25 febbraio 2026

LIBRI - 10 AUTORI SOTTO FALSO NOME

Cosa ha spinto diversi Autori della Letteratura a pubblicare Libri celandosi dietro uno pseudonimo? I motivi sono molteplici, ma è doveroso sapere che, sotto l’aspetto giuridico, lo pseudonimo è tutelato dalla legge con le stesse modalità che proteggono il diritto al nome.
Ecco alcuni scrittori che hanno deciso di pubblicare romanzi sotto “falso nome” e le motivazioni dietro a questa scelta.

Agatha Christie
Una delle scrittrice di gialli più famosa di tutti i tempi. Firmò i suoi romanzi rosa con lo pseudonimo di Mary Westmacott. Si dice che lo fece perché era giusto che quei prodotti avessero un’ identità diversa e, aggiungiamo noi, forse per la curiosità di vedere se ricevessero recensioni positive indipendentemente dal fatto che fosse lei l’autrice.

Stephen King
Ha scritto 4 Romanzi firmandosi con il nome di Richard Bachman. Una scelta operata per varie ragioni, soprattutto per mettere alla prova i suoi  lettori e il mondo editoriale. King organizzò bene la sua burla: pubblicò cinque romanzi con una casa editrice diversa dalla sua e diede spessore al ritratto di questo suo alter ego, pubblicandone pure una presunta fotografia. Quando il gioco venne scoperto, King fece morire “di cancro” la sua creazione, per poi onorarne la memoria nei romanzi successivi. Un esperimento, dunque, per niente fallito: i romanzi di Bachman ebbero un discreto successo, ma sicuramente più successo ha avuto la  creazione del suo alter ego.

Italo Svevo
Pochi lo sanno, ma Italo Svevo non è il vero nome dell’Autore de “La coscienza di Zeno”. Fu lo pseudonimo scelto da Aron Hector Schmitz, nato a Trieste da agiata famiglia ebraica quando ancora la città faceva parte dell’Impero austro-ungarico.

Andrea De Chirico
Il Pittore e Compositore Andrea de Chirico scelse lo pseudonimo di Alberto Savinio per le sue creazioni. Le motivazioni restano tutt’ora ignote.

J.K. Rowling
La famosa Scrittrice britannica, Joanne Rowling, Autrice dei Romanzi fantasy di Harry Potter, nell’Aprile del 2013 ha pubblicato il Romanzo poliziesco The Cuckoo’s Calling con lo pseudonimo di Robert Galbraith. Il Libro rifiutato e snobbato, ha venduto solo 1500 copie in tre mesi, incontrando però il favore di un pubblico limitato ma sinceramente entusiasta. A cercare sui social network librari le più vecchie recensioni, s’incontra un giudizio positivo e ben disposto verso il Libro. Proprio quel che cercava,  probabilmente, la Rowling: un riscontro serio che non venga falsato dal suo nome, per un Romanzo di genere scritto solo per il  piacere di raccontare una storia.

Doris Lessing
Polemica voluta dall’Autrice, invece, nel caso di Doris Lessing, Premio Nobel 2007: quando era già  famosa, mandò un manoscritto a una Casa Editrice sotto falso nome, ma venne scartato. La Lessing a quel punto scoprì le carte e puntò il dito contro l’ipocrisia delle case editrici.

J.K. Korzienowski
Molti di voi si chiederanno di chi si possa trattare. La risposta è Joseph Conrad, che nacque in Polonia e venne poi naturalizzato inglese. Un nome troppo complicato il suo, si dice che quindi la scelta fu dovuta al fatto di utilizzare un nome che fosse più congegnale ai britannici.
È universalmente riconosciuto come uno dei grandi Maestri della Prosa, nonché uno dei più importanti Scrittori moderni in lingua inglese.

Le sorelle Bronte
Charlotte, Emily e Anne, le sorelle scrittrici. Charlotte è l’autrice icona di “Jane Eyre”, mentre Emily ha scritto il capolavoro “Cime Tempestose. Anne Brontë, la sorella minore, è invece Autrice di “Agnes Grey”.
Per timore che le loro opere fallissero per i pregiudizi che allora esistevano nei confronti delle donne, le tre sorelle si firmarono con uno pseudonimo maschile: Charlotte scelse Currer Bell, Emily preferì Ellis Bell, mentre Anne decise per Acton Bell. Mentre la critica subissò di elogi e complimenti Jane Eyre e Agnes Grey, si spaccò in occasione della recensione di Cime tempestose che, oggi, il più noto.

