22 febbraio 2026

MUSICA - ORGANO - C. FRANCK - SORTIE EN FA MAJEUR

Sortie en Fa Majeur - C. Franck
 

CINEMA - MEL BROOKS - ' IL MISTERO DELLE DODICI SEDIE '

 Il mistero delle dodici sedie (The Twelve Chairs) è un Film del 1970 diretto da Mel Brooks.


Con Ron Moody, Frank Langella, Dom DeLuise.

Trama :
Nella Russia del 1927, Ippolit Vorob'janinov è un ex nobile russo esiliato e caduto in disgrazia con la rivoluzione ed ora costretto a svolgere la funzione di burocrate nel piccolo villaggio dove vive.
L'anziana suocera di Ippolit gli rivela, sul letto di morte, di aver nascosto i preziosissimi gioielli di famiglia in una delle dodici sedie della sala da pranzo della loro vecchia casa, ma adesso le dodici sedie sono sparse per la Russia, dapprima sequestrate e poi rivendute dai bolscevichi.
Aiutato da Ostap, un astuto truffatore, e con la concorrenza di padre Fëdor, un pope ortodosso, l'unico altro a cui l'anziana signora ha confessato il suo segreto, Ippolit parte alla ricerca delle dodici sedie e del tesoro.

LIBRI - ' CHADZI-MURAT ' - L. TOLSTOJ

Chadži-Murat è un Romanzo storico breve, ovvero un racconto lungo, scritto da Lev Tolstoj fra il 1895 e il 1904 e pubblicato postumo nel 1912. 

#Russia #History #Book  #Tolstoj

Trama

Nel prologo il narratore descrive un campo fiorito, durante la stagione estiva, soffermandosi su un cespuglio di cardi contenente tre fiori di colore rosso. Uno dei fiori è stato pressoché strappato e si regge su di un gambo sghembo, che evidentemente è stato schiacciato dalla ruota di un carro. Pur danneggiato, il cardo è ancora vitale e resta attaccato tenacemente al suolo. L'atteggiamento del cardo ricorda al narratore quello del Chadži-Murat (traslitterato anche Hadji Murad), un guerrigliero avaro contrario all'annessione russa della Cecenia, il quale nella metà del XIX Secolo si avvicinò ai russi nella speranza di difendere la propria indipendenza e di salvare i propri familiari.

La narrazione si apre con l'arrivo di Chadži-Murat, assieme a due suoi seguaci, in un aul (villaggio di montagna) braccato dagli uomini di Šamil, il comandante supremo dei separatisti caucasici, di cui peraltro Murat è stato il principale naib (aiutante). Chadži-Murat ottiene ospitalità nella casa di Sado, un suo leale sostenitore. Ma la notizia si diffonde fra gli abitanti del villaggio e Murat deve nuovamente fuggire. Un luogotenente di Murat riesce a prendere contatto con i militari russi i quali, sebbene finora siano stati combattuti aspramente da Murat, promettono di concedere loro asilo.

Chadži-Murat, accompagnato da alcuni suoi seguaci, si dirige verso la fortezza di Vozdvižensij per unirsi alle forze russe; è inseguito da un drappello di seguaci di Šamil i quali, nei pressi della fortezza, si scontrano con un drappello di russi. Nello scontro viene ferito mortalmente un giovane soldato semplice russo di nome Petrùcha Advèev. Tolstoj si sofferma a lungo sulla vicenda di Petrùcha: contadino, sposato ma senza figli, si era arruolato al posto di suo fratello Akìm, padre di cinque figli. Suo padre si era rammaricato di questa scelta perché Petrùcha era un lavoratore migliore di Akim. La morte di Petrùcha getta nella disperazione i suoi familiari, ma non la moglie Aksinja: attende un figlio dal fattore, il quale ora «avrebbe potuto sposarla, come le aveva detto quando cercava di piegarla al suo amore».

