10 agosto 2026

STORIA - LA STRAGE DI PIAZZALE LORETO - 10 AGOSTO 1944

La strage di Piazzale Loreto fu un eccidio nazifascista avvenuto in Italia, il 10 Agosto 1944 in Piazzale Loreto a Milano, durante la seconda guerra mondiale.

Quindici partigiani furono fucilati da militi del gruppo Oberdan della Legione Autonoma Mobile Ettore Muti della RSI, per ordine del comando di sicurezza nazista.


Le vittime :
Gian Antonio Bravin (28 Febbraio 1908), commerciante, abitante in viale Monza 7 a Milano. Partigiano nel varesotto e capo del III gruppo dei GAP, fu arrestato dai fascisti il 29 Luglio del 1944, imprigionato a San Vittore a disposizione della Sicherheitspolizei-Sicherheitsdienst (SIPO-SD) tedesca.
Giulio Casiraghi (Sesto San Giovanni, 17 Ottobre 1899), tecnico della Ercole Marelli di Sesto San Giovanni, militante comunista. Nel 1930 viene condannato dal Tribunale speciale per la difesa dello Stato a 5 anni di detenzione per costituzione del PCd'I, appartenenza al medesimo e propaganda. È il referente del movimento operaio degli stabilimenti "Ercole Marelli".
Dopo l'8 Settembre 1943 moltiplica il proprio impegno, collaborando alla fornitura di armi e rifornimenti alle formazioni partigiane, nonché supporto per la ricezione di radiomessaggi da Londra relativi all'esecuzione di aviolanci alleati volti ad approvvigionare la Resistenza.
Nel Marzo 1943 e nel Marzo 1944, organizza gli scioperi nelle fabbriche sestesi insieme a Fogagnolo. Arrestato al ritorno dal lavoro, verso mezzogiorno del 12 luglio 1944 da fascisti e SS dipendenti dall'ufficio dello SS-Scharfuhrer Werning, responsabile della Sicherungskompanie di Monza. Trasferito a San Vittore l'8 Agosto 1944.
Renzo del Riccio (Udine, 11 Settembre 1923), operaio meccanico, socialista, soldato italiano di fanteria partecipò l'8 Settembre 1943 a furiosi scontri contro i tedeschi. Unitosi ai partigiani (a una formazione Matteotti operante nel Comasco?) e distintosi in azione, fu arrestato e inserito nelle liste del servizio obbligatorio del lavoro, nel Giugno 1944 fuggì durante la deportazione in Germania. Nel Luglio, in viale Monza, è nuovamente arrestato in seguito a delazione. Incarcerato a Monza e poi trasferito a San Vittore l'8 Agosto 1944.
Andrea Esposito (Trani, 26 Ottobre 1898), operaio, militante comunista e partigiano della 113ª brigata Garibaldi, arrestato da membri dell'Ufficio politico investigativo della Guardia nazionale repubblicana, il 31 Luglio 1944 in casa insieme al figlio Eugenio (renitente alla leva della fascista RSI), vennero rinchiusi nelle carceri di San Vittore a disposizione della SIPO-SD. Il figlio Eugenio, inizialmente inserito nella lista dei fucilandi, sarà invece trasferito prima al campo di transito di Bolzano e successivamente deportato in Germania dapprima nel campo di concentramento di Flossenbürg e poi in quello di Dachau, da dove ritornerà a guerra finita.
Domenico Fiorani (Boron in Svizzera, 24 Gennaio 1913), perito industriale, socialista, collaborò a giornali clandestini.
Appartenente alle brigate Matteotti. Arrestato il 25 Giugno 1944 dalla polizia politica a Busto Arsizio, mentre si reca dalla moglie degente in ospedale. Incarcerato a Monza e trasferito l'8 Agosto 1944 a San Vittore.
