domenica 24 settembre 2017

CHIESA – GIUSTO PENSIERO DI PAPA BENEDETTO XVI SULLA CHIESA

La Chiesa non è un "self service" nel quale ognuno si sceglie quello che gli piace, quello che egli giudica vada bene oggi e sia accettabile per la sua Vita.

La Sacra Scrittura non è un "supermarket" nel quale ci si sceglie alcune cose che si pensa possano piacere, lasciando stare il resto; essa è invece l'aprirsi di Dio a noi nell'indicarci la via.

E alla Chiesa è conferito il compito e data la potestà di affermare il vero senso di essa in modo definitivo e vincolante.

Questo forse oggi non ci piace perché abbiamo una grande Idea della Libertà, l'idea per cui ognuno in realtà dovrebbe potere immaginare da sé il cristianesimo che più gli confà...


(Joseph Ratzinger - dall'Omelia del 22 Agosto 1999 nella St. Johannes Kirche, in "Le Omelie di Pentling").

ORGANO – CHIESA DI SAN CARLO BORROMEO – VIGEVANO ( PAVIA )

Organo Alessandro Mentasti, 1884

Disposizione fonica :

Unione Pedali alla Tastiera                            Principale 16' Bassi
Terza mano                                                    Principale 16' Soprani
Voce umana Soprani                                      Principale 8' Bassi
Fagotto 8' Bassi                                             Principale 8' Soprani
Trombe 8' Soprani                                          Ottava 4' Bassi
Corno inglese 16' Soprani                              Ottava 4' Soprani
Viola 4' Bassi                                                 Duodecima Bassi
Viola 4' Soprani                                             Duodecima Soprani
Flauto traverso 8' Soprani                              Decima quinta 2'
Bombardone 16' ai Pedali                             Ripieno due file
Contrabbasso 16' e Ottava                            Ripieno tre file




Totale canne : 820

STORIA DELL'ARTE – ARTE ROMANICA SETTENTRIONALE – 3

Gli Scultori romanici si ispirarono alle opere della tarda antichità presenti sul territorio in cui vivono. Riproducono i volumi pieni delle forme tardo-antiche, superando così i rilievi piatti dell'Arte bizantina e il gusto per l'ornamentazione stilizzata tipica di quella barbarica.
Come per la Pittura, anche alla Scultura è affidata l'importantissima funzione di istruire i Fedeli.
La grandissima maggioranza della popolazione non sa né leggere né scrivere, quindi la trasmissione della Fede e della Cultura passa attraverso gli insegnamenti orali e, soprattutto, attraverso le immagini.

Le riproduzioni delle figure umane presentano quindi volti espressivi e grande attenzione viene riservata alla riproduzione dei gesti : è tramite i gesti, infatti, che l'osservatore può individuare facilmente il ruolo e il significato attribuito ai personaggi. Per rendere chiare e leggibili le opere, talvolta vengono accentuati in modo sproporzionato i volti e gli arti delle figure.

Oggetto delle raffigurazioni sono i tradizionali temi religiosi : le Storie della Creazione e gli episodi della Vita di Cristo. Sui portali viene spesso riprodotto anche il Giudizio Universale, dove Cristo siede sul trono all'interno di una mandorla, simbolo bizantino della divinità.

Accanto ai temi religiosi compaiono però anche nuovi soggetti, allegorici e profani, illustrati attraverso la riproduzione delle diverse attività umane, le stagioni, i mesi, le costellazioni e i segni zodiacali, che simboleggiano i cicli della vita.
Ricorrenti sono anche figure di animali fantastici, ispirate alle leggende e alle tradizioni popolari : draghi, sirene, grifoni, figure demoniache, ai quali però spesso è attribuito un preciso significato simbolico.
Queste figure mostruose si trovano spesso schiacciate nelle forme architettoniche che le ospitano,a  significare come la potenza del bene, derivante dalla Fede, riesca a imprigionare e a bloccare il male.

Un elemento scultoreo spesso presente nelle Chiese romaniche è il leone ' stiloforo '.
Utilizzato come simbolo del Bene ripropone lo stesso antichissimo messaggio : la belva protegge la porta, segna il passaggio tra il mondo sacro e quello profano, tra il ' dentro ' e il ' fuori '.
Il leone è anche simbolo della Resurrezione, in quanto si pensava che i cuccioli di leone appena nati giacessero come morti finché il leone padre alitava sui loro corpi risvegliandoli. I leoni rappresentano anche la forza con cui Cristo difendeva la sua Chiesa e le sue Cattedrali.

Fra i più importanti Scultori del Romanico va ricordato Wilgelmo, autore della decorazione della facciata della Cattedrale di Modena. I rilievi mostrano immediatezza espressiva e forza della sintesi che superano il naturalismo romano e l'astrazione bizantina.

Fondamentale anche l'opera di Benedetto Antelami che scolpisce i rilievi della Cattedrale e del Battistero di Parma tra i quali la Deposizione di Cristo, bassorilievo di grande effetto drammatico.

A Parma Antelami progetta anche il Battistero con il suo complesso scultoreo.
La costruzione si presenta a pianta ottagonale con un rivestimento di marmi rosa. Nella parte inferiore si aprono 3 grandi portali ad arco riccamente decorati e scolpiti.


All'interno Antelami scolpisce le raffigurazioni allegoriche dei 12 mesi. Il linguaggio è molto realista pur nel simbolismo delle scene. C'è un senso classico nelle pieghe delle vesti e nella posa equilibrata ma anche una semplificazione e un'immediatezza maggiori.

