IL MUSICISTA-LOGGIONISTA
Blog dedicato all'Arte, alla Letteratura, all'Opera, alla Musica, al Teatro..... da parte del Sottoscritto : Stefano Villa
12 gennaio 2026
MUSICA - ORGANO - J.S. BACH - BWV 767 ' O GOTT, DU FROMMER GOTT ' - KARL RICHTER
CINEMA - ' NON DRAMMATIZZIAMO ...E' SOLO QUESTIONE DI CORNA ' - FRANCOIS TRUFFAUT
Non drammatizziamo... è solo questione di corna (Domicile conjugal) è un film del 1970 diretto da François Truffaut.
Antoine e Christine Doinel, due giovani coniugi, in attesa della nascita del primo bambino, vivono un'esistenza modesta ma tranquilla: lei dando lezioni di violino, lui preparando le colorazioni artificiali di fiori destinati a una vicina edicola. Cercando di integrarsi nell'ingranaggio del progresso sociale ed economico, Antoine ottiene un impiego presso l'industria dell'americano Max. Christine, nel frattempo, porta a termine la maternità e dà alla luce un bambino che vorrebbe chiamare Ghislain ma che il marito all'anagrafe registra col nome di Alphonse.
La vita per i due coniugi subisce alcuni mutamenti: Antoine si lascia sorprendere dal fascino esotico di Kyoko, una cliente di Max, della quale diviene l'amante. Per un incidente banale, Christine scopre la tresca di Antoine e lo attacca violentemente, costringendolo a trasferirsi in un hotel. Ma gli incontri con Kyoko hanno un poco alla volta perduto il fascino iniziale e hanno ridestato in Antoine prepotentemente l'immagine della dolce Christine che, a sua volta, per quanto amareggiata non ha cessato di amare il marito. Superate le ultime esitazioni, Antoine e Christine finiscono col riappacificarsi e riprendono la loro esistenza in comune. Un anno dopo sono di nuovo insieme.
TEATRO - ' LA GIARA ' - LUIGI PIRANDELLO
La giara è una commedia in un atto unico del 1916 di Luigi Pirandello, ripresa da una sua novella omonima, composta nel 1906.
Don Lolò Zirafa è un ricco proprietario terriero, dal carattere taccagno, irascibile e litigioso, che ritiene di avere ovunque nemici che vogliono depredarlo della sua roba e non perde occasione per citare in giudizio tali presunti avversari, spendendo una fortuna in controversie e facendo spesso perdere la pazienza al suo avvocato, che non vede l'ora di toglierselo di torno.
Prevedendo una raccolta di olive particolarmente buona, Don Lolò acquista un'enorme giara per conservare l'olio che intende ricavarne, ma accade un fatto strano: per ragioni misteriose il grande recipiente viene ritrovato, da nuovo di zecca, perfettamente spaccato in due, facendo andare Zirafa su tutte le furie.
Il protagonista accetta quindi di rivolgersi a Zi' Dima Licasi, un artigiano del posto specializzato nella riparazione di recipienti, conosciuto per aver messo a punto un mastice miracoloso, che nulla riesce a staccare non appena ha fatto presa. Don Lolò però non si fida e insiste affinché la riparazione venga resa più sicura rafforzandola con dei punti di filo di ferro, cosa che colpisce profondamente nell'orgoglio Zi' Dima, il quale è sicuro che il suo mastice sia più che sufficiente a fare un buon lavoro e ritiene trascurati i suoi meriti. Arrabbiato ma costretto ad obbedire, Zi' Dima si mette all'interno della giara per eseguire più comodamente l'intervento; si dimentica però che la giara è molto panciuta ma al contempo ha un collo molto stretto, quindi, terminata la riparazione, resta bloccato all'interno.
Subito nasce una lite, in quanto Zi' Dima vuole in ogni caso essere pagato per la perfetta riparazione, e lo Zirafa si dichiara disposto a pagarlo, non per senso di giustizia ma per non essere in torto di fronte alla legge, ma vuole anche essere risarcito per il fatto che per liberarlo bisognerà rompere completamente e definitivamente la giara. Zi' Dima non cede e, ricevuto il suo compenso, rifiuta di pagare qualsiasi risarcimento.
