23 settembre 2026

ARTE - PITTURA - ' IL QUARTO STATO ' - GIUSEPPE PELIZZA DA VOLPEDO

 



Il Quarto Stato è un Dipinto a olio su tela (293×545 cm) del Pittore italiano Giuseppe Pellizza da Volpedo, realizzato dal 1898 al 1901 e conservato al Museo del Novecento di Milano.

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Il Quarto Stato raffigura un gruppo di Braccianti che marcia in segno di protesta in una Piazza, presumibilmente quella Malaspina di Volpedo. L'avanzare del corteo non è violento, bensì lento e sicuro, a suggerire un'inevitabile sensazione di vittoria: era proprio nelle intenzioni del Pellizza dare vita a «una massa di popolo, di Lavoratori della terra, i quali intelligenti, forti, robusti, uniti, s'avanzano come fiumana travolgente ogni ostacolo che si frappone per raggiungere luogo ov'ella trova equilibrio».

Assai pregnante è anche il significato del dipinto, che si discosta da quello dei precedenti Ambasciatori della fame e Fiumana: mentre prima Pellizza voleva solo disegnare una Manifestazione di strada, come già avvenuto con altre opere coeve (tra cui La piazza Caricamento a Genova di Nomellini e L'oratore di sciopero di Longoni), ora intende celebrare l'imporsi della classe operaia, il «quarto stato» per l'appunto, a fianco del ceto borghese.

In primo piano, davanti alla folla in protesta, sono definiti tre soggetti, due uomini e una donna con un bambino in braccio. La Donna, che Pellizza plasmò sulle fattezze della moglie Teresa, è a piedi nudi, e invita con un eloquente gesto i manifestanti a seguirla: la sensazione di movimento trova espressione nelle numerose pieghe della sua veste. Alla sua destra procede quello che probabilmente è il Protagonista della Scena, un «Uomo sui 35, fiero, intelligente, lavoratore» (come affermò lo stesso Pellizza) che, con una mano nella cintola dei pantaloni e l'altra che regge la giacca appoggiata sulla spalla, procede con disinvoltura, forte della compattezza del corteo. Alla sua destra vi è un altro uomo che avanza muto, pensoso, con la giacca fatta cadere sulla spalla sinistra.

La quinta costituita dal resto dei Manifestanti si dispone sul piano frontale: quest'ultimi rivolgono lo sguardo in più direzioni, suggerendo di avere il pieno controllo della situazione. Tutti i Contadini compiono gesti molto naturali: di questi, taluni reggono bambini in braccio, altri appoggiano la mano sugli occhi per ripararli dal sole, e altri ancora, semplicemente, guardano diritti davanti a loro.

Le figure dei Contadini sono disposte orizzontalmente, secondo i dettami della composizione paratattica: questa soluzione compositiva, se da un lato ricorda il Classicismo del fregio, dall'altra evoca brutalmente una situazione molto realistica, quale può essere - per esempio - una manifestazione di strada. È in questo modo che Pellizza fonde armoniosamente i «valori riferiti all'antica civiltà classica alla moderna consapevolezza dei propri diritti civili»; questo connubio si manifesta anche nelle reminiscenze rinascimentali dell'Opera, che si ispira nell'espressività delle figure direttamente a capolavori quali la Scuola di Atene di Raffaello e l'Ultima Cena di Leonardo da Vinci.

MUSICA - CARL ORFF - CARMINA BURANA - STORIA


Carl OrffCarmina Burana

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Nel 1803, presso il Monastero di Benediktbeuren (Bura Sancti Benedicti) in Alta Baviera, fu rinvenuta una vasta raccolta di Testi poetici medioevali risalenti al tredicesimo Secolo, cui venne attribuito il nome di “Carmina Burana”.

Scritti in lingua latina, e parzialmente in tedesco antico e in provenzale, questi componimenti presentano un contenuto quanto mai vario che va da temi strettamente religiosi ad argomenti naturalistici, goderecci e talvolta licenziosi.

Essi nacquero nell’ambiente dei così detti “clerici vagantes”, cioè di giovani studenti che nel Medioevo si trasferivano da un’università all’altra in cerca di nuovi Maestri e nuovi saperi, conducendo spesso un’esistenza libera e talvolta sfrenata.

