09 ottobre 2026

IL DISASTRO DEL VAJONT - 9 OTTOBRE 1963

 Il Disastro del Vajont è stato un disastro ambientale ed umano verificatosi la sera del 9 Ottobre 1963, nel neo-bacino idroelettrico artificiale del torrente Vajont (al confine tra Friuli e Veneto), dovuto alla caduta di una frana dal soprastante pendio del Monte Toc nelle acque del bacino alpino realizzato con l'omonima diga; la conseguente tracimazione dell'acqua contenuta nell'invaso, con effetto di dilavamento delle sponde del lago, coinvolse prima Erto e Casso, paesi vicini alla riva del lago dopo la costruzione della diga, mentre il superamento della diga da parte dell'onda generata provocò l'inondazione e la distruzione degli abitati del fondovalle veneto, tra cui Longarone, e la morte di 1917 persone.

Le cause della tragedia, dopo numerosi dibattiti, processi e opere di letteratura, furono ricondotte ai progettisti e dirigenti della SADE, ente gestore dell'opera fino alla nazionalizzazione, i quali occultarono la non idoneità dei versanti del bacino, a rischio idrogeologico. Dopo la costruzione della diga si scoprì che i versanti avevano caratteristiche morfologiche (incoerenza e fragilità) tali da non renderli adatti ad essere lambiti da un serbatoio idroelettrico. Nel corso degli anni l'ente gestore e i suoi dirigenti, pur essendo a conoscenza della pericolosità, anche se supposta inferiore a quella effettivamente rivelatasi, coprirono con dolosità i dati a loro disposizione, con beneplacito di vari enti a carattere locale e nazionale, dai piccoli comuni interessati fino al Ministero dei lavori pubblici.

Nei media :
Cinema :
  • Uomini sul Vajont, regia di Luciano Ricci - cortometraggio (1959)
  • H max 261,6 m, regia di regia Luciano Ricci - cortometraggio (1960)
  • Vajont. Natale 1963, regia di Luigi Di Gianni - cortometraggio (1963)
  • Vajont '66, regia di Antonio de Gregorio - cortometraggio (1966)
  • Vajont, regia di Renzo Martinelli (2001)
  • Vajont, l'immagine dell'orrore (conosciuto anche col titolo Vajont '63. Il coraggio di sopravvivere), regia di Andrea Prandstraller (2008)
  • La montagna infranta, regia di Mirco Melanco - cortometraggio (2013)
  • Vajont - Tanta terra, tanta acqua, regia di Vittorio Vespucci (2013)
  • I Vajont, regia di Maura Crudeli e Lucia Vastano, (2016)

Televisione :

Mostre :

Teatro :
  • Memoria di classe, di Roberto Innocente (1993)
  • Il racconto del Vajont, di Marco Paolini e Gabriele Vacis (1997)

MUSICA – FRANCESCO GUCCINI – STAGIONI – DEDICATO A CHE GUEVARA

 

MUSICA – FRANCESCO GUCCINI – STAGIONI – DEDICATO A CHE GUEVARA


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Quanto tempo è passato da quel giorno d'autunno
Di un ottobre avanzato, con il cielo già bruno
Fra sessioni di esami, giorni persi in pigrizia
Giovanili ciarpami, arrivò la notizia

Ci prese come un pugno, ci gelò di sconforto
Sapere a brutto grugno Che Guevara era morto
In quel giorno d'ottobre, in terra boliviana
Era tradito e perso Ernesto Che Guevara

Si offuscarono i libri, si rabbuiò la stanza
Perché con lui era morta una nostra speranza
Erano gli anni fatati di miti cantati e di contestazioni
Erano i giorni passati a discutere e a tessere le belle illusioni

Che Guevara era morto, ma ognuno lo credeva
Che con noi il suo pensiero nel mondo rimaneva
Che Guevara era morto, ma ognuno lo credeva
Che con noi il suo pensiero nel mondo rimaneva

