16 aprile 2026

MUSICA – C. FRANCK – PRELUDE, FUGUE ET VARIATION PER ORGANO

Prélude, fugue et variation in si minore per organo, Op. 18

  1. Andantino. Cantabile (si minore)
  2. Allegretto ma non troppo (si minore)
Organico: organo
Composizione: 1862 (versione per due pianoforti: 1873)
Edizione: Maeyens-Couvreur, Parigi, 1868
Dedica: Camille Saint Saens 
N. 3 del ciclo Six Pièces pour Grand Orgue

Nel 1858 il trentaseienne Cesar Franck veniva nominato maestro di cappella e organista presso la chiesa parigina di Sainte-Clothilde. Già pianista di grande successo, stimato da Liszt anche come compositore, prevalentemente di opere per il suo strumento, Franck da qualche tempo aveva orientato i suoi interessi verso l'organo. Dieci anni prima, nel '48, aveva ottenuto l'incarico di organista accompagnatore presso la chiesa di Notre-Dame de Lorette. Erano gli anni in cui la musica francese andava riscoprendo Bach, e chiarendo la conoscenza della sua produzione organistica; anche sulla scia delle soste a Parigi di virtuosi e interpreti come Adolf Friedrich Hesse e Jacques-Nicolas Lemmens. A questi interessi Franck partecipò attivamente. La Bach-Renaissance, più tardi, lo coinvolse profondamente (gli opera omnia della Bach-Gesellschaft cominciarono a comparire appunto nel 1850). Ora per lui era soprattutto il momento della conoscenza di uno strumento che trasferiva la tastiera, tanto familiare a lui, pianista di notevole virtuosismo, in una dimensione sonora assai più ampia, e dunque rispondente in molte cose alla sua sensibilità. E soprattutto in un contesto culturale imbevuto di quella spiritualità che a poco a poco andava innestandosi sui suoi ideali di artista. Gli anni Cinquanta sono per lui assorbiti in gran parte dallo studio dell'organo; con un particolare interesse per gli strumenti moderni costruiti da Aristide Cavaillé-Coll, autore del grande organo che già nel 1859 rimpiazzò il piccolo strumento a disposizione di Franck nella chiesa di Sainte-Clothilde. Per questo strumento e su questo strumento Franck compose la parte più cospicua di quelle pagine organistiche che costituiscono il più rilevante frutto della sua creatività in quei primi anni Sessanta che lo videro continuare a trascurare il pianoforte e l'orchestra, abbandonati ambedue dal '46. E anzitutto la grande raccolta composta fra il 1860 e il '62, dunque subito all'indomani della costruzione del Cavaillé-Coll che per tutto il resto della vita Franck avrebbe avuto a disposizione: quelle Six pièces pour grand orgue che per più motivi avrebbero posto le basi della letteratura organistica del secondo Ottocento francese. In esse, accanto a una Fantaisie e alla presto celebre Grand pièce symphonique, a una Pastorale, a una Prière e a un Final, spiccava al terzo posto nella serie una composizione tripartita, che nel titolo ci suona oggi profetica dei due grandi trittici pianistici del più grande Franck: Prelude, fugue et varìation; più tardi (1878), rielaborata a cura dello stesso Franck per pianoforte o armonium.
In essa non si deve cercare, perlomeno non a quel grado di fusione estetica che rende grande e fascinosissimo l'ultimo Franck, la tensione storica del bachiano fervente unita alle torbide avventure cromatiche del wagneriano verace, che siamo soliti adorare nel Preludio, corale e fuga o nel Preludio, aria e finale. Bach e Wagner per Franck sono conquiste giunte a piena maturazione più tardi, e capaci di rendere al meglio nel clima abbondantemente nutrito di décadence degli anni Ottanta, quelli che videro nascere appunto i due grandi trittici pianistici. Però non è privo di interesse né di significato il fatto che ancora agli albori della rinascita bachiana Franck rendesse uno scoperto omaggio al puro strumentalismo contrappuntistico dell'opera per organo di Bach, resuscitando (sia pure con l'ampliamento a un terzo episodio variato), la gloriosissima coppia del Preludio e fuga: intesi in Bach come unitario accostamento dei vecchi principi cinque-seicenteschi della Toccata e del Ricercare; il momento improvvisativo-virtuosistico e quello speculativo-dottrinario.
Aspetti che nei due lavori della vecchiaia torneranno, splendenti come di oro antico, nel mescolarsi di storicismo e di presente, di misticismo e sensualità. E soprattutto resi grandiosi da uno specifico pianistico immanente alla stessa nascita dei due trittici, che segnano il ritorno tardivo di Franck allo strumento di cui era stato - e sempre era rimasto - esecutore di fortissime qualità. Mentre a quanto è dato di sapere, passione e studio non riuscirono mai a fare di lui organista altrettanto provetto, né come esecutore né come escogitatore di nuovi e pertinenti linguaggi strumentali. Sicché non sorprende che, a differenza della Grande pièce symphonique, che ha avuto ottima fortuna come documento della concezione fastosa dell'organo tardoromantico, Preludio, fuga e variazione sia divenuto invece relativamente noto soprattutto nella versione per pianoforte: quasi Franck si fosse reso conto solo a cose fatte di un permanere in lui della vocazione pianistica, e abbia adeguato la sua prima esercitazione postbachiana al linguaggio dello strumento che più tardi ne sarebbe stato il destinatario naturale, riuscendo subito a correggere l'«errore» di tiro compiuto in origine.

