20 marzo 2026

CHUCK NORRIS

 


Chuck Norris, nasce il 10 Marzo 1940.
Muore il 19 Marzo 2026.

Attore statunitense.

Filmografia :
Cinema :
  • L'urlo di Chen terrorizza anche l'occidente
  • L'ultimo combattimento di Chen
  • La polvere degli angeli
  • Rombo di tuono 1 – 2 – 3
  • Il codice del silenzio
Televisione :
  • Walker Texas Ranger - serie TV, 203 episodi

SPIKE LEE

 


Shelton Jackson Lee, detto Spike, nasce il 20 Marzo 1957.

Attore e Regista statunitense.

Premi e Riconoscimenti :
Premio Oscar : 2016 – 2019

Filmografia :
  • Fa' la cosa giusta
  • Mo' Better Blues
  • Jungle Fever 
  • Malcolm X
  • Crooklyn
  • Clockers
  • Girl 6 - Sesso in linea 
  • Bus in viaggio 
  • He Got Game
  • S.O.S. Summer of Sam
  • Bamboozled 
  • La 25ª ora
  • Lei mi odia
  • Inside Man
  • Miracolo a Sant'Anna
  • Red Hook Summer
  • Oldboy
  • Il sangue di Cristo
  • Chi-Raq 
  • BlacKkKlansman
  • Highest 2 lowest

MUSICA - IL JAZZ

Il Jazz è una Forma Musicale contemporanea, di cui l'improvvisazione costituisce la caratteristica fondamentale.



Nato nei primi Anni del XX Secolo nelle comunità afroamericane del Sud degli USA, è frutto di una confluenza di Tradizioni musicali africane ed europee. Oltre all'Improvvisazione, le sue caratteristiche peculiari sono il ritmo Swing spesso sincopato, la poliritmia ed il Tono malinconico dell'uso delle Blue Note.
Nel jazz ci sono due forme primarie: il Blues, in 12 Battute, e la Canzone, in 32 Battute. L'essenza dell'Improvvisazione è nella Linea melodica, ciò è dovuto al fatto che il mezzo jazz prototipico ( originale ) è il gruppo di Ottoni, in cui, dato che ogni suonatore può produrre una sola nota alla volta, gli Assoli sono necessariamente melodici. Il Pianoforte venne dopo, copiando però le caratteristiche dell'insieme di Ottoni.

Sin dai primi tempi il Jazz ha incorporato nel suo linguaggio i generi della Musica popolare americana, dal Ragtime, al Blues, alla Musica Leggera fino alla Musica Colta, soprattutto statunitense. In tempi più recenti il Jazz si è mescolato con tutti i Generi musicali moderni anche non statunitensi, come il Samba, la Musica caraibica e il Rock.
Il Jazz si è trasformato, nel corso di tutto il XX Secolo, evolvendosi in una gran varietà di stili e sottogeneri: dal Dixieland di New Orleans dei primi Anni, allo Swing delle Big Bands negli Anni '30 e '40, dal Bepop della seconda metà degli Anni '40, al Cool Jazz e al Hard Bop degli Anni '50, dal Free Jazz degli Anni '60 alla Fusion degli Anni '70, fino alle contaminazioni con il Funk e l'Hip Hop dei decenni successivi.

Il Jazz si sviluppa agli inizi del XX Secolo a New Orleans, Louisiana. La cittadina costituiva un ribollente crogiolo etnico: prima di dominazione francese, poi spagnola, era diventata parte degli Stati Uniti con il "Louisiana Purchase" del 1803. Il jazz si afferma subito come sintesi tra numerose culture musicali, europee ( Musica per banda militare, canti da chiesa, opera lirica) e africane (percussione, ritmo ).

Dal punto di vista tecnico, il Jazz moderno è caratterizzato dall'uso estensivo dell'Improvvisazione, di Blue Note, di Poliritmie e di Progressioni armoniche insolite se confrontate con quelle in uso nella Musica Classica. In particolare la pulsazione ritmica jazzistica, elastica e a volte scandita in maniera ineguale, chiamata Swing, ha sempre rivestito grande importanza in quasi tutte le forme di questa Musica.

Sin dagli inizi, l'interpretazione del genere ha posto un grande accento sull'espressività e, nel corso degli anni, anche sul virtuosismo strumentale. La Musica Jazz degli albori era basata su combinazioni di elementi Musicali africani, articolata cioè su Scale pentatoniche, con caratteristiche Blue Notes, mescolate ad Armonie derivate dalla Musica Colta europea, ed un notevole uso di ritmi sincopati, e di poli-ritmi Musica Colta e Jazz si sono costantemente avvicinate al punto che non è raro assistere a Performance classiche di musicisti jazz e Performance Jazz di Musicisti classici

Caratteristica peculiare della musica jazz è l'Improvvisazione la quale, partendo dalla semplice variazione sul tema iniziale, ha assunto via via sempre maggiore importanza. Nella forma che fu chiamata "Free Jazz" e che ebbe il suo periodo d'oro negli Anni '60-'70, il tema poteva anche scomparire in esperimenti che venivano chiamati "improvvisazione totale collettiva".
La Formazione Jazzistica moderna tipica è costituita da un gruppo musicale di dimensioni limitate. La Combinazione più frequente è il Quartetto, quasi invariabilmente costituito da una sezione ritmica composta da Batteria, Basso o Contrabbasso, Pianoforte e da uno Strumento solista, generalmente un Sassofono o una Tromba.