DANTE ALIGHIERI - DIVINA COMMEDIA - INFERNO - CANTO XXVI

INFERNO CANTO XXVI


Godi, Fiorenza, poi che se’ sì grande,
che per mare e per terra batti l’ali,
e per lo ’nferno tuo nome si spande!

Tra li ladron trovai cinque cotali
tuoi cittadini onde mi ven vergogna,
e tu in grande orranza non ne sali.

Ma se presso al mattin del ver si sogna,
tu sentirai di qua da picciol tempo
di quel che Prato, non ch’altri, t’agogna.

E se già fosse, non saria per tempo.
Così foss’ei, da che pur esser dee!
ché più mi graverà, com’più m’attempo.

Noi ci partimmo, e su per le scalee
che n’avea fatto iborni a scender pria,
rimontò ’l duca mio e trasse mee;

e proseguendo la solinga via,
tra le schegge e tra ’ rocchi de lo scoglio
lo piè sanza la man non si spedia.

Allor mi dolsi, e ora mi ridoglio
quando drizzo la mente a ciò ch’io vidi,
e più lo ’ngegno affreno ch’i’ non soglio,

perché non corra che virtù nol guidi;
sì che, se stella bona o miglior cosa
m’ha dato ’l ben, ch’io stessi nol m’invidi.

Quante ’l villan ch’al poggio si riposa,
nel tempo che colui che ’l mondo schiara
la faccia sua a noi tien meno ascosa

come la mosca cede alla zanzara,
vede lucciole giù per la vallea,
forse colà dov’e’ vendemmia e ara:

di tante fiamme tutta risplendea
l’ottava bolgia, sì com’io m’accorsi
tosto che fui là ’ve ’l fondo parea

E qual colui che si vengiò con li orsi
vide ’l carro d’Elia al dipartire,
quando i cavalli al cielo erti levorsi,

che nol potea sì con li occhi seguire,
ch’el vedesse altro che la fiamma sola,
sì come nuvoletta, in sù salire:

tal si move ciascuna per la gola
del fosso, ché nessuna mostra ’l furto,
e ogne fiamma un peccatore invola.

Io stava sovra ’l ponte a veder surto,
sì che s’io non avessi un ronchion preso,
caduto sarei giù sanz’esser urto.

E ’l duca che mi vide tanto atteso,
disse: «Dentro dai fuochi son li spirti;
catun si fascia di quel ch’elli è inceso».

«Maestro mio», rispuos’io, «per udirti
son io più certo; ma già m’era avviso
che così fosse, e già voleva dirti:

chi è ’n quel foco che vien sì diviso
di sopra, che par surger de la pira
dov’Eteòcle col fratel fu miso?».

Rispuose a me: «Là dentro si martira
Ulisse e Diomede, e così insieme
a la vendetta vanno come a l’ira;

e dentro da la lor fiamma si geme
l’agguato del caval che fé la porta
onde uscì de’ Romani il gentil seme.

Piangevisi entro l’arte per che, morta,
Deidamìa ancor si duol d’Achille,
e del Palladio pena vi si porta».

«S’ei posson dentro da quelle faville
parlar», diss’io, «maestro, assai ten priego
e ripriego, che ’l priego vaglia mille,

che non mi facci de l’attender niego
fin che la fiamma cornuta qua vegna;
vedi che del disio ver’ lei mi piego!».

Ed elli a me: «La tua preghiera è degna
di molta loda, e io però l’accetto;
ma fa che la tua lingua si sostegna.

Lascia parlare a me, ch’i’ ho concetto
ciò che tu vuoi; ch’ei sarebbero schivi,
perch’e’ fuor greci, forse del tuo detto».

Poi che la fiamma fu venuta quivi
dove parve al mio duca tempo e loco,
in questa forma lui parlare audivi:

«O voi che siete due dentro ad un foco,
s’io meritai di voi mentre ch’io vissi,
s’io meritai di voi assai o poco

quando nel mondo li alti versi scrissi,
non vi movete; ma l’un di voi dica
dove, per lui, perduto a morir gissi».

Lo maggior corno de la fiamma antica
cominciò a crollarsi mormorando
pur come quella cui vento affatica;

indi la cima qua e là menando,
come fosse la lingua che parlasse,
gittò voce di fuori, e disse: «Quando

mi diparti’ da Circe, che sottrasse
me più d’un anno là presso a Gaeta,
prima che sì Enea la nomasse,

né dolcezza di figlio, né la pieta
del vecchio padre, né ’l debito amore
lo qual dovea Penelopé far lieta,

vincer potero dentro a me l’ardore
ch’i’ ebbi a divenir del mondo esperto,
e de li vizi umani e del valore;

ma misi me per l’alto mare aperto
sol con un legno e con quella compagna
picciola da la qual non fui diserto.

L’un lito e l’altro vidi infin la Spagna,
fin nel Morrocco, e l’isola d’i Sardi,
e l’altre che quel mare intorno bagna.

Io e ’ compagni eravam vecchi e tardi
quando venimmo a quella foce stretta
dov’Ercule segnò li suoi riguardi,

acciò che l’uom più oltre non si metta:
da la man destra mi lasciai Sibilia,
da l’altra già m’avea lasciata Setta.

"O frati", dissi "che per cento milia
perigli siete giunti a l’occidente,
a questa tanto picciola vigilia

d’i nostri sensi ch’è del rimanente,
non vogliate negar l’esperienza,
di retro al sol, del mondo sanza gente.