MUSICA – J.S. BACH – PRELUDIO E FUGA BWV 532 PER ORGANO


Preludio e fuga in re maggiore, BWV 532

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Musica: Johann Sebastian Bach (1685 - 1750)
Organico: organo
Composizione: 1710 circa
Edizione: Breitkopf & Hartel, Lipsia, 1833 circa

Non si sa con precisione a quale periodo creativo bachiano appartenga il Preludio e fuga in re maggiore BWV 532. Probabilmente si tratta di una composizione giovanile, risalente al periodo in cui Bach si trovava ad Armstadt ed era attratto dalle ricerche virtuosistiche dell'organo. Il Preludio, dalla forma tripartita, inizia in modo pomposo che si richiama alla ouverture francese. Di effetto le figurazioni ascendenti e discendenti su scale e arpeggi e il gioco ornamentale degli arpeggi, prima di giungere alla annotazione "Alla breve" concertante nello stile italiano, che comprende lo sviluppo contrappuntistico vero e proprio. Il tema ha un tono energico e vigoroso e passa attraverso fasi diverse, da quella acuta alla brillante progressione ritmica, secondo una discorsività musicale libera e spensierata. La terza parte del Preludio è una coda in tempo Adagio che si svolge come un recitativo. Il disegno melodico si concentra e sfocia in modo grandioso nel finale.
La Fuga è uno dei pezzi virtuosisticamente più brillanti di questa fase creativa giovanile di Bach. Una prima versione della Fuga era più concentrata e breve, ma nella versione definitiva tutto è disposto meglio e in funzione del risultato virtuosistico, che poggia su veloci figurazioni ritmiche e marcata varietà armonica con modulazioni sempre diverse. È evidente che la vivacità armonica e l'animazione armonica, oltre la cantabilità dei temi fugati, lasciano intravedere un approfondito studio della musica italiana di quel periodo, i cui caratteri e stilemi costituiscono il patrimonio della tecnica bachiana.