Nell'ambito della piccola formazione sono possibili e frequenti una gran varietà di cambiamenti. Per quello che riguarda la consistenza numerica, si trovano esempi di performance solistiche (spesso, ma non sempre, si tratta di Pianoforte solo) fino ad arrivare al Nonetto, formazione che comincia già ad assumere caratteristiche orchestrali. Si hanno anche svariatissime combinazioni per quello che riguarda la qualità degli Strumenti coinvolti: si hanno esempi di Jazz suonato solisticamente con la maggior parte degli Strumenti orchestrali (perfino Oboe e Arpa) o folcloristici (ad esempio, la Kora).

Il Jazz possiede anche una lunga tradizione orchestrale, che ha avuto come protagonisti musicisti d'eccezione.

Le Formazioni Jazzistiche Orchestrali, che entrarono in crisi profonda alla fine degli Anni '30, sono oggi abbastanza rare, soprattutto a causa delle difficoltà economiche e organizzative collegate alla gestione di un complesso che comprende molte decine di musicisti.
Per lungo tempo il territorio privilegiato dai musicisti afroamericani fu gli Stati Uniti d'America. Il Jazz è oggi suonato, composto e ascoltato in tutto il mondo come una nuova musica colta: se questo è vero soprattutto nel mondo occidentale, è anche vero che le esplorazioni delle radici musicali africane che molti jazzisti intrapresero a partire dagli Anni '60 e i contatti tra culture e stili musicali caratteristici dell'ultima parte del XX Secolo, hanno contribuito a creare molti tipi di jazz, che vanno dalla tradizionale performance per piccolo Ensemble, derivato dalle esperienze Boppistiche e post-boppistiche, alla creazione di sonorità insolite che nascono dalla ibridazione di diverse tradizioni strumentali e musicali fino ad arrivare a dissolversi nel genere chiamato World Music (e in questo caso non si parla più di Jazz).

Un fenomeno simile ha recentemente conferito la categoria di genere colto anche a parte della musica brasiliana e argentina ( A.C. Jobim, A. Piazzolla e altri), che fra l'altro si è apparentata con il jazz, anche per l'opera svolta da Stan Getz ed altri in conseguenza della quale molti standard Jazz utilizzano modelli brasiliani e argentini.

Stili :
Acid Jazz; Be Pop; Cool Jazz; Dixieland; Free Jazz; Fusion; Hard Bop; House Jazz; Jazz Mamouche; Jazz Samba; Jazz Sinfonico; Latin Jazz; Main Stream; Modal Jazz; New Orleans; Nu Jazz; Ragtime; Smooth Jazz; Swing.

MUSICA - L'IMPORTANZA DELLA ' CORONA '

Nel Libro ‘ Technika dirizhirovanja ‘ (San Pietroburgo 1967) –un Libro che in Russia è considerato la Bibbia della Tecnica della Direzione d’Orchestra ma purtroppo ancora non tradotto- dà una descrizione precisa delle Corone esistenti e delle loro casistiche.

Ne individua due famiglie principali:
Corone alle quali segue un movimento in battere o completo
Corone alle quali segue un movimento in levare o incompleto

All’interno di ciascuna famiglia possiamo distinguere i seguenti tipi:
a) Corona alla quale segue fermata (con chiusura, con nuovo attacco)
b) Corona con cesura (con chiusura, senza fermata)
c) Corona e ripresa del discorso musicale (senza chiusura, senza cesura, senza fermata)

Ad ogni Corona corrisponde un gesto di chiusura appropriato, in senso orario o antiorario, dipende da quello che viene dopo.
Come è facilmente immaginabile chiudere una corona non presenta alcuna difficoltà, lo stesso si può dire del tenere un accordo o una pausa. Ma paradossalmente nelle corone la difficoltà semmai consiste non tanto nel chiudere, ma nel mostrare quello che viene dopo, in pratica come riprendere il discorso.
Per quanto questo possa sembrare strano ci troviamo di fronte ad un passaggio che può riservare dei rischi.