Considerate la vostra semenza:
fatti non foste a viver come bruti,
ma per seguir virtute e canoscenza".

Li miei compagni fec’io sì aguti,
con questa orazion picciola, al cammino,
che a pena poscia li avrei ritenuti;

e volta nostra poppa nel mattino,
de’ remi facemmo ali al folle volo,
sempre acquistando dal lato mancino.

Tutte le stelle già de l’altro polo
vedea la notte e ’l nostro tanto basso,
che non surgea fuor del marin suolo.

Cinque volte racceso e tante casso
lo lume era di sotto da la luna,
poi che ’ntrati eravam ne l’alto passo,

quando n’apparve una montagna, bruna
per la distanza, e parvemi alta tanto
quanto veduta non avea alcuna.

Noi ci allegrammo, e tosto tornò in pianto,
ché de la nova terra un turbo nacque,
e percosse del legno il primo canto.

Tre volte il fé girar con tutte l’acque;
a la quarta levar la poppa in suso
e la prora ire in giù, com’altrui piacque,

infin che ’l mar fu sovra noi richiuso». 

venerdì 22 settembre 2017

ORNELLA VANONI

Ornella Vanoni, nasce a Milano il 22 Settembre 1934.
Cantante, Attrice italiana. 

È l'Artista femminile italiana dalla carriera in assoluto più longeva: costantemente in attività dal 1956, è considerata una delle migliori interpreti, tra le più note ed importanti, della Musica leggera italiana.

Dotata di uno stile interpretativo unico e assai sofisticato, nonché di una timbrica vocale fortemente riconoscibile, che ne caratterizzano la forte personalità artistica, Ornella Vanoni vanta un ampio e poliedrico Repertorio che spazia dalle Canzoni della mala alla bossa nova, dal soul al jazz, con particolare attenzione alla canzone d’autore italiana.

I suoi esordi risalgono alla seconda metà degli Anni '50, sotto la guida di Giorgio Strehler, di cui era diventata giovane compagna durante la frequentazione dell'Accademia di Arte Drammatica del Piccolo Teatro di Milano, giungendo alla notorietà come "cantante della mala": Ma mi, Le mantellate, Hanno ammazzato il Mario, divengono brani-simbolo di un filone musicale a metà fra il folk e la Canzone teatrale, che Strehler e i suoi collaboratori inventano appositamente per lei.

Filmografia :

Cinema :

Romolo e Remo, regia di S. Corbucci
Col ferro e col fuoco
Canzoni in bikini
Amori pericolosi
I ragazzi dell’Hully Gully
Per un pugno di canzoni
Cabaret
I viaggiatori della sera, regia di U. Tognazzi
Il cielo sotto la polvere
Ma che bella sorpresa



Discografia :

Album :

Ornella Vanoni
Rugantino
Le canzoni di Ornella Vanoni
Caldo
Ornella
Ai miei amici cantautori 1 – 2
Appuntamento con Ornella Vanoni
Un gioco senza età
Dettagli
A un certo punto
Uomo mio bambino mio
La voglia, la pazzia, l’incoscienza, l’allegria
Più
Canzoni da films
Io dentro
Io fuori
Vanoni
Meu Brasil
Oggi le canto così 1 – 2 – 3 – 4 , Paoli e Tenco
Ricetta di donna
Uomini
Il giro del mondo
Stella nascente
Sheherazade
Sogni proibiti
Ti ricordi? Non non mi ricordo, con Gino Paoli
Meticci

CD - BRAHMS - COMPLETE ORGAN WORKS

In questo Cd il Maestro Robert Parkins esegue l'integrale per Organo di J. Brahms.

Il Maestro suona l'Organo Flentrop nella Cappella del Duke University, negli U.S.A. .

Incisione del 1994.

Prelude and Fugue in G minor
Fugue in A Flat minor
11 Chorale Preludes, Op. 122 :
- Mein Jesu, der du mich
- Herzliebster Jesu
- O Welt, ich muss dich lassen
- Herzlich tut mich erfreuen
- Schmucke dich, o liebe Seele
- O wie selig seid ihr doch
- O Gott, du frommer Gott
- Es ist ein Ros' entsprungen
- Herzlich tut mich verlangen
- Herzlich tut mich verlangen
- O Welt, ich muss dich lassen
Chorale Prelude and Fugue in A minor on O Traurigkeit, O Herzleid
Prelude and Fugue in A minor

Organista : R. Parkins

Edizioni : Naxos


L'ORATORIO MUSICALE

L'Oratorio è una Composizione Musicale d'ispirazione religiosa, ma non liturgica, con trama compiuta, presentata in forma narrativa ma senza rappresentazione scenica, mimica e personaggi in costume; viene fatto derivare dalla Lauda cinquecentesca. 

Più ancora che in quella, qui la musica ha lo stesso carattere e il medesimo stile di quelle che saranno, da lì a poco, le Opere Teatrali puramente intese. Viene definito in diversi modi: historia, melodramma, cantata e dialogo.

La Forma musicale dell'Oratorio (in latino ' oratorium ' era il genuflessorio) prende il nome dall'Oratorio del Crocifisso in Roma, un piccolo locale in cui già intorno al 1600 si svolgevano i cosiddetti «Esercizi dell'Oratorio», riunioni di fedeli durante le quali si pregava, si compivano esercizi spirituali e si cantava. Inizialmente la musica era costituita da semplici Mottetti che tuttavia, specialmente nei giorni di festa, assumevano una aspetto di dramma in Stile Monodico detto «Dialogo» o «Historia».

