02 novembre 2026

ARTE - ' L'URLO ' - EDVARD MUNCH

L’urlo (Skrik) è il nome assegnato a una serie di famosi dipinti del pittore norvegese Edvard Munch.


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Descrizione 

L'urlo rappresenta un sentiero in salita sulla collina di Ekberg sopra la città di Oslo, spesso confuso con un ponte, a causa del parapetto che taglia diagonalmente la composizione; su questo sentiero si sta consumando un urlo lancinante, acuto, che in quest'opera acquisisce un carattere indefinito e universale, elevando la scena a simbolo del dramma collettivo dell'angoscia, del dolore e della paura. Il soggetto urlante è la figura in primo piano, terrorizzata, che per emettere il grido (e non per proteggersene) si comprime la testa con le mani, perdendo ogni forma e diventando preda del suo stesso sentimento: più che un uomo, infatti, ricorda un ectoplasma, con il suo corpo serpentiforme, quasi senza scheletro, privo di capelli, deforme. Si perde insieme alla sua voce straziata e alla sua forma umana tra le lingue di fuoco del cielo; le sue narici sono dilatate e gli occhi sbarrati, testimoni di un abominio immondo. Ma il vero centro dell'opera è costituito dalla bocca che, aprendosi in un innaturale spasmo, emette un grido che distorce l'intero paesaggio, che in questo modo restituisce una sensazione di disarmonia, squilibrio.

Questo sentimento di malessere non è esclusivo né dello sfondo, né dell'animo di Munch: è infatti distintivo del pessimismo fin de siècle diffuso in quel periodo, che cominciò a mettere in dubbio le certezze dell'essere umano, proprio mentre Sigmund Freud indagava gli abissi dell'inconscio. L'opera rispecchia anche le idee di solitudine ed angoscia della filosofia di Kierkegaard.

A rimanere immutati e dritti sono esclusivamente il parapetto e i due personaggi sulla sinistra della composizione. Queste due figure umane sono sorde sia al grido sia allo sconvolgimento emozionale espresso dal pittore: non a caso, sono collocate ai margini della composizione, quasi volessero uscire dal quadro. È in questo modo che Munch ci restituisce in modo molto crudo e lucido una metafora della superficialità dei rapporti umani. Sulla destra, invece, è collocato il paesaggio, innaturale e poco accogliente, quasi fosse un'appendice dell'inquietudine dell'artista: il mare è una massa nera ed oleosa, mentre il cielo è solcato da lingue di fuoco, con le nuvole ondulate che sembrano cariche di sangue.



ARTE - STORIA DELL'ARTE - BALLO MASCHERATO ALL'OPERA - E. MANET

Ballo mascherato all'Opéra (Bal masqué à l'Opéra) è un Dipinto a Olio su tela realizzato nella primavera del 1873 dal Pittore Edouard Manet.




La tela è conservata alla National Gallery of Art di Washington, negli U.S.A.

Questa tela richiama l'altra sua Opera Musica alle Turleries, realizzata più di dieci anni prima. Come in quel quadro, anche in questo Manet ha inserito diversi dei suoi amici, che posarono in studio per lui. Si può ad esempio riconoscere il Compositore E. Chabrier e il collezionista Hecht.

L'Opera gioca sui contrasti tra i colori all'interno di una folla di uomini e qualche donna completamente vestiti in nero e le maschere, abbigliate in maniera stravagante. Il teatro dell'Opéra che è raffigurato nella tela era situato al numero 12 di rue Le Peletier nel nono arrondissement.

Esso deve esser stato completamente raso al suolo da un incendio lo stesso anno in cui Manet dipinse questo Quadro.




CINEMA - ' CARO DIARIO ' - NANNI MORETTI

Caro diario è un Film del 1993 scritto, diretto e interpretato da Nanni Moretti, vincitore del premio per la miglior regia al Festival di Cannes 1994.


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Trama

Caro diario è composto da tre episodi in cui Moretti interpreta sé stesso in una sorta di diario aperto, come suggerisce il titolo.

In Vespa

Il primo episodio, In Vespa, vede il protagonista nella passeggiata in Vespa attraverso i quartieri di una Roma estiva e semi-deserta. Le inquadrature di bellezze paesaggistiche, architettoniche e monumentali accompagnano le riflessioni del regista che spaziano dalla critica cinematografica, e in genere al cinema hollywoodiano, alla sociologia e alla sfaccettata urbanistica di diversi quartieri della capitale, dalla Garbatella sino a Spinaceto, quartiere a sud della capitale, le cui strade il regista percorre dopo averne sentito parlare in toni negativi. L'itinerario si conclude a Ostia, nei pressi del luogo in cui fu ucciso Pier Paolo Pasolini e ne fu eretto un monumento alla memoria.

