Spettri (titolo
originale Gengångare) è un Dramma in 3 Atti del
drammaturgo norvegese Henrik Ibsen, scritto nel 1881.
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Trama
Atto primo
In una piccola città della Norvegia,
tutto è pronto per l'inaugurazione di un asilo intitolato al
capitano Alving. La vedova, Helene, si è occupata per lungo tempo
del progetto mettendo a frutto il lascito del marito, considerato da
tutti come una persona irreprensibile e dai grandi valori morali.
Intanto, da Parigi è tornato il figlio della coppia,
Osvald, che in Francia fa il pittore. Mentre il ragazzo si riposa dal
lungo viaggio sopraggiunge il pastore Manders, vecchia fiamma della
signora Alving, incaricato di pronunciare l'indomani il discorso in
memoria del defunto, in occasione dell'inaugurazione.
Quando Osvald scende dalla sua camera e
racconta al pastore la vita che si conduce negli ambienti artistici
di Parigi, l'ecclesiastico si mostra scandalizzato dalla loro
dissolutezza. Partito il ragazzo, Helene, non sopportando più la
cornice di ipocrisia che la circonda, decide di svelare a Manders chi
fosse veramente il benemerito Alving, dedito per tutta la vita a ogni
genere di vizio. Se ha sopportato e taciuto, è stato solo per amore
del figlio, unica ragione della sua vita. Ora, però, rimpiange di
essersi trincerata dietro a una menzogna. Di fronte allo sconcertato
uomo di Chiesa, la Signora Alving rivela un'altra verità. La bella
Regine, che lavora da lei come domestica, è figlia del defunto
marito e di una donna, Johanna, che sposò poi Engstrand, da tutti
creduto il vero padre della giovane.
Il pastore loda il sacrificio della
signora Alving, riuscita a salvare le apparenze, ma costei ha ormai
la sola preoccupazione di non farsi più coinvolgere nella loro rete,
immersa nel lacerante dubbio se sia meglio rivelare o meno la verità
al figlio, e incline persino ad accettare un'unione tra Osvald e
Regine, che, ignari di avere lo stesso padre, mostrano di piacersi.
Dopo il lungo discorso, Manders, sconvolto, si ferma per il pranzo.
Atto secondo
Mentre Helene e il pastore riprendono
il discorso, compare Engstrand. Manders gli rinfaccia con violenza le
menzogne del passato, ma quando l'uomo spiega che sposando Johanna
l'aveva sottratta al pubblico discredito, lo rivaluta, accettando
inoltre di sostenerlo nella creazione di una locanda per marinai.
Uscito il pastore, Osvald rivela alla
madre di soffrire di una sorta di depressione che ne paralizza il
lavoro e la gioia di vivere. La donna, molto preoccupata, cerca di
rassicurarlo, ma quando il figlio spiega che solo Regine, di cui è
innamorato, potrebbe dargli la forza di andare avanti, la madre è
sul punto di confessare tutto. L'improvviso incendio dell'asilo
interrompe il colloquio.
Atto terzo
L'asilo è distrutto, e, per volere del
pastore, non era nemmeno stato assicurato. Manders è preoccupato per
le polemiche che rischiano di ricadere su di lui. In effetti, lo
stesso Engstrand dice di averlo visto mentre gettava il moccolo di
una candela tra i trucioli. Manders cerca di allontanare da lui ogni
sospetto, e accetta l'aiuto del falegname, che si impegna per
toglierlo dai guai, riconoscente per l'aiuto ricevuto anni prima. I
due si allontanano. Helene, ormai totalmente disinteressata dalle
sorti dell'asilo, rivolge tutte le proprie premure al figlio,
confessando infine, davanti a Osvald e Regine, la verità.
La domestica non regge alla notizia e
abbandona la casa, mentre Osvald, rammaricato, spiega alla madre che
dovrà promettergli un grande favore. Era già questo il suo pensiero
fisso, ma non aveva ancora trovato il momento giusto per esprimerlo.
Estrae allora dalla tasca della morfina, mostrandola a Helene. Le
chiede di somministrargliene una dose letale, qualora dovesse avere
una crisi come quella occorsagli in Francia, che si rivelerebbe,
secondo quanto gli è stato detto dagli specialisti francesi, letale.
Sconvolta, Helene promette. Osvald viene colto dal suo male: di
fronte alla sua sofferenza la madre è tentata di somministrargli la
morfina, ma poi rinuncia mentre cala il sipario.