La grande bellezza è
un Film del 2013 co-scritto e diretto da Paolo
Sorrentino.

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Trama
Jep Gambardella è un navigato
giornalista di costume e critico teatrale, uomo affascinante,
impegnato per lo più a vagare tra gli eventi mondani di
una Roma immersa nella bellezza della sua storia e nello
squallore e superficialità dei suoi abitanti d'oggi, in un
contrasto impietoso. Cimentatosi in gioventù anche nella scrittura
creativa, è autore di una sola opera, L'apparato umano.
Nonostante gli apprezzamenti e i premi ricevuti, Jep non ha più
scritto altri Libri, non solo per pigrizia, ma soprattutto per un
blocco creativo dal quale non riesce a uscire.
Con il tempo, lo scopo della sua
esistenza è diventato quello di trasformarsi in un "mondano".
Jep partecipa ogni notte a un teatrino confuso e annoiato di amici
intimi e compagni di sventure, tra i quali: Romano, scrittore
teatrale mai realizzato e perennemente al guinzaglio di una giovane
donna che lo sfrutta senza ricambiare il suo sentimento; Lello, ricco
venditore all'ingrosso di giocattoli dalla parlantina sciolta e
marito infedele di Trumeau; Viola, facoltosa borghese e madre di un
ragazzo affetto da gravi problemi psichici di nome Andrea; Stefania,
egocentrica scrittrice radical chic; Dadina, la
direttrice nana del giornale per il quale Jep scrive.
Anche la vita culturale non è più in
grado di fornirgli stimoli, come quando assiste alla performance di
un'osannata artista concettuale e poi in un'intervista ne smaschera
l'inconsistenza intellettuale.
Una mattina, tornando da uno di quegli
insipidi salotti, Jep incontra sul pianerottolo di casa il marito di
Elisa, donna che un tempo era stata il suo primo (e probabilmente
unico) vero amore: l'uomo, in lacrime, gli comunica che Elisa è
morta lasciando dietro di sé solo un diario chiuso da un
lucchetto, che l'uomo ha violato e in cui la donna narra dell'amore
mai sopito verso Jep. Il marito ha scoperto così di essere stato,
per 35 anni, nient'altro che "un buon compagno". Il vedovo,
ora afflitto, tuttavia ben presto troverà consolazione
nell'accoglienza affettuosa della sua domestica straniera.
L'episodio, unito al compimento del suo 65º compleanno, spinge Jep a
una profonda e malinconica rivisitazione della sua vita, a una lunga
meditazione su se stesso e sul mondo che lo circonda, e soprattutto
innesca in lui un pensiero che, probabilmente, albergava nascosto in
lui da molto tempo, quello di cimentarsi ancora nella scrittura.
Roma diventa così teatro onirico di
feste, vignette, presagi e incontri casuali: da Ramona, avvenente
spogliarellista figlia di un suo vecchio amico, al Cardinale
Bellucci, in cui è più viva la passione per la cucina che per
la fede cattolica; ma soprattutto la città diventa il vero
palcoscenico di Jep stesso, sempre più convinto della futilità e
dell'inutilità della sua esistenza. Il sogno di recuperare la sua
identità di scrittore e letterato, di ritornare a quell'innocente
bellezza del primo amore adolescenziale, sembrano infrangersi di
fronte allo spettacolo squallido e miserabile con cui ogni sera egli
deve e al contempo vuole confrontarsi.
Ben presto anche il giro di
frequentazioni di Jep si riduce: Ramona, con cui aveva instaurato un
rapporto casto e profondo, muore per un male inguaribile che era
anche la causa inconfessata del suo continuo bisogno di denaro,
lamentato dal padre; Romano, ormai deluso dall'ingannevole fascino di
Roma, lascia la città salutando solo lui; Stefania, umiliata da Jep
che le aveva rivelato in faccia i suoi scheletri nell'armadio e le
sue menzogne, abbandona il circolo mondano dello scrittore,
rincontrandolo solo in seguito e mostrandosi cambiata; Andrea, il
figlio di Viola, si suicida schiantandosi volontariamente con l'auto
e dopo la sua morte la madre dona tutti i suoi beni alla Chiesa
Cattolica e diventa missionaria in Africa.
La povertà di contenuti che egli
continua a scorgere nelle feste trash e volgari cui
malgrado tutto partecipa lo induce intanto, in un momento di
ebbrezza, a un'amara confessione a cuore aperto sull'incapacità di
adattarsi al mondo circostante.
Si direbbe il segno di un fallimento
durato un'intera vita, ma, proprio nel momento in cui le speranze
sembrano abbandonarlo definitivamente, ecco che l'illuminazione
arriva: dopo aver ospitato a cena una ultracentenaria missionaria
cattolica nel terzo mondo in "odore di santità" –
incontro combinato da Dadina nella vana speranza di fargliela
intervistare – Jep si reca all'Isola del Giglio per
un reportage sul naufragio della Costa Concordia, che
la stessa Dadina da tempo gli chiedeva. Lì rivive in un flashback la
sua prima volta con Elisa e in lui si riaccende un barlume di
speranza: egli è finalmente pronto per scrivere il suo nuovo
romanzo. Lo sguardo finalmente sereno di Jep che osserva sorridente
l'alba romana chiude il film, sulle note di The
Beatitudes di Vladimir Martynov, suonato dal Kronos
Quartet.
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Interpreti e personaggi
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Toni Servillo: Jep Gambardella
Carlo Verdone: Romano
Sabrina Ferilli: Ramona
Carlo Buccirosso: Lello Cava
Iaia Forte: Trumeau
Pamela Villoresi: Viola
Galatea Ranzi: Stefania
Franco Graziosi: Conte Colonna
Giorgio Pasotti: Stefano
Massimo Popolizio: Alfio Bracco
Sonia Gessner: Elisabetta
Colonna di Reggio
Anna Della Rosa: "Non
fidanzata" di Romano
Luca Marinelli: Andrea
Serena Grandi: Lorena
Ivan Franek: Ron Sweet
Vernon Dobtcheff: Arturo
Dario Cantarelli: Assistente
della Santa
Lillo Petrolo: Lillo De
Gregorio
Luciano Virgilio: Alfredo Marti
Aldo Ralli: Cardinale
Giusi Merli: Suor Maria "La
Santa"
Giovanna Vignola: Dadina
Anita Kravos: Talia Concept
Ludovico Caldarera: Basilicata
padre
Marialaura Rondanini:
Francesca Golia:
Silvia Munguia:
Massimo De Francovich: Egidio
Roberto Herlitzka: Cardinale
Bellucci
Isabella Ferrari: Orietta
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