Non sapendo come risolvere la situazione, Don Lolò si rivolge per l'ennesima volta al suo avvocato, che gli consiglia di liberare Zi' Dima, altrimenti correrà il rischio di essere accusato di sequestro di persona; lo Zirafa non è affatto d'accordo, in quanto ritiene Zi' Dima responsabile di essersi stupidamente imprigionato da solo nella giara, la quale, una volta rotta per liberarlo, non potrà più essere riparata. L'artigiano, a sua volta, continua a non accettare di risarcirlo, affermando di essere entrato nella giara solo per mettere i punti che Don Lolò aveva tanto preteso, mentre se si fosse fidato esclusivamente del suo mastice miracoloso avrebbe avuto la sua giara come nuova e non ci sarebbero stati problemi di nessun tipo. Pur di non pagare, Zi' Dima preferisce restare dentro la giara, dove dice di sentirsi benissimo e dove, infatti, passa tranquillamente e allegramente la notte, fra canti e balli dei contadini, ai quali, servendosi proprio del denaro ricevuto da Don Lolò come compenso per la riparazione, ha offerto vino e cibarie. Lo Zirafa, quindi, che ha avuto oltre al danno anche la beffa, in preda all'ira finisce per tirare un poderoso calcio alla giara, che rotola fino ad andare a rompersi del tutto contro un albero; in questo modo Zi' Dima viene liberato ed ha partita vinta.
LIBRI - ' DIARIO UN UOMO SUPERFLUO ' - IVAN TURGENEV
Diario di un uomo superfluo è un Racconto scritto da Ivan Turgenev e pubblicato nel 1850 sulla rivista letteraria Otečestvennye zapiskiu.
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Trama :
Čulkaturin è un ragazzo di 30 anni, figlio di proprietari terrieri piuttosto agiati. Un giorno inizia a raccogliere le sue memorie in un diario dopo aver appreso dal suo medico che gli rimangono poche settimane di vita. Nelle pagine del diario, il giovane ricorda la sua infanzia infelice: suo padre, un giocatore d'azzardo incallito, morì per un inctus lasciando la moglie piena di debiti, per saldare i quali fu necessario vendere quasi tutte le terre. Giunto a Mosca con sua madre, il dodicenne Čulkaturin iniziò a prendere coscienza del suo essere "superfluo".
Anni dopo, Čulkaturin trascorse circa sei mesi in provincia e fece la conoscenza di Kirill Matveevič Ožogin, uno dei principali funzionari del distretto. Divenuto un frequentatore abituale della casa di Ožogin, Čulkaturin si innamorò della figlia diciassettenne Elizaveta (Liza) Kirillovna. I due trascorrevano il tempo passeggiando nel bosco, prendendo il tè in famiglia e dedicandosi alle letture dei classici. Qualche settimana dopo, l'arrivo del principe N* nella tenuta degli Ožogin fece crollare il sogno di Čulkaturin. Liza, innamoratasi del giovane principe, cominciò a mostrarsi infastidita dalla presenza di Čulkaturin. Dopo essere stata abbandonata dal principe, venuto meno alla promessa di sposarla, Liza accettò la proposta di matrimonio di un funzionario di basso rango, un tale Biz’mënkov, non lasciando a Čulkaturin altra soluzione che fare ritorno a casa e riflettere sul suo ruolo assolutamente marginale nella storia. Il diario si chiude con una citazione dei versi della poesia Ch’io vaghi lungo strade rumorose di Aleksandr Puškin.
CUCINA - CUCINA FRANCESE - ' QUICHE LORRAINE AL PROSCIUTTO COTTO '
Quiche lorraine al prosciutto cotto
MUSICA - ORGANO - J.S. BACH - BWV 767 ' O GOTT, DU FROMMER GOTT ' - KARL RICHTER
Nella interpretazione di Karl Richter sentiamo le Partite sopra il corale ' O Gott, Du Frommer Gott ', BWV 767 di J.S. Bach. Organ...
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La calda amante (La Peau douce) è un film del 1964 diretto da François Truffaut. #Movie #Truffaut Trama Pierre Lachenay, direttore della...
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E' periodo natalizio. Ed in questo periodo è anche periodo di ' Concerti Natalizi '. #Art #Music #Chorus #Christmas #C...
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Facciamo subito chiarezza : ‘ la mostra multimediale ‘ è un ossimoro. Infatti la mostra ( di qualsiasi cosa, di qualsiasi genere, di quals...