In un secondo tempo, la parola indicò anche l'insieme degli esercizi svolti in quel luogo, ed infine, quando la componente musicale prese il sopravvento, la definizione venne principalmente riferita all'Oratorio musicale. In questa accezione è registrato dal poeta e autore di Oratori F. Balducci attorno al 1625.

Inizialmente, negli oratori le vicende venivano "raccontate" da un Poeta o da una Musa; poi fu introdotta la figura di un ' historicus ' (lo storico) ed infine si giunse all'intervento di solisti per rappresentare i diversi personaggi biblici. La Composizione aveva il suo culmine con un sermone eseguito dal Coro.
Il Diluvio Universale di M. Falvetti è un esempio di Oratorio.
Tra le cause che sospinsero la trasformazione della Lauda in Oratorio, va indicata la contro-riforma cattolica. In questo periodo, a Roma, prese consistenza letteraria l'Oratorio latino, presso il SS. Crocifisso nella Chiesa di S. Marcello al Corso.

All'oratorio in latino ( G. Carissimi ne fu uno dei massimi Esponenti ) seguì presto una produzione in volgare che si diffuse oltre che a Roma – luogo di origine di questo genere musicale – anche a Firenze, Bologna e Venezia; uno dei suoi compositori più affermati fu in questo senso Alessandro Stradella.

La produzione dell'Oratorio, ben presto, riguardò anche altri Paesi europei, ed a Vienna ( Austria ) il primo esempio di oratorio in stile italiano, si ebbe nel 1649; l'Oratorio viennese si distinse da quello originale, perché anziché svolgersi nelle Chiese e per il pubblico, era rivolto ai nobili e il luogo prescelto era la Corte.

Nel XVIII Secolo con l'avvento sulla scena musicale di G.F. Haendel, l'Oratorio – sebbene sempre privo di azione scenica e con la naturale tematica religiosa di fondo – si andò sempre più avvicinando agli stilemi di quello che sarà il moderno Melodramma.

Il Compositore sassone rappresentò i suoi primi oratori – 'Deborah' ed 'Athalia' – nel 1733; successivamente ne scrisse quattordici nell'arco di tredici anni, dal 1739 al 1752, fra cui i suoi capolavori sono il Messiah, rappresentato a Dublino nel 1742, il ' Saul ', ' Israel in Egypt ' e ' Semele '.
Due protagonisti assoluti dell'Oratorio, come peraltro del melodramma, furono Metastasio e Apostolo Zeno, quest'ultimo a Vienna sancì il ripristino delle unità aristoteliche, la prevalenza delle tematiche bibliche e l'introduzione del Coro.

Un altro grande compositore Autore di famosi Oratori è stato J.S. Bach.
Verso la fine del XVIII Secolo, un numero nutrito di Compositori, tra i quali F.J. Haydn e L. van Beethoven preferì discostarsi dal Dramma Religioso, scegliendo come argomento dell'Oratorio tematiche sentimentali e pre-romantiche.
Con l'emergere del romanticismo nacque la corrente dell'oratorio leggendario, che ebbe tra i suoi massimi esponenti F. Liszt e F. Mendelssohn.

In tempi più recenti, Lorenzo Perosi riprese e reinterpretò la tradizione degli Oratori italiani, legando la sua fama soprattutto a questo genere musicale, oltre che ai Mottetti.

PICCOLO LIBRO DI ANNA MAGDALENA BACH - PAUL BARTON




Nell'interpretazione al Pianoforte di Paul Barton sentiamo il ' Piccolo Libro di Anna Magdalena Bach '.

ORGANO - VINCENZO PETRALI - ' STUDIO PER ORGANO ' - ALESSANDRA MAZZANTI





Un bellissimo Brano di Vincenzo Petrali, eseguito in modo ottimo da parte di Alessandra Mazzanti.

giovedì 21 settembre 2017

21 SETTEMBRE – GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA PACE

La Giornata internazionale della Pace viene celebrata il 21 Settembre di ogni anno.

È stata istituita il 30 Novembre 1981 dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite tramite la risoluzione 36/67.

L'Assemblea dichiarò che il Giorno sarebbe stato osservato, il terzo giovedì di settembre ogni anno, come un giorno di Pace e di non-violenza, e volse un invito a tutte le nazioni e persone a cessare le ostilità durante il giorno.

La risoluzione invitava tutti gli Stati Membri, Organizzazioni del sistema delle Nazioni Unite, organizzazioni regionali e non governative ed individui a commemorare il giorno in maniera appropriata, sia attraverso l'educazione e la consapevolezza pubblica, sia nella cooperazione con le Nazioni Unite per la Pace globale.

Dopo una campagna di Jeremy Gilley e della Organizzazione ‘ Peace one day ‘, 7 Settembre del 2001, l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite approvò la risoluzione 55/282 tramite la quale dichiara che, a partire dal 2002, la Giornata Internazionale della Pace sarà celebrata il 21 Settembre di ogni anno, e questo sarebbe diventato il giorno del Cessate il fuoco.

Nel 2005 si tenne una Cerimonia al "Peace Bell" alle Nazioni Unite a New York ( U.S.A. ).

L'osservanza della Giornata Mondiale per la Pace sta cominciando ad essere sempre più diffusa, soprattutto nelle scuole con attività volte alla Pace.

L'11 ed il 21 Settembre 2003, il network MyPacis.com ha ospitato un "Blog carnival for Peace".


Lo scopo di questo blog è di simulare discussioni e trovare risposte per realizzare la vera Pace nel Mondo.

