27 aprile 2026

ATTUALITA ' - LA RAI VENDE IL TEATRO DELLE VITTORIE – COSA INACETTABILE!

Il Teatro delle Vittorie è in vendita. È la fine di un’epoca

Le proposte di acquisto dovranno essere presentate entro Venerdì 22 Maggio 2026.

Giusta protesta da parte di molti Artisti.


Fine delle trasmissioni per il Teatro delle Vittorie di Roma.

Lo storico studio televisivo che ha visto alternarsi negli anni i più grandi personaggi dello Spettacolo come Raffaella Carrà, Pippo Baudo, Mina e Alberto Sordi, è stato messo in vendita dalla Rai.


L’obsolescenza della struttura

Come spiegato da Rai in una nota, la messa in vendita rientra negli obiettivi di un piano immobiliare che “guarda al futuro, non solo a Roma, con significativi interventi tecnologici volti alla completa modernizzazione e trasformazione in Digital Media Company“.


' Tutte le valutazioni tecniche rappresentano da tempo costi di gestione eccessivi e non più sostenibili in virtù della obsolescenza della struttura, delle problematiche di carattere tecnico e impiantistico, dei vincoli e delle limitazioni imposti dal fatto che si trova all’interno di un condominio, e dei problemi di impermeabilizzazione e la conseguente esiguità dei programmi che vi vengono realizzati. Per questi motivi, sommati ai costi milionari di manutenzione, la sua vendita era stata già deliberata dal precedente Cda nel Luglio 2022.

L’obiettivo della Rai non è, dunque, quello di cancellare la propria storia, ma di declinarla al futuro ( per me troppo facile dire ' tra 10/15 anni ne riparliamo ), razionalizzando al meglio le proprie strutture, investendo in profondi cambiamenti, come sta accadendo con il potenziamento tecnologico e d’avanguardia di Saxa Rubra, la riqualificazione di Viale Mazzini – attesa da decenni – con il concomitante utilizzo della sede di Via Alessandro Severo, già concepita con criteri d’avanguardia – e il completamento degli interventi in via Teulada.


Le proposte di acquisto dovranno essere presentate entro Venerdì 22 Maggio 2026.

Da quel momento si deciderà quale sarà il destino del Teatro.


Questo Teatro non si dovrebbe neanche pensare di vendere, per quello che si è vissuto là dentro, per la storia dello spettacolo italiano: i grandi varietà. (…) Tutti i grandi dello spettacolo italiano sono stati qua dentro

ha specificato Fiorello, annunciando che l’appuntamento odierno de La Pennicanza comincerà proprio da lì.


I successi del Teatro delle Vittorie

Sede attuale di Affari Tuoi, che dalla prossima stagione si trasferirà a Milano, il Teatro delle Vittorie ha ospitato, nel corso della sua lunga storia, diversi programmi di successo, entrati a far parte della memoria collettiva dell’Italia: dalle storiche edizioni di Canzonissima, passando per Fantastico, Carramba! Che Sorpresa, Mille Luci e i più recenti Stasera Pago io – Revolution e I Soliti Ignoti.


Se è vero che il Teatro è parte integrante dell’identità della Rai, le motivazioni dell’azienda pubblica restano valide. Fermo restando che si potrebbe variare la ‘destinazione d’uso’ e farne, per esempio, un museo della tv, cercando di metterlo a reddito.

L’addio al Teatro delle Vittorie si aggiunge a quello dell’Auditorium del Foro Italico, storica sede di Ballando con le Stelle e non solo, ufficializzato nei mesi scorsi.



La Dirigenza della Rai ( pagata da cittadini italiani che pagano il Canone! ) si dovrebbe solo vergognare per questa decisione inaccettabile per la storia del Teatro, la Cultura, l'Arte.

ARTE – BIENNALE : RUSSIA? ' RISPETTATE LE NORME '

Sulla partecipazione della Russia, la Biennale di Venezia ribadisce in una nota ' l'assoluto rispetto delle norme, in osservanza delle leggi nazionali ed internazionali e nei limiti delle proprie competenze e responsabilità '.