Umberto Fogagnolo (Ferrara, 2 Ottobre 1911), ingegnere alla Ercole Marelli di Sesto San Giovanni. Dopo l’armistizio, in collegamento con i vari partiti del CLN di Milano, dirige e coordina il movimento clandestino della Ercole Marelli e delle fabbriche di Sesto San Giovanni; rappresenta il Partito d'Azione nel CLN sestese. Cura l’invio in montagna e in Svizzera di prigionieri alleati, di ricercati politici e di partigiani. Insieme a Giulio Casiraghi, organizza gli scioperi del Marzo 1943 e del Marzo 1944.
Nella primavera del 1944 è attivissimo in azioni di sabotaggio a Milano, nel lecchese e nella zona di Novara. Per la scelta di obiettivi strategici è consulente delle formazioni partigiane di montagna e il suo parere è decisivo. Si reca personalmente, a rischio della propria vita, dall’allora questore Mendia, a nome del CLN, riuscendo a far liberare cinque patrioti, detenuti a San Vittore.
Arrestato il 13 Luglio 1944 nel suo ufficio, da fascisti e SS dipendenti dall'ufficio dello SS-Scharführer Werning, responsabile della Sicherungskompanie di Monza, dove viene incarcerato ed è ripetutamente torturato. Trasferito a San Vittore l'8 Agosto 1944. Medaglia d'argento al valore militare alla memoria.
Tullio Galimberti (Milano, 31 Agosto 1922), impiegato. Appartenente alle formazioni Garibaldi con compiti di collegamento e raccolta di armi (membro della 3ª brigata d'assalto Garibaldi Gap "Egisto Rubini", secondo il martirologio compilato nell'immediato dopoguerra a cura dell'Anpi provinciale milanese). Arrestato durante un incontro clandestino in Piazza San Babila alla fine del Giugno 1944 da agenti della SS germanica. Tradotto alle carceri di San Vittore.
Vittorio Gasparini (Ambivere, 30 Luglio 1913), laureato in economia e commercio, antifascista cattolico, capitano degli alpini. Dirigente della Bombrini Parodi Delfino a Roma, accettò di dirigere lo stabilimento di Montichiari per coprire la sua attività di responsabile di una missione dell’OSS (Office of Strategic Service) della V Armata americana. D’intesa con gli americani, aveva allestito un centro radio clandestino in piazza Fiume (l’attuale piazza della Repubblica), a Milano, che trasmetteva radiomessaggi agli Alleati. La stazione radio venne individuata dalle SS e i due operatori presenti al momento dell’irruzione si gettarono dalla finestra per sottrarsi alla cattura. Uno dei due morì, l’altro, gravemente ferito, interrogato in ospedale, fu indotto a rivelare i nomi dei compagni da soldati italiani travestiti da partigiani. Così Gasparini venne arrestato ai primi di giugno e interrogato a Brescia; nello stesso giorno, fu condotto a Milano e imprigionato nel carcere di San Vittore. Torturato brutalmente per diversi giorni, non riuscirono a farlo parlare. Medaglia d'oro al valore militare alla memoria.
Emidio Mastrodomenico (San Ferdinando di Puglia, 30 Novembre 1922), agente di PS al commissariato di Lambrate. Collegato con il movimento resistenziale (capo dei GAP), è catturato il 29 Luglio (il 16 Aprile secondo l'Unità) 1944 in piazza Santa Barbara da agenti della SIPO-SD e incarcerato a San Vittore.