GLI 82 COMANDAMENTI DI ALEJANDRO JODOROWSKY

1. Focalizza la tua attenzione su te stesso. Sii cosciente in ogni momento di ciò che stai pensando, percependo, provando, desiderando e facendo
2. Finisci sempre ciò che hai iniziato
3. Qualunque cosa tu stia facendo, falla nel miglior modo possibile
4. Non attaccarti a niente che possa distruggerti nel corso del tempo
5. Sviluppa la tua generosità – ma fallo segretamente
6. Tratta chiunque come se fosse un parente stretto
7. Organizza quello che hai disorganizzato
8. Impara a ricevere e ringrazia per ogni regalo ricevuto
9. Smetti di definire te stesso
10. Non mentire e non rubare, perché facendolo menti a te stesso e rubi a te stesso
11. Aiuta il tuo vicino, ma non renderlo dipendente
12. Non incoraggiare altri ad imitarti
13. Fai piani di lavoro e portali a termine
14. Non occupare troppo spazio
15. Non fare movimenti o suoni inutili
16. Se ti manca la Fede, fingi di averla
17. Non permettere a te stesso di essere impressionato da personalità forti
18. Non considerare nessuno e niente come di tuo possesso
19. Condividi equamente
20. Non sedurre
21. Dormi e mangia solo il necessario
22. Non parlare dei tuoi problemi personali
23. Non esprimere giudizi o critiche quando sei ignorante della maggior parte dei fattori coinvolti
24. Non instaurare amicizie inutili
25. Non seguire le mode
26. Non vendere te stesso
27. Rispetta i contratti che hai firmato
28. Sii puntuale
29. Non invidiare mai la fortuna o il successo di qualcuno
30. Non dire più del necessario
31. Non pensare ai profitti che il tuo lavoro genererà
32. Non minacciare nessuno
33. Mantieni le tue promesse
34. Nelle discussioni, mettiti al posto dell’altra persona
35. Ammetti che qualcun altro potrebbe essere superiore a te
36. Non eliminare, trasforma
37. Sconfiggi le tue paure, perché ognuna di loro rappresenta un desiderio camuffato
38. Aiuta gli altri ad aiutare se stessi
39. Sconfiggi le tue avversioni e avvicinati a coloro che ti inspirano rifiuto
40. Non reagire a ciò che gli altri dicono di te, che siano lodi o colpe
41. Trasforma il tuo orgoglio in dignità
42. Trasforma la tua rabbia in creatività
43. Trasforma la tua avidità in rispetto per la bellezza
44. Trasforma la tua invidia in ammirazione per i valori dell’altro
45. Trasforma il tuo odio in carità
46. Non elogiare né insultare mai te stesso
47. Considera ciò che non ti appartiene come se ti appartenesse
48. Non protestare
49. Sviluppa la tua immaginazione
50. Non dare mai ordini per ottenere soddisfazione dall’ essere ubbidito
51. Paga per i servizi eseguiti per te
52. Non fare proseliti del tuo lavoro o delle tue idee
53. Non tentare di far provare agli altri nei tuoi confronti emozioni come pietà, ammirazione, compassione o complicità
54. Non tentare di distinguerti con la tua apparenza
55. Non contraddire; piuttosto, resta in silenzio
56. Non contrarre debiti; acquista e paga immediatamente
57. Se offendi qualcuno, chiedi il suo perdono; se hai offeso qualcuno pubblicamente, scusati pubblicamente
58. Quando realizzi di aver detto qualcosa di sbagliato, non persistere nell’ errore per orgoglio; piuttosto, ritratta immediatamente
59. Non difendere le tue vecchie idee semplicemente perché sei colui che le ha espresse
60. Non tenere oggetti inutili
61. Non adornare te stesso con idee esotiche
62. Non tenere le tue fotografie con persone famose
63. Non giustificarti con nessuno e tieni per te le tue opinioni
64. Non definire te stesso in base a ciò che possiedi
65. Non parlare a te stesso senza considerare che potresti cambiare
66. Accetta che niente ti appartiene
67. Quando qualcuno chiede la tua opinione circa qualcosa o qualcuno, parla solo delle sue qualità
68. Quando ti ammali, considera la tua malattia come il tuo maestro, non come qualcosa da odiare
69. Osserva direttamente e non nasconderti
70. Non dimenticare i morti cari, ma concedi loro uno spazio limitato e non permettergli di invadere la tua vita
71. Ovunque tu viva, trova sempre uno spazio da dedicare al Sacro
72. Quando offri un servizio, rendi il tuo sforzo poco appariscente
73. Se decidi di lavorare per aiutare gli altri, fallo con piacere
74. Se stai esitando tra il fare e il non fare, corri il rischio del fare
75. Non tentare di essere tutto per il tuo sposo/la tua sposa; accetta che ci siano cose che non puoi dargli/darle ma che altre persone possono
76. Quando qualcuno sta parlando ad un pubblico interessato, non contraddire quella persona e non rubare il suo pubblico
77. Vivi dei soldi che hai guadagnato
78. Non vantarti mai delle avventure amorose
79. Non glorificare mai la tua debolezza
80. Non fare visita a qualcuno solo per passare il tempo
81. Ottieni cose per poi condividerle
82. Se stai meditando e il diavolo appare, fai meditare anche il diavolo

GLI EQUINOZI

L'Equinozio (dal latino æquinoctium, ovvero «notte uguale» in riferimento alla durata del periodo notturno uguale a quello diurno) è quel momento della rivoluzione terrestre intorno al Sole in cui quest'ultimo si trova allo zenit dell'equatore. Esso avviene due volte durante l'anno solare e, in tale momento, il periodo diurno (ovvero quello di esposizione alla luce del Sole) e quello notturno sono uguali, giungendo i raggi solari perpendicolarmente all'asse di rotazione della Terra.

