Il sindacalista è
un film italiano del 1972 diretto da Luciano
Salce.
#Movie #History
Trama
Saverio Ravizzi, un operaio siciliano,
sfugge alla morte durante una manifestazione e trova quindi un nuovo
lavoro in una fabbrica di frigoriferi a Bergamo. L'uomo, ingenuo
e spontaneo, è legato alle tradizioni ed è sposato con la siciliana
Teresa, donna semplice, molto legata agli oggetti e alle cose di sua
proprietà.
Saverio comincia subito a mobilitare i
suoi compagni di lavoro per ottenere condizioni di lavoro migliori.
Numerose sono le forme di protesta che mette in atto, come
il blocco stradale in una giornata di nebbia fitta, il
furto dell'autobus sul quale, mentre tenta di scappare, frana una
galleria o quando si sdraia davanti al camion che deve portare i
frigoriferi ai negozi dove saranno venduti per impedirne la partenza.
In diverse occasioni riesce anche a estorcere delle concessioni al
proprietario della fabbrica, Tamperletti. Queste sue azioni lo
rendono talmente popolare da essere eletto, senza nemmeno aver
presentato la sua candidatura, rappresentante sindacale della
fabbrica. L'imprenditore Tamperletti però, uomo solo apparentemente
bonario, è in realtà un abile manovratore che strumentalizza a suo
favore l'operato di Saverio.
Molti dei suoi doni sono un bluff, come
l'appartamento abusivo donato a degli sposi. In altre occasioni le
concessioni arrivano sempre fino a un certo punto e non vengono mai
completamente esaudite. Saverio si sente tal punto importante da fare
un comizio addirittura durante la messa allontanando il prete che
stava facendo la sua omelia di Natale. Quando Tamperletti non concede
un aumento di stipendio, Saverio, nonostante il parere contrario
degli altri rappresentanti sindacali, fa proclamare lo sciopero
totale a tempo indefinito. I giorni passano e la situazione questa
volta non si sblocca. Arriva, da Roma, Toni Paglieri, un ex collega
di Saverio, divenuto ora sindacalista in un'organizzazione ufficiale,
che tenta di dissuaderlo dal continuare l'azione di protesta.
Saverio, profondamente indignato lo
aggredisce, abbandona casa e famiglia e cerca rifugio da Vera, una
giornalista con la quale c'è stato del tenero. La donna però lo
respinge e gli spiega che lo sciopero da lui proclamato è utile a
Tamperletti, che sta vendendo la fabbrica a speculatori stranieri.
Saverio, allora, cerca di convincere i colleghi a riprendere il
lavoro, ma questi ultimi, ormai esaltati, hanno occupato la fabbrica
e non ascoltano ragioni. Anzi, lo picchiano ferocemente e soltanto
l'intervento di Toni lo salva. Tony gli propone di andare con lui e
di entrare a fare parte dell'organizzazione sindacale ufficiale di
cui lui fa parte. Saverio accetta, ma l'idealista in lui prevale e
già comincia a fantasticare su tutte le nuove proteste da
intraprendere sotto la faccia incredula ed esasperata di Toni.