26 ottobre 2026

CARLO COLLODI

 Carlo Collodi, nasce il 24 Novembre 1826, muore il 26 Ottobre 1890.



Scrittore e Giornalista italiano.
Opere :
  • Storie allegre
  • Libro di Lezioni per la terza classe elementare secondo gli ultimi programmi
  • La lanterna magica di Giannettino

LIBRI - ' IL VIAGGIATORE DI PRIMA CLASSE ' - ANTON CECHOV

Il viaggiatore di prima classe è un Racconto di Anton Cechov, pubblicato per la prima volta nel 1886.



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Trama

Impero Russo. Due signori, sconosciuti l'uno all'altro, viaggiano in treno su un vagone di prima classe. Il primo viaggiatore, reduce da un lauto pasto nella carrozza-ristorante, comincia a parlare della celebrità col suo compagno di viaggio. Afferma di aver desiderato, in gioventù, ottenere la celebrità e la gloria: si è pertanto applicato duramente negli studi, è diventato Ingegnere e si è interessato inoltre di chimica organica: ha progettato decine di ponti, grandi acquedotti, ha scritto monografie, il suo nome è registrato sui trattati universitari, è stato nominato consigliere di Stato, ma il suo nome, Krikounov, è ignoto anche fra gli individui colti non specialisti. Il suo nome divenne noto in passato solo a causa di un suo legame amoroso con una cantante. Il giorno in cui si recò a Pietroburgo per ritirare un prestigioso premio, in compagnia della sua amante, i giornali diedero un certo spazio all'arrivo in città della cantante, relegando la notizia del riconoscimento accademico in un articolo di poche righe in cui peraltro il suo cognome era riportato in modo scorretto. La celebrità è riservata invece ai campioni dello sport e perfino ai pregiudicati.

L'altro viaggiatore chiede allora all'ingegner Krikounov se gli è noto il cognome "Puškov". Al diniego dell'ingegnere, l'altro viaggiatore risponde che è il proprio cognome: è Professore universitario, autore di numerose pubblicazioni e trattati, membro da decenni dell'Accademia russa delle scienze.

ARTE - L'AFRODITE DI MILO

L'Afrodite di Milo, meglio conosciuta come Venere di Milo, è una scultura greca di marmo pario, priva delle braccia e del basamento originale, che è conservata al Museo del Louvre di Parigi.

Sulla base di un'iscrizione riportata sul basamento andato perduto si ritiene che si tratti di un'opera dello scultore Alessandro di Antiochia anche se in passato alcuni la attribuirono erroneamente alla scuola di Prassitele.

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Storia

La Venere di Milo risale a un periodo compreso tra il 150 e il 50 a.C.: è dunque un'opera ellenistica, sebbene si tratti di una scultura che fonde i diversi stili dell'arte del periodo classico.

Venne ritrovata spezzata in due parti nel 1820 sull'isola greca di Milo in un terreno da un contadino talvolta indicato come Georgios Kentrotas, insieme al padre Theodoros Botonis.

Kentrotas nascose l'opera la quale fu poi tuttavia sequestrata da alcuni ufficiali turchi. Un ufficiale della marina francese, Olivier Voutier, ne riconobbe il pregio e grazie alla mediazione di Jules Dumont d'Urville e del Marchese di Rivière, ambasciatore francese presso gli Ottomani, riuscì a concluderne l'acquisto. Dopo alcuni interventi di restauro, la Venere di Milo fu presentata al Re Luigi XVIII nel 1821 e collocata al museo del Louvre, dove è tuttora conservata.

Celebrata da artisti e critici, la Venere di Milo fu da molti considerata una delle più significative rappresentazioni della bellezza femminile.



LIBRI - ' I DEMONI ' - FEDOR DOSTOEVSKIJ

I demoni è un Romanzo di Fëdor Dostoevskij pubblicato in volume per la prima volta nel 1873.



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Trama :

L'azione si svolge quasi esclusivamente in una Provincia senza nome vicino a San Pietroburgo ed è raccontata da Anton, colui che parla in prima persona; questi è un ufficiale ed ha seguito tutti gli eventi, o direttamente o perché raccontatigli da qualcuno dei protagonisti. Anton Lavrentievič è un caro amico di Stepan Trofimovič, che vive come tutore un po' esteta alla residenza della ricca Varvara Petrovna, vedova nonché imperiosa nobildonna.

