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LUDOVICO ARIOSTO

Ludovico Ariosto nasce l'8 Settembre 1474, muore il 6 Luglio 1533.

Grandissimo Poeta e Commediografo, autore dell'Orlando Furioso (1516-1532).
È considerato uno degli Autori più celebri e influenti del suo tempo.

Le sue Opere, il Furioso in particolare, simboleggiano una potente rottura degli standard e dei canoni epocali.
La sua Ottava, definita "Ottava d'oro", rappresenta uno dei massimi della letteratura pre-illuminista.

Orlando Furioso :

L'Opera fonde insieme la materia carolingia con quella bretone. Le vicende dei Personaggi si intrecciano continuamente, costituendo molteplici fili narrativi tutti armonicamente tessuti insieme. La trama ruota intorno a tre motivi: epico ( lotta tra pagani e cristiani), amoroso (passione amorosa di Orlando per Angelica ) ed encomiastico ( amore di Ruggero e Bradamante dalla cui unione discenderà la Casa d'Este ).

Composizione dell'Opera :

Ludovico Ariosto iniziò la prima stesura nel 1505 circa.
Le vicende di Orlando e dei paladini di Carlo Magno erano già molto note alla Corte estense di Ferrara grazie a M.M. Boiardo, quando l'intellettuale cortigiano Ariosto comincia a scrivere il nuovo Romanzo. La Trama si sviluppa a partire dalla storia dell'Amore fra Angelica e Orlando dal punto in cui questa si interrompeva (e vi sono alcuni rimandi ironici a fatti antecedenti). La materia cavalleresca, i Luoghi e i Personaggi principali sono gli stessi, ma l'elaborazione di tutti gli elementi risponde a una ricerca letteraria molto più profonda. I Personaggi acquistano una dimensione psicologica potente, il racconto diviene un insieme organico di vicende intrecciate in un'architettura di complessità grandiosa grazie all'utilizzo dell'Entrelacement (tecnica molto utilizzata nel Romanzo cortese-cavalleresco).
La veste linguistica è completamente rivista, dando vita ad una forma di comunicazione letteraria del tutto nuova.
La prima Edizione dell'Orlando Furioso, in 40 Canti, fu pubblicata a Ferrara nell'Aprile 1516, per l'Editore G. Mazocco. Portava una dedica al Cardinale Ippolito d'Este il quale, poco interessato alla Letteratura, non mostrò alcun apprezzamento. Il nuovo Poema di Ariosto differiva dalle Opere letterarie precedenti: non è più, in senso stretto un Poema di Corte, ma è la prima Opera letteraria di intrattenimento ad essere pensata e curata per la pubblicazione a stampa, cioè per la diffusione presso un pubblico più vasto possibile. Si tratta perciò della prima, grande Opera di letteratura moderna nella Cultura occidentale.
L'Edizione del 1516 aveva molte imperfezioni, dal punto di vista dell'Autore, che si impegnò subito in una lunga revisione. Questa prima edizione è pensata in primo luogo per divertire la corte e per celebrare la famiglia estense. Ariosto è proiettato in una prospettiva municipale, la lingua dell'opera è una ricca fusione di termini toscani, padani e latineggianti.
Nella seconda Edizione, pubblicata a Ferrara nel 152, c'è una revisione della lingua, ora molto più orientata al toscano. Non ci sono modifiche di rilievo nella struttura narrativa, nonostante fra il 1518 e il '19 l'Autore avesse ideato cinque nuovi Canti (poi espunti). Queste due Edizioni erano però ancora molto diverse da quella finale. Nel frattempo, Ariosto si rese conto che l'opera aveva la portata di un capolavoro: prima della terza edizione l'opera aveva già avuto 17 ristampe.
La terza Edizione fu pubblicata nel 1532. Ariosto aveva rielaborato il testo in maniera più ampia. La differenza è subito evidente sul piano linguistico: le prime due Edizioni erano comunque rivolte prevalentemente a un pubblico ferrarese o padano, scritte in una lingua che teneva conto delle espressività popolari, lombarde e toscane. La versione definitiva invece mira a creare un modello linguistico italiano nazionale, secondo i canoni teorizzati da Pietro Bembo nelle sue Prose della Volgar lingua. Vengono inseriti nuovi Canti e gruppi di Ottave, distribuiti in parti diverse dell'opera. Le dimensioni cambiano, il Poema viene portato a 46 Canti, modificando la suddivisione e l'architettura. Vengono aggiunte diverse storie e scene, che risultano tra quelle di maggiore intensità (anticipando in un certo grado anche la futura teatralità shakespeariana). Compaiono molti riferimenti alla storia contemporanea, con la gravissima crisi politica-salutare francese-italiana-tedesca.
Fin dalla prima pubblicazione l'Orlando Furioso fu oggetto di vivaci discussioni critiche. Nell'Apologia contra ai detrattori dell'Autore premessa alla sua edizione del Poema, Ludovico Dolce prendeva posizione a favore della tecnica narrativa ariostesca. La polemica raggiungeva il culmine nel 1554, anno della pubblicazione congiunta dei trattati di G. Giraldi, Discorso intorno al comporre de' Romanzi, e di G.B. Pigna, I romanzi, entrambi favorevoli ad Ariosto, ma in due modi profondamente diversi, il primo a difesa della libertà creatrice del Poeta e il secondo a favore del rispetto delle regole poetiche. Con la pubblicazione della Gerusalemme Liberata di Torquato Tasso iniziava il confronto fra i due Poemi: meglio la narrazione fantasiosa e divertente ma disordinata di Ariosto o quella consequenziale ed edificante ma meno coinvolgente di Tasso? Galileo preferiva decisamente il primo, ma i giudizi sono rimasti contrastanti fino ai giorni nostri.


Satire :



  • I – Il ruolo dell'intellettuale, la vita di Corte; rifiuto di seguire il Cardinale Ippolito ad Agria ( Ungheria );
  • II – Polemica contro la Corte Papale;
  • III – Ideale di Vita semplice e privo di ambizioni mondane, vanità del potere e della ricchezza; apologo della gazza;
  • IV – Soggiorno in Garfignana. Descrive la propria vita difficile e la nostalgia verso Ferrara e la Donna amata;
  • V – Consigli sulla scelta di una buona Moglie; umore misogino;
  • VI – ( Indirizzata a P. Bembo ) rievoca gli Studi umanistici compiuti, consigli per l'educazione del figlio Virginio;
  • VII – Motivi che lo hanno indotto a rifiutare la carica di ambasciatore a Roma; l'amore per Ferrara.


Commedie :

  • La Tragedia di Tisbe, ( 1493 )
  • La Cassaria, ( 1508 )
  • I Suppositi, ( 1509 )
  • Il Negromante , ( 1520 )
  • La Lena, ( 1528 )
  • Gli Studenti, ( 1518-19 )

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