Guerra
e pace è un romanzo storico di Lev Tolstoj di
fama mondiale.
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Trama
Guerra e pace mescola personaggi di fantasia e storici; essi
vengono introdotti nel romanzo nel corso di una soirée presso
Anna Pavlovna Scherer nel Luglio 1805. Pierre Bezuchov è
il figlio illegittimo di un conte benestante che sta
morendo di ictus: egli rimane inaspettatamente invischiato in
una contesa per l'eredità del padre. L'intelligente e sardonico
Principe Andrej Bolkonskij, marito dell'affascinante Lise, trova
scarso appagamento nella vita di uomo sposato, cui preferisce il
ruolo di aiutante di campo (aide-de-camp) del Comandante
Supremo Michail Illarionovič Kutuzov nell'imminente guerra
contro Napoleone. Apprendiamo pure dell'esistenza della
famiglia moscovita dei Rostov, di cui fanno parte quattro
adolescenti. Fra loro, s'imprimono soprattutto nella memoria le
figure di Natal'ja Rostova ("Nataša"), la vivace
figlia più giovane, e di Nikolaj Rostov, il più anziano ed
impetuoso. A Lysye Gory ('Colline calve'), il principe Andrej affida
al proprio eccentrico padre, ed alla mistica sorella Mar'ja
Bolkonskaja, sua moglie incinta e parte per la guerra.
Uno dei personaggi centrali di Guerra e pace è senz'altro
Pierre Bezuchov. Ricevuta un'eredità inattesa, è improvvisamente
oberato dalle responsabilità e dai conflitti propri di un nobile
russo. Il suo precedente comportamento spensierato svanisce,
rimpiazzato da un dilemma tipico della poetica di Tolstoj: come si
dovrebbe vivere, in armonia con la morale, in un mondo imperfetto? Si
sposa con Hélène, la bella ed immorale figlia del Principe Kuragin,
andando contro il suo stesso miglior giudizio. Preso dalla gelosia
affronta in un duello il suo presunto rivale e malgrado non abbia mai
impugnato una pistola lo vince. Si separa dalla moglie lasciandole
metà del patrimonio quando in preda a riflessioni e sommerso da
dubbi sulla vita incontra i massoni e ne diventa
confratello. Pieno di buone intenzioni tenta di liberare i suoi
contadini o servi della gleba ma viene imbrogliato dai suoi
amministratori e non ottiene niente per migliorare le loro condizioni
di vita, tenta anche di migliorare i suoi fondi agrari, ma in
definitiva non ottiene risultati.
Il Principe Andrej,
la cui moglie Lise è nel frattempo morta di parto, rimane gravemente
ferito durante la sua prima esperienza guerresca. Decide, in seguito
a profonde riflessioni, di dedicarsi all'amministrazione delle sue
proprietà; è in questo periodo che inizia a frequentare la casa dei
Rostov e si innamora, ricambiato, della giovane Nataša. Amore
osteggiato dal vecchio padre di lui, la cui ostilità fa decidere al
principe Andrej di separarsi per un anno da Nataša, in attesa che il
loro amore si consolidi.
Durante
quest'intervallo Hélène e suo fratello Anatole tramano
per far sì che quest'ultimo seduca e disonori la giovane e bella
Nataša Rostova. Il piano fallisce in extremis; ma Andrej, venutone a
conoscenza, ripudia Nataša, che cade in una profonda depressione;
tuttavia, per Pierre, è causa di un importante incontro con la
giovane Rostova.
Quando Napoleone invade la Russia, Pierre osserva la Battaglia
di Borodino da distanza particolarmente ravvicinata,
sistemandosi dietro agli addetti di
una batteria di artiglieria russa, ed apprende
quanto la guerra sia realmente sanguinosa ed orrida. Quando la Grande
Armata occupa Mosca, in fiamme ed abbandonata per ordine del
governatore Fëdor Vasil'evič Rostopčin Pierre
intraprende una missione donchisciottesca per assassinare
Napoleone, e viene fatto prigioniero di guerra dopo aver aggredito
dei soldati francesi che derubavano una giovane ragazza armena. Dopo
essere stato testimone del saccheggio perpetrato dai francesi su
Mosca, con relative fucilazioni di civili, Pierre è costretto a
marciare con le truppe nemiche nella loro disastrosa ritirata.
Successivamente viene liberato da una banda russa che sta conducendo
un'incursione, in cui trova la morte il giovane Petya Rostov. Andrej,
ancora innamorato di Nataša, rimane ferito nella battaglia
di Borodino ed alla fine muore dopo essersi ricongiunto a
Nataša prima della fine della guerra. Pierre, rimasto vedovo, si
riavvicina a Nataša mentre i russi vincitori ricostruiscono Mosca.
Pierre conosce finalmente l'amore e sposa Nataša, mentre
Nikolaj sposa Mar'ja Bolkonskaja.
Tolstoj ritrae con efficacia il contrasto tra Napoleone ed il (già
ricordato) generale russo Kutuzov, sia in termini di personalità,
sia sul piano dello scontro armato. Napoleone fece la scelta
sbagliata, preferendo marciare su Mosca ed occuparla per cinque
fatali settimane, quando meglio avrebbe fatto a distruggere
l'esercito russo in una battaglia decisiva. Kutuzov rifiutò di
sacrificare il proprio esercito per salvare Mosca: al contrario,
dispose la ritirata e permise ai francesi l'occupazione della città.
Una volta dentro a Mosca, la Grande Armée si disperse,
occupando abitazioni più o meno a casaccio; la catena di comando
collassò, e (ineluttabilmente, a giudizio di Tolstoj) ne derivò la
distruzione di Mosca a causa di un incendio.
Tolstoj
spiega che ciò era inevitabile, perché quando una città costruita
in buona parte in legno è lasciata in mano a stranieri, che
naturalmente cuociono cibi, fumano pipe e tentano di scaldarsi,
necessariamente si attizzano dei focolai. In assenza di un qualche
servizio antincendio organizzato, questi roghi avrebbero arso buona
parte della città. Dopo gli incendi, l'esercito francese, prossimo
allo sbando, tenterà di guadagnare la via di casa, subendo però la
durezza dell'inverno russo e le imboscate dei partigiani locali.
Napoleone
prese la sua carrozza, con una muta di cavalli veloci, e partì alla
testa dell'esercito, ma la maggior parte dei suoi non avrebbe più
rivisto la patria. Il generale Kutuzov è convinto che il tempo sia
il suo più valido alleato: continua a procrastinare la battaglia
campale, mentre in effetti i francesi sono decimati dalla loro penosa
marcia verso casa. Sono poi pressoché annientati quando i cosacchi
sferrano l'attacco finale, nella battaglia della Beresina.