Kurt Cobain, nasce il 20 Febbraio 1967, muore il 5 Aprile 1994.
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Kurt Cobain, nasce il 20 Febbraio 1967, muore il 5 Aprile 1994.
Le Egloghe sono due componimenti di carattere bucolico scritti in lingua latina da Dante Alighieri tra il 1319 ed il 1320 a Ravenna e pubblicate per la prima volta a Firenze nel 1719.
Le egloghe, rispettivamente Vidimus in nigris albo patiente lituris di 68 versi e Velleribus Colchis prepes detectus Eous di 97 versi, sono composte in esametri e si rivolgono a Giovanni del Virgilio, lettore di poesia latina presso l'Università di Bologna, che con una epistola di carattere oraziano, il Pyeridum vox alma, novis qui cantibus orbem, invitava il poeta del "carmen laicum" disprezzato dai dotti, cioè la Commedia, a scrivere un "carmen vatisonum", cioè un carme di carattere eroico, per conquistarsi i letterati e ottenere la corona d'alloro.
Dante risponde al letterato con un'egloga di tipo virgiliano dove immagina che il pastore Titiro (nome sotto il quale si nasconde Dante stesso) e Melibeo (il giovane Dino Perini esule fiorentino) mentre si trovano a pascolare il gregge ricevono l'epistola di Mopso (nome fittizio di Giovanni del Virgilio). A Melibeo che vuole conoscere il contenuto della missiva, Titiro dice che il maestro lo invita a cingersi d'alloro e aggiunge che ne sarebbe felice ma non a Bologna e per il genere di poesia che vorrebbe il dotto, ma sulle rive dell'Arno e per la sua Commedia.
A questa egloga Giovanni del Virgilio risponde a Dante con Forte sub inriguos colles, ubi Sarpina Rheno, e questa volta sotto forma di egloga virgiliana, rinnovandogli l'invito.
Dante risponde con una seconda egloga nella quale racconta all'illustre corrispondente delle numerose prestazioni d'affetto e di stima che riceve a Ravenna e al pastore Alfesibeo (sotto il quale si cela il maestro Fiducio dei Milotti) che lo prega di non abbandonare i pascoli che egli ha reso famosi con il suo nome, Titiro risponde dicendogli che non se ne andrà mai da quel luogo pieno di pace e silenzio per recarsi in un'altra dimora.
I quattro componimenti ci sono stati tramandati da otto codici del XIV e XV Secolo tra i quali lo Zibaldone Laurenziano di Boccaccio che possiede tutta la corrispondenza con glosse ai testi di diverse provenienze.
La Comedìa, o Commedia, conosciuta soprattutto come Divina Commedia, è un poema allegorico-didascalico di Dante Alighieri, scritto in terzine incatenate di endecasillabi (poi chiamate per antonomasia terzine dantesche) in lingua volgare fiorentina.
Personale universale (redenzione dell'umanità).
Autobiografico: redenzione dell'anima del poeta dopo il periodo di traviamento (selva oscura).
Redenzione politica: l'umanità con la guida della Ragione (Virgilio) e dell'impero raggiunge la felicità naturale (Paradiso terrestre = giustizia e pace).
Redenzione religiosa: con la guida della Teologia (Beatrice) e dell'estasi, la contemplazione mistica (San Bernardo di Chiaravalle) si arriva alla felicità ultraterrena (Paradiso).
Nella Divina Commedia, Dante si prefigge il ruolo di poeta vate in quanto universalizza il proprio viaggio verso la purificazione, per tutti gli uomini. Leggendo, infatti, la Divina Commedia ogni uomo ripercorre il viaggio dantesco purificandosi anch'esso dai sette vizi capitali.
Dante rappresenta cielo e terra, ma la terra trova nel poema una rappresentazione nuova, una profonda comprensione della realtà umana. In Dante è presente un modo nuovo e disincantato di percepire la storia: il racconto storico abbraccia il corso dei secoli con la storia dell'Impero romano e cristiano, delle lotte fiorentine tra guelfi bianchi e neri, una larga considerazione prospettica della storia della Chiesa e della storia contemporanea del papato.
L'osservazione della natura è accurata e armoniosa, accentuata nel suo valore prospettico, ricca e determinata. Le note geografiche e visive si succedono.
Il paragone è lo strumento con cui il poeta ritrae il reale mediante un intreccio di notazioni varie e reali. La natura dantesca scaturisce sempre da un riferimento personale ed è, non di rado, attratta nell'orbita drammatica della rappresentazione. Tutto in Dante ha un valore soggettivo, il poema non è solo la storia dell'anima cristiana che si volge a Dio, ma anche la vicenda personale di Dante, inestricabilmente intrecciata agli avvenimenti che narra. Dante è sempre attore e giudice.
Il poeta ci presenta l'uomo nella sua complessità e ne mostra il rapporto con Dio, alla luce della tradizione ebraico-cristiana la quale si innestava su quella classica, greca e latina.