Stendhal
Stendhal ha sempre avuto un problema con il suo nome: Henri Beyle. Quando cominciò a scrivere, fu invece il carnevale dei nomi: pubblicò in vita ventitré libri, nessuno firmato col suo nome e cognome: sei sono anonimi, tre indicano l’autore con iniziali fantasiose, uno lo firma “Louis-César-Alexandre Bombet”, due “F. de Lagenevais”, nove Stendhal. “Beyle” lo volle solo sulla lapide, ma italianizzando il nome (“Errico”) e facendosi nascere non a Grenoble ma a Milano. Se poi andiamo a vedere le lettere, gli pseudonimi diventano innumerevoli: facendo cifra tonda, in tutto circa trecentocinquanta. Voltaire, altro giocatore di nomi, è lasciato abbondantemente alle spalle: ne aveva usati solo centosettanta. Quando pubblica la sua “Roma, Napoli e Firenze nel 1817”  Beyle sceglie un nuovo, ennesimo pseudonimo, che finirà per “battezzarlo” definitivamente: Stendhal.

J.T. Leroy
Autore di due Romanzi autobiografici, si presenta come un  giovane poco più che ventenne, sopravvissuto a una vita di abusi e prostituzione. La sua storia è subito diventata un caso mondiale, andando ben oltre il comparto letterario, finendo con l’attirare l’attenzione e la solidarietà di star del cinema, di scrittori che l’hanno preso sotto la loro ala protettiva. In Italia “Ingannevole è il cuore più di ogni cosa” viene candidato al Premio Strega 2000, mentre nel 2005 Asia Argento ne realizza un Film.
Il 9 Gennaio 2006 arriva la rivelazione shock: J.T. Leroy non esiste. Al suo posto, una donna quarantenne chiamata Laura Albert, autrice dei libri, e la giovane cognata di lei, Savannah Knoop, che impersonava il personaggio nelle uscite pubbliche. Cos’è successo? E’ successo che una trentenne (all’epoca), con la passione della scrittura e del camuffamento, di fronte agli ostacoli nel lungo cammino verso una pubblicazione, si sia spacciata per un giovane ragazzo, finendo con l’impersonare completamente la sua creazione.

LIBRI - UMBERTO ECO - ' IL CIMITERO DI PRAGA '

Il cimitero di Praga è il sesto Romanzo di Umberto Eco, scritto nel 2010.

