IL MUSICISTA-LOGGIONISTA
Blog dedicato all'Arte, alla Letteratura, all'Opera, alla Musica, al Teatro..... da parte del Sottoscritto : Stefano Villa
25 gennaio 2026
TEATRO - ' SEI PERSONAGGI IN CERCA D'AUTORE ' - LUIGI PIRANDELLO
Sei personaggi in cerca d'autore è un dramma di Luigi Pirandello.
La scena si apre con un palcoscenico in corso di allestimento per le prove del secondo atto di un'opera teatrale di Pirandello, Il giuoco delle parti. Mentre gli attori e i membri della compagnia si organizzano per la prova, l'usciere annuncia al capocomico l'arrivo di sei persone, che lo seguono con aria smarrita e perplessa. Questi, tra lo sconcerto e il fastidio della troupe teatrale, annunciano di essere personaggi, creati da un autore che poi non ha voluto scrivere il loro dramma. Chiedono che esso sia rappresentato dal capocomico e si offrono di mostrarglielo. Lo svolgimento della vicenda, che si evince (in modo confuso e non lineare) soprattutto grazie alle battute del Padre e della Figliastra, è il seguente:
Il Padre, uomo distinto sulla cinquantina, ha cacciato di casa la moglie (il personaggio è indicato come “la Madre”), che non lo capiva, per permetterle di crearsi una nuova vita con un altro uomo, il segretario che viveva in casa loro, con cui lei aveva una forte intesa. Ha poi mandato il Figlio avuto con lei a balia in campagna per farlo crescere sano e forte, e questi è tornato a casa sua solo molti anni dopo, cresciuto ed emozionalmente distante da lui. Il Padre non perde mai di vista il nuovo nucleo familiare della Madre, che cresce con la nascita di una bambina, la Figliastra; va a guardare quest’ultima che esce dall’asilo, e un giorno le porta pure un regalo. La bambina racconta il tutto alla Madre, che, spaventata, per qualche tempo non la fa più andare a scuola. Il segretario trova lavoro in un altro paese e vi si trasferisce con la famiglia, e così il Padre li perde tutti di vista. Due mesi prima dell’inizio della trama, però, il segretario muore e la famiglia (allargatasi con la nascita di altri due figli, il Giovinetto e la Bambina) è costretta a tornare in patria. Madre e Figliastra trovano lavoro presso un atelier gestito da Madama Pace, che forza la Figliastra, giovane e bellissima, a intrattenersi con degli uomini col pretesto di dover sopperire per degli errori nei lavori della Madre. La ragazza accetta, ma un giorno si trova di fronte, come cliente, proprio il Padre, che non la riconosce; i due stanno per consumare il rapporto quando in stanza entra la Madre, che gridando li interrompe giusto in tempo. Il Padre quindi accoglie in casa tutta la famiglia, con grande fastidio del Figlio, che si sente estraneo a tutta la famiglia.
Convinto dell’interesse della vicenda, il capocomico acconsente a rappresentarla. Dopo una breve pausa per mettersi d’accordo sui dettagli con il Padre (cui corrisponde una pausa effettiva nella rappresentazione teatrale) viene preparata la scena dell’incontro tra Padre e Figliastra nel retrobottega dell’atelier di Madama Pace, ma la Figliastra continua a rallentare i lavori perché vuole che la scena sia identica al luogo vero. Per mostrare alla troupe come impersonare bene Madama Pace, altro personaggio “vivo” ma non presente lì con loro per evitare che si azzuffi con la Madre, il Padre decora la scena con i cappelli e cappotti di alcune attrici, per renderla più simile al vero retrobottega e per “attirare” la donna con gli oggetti del suo mestiere. Lei, orribile megera vestita sgargiatamente, effettivamente appare dalla porta sul retro del palco, spaventando e facendo fuggire gli attori. Rimaste sul palco solo le due donne, inizia così la scena in cui, con una ridicola parlata mezzo italiana e mezzo spagnola, Madama Pace annuncia alla ragazza l'arrivo di un cliente (il Padre). La scena, brevemente interrotta dalla Madre che aggredisce Madama Pace, portandola a uscire di scena, continua con il dialogo tra Padre e Figliastra, così interessante che il capocomico vuole farlo provare subito. Quando il primo attore e la prima attrice la ricreano, però, i due personaggi continuano a interromperli per correggerli o ridere di loro, non riuscendo a rivedersi in loro e trovando infiniti difetti nella scenografia e nei dialoghi, che non rispecchiano la realtà. Segue quindi la scena in cui la Madre separa Padre e Figliastra, con un grido così angosciante che il capocomico, estatico per la riuscita della scena, esclama più volte “Sipario!” a indicare che è ben fatta. Il macchinista però fraintende queste parole e abbassa il sipario, interrompendo la rappresentazione (sia vera che finta).
