IL MUSICISTA-LOGGIONISTA
Blog dedicato all'Arte, alla Letteratura, all'Opera, alla Musica, al Teatro..... da parte del Sottoscritto : Stefano Villa
30 marzo 2026
MUSICA - TEATRO PETRUZZELLI DI BARI - 31 MARZO 2026
ORCHESTRA E CORO DEL TEATRO PETRUZZELLI
direttore VINCENZO MILLETARÌ
soprano LOUISE ALDER
baritono MARKUS WERBA
Johannes Brahms
Schicksalslied, in Mi bemolle maggiore, op. 54
Johannes Brahms
Ein Deutsches Requiem, per soli, coro misto e orchestra, op. 45
CINEMA - ' PHENOMENA ' - D. ARGENTO
Phenomena è un film del 1985 diretto da Dario Argento.
Svizzera. Vera Brandt, una turista danese, dopo aver perso l'autobus ed essendo rimasta sola in mezzo alla vallata circostante, cerca aiuto presso una baita desolata dove viene brutalmente uccisa e decapitata da un misterioso serial killer. Nel corso di otto mesi, si verificano ulteriori uccisioni, e il caso viene affidato all'ispettore Rudolf Geiger della polizia cantonale, che cerca di ricostruire la dinamica dei delitti con l'aiuto dell'entomologo scozzese John McGregor.
Nel frattempo, la giovane statunitense Jennifer Corvino viene mandata da suo padre, il famoso attore Paul Corvino, in un collegio femminile a Zurigo. La vicepreside del collegio, Frau Brückner, le assegna una stanza con la coinquilina Sophie. Durante un attacco di sonnambulismo, Jennifer assiste casualmente all'ennesimo omicidio del killer, vittima una giovane di nome Gisela. Di seguito, una volta sveglia in mezzo al bosco, incontra una scimpanzé addomesticata, Inga, che la conduce da McGregor, il suo padrone, col quale Jennifer sviluppa un'amicizia giacché la ragazza è affascinata dagli insetti ed è in grado, inconsapevolmente, di stabilire con essi un legame telepatico. Tornata al collegio, la ragazza viene ripresa dalla direttrice, che la fa visitare dal dottore dell'istituto e si convince che sia pazza o faccia uso di droghe.
La notte successiva, nel parco del collegio, l'assassino uccide Sophie. Jennifer finisce di nuovo preda del sonnambulismo, ma stavolta si sveglia subito grazie a un insegnamento di McGregor. Uscita nel parco, una lucciola la conduce sulla scena del delitto, dove scopre un guanto coperto di larve, che lei consegna a McGregor per le analisi.
Più tardi, quando viene bullizzata dalle altre allieve, Jennifer invoca uno sciame di mosche che ricopre l'esterno del collegio. Convinta che la ragazza sia diabolica e in qualche modo connessa agli omicidi, la direttrice del collegio decide di trasferirla in un manicomio, ma Jennifer fugge e si rifugia da McGregor. Lì, l'entomologo rivela che le larve trovate da Jennifer appartengono alla specie sarcofaga, insetto in grado di percepire la presenza di cadaveri anche a lunghe distanze. Ipotizza che l'assassino sia un necrofilo che accumula i cadaveri, e che Jennifer, attraverso i suoi poteri, avrebbe la possibilità di farsi guidare dalla mosca alla ricerca della dimora dell'assassino. La mosca conduce Jennifer alla stessa casa visitata dalla prima vittima, dove la giovane viene sorpresa dall'agente immobiliare e scambiata per una ladra. Quando la ragazza è fuggita, l'ispettore Geiger giunge sul posto e interroga l'agente immobiliare per scoprire l'identità del vecchio proprietario.
Quella notte, McGregor viene ucciso e Jennifer telefona all'avvocato di suo padre, Morris Shapiro, per farsi riportare in America. Siccome Jennifer rifiuta di ritornare al collegio, Shapiro chiede a Frau Brückner di ospitare Jennifer durante l'attesa. Nel frattempo, le indagini di Geiger lo portano a un manicomio a Basilea, dove scopre che una donna, membro del personale, fu assalita 15 anni prima da un paziente dall'aspetto mostruoso recluso nel braccio degli internati più pericolosi.
Giunte a casa della Brückner, Jennifer nota che tutti gli specchi sono ricoperti. La Brückner spiega che ha un figlio malato che non sopporta di vedere il proprio riflesso. La donna dimostra degli atteggiamenti sempre più sospetti, tocca la fronte della ragazza e dice che ha la febbre, quindi le dà delle pillole contro l'influenza; nel bagno la ragazza trova larve sulla saponetta e sull'asciugamano e capisce di essere in pericolo. Si rende anche conto che le pastiglie datele dalla Brücker sono velenose e riesce a provocarsi il vomito prima che possano fare effetto. Uscita dal bagno, Jennifer tenta di fare una telefonata ma la signora glielo impedisce in qualunque modo, chiudendo il telefono in una stanza. La vicepreside insegue Jennifer, la stordisce e la rinchiude in una stanza.