Trama :
Il falsario e agente segreto Simone Simonini, nell'appartamento soprastante la sua bottega di rigattiere (che usa come copertura) a Parigi nel 1897, ormai anziano, inizia ad annotare in un diario gli eventi della sua esistenza. Egli spera in questo modo di far tornare alla memoria alcuni ricordi che sembra aver perso a causa di un'amnesia. Un secondo personaggio, l'Abate Dalla Piccola, che egli sembra non conoscere, ma che vive in un appartamento comunicante col suo e, inspiegabilmente, conosce molte cose della vita di Simonini, si intromette con le sue annotazioni nei fogli di cronaca di quest'ultimo. Le postille si alternano a quelle dello stesso protagonista, il quale è persuaso (al pari del lettore che è tratto in inganno dalla crisi di identità di Simonini) del convincimento che i due soggetti corrispondano alla medesima identità, salvo poi ricredersi quando all'interno della narrazione della propria biografia scorge incongruenze che lo portano a meditare il contrario. La terza voce è quella del Narratore.
Ripercorrendo i fatti della sua vita, Simone Simonini ricorda di essere piemontese di nascita; rimasto molto presto orfano di madre, cresce a Torino assieme al nonno, Giovanni Battista Simonini, perché il Padre, affiliato alla Carboneria, è spesso lontano, impegnato nell'organizzazione di moti insurrezionali (morirà nel 1849 durante la difesa della Repubblica Romana). Al contrario di suo figlio, Giovanni Battista è invece profondamente reazionario e bigotto, e trasmette al nipote il suo viscerale odio per gli ebrei (lo stesso nome del protagonista è stato scelto dal nonno in memoria di San Simonino, il bambino che, secondo la leggenda, fu ucciso come vittima sacrificale dagli ebrei di Trento nel XV Secolo). Simone cresce quindi in un ambiente cupo, oppressivo e codino, sorvegliato dai precettori gesuiti chiamati dal nonno, tra cui il padre Bergamaschi, ambiente che alimenta in lui insensibilità, misantropia, ubbie e idiosincrasie morbose, una ossessiva misoginia e, per contrasto con la rigida educazione ricevuta, il disprezzo per la religione: si appassiona però alla lettura dei feuilleton di Alexandre Dumas, di cui apprezza soprattutto il romanzo Giuseppe Balsamo, incentrato sulla figura di Cagliostro, e di Eugène Sue.
Alla morte del nonno, nel 1855, Simone scopre che la sua eredità è gravata da molti debiti ed è costretto, aiutato dagli studi di diritto che ha concluso, ad andare a lavorare presso il notaio Rebaudengo (al quale Simonino attribuisce la responsabilità della sottrazione indebita del patrimonio del nonno). Costui gli insegna a falsificare documenti, arte in cui ben presto Simonini diventa abilissimo, attirandosi così le attenzioni dei servizi segreti sabaudi. Divenuto una spia, Simonini viene inviato in Sicilia al seguito dei Mille di Giuseppe Garibaldi, e qui conosce lo Scrittore Ippolito Nievo, tenente e tesoriere dell'esercito dei volontari, di cui si guadagna la fiducia per potersi così impossessare, su ordine dei servizi savoiardi (che gli ingiungono di limitarsi alla esclusiva distruzione delle carte), dei registri contabili da questi conservati. Allo scopo di far sparire questa documentazione, che potrebbe provare i finanziamenti elargiti sottobanco dai Savoia, Simonini provoca l'affondamento del piroscafo Ercole su cui viaggia Nievo, nonché la morte dello stesso.
Tornato a Torino, i servizi lo inviano a Parigi, dove Simonini inizia a lavorare per il controspionaggio dell'impero francese. Nel frattempo, ispirandosi ai romanzi di Dumas e Sue, ha iniziato a fabbricare un documento fittizio, dapprima indirizzato al discredito dei gesuiti, successivamente rivolto agli ebrei, in cui viene messo in scena un supposto conciliabolo notturno dei rabbini capi delle varie comunità ebraiche d'Europa nel vecchio cimitero ebraico di Praga, nel quale costoro espongono i loro piani per la conquista del mondo e la distruzione del cristianesimo. Ulteriore materiale, utile alla fabbricazione del testo, viene fornito al falsario dalla lettura di un libro contro Napoleone III, Dialoghi agli inferi tra Machiavelli e Montesquieu, scritto dal Giornalista Maurice Joly, che conosce in prigione, dove era stato inviato dal governo francese per acquisire informazioni sullo stesso e constatarne la pericolosità, e che poi ucciderà, simulandone il suicidio. Sempre per conto dei servizi francesi, infiltrandosi negli ambienti dell'anarchismo, fa arrestare un gruppo di cospiratori, guidato dall'italiano Gaviali, che preparavano un attentato contro l'imperatore.
Intenzionato a vendere al miglior offerente il suo materiale sugli ebrei, che nel frattempo continua ad arricchire di particolari desunti dalle fonti più diverse e opportunamente adattati, Simonini entra in contatto anche con i servizi prussiani, conoscendo uno scrittore di nome Hermann Goedsche, il quale però si appropria della materia della sua opera che inserirà nel proprio romanzo, Biarritz. Con lo scoppio della guerra franco-prussiana, però, il Secondo Impero di Napoleone III crolla e Simonini si trova coinvolto nei giorni terribili della Comune di Parigi. Passato rapidamente al soldo della Terza repubblica francese, negli anni successivi lavora a consolidare i suoi numerosi contatti (tra i quali il suo stesso precettore di un tempo, padre Bergamaschi, anch'egli interessato a ottenere dall'antico allievo materiale contro i nemici della Chiesa, massoni ed ebrei), mentre nel frattempo anche l'attività di semplice falsario per clienti privati contribuisce ad aumentare i suoi introiti, assicurandogli una discreta fortuna, sebbene il suo stile di vita continui a essere molto modesto e solitario, non coltivando egli alcuna relazione personale e concedendosi un'unica grande passione, quella per la buona tavola.
