08 maggio 2026

GUSTAVE FLAUBERT

 Gustave Flaubert, nasce il 12 Dicembre 1821, muore il 8 Maggio 1880.

Scrittore francese.

Opere :

GEORGE PEPPARD

George Peppard, nasce il 1 Ottobre 1928, muore il 8 Maggio 1994.

Attore e Regista statunitense.

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Filmografia :

Cinema :

Un uomo sbagliato

38º parallelo: missione compiuta

A casa dopo l'uragano

La nostra vita comincia di notte

Colazione da Tiffany, regia di Blake Edwards

La conquista del West, regia di John Ford

I vincitori

L'uomo che non sapeva amare

Operazione Crossbow

Il terzo giorno

La caduta delle aquile

Tobruk

Due stelle nella polvere

Facce per l'inferno

Una meravigliosa realtà

Il castello di carte

L'esecutore

La spia che vide il suo cadavere

L'ultima odissea

Cinque giorni ancora

Ricordati Venezia

Twilight Theater

Zwei frauen - Il silenzio del lago ghiacciato

La notte dei generali

 

Televisione :

Banacek - serie TV, 17 episodi

Doctors' Hospital

A-Team - serie TV, 97 episodi

MUSICA - GLI SCHERZI MUSICALI DI CLAUDIO MONTEVERDI

Claudio MonteverdiScherzi Musicali ( 1607 )

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Nel 1607, appare a Venezia, pubblicato da R. Amadino, con dedica a Francesco IV Gonzaga, Principe di Mantova e del Monferrato, un volume di Canzoni in forma strofica intitolato “Scherzi Musicali a tre Voci di Claudio Monteverde, raccolti da Giulio Cesare Monteverde suo fratello, et nuovamente posti in luce“.


I Brani scritti da Claudio Monteverdi risalgono probabilmente nel 1599, quando era in servizio alla Corte di Mantova; sono molto più semplici rispetto ai Madrigali e alle altre sue Opere di quel periodo.

Il Libro gode subito di grande popolarità e nel giro di pochi anni ne vengono tirate altre quattro Edizioni; nel 1632, inoltre, l’Editore Bartolomeo Magni pubblica a Venezia un altro gruppo di Canzoni, sempre con lo stesso titolo.

Il Volume del 1607 comprende 18 Composizioni selezionate da Giulio Cesare Monteverdi; le prime 15 Canzonette strofiche sono di Claudio Monteverdi, le ultime due e il Balletto conclusivo “De la bellezza le dovute lodi” sono del fratello.

Gran parte dei Testi sono di G. Chiabrera; vi sono un paio di Poesie di Ansaldo Cebà e una di Jacopo Sannazaro, il propugnatore dell’Accademia dell’Arcadia. Il Testo del Balletto è attribuito a Fernando Gonzaga, figlio Vincenzo I, Duca di Mantova.


Scherzi Musicali segnano un momento importante nella Storia della Musica e, sebbene siano Composizioni leggere e schematiche, mantengono fede alle regole della Seconda Pratica: nuova tecnica contrappuntistica e della polifonia, uso innovativo di dissonanze, concertazione originale con diverso trattamento delle parti strumentali e, soprattutto, importanza alla parola, dominatrice del ritmo e dell’armonia.


  1. I bei legami

  2. Amarilli onde m’assale

  3. Fugge il verno dei dolori

  4. Quando l’Alba in Oriente

  5. Non così tosto io miro

  6. Damigella tutta bella

  7. La pastorella mia spietata

  8. O rosetta, che rosetta

  9. Anforosa pupilletta

  10. Vaghi rai di cigli ardenti

  11. La violetta

  12. Giovinetta ritrosetta

  13. Dolci miei sospiri

  14. Clori amorosa

  15. Lidia, spina del mio core

  16. Deh, chi tace il ben pensiero [Giulio Cesare Monteverdi]

  17. Dispiegate guance amate [Giulio Cesare Monteverdi]

  18. De la bellezza le dovute lodi (balletto)

TEATRO - L'AVARO - C. GOLDONI

L'avaro è una Commedia in un solo atto scritta da Carlo Goldoni nel 1756.
Si tratta di una rivisitazione dell'omonima commedia di Molière realizzata per l'amico Francesco Albergati Capacelli, che era solito recitare con una compagnia di comici dilettanti nella sua villa di Zola Predosa.