A Vozdvižensij Murat e i suoi compagni sono accolti dal comandante della fortezza, il giovane principe Semën Voroncov, il quale ospita il comandante caucasico nella propria abitazione, dove vive con la moglie Marija Vasìlevna e il figlioletto di sei anni. Si instaura un patto di amicizia fra Chadži-Murat e il giovane principe, siglato, secondo il rituale ceceno, dallo scambio di regali fra i kunak (amici); un prezioso pugnale regalato da Chadži-Murat al bambino e l'orologio personale di Semjòn regalato a Murat.

Chadži-Murat viene condotto a Tbilisi per incontrare il generale Voroncov comandante supremo dell'esercito russo in Cecenia. Il dialogo fra i due, i quali non parlano la lingua dell'altro, avviene soprattutto attraverso gli sguardi. Inizialmente il generale russo diffida di Chadži-Murat, di cui sa peraltro poco; incarica pertanto il suo aiutante Lorìs-Mèlikov, che conosce il tartaro, di scrivere la biografia di Murat. Dai colloqui di Lorìs-Mèlikov con Chadži-Murat il lettore conosce gli antefatti delle vicende esposte nel racconto. Chadži-Murat era nato in una povera famiglia di montanari nel villaggio di Tselmes, ma era cresciuto alla corte dei Khan locali perché sua madre era stata balia del primogenito della famiglia principesca. Quando Murat aveva quindici anni i mjurid proclamarono la chazavat (guerra santa) contro la Russia a cui aderirono Ceceni e Avari. Chadži-Murat era rimasto dapprima in disparte; cominciò a interessarsene per motivi religiosi (Chadži-Murat è musulmano) ma si mostrò diffidente quando l'imam Gamzat invitò i Khan ad aderire alla chazavat. Gamzat, con l'appoggio di Šamil, fece uccidere infatti i khan e progettò l'uccisione di Chadži-Murat e dei suoi familiari; Murat lo precedette organizzando, con l'aiuto del proprio fratello Osama, un attentato contro Gamzat nel corso del quale rimasero uccisi sia l'imam che Osama. Chadži-Murat rifiutò anche gli inviti di Šamil, il successore di Gamzat, ritenuto da Chadži-Murat responsabile della morte di Osama; Chadži-Murat fu nominato pertanto governatore russo dell'Avaria dal barone Rosen. I rapporti con i russi si guastarono per l'odio nei suoi confronti nutrito da Achmed-khan. A differenza dei russi, Šamil lo appoggiò nella lotta contro il suo mortale nemico; per riconoscenza Chadži-Murat passò dalla parte di Šamil divenendone il braccio destro nella guerriglia contro l'occupazione russa del Caucaso. Negli ultimi tempi tuttavia Šamil è diventato diffidente nei confronti di Chadži-Murat e ne ha preso in ostaggio la madre, la moglie e il figlio. Chadži-Murat rivela a Lorìs-Mèlikov che chiede l'aiuto russo soprattutto per poter liberare i suoi familiari ostaggi di Šamil.

Voroncov si convince che Murat può essere l'uomo giusto per neutralizzare Šamil; invia pertanto una lunga relazione in tal senso al ministro Černyšëv. Costui, tuttavia, è geloso di Voroncov e manovra affinché lo zar Nicola I non approvi il piano del generale. Dal ritratto che Tolstoj fa dello zar emergono soprattutto la presunzione (crede di essere inviato dal cielo per impedire che l'intera Europa, non solo la Russia, precipiti in mano ai rivoluzionari), la ferocia (fa torturare e uccidere a colpi di frusta nemici, veri o presunti, per lo più inermi), la lussuria (sessantenne, ha rapporti sessuali con giovani donne che compensa con monili), l'incompetenza e la debolezza all'adulazione. Guidato da Černyšëv, Nicola I giunge alla conclusione che Chadži-Murat fosse passato ai Russi per paura dell'esercito russo e che la politica verso la Cecenia debba essere:

«Di attenersi scrupolosamente alle mie disposizioni: colpire gli abitanti, distruggere i rifornimenti dei montanari, attaccare e compiere incursioni senza tregua.»