MUSICA – J.S. BACH – TOCCATA, ADAGIO E FUGA BWV 564 PER ORGANO


Toccata, adagio e fuga in do maggiore, BWV 564

#Music #History #Bach #Organ #BWV564

Musica: Johann Sebastian Bach (1685 - 1750)
Organico: organo
Composizione: 1712 circa
Edizione: Körner, Erfurt, 1848

La Toccata, adagio e fuga in do maggiore appartiene al periodo in cui Bach fu organista alla corte di Weimar (1708-1717), il periodo più ricco della sua produzione organistica. Fu a Weimar che Bach ebbe modo di accostarsi alla musica italiana: se la conoscenza di Albinoni, di Legrenzi, di Corelli e soprattutto di Vivaldi ebbe importanza per la musica strumentale, quella di Frescobaldi - che Bach aveva già avvicinato attraverso Froberger - non mancò di influenzare le sue composizioni organistiche. L'esperienza diretta degli autori italiani giungeva in Bach dopo uno studio approfondito e appassionato dei suoi predecessori tedeschi: e non soltanto di Buxtehude, di Froberger, di Pachelbel, ma anche di Scheidt e di Scheidemann (e, quindi, per loro mediazione, dello stile di Sweelinck), di Boehm e di Muffat (e, attraverso quest'ultimo, della ricca organista francese). Ricchezza di idee e ordine costruttivo si assommano così nell'esperienza bachiana, irrobustita da una fede profonda in Dio e nell'uomo: ed è questa fede che alimenta incessantemente della sua operante vitalità l'attività creativa del musicista di Eisenach.
Si ritiene che la Toccata, adagio e fuga in do maggiore (che lo Schmieder colloca al numero 564 del suo catalogo tematico) appartenga ad uno dei primi anni del periodo di Weimar, più o meno il 1709. Il Dürr vede in questo lavoro per organo un diretto influsso del concerto strumentale italiano, in parallela testimonianza alle numerose trascrizioni per organo di questo stesso periodo. E' un influsso che investe anzitutto la forma, che è tripartita, contrariamente all'uso, seguito quasi sempre anche da Bach, che vuole i pezzi liberi fugati in forma bipartita (la prima parte come introduzione «improvvisante» alla fuga, un vero e proprio «preludio» sciolto da ogni obbligo formale e obbediente solo alla libera intuizione creatrice, una vera e propria «apertura» lirica esclusivamente modellata dall'estro della fantasia). E la tripartizione segue dappresso lo schema del concerto strumentale italiano: una prima parte in tempo veloce (la toccata), una seconda in tempo lento (l'adagio) e una terza nuovamente in tempo veloce (la fuga).

ORGANO - DIJON - FRANCIA - EGLISE DE ST BERNARD


ORGANO - DIJON - FRANCIA - EGLISE DE ST BERNARD

Dijon - Eglise de St Bernard



III Positif Pectoral 

Bourdon 8’
Flute a Cheminee  4’
Doublette 2’
Tierce 1 3/5’
Larigot 1 1/3’
Cymbale III rgs
Vox Humaine 8’

II Grand'Orgue

Bourdon 16’
Montre 8’
Flute   8’ (Dessus)
Bourdon a Cheminee 8’
Prestant 4’
Flute 4’
Nazard  2’ 2/3
Doublette 2’
Sifflet  1’
Fourniture 4/6 Rgs
Trompette 8’
Chamade 8’ (Dessus)

I Positif de Dos

Montre 8’
Bourdon 8’
Prestant 4’
Flute a Cheminee 4’
Flute conique 2’
Mixture 4 rgs
Nazard 2 2/3’
Tierce 1 3/5’
Chalumeau 8’
Tremblant

Pedal
Soubasse 16’
Principal 16’
Octave 8
Octave 4’
Flute 2’
Fagott16’
Trompette 8’
Clairon 4’


CHARLIE CHAPLIN

  Sir Charlie Chaplin, nasce il 16 Aprile 1889, muore il 25 Dicembre 1977.

Attore e Regista britannico.


Premi e Riconoscimenti :
Premio Oscar : 1929 – 1972 – 1973

Filmografia :

MUSICA – C. FRANCK – PRELUDE, FUGUE ET VARIATION PER ORGANO

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