Esaminando nel dettaglio la realizzazione delle Corone e le cose che bisogna evitare, sicuramente molti sanno che l’esecuzione di una corona è divisa in tre fasi:

fermata
chiusura
ripresa del discorso musicale

Come dicevamo sopra le fasi 2 e 3 hanno diversi tipi di risoluzione, dipende se tra esse c’è un respiro, una cesura, o una ripresa diretta del discorso, quindi senza respiro e senza cesura. A seconda dei casi la chiusura può essere in senso orario o antiorario.
E’ facilmente intuibile che per mostrare una corona basta semplicemente tenere il braccio fermo lì dove è indicata in Partitura.
Ma la cosa che potrebbe destare qualche difficoltà nei Direttori, certuni bravi musicisti ma non in possesso di una tecnica altrettanto limpida, è la sua chiusura (fase 2) e la conseguente ripresa del discorso musicale (fase 3).
Il gesto di chiusura, per quanto possa apparire semplice necessita di una lieve preparazione, deve avere una certa ampiezza per essere ben visibile a tutti, non deve essere brusco – in modo che i professori abbiano il tempo di intuire e realizzare per evitare chiusure ruvide.
Deve, infine, essere risoluto nella sua parte finale.
Il consequenziale gesto di ripresa (fase 3) deve realizzarsi contemporaneamente al respiro (inspirazione) – in fondo si tratta di un semplice attacco.

Infatti, senza il respiro, il braccio da solo che scende verticalmente non consente di poter prevedere il momento in cui fermerà la sua discesa e, quindi, l’esatta determinazione del momento in cui i professori dovranno riprendere a suonare e questo, in orchestra, può creare un certo disorientamento ed incertezza.




MUSICA – LA TRASPOSIZIONE O TRASPORTO

La Trasposizione o Trasporto è la pratica musicale mediante la quale un brano viene eseguito o riscritto in una tonalità differente da quella originaria

Spesso viene fatto per esigenze pratiche, per esempio un leggero malessere di un cantante può costringere chi lo accompagna a trasportare il Brano un Tono sotto, oppure per poter eseguire su uno Strumento uno Spartito scritto per un altro.

Può servire anche a chi suona uno Strumento Traspositore per poter ottenere suoni reali, oppure per poter eseguire un brano musicale in un'ulteriore Tonalità.

Il metodo del Trasporto, inoltre, prevede che tutti gli intervalli tra i diversi suoni che compongono la melodia rimangano costanti anche nella nuova tonalità così che anche l'idea musicale rimanga invariata (pur non conservando però lo stesso carattere che aveva nella tonalità di partenza).
Quando ci si accinge a trasportare un Brano, bisogna, per prima cosa, decidere di quanto trasportarlo e come. Per esempio, poniamo di avere un Brano in Do Maggiore e di volerlo innalzare o abbassare di un Tono; nel primo caso la tonalità del brano sarà portata a Re Maggiore ( e bisognerà armare la chiave di due diesis: Fa e Do ) e nel secondo caso a Si bemolle Maggiore ( e l'armatura di chiave presenterà Si e Mi bemolli ). Bisogna poi innalzare o abbassare di un tono tutti i suoni del Brano e questa operazione viene portata a termine tramite un semplice cambiamento di chiave.

Supponendo che il nostro Brano ( in Do Maggiore ) fosse stato scritto in chiave di sol (o di canto), per innalzarlo di un tono bisognerà sostituire la chiave di canto con quella di contralto ( chiave di Do sulla terza linea ) mentre per abbassarlo di un tono basta utilizzare la chiave di tenore ( chiave di Do sulla quarta linea ). Ora bisogna tenere conto delle alterazioni momentanee, ovvero quelle alterazioni che interessano una nota solo all'interno della Battuta in cui è segnata l'alterazione. Considerando che il trasporto viene effettuato per quinte giuste ( ascendenti o discendenti ) si troverà che per "aggiustare" le quinte è necessario porre in diesis le alterazioni momentanee procedendo per quinte ascendenti e porre in bemolle procedendo per quinte discendenti.

Trasportando il Brano in su o in giù di una quinta sarà necessario sistemare le alterazioni momentanee di una nota sola, trasportando il brano di due quinte di due note, di tre quinte tre note e così via. La Sequenza delle note su cui bisogna intervenire è Fa, Do, Sol, Re, La, Mi, Si ( ponendo in diesis ) per il Trasporto ascendente è Si, Mi, La, Re, Sol, Do, Fa ( ponendo in bemolle ) per il Trasporto discendente. Per esempio, tornando al nostro Brano in Do Maggiore, supponiamo che, in una Battuta ci siano un'alterazione momentanea sul Mi e una sul Do, ovvero siano Mi diesis e Do bemolle. Trasportando il brano in Re Maggiore il Mi diventa Fa e il Do diventa Re ma, essendo il fa alterato ( è Fa diesis perché prima era mi diesis e per il trasporto abbiamo cambiato nota ) ed essendoci noi spostati di due quinte ( Do Sol Re ) il fa dovrà essere ulteriormente posto in diesis ( Fa doppio diesis ); il Do bemolle invece è divenuto tranquillamente Re bemolle ( avremmo dovuto porlo in diesis se ci fossimo spostati di quattro quinte portandoci così nella Tonalità di Mi+ ). 

Il procedimento è analogo ( ma coi bemolli ) per il Trasporto discendente. Tenendo a mente queste semplici regole è possibile eseguire un Trasporto corretto e senza errori.

CHUCK NORRIS

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