17 febbraio 2026

MUSICA - ORGANO - C. BALBASTRRE - MAGNIFICAT DU 1ER TON


 Magnificat du 1er Ton - C. Balbastre 

LIBRI - ' LE NOTTI BIANCHE ' - F. DOSTOEVSKIJ

Le notti bianche è un racconto giovanile di Fëdor Dostoevskij.

#Dostoevskij #Russia #History #Book 

Trama

Come in altre opere dell'autore, anche questa è narrata in prima persona singolare da un narratore senza nome di cui sappiamo solo i pensieri. Durante una delle sue lunghe passeggiate notturne per le strade di Pietroburgo, incontra una giovane donna, Nasten'ka. La storia è strutturata in quattro notti e una mattina:

Prima notte

Il protagonista vive una vita solitaria a San Pietroburgo, in un piccolo appartamento, con la sua anziana e poco comunicativa matrona. Cammina ogni giorno per tutta la città, immaginando la vita delle persone che vede ogni giorno. Durante una di queste passeggiate, incontra una donna, Nasten'ka, che sta piangendo appoggiata a un parapetto. Dopo averla salvata da un uomo ubriaco che la stava seguendo, inizia a far conoscenza e a parlarle in modo appassionato. Quando lui l'accompagna a casa sua, lei gli dice che si sente sola quindi, prima di dividersi, si danno appuntamento per la notte seguente, ma a una condizione: che non si innamori di lei.

Seconda notte

Al secondo incontro, Nasten'ka cerca di scoprire di più sulla vita del narratore il quale si definisce un "sognatore". Secondo lui il "sognatore" non è un essere umano, ma piuttosto un essere di tipo "transitorio", "neutro". Per spiegarle la sua vita, le fa un lungo discorso (simile al monologo del narratore di Memorie dal sottosuolo) sul suo desiderio di compagnia e sulla sua solitudine. Nasten'ka si stupisce per il modo romanzesco e filosofico con cui il sognatore le parla. Al termine del suo toccante discorso, Nasten'ka gli assicura che non se ne andrà e che rimarrà sua amica per sempre

La storia di Nasten'ka

Nella terza parte, Nasten'ka racconta la sua vita. Vive con la nonna cieca, che la controlla rigorosamente. Decidono di mettere in affitto la stanza all'ultimo piano del palazzo in cui vivono. Quando il primo ospite muore, la stanza viene occupata da un giovane distinto ma povero. Il ragazzo inizia un corteggiamento silenzioso prestando libri a Nasten'ka, tra cui opere di Walter Scott e Aleksandr Puškin. La notte prima della partenza del ragazzo dalla città per lavorare a Mosca, Nasten'ka scappa dalla nonna e va dal ragazzo proponendogli di sposarla. A malincuore deve rifiutare perché non ha i soldi per mantenerla, ma le fa la promessa di tornare l'anno dopo. Ma da allora è già passato un anno, senza mai farsi vivo e soprattutto senza averle mai mandato una lettera.

Terza notte

Il narratore si rende conto di essere innamorato di lei. Il loro appuntamento viene rimandato di qualche ora a causa della pioggia. Tuttavia, il sognatore la aiuta a scrivere una lettera al suo futuro marito e nasconde i suoi sentimenti per lei per non rovinare la loro amicizia. Aspettano la risposta alla lettera, ma alla fine Nasten'ka perde la speranza in una risposta. Ignara della profondità dei sentimenti di lui per lei, gli confessa di sentirsi a suo agio con lui proprio perché non si è innamorato di lei. Il narratore, alla disperata ricerca del suo amore non corrisposto, inizia a sentirsi alienato anche da lei.

Quarta notte

Due giorni dopo, il fidanzato di Nasten'ka ancora non appare e alla fine entrambi rivelano il proprio amore per l'altro. Iniziano a fare piani per vivere insieme, ma inaspettatamente, mentre si salutano, appare il fidanzato.

Il mattino

L'ultima sezione è una breve conclusione basata sulla lettera ricevuta da Nasten'ka dopo l'ultima notte, in cui si scusa per averlo ferito e insiste sul fatto che sarà sempre grata per la sua amicizia. Afferma anche che si sposerà tra una settimana e spera che anche lui venga.

Il protagonista a questo punto si asciuga le lacrime dalle guance e afferma che non vuole rattristare il cuore della ragazza con amari rimproveri. Capisce che è tutto inutile e torna nella sua tana, nella solitudine dei sogni.

«Che il tuo cielo sia sereno, che il tuo sorriso sia luminoso e calmo! Sii benedetta per quell'attimo di beatitudine e di felicità che hai donato a un altro cuore, solo, riconoscente!

Dio mio! Un intero attimo di beatitudine! È forse poco, sia pure per tutta la vita di un uomo?»

