12 luglio 2026

LORIN MAAZEL - IL SUO ' TESTAMENTO MUSICALE '


Vi lascio una sua Intervista sulla Situazione Musicale in Italia.

Saprà l'Italia sopravvivere alla crisi ?

Una passeggiata attraverso Roma racconta la storia : negozi, alcuni gruppi di turisti , sì , ma il solito trambusto , disattivato e diffidente .

Mi hanno detto che c'è un reato commesso ogni tre minuti e che in Italia , decine di migliaia di imprese sono ' piegate dalle tasse '.

Un punto luminoso : l'Orchestra JUNI. .
Che va imperterrita da problemi economici , l'amministrazione della Orchestra della Accademia di Santa Cecilia sponsorizza l'orchestra JUNI , 260 ragazzi , età 5-19 , divisi in quattro gruppi .
Vi erano loro , questi ragazzi favolosi , in un concerto commemorativo dell'Olocausto nella serata di lunedì 27 gennaio al una platea gremita sotto la super- pro guida del Maestro Joel Levy .
Ho potuto solo sentire il primo lavoro : Adagio di Barber per archi ...eseguito a livello più professionale effettivamente .

L'Orchestra JUNI ha tenuto centinaia di concerti sin dal suo inizio nel 2006.
Con quale spirito contrassegna quei giovani! Che devono aver in questo mondo incerto .

Come ai vecchi tempi :
' Gli usignoli gorgheggiano ancora una volta di più in giardini romani ,
Pini di nuovo rabbrividiscono al rombo dell'avvicinarsi di legioni romane ,
e questo guerriero polveroso ha cercato di puntare in alto ancora una volta. '

Evviva Roma !
Evviva la musica !

Lorin Maazel

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LIRICA - ' LA TRAVIATA ' - GIUSEPPE VERDI

La Traviata è un'Opera in Tre Atti di Giuseppe Verdi su libretto di F.M. Piave.

È basata su La Signora delle Camelie, Opera Teatrale di A. Dumas figlio, che lo stesso autore trasse dal suo precedente omonimo romanzo.

Fa parte della "trilogia popolare" assieme a Il Trovatore e a Rigoletto.


Fu in parte composta nella villa degli Editori Ricordi a Cadenabbia, sul Lago di Como.


La prima Rappresentazione avvenne al Teatro La Fenice il 6 Marzo 1853 ma, a causa forse di interpreti carenti e - probabilmente - per il soggetto allora considerato scabroso, non si rivelò il successo che il suo autore si attendeva; fu ripresa il 6 Maggio dell'anno successivo a Venezia al Teatro S. Benedetto in una versione rielaborata e con interpreti più validi, come Maria Spezia Aldighieri e finalmente, diretta dal Compositore, riscosse il meritato successo.

Personaggi :

Violetta Valéry (Soprano)
Flora Bervoix, sua amica (Mezzosoprano)
Annina, serva di Violetta, (Soprano)
Alfredo Germont (Tenore)
Giorgio Germont, suo padre (Baritono)
Gastone, Visconte di Létorières (Tenore)
Il Barone Douphol (Baritono)
Il Marchese d'Obigny (Basso)
Il Dottor Grenvil (Basso)
Giuseppe, servo di Violetta (Tenore)
Un domestico di Flora (Basso)
Un Commissionario (Basso)
Servi e signori amici di Violetta e Flora, Piccadori e mattadori, zingare, Servi di Violetta e Flora,maschere


Trama :

Atto I :

