente sul muretto di confine. Nicola e
Antonio poi si allontanano, discutendo se "boh", il
commento che era sorto loro spontaneo, sia una conclusione o una
conclusione aperta.