MUSICA - GRANDE SYMPHONIE FUNEBRE ET TRIMPOHALE - HECTOR BERLIOZ

La Grande symphonie funèbre et triomphale Op. 15, è la quarta ed ultima sinfonia del compositore francese Hector Berlioz, la cui prima esecuzione avvenne il 28 luglio 1840 a Parigi.

#Music #History #Berlioz

La sinfonia venne commissionata del governo francese che voleva celebrare il decimo anniversario della Rivoluzione di luglio, che aveva portato al potere Luigi Filippo I, con la costruzione della Colonna di luglio in Place de la Bastille a Parigi. Berlioz aveva poca simpatia per il regime, ma accettò l'incarico di scrivere l'opera che gli fruttò la somma di 10.000 franchi e gli permise di tornare allo stile delle feste di musica all'aperto della Rivoluzione francese degli anni 1790 e, a differenza di altre sue opere sinfoniche, mostrò poco l'influenza di Beethoven. In realtà, si ritiene che gran parte del lavoro si basi su materiale che era stato composto molto prima, come la mai rappresentata Fête musicale funèbre del 1835.

La sinfonia fu inizialmente scritta per una banda militare di 200 elementi che doveva accompagnare la sfilata che avrebbe dovuto trasportare le bare di coloro che erano morti combattendo nella rivoluzione del 1830 verso la sepoltura sotto una colonna commemorativa che era stata costruita sul sito della Bastiglia. Il giorno della sfilata, poco poté essere udito a causa della folla urlante che si accalcava lungo la strada. Tuttavia, il lavoro era stato un tale successo al momento della prova generale che vennero date due esecuzioni nel mese di agosto. La composizione divenne una delle opere più popolari del compositore durante la sua vita. Berlioz rivide il lavoro nel 1842, con l'aggiunta di archi e di coro finale su parole di Antony Deschamps.

La sinfonia è in tre movimenti (gli ultimi due vengono eseguiti assieme):

  1. Marche funèbre Per opinione generale, il movimento di maggior successo. La gestione di Berlioz degli strumenti a fiato è stata particolarmente apprezzata da Richard Wagner.

  2. Oraison funèbre Berlioz riutilizzò un'aria dal III atto della sua opera Les francs-juges, sostituendo la voce con un trombone.

  3. Apothéose Marcia trionfale in Si♭ maggiore.

FRANCO JAVARONE

Franco Javarone, nasce il 17 Febbraio 1943.

Attore italiano.

#Javarone #FrancoJavarone #Italy #Movie #Fellini #Theater #TV #Brecht #Shakespeare

Filmografia

Cinema

  • Attenzione alla puttana santa

  • La città gioca d'azzardo

  • Prova d'orchestra, regia di Federico Fellini

  • L'isola degli uomini pesce

  • Giallo napoletano

  • Buone notizie

  • Il bandito dagli occhi azzurri

  • Il minestrone

  • Lacrime napulitane

  • Ad ovest di Paperino, regia di Alessandro Benvenuti

  • Grog

  • State buoni se potete, regia di Luigi Magni

  • Occhio, malocchio, prezzemolo e finocchio

  • Metropoli

  • Se tutto va bene siamo rovinati

  • Così parlò Bellavista, regia di Luciano De Crescenzo

  • Mi faccia causa,

  • Mai con le donne

  • Tre giorni ai tropici

  • Paura e amore

  • 32 dicembre, regia di Luciano De Crescenzo

  • Se lo scopre Gargiulo

  • La voce della Luna, regia di Federico Fellini

  • Morte di un matematico napoletano

  • Il viaggio della sposa

  • Pinocchio, regia di Roberto Benigni


Televisione

  • Oltre il duemila

  • Le rose di Danzica

  • Dramma d'amore

  • Sogni e bisogni

  • Aeroporto internazionale

  • Investigatori d'Italia

  • Il conto Montecristo

  • Un nuovo giorno

Teatro

  • Ubu S.p.A., regia di Michele Del Grosso, Teatro Instabile di Napoli (1967)

  • Il figlio di Pulcinella di Eduardo De Filippo, regia di Gennaro Magliulo, Teatro Mercadante di Napoli (1968)

  • Barbablù di Massimo Dursi, regia di Lamberto Puggelli, Piccolo Teatro di Milano (1973)

  • L'opera da tre soldi di Bertolt Brecht, regia di Giorgio Strehler, Piccolo Teatro di Milano (1974)

  • Scarpettiana di Vincenzo Scarpetta, regia di Mico Caldieri, Teatro San Ferdinando di Napoli (1974)

  • La tempesta di William Shakespeare, regia di Virginio Puecher, Teatro romano di Verona (1975)

  • La nuova colonia di Luigi Pirandello, regia di Virginio Puecher, Teatro Quirino di Roma (1975)

