Che ora è è
un film del 1989 diretto da Ettore Scola.
La pellicola ha come
protagonisti Massimo Troisi e Marcello Mastroianni.
#Movie #Scola
Trama
Michele è un giovane napoletano,
laureato in lettere, che a Civitavecchia sta per
terminare il suo servizio di leva. Nella città laziale Michele
ha costruito un piccolo mondo di relazioni e di rapporti che ha
abbracciato ed accolto la sua tendenza esistenziale alquanto schiva e
riservata e comunque non incline alla ricerca dell'affermazione,
della visibilità e del successo personale.
A Civitavecchia piomba per una visita
fugace il padre di Michele, un affermato avvocato romano che
cerca di ricongiungersi al figlio, a lungo trascurato.
Il padre cerca a suo modo di colmare i
lunghi anni di assenza tentando di ingraziarsi le attenzioni del
figlio e ostentando in maniera irritante i regali lussuosi che
a Roma, per Michele, ha già predisposto ma trasforma in
irritazione la sua premura quando si avvede che le sue attenzioni e i
suoi regali sono solo fonte di imbarazzo per il giovane militare. È
invece un vecchio orologio d'argento il dono che
Michele mostra di gradire, un orologio che apparteneva al nonno
ferroviere e che al ragazzo rammenta momenti di calore familiare, di
semplici gestualità vissute in età infantile.
Nelle lunghe ore dell'incontro padre e
figlio, condizionati dalle reciproche incomprensioni, litigano spesso
per poi riavvicinarsi. I tentativi affettuosi e paterni da parte
dell'avvocato di conoscere suo figlio e di prodigarsi per lui
diventano davvero invadenti e patetici quando i due si recano a casa
di Loredana, una ragazza del luogo con la quale Michele intrattiene
un debole ed incerto legame sentimentale ma che viene invece
sottoposta ad un fitto interrogatorio da parte del genitore.
Le tensioni tra i due sfogano nello
scontro quando il padre comprende finalmente e con rabbia che le
proprie aspettative nei confronti di un figlio sconosciuto sono ben
distanti dalla realtà del giovane, che, seppur con lentezza e
incertezza, è avviato autonomamente in direzioni completamente
opposte. La rabbia sfocia presto nella gelosia verso la moglie tanto
che il padre confida a Michele un tradimento compiuto dalla madre. Il
giovane rimane indignato, abbandonandolo alla stazione, dove il
genitore è in attesa del treno per Roma.
L'anziano avvocato è solo quando viene
nuovamente raggiunto sul treno da Michele. I due sciolgono finalmente
le difficoltà dell'incontro e si abbandonano sereni ad un gioco
infantile nel quale Michele, imitando i gesti del nonno paterno,
estrae l'orologio d'argento dalla giacca e risponde orgoglioso ed
impettito alla domanda: Che ora è?