Passarono stagioni, ma continuammo ancora
A mangiare illusioni e verità a ogni ora
Anni di ogni scoperta, anni senza rimpianti
Forza compagni, all'erta, si deve andare avanti

E avanti andammo sempre con le nostre bandiere
E intonandole tutte quelle nostre chimere
In un giorno d'ottobre, in terra boliviana
Con cento colpi è morto Ernesto Che Guevara

Il terzo mondo piange, ognuno adesso sa
Che Che Guevara è morto, mai più ritornerà
Ma qualcosa cambiava, finirono i giorni di quelle emozioni
E rialzaron la testa i nemici di sempre contro le ribellioni

Che Guevara era morto e ognuno lo capiva
Che un eroe si perdeva e qualcosa finiva
Che Guevara era morto e ognuno lo capiva
Che un eroe si perdeva e qualcosa finiva

E qualcosa negli anni terminò per davvero
Cozzando contro gli inganni del vivere giornaliero
I compagni di un giorno o partiti o venduti
Sembra si giri attorno a pochi sopravvissuti

Proprio per questo ora io vorrei ascoltare
Una voce che ancora incominci a cantare
In un giorno d'ottobre, in terra boliviana
Con cento colpi è morto Ernesto Che Guevara

Il terzo mondo piange, ognuno adesso sa
Che Che Guevara è morto, forse non tornerà
Ma voi reazionari tremate, non sono finite le rivoluzioni
E voi, a decine, che usate parole diverse, le stesse prigioni

Da qualche parte un giorno, dove non si saprà
Dove non l'aspettate, il Che ritornerà
Da qualche parte un giorno, dove non si saprà
Dove non l'aspettate, il Che ritornerà


FEDERICO L'OLANDESE VOLANTE

 Federico l'Olandese Volante, pseudonimo di Frederik Matthijs Van Stegeren, nasce il 19 Aprile 1950, muore il 9 Ottobre 2026.


Conduttore radiofonico, Produttore discografico e Personaggio televisivo olandese naturalizzato italiano.

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Discografia

Singoli

Libri



JACQUES TATI

  Jacques Tati, nasce a Le Pecq ( Francia ) il 9 Ottobre 1907, muore il 5 Novembre 1982.



Regista, Attore, Mimo e Sceneggiatore francese.

Filmografia :

Regista : 



Attore :



Premi e Riconoscimenti :

TEATRO - ' IL SERVITORE DI DUE PADRONI ' - CARLO GOLDONI

 Il servitore di due padroni è una celebre Commedia di Carlo Goldoni, scritta dall'Autore veneto nel 1745.



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Trama

Al centro della commedia troviamo Truffaldino, servo di due padroni, che, per non svelare il suo inganno e perseguire il suo unico intento, ovvero mangiare a sazietà, intreccia la storia all'inverosimile, creando solo equivoci e guai.

La Commedia si apre a Venezia in casa di Pantalone de' Bisognosi, anziano mercante che sta assistendo alla promessa di matrimonio tra sua figlia Clarice e Silvio, figlio del Dottore Lombardi. I due sono innamorati ed è una fortuna che possano promettersi, dato che Federigo Rasponi, agiato torinese cui Clarice era destinata, è morto in una lite a causa della sorella di lui, Beatrice.

Alla promessa assistono Smeraldina, giovane serva di Clarice a casa di Pantalone, e Brighella, locandiere veneziano che fa da testimone. Inaspettatamente, nella scena irrompe Truffaldino, il giovane servo venuto per annunciare il suo padrone; si tratta proprio di Federigo Rasponi, giunto a Venezia per incontrare la sua futura sposa e chiarire gli affari sulla dote della ragazza. In realtà, colui che si presenta in casa degli allibiti personaggi è Beatrice Rasponi, sorella del defunto in vesti da uomo, per poter andare in cerca di Florindo Aretusi, suo amante fuggito a Venezia in seguito al colpo mortale inferto di sua mano proprio a Federigo e che lei sta inseguendo.

