IL MUSICISTA-LOGGIONISTA
Blog dedicato all'Arte, alla Letteratura, all'Opera, alla Musica, al Teatro..... da parte del Sottoscritto : Stefano Villa
31 maggio 2026
CINEMA - ' PASQUALINO SETTEBELLEZZE ' - STORIA
Pasqualino Settebellezze è un film del 1975 scritto e diretto da Lina Wertmüller.
Trama
Napoli, anni 1930. Pasqualino Frafuso, detto Settebellezze, è un guappo che tenta di farsi largo nella società aspirando all'onore e al rispetto. Il suo soprannome deriva secondo alcuni dal fatto che è l’unico uomo di una famiglia composta da sette donne, secondo lui invece perché, pur essendo brutto, ha molto successo con le donne.
La maggiore delle sue sorelle, Concetta Frafuso, si innamora di Totonno, detto Diciotto carati, il quale è un "pappone" che la inganna promettendole di sposarla, ma poi la forza a prostituirsi nel suo postribolo. Pasqualino lo affronta, ma viene battuto e umiliato di fronte ad un folto pubblico di prostitute. Per vendicare l'onorabilità di sua sorella e quindi della sua famiglia, non gli resta che compiere un delitto d'onore.
Intrufolatosi a casa di Totonno, lo trova disarmato e lo minaccia con la pistola, ma finisce per ucciderlo accidentalmente. Poiché Totonno era disarmato, il suo omicidio non può essere considerato "d'onore": ciò significa che Pasqualino rischia la prigione o addirittura la pena capitale.
Sapendo questo, chiede aiuto a Don Raffaele, che gli consiglia di disfarsi del cadavere; quindi, maldestramente, Pasqualino taglia a pezzi il corpo di Totonno e ne nasconde gli arti in più valigie, che spedisce in destinazioni diverse. È convinto che con questo stratagemma non verrà mai scoperto, eppure viene immediatamente rintracciato e arrestato per omicidio.
Per l'opinione pubblica diventa il mostro di Napoli. Al processo, non potendo far valere il movente d'onore, l'avvocato che gli procura Don Raffaele fa valere invece una presunta "infermità mentale" e gli evita così la pena capitale. Pasqualino viene comunque condannato a dodici anni, da scontare nel manicomio criminale di Aversa.
Nel frattempo, sua madre e tutte le sue sorelle, per sopravvivere e pagare l'avvocato di Don Raffaele, diventano anche loro delle prostitute.
Nel 1941, dopo lo scoppio della seconda guerra mondiale, il regime fascista offre ai detenuti la possibilità di scontare la pena arruolandosi nella spedizione in Russia. Attaccato alla sua filosofia del "tirare a campà" e pur di lasciare il manicomio criminale, Pasqualino accetta. Una volta al fronte, Pasqualino si trova a fare i conti con gli orrori della guerra e decide di disertare. Nella fuga conosce un altro soldato disertore, Francesco; quest'ultimo nutre un profondo disprezzo per il regime instaurato da Mussolini ed è pentito di aver acconsentito alla proposta di arruolamento.
I due giungono in Germania, dove vengono catturati dai nazisti e successivamente imprigionati in un lager, diretto da una grassa e sadica comandante; nel lager, Pasqualino e Francesco conoscono Pedro, un anarchico spagnolo che ha fallito diversi attentati nei confronti di Hitler, Salazar e Mussolini.
Per salvare la pelle, Pasqualino fa la corte alla comandante, che accetta le sue avances e lo costringe ad avere più volte degli squallidi rapporti sessuali, resi ancor più ardui dalla debolezza dell'uomo dovuta alle privazioni della prigionia. Per metterlo alla prova, la nazista lo nomina kapò e un giorno lo costringe a scegliere sei detenuti da mandare a morte: Francesco si dimostra subito contrario al "ricatto schifosissimo" e cerca di convincere Pasqualino a rifiutarlo, ma quest'ultimo è terrorizzato dall'idea di morire in quell'inferno, e decide di accondiscendere.
Il giorno dopo, si tiene un appello nella piazza del lager: Pasqualino pronuncia i nomi delle persone da lui scelte per la fucilazione, ma in quel momento Pedro, esasperato dalla brutalità dei nazisti, si ribella e inizia ad insultarli. Inseguito dalle guardie, l'anarchico fugge nella latrina e tenta di scappare gettandosi in un fosso di feci liquide, ma le guardie lo raggiungono e fanno fuoco, uccidendolo. Dinanzi all'uccisione a sangue freddo di Pedro, Francesco decide di seguirne l'esempio e inizia ad urlare insulti alle guardie e alla comandante, venendo puntualmente picchiato dagli altri kapò. Inutili sono i tentativi di Pasqualino di salvarlo: quest'ultimo viene costretto dalla stessa comandante ad ucciderlo, pena la morte.
Per la prima volta nella sua vita, Pasqualino mostra dei dubbi verso la sua filosofia di sopravvivenza, ma Francesco gli chiede personalmente di ucciderlo, in quanto è esausto delle torture e del dolore vissuto nel lager. Disperato, Pasqualino uccide Francesco sparandogli un colpo in testa, mentre i sei detenuti scelti da lui vengono fucilati dalle guardie.
Terminata la guerra, Pasqualino torna
in una Napoli devastata dalle bombe, dove ritrova le donne della
sua famiglia e la giovane fidanzata, che lo accolgono amorevolmente.
Tutte loro sono costrette a prostituirsi con gli Alleati, mentre
Pasqualino è ormai un uomo cambiato, profondamente scosso dagli
eventi di cui è stato protagonista, e che si vergogna profondamente
del fatto che la sua volontà di sopravvivere abbia portato
alla morte degli innocenti, tra cui i suoi cari amici.
La madre
cerca di rincuorarlo: «Il passato è passato, non pensarci più a
queste miserie! Tu sei vivo!». Pasqualino osserva la sua immagine
nello specchio, che non riflette più il volto di
un guappo pavoneggiante e attaccato alla dignità, bensì
di un uomo sconfitto, umiliato e ferito; pur conscio della sua
condizione, replica: «Sì... sono vivo».
LUCIANO LAMA
Luciano Lama, nasce il 14 Ottobre 1921, muore il 31 Maggio 1996.
PAOLO SORRENTINO
Paolo Sorrentino, nasce il 31 Maggio 1970.
MUSICA - ORGANO - J.G. ALBRECHTSBERGER - PRELUDE IN E MINOR
J.G. Albrechtsberger - Prelude in E minor
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