Angelo Poletti (Linate al Lambro, 20 Giugno 1912) operaio presso l'Isotta Fraschini e militante socialista, dopo una breve esperienza partigiana in Val d'Ossola rientra a Milano dove dirige il gruppo da cui nascerà la 45ª Brigata Matteotti. Ferito a una gamba e arrestato il 19 Maggio 1944 da militi fascisti mentre si trovava al lavoro, subì sevizie e torture in carcere.
Salvatore Principato (Piazza Armerina, 29 Aprile 1892), appena ventenne, organizzò con successo una protesta nel suo paese contro il monopolio di un’impresa di trasporti che si opponeva a ogni forma al miglioramento del servizio locale. Si trasferì a Milano e, convinto socialista, cominciò a frequentare Filippo Turati e Anna Kuliscioff, collaborando con Giacomo Matteotti e con i fratelli Rosselli. Fu nel secondo e nel terzo comitato antifascista di Porta Venezia e nel Comitato di Liberazione Nazionale della Scuola. Perseguitato politico sotto il fascismo, fu deferito nel 1933 al Tribunale Speciale di Roma. Arrestato, su delazione, l'8 Luglio 1944 dalle SS come aderente al PSIUP e membro della 33ª Brigata Matteotti, fu imprigionato nel carcere di Monza e, più volte torturato senza esito alcuno dalla polizia fascista, che gli ruppe anche un braccio.
Il 7 Agosto 1944 fu trasferito a San Vittore. A quel tempo, era docente presso la scuola elementare Leonardo da Vinci di Milano, non lontana da piazzale Loreto, dove una lapide lo ricorda nell'atrio della scuola. Un'altra fu posta in viale Gran Sasso, presso la sua abitazione.
Andrea Ragni (Brescia, 5 Ottobre 1921), partigiano appartenente alle formazioni Garibaldi, catturato e fuggito in data imprecisata dell'autunno 1943. Catturato nuovamente il 22 Maggio 1944 da membri delle SS e imprigionato nel carcere di San Vittore.
Eraldo Soncini (Milano 4 Aprile 1901), operaio alla Pirelli Bicocca e militante socialista. Appartenente alla 107ª Brigata Garibaldi SAP. Arrestato il 9 Luglio 1944 vicino a Piazzale Loreto da SS della Sicherungskompanie di Monza. Imprigionato nel locale carcere e trasferito il 7 Agosto 1944 a San Vittore. In piazzale Loreto tenta la fuga lungo via Andrea Doria; ferito, tenta di nascondersi nel portone di via Palestrina 7.
Raggiunto da due militi fascisti, viene finito sul posto, trascinato in piazzale Loreto e gettato nel mucchio dei compagni fucilati. Nel dopoguerra, la Corte d'Assise Straordinaria di Milano, con sentenza del 23 Maggio 1947, condannò per l'assassinio di Soncini i militi Giacinto Luisi e Luigi Campi, appartenenti al gruppo "Oberdan" di Porta Venezia della legione Ettore Muti.
Libero Temolo (Arzignano, 31 Ottobre 1906), militante comunista, operaio alla Pirelli Bicocca, è partigiano organizzatore delle SAP.
Arrestato nell'Aprile 1944 a Milano a seguito di una delazione. Portato con gli altri in piazzale Loreto, qui tentò di fuggire ma fu subito ucciso.
Vitale Vertemati (Niguarda, 26 Marzo 1918), meccanico, partigiano della 3ª Brigata d'assalto Garibaldi Gap "Lombardia" (poi "E. Rubini"), arrestato il 1º Maggio 1944 da agenti dell'Ufficio speciale dell'UPI mentre era impegnato come agente di collegamento tra i vari gruppi partigiani.

