18 maggio 2026

MUSICA - ORGANO - J.S. BACH - TOCCATA E FUGA IN RE MINORE ' DORICA ' - BWV 538

 


Toccata e fuga in re minore "Dorica", BWV 538


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Musica: Johann Sebastian Bach (1685 - 1750)
Organico: organo
Composizione: 1708 - 1717
Prima esecuzione: Kassel, Martinskirche, 28 settembre 1732
Edizione: Bureau de Musique, Lipsia, 1832 circa

Per l'intero arco della sua vita, Bach scrisse composizioni per organo, uno strumento di cui fu un profondo conoscitore per aver ricoperto il posto di organista in diverse sedi fino al 1717, cioè sino al periodo cosiddetto di Weimar. Per ben quattordici anni egli svolse attività di organista, meravigliando tutti per il suo talento e il suo virtuosismo, e di collaudatore di organi, chiamato per svolgere questo lavoro in più corti e chiese della Germania. Ad Arnstadt, a Mühlhausen, a Weimar, a Köten e a Lipsia acquistò grande nome come organista e le sue improvvisazioni destarono ammirazione generale presso musicisti, prìncipi e pubblico di varia estrazione sociale. Effettivamente il contributo dato da Bach per lo sviluppo della tecnica organistica fu enorme e i numerosi studiosi che si sono occupati della vasta opera di questo musicista, a cominciare da Philipp Spitta con la sua monumentale biografia (1873 e 1880), hanno tenuto a sottolineare la grande importanza sia formale (armonica e contrappuntistica) che espressiva della produzione per organo del maestro di Eisenach, esempio luminoso di artigiano e di artista costantemente proteso verso traguardi di severo spiritualismo religioso.
Una prova eloquente della forte personalità organistica bachiana è racchiusa nella Toccata e fuga in re minore BWV 538, contrassegnata dall'aggettivo «dorica» dato probabilmente non dall'autore, ma dai successivi editori, perché rievocante in alcuni passi il modo dorico, considerato il primo dei modi fondamentali dell'antica teoria musicale greca e del gregoriano. La pagina ricorda sotto alcuni aspetti certi poderosi lavori organistici del periodo di Weimar, come la famosa Toccata e fuga in re minore BWV 565, che ha sempre goduto di enorme popolarità, alla quale concorse nei nostri giorni anche l'uso che ne fece Walt Disney nel suo film «Fantasia». Nel Preludio si respira la stessa orgogliosa bravura virtuosistica, pur con qualche richiamo all'antica modalità della Toccata: tanto è vero che il Preludio si chiama esplicitamente Toccata. Inoltre si avverte una chiara tendenza agli effetti contrastanti fra il piano e il forte, cioè fra il Tutti e il Solo, così da far pensare al Vivaldi dell'Estro armonico, per esempio al Concerto grosso in re minore n. 11, trascritto per organo dallo stesso Bach (BWV 596) negli anni di Weimar. La Fuga è in evidente contrapposizione con il Preludio: quest'ultimo presenta colori vivaci e brillanti, mentre la Fuga ha una linea severa, rigorosa e di carattere speculativo. Chi ha analizzato profondamente questo lavoro ritiene che appartenga al periodo del soggiorno di Lipsia, quando l'artista, dopo aver scritto la maggior parte delle sue Cantate e altre composizioni vocali sacre, tornò ad occuparsi della musica per organo: e più precisamente, all'inizio di questo periodo, allorché il ricordo del suo passato di formidabile organista e improvvisatore era ancora molto vivo. In sostanza, la «Dorica» viene situata negli anni compresi fra il 1730 e il 1735.
Secondo un criterio già sperimentato in altri lavori del genere, il Preludio è contrassegnato da virtuosismo, mentre nella Fuga si sente il piacere della ricerca timbrica e coloristica. Nella Toccata rivive lo spirito della costruzione a blocchi del Concerto grosso, con il fitto gioco di domande e risposte fra i vari strumenti; nella Fuga il musicista torna alla scrittura contrappuntistica, equilibrata e perfetta nei suoi ingranaggi melodici e armonici.

MUSICA – C. FRANCK – GRANDE PIECE SYMPHONIQUE PER ORGANO


Grande pièce symphonique per organo, Op. 17

  • Andantino serioso (fa diesis minore)
Organico: organo
Composizione: Parigi, 1860 - 16 settembre 1863
Edizione: Maeyens-Couvreur, Parigi, 1868
Dedica: Charles-Valentin Alkan
N. 2 del ciclo Six Pièces pour Grand Orgue