Il figlio di lei, Nikolaj Vsevolodovič Stavrogin, torna a casa dopo aver trascorso anni di vita dissoluta all'estero; torna trasformato soprattutto nell'animo, moralmente prosciugato da ogni illusione ideale o romantica di gioventù. Pëtr Stepanovič, figlio di Stepan Trofimovič, cerca la collaborazione di Nikolaj Vsevolodovič: egli vorrebbe metterlo a capo di un gruppo di cospiratori che ha l'obiettivo di rovesciare tutte le autorità, laiche e religiose. A questo scopo, con i suoi cinque affiliati, oltre alla collaborazione di Šatov e Kirillov, sta preparando degli attentati terroristici.

La 'Generalessa' Varvara Petrovna ha intanto predisposto un piano per far sposare il figlio con la benestante Lizaveta Nikolaevna, figlia di una cara amica di famiglia, un matrimonio che dovrebbe esser di puro interesse; ma ella non sa ancora che Nikolaj, mentre si trovava a San Pietroburgo, ha già sposato in segreto (ed apparentemente senza alcun motivo) Marija Timofeevna, sorella storpia ed in parte fuor di senno dell'ubriacone Lebjadkin. Nikolaj Vsevolodovič pare rimanere impermeabile a qualsivoglia emozione, distaccato e distante, quasi fosse afflitto da una perenne noia esistenziale o oblio dell'anima.

Il giovane Šatov continua ad esser combattuto tra una profonda ammirazione ed un altrettanto forte senso di disprezzo nei confronti di Nikolaj: per merito suo sostiene infatti d'aver trovato la fede in Dio e non sembra troppo turbato dal fatto che questi abbia avuto una relazione con sua moglie, Marija Ignatijevna. Nikolaj in realtà ha un altro segreto inconfessabile, oltre a quello del matrimonio, che cela con cura in cuore.

Kirillov intanto rivela in dettaglio agli altri la propria intenzione di uccidersi e ciò per dimostrare così a tutti l'inesistenza, non solo delle leggi divine, ma dello stesso Dio. Il suo progetto filosofico vuol esser quindi un suicidio educativo; in maniera tanto tragica quanto teatrale si spara un colpo di rivoltella nella tempia dopo un drammatico incontro con Pëtr Stepanovič.

Un certo Fed'ka, tipo losco ed inquietante, presentatosi davanti a Nikolaj, gli offre di liberarlo dalla storpia Marija per poter così aver spianata la strada del matrimonio con la danarosa ragazza trovata per lui dalla Madre. Ma la proposta del criminale viene bruscamente respinta da Nikolaj. In seguito il giovane pare voler confidarsi con la sorella di Ivan, la buona Dar'ja Pavlovna, chiedendo in modo ancora abbastanza imprecisato e non perfettamente chiaro, perdono per tutti i suoi crimini passati e finanche per quelli futuri che non ha ancora commesso. Avrà anche un colloquio con lo starec Tichon e gli racconterà della sua assoluta incapacità di credere in Dio ed aver Fede nella sua Religione: si viene a questo punto a conoscere la verità, cioè che Nikolaj ha tempo addietro violentato una bambina, la quale, per la vergogna e la disperazione, si è subito dopo impiccata. Lui non ha fatto nulla per impedire la tragedia, anzi in quel momento già pregustava quello che avrebbe potuto fare la piccola dopo esser stata così brutalmente sedotta ed abbandonata.

Nel frattempo Pëtr Stepanovič ha trovato l'obiettivo adatto: la debolezza di Lembke, nuovo governatore della regione, e l'ambizione liberaleggiante della moglie, Julia Michajlovna, tramite la quale egli assume un ruolo di rilievo nella società mondana della cittadina. Segretamente, egli riunisce varie persone per organizzare un complotto, che forse prevederà "un assassinio politico", e frattanto si adopera per spargere ovunque confusione e discredito per l'autorità.

Cercando di attrarre a sé Nikolaj Vsevolodovič, Pëtr Stepanovič era giunto al punto d'offrirgli il comando del gruppo, ma quegli non si è mai fatto attrarre alla causa nichilista propugnata da questi giovani uomini disillusi da tutto: da allora i due hanno continuato nel tempo a discutere dei rispettivi ideali. In una riunione clandestina, il congiurato Šigalëv propone un nuovo sistema politico, in cui il 90% dell'intera popolazione del grande Impero russo sia costretta a lavorare al livello più primitivo d'esistenza, rimanendo completamente sotto il controllo e dominate dal restante 10%.