(Scena I, Scena II, Scena III, Scena IV)
Dopo un profondo e toccante addio Preludio, il Sipario si apre mostrando un elegante salone della casa parigina di Violetta Valery, dove lei, donna di mondo, attende gli invitati. Violetta saluta tra gli altri, Flora Bervoix e il visconte Gastone de Letorières, che le presenta Alfredo Germont, spiegandole che è un suo grande ammiratore e che durante la sua recente malattia si era recato spesso nella sua casa per ricevere notizie. Dopo aver chiesto spiegazioni per il comportamento ammirevole di Alfredo, Violetta rimprovera il suo protettore, il Barone Douphol, di non aver avuto la stessa sollecitudine del giovane; il Barone, irritato, mostra il suo disappunto a Flora. Poco dopo Violetta, propone un brindisi, al quale si unisce subito Alfredo, seguito dagli altri invitati, che cantano gioiosamente le lodi del vino e dell'amore.
Si ode quindi della musica provenire dalle altre stanze; Violetta invita gli ospiti a recarsi nella sala accanto. Uscendo, però, si sente male. Sedendosi, invita gli ospiti ad avviarsi e promette di raggiungerli subito. Guardandosi allo specchio, Violetta nota il suo pallore e allo stesso tempo si accorge di Alfredo, che si è trattenuto ad aspettarla. Egli la rimprovera per aver trascurato la sua salute e poi confessa di amarla. Colpita, Violetta chiede da quanto egli l'ammiri. Alfredo risponde che l'ama da un anno, dalla prima volta in cui l'ha vista felice. Incapace di provare vero amore, Violetta propone una semplice amicizia, ma quando Alfredo sta per allontanarsi gli porge un fiore, invitando il giovane a riportarglielo il giorno seguente. Alfredo si allontana felice. Intanto giungono dalla stanza vicina gli ospiti che prendono congedo da Violetta, ringraziandola per la bella e allegra serata. Ormai sola, Violetta nota con incredibile sorpresa che le parole di Alfredo l'hanno scossa. Incerta, decide infine di continuare a vivere come ha sempre fatto, come una cortigiana e di rinunciare ad essere finalmente amata seriamente.


Atto II :

(Scena I, Scena II, Scena III, Scena IV, Scena V, Scena VI, Scena VII, Scena VIII, Scena IX, Scena X, Scena XII, Scena XII, Scena XIII, Scena XIV, Scena XV)

Quadro I :

Alfredo è contento della sua vita con Violetta (De' miei bollenti spiriti), quando sopraggiunge Annina, la domestica di lei. Interrogata da Alfredo, ella ammette di essere stata a Parigi per vendere tutti i beni della sua padrona coi quali poter pagare le spese di mantenimento della casa. La somma ammonta a 1.000 luigi e Alfredo promette di andare lui stesso a sistemare gli affari e raccomanda ad Annina di non far parola del loro dialogo con Violetta. Una volta solo, Alfredo si incolpa per la situazione finanziaria (Oh mio rimorso! Oh infamia!)
Violetta entra in scena ed il suo cameriere, Giuseppe, le porge una lettera di invito per quella sera ad una festa presso il palazzo di Flora. Subito dopo Giuseppe annuncia la visita di un signore. Violetta ordina di farlo entrare, credendolo il suo avvocato. È invece Giorgio Germont, il padre di Alfredo, che l'accusa duramente di voler spogliare Alfredo delle sue ricchezze. Violetta allora gli mostra i documenti che provano la vendita di ogni suo avere per mantenere l'amante presso di lei ed il vecchio signore capisce la situazione. Pur convinto dell'amore che lega Violetta al figlio, egli le chiede un sacrificio per salvare il futuro dei suoi due figli. Germont spiega che ha anche una figlia e che Alfredo, se non torna subito a casa, rischia di mettere in pericolo il matrimonio della sorella (Pura siccome un angelo). Violetta così propone di allontanarsi per un certo periodo da Alfredo; ma non basta e il vecchio Germont le chiede di abbandonarlo per sempre. Violetta, senza parenti né amici e provata dalla tisi, non può accettare. Germont le fa allora notare che quando il tempo avrà cancellato la sua avvenenza (Un dì quando le veneri), Alfredo si stancherà di lei, che non potrà trarre nessun conforto, non essendo la loro unione benedetta dal cielo. Stremata, Violetta accetta di lasciare Alfredo.
Rimasta sola, Violetta scrive dapprima al barone Douphol, poi ad Alfredo per annunciargli la sua decisione di lasciarlo; non appena terminata la lettera, Alfredo entra agitato perché ha saputo della presenza del padre. Propone a Violetta di andare a conoscerlo ma lei, dopo essersi fatta giurare l'amore di Alfredo (Amami Alfredo), fugge. Alfredo si insospettisce della fuga di Violetta, e riceve la lettera (dal cocchio in partenza) che lei poco prima stava scrivendo. "Alfredo, al giungervi di questo foglio..." è quanto legge e quanto basta per fargli capire che Violetta lo ha lasciato. Quando vede l'invito di Flora sul tavolo, capisce che Violetta è alla festa, e, infuriato, decide di recarvisi anche lui, nonostante le suppliche del padre (Di Provenza il mar, il suol).

