mercoledì 28 giugno 2017

LIRICA – ‘ LA FANCIULLA DEL WEST ‘ G. PUCCINI

Opera in 3 Atti, Libretto di G. Civinini e C. Zangarini.
Prima Rappresentazione : New York, Metropolitan Theatre,. 10 Dicembre 1910.

In California, intorno al 1850, ai tempi della febbre d’oro.
Minnie (Soprano) è la giovane padrona della "Polka", un locale ai piedi delle montagne della Sierra, e, per i minatori del vicino campo di lavoro, la compagna, la consolatrice, la confidente; soprattutto ora che una banda di grassatori, comandata dal temibile Ramerrez, infesta la zona depredando e taglieggiando.
Ma la sua vita subisce un improvviso cambiamento: una sera entra alla "Polka" un giovane straniero, il quale afferma di chiamarsi Dick Johnson (Tenore).
Il suo sguardo incontra quello di Minnie e fra i due, che già si erano conosciuti per caso pochi anni prima, si stabilisce una subitanea intesa. In realtà, quel giovane altri non è che Ramerrez, venuto a studiare di persona la possibilità di rapinare la cassa del saloon, ove i minatori son soliti depositare i propri risparmi; malgrado l'avversione mostrata verso lo sconosciuto dallo sceriffo Jack Rance (Baritono), che da tempo corteggia senza successo Minnie, il sedicente Johnson, affascinato dalla grazia e dalla bellezza della fanciulla, non si decide ad abbandonare il locale.
Egli però ha già desistito dall'attuare il suo piano, ed ora tenta di far breccia nell'animo di lei; e ci riesce, ottenendo di poterle dare un ultimo saluto quella sera stessa, nella sua capanna, ai margini della foresta. E qui l'amore sboccia fra Johnson e Minnie, la quale, felice, continua ad ignorare la vera identità dell'uomo e il suo turbinoso passato; saranno Rance ed alcuni minatori, saliti nel suo alloggio per metterla in guardia sullo straniero che era penetrato alla "Polka" per trafugare l'oro e che sembra essersi nascosto nelle vicinanze, a rivelarle il vero essere di Johnson.
Questi è allora costretto da Minnie, indignata e disperata, ad abbandonare la capanna, ma sull'uscio viene abbattuto da un colpo di pistola, sparato a bruciapelo dallo sceriffo, il quale, insospettito dal contegno di Minnie, si era appostato nei pressi; la ragazza però, malgrado il profondo disinganno, si è ormai votata alla salvezza dell'uomo amato, riesce a trasportare all'interno Johnson e a stabilire con Rance un compromesso. Sarà un'allucinante partita a poker a decidere della vita del bandito; e la vittoria arride a Minnie che, solo ricorrendo ad uno stratagemma, potrà salvare il suo uomo.
Questi, dopo la tremenda avventura, è finalmente deciso a redimersi dalla vita sciagurata fin qui condotta: malgrado le assidue ricerche, è riuscito a far perdere le proprie tracce, ma è stato catturato in prossimità del confine, mentre tentava di espatriare. È subito circondato da una turba di uomini minacciosi, pronti a linciarlo; a nulla vale il suo canto d'amore (Ch'ella mi creda libero e lontano): la sua sorte sarebbe segnata se, d'improvviso, in sella ad un cavallo ed impugnando una pistola, non intervenisse in suo soccorso Minnie.

Sarà lei, con una paziente opera di persuasione, a convincere i minatori a lasciare libero il suo uomo: si rivolge ad ognuno, ricordando i giorni trascorsi insieme, le ore della tristezza e della speranza, e riuscendo a commuovere quegli animi induriti dalla fatica e dalle sofferenze. Johnson è finalmente libero e Minnie s'allontana felice con colui che nessuno potrà più togliere al suo amore

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