Brighella riconosce Beatrice ma nasconde l'inganno ai presenti, e anzi sta al gioco facendosi da garante per assicurare tutti che lo sconosciuto che si trovavano di fronte fosse proprio Federigo Rasponi. Neanche Truffaldino, incontrato da Beatrice nel Bergamasco, sa nulla della vera identità del suo padrone. Il suo unico obiettivo è riempire la pancia, essendo perennemente tormentato dalla fame e dall'ingordigia. Non soddisfatto del trattamento di Beatrice, che trascura gli orari del pranzo e lo lascia spesso da solo, per uno scherzo del destino si trova a servire un altro padrone, che si rivela essere Florindo Aretusi sotto il falso nome di Orazio Ardenti.

Beatrice e Florindo sono vittime delle bugie, dell'ingordigia e della scaltrezza dell'abile servitore e si ritrovano alloggiati nella locanda di Brighella in cerca l'uno dell'altro. Per svincolarsi da situazioni critiche, Truffaldino non fa altro che creare guai su guai, e per non farsi scoprire addossa tutte le responsabilità sul fantomatico Pasquale, servo che in realtà non esiste. Anche quando Beatrice e Florindo si rincontreranno, Florindo crederà che il servitore di Beatrice sia Pasquale e viceversa. Truffaldino soffre la fame, mente, corteggia, ama, finge di saper leggere, serve acrobaticamente due padroni in stanze diverse, pasticcia la trama e la risolve, tutto ciò mentre lo pseudo-Federigo Rasponi complica la vita dei due amanti Silvio e Clarice e delle rispettive famiglie.

La finzione di Truffaldino porta al culmine dell'imbarazzo nel momento in cui egli scambia il contenuto di due bauli, uno di Beatrice e l'altro di Florindo. Il servitore deve giustificare a Beatrice come mai sia entrato in possesso di lettere che appartengono a Florindo. A quest'ultimo, viceversa, Truffaldino viene invece obbligato a spiegare perché ha con sé un ritratto di proprietà di Beatrice. La scusa che Truffaldino racconta ad entrambi è quella di avere ereditato questi oggetti da un precedente padrone defunto.

Quando la situazione sembra irrimediabile, e Beatrice e Florindo minacciano di suicidarsi convinti che i rispettivi amanti siano morti, Truffaldino riesce a risolvere ogni cosa. I due padroni innamorati si ritrovano per caso e sono condotti a nozze, Clarice e Silvio con le rispettive famiglie si riappacificano, e non appena viene svelato l'inganno di Beatrice, Truffaldino e Smeraldina ottengono il permesso di sposarsi. Il servo scaltro si svela solo per amore della servetta. "Ho fatto una gran fadiga, ho fatto anca dei mancamenti, ma spero che, per rason della stravaganza, tutti si siori me perdonerà". E vissero tutti felici e contenti.


Personaggi

  • Pantalone de' Bisognosi

  • Clarice, sua figliuola

  • Il Dottore Lombardi

  • Silvio, di lui figliuolo

  • Beatrice, torinese, in abito da uomo sotto nome di Federigo Rasponi

  • Florindo Aretusi, torinese di lei amante

  • Brighella, locandiere

  • Smeraldina, cameriera di Clarice

  • Truffaldino, servitore di Beatrice, poi di Florindo

  • Un cameriere della locanda, che parla

  • Un servitore di Pantalone, che parla

  • Due facchini, che parlano

  • Camerieri d'osteria, che non parlano


IL DISASTRO DEL VAJONT - 9 OTTOBRE 1963

  Il Disastro del Vajont  è stato un disastro ambientale ed umano verificatosi la sera del 9 Ottobre 1963, nel neo-bacino idroelettrico arti...