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LIRICA – ‘ IL CONTE ORY ‘ – G. ROSSINI

Melodramma giocoso in 2 Atti, Libretto di E. Scribe e M. Delestre Poirson.
Prima Rappresentazione : Parigi, Opéra, 20 Agosto 1828

Atto I :

Approfittando dell'assenza del feudatario di Formoutiers, partito con i suoi uomini per liberare la Terrasanta, il Conte Ory, con l'aiuto dell'amico Raimbaud e di un gruppo di scapestrati, si traveste da eremita per attentare alla virtù di Adele, la giovane sorella del feudatario che, avendo fatto voto di non ricevere nessun uomo prima del ritorno dei valorosi crociati, vive chiusa nel castello con le sue dame, in preda alla malinconia.
Gli abitanti del villaggio si recano nel rifugio del pio eremita per chiedergli consiglio e conforto. Qui giungono anche il precettore di Ory, incaricato di ritrovare l'allievo fuggito di casa da otto giorni, e il paggio Isolier. Questi, tratto in inganno dal travestimento di Ory, gli confida il suo amore per la Contessa Adele e il suo proposito di introdursi nel castello dell'amata travestito da pellegrina. Il falso eremita, dopo essersi complimentato per l'ottimo piano, si prepara ad eseguirlo personalmente e, quando Adele – attratta dalla presenza carismatica del sant'uomo – si reca a consultarlo, le consiglia di tenersi alla larga da Isolier (per il quale la fanciulla confessa di avere un debole) e le chiede di entrare nel castello per poterle parlare con più tranquillità.
Ma proprio nel momento in cui si appresta a varcare il ponte levatoio, Ory viene smascherato dal suo precettore. Come se non bastasse, un messo consegna ad Adele la lettera in cui il fratello le annuncia il prossimo ritorno dei Crociati. La Contessa e le sue dame sbeffeggiano il libertino che tuttavia non si dà per vinto: gli resta ancora un giorno per escogitare un altro stratagemma e sedurre Adele.

Atto II :

Le donne del castello, al sicuro nelle loro stanze, commentano con un misto di paura ed eccitazione lo scampato pericolo. Scoppia un violento temporale e dall'esterno si odono implorazioni di aiuto: quattordici povere pellegrine chiedono – e ottengono – asilo notturno per sfuggire alle insidie del demoniaco Conte e dei suoi ribaldi compagni.
Ma non appena rimangono sole, le pie pellegrine rivelano la loro vera identità: altri non sono che lo stesso Ory, questa volta nei panni di Suor Colette, e i suoi compagni, fra i quali a sorpresa troviamo anche il precettore, evidentemente convertito alla causa del discepolo. Raimbaud trova il modo di ovviare alla mancanza di vino e cibi adeguati scoprendo ottime bottiglie e abbondanti vettovaglie nella cantina del castello e, intonando un allegro canto da osteria, dà il via alla bisboccia nell'attesa che abbia inizio l'avventura notturna.
Ma anche questa volta le cose non vanno secondo il copione prestabilito. Il paggio Isolier, scoperto l'inganno, avverte la Contessa che le donne sono in pericolo, dal momento che i Crociati torneranno al castello soltanto fra un'ora. Con l'aiuto di Adele si prepara quindi a giocare un brutto tiro al suo signore e rivale.
Quando la finta Suor Colette entra nella stanza con il pretesto di non riuscire ad addormentarsi, la Contessa, approfittando dell'oscurità, si nasconde dietro al paggio. Il seduttore si rivela e, rivolgendole appassionate frasi d'amore, prende la mano dell'amata e la bacia con trasporto, senza accorgersi che è la mano di Isolier. Questi, nel frattempo, approfitta delle circostanze per baciare a sua volta la mano della Contessa, la quale lo lascia fare volentieri. L'equivoco si chiarisce di colpo al suono delle trombe che annunciano il ritorno dei Crociati e l'arrivo del padre di Ory, venuto a riprendersi il rampollo scapestrato. La scena si illumina: il Conte evita i rimbrotti paterni fuggendo precipitosamente con i suoi compari attraverso un passaggio segreto, mentre tutti inneggiano al felice ritorno dei valorosi cavalieri.

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