21 ottobre 2026

ROBERTO BERNABAI

 Roberto Bernabai, nasce a Roma il 6 Febbraio 1956, muore il 21 Ottobre 2026.


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Giornalista e Conduttore televisivo italiano.


Inizia la sua carriera giornalistica nel 1975 collaborando con vari periodici, quindi dal 1985 al 1990 diviene radiocronista e conduttore in emittenti televisive regionali laziali.

Entra a far parte della Redazione sportiva di TMC dal 1990.

Ha seguito, sia come inviato che come telecronista, tre edizioni del Campionato mondiale di calcio (1990, 1994 e 1998), tre Europei di Calcio (1992, 1996 e 2000) e i Giochi Olimpici di Barcellona 1992.

Per sei stagioni è stato, assieme a Francesco Izzi, uno dei telecronisti delle partite di Liga Spagnola trasmesse in diretta su TMC2 e TMC in coppia con Giancarlo De Sisti.

È Conduttore dal 1992 dei Telegiornali sportivi e dei programmi sportivi, per TMC/LA7.

Dalla Stagione 2006-2007 è stato per due anni conduttore di Area Gol, che viene trasmesso prima e dopo le partite di Serie A trasmesse sui canali del digitale terrestre Cartapiù, oltre che degli studi pre e post partita della Coppa UEFA.

ARTE - STORIA DELL'ARTE - I MIRACOLI DI SANT'IGNAZIO DI LOYOLA - PETER PAUL RUBENS


I miracoli di sant'Ignazio di Loyola è una Pala d'Altare, dalle dimensioni monumentali, realizzata tra il 1618 e il 1619 da Peter Paul Rubens.

Originariamente commissionata e collocata nella Chiesa di Sant'Ignazio di Loyola di Anversa, dal 1776 è conservata al Kunsthistorisches Museum di Vienna.

#history #StoriaDellArte  #art #Rubens

Il Dipinto ha come protagonista Sant'Ignazio di Loyola, raffigurato con i paramenti liturgici intessuti d'oro: la sua mano sinistra è poggiata sull'Altare, dove ha presumibilmente appena terminato di celebrare la messa, mentre la sua figura è rivolta in direzione della folla.

Il Santo ha la testa coronata da un'aureola e gli occhi, arrossati per le lacrime versate, rivolti al cielo.

Con un gesto della mano destra - che si trova in una posizione assolutamente centrale nella composizione - Sant'Ignazio pratica un esorcismo su un uomo e una donna. Essi hanno la bocca aperta e, circondati da altre persone che tentano di sorreggerli, sono scaraventati a terra in preda alle convulsioni, causate dalla cacciata dei demoni dai loro corpi.

In alto a sinistra, in direzione della navata sullo sfondo, sono visibili i demoni espulsi (due antropomorfi e uno in forma di dragone), che scompaiono nel grigiore.

Al di sopra del Santo, invece, vi sono degli Angeli che portano rami di palma e corone, forse in previsione della futura canonizzazione di Ignazio, proclamata da Papa Gregorio XV alcuni anni dopo, precisamente il 12 Marzo 1622.

Alle spalle del Santo è visibile un gruppo di gesuiti, in abito talare, che assiste alla scena. La sovrapposizione dei religiosi con le quattro colonne della Chiesa sta a indicare la solidità e la composta serenità dei gesuiti, quasi si trattasse di vere e proprie truppe di Sant'Ignazio.

La Composizione della tela presenta la classica opposizione rubensiana tra personaggi dal tormentato vigore fisico (in questo caso nella parte inferiore sinistra) e la potenza quieta e vittoriosa del mondo spirituale (in alto a destra): a conferma di ciò Rubens utilizzò la balaustra eucaristica per una netta separazione tra Sacro e profano.


TEATRO - ' LA SIGNORA E' DA BUTTARE ' - DARIO FO

La signora è da buttare è una Commedia teatrale di Dario Fo, scritta nel 1967.



#Fo #Theater #History #LaSignoraeDaButtare 

Trama

La commedia prende in prestito le situazioni tipiche di un circo per inscenare una serie di gag divertenti, tutte analogie di ben altre situazioni politiche e sociali presentate sotto la lente deformante della comicità. I personaggi sono tutti clown, ad eccezione di Franca, la quale interpreta sia la vecchia signora sia la ragazza cicciona (oltre ad altre figure).

La scena si apre su una pista non definita in maniera naturalistica, sulla quale è presente un carrozzone da circo ed un grosso letto nel quale riposa una vecchia signora in procinto di morire.