Quadro II :

Alla festa a casa di Flora Bervoix si vocifera della separazione di Violetta e Alfredo. Durante i festeggiamenti per il carnevale, Alfredo arriva per cercare Violetta, e successivamente Violetta arriva accompagnata dal barone. Alfredo, giocando, insulta in modo indiretto Violetta, scatenando l'ira del barone, che lo sfida ad una partita di carte. Il barone perde ed Alfredo incassa una grande somma. Violetta chiede un colloquio con Alfredo, durante il quale lo supplica di andare via e, mentendogli, dice di essere innamorata del Barone. Alfredo, sdegnato, chiama tutti gli invitati (Or testimon vi chiamo che qui pagata io l'ho), e getta una borsa di denaro ai piedi di Violetta, che sviene in braccio a Flora. Tutti inveiscono contro Alfredo, e arriva il padre che lo rimprovera del fatto. Il barone decide di sfidare a duello Alfredo. Alfredo è innamorato di Violetta che a sua volta dichiara di amarlo.


Atto III :

(Scena I, Scena II, Scena III, Scena IV, Scena V, Scena VI, Scena ultima)
La scena si svolge nella camera da letto di Violetta. La tisi si fa più acuta e ormai il dottor Grenvil rivela ad Annina che Violetta è in fin di vita (La tisi non le accorda che poche ore). Violetta, sola nella sua stanza, rilegge una lettera che custodiva vicino al petto, nella quale Giorgio Germont la informava di aver rivelato la verità ad Alfredo e che il suo amato, in viaggio in un paese lontano, sta tornando da lei. Verdi accompagna il parlato della protagonista con un Violino solista che accenna il canto d'amore di Alfredo del primo Atto ' Di quell'amor ch'è palpito '. Violetta sa che è troppo tardi ed esprime la sua disillusione nella romanza ' Addio, del passato bei sogni ridenti '.
Per contrasto, all'esterno impazza il carnevale. Annina porta una buona notizia: è arrivato Alfredo, che entra, abbraccia Violetta e le promette di portarla con sé lontano da Parigi (Parigi, o cara...). Giunge anche Giorgio Germont, che finalmente manifesta il suo rimorso. Violetta chiama a sé Alfredo e gli lascia un medaglione con la sua immagine, chiedendogli di ricordarsi sempre di lei. Per un momento Violetta sembra riacquistare le forze, si alza dal letto, ma subito cade morta sul canapè.

Organico orchestrale :

  • Ottavino, 2 Flauti, 2 Oboi, 2 Clarinetti, 2 Fagotti
  • 4 Corni, 2 Trombe, 3 Tromboni, Cimbasso
  • Timpani, Grancassa, Piatti, Triangolo
  • Archi


Banda :
  • 2 Ottavini, 4 Clarinetti
  • 2 Corni, 3 Trombe, 2 Tromboni, Cimbasso
  • Grancassa, Tamburello, Castagnette
  • Arpa
  • 2 Contrabbassi

MUSICA – J.S. BACH – SONATA BWV 525 PER ORGANO

 


Sonata in Mi bemolle Maggiore per Organo, BWV 525


  1. Allegro moderato
  2. Adagio (do minore)
  3. Allegro
Organico: Organo
Composizione: 1730 circa
Edizione: Nägeli, Zurigo, 1827