L'ispettore Geiger giunge alla casa della donna, avendo scoperto che era la proprietaria della casa dove avvenne il primo delitto e che fu lei la vittima dell'aggressione nel manicomio. Durante l'interrogatorio, l'ispettore viene sopraffatto dalla Brückner e torturato. L'arrivo dell'ispettore ha inconsapevolmente dato a Jennifer il tempo per riprendere i sensi e addentrarsi sempre di più nei meandri della casa nel tentativo di raggiungere il telefono e chiamare aiuto. Infilatasi in un cunicolo sotterraneo s'imbatte in Geiger ferito che dice di volerla aiutare. Non essendo a conoscenza dell'identità dell'uomo, Jennifer spaventata finisce in una vasca colma di resti di cadaveri decomposti e di larve d'insetti. La Brückner, ormai in preda alla follia, cerca di annegarla. Tuttavia Geiger riesce a liberarsi parzialmente dalle catene alle quali era stato legato, rompendosi il pollice, e tramortisce la donna permettendo a Jennifer di scappare.
Nella sua fuga la ragazza raggiunge una stanza dove si trova il figlio della Brückner, un bambino deforme. Jennifer fugge e s'impossessa di un motoscafo mentre il mostro si prepara a ucciderla all'arma bianca, con la stessa modalità adottata con le altre vittime, danneggiando però il motore del natante che inizia a perdere carburante. Vedendo Jennifer in difficoltà, uno sterminato sciame di insetti attacca il maniaco divorandogli il volto. Il mostro finisce in acqua e Jennifer cerca di mettere in moto il motoscafo, ma una scintilla provoca un immediato incendio che lo avvolge e la costringe a tuffarsi in acqua, dove l'assassino cerca di agguantare la giovane ma, risalito in superficie, viene avvolto dalle fiamme.
Jennifer emerge dalle acque, si avvicina alla riva, ritenendosi in salvo, e incontra l'avvocato Shapiro, venuto per conto del padre dagli Stati Uniti. Quando i due stanno per abbracciarsi, il legale viene decapitato con una lamiera da Frau Brückner. La donna cerca di uccidere allo stesso modo anche Jennifer, confessandole di aver assassinato McGregor e Geiger per proteggere suo figlio anche se questi era un mostro, probabilmente frutto dell'aggressione subita in manicomio. Improvvisamente, però, arriva Inga, armata di rasoio e decisa a vendicare il suo padrone, che farà giustizia eliminando l'assassina.
CINEMA - ' LA CIOCIARA ' - STORIA
La ciociara è un film del 1960 diretto da Vittorio De Sica. Il soggetto è un adattamento di Vittorio De Sica e Cesare Zavattini dall'omonimo romanzo scritto da Alberto Moravia.
Trama
Italia, estate 1943. Cesira è una giovane vedova che vive a Roma insieme alla figlia dodicenne Rosetta durante la seconda guerra mondiale. Per sfuggire ai bombardamenti e alle insidie di una città allo sbando affida il proprio negozio a Giovanni, un vecchio amico del marito con cui ha una fuggevole relazione, e intraprende un lungo cammino per il Basso Lazio per cercare rifugio con sua figlia a Sant'Eufemia, suo paese di origine, nei pressi di Fondi.
Giunte con molte difficoltà a destinazione, Cesira fa la conoscenza di Michele, un giovane intellettuale antifascista anch’egli fuggiasco, il quale si innamora di lei ricambiato. L'uomo viene catturato da sei soldati tedeschi, che necessitano di una guida per attraversare il territorio montano. Le donne non lo rivedranno più.
Con l'arrivo degli Alleati, Cesira decide di far ritorno a Roma con la figlia e un gruppo di persone, ma una volta separatesi da loro, durante una sosta in una chiesa diroccata, sono assalite e violentate da un gruppo di goumier, soldati nordafricani dell'esercito francese. Rosetta ne esce traumatizzata, chiudendosi in un freddo silenzio, che la madre tenta inutilmente di scalfire tra cura e consolazione. Cesira è colpita da un dolore profondo, turbata più per la figlia che per sé.
Le due vengono poi raccolte dal turpe camionista Florindo, giovanotto allegro e superficiale che la sera stessa approfitta dell'incontro per portar fuori e sedurre la sconvolta Rosetta, la quale, ancora sotto shock, resta abbacinata dalla falsa aura di protezione non meno che di leggerezza, e quindi di oblio, che il giovane emana. A conferma della natura solo materiale dello "scambio", Florindo le regala delle calze di nylon.
Cesira è furiosa non meno che addolorata e percepisce di aver perso la sua figlia d'oro, che non solo ha mutato atteggiamento ma la respinge sia nel dolore sia nei rimproveri che ella le rivolge. Solo alla notizia della tragica morte di Michele, fucilato in montagna dai tedeschi come si sospettava, le due si riavvicinano abbandonandosi, insieme, in un pianto più che mai liberatorio: una madre e sua figlia nonostante tutto e inevitabilmente attaccate l'una all'altra.