Nel corso dello spettacolo ci si riferisce più volte alla politica statunitense, come quando si punta il dito contro la guerra del Vietnam e l'offesa bellica come presunta portatrice di salvezza.


TEATRO - ' L'ISPETTORE GENERALE ' - NIKOLAJ GOGOL'

L'ispettore generale è un'Opera teatrale satirica di Nikolaj Gogol', conosciuta anche col titolo di Il revisore. Scritta nel 1836.



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Trama 

In una piccola città russa giunge un giorno un giovanotto di 23 anni, di nome Chlestakov. I funzionari locali, tutti corrotti, si convincono che il giovanotto sia in realtà un ispettore giunto da San Pietroburgo per controllare l'operato degli impiegati del posto.

ùPer ingraziarselo, iniziano pertanto a foraggiarlo con mance e omaggi, che lo inducono a mentire spudoratamente in diverse situazioni. Egli, tuttavia, prende atto del malinteso solo dopo un po' di tempo. Appare spesso come un irresponsabile, ma gli abitanti del luogo si convincono che egli agisca in questo modo non perché sprovveduto, bensì perché molto potente, come un ispettore generale. La Commedia si conclude con un colpo di scena, l'arrivo in città del vero Ispettore generale.

LIBRI - ' MEMORIE DALLA CASA DEI MORTI ' - FEDOR DOSTOEVSKIJ

Memorie dalla casa dei morti è un Romanzo semi-autobiografico scritto dall'Autore russo Fëdor Dostoevskij pubblicato sulla rivista Vremja tra il 1860 e il 1862, nel quale ritrae la vita dei condannati in un campo di prigionia siberiano.



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L'Opera ha la forma di un diario: l'Autore, nella prefazione, ne attribuisce la paternità a un recluso immaginario che avrebbe ucciso la Moglie in un impeto d'odio.

I personaggi dell'Opera, cioè i reclusi condannati ai lavori forzati, ma anche i loro carcerieri e le figure del popolo russo sullo sfondo, sono descritti facendo emergere la loro nascosta umanità e i loro sentimenti più profondi.

L'Autore ha così modo di inserire nel Romanzo delle riflessioni di ampio respiro sulla condizione umana, specialmente riguardo alle speranze che si provano nei momenti di sofferenza. Il condannato, osserva Dostoevskij, vive attendendo la propria liberazione, e tale attesa è tanto più insostenibile quanto più il momento agognato si avvicina, ma poi, giunta la liberazione, ecco che a una sofferenza se ne sostituisce un'altra non prevista. E pare infine essere questo il destino dell'essere umano, qualunque sia la sua condizione sociale.

Dostoevskij propone nell'Opera, quale soluzione al circolo vizioso dell'infelicità umana, i precetti semplici del Vangelo, l'unico Libro di cui i condannati potevano tenere una copia. Difatti, proprio tra i malfattori, tra i dannati (in cui regna quella morte a cui allude il titolo del Romanzo), tra i sofferenti, sembra ritrovare valore e senso il messaggio della fratellanza umana, della condivisione di una sorta di dolore (ma anche di irriducibile speranza) in cui brilla la luce di piccoli gesti di carità cristiana, come quando i condannati sacrificano parte del proprio pranzo per dar da mangiare a un cane randagio che si aggira per il campo. La stessa forza che i cristiani traggono dalla fede in un Dio redentore è ravvisata dall'autore anche in personaggi di altre religioni, come l'ebreo che prega ogni sera ondulando il capo oppure il gruppo di condannati musulmani che, pur nutrendo diffidenza verso il simbolo della Croce, leggono con interesse il Discorso della Montagna.

Nelle Memorie dalla casa dei morti fanno capolino i grandi valori della tolleranza religiosa, della libertà dalle prigionie materiali e morali, dell'indulgenza verso i malfattori, cioè verso coloro che, pur essendosi macchiati di crimini contro la legge, sono in definitiva solamente persone più sfortunate e più infelici, e quindi più amate da Dio, che vuole la salvezza del peccatore e non la sua condanna. Tutto è dunque proiettato verso "la libertà, una nuova vita, la resurrezione dai morti...".


ROBERTO BERNABAI

  Roberto Bernabai , nasce a Roma il 6 Febbraio 1956, muore il 21 Ottobre 2026. #Bernabai #RobertoBernabai #Italy #Giornalismo #Tv #Sp...