Le manovre di Pëtr Stepanovič culminano nell'uccisione, per mano di Fed'ka, di Marija Timofeevna e del fratello. Nikolaj ha tentato nel frattempo di partire assieme a Lizaveta; ma quando lui le dice di non aver fatto nulla per impedire l'assassinio della moglie, lei si affretta di corsa verso il luogo dell'omicidio: qui viene letteralmente linciata dalla folla impazzita, che la crede mandante dell'efferato crimine.

Il rifiuto di Nikolaj Vsevolodovič fa sfumare i progetti di Pëtr Stepanovič. Convinto che Šatov possa denunciare tutti, Pëtr Stepanovič lo fa ammazzare a sangue freddo. La responsabilità di questo assassinio e degli altri misfatti verrà addossata a Kirillov, il quale, nella sua indifferenza, ha accettato di scrivere una lettera d'addio in cui si dichiara responsabile.

Stepan Trofimovič decide di lasciare la Città, ma durante il viaggio a piedi si ammala. Varvara l'ha fatto cercare e, appena ritrovatisi l'uno di fronte all'altra, non possono far altro che confessarsi i reciproci sentimenti d'amore che sempre hanno provato, ma tenuto segreto e represso per anni.

Nikolaj, dopo avere proposto a Dar'ja di seguirlo in Svizzera, travolto dal senso di colpa sempre più insopportabile (è afflitto costantemente da allucinazioni, attraverso cui gli appaiono una varietà enorme di 'spiriti maligni'), finisce con l'impiccarsi ad una trave della soffitta di casa, esattamente nello stesso modo che era stato scelto dalla bambina stuprata da lui anni prima.

CINEMA - ' LA CASA DALLE FINESTRE CHE RIDONO ' - PUPI AVATI

La casa dalle finestre che ridono è un Film del 1976 diretto da Pupi Avati.



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Trama

Anni '50. Il giovane restauratore Stefano, tramite l'intercessione dell'amico Antonio, riceve l'incarico da parte del sindaco di un paese della bassa padana emiliana di riportare alla luce un macabro affresco in una chiesa nella campagna circostante. L'opera, che raffigura il martirio di San Sebastiano, è stata dipinta da un folle pittore del posto morto suicida vent'anni prima, Buono Legnani.

Stefano rimane molto affascinato dall'affresco, ma pochi colloqui con il parroco Don Orsi e altre persone del posto sono sufficienti a convincerlo che tanto l'opera quanto il suo autore non godono di altrettanta stima fra la gente del paese. Alcune telefonate anonime, che lo invitano ad andarsene rinunciando al restauro, e qualche frase sibillina di Coppola, l'iracondo e alcolizzato tassista del luogo, gli instillano il sospetto che l'affresco e il suo autore nascondano un qualche mistero che la morbosa sonnolenza del paese non riesce completamente a celare.

La conferma ai suoi sospetti arriva proprio dall'amico analista Antonio, anche lui sul posto per condurre test sulle acque del fiume, che gli preannuncia sconvolgenti scoperte riguardo a una “casa dalle finestre che ridono” ma che muore, prima di potergliele rivelare, precipitando dalla finestra della stanza d'albergo dove avrebbero dovuto incontrarsi. Il tragico evento viene frettolosamente archiviato dalle autorità del luogo come suicidio, nonostante Stefano testimoni di aver visto l'ombra del probabile assassino muoversi dietro la tenda della finestra.

Una forza oscura manovra nell'ombra per impedire che la verità venga a galla e tanta è l'omertà nel minuscolo paesino e la diffidenza nei confronti del giovane restauratore che la proprietaria dell'albergo dove risiede, con una banale scusa presto smentita dalla cameriera, lo priva della stanza lasciandolo senza alloggio.

Gli viene però in soccorso Lidio, giovane chierichetto malizioso, che gli procura una sistemazione in una fatiscente villa patrizia, apparentemente abitata soltanto da una vecchia costretta a letto dall'infermità. Lì, Stefano casualmente trova un vetusto registratore a filo d'acciaio con incise alcune frasi deliranti. Convinto che si tratti della voce del Legnani, Stefano inizia una personale indagine sulla vita del pittore, ricavando tuttavia soltanto notizie frammentarie: noto come “il pittore delle agonie” per l'abitudine di ritrarre persone in punto di morte, aveva trascorso l'infanzia in Brasile insieme alle due sorelle, con le quali era dedito a strani riti incestuosi che l'avevano reso folle al punto da suicidarsi dandosi fuoco ed era morto senza che il suo cadavere fosse mai stato ritrovato.