' Nessun divieto delle sanzioni europee è stato aggirato. Le sanzioni sono state rigorosamente applicate ', prosegue la nota , che parla di ' ricostruzioni falsate ' legate a documenti interni ' diffusi contro ogni deontologia e rispetto delle norme della privacy '.


Se queste cose il ' Ministro ' Giuli non gli piacciono, se ne faccia una ragiona.

Non andrà alla inaugurazione ? TANTO DI GUADAGNATO.


Per chi può, un mio consiglio spassionato : andate a visitare quella Biennale!

CINEMA - ' MIMI' METALLURGICO FERITO NELL'ONORE ' - STORIA

Mimì metallurgico ferito nell'onore è un film del 1972, scritto e diretto da Lina Wertmüller, presentato in concorso al 25º Festival di Cannes.

Con Mariangela Melato, Giancarlo Giannini.

#Movie #Wertmuller #Melato

Trama

Il manovale catanese Carmelo Mardocheo, detto Mimì, da sempre fortemente attratto dagli ideali della sinistra e insofferente alla mafia che spadroneggia incontrastata nella sua terra, un giorno perde il proprio posto di lavoro alla locale cava di zolfo per aver votato il candidato sindaco del PCI, anziché quello colluso e spalleggiato dalla locale cosca mafiosa.

Rimasto dunque senza impiego, ed essendogli preclusa qualsiasi altra possibilità di lavoro in città proprio dalle ingerenze dei malavitosi, Mimì è pertanto costretto, al pari di tanti altri emigranti meridionali, a partire per Torino, lasciando a casa la giovanissima moglie Rosalia. Nel capoluogo piemontese, Mimì s'impiega come operaio edilizio al nero per una ditta fungente da copertura per alcuni mafiosi siciliani in città, capeggiati dalla greve figura di Vito Tricarico, con i quali però finisce ben presto per andare ai ferri corti: avendo egli, durante uno dei tanti sfiancanti turni di lavoro, visto dove stavano scaricando il cadavere d'un suo collega appena deceduto per la loro inosservanza delle misure di sicurezza sul lavoro, è costretto alla fuga. Viene riacciuffato dagli sgherri di Tricarico, che lo vogliono mettere a tacere "una volta e per sempre", ma si salva mentendo spudoratamente su una sua parentela con il boss mafioso di Catania, a seguito di cui chiede inoltre, forte di questo, un posto come operaio metalmeccanico alla Fiat o alla Pirelli.

Accontentato nella sua richiesta, Mimì si sente inizialmente solo e spaesato in questo ambiente per lui del tutto nuovo, ma ciononostante riesce alla fine a farsi coinvolgere attivamente nella militanza politica di un locale sindacato di categoria, legato al PCI, per poi intrecciare una passionale relazione con la giovane sottoproletaria lombarda Fiore, anch'ella una militante comunista (però trockista), che conosce casualmente dopo averla soccorsa per strada da un'aggressione d'un gruppuscolo neofascista e dalla quale avrà poi un figlio. Proprio il giorno in cui si festeggia la nascita del bambino, Mimì è testimone suo malgrado di una strage mafiosa ad opera degli uomini di Tricarico, a cui scampa per miracolo; in preda al terrore, si rifiuta di fare nomi, dicendo alla polizia di non essere riuscito a vedere i volti di nessuno degli assalitori.

Con la sua riluttanza a sporgere denuncia interpretata come leale ossequio al principio di omertà, Mimì è promosso, dietro pressioni della cupola (che ha persino provveduto a falsificare la sua firma per la domanda d'avanzamento), al ruolo di caporeparto presso la sede di Catania. Preoccupato che la sua storia con Fiore, che l'ha seguito con il bambino nella città etnea, possa venir scoperta dagli amici e famigliari (e soprattutto dalla moglie), Mimì tenta con un po' di fatica di imbastire una vera doppia vita, allontanandosi però sempre più dalla politica e dai suoi vecchi amici compagni; ciò in virtù pure della sua nuova posizione lavorativa, che di fatto lo porta ad assumere un'ottica del tutto differente da quella che aveva quand'era un semplice operaio. Un giorno scopre che la consorte, sentendosi da lui "trascurata" (ciò in ossequio alla promessa fatta a Fiore di restarle fedele malgrado il suo ritorno al tetto coniugale), ha ceduto alla corte di Amilcare Finocchiaro, un brigadiere napoletano di stanza in città con la moglie e i cinque figli, del quale è dunque rimasta incinta. La donna, che nel frattempo è venuta pure a conoscenza della famigliola parallela di Mimì, resta ferma nei suoi propositi di farne riconoscere la paternità a quest'ultimo, quasi come segno di spregio nei suoi confronti. Pur roso ardentemente dall'ira per il suo "onore offeso", Mimì, proprio grazie all'esperienza avuta nel più civile settentrione, si considera di vedute abbastanza aperte per non uccidere l'uno e l'altra, ma non prende neppure in considerazione l'idea di non vendicarsi in qualche modo e quindi corteggia insistentemente l'obesa e sgraziata moglie del rivale, Amalia, fino a trovare in lei un'alleata e giungendo a metterla incinta.

Ottemperato dunque l'impegno, Mimì, proprio fuori dalla chiesa dove si sta riunendo mezza città per assistere alla consueta messa domenicale, comunica platealmente la notizia al brigadiere, proponendogli persino uno scambio tra i legittimi nascituri; questi, rimastovi del tutto spiazzato, gli punta la propria pistola d'ordinanza in un accesso d'ira ma, proprio in quegli attimi convulsi, un sicario della mafia riesce a freddarlo, per poi metter in mano a Mimì l'arma del delitto e dileguarsi di tutta fretta. Una volta scontata la pena in carcere, il giorno dell'uscita Mimì si trova ad aspettarlo una vera folla, composta di otto bambini, la moglie fedifraga, l'amante settentrionale e la vedova del brigadiere. Per poterli mantenere è costretto a fare da galoppino elettorale al boss di Catania, andando così a divenire definitivamente quello che aveva sempre odiato della sua Sicilia, ma Fiore, l'unica donna che per lui conti veramente, stufa di sopportare tutto e disgustata dalla sua evoluzione personale, ne ha abbastanza e lo abbandona.


MOANA POZZI

 Moana Pozzi, nome completo Anna Moana Rosa Pozzi, nasce il 27 Aprile 1961, muore il 15 Settembre 1994.

Attrice pornografica, Conduttrice televisiva e Politica italiana,
Donna di rara intelligenza, cultura, bellezza, fascino, mai volgare.
Oltre alla Carriera pornografica ha girato numerosi Film ' tradizionali '.



Filmografia :
  • La compagna di viaggio
  • Miracoloni
  • Vieni avanti cretino 
  • Delitto carnale
  • Fuga dal Bronx
  • ...e la vita continua, regia di Dino Risi
  • Dagobert, regia di Dino Risi
  • A tu per tu
  • I pompieri
  • Provocazione
  • Ecstasy
  • Amami

ANTONIO GRAMSCI

 Antonio Gramsci, nasce il 22 Gennaio 1891, muore il 27 Aprile 1937.

Politico, Filosofo, Politologo, Giornalista, Linguista e Critico letterario italiano. 

Segretario generale del Partito Comunista Italiano : dal 1924 al 1927
Deputato del Regno d'Italia : dal 1924 al 1926
Opere :
  • Alcuni temi della questione meridionale
  • Opere di Antonio Gramsci
Gli intellettuali e l'organizzazione della cultura
Note sul Machiavelli sulla politica e sullo stato moderno
Letteratura e vita nazionale
Passato e presente
Scritti giovanili. 1914-1918
Sotto la mole. 1916-1920
Socialismo e fascismo. L'Ordine Nuovo 1921-1922
La costruzione del Partito comunista. 1923-1926
  • L'albero del riccio
  • Ultimo discorso alla Camera. 16 maggio 1925
  • Antologia popolare degli scritti e delle lettere di Antonio Gramsci
  • Il Vaticano e l'Italia
  • Note sulla situazione italiana 1922-1924
  • 2000 pagine di Gramsci
Nel tempo della lotta. 1914-1926
Lettere edite e inedite. 1912-1937
  • Elementi di politica
  • La formazione dell'uomo. Scritti di pedagogia
  • Scritti politici
La guerra, la rivoluzione russa e i nuovi problemi del socialismo italiano, 1916-1919
Il Biennio rosso, la crisi del socialismo e la nascita del Partito comunista, 1919-1921
Il nuovo partito della classe operaia e il suo programma. La lotta contro il fascismo, 1921-1926
  • Scritti 1915-1921
  • Dibattito sui Consigli di fabbrica
  • L'alternativa pedagogica
  • I consigli e la critica operaia alla produzione
  • La lotta per l'edificazione del Partito comunista
  • Il pensiero di Gramsci
  • Il pensiero filosofico e storiografico di Antonio Gramsci
  • Resoconto dei lavori del III congresso del P.C.D.I. (Lione, 26 gennaio 1926)
  • Scritti sul sindacato
  • Sul fascismo
Quaderni 1-5. (1929-1932)
Quaderni 6-11. (1930-1933)
Quaderni 12-29. (1932-1935)
Apparato critico
  • La rivoluzione italiana
  • Arte e folclore
  • Scritti 1915-1921
  • Ricordi politici e civili
  • Scritti nella lotta. Dai consigli di fabbrica, alla fondazione del partito, al Congresso di Lione
  • Scritti sul sindacato
  • A Delio e Giuliano
  • I consigli di fabbrica
  • Favole di libertà
  • Scritti 1913-1926
Cronache torinesi. 1913-1917
La città futura. 1917-1918
Il nostro Marx. 1918-1919
L'Ordine nuovo, 1919-1920
  • Nuove lettere di Antonio Gramsci
  • Forse rimarrai lontana.... Lettere a Iulca, 1922-1937
  • Gramsci al confino di Ustica
  • Le sue idee nel nostro tempo
  • Lettere dal carcere, con nuove lettere in parte inedite
  • Il rivoluzionario qualificato. Scritti 1916-1925
  • Il giornalismo
  • Lettere, 1908-1926
  • Per una preparazione ideologica di massa: introduzione al primo corso della scuola interna di partito, aprile-maggio 1925
  • Scritti di economia politica
  • Vita attraverso le lettere, 1908-1937
  • Disgregazione sociale e rivoluzione
  • Piove, Governo ladro. Satire e polemiche sul costume degli italiani
  • Contro la legge sulle associazioni segrete
  • Lettere, 1926-1935
  • Le opere
  • Critica letteraria e linguistica
  • Il lettore in catene
  • La nostra città futura. Scritti torinesi, 1911-1922
  • Pensare l'Italia
  • Scritti sulla Sardegna. La memoria familiare, l'analisi della questione sarda
  • Scritti rivoluzionari. Dal biennio rosso al Congresso di Lione (1919-1926)
  • Quaderni del carcere. Edizione anastatica dei manoscritti
  • Epistolario 1906-1922
  • Epistolario gennaio-novembre 1923
  • Antologia
  • Il teatro lancia bombe nei cervelli. Articoli, critiche, recensioni 1915-1920
  • La taglia della storia. Idea e prassi della rivoluzione

ATTUALITA ' - LA RAI VENDE IL TEATRO DELLE VITTORIE – COSA INACETTABILE!

Il Teatro delle Vittorie è in vendita. È la fine di un’epoca Le proposte di acquisto dovranno essere presentate entro Venerdì 22 Maggio 20...