  • Annella a Portacapuana di Enrico Alvino, regia di Maria Antonietta Romano, Teatro Cilea di Napoli (1975)

  • La gatta Cenerentola di Roberto De Simone, Festival dei Due Mondi di Spoleto (1976)

  • La cortigiana di Pietro Aretino, regia di Giancarlo Sbragia, Teatro della Pergola di Firenze (1976)

  • Il vizio assurdo di Davide Lajolo, e con adattamento teatrale insieme a Diego Fabbri, regia di Giancarlo Sbragia, Teatro Metastasio di Prato (1976)

  • Sogno di una notte di mezza estate di William Shakespeare, traduzione, elaborazione e regia di Tato Russo, Villa Pignatelli di Napoli (1979)

  • In alto mare di Sławomir Mrożek, regia di Lucio Allocca, Teatro San Carluccio di Napoli (1980)

  • Il re applaude di e regia di Tonino Conte, Teatrino di Corte del San Carlo (1981)

  • I figli di Iorio di Ugo Gregoretti, Teatro Stabile di Torino (1985)

  • Pulcinella di Manlio Santanelli, regia di Maurizio Scaparro, Mark Hellinger Broadway Theatre di New York (1987)

  • Fatto di Cronaca di Raffaele Viviani, Festival dei due mondi di Spoleto, regia di Maurizio Scaparro (1987)

  • Miseria e nobiltà di Eduardo Scarpetta, regia di Mario Scarpetta, Piccolo Eliseo di Roma (1987)

  • Prima pagina, adattamento di Maraini, Vitti, Russo, regia di Giancarlo Sbragia, Teatro Eliseo di Roma (1988)

  • Piccola città di Thornton Wilder, regia di Giancarlo Sbragia, Teatro La Pergola di Firenze (1989)

  • La grande magia di Eduardo De Filippo, regia di Giorgio Strehler, Piccolo Teatro di Milano (1990)

  • Cafè Chantant di Eduardo Scarpetta, regia di Tato Russo, Teatro Bellini di Napoli (1991)

  • L'uomo, la bestia e la virtù di Luigi Pirandello, regia di Nello Mascia, Torre del Greco (1995)

  • La musica dei ciechi di Raffaele Viviani, regia di Antonio Calenda, Politeama Rossetti di Trieste (1996)

  • Quando il marito va a caccia di Georges Feydeau, regia di Piero Maccarinelli, Teatro San Babila di Milano (1997)

  • Eleonora di e regia di Roberto De Simone, Teatro di San Carlo di Napoli (1999)

  • Histoire du soldat di Igor Stravinsky, regia di Gianni Caroli, Teatro San Ferdinando di Napoli (1999)

  • Il dramma del chiedere, di Peter Handke, regia di Umberto Cantone, Chiesa dello Spasimo di Palermo (1999)

  • L'Avaro di Molière, regia di Jérome Savary, manifestazione: Palermo in scena (2000)

  • Il ratto dal serraglio di Wolfgang Amadeus Mozart, regia Roberto De Simone, Villa Favorita di Portici (2004)

  • La' ci darem la mano, regia di Roberto De Simone, Teatro Quirino di Roma (2007)

  • Socrate immaginario di Paisiello, regia di Roberto De Simone, Teatro alla Scala di Milano (2007)

  • Il povero Piero di Achille Campanile, regia e scene di Pietro Carriglio, Teatro Biondo Stabile di Palermo (2007)

  • Lo Vommaro a duello di e regia di Roberto De Simone, Teatro Mercadante di Napoli (2008)

  • Atto senza parole e altri testi di Samuel Beckett, regia di Pierpaolo Sepe, Teatro Stabile di Napoli (2009)

  • Il maestro di cappella di Domenico Cimarosa, regia Lamberto Puggelli, Teatro di San Carlo di Napoli (2012)

  • L'inferno di Dante di Paolo Barbieri, Accademia di belle arti di Napoli (2013) – lettura

  • Il guardiano di Harold Pinter, regia di Nello Mascia, Nuovo Teatro Sanità di Napoli (2016)

  • Requiem per due Serve, liberamente tratto da Jean Genet, scritto da Fabio Brescia, regia di Gerardo D'Andrea, Nuovo Teatro Sanità di Napoli (2017)

  • 1261 ma non li dimostra di e regia di Roberto De Simone, Conservatorio di musica San Pietro a Majella (2017)


,MUSICA - ORGANO - C.M. WIDOR - ALLEGRO DALLA VI SINFONIA


 Allegro dalla VI Sinfonia - C.M. Widor

MUSICA - ORGANO - C. BALBASTRRE - MAGNIFICAT DU 1ER TON

 Magnificat du 1er Ton - C. Balbastre  #Music   #Organ   #Video