Giovanni Boccaccio, nasce il 16 Giugno 1313, muore il 21 Dicembre 1375.
IL MUSICISTA-LOGGIONISTA
Blog dedicato all'Arte, alla Letteratura, all'Opera, alla Musica, al Teatro..... da parte del Sottoscritto : Stefano Villa
16 giugno 2026
GIOVANNI BOCCACCIO
15 giugno 2026
MUSICA - STORIA - F. POULENC - LE BAL MASQUE
Francis Poulenc – Le Bal Masqué
Cantata profana su poesie di Max Jacob
#lebalmasque #music #History #poulenc
Le Bal Masqué (Il Ballo in Maschera) è una Cantata di Francis Poulenc dai toni irriverenti, surreali, composta nel 1932 su Poesie di Max Jacob; la Musica è scritta per Voce di Baritono (o Mezzosoprano), Oboe, Clarinetto, Fagotto, Cornetto, Tromba, Percussioni, Pianoforte, Violino e Violoncello.
Con la Composizione di questa Cantata Poulenc ottempera a una commissione dei visconti Charles e Marie-Laure de Noailles che gli avevano richiesto un’Opera da rappresentare al Teatro di Hyères e, nello stesso tempo, rende omaggio al suo caro amico, Max Jacob, di cui utilizza quattro brani tratti dalla raccolta “Laboratoire Central” del 1921, dando il massimo risalto alla sua Poesia surrealista.
La Musica di Poulenc è piena di energia vibrante, esalta i testi di Jacob e, a volte, è completamente in contrasto col significato delle parole; il linguaggio musicale di Poulenc è ironico, adeguato alla poetica di Jacob, efficace nel catturare l’attenzione degli spettatori, come avviene nella conclusione quando il narratore canta in falsetto e in fortississimo. Episodi strumentali: un’ampia Introduzione, un Interludio tra il primo e il secondo brano, Bagatelle fra terzo e quarto, preludi estesi prima del Finale, evidenziano momenti di virtuosismo e fanno da trait d’union tra una canzone e l’altra.
Il primo movimento non descrive una persona specifica presente al ballo in maschera; si basa su frammenti di immagini e fonemi rassomiglianti alla parodia di una filastrocca, come nella frase d’apertura “Madame la dauphine fine fine fine fine fine“; un altro esempio del vocabolario surrealista di Jacob è nella ripetizione di “Chine” o nella frase “En terre à Nanterres, où elle est enterrée“. Gli altri testi, “Malvina”, “La dame aveugle” e “Finale”, contengono elementi inquietanti e farseschi. In “Malvina”, Poulenc immagina una donna appariscente con un incarico accademico minore morta di recente.
Il ragionamento su questa morte varia da “elle vient mourir d’amour à ta porte” (è venuta a morire d’amore alla tua porta), a “disons qu’elle morte du diabète, morte du gros parfum qui lui penchait le cou”, (diciamo che è morta di diabete, morta per un forte profumo che le chiudeva la gola). Il pezzo si conclude con la frase piuttosto ironica impostata su un motivo che si richiama a Puccini, “Malvina, oh Fantôme, que Dieu te garde!” (Malvina, oh fantasma, che Dio ti custodisca!). La parte strumentale in stile tardo-romantico è interrotta bruscamente dal fagotto e da un fischietto. Nella “La dame aveugle” Poulenc evoca il ricordo di una signora vista durante un soggiorno a Nogent. Il testo presenta una descrizione farsesca della condizione umana con accenti sugli elementi grotteschi e assurdi come nel verso “la Dame grasse et aveugle dont les yeux saignent” (La donna, grassa e cieca, i cui occhi sanguinano); nonostante la sua cecità, presta anche particolare attenzione allo stato del suo guardaroba: “Elle prend garde aux plix de sa robe de peluche” (Si difende dalle rughe nel suo vestito di peluche). Max Jacob, inoltre, cita anche il fratellastro che conduce un’esistenza scandalosa e priva di onore; lettori e spettatori sono incerti su come reagire e Poulenc aumenta ulteriormente l’incredulità del momento terminando il movimento con una rude melodia da circo equestre. Per la parte finale Poulenc sceglie una poesia di particolare eccentricità in cui il narratore è un anziano riparatore di automobili “trop vieillard pour Paris” (troppo vecchio per Parigi); costui usa immagini assurde (l’angle de tes maisons m’entre dans les chevilles) per descrivere il numero spropositato dei nuovi insediamenti abitativi realizzati a Parigi, canta sguaiatamente frasi sciocche e incorenti: “Mon gilet quadrillé a, dit-on l’air étrusque et mon chapeau marron va mal avec mes frusque” ( Il mio panciotto ha, si è detto, un’aria etrusca e il mio cappello marrone si abbina male ai miei fronzoli).
Poulenc tratta i temi di Jacob contrapponendo serietà e facezia, commenta con una fanfara assurdamente ottimista la vita del vecchio riparatore di automobili, chiude il brano in un veloce falsetto per sottolineare l’assurdità del personaggio.
MUSICA - STORIA- O. MESSIAEN - ' FETE DES BELLES EAUX '
Olivier Messiaen – Fête des belles eaux, per sestetto di Onde Martenot
#fetedesbelleseaux #music #History #messiaen
Fête des belles eaux è un Brano composto da Olivier Messiaen per uno Spettacolo di “suoni e luci” da eseguire sulle sponde della Senna durante l’Esposizione Universale di Parigi del 1937.
Venti Compositori sono stati incaricati di realizzare musica idonea a coreografare fontane, getti d’acqua e fuochi d’artificio; Messiaen, affascinato dal nuovo strumento elettronico inventato da Maurice Martenot, lo utilizza in un sestetto per tradurre in musica il mistero dell’acqua e lo splendore dei fuochi.
Messiaen in
una intervista: “I miei colleghi hanno scelto opere orchestrali,
opere corali o opere da camera. Ho avuto l’idea di scrivere per un
sestetto di Ondes Martenot. I suoni dovevano essere amplificati
attraverso altoparlanti posizionati su tutti gli edifici che
costeggiano la Senna. L’Ondes Martenot si adattava perfettamente a
una tale musica all’aperto“.
Questa Composizione mostra le diverse
possibilità espressive delle Onde Martenot, che possono riprodurre
suoni di tanti altri strumenti: flauto, fischietto di bambù,
fagotto, clarinetto basso, celesta, archi, chitarra elettrica,
organo.
Ai compositori sono stati indicati tempi precisi sulla
durata dei fuochi d’artificio e dei giochi d’acqua in modo da
adattare la musica allo spettacolo visivo; la musica di Messiaen,
peraltro, non lascia intravedere queste limitazioni di tempo, è
molto espressiva, si snoda in modo naturale e persuasivo. Le parti
più significative sono quelle intitolate “L’eau” (L’acqua),
caratterizzate da melodie estatiche che s’innalzano con armonie in
lenta evoluzione, melodie che preludono a “Louange à l’éternité
de Jésus” e a “Louange à l’immortalité de Jésus”, il
quinto e l’ultimo movimento del “Quatuor pour la fin du Temps“.
ALBERTO SORDI
Alberto Sordi, nasce il 15 Giugno 1920, muore il 24 Febbraio 2003.
GIOVANNI BOCCACCIO
Giovanni Boccaccio , nasce il 16 Giugno 1313, muore il 21 Dicembre 1375. Scrittore e Poeta italiano. #Boccaccio #GiovanniBoccaccio #Writ...
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