Il sipario è tirato su e la troupe procede alla rappresentazione della scena seguente, ambientata nel giardino della casa del Padre. Inizialmente il Figlio si rifiuta di partecipare alla rappresentazione (come aveva annunciato dall’inizio), ma, scoperto che non può fisicamente scendere dal palco (essendo legato indissolubilmente agli altri personaggi, anche perché, a differenza dei suoi fratellastri, lui alla fine della vicenda resterà coi suoi genitori), acconsentirà di malavoglia. Uscito in giardino per evitare di parlare con la Madre, scopre la Bambina affogata nella vasca e, sconvolto, scorge dietro un albero il Giovinetto, che, con occhi da pazzo e una rivoltella nascosta in tasca, ha assistito alla scena senza aiutare la sorellina. La Figliastra, intanto, è accovacciata accanto alla vasca e piange. Figlio e Madre vanno velocemente verso il Giovinetto, ma questi si spara, e la Madre grida disperata; quindi tutti i personaggi tranne il Padre escono di scena, mentre il corpo del Giovinetto è portato via su una barella. Allo sconcerto degli attori, che non riescono a capire se il ragazzo sia morto davvero o no, il Padre grida che è successo davvero, quindi esce anche lui di scena.
Il capocomico, indispettito per la giornata di prove perduta, manda tutti a casa e ordina all'elettricista di spegnere le luci; trovatosi completamente al buio, gli dice di accendergliene almeno una per fargli strada mentre esce. È accesa invece una luce verde dietro il fondo, che proietta quattro grandi ombre - del Padre, della Madre, del Figlio e della Figliastra - sul capocomico, che scappa terrorizzato. Spento il riflettore, dal fondo destro esce il Figlio, seguito dalla Madre, che ha le braccia protese in avanti come per cercare di afferrarlo; dal fondo sinistro, invece, esce il Padre. Tutti e tre si fermano in mezzo al palcoscenico. Esce quindi la Figliastra che, ripetendo la sua perdizione, corre verso le scalette e, fermandosi tre volte per ridere sguaiatamente nella direzione degli altri personaggi, scompare dalla scena.
MUSICA - ORGANO - GERMANA - ANNABERG-BUCHHOLZ
Annaberg-Buchholz, Evangelische Schulgemeinschaft Erzgebirge, Schulgebäude, Mauersberger-Aula
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Orgelbauer: Jehmilch
Anno : 1900
Disposizione fonica:
Hauptwerk :
1.Bordun 16‘ 2.Prinzipal 8‘ 3.Gamba 8‘ 4.Rohrflöte 8‘ 5.Oktave 4‘ 6.Gemshorn 4‘ 7.Quinte 2 2/3‘ 8.Oktave 2‘ 9.Mixtur 3fach 10.Trompete 8 |
Schwellwerk :
11. Geigenprinzipal 8‘ 12. Violine 8‘ 13. Liebl. Gedackt 8‘ 14. Dolce 8‘ 15. Fugara 4‘ 16. Rohrflöte 4 |
Pedal:
17. Violonbaß 16‘ 18. Subbaß 16‘ 19. Oktavbaß 8‘ 20. Cellobaß 8' |
RINALDO ALESSANDRINI
Rinaldo Alessandrini, nasce il 25 Gennaio 1960.