Trama :
La commedia si svolge a Pavia, all'interno della casa di Don Ambrogio. È, questi, un vecchio avaro il cui unico figlio è venuto a mancare da ormai un anno. Presso la sua dimora vive, trattata come una figlia, Donna Eugenia, la nuora. Ad essa Don Ambrogio dice d'esser molto affezionato, ma sebbene costei sia per lui larga fonte di dispendio (lo troviamo, infatti, a principio della commedia, a rimuginar sulle spese della donna) non ha interesse di maritarla per non distaccarsi dalla di lei dote.
Vi sono, però, tre pretendenti che anelano ad un matrimonio con la giovane vedova: in primo luogo il Conte Filiberto dell'Isola ed il Cavalier Costanzo degli Alberi. Costoro hanno già avuto modo di dichiararsi a Donna Eugenia e già godono delle benevolenze di quest'ultima la quale, tuttavia, si riserva di dar loro una risposta, precisando d'essere ancora sotto la potestà del suocero e, di conseguenza, in obbligo di rimettersi soltanto alla sua decisione. Il terzo pretendente è Don Ferdinando, un giovane studente di Mantova, amico del defunto figlio di Don Ambrogio, che per terminar gli studi ha sino ad ora soggiornato presso questa dimora. Don Ferdinando è timido, modesto di carattere e di buona famiglia e, cosa ancor più importante, non è assolutamente interessato alla dote di Donna Eugenia come, invece, pare lo siano il Conte e il Cavaliere. Oltretutto non ha mai avuto il coraggio di dichiarare alla giovane vedova i propri sentimenti.
Quando i tre uomini si recheranno (in separati momenti) a domandare a Don Ambrogio la mano della bella Eugenia, solamente Don Ferdinando riuscirà ad entrare nelle grazie del vecchio avaro, proponendosi immediatamente di prender Donna Eugenia senza dote alcuna. Don Ambrogio, felice di non doversi separare da quel piccolo tesoro, accetta senza alcuna rimostranza il matrimonio tra i due e suggerisce al ragazzo di raggiungere Eugenia e comunicarle la decisione presa. E in fretta, anche, dal momento che proprio quel giorno il giovane è in procinto di tornar a Mantova dalla propria famiglia. È Don Ambrogio, però, a recarsi per primo dalla nuora, annunciandole che giungerà, di lì a poco, colui al quale è stato deciso ch'ella verrà data in seconde nozze.
Tuttavia, quando Don Ferdinando si decide a recarsi presso Eugenia per cercare di comunicarle il fatto, non riesce a dir quasi nulla: il Conte ed il Cavaliere lo hanno preceduto e sono intenti a commentare con asprezza il trattamento loro riservato da Don Ambrogio in seguito alle domande di matrimonio presentategli poc'anzi. Donna Eugenia, scaltra come la maggior parte delle figure femminili goldoniane, riesce ad intendere quanto Ferdinando vorrebbe dirle e, con tatto, riesce a trarlo d'impiccio spiegando agli astanti che il ragazzo è lì soltanto per comunicarle la propria partenza e chiederle consiglio sulla donna di cui s'è innamorato. Rivolgendosi al mantovano, con garbo, gli consiglia di partir a cuor leggero, aggiungendo che colei per cui egli trepida lo stima molto ma non ne è innamorata.
Il guazzabuglio verrà concluso da una trovata del Cavaliere Costanzo degli Alberi che proporrà la più vantaggiosa delle soluzioni: la dote resterà nelle mani di Don Ambrogio fin quando egli avrà vita; alla di lui morte, eleggendo la vedova come sua erede universale, la dote ed i suoi frutti verranno completamente restituiti alla donna. Di questa risoluzione Don Ambrogio è felicissimo, e dacché il Cavaliere si propone quale galantuomo realmente interessato a maritarsi con la bella Eugenia, verrà ben presto stipulato il contratto matrimoniale con buona pace di tutti, men che di uno stizzito Conte Filiberto.

TEATRO - LE BARUFFE CHIOZZOTTE - C. GOLDONI

Le baruffe chiozzotte è una Commedia scritta da Carlo Goldoni.

La sua prima messa in scena, annunciata per stampa da Piero Chiari sulla Gazzetta Veneta il 23 Gennaio 1762, avvenne al teatro San Luca di Venezia alla fine dello stesso mese di quell'anno; fu poi ripresa in occasione del successivo carnevale veneziano.
Viene considerata una delle più riuscite opere goldoniane e fa parte - insieme ad altri Capolavori come I rusteghi e La casa nova - delle cosiddette commedie di ambientazione veneziana, lavori conclusivi dell'esperienza italiana dell'autore prima del trasferimento a Parigi.

Il testo è stato trasposto per il teatro in musica in un'opera omonima di Gian Francesco Malipiero.

Trama :
Opera corale, ambientata nella città lagunare e centro di pescatori di Chioggia, Le baruffe chiozzotte mette in scena - come commedia d'ambiente popolare ma anche commedia di conversazione (dove la parola si fa strumento di espressività teatrale) con pesanti debiti verso la commedia dell'arte - le schermaglie amorose di un gruppo di popolani inseriti in un contesto familiare e sociale particolarmente articolato e mossi da sinceri affetti dell'anima che bene descrivono una visione della coralità della vita.
Ad essere rappresentate sono figure del più basso strato sociale - i pescatori e le donne che stanno loro intorno - ma non per questo prive di una loro vivida umanità per le quali - nella visione della critica - ogni aspetto della vita diventa esso stesso commedia dalle lucide sottolineature esistenziali.


GUSTAVE FLAUBERT

  Gustave Flaubert , nasce il 12 Dicembre 1821, muore il 8 Maggio 1880. Scrittore francese. #Flaubert #GustaveFlaubert #Writer #Book #Fr...