Gli equinozi occorrono a circa sei mesi di distanza l'uno dall'altro, più precisamente a Marzo e a Settembre del Calendario civile; analogamente ai Solstizi, essi sono convenzionalmente assunti come momento di avvicendamento delle stagioni astronomiche sulla Terra.

Nell'emisfero boreale l'equinozio di marzo segna la fine dell'inverno e l'inizio della primavera, mentre quello di settembre termina l'estate e introduce l'autunno. Viceversa accade nell'emisfero australe, dove l'autunno entra all'Equinozio di Marzo e la primavera in quello di settembre.

L'asse di rotazione terrestre non è perpendicolare al piano di rivoluzione orbitale intorno al Sole, essendo rispetto a questo inclinato mediamente di 23°27' (anche chiamata inclinazione del piano orbitale su quello equatoriale).

Ciò comporta che la luce del Sole non incida mai, in ogni istante, con la stessa angolazione, ma che vari costantemente.

Agli equinozi l'asse di rotazione terrestre si trova perpendicolare alla direzione dei raggi solari e quindi in ogni punto del pianeta dove il Sole superi l'orizzonte la durata diurna è uguale a quella notturna (eccezion fatta per le peculiarità terrestri dovute all'atmosfera, come descritto più avanti).

L'Equinozio di Marzo (quello di primavera nell'emisfero boreale) è anche detto punto vernale (o punto dell'Ariete o punto gamma dal simbolo della lettera greca, che ricorda appunto un Ariete), mentre quello dell'Equinozio d'autunno, a Settembre, viene anche chiamato punto della Bilancia . Tale notazione, di derivazione astrologica, oggi non è più valida, in quanto, a causa della precessione degli Equinozi (moto eccentrico dell'asse di rotazione su se stesso), tali punti non si trovano più nella costellazione da cui prendono il nome: attualmente infatti, all'Equinozio di Marzo il Sole si trova nella costellazione dei Pesci.

Sempre a causa della precessione equinoziale, l'equinozio di settembre risulta sempre tardivo (nel calendario arriva il 23 Settembre) rispetto a quello di marzo. La data astronomica dell'Equinozio di Marzo sta altresì anticipando sempre di più, tanto da cadere spesso il 20 Marzo e, a partire dal 2044 circa, saltuariamente anche il 19 Marzo: ciò è dovuto all'organizzazione dei giorni bisestili nel Calendario civile, che ha comportato il mantenimento dell'alternanza quadriennale per l'anno 2000 e causato quindi un progressivo spostamento di un giorno di tutti gli avvenimenti celesti fino al prossimo riallineamento previsto nell'anno 2100.

All'occhio di un osservatore sull'Equatore, agli Equinozi il sole sorge e tramonta rispettivamente all'est e all'ovest geografico, e a mezzogiorno è allo zenit; ciò comporta anche una durata del giorno pressoché identica a quella della notte.

Il centro del disco solare è sopra l'orizzonte per dodici ore consecutive, anche se il fenomeno di diffusione atmosferica della luce fa sì che la Terra sia illuminata già da circa mezz'ora prima dell'alba a circa mezz'ora dopo il tramonto; inoltre la rifrazione fa sì che la figura del Sole, che all'alba attraversa una porzione più spessa d'atmosfera, appaia in una posizione diversa da quella in cui dovrebbe essere visibile se non filtrata dall'atmosfera (es. sulla Luna, dove non esistono zone intermedie tra la luce piena e il buio assoluto); infine, le dimensioni del disco solare fanno sì che quando il suo centro supera la linea dell'orizzonte già una porzione di esso lo ha superato (o debba ancora superarlo, se al tramonto).

In entrambi gli equinozi il sole passa a sud del Tropico del Cancro e a nord di quello del Capricorno; allo zenit equatoriale il sole si trova declinato di 66°33' su entrambi i tropici e di 23° 27' su entrambi i circoli polari.

Gli equinozi segnano anche il momento di passaggio da un minore a un maggiore periodo di insolazione durante la giornata rispetto a quello di buio e viceversa: rispettivamente nell'emisfero boreale e in quello australe, immediatamente dopo l'equinozio di marzo il periodo di luce è maggiore (e minore) di quello di buio; viceversa accade dopo l'equinozio di settembre, in cui il periodo di luce solare nell'emisfero nord è più breve di quello di buio mentre in quello sud è maggiore.

Nella lista che segue i termini equinozio di marzo e settembre riguardano le celebrazioni legate al mese (e quindi indipendenti dall'emisfero), i termini primavera e autunno riguardano quelle feste che dipendono dalla stagione (e dunque dall'emisfero).