La profezia religiosa e politica si sviluppa su un terreno di esperienze personali, dichiaratamente espresse, e di aspirazioni precise. Dante sovrappone la profezia ai fatti concreti e non li dimentica, né insegue sogni vaghi e irrealizzabili di rinnovamento come i profeti medievali, infatti il suo vagheggiamento di un rinnovamento religioso, morale e politico ha obiettivi ben precisi: una ritrovata moralità della Chiesa, la restaurazione dell'Impero, la fine delle lotte civili nelle città.
L'allegoria e la concezione figurale sono il fondamento del poema ed il segno più scoperto del suo medievalismo; il mondo è raffigurato suddiviso: da un lato la realtà storica e concreta, dall'altro il sopramondo, ossia il significato della realtà storica trasferita sul piano morale e su quello ultraterreno. Il costante riferimento al sopramondo attesta la subordinazione medievale di ogni realtà a un fine morale e religioso. Siffatta subordinazione è rigida e imperante e nell'assoluto valore dell'allegoria, nella fedeltà ai modi e allo stile ereditati dalla letteratura precedente è il medievalismo di Dante.
Nel Paradiso la tematica è quella della legittimità dell'impero universale, istituzione voluta dalla Provvidenza, garante di pace e di giustizia, ed è affidata all'imperatore bizantino Giustiniano, personaggio fondamentale della storia antica, colui che aveva riordinato le leggi romane (Corpus iuris civilis) consentendo la loro trasmissione alle epoche successive. Quindi sia i guelfi, simpatizzanti per la monarchia francese (i gigli gialli; Par. VI, v. 100), opponendosi all'impero, sia i ghibellini, che strumentalizzano il pubblico segno per interessi privati e particolari, sono in errore ed ostacolano i disegni della Provvidenza. Il pensiero politico del poeta ruota perciò attorno alle istituzioni del Papato e dell'Impero e alle loro funzioni, motivi già trattati nel Convivio e nel De Monarchia.
Francesco De Gregori - Il bandito e il campione
Due ragazzi del
borgo cresciuti
troppo in fretta
un'unica passione per la bicicletta
un
incrocio di destini in una strana storia
di cui nei giorni nostri
si è persa la memoria
una storia d'altri tempi, di prima del
motore
quando si correva per rabbia o per amore
ma fra rabbia
ed amore il distacco già cresce
e chi sarà il campione già si
capisce
Vai Girardengo, vai grande campione
nessuno ti segue su
quello stradone
Vai Girardengo, non si vede più Sante
è
dietro a quella curva, è sempre più distante.
E dietro alla
curva del tempo che vola
c'è Sante in bicicletta e in mano ha una
pistola
se di notte è inseguito spara e centra ogni fanale
Sante
il bandito ha una mira eccezionale
e lo sanno le banche e lo sa la
questura
Sante il bandito mette proprio paura
e non servono le
taglie e non basta il coraggio
Sante il bandito ha troppo
vantaggio.
Fu antica miseria o un torto subito
a fare del
ragazzo un feroce bandito
ma al proprio destino nessuno gli
sfugge
cercavi giustizia ma trovasti la Legge.
Ma un bravo
poliziotto che sa fare il mio mestiere
sa che ogni uomo ha un
vizio che lo farà cadere
e ti fece cadere la tua grande
passione
di aspettare l'arrivo dell'amico campione
quel
traguardo volante ti vide in manette
brillavano al sole come due
biciclette
Sante Pollastri il tuo Giro è finito
e già si
racconta che qualcuno ha tradito.
Vai Girardengo, vai grande
campione
nessuno ti segue su quello stradone
Vai Girardengo,
non si vede più Sante
è sempre più lontano, è sempre più
distante
sempre più lontano, sempre più distante…
Vai
Girardengo, non si vede più Sante
Sempre più lontano, sempre più
distante...
Il cartaio è un film del 2004 diretto da Dario Argento.
A Roma, l'agente di polizia Anna Mari, sotto stress per le ricerche di una turista inglese scomparsa, rifiuta un mazzo di fiori regalato da Carlo, un collega che le fa la corte. Poco dopo, mentre lavora al computer, riceve un inquietante messaggio da un tale che si fa chiamare il "Cartaio": l'uomo dice di aver rapito la turista che stanno cercando e che ora vuole giocarne la sua vita a videopoker via internet con la polizia. Anna avverte il suo capo, che diffida dal seguire le istruzioni dettate da un criminale. Seguite comunque le indicazioni che portano al sito del videopoker, attraverso una webcam, si vede il volto imbavagliato della ragazza alla quale il delinquente ha promesso di infliggere una mutilazione per ogni mano di poker che la polizia perderà. Anna vorrebbe giocare ma il suo capo glielo impedisce assumendosi la responsabilità delle conseguenze. Scaduto l'ultimatum, in effetti, il maniaco uccide la turista, sgozzandola per mezzo di un grosso taglierino. Al complesso del Buon Pastore, sede del commissariato, arriva John Brennan, poliziotto irlandese che si allea con Anna per risolvere il caso. Intanto in un lago fuori città viene ritrovato il cadavere, in pessimo stato, della turista: all'obitorio John trova un seme di una pianta molto comune nella zona all'interno del naso della ragazza, e lo interpreta come un segno di riconoscimento del Cartaio. La polizia intanto riesce a delineare la mente del maniaco: si tratta di uno psicopatico la cui follia è cresciuta in seguito ad azioni criminose come la roulette russa.