Ma il pensiero fisso di Simonini resta l'intenzione di procacciare la sua opera migliore, il falso documento sulla congiura ebraica intitolato inizialmente Il cimitero di Praga, e ormai ribattezzato i Protocolli: in essi vengono sfruttati tutti i possibili stereotipi antiebraici, utili a suscitare la paura e l'odio di tutti gli strati sociali, dal clero, cui si rivolgono i passi in cui gli ebrei sono presentati come diabolici nemici della cristianità, fomentatori del libero pensiero e della massoneria, alla piccola borghesia, per la quale gli ebrei vengono dipinti come ispiratori di movimenti socialisti e comunisti, e in ultimo al proletariato, cui invece vengono additati come usurai, padroni della finanza e delle banche mondiali e affamatori del popolo.
Nel suo diario, Simonini rievoca anche il suo incontro con un abate di nome Dalla Piccola, che gli aveva commissionato, a nome dei gesuiti, uno scritto contro gli ebrei. Questi lo aveva poi accusato di avergli fornito materiale non originale tratto dal romanzo Biarritz (nei fatti si rivela essere il Romanzo di Goedsche a essere stato copiato dai Protocolli di Simonini), il cui autore Goedsche sarà messo a tacere in seguito dai gesuiti: per evitare di essere smascherato, Simonini uccide Dalla Piccola nascondendone il corpo nella cloaca del proprio pied-à-terre.
Non si tratta, però, evidentemente, del Dalla Piccola che continua periodicamente a inserirsi nel suo racconto, perché egli riprende nuovamente la parola per narrare la sua storia: negli stessi anni, dunque, Dalla Piccola entra in contatto con personaggi equivoci quali il Sacerdote satanista Joseph-Antoine Boullan e soprattutto lo scrittore Léo Taxil, autore di scritti violentemente anticattolici, con i quali organizza un'elaborata truffa. Taxil, un tempo affiliato alla massoneria, simula una sua sorprendente conversione al cattolicesimo, e inizia a produrre una serie di scritti polemici dal vastissimo successo commerciale in cui denuncia le pratiche esoteriche e misteriose che sarebbero praticate nelle varie logge. Per rendere ancora più credibili le descrizioni degli inquietanti riti, Dalla Piccola prende in custodia dal dottor Du Maurier, direttore di una clinica psichiatrica a Vincennes, una giovane paziente dal passato misterioso, di nome Diana, soggetta a crisi isteriche, nel corso delle quali soffre di un curioso caso di sdoppiamento della personalità, passa dall'essere pia e devota ed estremamente pudica ad assumere atteggiamenti lascivi e provocanti, abbandonandosi alla descrizione di fantastici culti satanici e a messe nere cui avrebbe partecipato. Rinchiusa la ragazza in un appartamento di sua proprietà, Dalla Piccola, assieme a Taxil, attinge da lei i racconti con cui alimentare il flusso di pubblicazioni antimassoniche, che hanno una straordinaria diffusione negli ambienti cattolici, tanto da far guadagnare a Taxil persino un incontro con Papa Leone XIII in persona. A un certo punto, poi, è la stessa Diana, cui viene dato il cognome Vaughan, a essere presentata come l'autrice dei libri: Dalla Piccola, Taxil e Boullan ne inventano la storia, immaginando che ella sia stata un'adepta del culto palladiano pentitasi e tornata alla fede cattolica. Dopo qualche tempo, comunque, iniziano a sorgere i primi dubbi sull'autenticità della storia di Diana. Taxil, dopo che il dottor Charles Hacks (autore de Le diable au XIX siècle, pubblicato con lo pseudonimo di Bataille), artefice insieme a Taxil, Dalla Piccola e Boullan delle pubblicazioni tese a infangare la massoneria, ha rivelato la falsità della conversione di Diana Vaughan dichiarando di aver voluto sfruttare la dabbenaggine dei cattolici, ansioso di far parlare ancor più di sé, prepara una clamorosa ritrattazione e abbandona il gruppo.
Intenzionato a raccogliere informazioni sulla massoneria, Simonini si accredita presso gli ambienti repubblicani, a suo giudizio, un buon pretesto per entrare in contatto con i massoni. Nello stesso periodo, attraverso la mediazione di Juliana Glinka, alla quale aveva cercato di sbolognare fantasticherie antiebraiche, entra in contatto con il responsabile delle investigazioni all'estero del servizio segreto russo Pyotr Rachkovskij. Inizia a collaborare dunque con l'Okhrana, la polizia segreta della Russia zarista, anch'essa interessata a reperire prove della cospirazione semitica per i suoi scopi. Nel frattempo, Simonini viene coinvolto nel celebre "affare Dreyfus", contribuendo, mediante la fabbricazione di un documento falso che imita la calligrafia dell'ufficiale ebreo-alsaziano Alfred Dreyfus (attribuendogli la responsabilità di attività spionistiche in funzione antifrancese), a farlo incriminare di tradimento e a farlo confinare sull'Isola del Diavolo.