Compositore di musica religiosa e profana, di oratori, poemi sinfonici, sinfonie, sonate, trii e opere teatrali, Franck ha lasciato ovunque il segno di una presenza artistica di alto valore in cui, oltre al personalissimo idioma espressivo, si dispiega la sua natura tra mistica e sensuale, tra cristiana e pagana che riflette in un certo senso quel dualismo estetico e morale che resta il carattere fondamentale della sua arte. Considerato come il caposcuola della musica moderna francese (i suoi poemi sinfonici segnano il distacco dal Romanticismo e un'apertura verso le nuove tendenze dell'Impressionismo), Franck ha esercitato attraverso la scuola d'organo del Conservatorio di Parigi, da lui diretta per 18 anni, una grande influenza educativa e formativa su un numero qualificato di allievi che avrebbero contato molto nel processo di rinnovamento del gusto e della cultura musicale del proprio paese; tra essi vanno ricordati Chausson, Duparc, d'Indy, Vierne, Tournemire, Benoit e Marty. Egli stesso organista di straordinaria bravura (le sue improvvisazioni nella chiesa di Santa Clotilde a Parigi, dove nel 1859 inaugurò il nuovo poderoso strumento costruito da Cavaillé-Coll che suonerà fino alla morte, erano attentamente seguite e ascoltate, da una folla enorme e suscitarono l'entusiasmo anche di Liszt, che andava spesso a trovarlo nella cantoria), si preoccupò di far conoscere in Francia il patrimonio migliore della tradizione bachiana, di cui scoprì la grandezza durante gli ultimi venti anni della sua vita, e si dedicò con fervore e passione alla composizione della musica per organo, in cui raggiunse spesso una compiutezza di dottrina e di pensiero che gli stessi avversari gli hanno sempre riconosciuto.
Nell'ambito della produzione organistica di Franck la Grande pièce Op. 17 assume spiccato rilievo sia per la solidità della costruzione che per il vigore espressivo e viene considerata la prima integrale sinfonia francese per organo in quanto articolata con una introduzione, un allegro, uno scherzo, un andante e un finale. Del resto il termine «symphonique» sta ad indicare l'ampiezza delle proporzioni e il carattere ciclico della composizione, basata sullo sviluppo e l'elaborazione dei numerosi temi e fedelmente aderente alla concezione musicale prediletta dall'artista di ceppo germanico, di nazionalità belga e di adozione francese. Il brano fa parte della raccolta delle Six Pièces pour grand orgue composte tra il 1860 e il 1862 ed è il più conosciuto ed eseguito rispetto alla Fantasia in do maggiore, al Preludio, fuga e variazioni in fa minore, alla Pastorale in mi maggiore, alla Preghiera in do diesis minore e al Finale in si bemolle maggiore, il più convenzionale dei sei pezzi.
Il primo tempo, che si apre con la tonalità di fa diesis minore, è composto da due motivi: l'uno caratterizzato da un ritmo robusto e sostenuto e il secondo di tono elegiaco e pensoso, tale da ricordare certi passaggi del Corale per solo pianoforte. Ambedue i temi si sviluppano attraverso diverse modulazioni di differenti tonalità, fino a giungere ad una esplosione sonora in re maggiore dilagante nell'Allegro maestoso, che ha lo stesso ruolo espressivo dell'Allegro della sonata tradizionale. A questo punto il linguaggio della forma ciclica tocca la massima espansione, secondo quell'unità di stile che raggiungerà i suoi migliori risultati nel Quintetto, nel Quartetto in re maggiore e nel Preludio, corale e fuga.
Segue poi l'Andante, il cui maggiore interesse è rappresentato non tanto dalla qualità della melodia e dalla forma del lied che assume quanto piuttosto da un disegno di biscrome rapido e inquieto, che prelude come scrittura all'Andante della Sinfonia in re minore scritta 25 anni dopo. Verso la fine del tempo l'ansia ritmica lascia per un momento il passo ad una breve frase malinconica e sognante.
L'Allegro finale ricapitola i temi già apparsi precedentemente e la costruzione ciclica si risolve trionfalmente con l'accordo in fa diesis maggiore, così come avverrà poi nelle Variazioni sinfoniche per pianoforte e orchestra e nel Preludio, corale e fuga. E' un procedimento che riflette adeguatamente la sensibilità schiva e introversa di Franck, in quel gioco di luci e ombre che esprime i contrasti di un'anima legata al mondo romantico e tutta tesa verso una visione spiritualistica della vita. E' questa la sigla di un'arte che, secondo il giudizio di Claude Rostand, realizza una sintesi della cultura musicale europea del tempo ed è portatrice di un messaggio profondamente spontaneo e sincero, arricchito dal culto per la musica di Bach e di Beethoven.

DANIELE PIOMBI

    Daniele Piombi, nasce il 14 Luglio 1933, muore il 18 Maggio 2017.

Conduttore televisivo italiano.

Programmi televisivi :
A luci basse
Un'Isola da trovare 
Canzoniere italiano
I promessi sposi

FRANK CAPRA

 Frank Russell Capra, nasce il 18 Maggio 1897, muore il 3 Settembre 1991.

Regista, Sceneggiatore e Produttore cinematografico italiano naturalizzato statunitense.


Premi e Riconoscimenti :
Premio Oscar : 1935 – 1937 – 1939

Filmografia :
  • La grande sparata 
  • Le sue ultime mutandine
  • Per l'amore di Mike
  • Quella certa cosa 
  • Dunque è questo l'amore?
  • Il teatro di Minnie
  • La maniera del forte
  • Dillo con lo zibellino 
  • Femmine del mare
  • Il potere della stampa 
  • La nuova generazione 
  • L'affare Donovan
  • Diavoli volanti
  • Femmine di lusso 
  • Luci del circo 
  • Dirigibile
  • La donna del miracolo 
  • La donna di platino
  • Proibito
  • La follia della metropoli
  • L'amaro tè del generale Yen
  • Signora per un giorno
  • Strettamente confidenziale
  • È arrivata la felicità 
  • L'eterna illusione
  • Arriva John Doe
  • Lo stato dell'Unione
  • La gioia della vita
  • È arrivato lo sposo
  • Un uomo da vendere
  • Angeli con la pistol

MUSICA - ORGANO - O. VAN DURME - PRELUDE FUNEBRE

O. van Durme - Prelude funebre
 

MUSICA - ORGANO - J.S. BACH - TOCCATA E FUGA IN RE MINORE ' DORICA ' - BWV 538

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