MUSICA – J.S. BACH – SONATA BWV 526 PER ORGANO

Sonata in do minore per organo, BWV 526

Organico: organo
Composizione: 1730 circa
Edizione: Nägeli, Zurigo, 1827

In questa Sonata la presentazione del tema non avviene - come in quella in mi bemolle maggiore (n. 1) - in stile fugato; nè è più la forma della Sonata mono tematica bipartita. Ora i temi sono due, sia nel primo che nell'ultimo tempo.
Nel Vivace (I tempo), il tema n. 1 viene esposto con un raddoppio alla terza inferiore (per due battute) ma non appena l'idea iniziale entra nella fase elaborativa, le parti si dividono e procedono indipendentemente.
Alla conclusione della breve esposizione, che avviene nella medesima tonalità del principio, s'inizia un'altra parte con il tema n. 2; esso viene presentato prima al soprano (in do minore), a cui risponde il tenore alla dominante. Con una successione d'imitazioni, si giunge al tono relativo maggiore (mi bemolle), dove viene ripreso il tema iniziale con l'ordine delle parti invertito.
L'idea musicale si sviluppa sempre più; i due temi vengono presentati ancora nella tonalità della dominante, sino a che si giunge gradatamente ad un pedale di sol minore e successivamente ad uri altro in do minore. Su entrambi i pedali si intrecciano imitazioni e temi; l'elaborazione acquista un'importanza sempre maggiore e conduce alla ripresa del primo tema. Esso viene esposto esattamente come la prima volta determinando la conclusione del tempo.
Il secondo tempo - Largo in mi bemolle - è di forma molto libera L'idea musicale viene continuata come un recitativo dialogato a due parti. Il tema, una volta esposto allo inizio, non viene più ripreso durante il corso del movimento; soltanto un elemento imitato riappare verso la fine con il consueto scambio delle parti. Il Largo termina in cadenza sospesa per attaccare, subito dopo, l'Allegro finale.
L'ultimo tempo è composto su due temi ben distinti e di carattere diverso; essi sono presentati in stile fugato.
Conclusa, in do minore, l'esposizione del primo tema, subentra il secondo nella medesima tonalità. Durante il corso degli sviluppi i due temi riappaiono più volte; anzi, il primo è presentato anche sotto forma di canone all'unisono. Il giro tonale si sofferma in fa minore, dove viene ripreso il secondo tema al tenore e quindi la sua risposta al soprano, in do minore. Seguono ulteriori sviluppi con l'alternarsi dei due temi sino a che, con la ripresa, si giunge alla chiusa.

MUSICA – J.S. BACH – SONATA BWV 527 PER ORGANO

Sonata in re minore per organo, BWV 527

  1. Adagio e dolce (fa maggiore)
    Riutilizzato nel secondo movimento del Triplo concerto BWV 1044
  2. Vivace
Organico: organo
Composizione: 1730 circa
Edizione: Nägeli, Zurigo, 1827

La Sonata inizia con un Andante composto su due temi ed in forma bipartita e col «da capo». L'Esposizione è basata sul primo tema. Esso viene presentato al soprano nel tono principale ed al tenore con la risposta alla dominante (la minore). Poi viene successivamente sviluppato ampiamente sino a concludere nella tonalità di re minore.
S'inizia quindi la seconda parte; viene esposto il secondo tema che provoca un altro notevole sviluppo, ma in esso non figurano mai richiami al tema principale. Soltanto un elemento ritmico di secondaria importanza ed appartenente alla prima esposizione viene ricordato brevemente.
Questa seconda parte conclude su una cadenza alla dominante che nel contempo serve da congiunzione per la ripresa del «da capo». Giunti alla conclusione della riesposizione, il primo tempo ha termine.
L'Adagio e Dolce (secondo tempo) è tratto dal Concerto in la minore per clavicembalo, flauto e violino concertanti. Il tema viene presentato «a due», cioè viene esposto dal soprano e raddoppiato alla terza inferiore dal contralto. Non è in stile fugato.
La bellissima melodia - tipicamente classica - precorre nello stile il genere mozartiano. Il tempo è monotematico ed in forma bipartita.
Il terzo tempo (Finale) è in forma di rondò. Ha due temi principali in re minore ed uno secondario (derivato dal secondo tema) in la minore.
L'esposizione del primo tema avviene come per quello dell'Andante (I tempo) e cioè: presentazione del tema in stile fugato, risposta, sviluppo e conclusione. S'inizia il secondo tema - non fugato - ma con le parti che si scambiano il soggetto invertendone l'ordine.
Segue un elaborato sviluppo che alla sua conclusione alla dominante introduce un nuovo elemento tematico che viene elaborato in forma imitativa.
E' un interessantissimo e piacevole intreccio di parti, pieno di vitalità e di brio. Alla conclusione di questo sviluppo viene ripresa l'esposizione, come all'inizio, e quindi il pezzo ha termine.
La notevole difficoltà tecnica delle sei sonate non è mai in contrasto con il pregio musicale, nel senso che lo sviluppo della parte virtuosistica è sempre in relazione con l'opera d'arte e mai usata come fine a se stessa.