FRANCISCO GOYA
Francisco Goya, nasce il 30 Marzo 1746, muore il 16 Aprile 1828.
- Ballo sulle rive del Manzanarre, 1777, olio su tela, 272×295 cm, museo del Prado, Madrid;
- La passeggiata in Andalusia, 1777, olio su tela, 275×190 cm, museo del Prado, Madrid;
- Il parasole, 1777, olio su tela, 104×152 cm, museo del Prado, Madrid;
- L'aquilone, 1777-1778, olio su tela, 269×285 cm, museo del Prado, Madrid;
- L'altalena, 1779, olio su tela, 260×195 cm, museo del Prado, Madrid;
- Le lavandaie, 1779-1880, olio su tela, 218×166 cm, museo del Prado, Madrid;
- La famiglia dell'Infante Don Luis di Borbone, 1783, olio su tela, 248×330 cm, fondazione Magnani Rocca, Parma;
- Le fioraie, 1786-1787, olio su tela, 277×192 cm, museo del Prado, Madrid;
- La vendemmia, 1786-1787, olio su tela, 275×190 cm, museo del Prado, Madrid;
- Il muratore ferito, 1786-1787, olio su tela, 268×110 cm, museo del Prado, Madrid;
- La moscacieca, 1788-1789, olio su tela, 269×350 cm, museo del Prado, Madrid;
- Ritratto dei duchi di Osuna con i figli, 1788, olio su tela, 225×174 cm, museo del Prado, Madrid;
- Il fantoccio, 1792, olio su tela, 267×160 cm, museo del Prado, Madrid;
- Ritratto di Maria Antonia Dorotea Gonzaga, 1795 ca., olio su tela, 87x72 cm, museo del Prado, Madrid;
- Ritratto della duchessa de Alba, 1795, olio su tela, 194×130 cm, collezione de Alba, Madrid;
- Ritratto della duchessa de Alba in nero, 1797, olio su tela, 210×148 cm, Hispanic Society of America, New York;
- Il sonno della ragione genera mostri, 1797, acquaforte, 23×15,5 cm, Biblioteca Nacional de Espana, Madrid;
- Il grande caprone, 1797-1798, olio su tela, 44×31 cm, museo Lázaro Galdiano, Madrid;
- La lampada del diavolo, 1797-1798, olio su tela, 42×32 cm, National Gallery, Londra;
- Caprichos, 1799, ciclo di acqueforti;
- Ritratto di Maria Luisa di Parma, 1799-1800, olio su tela, 204×125 cm, museo nazionale di Capodimonte, Napoli;
- Ritratto di María Luisa de Borbón y Vallabriga, 1800 circa, olio su tela, 220×140 cm, Uffizi, Firenze
- La famiglia di Carlo IV, 1800-1801, olio su tela, 280×336 cm, museo del Prado, Madrid;
- Maja vestida e maja desnuda, 1800 circa, olio su tela, 95×190 cm, museo del Prado, Madrid;
- Il colosso (?), 1808 circa, olio su tela, 116×115 cm, museo del Prado, Madrid;
- Majas al balcone, 1808-1814, olio su tela, 116×115 cm, Metropolitan Museum of Art, New York;
- L'acquaiola, 1808-1812, olio su tela, 82×68 cm, Museo di belle arti, Budapest;
- L'arrotino, 1808-1812, olio su tela, 82×68 cm, Museo di belle arti, Budapest;
- Il manicomio, 1812-1814, olio su tavola, 45×72 cm, Real Academia de San Fernando, Madrid;
- La sepoltura della sardina, 1812-1814, olio su tavola, 82,5×52 cm, Real Academia de San Fernando, Madrid;
- Il 2 maggio 1808, 1814, olio su tela, 266×345 cm, museo del Prado, Madrid;
- Il 3 maggio 1808, 1814, olio su tela, 266×345 cm, museo del Prado, Madrid;
- Goya curato dal dottor Arrieta, 1820, olio su tela, 115×79 cm, Institute of Arts, Minneapolis;
- Duello rusticano, 1820-1821, olio su muro trasportato su tela, 123×336 cm, museo del Prado, Madrid;
- Cane interrato nella rena, 1820-1821, olio su muro trasportato su tela, 134×80 cm, museo del Prado, Madrid;
- Il sabba delle streghe, 1821-1825, olio su muro trasportato su tela, 140×438 cm, museo del Prado, Madrid;
- Il pellegrinaggio a San Isidro, 1821-1823, olio su muro trasportato su tela, 140×438 cm, museo del Prado, Madrid;
- Saturno che divora i suoi figli, 1821-1823, olio su muro trasportato su tela, 146×83 cm, museo del Prado, Madrid;
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