giovedì 6 luglio 2017

GOFFREDO MAMELI

Goffredo Mameli dei Mannelli, nasce il 5 Settembre 1827, muore il 6 Luglio 1849.
Poeta, Patriota, Scrittore italiano.
Annoverato tra le figure più famose del Risorgimento italiano, morì a soli 21 anni a seguito di una ferita infetta che si procurò durante la difesa della seconda Repubblica Romana.
È l'Autore delle parole dell'Inno italiano.

Nato nell'allora Regno di Sardegna, Goffredo Mameli, istruito nelle Scuole Pie di Genova e nel collegio di Carcare in Provincia di Savona, fu autore, all'età di quasi 20 anni, delle parole del Canto degli Italiani (1847), più noto in seguito come Inno di Mameli, adottato un Secolo dopo come inno nazionale provvisorio della Repubblica Italiana nel 1946, musicato da Michele Novaro. Ma già ai tempi della scuola dimostrò il suo talento letterario componendo versi d'ispirazione romantica, intitolati Il giovane crociato, L'ultimo canto, Le vergine e l'amante di cui però non si conoscono recensioni come opere d'arte.
Mameli venne presto conquistato dallo spirito patriottico e, durante i pochi anni della sua giovinezza, riuscì a far parte attiva in alcune memorabili gesta che ancor oggi vengono ricordate, come ad esempio l'esposizione del tricolore per festeggiare la cacciata da Genova degli Austriaci del 1746. Nel Marzo 1848 organizzò una spedizione di trecento volontari per andare in aiuto a Nino Bixio durante i moti di Milano e, in virtù di questa impresa coronata da successo, venne arruolato nell'esercito di Giuseppe Garibaldi con il grado di capitano.
In questo periodo compose un secondo canto patriottico, intitolato l'Inno militare musicato da Giuseppe Verdi.
Dopo l'armistizio, tornato a Genova riuscì a dedicarsi alla composizione musicale diventando contemporaneamente direttore del giornale Diario del Popolo e senza dimenticare di pubblicizzare le sue idee irredentiste nei confronti dell'Austria.
La sua opera di patriota venne anche svolta: a Roma, nell'aiuto a Pellegrino Rossi e per la proclamazione del 9 Febbraio 1849 della Repubblica romana di Mazzini, Armellini e Saffi; e in una campagna, svolta a Firenze, per la fondazione di uno stato unitario tra Lazio e Toscana.
Nel suo continuo vagabondaggio si trovò nuovamente a Genova, sempre al fianco di Nino Bixio nel movimento irredentista fronteggiato dal Generale Alberto La Marmora, quindi nuovamente a Roma nella lotta contro le truppe francesi venute in soccorso di Papa Pio IX (che nel frattempo aveva lasciato la città).

Goffredo Mameli fu membro della Gran Loggia d'Italia.

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