ASSOLUTA VERITA' - ' I BAMBINI SONO DI SINISTRA ' - CLAUDIO BISIO

  #Bisio #ClaudioBisio #True #Verità #IBambiniSonDiSinistra #Sinistra #Left #Politics


"I bambini sono di sinistra.
Di sinistra, sì, nessun dubbio.
Non soltanto per i pugnetti stretti in segno di protesta.
I bambini sono di sinistra perché amano senza preconcetti, senza distinzioni.
I bambini sono di sinistra perché si fanno fregare quasi sempre. Ti guardano, cacci delle balle vergognose e loro le bevono, tutti contenti. Sorridono, si fidano. Bicamerale! Sì, dai!
I bambini sono di sinistra perché stanno insieme, fanno insieme, litigano insieme. Insieme, però.
I bambini sono di sinistra perché se gli spieghi cos'è la destra piangono. I bambini sono di sinistra perché se gli spieghi cos'è la sinistra piangono lo stesso, ma un po' meno.
I bambini sono di sinistra perché a loro non serve il superfluo. Sono di sinistra perché le scarpe sono scarpe, anche se prima o poi delle belle Nike o Adidas o Puma, o Reebok, o Superga gliele compreremo. Noi siamo No-Logo, ma di marca!
I bambini sono di sinistra malgrado l'ora di religione obbligatoria. I bambini sono di sinistra grazie all'ora di religione obbligatoria.
I bambini sono di sinistra perché comunque, qualsiasi cosa tu gli dica che assomigli vagamente a un ordine, fanno resistenza.
Ora e sempre!
I bambini sono di sinistra perché occupano tutti gli spazi della nostra vita.
I bambini sono di sinistra perché fanno i girotondi da tempi non sospetti.
I bambini sono di sinistra perché vanno all'asilo con bambini africani, cinesi o boliviani, e quando il papà gli dice "vedi, quello lì è africano", loro lo guardano come si guarda una notizia senza significato.
I bambini sono di sinistra perché quando si commuovono piangono, mentre noi adulti teniamo duro, non si sa bene perché.
I bambini sono di sinistra perché se li critichiamo si offendono. Ma se li giudichiamo non invocano il legittimo sospetto, e se li condanniamo aspettano sereni l'indulto che prima o poi arriva: la mamma, Ciampi, il Papa.
I bambini sono di sinistra perché si fanno un'idea del mondo che nulla ha a che fare con le regole del mondo.
I bambini sono di sinistra perché se gli metti lì un maglioncino rosso e un maglioncino nero scelgono il rosso, salvo turbe gravi - daltonismo o suggerimento di chi fa il sondaggio.
I bambini sono di sinistra perché Babbo Natale somiglia a Karl Marx. Perché Cenerentola è di sinistra, perché Pocahontas è di sinistra. Perché Robin Hood è di Avanguardia Operaia e fa gli espropri proprietari.
I bambini sono di sinistra perché hanno orrore dell'orrore. Perché di fronte alla povertà, alla violenza, alla sofferenza, soffrono.
I bambini sono di sinistra perché il casino è un bel casino e perché l'ordine non si sa cos'è.
I bambini sono di sinistra perché crescono e cambiano.
I bambini sono di sinistra perché tra Peter Pan e Che Guevara prima o poi troveranno il nesso.
I bambini sono di sinistra perché, se ce la fanno, conservano qualcosa per dopo. Per quanto diventa più difficile, difficilissimo, ricordare di essere stati bambini. Di sinistra, poi..."

ANTONIO LOLLI

 Antonio Lolli, nasce nel 1725, muore il 10 Agosto 1802.

Compositore e Violinista italiano.




Composizioni :
Concerti per violino :
  • 6 sonate per violino e basso continuo
  • 6 sonate per violino e basso continuo
  • 6 sonate per violino e basso continuo
  • 5 sonate e un divertimento per violino e basso continuo
  • 6 sonate per 2 violini
Altri lavori :

STORIA - LA STRAGE DI PIAZZALE LORETO - 10 AGOSTO 1944

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