Le liriche dei Carmina contengono anche indicazioni musicali frammentarie e di difficile o dubbia interpretazione.


Nel 1937 il Compositore, didatta e umanista bavarese Carl Orff (1895-1982) trasse da tale fonte poetica un “Oratorio scenico” il cui titolo recita testualmente: “Carmina Burana. Cantiones profanae cantoribus et choris cantandae comitantibus instrumentis atque imaginibus magicis” (Canti profani per Cantanti e Cori accompagnati da strumenti e immagini magiche).

La loro Esecuzione, possibile in forma semplicemente concertistica, trae il suo massimo significato dalla rappresentazione in forma scenica, come del resto previsto dall’Autore.
Il linguaggio musicale di Orff è caratterizzato dal rigetto di ogni influenza tardo-romantica, come pure delle esperienze delle avanguardie novecentesche, in favore di un ritorno alla primordiale semplicità della parola e del ritmo. La declamazione scandita, la reiterazione ossessiva e quasi incantatoria di semplici formule melodiche e ritmiche, nonché il ricorso all’antica modalità, sono alla base del fascino ancor oggi esercitato dalle sue Composizioni e di questa in particolare.


I Carmina di Orff utilizzano i testi di 24 Liriche e sono strutturati in cinque parti, introdotte e concluse dal celebre e… gettonatissimo coro “O Fortuna”. La fortuna, intesa come sorte o fato, viene proclamata “Imperatrice del mondo” ed è rappresentata da una ruota che, girando costantemente, determina le vicende umane, l’ascesa, l’apice e la caduta delle umane ambizioni. Essa è anche l’immagine simbolica dell’alternarsi delle stagioni in natura e nella vita stessa dell’Uomo.


PROLOGO – “O Fortuna”
“Fortune plango vulnera” (Piango le ferite della Fortuna). Con un Coro all’unisono si lamenta la volubilità della Fortuna che, dopo avere esaltato le sorti umane, ne provoca la rovinosa caduta


PARTE I – “Primo vere” (In primavera)
Il Coro sottolinea il dolce rinascere della natura dopo i rigori invernali e il solista invita a godere del tiepido sole che risveglia i sensi da un lungo torpore. Un Coro gioioso esalta poi gli splendori primaverili e invita tutti all’allegrezza.


PARTE II – “Uf dem Anger” (Sul prato)
Il quadro si apre con una danza, unico Brano strumentale dell’Opera. Nel successivo “Floret silva nobilis” (La nobile foresta rinverdisce) le fanciulle rimpiangono i loro amici lontani, ma la lunga attesa viene ben presto rallegrata dal loro ritorno. Segue il vivace “Chramer, gip die varwe mir” (Mercante, dammi del colore) dove le fanciulle si truccano e si fanno belle per piacere ai loro Uomini che le osservano ammirati… Con un allegro girotondo (Reie) si festeggiano gli amori ritrovati e il Coro conclude gioiosamente: “Were diu werlt alle min” (Se il mondo fosse tutto mio!).


PARTE III – “In taberna” (All’osteria”)
E’ questa la parte musicalmente e visivamente più originale dell’Opera, ricca di trovate e di situazioni esilaranti.

Si inizia col solista che intona “Estuans interius” (Divorato dall’ira veemente) evocando le inquietudini e i desideri della giovinezza, rendendosi conto però che esse distruggeranno la sua anima. Nella scena successiva “Olim lacus colueram” (Un tempo abitavo il lago), un povero cigno arrostisce sul girarrosto e piange la sua sorte crudele. Ma, mentre i commensali dell’osteria stanno per addentarlo, se ne fugge via quatto quatto… Interviene poi il re della festa, proclamando solennemente: “Ego sum abbas Cucaniensis” (Io sono l’abate di Cuccagna) e incita tutti i presenti ai piaceri del mangiare e del bere. Segue un coro travolgente che canta: “In taberna quando sumus” (Quando siamo all’osteria) e dichiara che il vino rende uguali tutti gli uomini, qualunque sia la loro condizione e classe sociale.