Gli ordini dello zar si traducono in una spaventosa carneficina di Ceceni da parte dei russi con conseguente desiderio di vendetta dei Ceceni verso i russi:

«Il sentimento che provavano tutti, dal primo all'ultimo, era più forte dell'odio. Era la sensazione che quei cani di russi non fossero uomini, e il disgusto, lo schifo, lo sbalordimento di fronte a quella assurda crudeltà sfociavano in un desiderio di distruggerli, come si faceva con i topi, i ragni velenosi e i lupi, un desiderio ormai istintivo come lo spirito di conservazione.»


Šamil, il cui prestigio è stato rafforzato dalla repressione russa, fa trasferire i familiari di Chadži-Murat in una zona più difendibile e fa sapere che, se Chadži-Murat non si presenterà, per rappresaglia ne farà disonorare la madre e la moglie e accecare il figlio.

Il racconto procede con l'arrivo, nella fortezza russa retta da Ivan Matveevič, di un gruppo di soldati russi con la testa mozzata di Chadži-Murat su un cuscino. Mentre Maria Dimitriyevna, compagna di Ivan Matveevič, protesta contro l'orrenda scena chiamando "boia" i soldati russi, viene ricostruita in flashback la fine di Murat. Chadži-Murat, che veniva tenuto sotto stretta sorveglianza dai russi dopo le demenziali disposizioni dello zar, decide di tentare la salvezza dei suoi familiari con il solo aiuto dei suoi fedelissimi. Si allontana perciò dal fortino russo. I russi organizzano la sua cattura con un centinaio di soldati a cui si aggiungeranno duecento ceceni che erano passati ai russi. Chadži-Murat viene raggiunto e, ferito mortalmente al fianco sinistro, cade. I nemici esultano

«Ma quello che a loro sembrava un cadavere si mosse. Prima sollevò il capo insanguinato, senza colbacco, coi capelli rasati, poi il busto e, aggrappandosi a un albero, si levò con tutta la persona. Il suo aspetto era così pauroso che gli accorsi si fermarono. Improvvisamente però ebbe un tremito, vacillò abbandonando il sostegno dell'albero e cadde, senza piegarsi, a viso in giù, come un cardo reciso alla base dalla falce, e non si mosse più.»

LIBRI - ' IL COCCODRILLO ' - F. DOSTOEVSKIJ

Il coccodrillo è un racconto di Fëdor Dostoevskij.

#Dostoevskij #Russia #History #Book

Trama

A San Pietroburgo, il funzionario Ivan Matveevič assieme alla moglie Elena Ivanovna e all'amico Semën Semënovič, durante una gita visita una mostra di animali esotici. Fra i vari presenti, quello che più incuriosisce Ivan, è il coccodrillo di un imprenditore tedesco. Questa curiosità porta il protagonista ad avvicinarsi troppo, fino ad essere improvvisamente inghiottito vivo dall'animale.

Con grande stupore generale, Ivan rimane cosciente all'interno dello stomaco del coccodrillo, riuscendo a comunicare con la gente all'esterno, fra cui il suo amico e sua moglie. La situazione non riesce a risolversi, anche a causa delle autorità che non sono in grado di prendere decisioni efficaci per salvare l'uomo, e senza l'aiuto dell'imprenditore tedesco che si rifiuta di uccidere il suo animale per non subire un danno economico.

La vicende prende un tono ancora più surreale col tempo: Ivan, anziché preoccuparsi della sua condizione, inizia a considerarla un'opportunità per acquistare fama e influenza, cominciando a pensare di sfruttare l'evento anche per dettare idee filosofiche e riforme sociali.

MUSICA - ORGANO - J.S. BACH - BWV 556

J.S. Bach - BWV 556
 

MUSICA - ORGANO - C. FRANCK - SORTIE EN FA MAJEUR

Sortie en Fa Majeur - C. Franck   #Music   #Video   #Organ