Isole

Nel secondo episodio, Isole, Moretti è in viaggio alle isole Eolie, in fuga dalla frenesia della vita cittadina. In visita all'isola di Lipari dal suo amico Gerardo, ritiratosi a studiare, non riesce però a trovare la tranquillità tanto bramata nel rumoroso traffico stradale e nella confusione turistica. I due allora si spostano sull'isola di Salina, dove vengono accolti da una coppia di amici di Gerardo con evidenti problemi nel gestire l'educazione del figlio, viziato e teledipendente. Gerardo, nel frattempo, da sempre allergico al mezzo televisivo, se ne scopre casualmente affascinato, in particolare dalle soap opera.

Successivamente, sull'isola di Stromboli, il sindaco megalomane vorrebbe coinvolgerli nei progetti più bislacchi. In visita al vulcano, Gerardo arriva a chiedere ai turisti statunitensi di svelargli in anteprima le vicende della soap opera Beautiful non ancora trasmesse in Italia, ma ogni tipo di programma televisivo ormai lo attrae, trovando in ognuno di essi diversi moventi intellettuali. I due decidono quindi di spostarsi alla volta di Panarea, ma anche questa scelta si rivela poco felice, poiché s'imbattono subito in due animatrici di eventi mondani, col risultato di risalire di corsa sullo stesso aliscafo. Avvilito dall'ennesimo fallimento, Moretti decide di spostarsi sull'isola di Alicudi, la più "selvaggia" dell'arcipelago, priva di acqua corrente ed elettricità. Finalmente entrambi sembrano soddisfatti, ma l'amico Gerardo scappa disperato dall'isola appena si rende conto che, sebbene non sentisse la mancanza della TV, non avrebbe potuto comunque usufruirne.

Medici

L'ultimo episodio, Medici, racconta della sua odissea, vissuta realmente, e in parte filmata dalla vita reale, alle prese con un linfoma di Hodgkin diagnosticato solamente dopo una serie di pareri discordanti, consulti imprecisi, cure inutili e dispendiose. Partendo da un sintomo di crescente prurito agli arti (che arriva a disturbargli il sonno), a cui più tardi si accompagneranno tosse, sudorazione e dimagrimento, il protagonista si rivolge invano a molti luminari della dermatologia, ottenendo solamente continue prescrizioni di farmaci, di vari tipi di prodotti dermatologici, e persino una vacanza in località balneare. Alla fine dell'estate è pronto il vaccino ma prima di inocularselo, chiede consiglio ad un amico medico, il quale afferma che le allergie alimentari causerebbero orticaria ed anzi il vaccino potrebbe provocare persino shock anafilattico, quindi sarebbe inutile. Egli prova anche con la medicina orientale, in particolare l'agopuntura.

Gli stessi medici cinesi, sentendo che tossisce molto, gli consiglieranno dei controlli radiografici e la successiva TAC, indicata a seguito di una massa al torace, sembra indicare la presenza di una neoplasia polmonare incompatibile con ogni tipo di cura; il successivo intervento chirurgico consente invece la diagnosi corretta della malattia per cui il protagonista inizia una terapia adeguata. Tempo dopo, consultando un'enciclopedia medica, Moretti trova la conferma che i sintomi di questa malattia sono proprio quelli di cui ha sofferto e che aveva sempre portato in anamnesi. Deluso dalla categoria, il regista conclude l'episodio, raccontato al tavolino di un bar colmo di tutti i farmaci acquistati, con l'amaro e sarcastico brindisi con bicchiere d'acqua a stomaco vuoto.

TELEVISIONE - IL COMMISSARIO MONTALBANO - ' LA PAZIENZA DEL RAGNO '

La pazienza del ragno


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Trama 

Su una strada fuori Vigata viene trovato lo scooter abbandonato di una ragazza, Susanna Mistretta, che in quel periodo sta passando un momento difficile per la depressione della madre, ormai in fin di vita. Il Commissario trova nel suo fidanzato Francesco un valido aiuto per diradare le ombre su quello che sembra subito uno strano rapimento. Dopo che i rapitori mandano una foto della ragazza prigioniera, grazie all'ingrandimento di questa e alle testimonianze di una donna costretta a prostituirsi per pagare le cure al marito disabile, Montalbano scopre che il rapimento è stato solo una messinscena architettata dalla ragazza stessa e dallo zio di lei, innamoratosi da giovane della cognata e quindi desideroso di prostrare economicamente e politicamente il fratello di lei, causa della sua depressione che l'ha portata a ritirarsi dalla vita.

