Enrico Toselli, nasce a Firenze il 13 Marzo 1883, muore nel 1926.
IL MUSICISTA-LOGGIONISTA
Blog dedicato all'Arte, alla Letteratura, all'Opera, alla Musica, al Teatro..... da parte del Sottoscritto : Stefano Villa
13 marzo 2026
ENRICO TOSELLI
MARIO MISSIROLI
Mario Missiroli, nasce il 13 Marzo 1934, muore il 19 Maggio 2014.
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SALVATORE DI GIACOMO
Salvatore Di Giacomo, nasce il 12 Marzo 1860, muore il 5 Aprile 1934.
LIBRI - STEPHEN KING - 10 CONSIGLI DI SCRITTURA
Stephen King - 10 consigli di scrittura:
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1 - La prima vera arma di uno Scrittore è la costanza: quando si comincia un progetto, non bisogna interromperlo o rallentare il ritmo.
2 - Quando un’idea comincia a farsi strada nella tua mente, non aspettare troppo: meglio approfittare dell’entusiasmo e iniziare a lavorare assiduamente.
3 - Se vuoi migliorare la tua scrittura, devi prima diventare un Lettore accanito.
Leggi e scrivi molto, almeno quattro-sei ore al giorno, perché ogni Libro ha una sua lezione da offrirti.
4 - Arriva al punto il più presto possibile. L’attenzione dei Lettori deve essere colpita in modo chiaro e diretto, prima che possano perdere la pazienza.
5 - Cerca di essere sempre onesto e realistico.
6 - Mai pompare il vostro vocabolario, cercando paroloni che non ti appartengono, perché magari ti vergogni della semplicità del tuo parlare corrente.
È come mettere il vestito da sera al cagnolino di casa. Il cane sarà imbarazzato e la persona che si è resa colpevole di questo atto di premeditata affettazione dovrebbe esserlo ancora di più.
7 - Evita la forma verbale passiva e limita il più possibile gli avverbi.
8 - Trova il tuo luogo in cui scrivere, il cui unico elemento necessario è una porta con cui poter chiudere fuori il mondo, in cui avere un traguardo quotidiano da raggiungere e rispettare una precisa disciplina oraria.
9 - Ricorda che ogni Romanzo è costituito da tre parti: narrazione, descrizione e dialogo.
10 - La descrizione non dev'essere né labile né eccessivamente dettagliata, riguarda più l'ambientazione e l'atmosfera che l'aspetto fisico dei personaggi, consiste di solito in pochi particolari scelti con cura che siano evocativi di tutto il resto.
MUSICA - LA PETITE MESSE SOLENNELLE DI G. ROSSINI - STORIA
La Petite Messe Solennelle (Piccola messa solenne) è una Composizione Sacra di Gioachino Rossini .
Fu scritta nel 1863.
Organico :
Soli (Soprano,Contralto, Tenore, Basso)
Coro (soprani, contralti, tenori, bassi)
Due Pianoforti
Nella partitura originale di Rossini è prescritto che i solisti debbano cantare anche con il Coro.
Per il secondo pianoforte Rossini non ha scritto una parte indipendente, bensì di raddoppio o rinforzo del primo.
Struttura musicale :
1. Kyrie - coro
2. Gloria
Gloria in excelsis Deo - soli, coro
Gratias agimus tibi - soli (contralto, tenore, basso)
Domine Deus - tenore solo
Qui Tollis - soli (soprano, contralto)
Quoniam - basso solo
Cum Sancto Spiritu - coro
3.Credo
Credo - soli, coro
Crucifixus - soprano solo
Et resurrexit - soli, coro
4. Offertorium (Prélude religieux) - pianoforte solo (organo, nella II versione)
5. Sanctus - soli, coro
6. O salutaris hostia - soprano solo
7. Agnus Dei - contralto solo, coro
Rossini abbandonò la composizione di opere liriche dopo il successo ottenuto con la sua ultima Composizione per il Teatro, il Guglielmo Tell (1829).
Da allora, quando aveva trentasette anni, si dedicò ugualmente alla composizione dedicandosi però alla musica da camera e sacra senza pubblicare alcun lavoro eppur lasciando Capolavori specialmente in ambito sacro.
Di questi, due sono considerati tra i migliori Capolavori della Musica del XIX Secolo: lo Stabat Mater, composto tra il 1831 e il 1841, e la Petite messe solennelle, composta nel 1863, cinque anni prima della sua morte ed "ultimo dei miei Peccati di vecchiaia", come il compositore amava definire i suoi lavori di età senile.