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Clavicembalista e Direttore d'Orchestra italiano.
1993 - Girolamo Frescobaldi, Toccate d'intavolatura di cimbalo et organo
1994 - 150 Anni di Musica italiana. Da Valente a Scarlatti
1994 - 150 Anni di Musica italiana. Volume II. Organo. Da Gabrielli a Rossi
1995 - Dietrich Buxtehude, Pièces pour clavecin
1995 - 150 Anni di Musica italiana. Volume III. Da Pasquini a Frescobaldi
1996 - Johann Sebastian Bach, Sonaten für violine und cembalo
1999 - Gesualdo, O Dolorosa Gioia, con Concerto Italiano
2003 - Vivaldi, Vespri Per L'Assunzione Di Maria Vergine
2005 - Bach, Brandenburg Concertos, BWV 1046-1051
2007 - Pergolesi, Scarlatti: Stabat Mater
2009 - Vivaldi, Glorias, RV 588 & RV 589
2010 - Alessandro Scarlatti, Toccate per cembalo
2010 - Chaconne
2013 - François Couperin, Concerts Royaux
2013 - Monteverdi, Vespri solenni per la festa de San Marco
LIBRI - ' MAIGRET E LA GIOVANE MORTA ' - G. SIMENON
Maigret e la giovane morta è un romanzo poliziesco di Georges Simenon, con protagonista il celeberrimo commissario Maigret.
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Trama
La giornata di Maigret è stata pessima: trenta ore di interrogatorio alle prese con tre individui che non volevano confessare. Alle tre del mattino, riceve la notizia: a Montmartre è stato rinvenuto il cadavere di una ragazza di circa vent'anni. Il commissario si reca sul posto con Janvier nella speranza di non incontrare l'ispettore Lognon, il lagnoso, che sicuramente si sentirebbe usurpato perché quella è la sua circoscrizione. Infatti lo trovano sul posto. Da una prima occhiata al corpo della giovane, Maigret capisce che qualcosa non torna. L'abito da sera liso e consunto e la scarpa d'argento con tacco a spillo potrebbero far pensare a una prostituta, ma i capelli scuri, morbidi e ben curati e soprattutto il viso imbronciato fanno pensare a una bambina. Maigret pretende e ottiene che la foto della vittima venga pubblicata sui maggiori quotidiani.
L'inchiesta procede lenta e inesorabile e come spesso accade si insinua nel passato della vittima e della sua famiglia, delle sue amicizie. Lognon conduce una sua indagine parallela, che lo porta a scontrarsi, ma anche incontrarsi con Maigret e la sua squadra. Si risolve infine, non senza difficoltà, con l'arresto di un barista, Albert Falconi, già noto al Quai, che aveva commissionato ad un suo sgherro il furto dei documenti (poi risoltosi in omicidio) della ragazza, per poter ottenere una fantomatica eredità a lei destinata.
Il romanzo è itinerante, infatti le informazioni-chiave per le indagini arrivano dall'Italia, dalla Turchia; Lognon si reca a Bruxelles in un goffo tentativo di anticipare il commissario e la vittima avrebbe dovuto raggiungere New York e lì ricevere l'eredità. Maigret invece rimane sempre a Parigi, quasi come sapesse che lì si trovavano in realtà le risposte a tutte le domande del caso. Quindi, Simenon in questo romanzo non nasconde la sua personale passione per i viaggi: intorno ai trent'anni infatti, l'autore ha viaggiato in tutto il mondo con colei che sarebbe diventata la sua prima moglie, Régine Renchon, chiamata Tigy.
MUSICA - ORGANO - J.S. BACH - BWV 536
La partitura del BWV 536 di J.S. Bach #Music #Video #Organ #Bach
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