La camera verde (La chambre verte) è un film del 1978 diretto da François Truffaut.
Francia, 1928. Julien Davenne è un reduce di guerra che lavora come redattore al giornale Le Globe. È specializzato in annunci funebri e il pensiero della morte, osservata da vicino durante la guerra, lo accompagna in ogni momento. Al piano superiore della sua casa - dove vive con l'anziana governante, signora Rambaud, e Georges, un ragazzo sordomuto - Davenne ha riservato una camera al culto della moglie Julie, morta undici anni prima nel pieno della sua bellezza.
Durante un temporale, nella camera verde si sviluppa un incendio. Davenne riesce a salvare le foto e i ritratti della moglie ma capisce che ciò che ha fatto non basta più. Quando scopre una cappella abbandonata e in rovina, nello stesso cimitero in cui Julie è sepolta, Julien decide di restaurarla per consacrarla non solo alla moglie ma a tutti i suoi morti. Quel luogo sacro si trasformerà in una selva di candele accese, una foresta di fiamme che illuminerà le foto appese alle pareti di tutte le persone che hanno contato nella sua vita.
A custodire la cappella insieme a lui, Davenne chiama una giovane donna, Cécilia, segretaria della casa d'aste da cui ha riacquistato un anello già appartenuto a Julie. L'amicizia tra i due, forte di questa complicità, sembra potersi evolvere in un sentimento diverso, quando accade l'imprevisto: muore Paul Massigny, l'uomo politico francese che tempo prima aveva tradito Davenne dopo essere stato il suo miglior amico. Quando va per la prima volta a casa di Cécilia, che sta dando lezione di pianoforte, Davenne scopre che il salotto è pieno di foto di Massigny e, senza chiedere spiegazioni, se ne va.
Alla cappella, Cécilia gli rivela di essere stata una delle tante donne di Massigny e, nonostante il male che le ha fatto, di amarlo ancora. Perciò chiede che anche Massigny possa essere rappresentato da una delle candele sull'altare dei morti. Al secco rifiuto di Davenne, Cécilia rompe i rapporti e l'uomo crolla: chiuso in casa, rifiuta di mangiare, di vedere il medico, di parlare. Cécilia gli scrive una lettera nella quale finalmente gli dichiara il suo amore, pur sapendo che lui non potrà mai ricambiarlo: Julien la raggiunge nella cappella: ha perdonato Massigny, ma privo di forze cade per terra e muore. Cécilia completa l'opera, come lui tempo prima le aveva chiesto, accendendo un'ultima candela per Julien Davenne.