Capolavoro nuovo, quasi azzardato per anni in cui imperava il romanticismo, con la sua melodia, che solo in seguito sarà valutata come capolavoro rossiniano: esso anticipa i tempi della musica moderna dando nuovi indirizzi estetici e forme avveniristiche che si svilupperanno ben oltre la metà dell'Ottocento per giungere agli inizi del ‘900.
La Petite messe solennelle fu scritta per 12 Cantanti, di cui quattro Solisti, due Pianoforti e un Harmonium.
Rossini la volle anche orchestrare, nel 1867, sia perché spinto da più parti ma, soprattutto, ritenendo che se l'orchestrazione fosse stata fatta da qualcun altro musicista dopo la sua morte, l'Opera non avrebbe avuto quella caratteristica per cui la scrisse.
La Messa fu eseguita per la prima volta privatamente il 14 Marzo 1864 con Carlotta Marchisio e Barbara Marchisio, a Saint-Georges (Parigi) presso la Cappella di famiglia della Contessa Louise Pillet-Will, moglie del banchiere Pillet-Will e dedicataria della composizione. All'evento, che fu dato in forma privata, furono invitati anche alcuni critici musicali e musicisti, come Giacomo Meyerbeer, Daniel Auber e Ambroise Thomas. Rossini stesso seguì i preparativi per l'esecuzione. Il coro era formato da studenti del Conservatorio, scelti tra i migliori; al pianoforte suonarono Georges Mathias e Andrea Peruzzi, mentre Albert Lavignac, allora solo diciottenne, suonava l'armonium. Le parti dei soli furono cantate dalle sorelle Marchisio, Carlotta (Soprano) e Barbara (Contralto), Italo Gardoni (tenore) e Luigi Agnesi (basso). La messa ottenne grande successo e fu replicata altre volte.
L'opera si compone di quattordici pezzi ricchi di inventiva armonica e melodica e si inserisce fra le composizioni di spiccata originalità, fornite di un'alternanza tra musica da chiesa e musica profana: il Kyrie per soli, coro, pianoforti e armonium; il Gloria per Soprano solo e Coro, Pianoforti e Harmonium; il Gratias agimus, un terzetto per mezzosoprano, tenore e basso; il Domine Deus, pagina affidata al tenore e preceduta da una introduzione pianistica; il Qui tollis, duetto tra Soprano e Contralto introdotto anch'esso dal pianoforte; il Cum Sancto Spiritu per soli e coro che conclude la prima parte dell'opera.
Il Credo rappresenta l'inizio della seconda parte della messa ed è per coro. Segue subito dopo il Crucifixus introdotto dal pianoforte, in cui si innesta la voce del Soprano; l'Et resurrexit per soli e coro; il Preludio religioso per pianoforte solo, il brano strumentale più lungo dell'Opera; il Sanctus, un coro "a cappella"; l'O salutaris Ostia, penultimo brano per soprano solo e pianoforte; infine l'Agnus Dei che chiude la sequenza dei brani della messa, pieno di intensa melodia che presagisce una visione di pace duratura intonata dal contralto, a cui fa eco il coro a voci sole e quindi le voci corali che unitamente al contralto solista ed agli strumenti concludono il capolavoro rossiniano.
Il 24 Febbraio 1869 avviene la prima pubblica nel Théâtre-Italien di Parigi nella seconda versione con Marietta Alboni.
A metà Maggio avvenne la prima esecuzione in Inghilterra, con il baritono Charles Santley, il soprano drammatico Thérèse Tietjens, Pietro Mongini e il mezzosoprano Sofia Scalchi e nello stesso anno al Teatro Comunale di Bologna come Messa solenne diretta da Emanuele Muzio e nel 1878 al Teatro Regio di Parma.
Nel 1942 avviene la prima nella Basilica di Santa Croce di Firenze diretta da Vittorio Gui con Maria Caniglia, Ebe Stignani e Tancredi Pasero, nel 1965 a Bologna diretta da Leone Magiera, nel 1968 al Palazzo Ducale (Venezia) diretta da Ettore Gracis con Luisa Maragliano e Raffaele Arié, nel 1972 nella Reggia di Versailles con Mario Rossi (direttore d'orchestra) ed Aldo Ciccolini, nel
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