La sera del 21 Marzo 1897 (il giorno precedente alla misteriosa amnesia di Simonini, e alla sua prima annotazione nel diario), Dalla Piccola partecipa, assieme a Diana, a una messa nera, poi risoltasi in sabba, officiata da Boullan, nel corso della quale la donna, in preda a frenesia erotica, abusa dell'abate. La mattina dopo, Dalla Piccola scopre con orrore che Diana è ebrea e, fuori di sé all'idea di aver avuto un rapporto sessuale con una donna e di poter diventare padre di un bambino ebreo, uccide Diana e Boullan, nascondendone i cadaveri nel condotto fognario sottostante la propria abitazione. Tali eventi sono stati la causa del trauma che ha determinato la parziale perdita di memoria in Simonini, il quale ha cancellato dalla sua mente tutto quanto gli era accaduto quando impersonava Dalla Piccola: si scopre infatti che Simonini e Dalla Piccola (personaggio sotto le cui spoglie Simonini aveva iniziato a nascondersi quando era stato costretto da Lagrange a entrare in contatto con Boullan) sono la stessa persona. A causa dello choc seguito ad un evento molto traumatico le due personalità si sono sdoppiate e l'una non aveva più coscienza dell'altra. Grazie al metodo di rievocare i ricordi attraverso la scrittura (suggerito al protagonista da un incontro casuale con un giovane e ancora sconosciuto Sigmund Freud), Simonini ricompone le storie dei due personaggi rielaborando gli accadimenti della propria vita.
Dopo un'interruzione della redazione del diario, che si protrae per circa un anno, Simonini riprende a scrivere e riporta di essere ancora alle prese con i servizi segreti russi che continuano a incalzarlo per avere i Protocolli, arrivando anche a ricattarlo minacciando di far uscire allo scoperto i suoi delitti. Simonini teme che il suo nome possa essere ricollegato al falso documento che ha incriminato Dreyfus, ma riceve le rassicurazioni di Rachkovskij il quale dichiara che è interesse della Francia che il bordereau fittizio sia creduto autentico. Finalmente porta a termine il suo lavoro e lo consegna a un agente di nome Matvei Golovinskij. Non può sapere che il suo testo è destinato ad avere una sinistra influenza su tutto il XX Secolo.
L'ultima annotazione nel diario è del Dicembre 1898: il romanzo si chiude con la preparazione di un attentato nella costruenda metropolitana di Parigi, in cui Simonini è incaricato di piazzare una bomba fabbricata da Gaviali, operazione in cui, presumibilmente, perderà la vita, poiché il suo diario si interrompe bruscamente.

