Macbeth, è una Tragedia di William
Shakespeare.
#Theater #History #Macbeth #Shakespeare
Trama
Atto primo
La tragedia si apre in una cupa Scozia
medievale, in un'atmosfera di lampi e tuoni; tre Streghe (Le Sorelle
Fatali, ispirate certamente alle Norne del mito norreno e
alle Parche/Moire della tradizione greco-romana) decidono che il loro
prossimo incontro dovrà avvenire in presenza di Macbeth.
Nella scena seguente, un sergente
ferito riferisce al re Duncan di Scozia che i suoi
generali, Macbeth e Banco, hanno appena sconfitto le forze
congiunte di Norvegia e Irlanda, guidate dal ribelle Macdonwald.
Macbeth, congiunto del re, è lodato per il suo coraggio e prodezza
in battaglia.
La scena cambia: Macbeth e Banco
appaiono sulla scena, di ritorno ai loro castelli, facendo
considerazioni sulla vittoria appena conseguita e sul tempo "brutto
e bello insieme", che caratterizza la natura ambigua e carica di
soprannaturale della brughiera desolata e pervasa di nebbia che
stanno attraversando. Le tre streghe, che li stavano aspettando,
compaiono e pronunciano profezie. Anche se Banco per primo le sfida,
si rivolgono a Macbeth: la prima lo saluta come "Macbeth, sire
di Glamis", titolo che Macbeth già possiede, la seconda come
"Macbeth, sire di Cawdor", titolo che non possiede ancora,
e la terza "Macbeth, il Re". Macbeth è stupefatto e
silenzioso, così Banco ancora una volta tenta di fronteggiarle,
intimorito dall'aspetto delle Sorelle Fatali e dalle condizioni
particolari e misteriose del momento: le streghe dunque informano
anche Banco sull'essere capostipite di una dinastia di re e
svaniscono, lasciando nel dubbio Macbeth e Banco sulla reale natura
di quella strana apparizione.
Sopraggiunge dunque il re, che annuncia
a Macbeth la concessione a suo favore del titolo di sire di Cawdor:
la prima profezia è così realizzata e immediatamente Macbeth
incomincia a nutrire l'ambizione di diventare re.
Macbeth scrive alla moglie (Lady
Macbeth) riguardo alle profezie delle tre streghe. Quando Duncan
decide di soggiornare al castello di Macbeth a Inverness, Lady
Macbeth escogita un piano per ucciderlo e assicurare il trono
di Scozia al marito, e anche se Macbeth mostra tentennamenti,
volendo ritornare sui propri passi e smentendo le ambizioni
manifestate nella lettera inviata alla moglie, quest'ultima infine lo
convince.
Atto secondo
Nella notte della visita, Lady Macbeth
ubriaca le guardie del re, facendole cadere in un pesante sonno.
Macbeth, con un noto soliloquio che lo porta a vedere di fronte a sé
l'allucinazione di un pugnale insanguinato che lo guida verso
l'omicidio del suo stesso re e cugino, si introduce nelle stanze di
Duncan e lo pugnala a morte. Sconvolto dall'atto, si rifugia da Lady
Macbeth, la quale invece non si perde d'animo e recupera la
situazione lasciando le due armi usate per l'assassinio presso i
corpi addormentati delle guardie, imbrattando i loro volti, le mani e
le vesti col sangue del re.
Al mattino, poco dopo l'arrivo
di MacDuff, nobile scozzese venuto a recare omaggio al sovrano,
viene scoperto l'omicidio. In un simulato attacco di rabbia, Macbeth
uccide le guardie prima che queste possano rivendicare la loro
innocenza.
MacDuff è subito dubbioso riguardo
alla condotta di Macbeth, ma non rivela i propri sospetti
pubblicamente. Temendo per la propria vita, il figlio di
Duncan, Malcolm, scappa in Inghilterra. Su questi presupposti
Macbeth, per la sua parentela con Duncan, sale al trono di Scozia.
A dispetto del suo successo, Macbeth
non è a suo agio circa la profezia per cui Banco sarebbe diventato
il capostipite di una dinastia di re, temendo di essere a sua volta
scalzato. Così lo invita a un banchetto reale e viene a
sapere che Banco e il giovane figlio, Fleance, usciranno per una
cavalcata quella sera stessa. Macbeth ingaggia due sicari per
uccidere Banco e Fleance (un terzo sicario compare misteriosamente
nel parco prima dell'omicidio: secondo una parte della critica
potrebbe essere immagine e personificazione stessa dello spirito
dell'Assassinio). Banco viene dunque massacrato brutalmente, ma
Fleance riesce a fuggire. Al banchetto, che dovrebbe celebrare il
trionfo del re, Macbeth è convinto di vedere il fantasma di
Banco che siede al suo posto, mentre gli astanti e la stessa Lady
Macbeth non vedono nulla. Il resto dei convitati è spaventato dalla
furia di Macbeth verso un seggio vuoto, finché una disperata Lady
Macbeth ordina a tutti di andare via.