Le sei sonate furono composte per Wilhelm Friedmann Bach con lo scopo di prepararlo tecnicamente e musicalmente a quella maturità necessaria per iniziarlo alla carriera virtuosistica.
II loro titolo originale è quello di «Sonate in trio per clavicembalo con pedali». L'eleganza della forma e la finezza della condotta melodica e tecnica delle parti che ne compongono i tempi non possono non ricordare la grazia mozartiana.
Se il fine che si era imposto Bach era semplicemente quello pedagogico non si può ad ogni modo negare che il loro contenuto artistico è tale che la questione pedagogica (come pure nell'Orgelbüchlein) va considerata nel senso di un insegnamento superiore, sia dal lato tecnico che da quello artistico.
Schweitzer asserisce che «è dunque a torto che si parli di Sonate per organo»; altri pretende, come Pirro, che «jouer ces trios à l'orgue est les detourner de leur dèstination première».
Comunque non risulta, attraverso la colossale produzione clavicembalistica, che il clavicembalo con pedaliera sia stato uno strumento da concerto o in ogni caso diffuso per esecuzioni concertistiche d'assolo o di insieme. Esso era invece considerato come uno strumento da studio e di preparazione allo studio dell'organo. La pedaliera del clavicembalo dava la possibilità di poter superare le prime difficoltà della complicata tecnica organistica.
Anche oggi abbiamo degli esempi di strumenti che servono agli organisti per le loro esercitazioni giornaliere (pianoforti con pedaliera) e sono adoperati principalmente da coloro che non possono avere a loro disposizione un organo in casa. Questi strumenti, rari in Italia, sono comunissimi in Germania, in Inghilterra e in molti altri paesi nordici.
Perciò, sia il gruppo delle Sei sonate, come l'Orgelbüchlein ed altri Preludi in Trio non possono essere considerati dei semplici studi, ma essi hanno invece l'importanza di vere composizioni scritte non soltanto per l'esercizio tecnico, ma anche per essere eseguite in pubblico.
Il loro valore artistico ne è la prova evidente che potrà essere discutibile per i teorici, non per gli artisti.
La Sonata in mi bemolle maggiore (n. 1) si compone di tre tempi:
Allegro (I tempo): Il tema è presentato dalla mano sinistra (al contralto), subentra quindi la risposta alla mano destra (soprano). Compiuta l'esposizione della prima parte che termina alla tonalità iniziale (tonica), ha luogo lo sviluppo, nel corso del quale il tema, apparendo più volte anche rovesciato (per moto contrario), conduce al tono della dominante.
Ha inizio qui una controesposizione con l'ordine delle parti invertito. Viene ripreso il tema in si bemolle maggiore seguito dalla risposta in mi bemolle. Ad essi segue un secondo sviluppo ohe gradatamente conduce ad una breve ripresa del tema al pedale e quindi alla conclusione del primo tempo.
E' la forma della sonata bipartita.
Adagio (II tempo): E' composto nel tono relativo minore. Il tema in "contrappunto doppio, è presentato prima al soprano (mano destra) e poi al contralto (mano sinistra); viene sviluppato attraverso dialoghi ed intrecci di parti, nel corso dei quali viene raggiunto il tono del quinto grado dove ha termine la, prima, parte.
Il tema, nella seconda parte dell'Adagio, viene rovesciato (moto contrario) e sviluppato in modi differenti fino alia ripresa del tema originale al quarto grado (fa minore); segue un nuovo sviluppo che conduce poi rapidamente alla conclusione.
Allegro (III tempo): ha un tema brillante sviluppato con molte imitazioni riprese anche dal pedale. Delle due parti che compongono quest'ultimo tempo, la prima è basata sull'esposizione e svolgimento del tema per moto retto ed ha termine alla tonalità della dominante; la seconda, invece, presenta ed elabora lo stesso tema per moto contrario. La riesposizione è - all'incirca - simmetrica alla precedente. Dalla tonalità del quinto grado passa per il quarto e quindi torna al tono principale.
In queste sonate sono messi in pratica tutti i mezzi adatti a rendere tecnicamente indipendenti le mani dai piedi: movimenti di parti che procedono per moto contrario, parti che s'incrociano in vario modo, fraseggi contrapposti, ecc.
Esse sarebbero state composte nel 1723 (periodo di Leipzig) quando cioè Wilhelm Friedmann Bach era appena tredicenne.

PABLO NERUDA

  Pablo Neruda, nasce il 12 Luglio 1904, muore il 23 Settembre 1973.

Poeta, Diplomatico e Politico cileno .


Premi e Riconoscimenti :

Opere :
Raccolte di Poesie :

MUSICA - ORGANO - L. RAFFY - ELEVATION


 Elevation - L. Raffy

LORIN MAAZEL - IL SUO ' TESTAMENTO MUSICALE '

Vi lascio una sua Intervista sulla Situazione Musicale in Italia . Saprà l'Italia sopravvivere alla crisi ? Una passeggiata attrave...