PARTE IV – “Cours d’amour” (Le corti d’amore)
Vengono qui rappresentati con grande ricchezza di accenti gli aspetti contrastanti dell’amore sensuale. L’alternanza dei singoli quadri mette in scena il desiderio più sfrenato accanto a momenti intensamente espressivi, come il breve assolo del Soprano “In trutina” (Sulla bilancia). Helena, Nobile fanciulla, si mostra esitante tra il desiderio dei sensi e il suo innato pudore, finché, dopo un vivace intervento del coro “Tempus est iocundum” (Tempo felice è questo), cede alle offerte di Blanziflor: “Dulcissime” (A te o dolcissimo).


PARTE V – “Blanziflor et Helena” (Biancofiore ed Elena)
Qui si conclude la parte precedente col Coro “Ave formosissima” (Salute a te, o bellissima), un Inno che esalta l’unione dei due giovani amanti.


FINALE – “O Fortuna”
Un colpo di martello del Fato interviene a questo punto inaspettato e ci riporta direttamente al punto di partenza, pronti per un nuovo e inesorabile giro della ruota della Fortuna


GIANCARLO SIANI

Giancarlo Siani, nasce il 19 Settembre 1959, muore il 23 Settembre 1985.

Giornalista  italiano, assassinato dalla camorra

Il 23 Settembre 1985, appena giunto sotto casa sua con la propria Citroën Méhari con capote in tela, Giancarlo Siani venne ucciso. Gli sparò una squadra di almeno due assassini mentre era seduto nell'auto. Fu colpito 10 volte in testa da due pistole Beretta 7.65mm: l'agguato avvenne alle 20.50 circa, sotto la sua abitazione, in via Vincenzo Romaniello, a pochi passi da piazza Leonardo, nel quartiere napoletano dell'Arenella.

Filmografia :
  • E io ti seguo
  • Fortapàsc - regia di Marco Risi.
  • Mehari Italia 1999
  • Giancarlo Siani, Per amore di verità - servizio del 2009 di Federico Tosi e Sandro di Domenico

ROMY SCHNEIDER

 Romy Schneider, nasce il 23 Settembre 1938, muore il 29 Maggio 1982.

Attrice austriaca naturalizzata francese.


Filmografia :

JULIETTE GRECO

  Juliette Gréco, nasce il 7 Febbraio 1927, muore il 23 Settembre 2020.

Cantante e Attrice francese.

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Discografia :

1950 - Si tu t'imagines

1950 - La Fourmi

1951 - Je suis comme je suis

1951 - Les Feuilles mortes

1951 - Sous le ciel de Paris

1951 - Je hais les dimanches

1953 - La Fiancée du pirate, dai testi di Bertolt Brecht

1954 - Coin de rue

1955 - Chanson pour l'Auvergnat

1960 - Il n'y a plus d'après

1961 - Jolie Môme

1961 - C'était bien

1962 - Accordéon

1962 - Paris canaille

1963 - La Javanaise

1966 - Un petit poisson

1967 - Déshabillez-moi

1970 - Les Pingouins

1971 - La Chanson des vieux amants

1971 - J'arrive

1972 - Mon fils chante

1977 - Non monsieur je n'ai pas vingt ans

1983 - Le temps des cerises

1988 - Ne me quitte pas

2003 - L'Éternel féminin

2009 - Je me Souviens De Tout

2011 - Ça se Traverse et C'est Beau

2013 - Gréco chante Brel

2015 – Merci

 

Filmografia :

Cinema :

Les frères Bouquinquant

Nel regno dei cieli

Orfeo, regia di Jean Cocteau

...e mi lasciò senza indirizzo

Il guanto verde

Labbra proibite

Boum sur Paris

La castellana del Libano

Eliana e gli uomini

Creature del male

Il sole sorgerà ancora

Terra nuda

Le radici del cielo

Whirlpool

Dramma nello specchio

Il grosso rischio

Il sepolcro d'acqua

L'amour à la mer

La capanna dello zio Tom

La notte dei generali

Le Far-West

Lily, aime-moi

Belfagor - Il fantasma del Louvre

Jedermanns Fest

Dans les pas de Marie Curie

ARTE - PITTURA - ' IL QUARTO STATO ' - GIUSEPPE PELIZZA DA VOLPEDO

  Il Quarto Stato  è un Dipinto a olio su tela (293×545 cm) del Pittore italiano  Giuseppe Pellizza da Volpedo , realizzato dal 1898 al 1901...