MUSICA - ORGANO - AUSTRIA - LINZ


 Linz, neuer Dom (Mariendom-Rudigier-Orgel)

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Orgelbauer: Marcussen and Son 


Anno : 1968


Disposizione fonica:

Ruckpositiv:

Prinzipal doppelt ab f° 8'

Gedackt 8'

Quintadena 8'

Oktave 4'

Rohrflöte 4'

Oktave 2'

Waldflöte 2'

Quinte 11/3'

Sesquialtera 2-4f. 22/3'+ 13/5'

Scharf 6-8f. 1'

Zimbel 3f. 1/3'

Dulcian 16'

Krummhorn 8'

Schalmei 4'


Tremulant

Zimbelster


Hauptwerk:

Prinzipal 16'

Prinzipal doppelt ab f° 8'

Spitzflöte 8'

Oktave doppelt ab c° 4'

Hohlflöte 4'

Quinte 22/3'

Oktave doppelt 2'

Mixtur 8-10f. 2'

Scharf 5-6f. 1'

Cornett 5f. ab g° 8'

Trompete 16'

Trompete 8'

Spanische Trompete 8'

Spanische Trompete 4


Oberwerk:

Gedackt 16'

Prinzipal doppelt ab Gis 8'

Rohrflöte 8'

Viola di Gamba 8'

Oktave 4'

Traversflöte 4'

Nasat 22/3'

Flachflöte 2'

Terz 13/5'

Mixtur 7f. 2'

Terzzimbel 3f. 1/6'

Bombarde 16'

Trompete 8'

Oboe 8'

Clairon 4'


Tremulant


Brustwerk :

Holzgedackt 8'

Spitzgamba 8'

Prinzipal 4'

Blockflöte 4'

Oktave 2'

Gedacktflöte 2'

Sifflöte 1'

Terzian 2f. 13/5'+11/3'

Zimbel 2f. 1/3'

Regal 16'

Vox humana 8'


Tremulant


Pedal:

Prinzipal 32'

+ Prinzipal 16'

+ Subbaß 16'

+ Oktave 8'

+ Gemshorn 8'

- Oktave doppelt 4'

- Koppelflöte 4'

- Nachthorn 2'

- Rauschquinte 4f. 22/3'

+ Mixtur 8f. 51/3'

+ Posaune (1 Pfeifenreihe) 32'

+ Posaune 16'

+ Fagott 16'

+ Trompete 8'

- Trompete 4'

- Zink 2

MUSICA - ORGANO - AUSTRIA - LINZ


 Linz, alter Dom (Brucknerorgel)

#austria #music #sacredmusic #linz #organ


Orgelbauer: Krismann 


Anno : 1764


Disposizione fonica:


Hauptwerk:


Portun 16‘

Salicional 8‘

Coppel 8‘

Quint 6‘

Octav 4‘

Picolo 4‘

Quint 3‘

Superoctav 2‘

Mixtur 7f.

Cornett 4f


Mittelmanual :


Flauto 16‘

Principal 8‘

Coppel 8‘

Gamba 8‘

Vox humana 8‘

Echo 8‘

Octave 4‘

Flöte 4‘

Vagott 8' (Baß C-h)

Trompete 8' (Diskant c1 - c3


Oberwerk:


Principal 8‘

Coppel 8‘

Salicet 8‘

Spitzfloete 4‘

Quint 3‘

Superoctav 2‘

Mixtur 3


Pedal:


Principalbas 16‘ + 8‘

Subbas 16‘

Octavbas 8‘

Pedal Mixtur 6f. 

Pombarton 16


MUSICA - ORGANO - AUSTRIA - INNSBRUCK


 Innsbruck, Dom St. Jakob (Hauptorgel)

#austria #music #sacredmusic #organ #innsbruck


Anno : 1725


Disposizione fonica: 

Hauptwerk: 

Bordun 16'

Prinzipal 8'

Voce-umana 8' (ab cis')

Hohlflöte 8'

Gamba 8'

Oktave 4'

Spitzflöte 4'

Quinte 22/3'

Superoktave 2'

Mixtur major IV 2'

Mixtur minor IV 11/3'

Cornet 8' (ab cis')

Fagott 16'

Trompete 8'

Clairon 4


Oberwerk :

Quintadena 16'

Prinzipal 8'

Salizional 8'

Vox-coelestis 8'

Rohrflöte 8'

Oktave 4'

Nachthorn 4'

Fugara 4'

Nasard 2 2/3'

Oktave 2'

Sifflet 1'

Terz 13/5'

Mixtur IV 12/3'

Trompette-harm. 8'

Cromorne 8'


Tremulant


Ruckpositiv :

Prinzipal 8'

Flöte 8'

Prinzipal 4'

Sesquialtera 22/3' + 13/5'

Oktave 2'

Mixtur III 11/3'

Trompete 8'


Unterwerk (SW)

Gedeckt 8'

Spitzgamba 8'

Prinzipal 4'

Gedeckt 4'

Echokornett III 22/3' (ab cis')

Flöte 2'

Larigot 1 1/3'

Scharff III 1'

Voix humaine 8'


Tremulant


Pedal:

Prinzipal 16'

Violonbaß 16'

Subbaß 16'

Quintbaß 102/3'

Oktavbaß 8'

Baßflöte 8'

Oktave 4'

Mixtur VI 22/3'

Posaune 16'

Trompete 8'

Schalmei 4

LIBRI - 10 AUTORI SOTTO FALSO NOME

Cosa ha spinto diversi Autori della Letteratura a pubblicare Libri celandosi dietro uno pseudonimo? I motivi sono molteplici, ma è doveroso ...