Atto terzo
Macbeth, che cammina ormai a cavallo
fra mondo del reale e mondo soprannaturale, si reca dalle streghe in
cerca di certezze. Interrogate, chiamano a rispondere degli spiriti:
una testa armata dice a Macbeth "stai attento a MacDuff",
un bambino insanguinato gli dice "nessun nato di donna può
nuocerti", un bambino incoronato gli dice "Macbeth non sarà
sconfitto fino a che la foresta di Birnam non muova verso Dunsinane";
infine appare un corteo di otto spiriti a simboleggiare i discendenti
di Banco, alla cui vista Macbeth si dispera.
Si avvia una stagione di sanguinaria
persecuzione ai danni di tutti i lord di Scozia che il sovrano
ritiene sospetti, e in particolare contro MacDuff. Un gruppo di
sicari viene inviato al suo castello per ucciderlo, ma una volta lì
i mercenari non lo trovano, essendo questi recatosi in Inghilterra
per cercare aiuto militare contro Macbeth e avviare una rivolta. Gli
assassini, a ogni modo, trucidano la moglie e i figli di MacDuff, in
una scena piena di patetismo e crudeltà.
Atto quarto
In
Inghilterra MacDuff e Malcolm pianificano
l'invasione della Scozia. Macbeth, adesso identificato come un
tiranno, vede che molti baroni disertano dal suo fianco. Malcolm
guida un esercito con MacDuff e Seyward, conte di Northumbria,
contro il castello di Dunsinane, fortezza associata al trono di
Scozia dove Macbeth risiede. Ai soldati, accampati nel bosco di
Birnam, viene ordinato di tagliare i rami degli alberi per
mascherare il loro numero. Con ciò si realizza la terza profezia
delle streghe: tenendo alti i rami degli alberi, innumerevoli soldati
rassomigliano al bosco di Birnam che avanza verso Dunsinane.
Atto quinto
Lady Macbeth, intimamente gravata di un
crescente fardello morale, non regge più il peso dei suoi delitti e
comincia a essere tormentata da visioni e incubi che sconvolgono il
suo sonno: una sua dama racconta e mostra a un medico episodi di
sonnambulismo, che sfociano in crisi disperate in cui la regina tenta
di ripulire le mani da macchie di sangue incancellabili, confondendo
passato e presente e rivelando tutti gli omicidi commessi per
conquistare e mantenere il trono. Alla notizia della morte della
moglie e di fronte all'avanzata dell'esercito ribelle, Macbeth
pronuncia il famoso soliloquio ("Domani e domani e domani"),
sul senso vacuo della vita e di tutte le azioni che la costellano,
vani atti insignificanti che puntano al raggiungimento di obiettivi
che non hanno alcun reale valore.
Richiede poi che gli siano portate armi
e armatura, pronto a vendere cara la pelle in quello che già sente
essere il suo atto finale.
La battaglia infuria sotto le mura di
Dunsinane, e il giovane Seyward, alleato di MacDuff, muore per mano
del tiranno, che poi affronta MacDuff. Macbeth ritiene di non avere
alcun motivo di temere il lord ribelle, perché non può essere
ferito o ucciso da "nessuno nato da donna", secondo
la profezia delle streghe. MacDuff però dichiara di "essere
stato strappato prima del tempo dal ventre di sua madre", e che
quindi non era propriamente "nato" da donna. Macbeth
tuttavia, nella furia della battaglia, accetta tale destino e non
dimostra neanche un momento di cedimento nella sua lucida follia. I
due combattono e MacDuff decapita Macbeth, realizzando così
l'ultima delle profezie.
Anche se Malcolm, e non Fleance,
salì al trono, la profezia delle streghe riguardante Banco fu
ritenuta veritiera dal pubblico di Shakespeare, che riteneva che
Re Giacomo I fosse diretto discendente di Banco.
|
Personaggi
|
Duncan re di Scozia
Malcolm, Donalbain suoi
figli
Macbeth generale
dell'esercito di Duncan
Banco generale
dell'esercito di Duncan
Lady Macbeth
Macduff, Lennox, Ross,
Menteith, Angus, Cathness nobili scozzesi
Fleance figlio di Banco
Siward Conte di
Northumberland e generale dell'esercito inglese
Giovane Siward suo figlio
Seyton ufficiale di
Macbeth
Bambino figlio di Macduff
Dottori inglesi e scozzesi
Un soldato
Un portiere
Un vecchio
Lady Macduff
Dame di compagnia Lady Macbeth
Streghe (Ecate e altre tre
streghe)
Gentiluomini, Ufficiali, Soldati, Messaggeri, Assassini
|