LUCHINO VISCONTI

 Luchino Visconti di Modrone, Conte di Lonate Pozzolo, nasce il 2 Novembre 1906, muore il 17 Marzo 1976.




Premi e Riconoscimenti :
Festival di Cannes : 1963


Filmografia :
Regista :
Film :
  • Ossessione (1943)
  • La terra trema (1948)
  • Bellissima (1951)
  • Siamo donne (1953)
  • Senso (1954)
  • Le notti bianche (1957)
  • Rocco e i suoi fratelli (1960)
  • Boccaccio '70 (1962)
  • Il Gattopardo (1963)
  • Vaghe stelle dell'Orsa (1965)
  • Le streghe (1967)
  • Lo straniero (1967)
  • La caduta degli dei (1969)
  • Morte a Venezia (1971)
  • Ludwig (1973)
  • Gruppo di famiglia in un interno (1974)
  • L'innocente (1976)

Teatro :
Regista di teatro di prosa :
  • Parenti terribili
  • Quinta colonna di Ernest Hemingway
  • La macchina da scrivere
  • Antigone
  • A porte chiuse
  • Adamo
  • La via del tabacco
  • Il matrimonio di Figaro 
  • Delitto e castigo
  • Zoo di vetro di Tennessee Williams
  • Euridice
  • Come vi piace di William Shakespeare 
  • Un tram che si chiama desiderio di Tennessee Williams
  • Oreste
  • Troilo e Cressida di William Shakespeare
  • Morte di un commesso viaggiatore di Arthur Miller
  • Il seduttore
  • La locandiera di C. Goldoni
  • Tre sorelle di Anton Čechov
  • Il tabacco fa male di Anton Čechov
  • Medea di Euripide
  • Come le foglie
  • Il crogiuolo
  • Zio Vania di Anton Čechov
  • Contessina Giulia
  • L'impresario delle Smirne di Carlo Goldoni
  • Uno sguardo dal ponte
  • Veglia la mia casa, angelo
  • Deux sur la balançoire
  • I ragazzi della signora Gibbons
  • Figli d'arte
  • L'Arialde
  • Dommage qu'elle soit une p... di John Ford
  • Il tredicesimo albero
  • Après la chute
  • Il giardino dei ciliegi di Anton Čechov
  • Egmont di Johann Wolfgang von Goethe
  • La monaca di Monza
  • L'inserzione 
  • Tanto tempo fa

Regia di opere liriche :
  • La Vestale di Gaspare Spontini (1954) Teatro alla Scala
  • La sonnambula di Vincenzo Bellini (1955) Teatro alla Scala
  • La traviata di Giuseppe Verdi (1955) Teatro alla Scala
  • Anna Bolena di Gaetano Donizetti (1957) Teatro alla Scala
  • Ifigenia in Tauride di Christoph Willibald Gluck (1957) Teatro alla Scala
  • Don Carlos di Giuseppe Verdi (1958) Royal Opera House, Covent Garden
  • Macbeth di Giuseppe Verdi (1958)
  • Le duc d'Albe di Gaetano Donizetti (1959) Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti
  • Salomè di Richard Strauss (1961) Teatro Verdi (Trieste)
  • Il diavolo in giardino di Franco Mannino su libretto dello stesso Visconti, Filippo Sanjust e Enrico Medioli (1963)
  • La traviata di Giuseppe Verdi (1963)
  • Le nozze di Figaro di Wolfgang Amadeus Mozart (1964) Teatro dell'Opera di Roma
  • Il trovatore di Giuseppe Verdi (1964) Teatro alla Scala
  • Il trovatore di Giuseppe Verdi (1964), diverso allestimento Royal Opera House, Covent Garden
  • Don Carlos di Giuseppe Verdi (1965) Teatro dell'Opera di Roma
  • Falstaff di Giuseppe Verdi (1966) Wiener Staatsoper
  • Der Rosenkavalier di Richard Strauss (1966) Royal Opera House, Covent Garden
  • La traviata di Giuseppe Verdi (1967) Royal Opera House, Covent Garden
  • Simon Boccanegra di Giuseppe Verdi (1969) Wiener Staatsoper
  • Manon Lescaut di Giacomo Puccini (1973) Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti