23 settembre 2026

PABLO NERUDA

  Pablo Neruda, nasce il 12 Luglio 1904, muore il 23 Settembre 1973.

Poeta, Diplomatico e Politico cileno .


Premi e Riconoscimenti :

Opere :
Raccolte di Poesie :

VINCENZO BELLINI

  Vincenzo Bellini, nasce il 3 Novembre 1801, muore il 23 Settembre 1835.

Compositore italiano.

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Composizioni :

Opere liriche :

Bianca e Gernando

Il pirata

La straniera

Zaira

I Capuleti e i Montecchi

La sonnambula

Norma

Beatrice di Tenda

I puritani

 

Composizioni vocali da camera :

Dolente immagine

Quando verrà quel dì

Venticiel che l'ali d'oro

Malinconia, ninfa gentile

Vanne, o rosa fortunata

Bella Nice, che d'amore

Almen se non poss'io

Per pietà, bell'idol mio

Ma rendi pur contento

Guarda che bianca luna

Vaga luna, che inargenti

L'abbandono

La ricordanza

Odia la pastorella

O crudel che il mio pianto non vedi

Rêve d'enfance

Les joyeux matelots

Viens, prier enfant

Dalla guancia scolorita

Toujours verser des larmes!

Chi per quest'ombre dell'umana vita

Le souvenir présent céleste

 

Arie e cantate :

Fenesta ca lucive

T'intendo, sì, mio cor

No, traditor non curo, aria per soprano e pianoforte

Sì, per te gran nume eterno, cavatina per soprano e orchestra

Gioite, amiche contrade, aria di Cerere, per soprano e orchestra

E nello stringerti a questo core, aria per voce e orchestra

Torna, vezzosa Fille

Imene, cantata epitalamica per soprano, due tenori e orchestra

Quando incise su quel marmo, scena ed aria per contralto e orchestra

Giacché tu dei lasciarmi, scena ed aria per voce e pianoforte

 

Musica sinfonica :

Capriccio, ossia Sinfonia per studio in Do minore

Sinfonia in Si bemolle maggiore

Sinfonia in Do minore

Sinfonia in Re minore

Sinfonia in Re maggiore

Sinfonia in Mi bemolle maggiore

Concerto per oboe e orchestra

 

Musica per pianoforte :

Allegretto in Sol minore

Capriccio in Sol maggiore per pianoforte a 4 mani

Polacca per pianoforte a 4 mani

Sonata in Fa maggiore per pianoforte a 4 mani

Pensiero musicale

Tema in Fa minore

Capriccio ad uso della Signorina Luisella D'Andreana

 

Musica per organo :

Sonata in Sol maggiore

 

Musica sacra :

Cor mundum crea in Fa maggiore, per voci soliste e organo

Credo in Do maggiore, per 4 voci e orchestra

Cum sanctis

De torrente

Dixit Dominus per solisti, 4 voci e orchestra

Domine Deus

Gallus cantavit

Gratias agimus in Do maggiore, per soprano e orchestra

Juravit

Kyrie

Laudamus te

Litanie pastorali in onore della Beata Vergine per 2 soprani e organo

Magnificat per 4 voci e orchestra

Messa in Re maggiore per 2 soprani, tenore, basso e orchestra

Messa in Sol maggiore per 2 soprani, tenore, basso e orchestra

Messa in La minore per soprano, contralto, tenore, basso, 4 voci e orchestra

Pange lingua per 2 voci e organo

Qui sedes

Qui tollis

Quoniam per tenore, 4 voci e orchestra

Quoniam per soprano e orchestra

Salve regina in La maggiore, per 4 voci e orchestra

Salve regina in Fa minore, per basso e organo

Tantum ergo in Re maggiore per contralto e orchestra

Tantum ergo in Mi maggiore, per voci soliste, coro e orchestra

Tantum ergo in Fa maggiore, per 2 voci e orchestra

Tantum ergo in Sol maggiore, per soprano e orchestra

Tantum ergo con Genitori in Sib maggiore, per soprano e orchestra

Tantum ergo con Genitori in Mib maggiore, per soprano e orchestra

Tantum ergo con Genitori in Fa maggiore, per 2 soprani, 4 voci e orchestra

Tantum ergo in Fa maggiore, per soprano e orchestra

Tantum ergo con Genitori in Sol maggiore, per coro e orchestra

Te Deum in Do maggiore, per 4 voci e orchestra

Te Deum in Mib maggiore, per 4 voci e orchestra

Versetti da cantarsi il Venerdì Santo per 2 tenori e orchestra

Virgam virtutis

 

SIGMUND FREUD

  Sigmund Freud, nasce il 6 Maggio 1856, muore il 23 Settembre 1939.

Neurologo, Psicoanalista e Filosofo austriaco.
Fondatore della Psicoanalisi, sicuramente la più famosa tra le correnti teoriche e pratiche della psicologia. 

Freud è noto per aver elaborato una teoria scientifica e filosofica, secondo la quale i processi psichici inconsci esercitano influssi determinanti sul pensiero, sul comportamento umano e sulle interazioni tra individui. Di formazione medica, tentò di stabilire correlazioni tra la visione dell'inconscio, rappresentazione simbolica di processi reali, e delle sue componenti con le strutture fisiche della mente e del corpo umano, teorie che hanno trovato parziale conferma anche nella moderna neurologia e psichiatria.
Nella psicoanalisi l'impulso sessuale infantile e le sue relazioni con il rimosso sono alla base dei processi interpretativi. Molti dissensi dalle teorie di Freud, e quindi indirizzi di pensiero alternativi (Adler, Jung e altri) nascono dalla contestazione del ruolo, ritenuto eccessivo, riconosciuto da Freud alla sessualità.
In un primo momento si dedicò allo studio dell'ipnosi e dei suoi effetti nella cura di pazienti psichiatrici, influenzato dagli studi di Joseph Breuer sull'isteria, in particolare dal caso Anna O. (ossia Bertha Pappenheim, futura Fondatrice dei movimenti di assistenza sociale e di emancipazione femminile), al quale s'interessò sulla base delle considerazioni di Charcot, che individuava nell'isteria un disturbo della psiche e non una simulazione, come ritenuto fino ad allora. Dalle difficoltà incontrate da Breuer nel caso, Freud costruì progressivamente alcuni principi basilari della psicoanalisi relativi alle relazioni medico-paziente: la resistenza e il transfert.
Di questo periodo furono le intuizioni che formano il nucleo della psicoanalisi: il metodo d'indagine mediante l'analisi di associazioni libere, lapsus (da cui il lapsus freudiano), atti involontari, atti mancati e l'interpretazione dei sogni, e concetti come la pulsione (Eros e Thanatos), il Complesso di Edipo, la libido, le fasi dello sviluppo psicosessuale e le componenti dell'inconscio e della coscienza: Es, Io, Super-Io, in sintesi: Es è il subconscio istintivo, primordiale, derivante dalla natura umana e spinto dalle pulsioni sessuali, Io rappresenta la parte emersa, cosciente (secondo Freud situato nella corteccia cerebrale), Super-Io una super-coscienza maturata dalla “civilizzazione” dell'uomo, il codice di comportamento (questa suddivisione richiama certe teorie neuroscientifiche come il Triune Brain).

ARTE - PITTURA - ' IL QUARTO STATO ' - GIUSEPPE PELIZZA DA VOLPEDO

 



Il Quarto Stato è un Dipinto a olio su tela (293×545 cm) del Pittore italiano Giuseppe Pellizza da Volpedo, realizzato dal 1898 al 1901 e conservato al Museo del Novecento di Milano.

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Il Quarto Stato raffigura un gruppo di Braccianti che marcia in segno di protesta in una Piazza, presumibilmente quella Malaspina di Volpedo. L'avanzare del corteo non è violento, bensì lento e sicuro, a suggerire un'inevitabile sensazione di vittoria: era proprio nelle intenzioni del Pellizza dare vita a «una massa di popolo, di Lavoratori della terra, i quali intelligenti, forti, robusti, uniti, s'avanzano come fiumana travolgente ogni ostacolo che si frappone per raggiungere luogo ov'ella trova equilibrio».

Assai pregnante è anche il significato del dipinto, che si discosta da quello dei precedenti Ambasciatori della fame e Fiumana: mentre prima Pellizza voleva solo disegnare una Manifestazione di strada, come già avvenuto con altre opere coeve (tra cui La piazza Caricamento a Genova di Nomellini e L'oratore di sciopero di Longoni), ora intende celebrare l'imporsi della classe operaia, il «quarto stato» per l'appunto, a fianco del ceto borghese.

In primo piano, davanti alla folla in protesta, sono definiti tre soggetti, due uomini e una donna con un bambino in braccio. La Donna, che Pellizza plasmò sulle fattezze della moglie Teresa, è a piedi nudi, e invita con un eloquente gesto i manifestanti a seguirla: la sensazione di movimento trova espressione nelle numerose pieghe della sua veste. Alla sua destra procede quello che probabilmente è il Protagonista della Scena, un «Uomo sui 35, fiero, intelligente, lavoratore» (come affermò lo stesso Pellizza) che, con una mano nella cintola dei pantaloni e l'altra che regge la giacca appoggiata sulla spalla, procede con disinvoltura, forte della compattezza del corteo. Alla sua destra vi è un altro uomo che avanza muto, pensoso, con la giacca fatta cadere sulla spalla sinistra.

La quinta costituita dal resto dei Manifestanti si dispone sul piano frontale: quest'ultimi rivolgono lo sguardo in più direzioni, suggerendo di avere il pieno controllo della situazione. Tutti i Contadini compiono gesti molto naturali: di questi, taluni reggono bambini in braccio, altri appoggiano la mano sugli occhi per ripararli dal sole, e altri ancora, semplicemente, guardano diritti davanti a loro.

Le figure dei Contadini sono disposte orizzontalmente, secondo i dettami della composizione paratattica: questa soluzione compositiva, se da un lato ricorda il Classicismo del fregio, dall'altra evoca brutalmente una situazione molto realistica, quale può essere - per esempio - una manifestazione di strada. È in questo modo che Pellizza fonde armoniosamente i «valori riferiti all'antica civiltà classica alla moderna consapevolezza dei propri diritti civili»; questo connubio si manifesta anche nelle reminiscenze rinascimentali dell'Opera, che si ispira nell'espressività delle figure direttamente a capolavori quali la Scuola di Atene di Raffaello e l'Ultima Cena di Leonardo da Vinci.

MUSICA - CARL ORFF - CARMINA BURANA - STORIA


Carl OrffCarmina Burana

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Nel 1803, presso il Monastero di Benediktbeuren (Bura Sancti Benedicti) in Alta Baviera, fu rinvenuta una vasta raccolta di Testi poetici medioevali risalenti al tredicesimo Secolo, cui venne attribuito il nome di “Carmina Burana”.

Scritti in lingua latina, e parzialmente in tedesco antico e in provenzale, questi componimenti presentano un contenuto quanto mai vario che va da temi strettamente religiosi ad argomenti naturalistici, goderecci e talvolta licenziosi.

Essi nacquero nell’ambiente dei così detti “clerici vagantes”, cioè di giovani studenti che nel Medioevo si trasferivano da un’università all’altra in cerca di nuovi Maestri e nuovi saperi, conducendo spesso un’esistenza libera e talvolta sfrenata.

Le liriche dei Carmina contengono anche indicazioni musicali frammentarie e di difficile o dubbia interpretazione.


Nel 1937 il Compositore, didatta e umanista bavarese Carl Orff (1895-1982) trasse da tale fonte poetica un “Oratorio scenico” il cui titolo recita testualmente: “Carmina Burana. Cantiones profanae cantoribus et choris cantandae comitantibus instrumentis atque imaginibus magicis” (Canti profani per Cantanti e Cori accompagnati da strumenti e immagini magiche).

La loro Esecuzione, possibile in forma semplicemente concertistica, trae il suo massimo significato dalla rappresentazione in forma scenica, come del resto previsto dall’Autore.
Il linguaggio musicale di Orff è caratterizzato dal rigetto di ogni influenza tardo-romantica, come pure delle esperienze delle avanguardie novecentesche, in favore di un ritorno alla primordiale semplicità della parola e del ritmo. La declamazione scandita, la reiterazione ossessiva e quasi incantatoria di semplici formule melodiche e ritmiche, nonché il ricorso all’antica modalità, sono alla base del fascino ancor oggi esercitato dalle sue Composizioni e di questa in particolare.


I Carmina di Orff utilizzano i testi di 24 Liriche e sono strutturati in cinque parti, introdotte e concluse dal celebre e… gettonatissimo coro “O Fortuna”. La fortuna, intesa come sorte o fato, viene proclamata “Imperatrice del mondo” ed è rappresentata da una ruota che, girando costantemente, determina le vicende umane, l’ascesa, l’apice e la caduta delle umane ambizioni. Essa è anche l’immagine simbolica dell’alternarsi delle stagioni in natura e nella vita stessa dell’Uomo.


PROLOGO – “O Fortuna”
“Fortune plango vulnera” (Piango le ferite della Fortuna). Con un Coro all’unisono si lamenta la volubilità della Fortuna che, dopo avere esaltato le sorti umane, ne provoca la rovinosa caduta


PARTE I – “Primo vere” (In primavera)
Il Coro sottolinea il dolce rinascere della natura dopo i rigori invernali e il solista invita a godere del tiepido sole che risveglia i sensi da un lungo torpore. Un Coro gioioso esalta poi gli splendori primaverili e invita tutti all’allegrezza.


PARTE II – “Uf dem Anger” (Sul prato)
Il quadro si apre con una danza, unico Brano strumentale dell’Opera. Nel successivo “Floret silva nobilis” (La nobile foresta rinverdisce) le fanciulle rimpiangono i loro amici lontani, ma la lunga attesa viene ben presto rallegrata dal loro ritorno. Segue il vivace “Chramer, gip die varwe mir” (Mercante, dammi del colore) dove le fanciulle si truccano e si fanno belle per piacere ai loro Uomini che le osservano ammirati… Con un allegro girotondo (Reie) si festeggiano gli amori ritrovati e il Coro conclude gioiosamente: “Were diu werlt alle min” (Se il mondo fosse tutto mio!).


PARTE III – “In taberna” (All’osteria”)
E’ questa la parte musicalmente e visivamente più originale dell’Opera, ricca di trovate e di situazioni esilaranti.

Si inizia col solista che intona “Estuans interius” (Divorato dall’ira veemente) evocando le inquietudini e i desideri della giovinezza, rendendosi conto però che esse distruggeranno la sua anima. Nella scena successiva “Olim lacus colueram” (Un tempo abitavo il lago), un povero cigno arrostisce sul girarrosto e piange la sua sorte crudele. Ma, mentre i commensali dell’osteria stanno per addentarlo, se ne fugge via quatto quatto… Interviene poi il re della festa, proclamando solennemente: “Ego sum abbas Cucaniensis” (Io sono l’abate di Cuccagna) e incita tutti i presenti ai piaceri del mangiare e del bere. Segue un coro travolgente che canta: “In taberna quando sumus” (Quando siamo all’osteria) e dichiara che il vino rende uguali tutti gli uomini, qualunque sia la loro condizione e classe sociale.


PARTE IV – “Cours d’amour” (Le corti d’amore)
Vengono qui rappresentati con grande ricchezza di accenti gli aspetti contrastanti dell’amore sensuale. L’alternanza dei singoli quadri mette in scena il desiderio più sfrenato accanto a momenti intensamente espressivi, come il breve assolo del Soprano “In trutina” (Sulla bilancia). Helena, Nobile fanciulla, si mostra esitante tra il desiderio dei sensi e il suo innato pudore, finché, dopo un vivace intervento del coro “Tempus est iocundum” (Tempo felice è questo), cede alle offerte di Blanziflor: “Dulcissime” (A te o dolcissimo).


PARTE V – “Blanziflor et Helena” (Biancofiore ed Elena)
Qui si conclude la parte precedente col Coro “Ave formosissima” (Salute a te, o bellissima), un Inno che esalta l’unione dei due giovani amanti.


FINALE – “O Fortuna”
Un colpo di martello del Fato interviene a questo punto inaspettato e ci riporta direttamente al punto di partenza, pronti per un nuovo e inesorabile giro della ruota della Fortuna


PABLO NERUDA

   Pablo Neruda , nasce il 12 Luglio 1904, muore il 23 Settembre 1973. Poeta, Diplomatico e Politico cileno . #Neruda #PabloNeruda #Chile ...