  • La festa del Nuovo Anno, nell'antica Mesopotamia, fa riferimento all'equinozio primaverile. In quanto la data di tale avvento, coincide con il segno zodiacale dell'Ariete, simbolo del Dio nazionale Marduk.
  • Sham El Nessim era un'antica festività egiziana le cui tracce risalgono a circa 4700 anni fa. Resta una delle feste pubbliche egiziane, cade il Lunedì e coincide con l'Equinozio di primavera.
  • I calcoli per il giorno di Pasqua nella Chiesa Cristiana (la prima domenica dopo la prima luna piena contemporanea o successiva all'Equinozio di Marzo), usa la sua definizione specifica dell'Equinozio - che capita sempre il 21 Marzo. Il giorno di Pasqua può capitare al più presto il 22 Marzo, ma mai oltre il 25 Aprile.
  • All'equinozio si collega anche la festività dell'Annunciazione e i vari capodanni ad essa legati come quello toscano e veneto, in uso fino al XVIII Secolo.
  • L'Equinozio di Settembre segna il primo giorno del Mehr o della Bilancia nel Calendario Iraniano. È una delle festività iraniane chiamate Jashne Mihragan, o il festival della condivisione dell'amore nello Zoroastrismo.
  • Durante l'Equinozio di primavera si celebra il Sabbat Wiccan di Ostara mentre durante l'Equinozio di autunno si celebra il Sabbat Wiccan di Mabon.
  • In Giappone il giorno dell'Equinozio di primavera (Marzoè una festa nazionale ufficiale che si trascorre visitando le tombe di famiglia e celebrando le riunioni di famiglia. In modo del tutto simile a Settembre c'è un giorno dell'equinozio d'autunno.
  • Il primo giorno dell'anno per i Tamil e i Bengali segue lo zodiaco Hindu e sono celebrati rispetto all'Equinozio di primavera siderale (14 Aprile). Quello Tamil viene festeggiato nello Stato dell'India del Sud del Tamil Nadu, l'altro viene festeggiato in Bangladesh e nello Stato dell'India dell'Est del Bengala Ovest.
  • Il giorno del Pianeta Terra venne celebrato inizialmente il 21 Marzo 1970, giorno dell'Equinozio. Attualmente è celebrato in diversi Stati il 22 Aprile.
  • In molti paesi arabi il Giorno della Madre viene celebrato nell'Equinozio di Marzo.
  • L'equinozio di settembre era il primo giorno dell'anno nel Calendario repubblicano francese, che venne usato dal 1793 al 1805. La Prima Repubblica Francese venne proclamata e la Monarchia francese abolita il 22 Settembre 1792 rendendo il giorno successivo (giorno dell'equinozio) il primo giorno dell'Era Repubblicana in Francia. L'inizio di ogni anno si doveva basare su calcoli astronomici (ovvero seguendo il vero corso del Sole e non la media degli altri Calendari).
  • Il festival del raccolto nel Regno Unito si celebra la Domenica della Luna piena più vicina all'Equinozio di Settembre.
  • Il festival di mezzo autunno si celebra il 15º giorno dell'8º mese lunare ed è una festa ufficiale in molti paesi dell'est asiatico. Dato che il calendario lunare non è in sincrono con il calendario gregoriano questa data può cadere un giorno qualsiasi tra la metà di settembre e l'inizio di ottobre.
  • La Giornata Mondiale della Narrazione è una celebrazione globale dell'arte orale della narrazione che viene celebrata ogni anno durante l'equinozio di primavera nell'emisfero nord, mentre il primo giorno dell'equinozio di autunno nell'emisfero sud.

BIBBIA - IL GALLO : INTELLIGENTE E AGGRESSIVO

Dotato di cresta, barbigli e coda piumata, il Gallo ( in ebraico ' sewki ', in greco ' alektor ' ) è noto nell'Antico Testamento come Animale dotato di ' intelligenza ' e ' aggressività '.

Tra le caratteristiche più note, vi è il ' canto ' che annuncia il giorno.

Il Gallo è menzionato durante l'ultima Cena nella predizione del rinnegamento di Simon Pietro.

Le narrazioni evangeliche concordano nel far seguire al triplice rinnegamento di Pietro il ' canto del Gallo ', anche se alcuni autori hanno dubitato della presenza reale di questo volatile nella Città Santa, ipotizzando il valore simbolico di tale episodio.

Assente del tutto nell'Antico Testamento, la Gallina ( in greco ' ornis ' ) è citata in occasione del lamento di Gesù su Gerusalemme, assumendo l'immagine della ' chioccia ' che si prende cura dei suoi piccoli.

Nell'insegnamento sulla provvidenza divina, Gesù fa cenno alle ' uova ' ( di gallina ), che erano comune alimento del suo tempo.

mercoledì 20 settembre 2017

CESARE ZAVATTINI

Cesare Zavattini, nasce a Luzzara il 20 Settembre 1902, muore nel 1989.
Sceneggiatore, Giornalista, Commediografo, Scrittore, Poeta.


In ambito cinematografico, Zavattini è da annoverare tra le figure più rilevanti del Neorealismo italiano.

Filmografia ( parziale ) :

  • Darò un milione
  • S. Giovanni Decollato
  • Teresa Venerdì, regia di V. De Sica
  • 4 passi fra le nuvole
  • I bambini ci guardano, regia di V. De Sica
  • La porta del cielo, regia di V. De Sica
  • La freccia nel fianco, regia di A. Lattuada
  • Sciuscià, regia di V. De Sica
  • Roma città libera
  • Ladri di biciclette, regia di V. De Sica
  • Il cielo è rosso
  • Miracolo a Milano, regia di V. De Sica
  • Bellissima, regia di L. Visconti
  • Il Cappotto, regia di A. Lattuada
  • Umberto D., regia di V. De Sica
  • Stazione Termini, regia di V. De Sica
  • Siamo donne
  • L'oro di Napoli, regia di V. De Sica
  • Il tetto, regia di V. De Sica
  • Il rossetto, regia di D. Damiani
  • La ciociara, regia di V. de Sica
  • Il sicario, regia D. Damiani
  • Il giudizio universale, regia di V. De Sica
  • Boccaccio '70, regia di V. De Sica
  • Il boom, regia di V. de Sica
  • Ieri, oggi, domani, regia di V. De Sica
  • Matrimonio all'italiana, regia di V. De Sica
  • Caccia alla volpe, regia di V. De Sica
  • Sette volte donna, regia di V. De Sica
  • Il viaggio, regia di V. De Sica
  • La veritaaaà

STORIA - BRECCIA DI PORTA PIA - 20 SETTEMBRE 1870

La Presa di Roma, nota anche come Breccia di Porta Pia, fu l'episodio del Risorgimento che sancì l'annessione di Roma al Regno d’Italia.