In una notte seguente, un'altra ragazza viene catturata dal maniaco. Quando viene riproposto di nuovo il gioco, il capo cede alle insistenze e permette di interagire con il killer. Si fa avanti Carlo; sfortunatamente perde e non riesce a salvare dalla morte la seconda vittima. Ascoltando una registrazione della seconda partita, John Brennan ode uno strano tonfo che potrebbe avvicinarlo alla soluzione. Quando viene rinvenuto il corpo della seconda ragazza le viene estratto dall'orecchio un seme di passiflora, dello stesso tipo trovato sulla prima. In una sala giochi Anna e John reclutano Remo, un giovane supercampione nel gioco del videopoker: Anna lo mette subito alla prova con il Cartaio, che ha rapito una terza vittima. Remo, all'inizio, sta vincendo, ma un'imprevista ribellione della ragazza ne provoca l'uccisione, indipendentemente dalla partita in corso. Durante la colluttazione la webcam cade e riesce ad inquadrare l'interno del covo dell'assassino, ossia quel che pare un garage o un seminterrato. Intanto, proprio mentre nasce una storia tra John e Anna, questa viene aggredita in casa sua dal serial killer. Una sera, il maniaco rapisce anche la figlia del questore, Lucia. Viene proposta l'ennesima partita e Remo, inizialmente titubante, riesce alla fine a vincere. La ragazza viene rilasciata viva in un vicolo buio di Roma. Festeggiata la vittoria, Remo va a festeggiare in un locale dove usava procurarsi la droga. Qui viene sedotto da una ragazza che lo porta in un condotto fognario presso il Tevere. Qui la ragazza gli rivela che qualcuno ha promesso di pagarla in cambio di condurre lì Remo: in quell'istante qualcuno uccide con un colpo di pistola la ragazza e la voce artefatta dell'assassino lo costringe a imboccare un tunnel. Remo raggiunge così una piattaforma sopra il fiume: qui viene catturato dal maniaco che lo trascina in acqua servendosi di una corda e di un motoscafo. Dopo aver tentato invano di fuggire, Remo viene arpionato al collo e assassinato.
Al funerale del ragazzo, Anna riesce a scoprire un inquietante indizio: l'assassino si nasconde tra la polizia. John continua a indagare e scopre che il rumore sentito durante una registrazione della seconda partita era il cannone di Mezzogiorno, sparato ogni giorno alle dodici precise presso il quartiere Gianicolo: ciò significa che la partita era truccata e che il maniaco aveva ucciso la vittima tre ore prima. Quindi si tratta di qualcuno presente durante la seconda partita del Cartaio. Sempre durante la sua indagine, conclude che l'assassino debba avere una villa nei pressi del parco del Gianicolo. Cercando le piante di passiflora John entra nella villa e trova il luogo dove le ragazze sono state uccise. Subito dopo, finisce vittima di una trappola, rimanendo ucciso.
Anna viene informata della scomparsa di John da Carlo, che la prende con sé in macchina. Ma la strada che il collega percorre non segue le altre pattuglie e quindi non porta sul luogo dove è stata trovata l'automobile di John e, inoltre, Anna si accorge della presenza nell'auto di semi identici a quelli trovati sui cadaveri. Capisce dunque che in realtà il serial killer è proprio il suo collega Carlo e quindi aveva giocato la seconda partita (quella truccata) davanti alla polizia per crearsi un alibi. Anna gli punta addosso una pistola ma l'auto si ferma e tra i due inizia una colluttazione: Carlo riesce a iniettare ad Anna un sedativo.
Al suo risveglio, la donna è distesa sui binari di una linea ferroviaria, ammanettata assieme al suo collega che ha con sé un computer portatile: Carlo vuole giocare a videopoker con Anna e chi perderà rimarrà incatenato sulle ferrovie e verrà stritolato dal treno. Chi vincerà avrà le chiavi per liberarsi dalle manette e potrà quindi salvarsi. Durante la partita, Carlo confessa ad Anna che lei è la donna "per cui ha fatto tutto quello". Lui l'aveva sempre amata e lei non se ne era accorta. La donna sta per giocarsi tutto quando si ricorda un insegnamento letto su un manuale da poker: quando si gioca con qualcuno di cui si riconosce la superiorità, bisogna destabilizzarlo e ridicolizzarlo. Ma la cosa importante è non cedere mai alla sua personalità. Grazie al consiglio riesce a vincere la partita. Carlo impazzisce e si rifiuta di cederle le chiavi; dopo una colluttazione, Anna riesce a liberarsi. Il treno arriva e stritola così Carlo, mettendo fine all'incubo.
Un mese e mezzo dopo, Anna viene informata per telefono di essere incinta.
Kurt Cobain, nasce il 20 Febbraio 1967, muore il 5 Aprile 1994. Cantautore e Chitarrista statunitense, frontman del gruppo musicale grung...