La vera svolta nell'indagine arriva quando, a restauro praticamente ultimato, Stefano (che nel frattempo ha iniziato una relazione con la giovane maestra Francesca, arrivando a condividere con lei il suo alloggio alla villa), recatosi a recuperare i pochi averi di Antonio, entra in possesso di un ingiallito faldone che testimonia come l'amico avesse condotto una circostanziata indagine sulla vita del Pittore; nei documenti si sospetta che le sorelle gli procurassero cadaveri da ritrarre ed è presente una loro vecchia fotografia scattata in Brasile: Stefano coglie immediatamente la forte somiglianza tra le due donne e le figure delle Erinni che nell'affresco straziano il corpo del martire. L'eccitazione per la notevole scoperta si tramuta però rapidamente in collera quando si rende conto che l'affresco è stato deturpato da ignoti con l'acido in modo da cancellare le figure femminili, vanificando così il suo lavoro.

Pressato dalla fidanzata sconvolta, Stefano decide di lasciare il paese la mattina successiva. Proprio in procinto di partire incontra Coppola che, per ritorsione contro le autorità del paese che gli hanno ritirato la licenza del taxi, decide di rompere il silenzio su Buono Legnani e le sue sorelle. Lo accompagna così a un casale abbandonato, un tempo residenza del pittore, le cui finestre sono grottescamente decorate da bocche sorridenti: la casa dalle finestre che ridono di cui gli aveva parlato Antonio. Coppola racconta di come le sorelle, che sono ancora vive, procurassero i soggetti da ritrarre che prima venivano torturati, uccisi e poi sepolti nelle adiacenze del casale. Scavando un poco, mostra la gran quantità di resti umani nascosta nel terreno. Egli stesso era una delle vittime prescelte ma era riuscito a salvarsi per miracolo.

Terrorizzato da quanto appreso, Stefano torna di corsa a prendere Francesca per fuggire insieme, ma la trova morta, trafitta e appesa per le braccia. Anche Coppola è sparito, così al restauratore non resta che tornare in paese e denunciare tutto ai Carabinieri, i quali tuttavia non trovano riscontri al suo racconto perché qualcuno si è tempestivamente attivato per far sparire il cadavere di Francesca e rimuovere le ossa sotterrate nei pressi della casa dalle finestre che ridono. Contemporaneamente viene ritrovato anche il cadavere di Coppola nel fiume.

Invitato dal sindaco a dormire in paese per poi partire la mattina successiva, Stefano viene nottetempo attirato con l'inganno alla villa diroccata da una strana telefonata. Salendo a perdifiato fino alla soffitta illuminata trova le sorelle del Legnani che, in una macabra trasposizione dell'affresco, stanno torturando un moribondo Lidio: durante la loro aggressione contro Francesca, Lidio aveva tentato di violentarla e trascinato dal raptus aveva confessato tutto quello che sapeva delle sorelle. Le due, accusando il tradimento, avevano così deciso di massacrarlo. Una delle sorelle, che Stefano riconosce essere la padrona di casa che si fingeva paralitica, aprendo un armadio gli mostra un grosso contenitore dove è conservato il cadavere del pittore, alla memoria del quale le due folli, con l'aiuto di Lidio, continuano a offrire sacrifici umani. La mossa è però una trappola che permette alla seconda sorella, della quale non si vede il volto, di ferire gravemente Stefano, che riesce tuttavia a fuggire e, grazie all'oscurità, a nascondersi nell'intricata vegetazione del giardino. L'indomani, sebbene debilitato dall'emorragia, riesce a tornare in paese per chiedere aiuto, ma gli abitanti, barricati dietro le finestre chiuse, fingono di non udire le sue grida disperate. L'unico a prendere finalmente una decisione, poiché la situazione è arrivata davvero al limite, è il sindaco Solmi che chiama la polizia di Ferrara. Abbandonato e provato dalla profonda ferita, non sapendo a chi altri rivolgersi, Stefano si dirige alla chiesa in cerca di Don Orsi.

Qui Stefano vive il suo dramma finale: il parroco altri non è che la seconda sorella del Legnani che, insieme alla finta paralitica, incombe minacciosamente su di lui per terminare ciò che aveva iniziato la sera precedente. Mentre in lontananza si odono le sirene della polizia, una figura ignota si avvicina alla chiesa.

CARLO COLLODI

  Carlo Collodi , nasce il 24 Novembre 1826, muore il 26 Ottobre 1890. Scrittore e Giornalista italiano. #Collodi #CarloCollodi #Italy #W...