Avvenuta il 20 Settembre 1870, decretò la fine dello Stato Pontificio quale entità storico-politica e un momento di profonda rivoluzione nella gestione del Potere temporale da parte dei Papi.

L'anno successivo la Capitale d’Italia fu trasferita da Firenze a Roma (Legge 3 Febbraio 1871, n. 33). 
L'anniversario del 20 Settembre è stato Festività Nazionale fino alla sua abolizione nel 1930, a seguito della firma dei Patti Lateranensi.

Nonostante l'importanza storica dei fatti (la riunione di Roma all'Italia e la fine dello Stato Pontificio), dal punto di vista militare l'operazione non fu di particolare rilievo: infatti la assai debole resistenza opposta dall'esercito pontificio (complessivamente 15.000 uomini, tra cui dragoni pontifici, volontari provenienti per lo più da Francia, Austria, Baviera, Paesi Bassi, Irlanda, Spagna, ma soprattutto Zuavi, al comando dal Generale Kanzler) ebbe soprattutto valore simbolico.


Sulle ragioni per cui Papa Pio IX non oppose una ferma resistenza sono state fatte varie ipotesi: la più accreditata è quella della rassegnazione della Santa Sede all'impossibilità di evitare la conquista dell'Urbe da parte del contingente italiano. 
La volontà del Papa fu quindi di mettere da parte ogni ipotesi di risposta militare all'attacco italiano. È infatti noto che l'allora segretario di stato, il Cardinale Giacomo Antonelli, abbia dato ordine al generale Kanzler di ritirare le truppe entro le mura e di limitarsi ad un puro atto di resistenza formale, quale poi fu quello opposto alle truppe di Cadorna.


LA ' MASCHERA TEATRALE '

Maschera, nella Commedia dell'Arte, sta a indicare i Personaggi stilizzati che indossano, appunto,Maschere, insieme a costumi caratteristici e che si esprimono con gesti codificati.

Le Maschere della Commedia dell'Arte provengono da una stilizzazione della Maschera del Volto del Demonio, questo per quanto riguarda le Maschere degli Zanni, in altri casi, come ad esempio per Pantalone o Pulcinella è soltanto una grottesca caricatura del Tipo teatrale rappresentato.
Il rapporto tra la Maschera del Demonio o il Volto animalesco del demonio nell'iconografia del '400-'500, è palese anche se la maschera dello Zanni perde le caratteristiche corna del diavolo anche se un resto di un cornetto è sempre presente nelle Maschere ' zannesche ' come in quella di Arlecchino.
Alcuni Personaggi femminili, come Colombina, rientrano nella Categoria delle 'Maschere' pur non indossandone una: in questo caso l'elemento caratterizzante sono le stilizzazioni di Movimento e di Recitazione, che rendono il personaggio molto diverso dai Personaggi ordinari (per esempio, le coppie classiche di 'amorosi').
Nei Teatri Veneziani del '700, gli Inservienti Teatrali portavano anch'essi una Maschera ed un Tricorno. Da questo, si indica comunemente col termine 'Maschera' anche l'Inserviente Teatrale che si occupa dell'Accompagnamento e sistemazione del Pubblico in Sala.

I più noti Personaggi della Commedia dell'Arte italiana :


  • Il Capitano è il Militare spaccone e buffonesco
  • Zanni è la più antica maschera del servo, da cui si sono originati nel tempo molti altri Personaggi.
  • Arlecchino, notissima Maschera bergamasca, è il servo imbroglione, perennemente affamato
  • Pulcinella è la notissima maschera napoletana.
  • Balanzone, conosciuto anche come il Dottore, è un Personaggio serioso e presuntuoso.
  • Beltrame, è una Maschera di origine milanese nata nel Cinquecento.
  • Brighella, spesso nei panni di "primo Zanni", è il servo furbo, in contrapposizione con il "secondo Zanni ", Arlecchino.
  • Cagnera, Maschera di Pesaro
  • Cassandro è una Maschera di "vecchio", come Pantalone, e ha caratteristiche simili a quest'ultimo.
  • Colombina è la servetta. Fa spesso coppia con Arlecchino, e le sue doti sono la malizia e una certa furbizia e senso pratico.
  • Galbusera, Maschera monzese di fine Ottocento.
  • Gioppino, raffigurato con tre gozzi, Maschera di Bergamo
  • Gianduja, Maschera popolare torinese di origini astigiane.
  • Meneghino è la Maschera 'simbolo' della città di Milano
  • Pantalone, o il Magnifico, è una famosissima Maschera veneziana. Anziano mercante, entra spesso in competizione con i giovani nel tentativo di conquistare qualche giovane donna
  • Scaramouche è una Maschera italiana, ma che riscosse un grande successo in Francia, ed entra nel novero dei Capitani.